UN GIORNO NELLA TORMENTA, di Silvia De Angelis

UN GIORNO NELLA TORMENTA3

Goran, con a seguito la sua famiglia, e altri gruppi comunitari, è in viaggio da giorni, dopo aver lasciato lo stretto di Bering, divenuto ormai impraticabile, per l’ assidua quantità di ghiaccio che ne ha invaso i territori.

I cani, trainano, sullo stremo delle forze, la slitta, che sembra consumarsi lentamente, per la gran mole di tragitto effettuato.

Gun, il mitico animale alla guida degli altri quadrupedi, trascina i compagni, in quel percorso astioso, che sembra non aver mai fine… ma ecco che Goran, finalmente, intravede una pianura della Groenlandia, che potrebbe rappresentare un meritato traguardo e un ambito territorio, per sé e gli altri, su cui stabilirsi per vivere a lungo.

Anche Aina, la compagna di Goran è sfinita da quel viaggio faticoso, e non appena il convoglio si ferma, per la necessaria sosta, sembra cadere in un sonno profondo.

Nei giorni seguenti, gli affiatati componenti del nucleo, hanno un gran da  fare per la costruzione di iglù, rifugi freddissimi che saranno foderati con pellicce di renna e sulla cui base saranno disposti una sorta di sacchi a pelo, fatti di pelliccia d’ orso. Una primitiva lampada, bruciando grasso di balena, produrrà luce e calore, per rendere il soggiorno degli ospiti, del paesaggio artico, meno ostico. Continua a leggere “UN GIORNO NELLA TORMENTA, di Silvia De Angelis”

A P A C H E, di Silvia De Angelis

APACHE3

Si sono accampati in un vasto territorio del New Mexico, gli Apache, sperando che quella zona porti, alla loro tribù, del benessere e tanta stabilità.

Lì hanno avvistato varie mandrie di bisonti e hanno scorto, nelle acque dei fiumi ,lo sguazzare di numerosi salmoni, ottime prospettive, per una certezza d’esistenza, che duri nel tempo.

Queste popolazioni hanno delle tradizioni antichissime, che rispettano  rigorosamente, soprattutto per quanto concerne l’ideale religioso, incatenato a feticci, che sono la voce degli spiriti dei loro antenati, nonché l’affido a una persona speciale, chiamata sciamano, che cura i malesseri fisici e ricerca la stabilità mentale nell’individuo.

Kasa è una giovane donna attenta, ed appena giunta nella nuova terra inizia ,a costruire la capanna, detta wickiup, fatta di pali , foglie e canne incurvate; all’entrata metterà una coperta. E’ molto indaffarata per gestire al meglio la nuova situazione, e rendere confortevole l’abitacolo, per il proprio compagno Nosh.

Nosh è un abile guerriero, ha un fisico possente ed è uno dei candidati alla nuova elezione del capo tribù.

La vita scorre normalmente nel villaggio, che ormai gli Apache gestiscono in modo disinvolto.

Purtroppo la siccità inizia a farsi sentire, sempre più precaria, nei giorni che passano.

Lo sciamano Sike indice allora la danza della pioggia, in cui, tutti in circolo, con degli involucri colorati in testa, e una maschera con strisce turchesi, dovranno lasciar ondeggiare i capelli  dietro il suono di flauti ,tubi e sonagli, per onorare gli spiriti e far gocciolare il cielo.

Kasa presente al rituale, non vede il suo compagno Nosh, e preoccupatissima, va a cercarlo.

Velocissima balza in sella al suo cavallo nero, e, a galoppo, sostenuto inizia la corsa nella prateria.

Si imbatte in una mandria di bufali, presa d’assalto da feroci lupi e, fatta rovinare a terra da un grosso esemplare di questi, perde i sensi.

La ragazza, intontita, si risveglia stupefatta presso una radiosa oasi, e sente una voce di sottofondo che le parla : “sono lo spirito Manitou e ti ho convocato qui per dirti che porterai in grembo il nuovo capo della collettività e Nosh avrà un altro importante compito da svolgere”.

Kasia non ha il tempo di replicare, quando si ritrova ancora a terra, soccorsa dal fratello Adahy, che avvolgendola in una coperta, la riporta alla wickiup, porgendole una bevanda calda e facendola stendere per riposare.

A tarda sera rientra anche Nosh e, sbalordito, narra alla moglie di quanto le sia successo poco prima della danza della pioggia.

Una forza incredibile lo ha trascinato in una oscura foresta e lì ha dovuto fare i voti e la promessa che sarebbe diventato  il nuovo sciamano.

I mesi passano e la coppia trascorre come sempre le giornate fra caccia, semine, costruzioni di cesti in vimini e riti magici atavici, propri della tribù.

Kasa è in attesa di un figlio, e la sua felicità è grandissima.

E’ nel giorno d’un temporale che Nosh mentre sta preparando le frecce, colorate col simbolo della tribù,  viene sfiorato da una luce fortissima che attraversa il suo corpo, rendendolo speciale e immune da qualsiasi evento doloroso che possa colpirlo.

Si avverano, nel tempo le profezie di Manitou, e quella popolazione si ingrandisce, e prospera, grazie anche allo sciamano Nosh, che riesce a estrapolare la forza interiore d’ogni individuo della comunità, rendendolo consapevole del grande valore dell’esistenza.

@Silvia De Angelis

Caccia: Lega, stoppato alla Camera emendamento Leu contro categoria e autonomia Regioni

Caccia: Lega, stoppato alla Camera emendamento Leu contro categoria e autonomia Regioni

Roma, 13 mar. – “Ieri siamo riusciti a bloccare l’ennesima mossa delle sinistre che andava contro i cacciatori. In aula, infatti, la Lega ha votato contro e respinto un loro emendamento al Disegno di Legge “Disposizioni per l’adempimento degli obblighi derivanti dall’appartenenza dell’Italia all’Unione europea – Legge europea 2018″ che richiedeva il parere vincolante dell’Ispra per modificare i termini dei periodi di prelievo di determinate specie.

simbolo2018

Un emendamento che avrebbe depotenziato il ruolo delle regioni mettendole a ricasco della decisione dell’Ispra.

L’ennesima mossa centralista che avrebbe messo in grave difficoltà l’intera categoria dei cacciatori, lasciando alle Regioni nessun potere decisionale. La Lega si è opposta e ha votato convintamente contro per difendere da una parte l’autonomia regionale e dall’altra i cacciatori”.    

Lo dichiarano i deputati della Lega Riccardo Molinari, Alessandro Giglio Vigna e Marco Maggioni.

Apricale, incidente di caccia: muore Nathan Labolani, 19 anni. Corriere.it

Nathan Labolani, la vittima, in una foto tratta dal suo profilo Facebook
I soccorritori sul luogo dell'incidente (Ansa)I soccorritori sul luogo dell’incidente (Ansa)

 

Si chiamava Nathan Labolani ed era residente a Apricale, in provincia di Imperia, il 19enne ucciso domenica mattina in un incidente di caccia, mentre passeggiava tranquillamente nelle campagne insieme al suo cane.

I colpi calibro 300 Magnum che l’hanno raggiunto all’addome sono stati esplosi da un cacciatore di 29 anni di Ventimiglia, che ha sparato con un fucile Winchester, regolarmente detenuto.

L’uomo, indagato per omicidio colposo, avrebbe scambiato il ragazzo per una preda. La pallottola gli ha trapassato un braccio e si è conficcata nel ventre, causandogli gravi lesioni interne e un’emorragia che si è rivelata fatale.

Tutto è avvenuto mentre due squadre di cacciatori, una di Camporosso e l’altra di Perinaldo, stavano partecipando a una battuta al cinghiale nell’area del rio Merdanzo.

Sul posto sono sopraggiunti carabinieri, vigili del fuoco, Soccorso Alpino, il personale sanitario del 118 e la Croce Azzurra.

È stato allertato anche un elisoccorso da Cuneo, che ha trasferito l’equipe medica direttamente sul luogo, molto impervio, ma a nulla è servito: il giovane è morto poco dopo il loro arrivo.

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CIA e Confagricoltura manifestano sul problema del contenimento della fauna selvatica.

Alessandria: Settore caccia della Provincia, protesta e presidio della CIA e di Confagricoltura.

Una protesta “silenziosa”, durante la riunione prevista anche con i rappresentanti delle associazioni venatorie e i Commissari degli Atc, accompagnati dai loro tecnici, per discutere sul problema del contenimento della fauna selvatica.

Alessandria, martedì 23 gennaio, dalle ore 9,00 in Via Galimberti 2 – sede del Settore caccia della Provincia – , ci sarà un presidio composto dagli agricoltori della Cia e di Confagricoltura, con i rappresentanti delle associazioni venatorie e i Commissari degli ATC, accompagnati dai loro tecnici. 

LA CACCIA FA MALE A TUTTI MA DIRLO ESPONE A DENUNCIA?.. BENE, ALLORA DENUNCIATE ANCHE NOI!

La caccia

anna moscatiello

Indovina chi viene dopo cena e la favola del cacciatore

Il 4 dicembre, alle 23.10, su Rai3 Sabrina Giannini ha condotto la puntata di ‘Indovina chi viene dopo cena’ dedicata allacaccia e al lupo. L’argomento è stato affrontato con un approccio trasversale ed oggettivo: dalle vittime di pallottole vaganti, ai costi della caccia che gravano su tutti noi con le tasse.

E ancora si è parlato del falso mito sui cacciatori che servirebbero a tenere sotto controllo gli animali selvatici, difficilmente gestibili, quando invece sono proprio loro ad introdurre animali a scopo venatorio. Continuando con il fenomeno delbracconaggio che non è punito adeguatamente, e con i rischi della carne di selvaggina, da loro rivenduta e cucinata da ristoratori complici, che non rispetta standard igienico-sanitari; concludendo con la relazione tra politica e lobby dei cacciatori, e con la situazione di pericolo in cui versano di continuo orsi e lupi (in via d’estinzione!)… continua su: http://mirkobusto.net/la-caccia-male-tutti-dirlo-espone-denuncia-bene-allora-denunciate-anche/