La leggenda del cactus, di Stefania Pellegrini

La leggenda del cactus, di Stefania Pellegrini

copyright Stefania Pellegrini

Con il nome di cactus vengono comunemente chiamate tutte quelle piante che fanno parte della famiglia delle Cactaceae. Si trovano in quasi tutte le parti del mondo, anche se la loro origine è più americana. I cactus sono detti anche piante succulente, ovvero piante in grado di trattenere una buona quantità di acqua, necessaria per sopravvivere anche nei lunghi periodi di siccità.

Grazie a questa peculiarità, i cactus tendono a diventare particolarmente carnosi sia nel fusto che nelle foglie, e sono considerati piante xerofile, ovvero piante che si ambientano bene in luoghi aridi e desertici dove l’acqua non è quasi mai presente. Fanno parte della famiglia delle Cactaceae oltre 3000 specie.

I cactus sono facilmente riconoscibili grazie alla presenza di spine che rappresentano le foglie. Molti tipi di cactus hanno spine uncinate, fastidiose e spesso dolorose anche solo se si sfiorano.

Questo tipo di pianta può avere dimensioni minime di un centimetro ma raggiungere anche i venti metri di altezza. La sua forma può variare ed essere a crescita verticale con fusto a colonna, oppure globosa, oppure piatta. Viene apprezzata per la sua particolarità ornamentale e per la sua facile coltivazione.

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Esprime fedeltà e sentimento duraturo, e tutto ciò è legato alla sua durata, molto lunga nel tempo, se opportunamente gestita.

Una leggenda d’oltreoceano racconta:

di Quehualliu, un indiano particolarmente bello e apprezzato. Il giovane non aveva occhi che per Pasancana, la figlia del suo capotribù. I due erano praticamente nati e cresciuti insieme, con il tempo si erano innamorati, ma il capo voleva per sua figlia un altro sposo, un eccellente cacciatore.

Disperati perchè vedono il loro sogno d’amore sfumare, i due giovani decidono di scappare. Ma il capo indiano, quando si accorge della loro fuga, va su tutte le furie e manda parte dei suoi guerrieri a cercare i due amanti.

Quehualliu e Pasancana camminano a lungo, cercando di sfuggire ai guerrieri, ma a un certo punto devo fermarsi perché molto stanchi e decidono di sedersi per qualche minuto.
Vengono, però, scorti da alcuni uomini. Per fortuna Quehualliu e la sua compagna, si accorgono in tempo del loro arrivo, ma non sapendo più che fare, implorano la dea della terra, Pachamama, di nasconderli.

La dea allora li fa passare attraverso un buco nella montagna, così i loro inseguitori, insieme al padre della ragazza, li aspetteranno, invano, tutta la notte.

Poi per dare modo ai giovani innamorati di stare insieme senza che nessuno li separi, li trasforma in cactus.

Cit.“La natura è fantastica. Un miliardo d’anni fa non avrebbe mai sospettato che noi avremmo portato gli occhiali, eppure ci ha fatto le orecchie!”
(Milton Berle)