Camillo Sbarbaro, Ora che sei venuta, una poesia lirica, di timbro leopardiano

Camillo Sbarbaro, Ora che sei venuta, una poesia lirica, di timbro leopardiano

di Elvio Bombonato. Alessandria

Camillo Sbarbaro (1888-1967), un altro poeta oggi quasi accantonato, dopo la licenza liceale, fece l’impiegato; poi insegnò latino e greco all’ Istituto Arecco di Genova,  prestigioso liceo classico dei gesuiti, da cui fu allontanato perché rifiutò di  iscriversi  al partito fascista: gesto solitario, perché Sbarbaro non si è mai occupato di politica.
Il suo libro più importante si chiama “Pianissimo”, termine musicale, pubblicato nel 1914, che poi riscriverà nel 1961, ma gli studiosi unanimi preferiscono la prima edizione.
Un’altra raccolta, stampata nel 1955, “Rimanenze”, comprende un piccolo canzoniere d’amore: “Versi a Dina”, cinque poesie soltanto; Dina è un nome fittizio, ma la donna è reale.

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Ora che sei venuta

Ora che sei venuta,
che con passo di danza sei entrata
nella mia vita
quasi folata in una stanza chiusa –
a festeggiarti, bene tanto atteso,
le parole mi mancano e la voce
e tacerti vicino già mi basta.

Il pigolio così che assorda il bosco
al nascere dell’alba. ammutolisce
quando sull’orizzonte balza il sole.

Ma te la mia inquietudine cercava
quando ragazzo
nella notte d’estate mi facevo
alla finestra come soffocato
che non sapevo, m’affannava il cuore.
E tutte tue sono le parole
che, come l’acqua all’orlo che trabocca,
alla bocca venivano da sole,
l’ore deserte. quando s’avanzavan
puerilmente le mie labbra d’uomo
da sé, per desiderio di baciare…        (1931)

E’ una poesia lirica, di timbro leopardiano, scritta in endecasillabi sciolti (senza la rima), con due quinari (vv. 3 e 12) e un settenario: l’incipit, splendido. Ci sono molti iperbati (inversione del normale ordine delle parole), per rallentare il, peraltro esile e delicato. Continua a leggere “Camillo Sbarbaro, Ora che sei venuta, una poesia lirica, di timbro leopardiano”

Camillo Sbarbaro, Ora che sei venuta, una poesia lirica, di timbro leopardiano

Camillo Sbarbaro, Ora che sei venuta, una poesia lirica, di timbro leopardiano

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Camillo Sbarbaro, Ora che sei venuta, una poesia lirica, di timbro leopardiano

di Elvio Bombonato. Alessandria
Camillo Sbarbaro (1888-1967), un altro poeta oggi quasi accantonato, dopo la licenza liceale, fece l’impiegato; poi insegnò latino e greco all’ Istituto Arecco di Genova,  prestigioso liceo classico dei gesuiti, da cui fu allontanato perché rifiutò di  iscriversi  al partito fascista: gesto solitario, perché Sbarbaro non si è mai occupato di politica.
Il suo libro più importante si chiama “Pianissimo”, termine musicale, pubblicato nel 1914, che poi riscriverà nel 1961, ma gli studiosi unanimi preferiscono la prima edizione.
Un’altra raccolta, stampata nel 1955, “Rimanenze”, comprende un piccolo canzoniere d’amore: “Versi a Dina”, cinque poesie soltanto; Dina è un nome fittizio, ma la donna è reale.

Ora che sei venuta

Ora che sei venuta,
che con passo di danza sei entrata
nella mia vita
quasi folata in una stanza chiusa –
a festeggiarti, bene tanto atteso,
le parole mi mancano e la voce
e tacerti vicino già mi basta.

Il pigolio così che assorda il bosco
al nascere dell’alba. ammutolisce
quando sull’orizzonte balza il sole.

Ma te la mia inquietudine cercava
quando ragazzo
nella notte d’estate mi facevo
alla finestra come soffocato
che non sapevo, m’affannava il cuore.
E tutte tue sono le parole
che, come l’acqua all’orlo che trabocca,
alla bocca venivano da sole,
l’ore deserte. quando s’avanzavan
puerilmente le mie labbra d’uomo
da sé, per desiderio di baciare…        (1931)

E’ una poesia lirica, di timbro leopardiano, scritta in endecasillabi sciolti (senza la rima), con due quinari (vv. 3 e 12) e un settenario: l’incipit, splendido. Ci sono molti iperbati (inversione del normale ordine delle parole), per rallentare il, peraltro esile e delicato. Continua a leggere “Camillo Sbarbaro, Ora che sei venuta, una poesia lirica, di timbro leopardiano”

LA TRAMA DELLE LUCCIOLE, di Camillo Sbarbaro, a cura di Elvio Bombonato

LA TRAMA DELLE LUCCIOLE, di Camillo Sbarbaro, a cura di Elvio Bombonato

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La trama delle lucciole ricordi
sul mar di Nervi, mia dolcezza prima?
(trasognato paese dove fui
Ieri e che già non riconosce il cuore).

Forse. Ma il gesto che ti incise dentro,
io non ricordo; e stillano in me dolce
parole che non sai d’aver dette.

Estrema delusione degli amanti!
invano mescolarono le vite
s’anche il bene superstite, i ricordi,
son mani che non giungono a toccarsi.

Ognuno resta con la sua perduta
felicità, un po’ stupito e solo,
pel mondo vuoto di significato.
Miele segreto di che s’alimenta;
fin che sino il ricordo ne consuma
e tutto è come se non fosse stato.

Oh come poca cosa quel che fu
a quello che non fu divide!
Meno
che la scia della nave acqua da acqua.

Saranno state
le lucciole di Nervi, le cicale
e la casa sul mare di Loano,
e tutta la mia poca gioia – e tu –
fin che mi strazi questo ricordare.

Camillo Sbarbaro (1931)

Stavolta niente commento. La poesia è centrata sul tema (montaliano) della memoria smarrita, del passato che non unisce ma divide: Vittorio Coletti. Del suo piccolo canzoniere “Versi a Dina”, il 31/10/2017 ho messo “Ora che sei venuta”.

Camillo Sbarbaro, Ora che sei venuta, una poesia lirica, di timbro leopardiano

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Camillo Sbarbaro, Ora che sei venuta, una poesia lirica, di timbro leopardiano
Camillo Sbarbaro, una poesia lirica, di timbro leopardiano,

di Elvio Bombonato. Alessandria
Camillo Sbarbaro (1888-1967), un altro poeta oggi quasi accantonato, dopo la licenza liceale, fece l’impiegato; poi insegnò latino e greco all’ Istituto Arecco di Genova,  prestigioso liceo classico dei gesuiti, da cui fu allontanato perché rifiutò di  iscriversi  al partito fascista: gesto solitario, perché Sbarbaro non si è mai occupato di politica.
Il suo libro più importante si chiama “Pianissimo”, termine musicale, pubblicato nel 1914, che poi riscriverà nel 1961, ma gli studiosi unanimi preferiscono la prima edizione.
Un’altra raccolta, stampata nel 1955, “Rimanenze”, comprende un piccolo canzoniere d’amore: “Versi a Dina”, cinque poesie soltanto; Dina è un nome fittizio, ma la donna è reale. Continua a leggere “Camillo Sbarbaro, Ora che sei venuta, una poesia lirica, di timbro leopardiano”

Camillo Sbarbaro, una poesia lirica, di timbro leopardiano, di Elvio Bombonato.

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Camillo Sbarbaro, una poesia lirica, di timbro leopardiano,

di Elvio Bombonato. Alessandria
Camillo Sbarbaro (1888-1967), un altro poeta oggi quasi accantonato, dopo la licenza liceale, fece l’impiegato; poi insegnò latino e greco all’ Istituto Arecco di Genova,  prestigioso liceo classico dei gesuiti, da cui fu allontanato perché rifiutò di  iscriversi  al partito fascista: gesto solitario, perché Sbarbaro non si è mai occupato di politica.
Il suo libro più importante si chiama “Pianissimo”, termine musicale, pubblicato nel 1914, che poi riscriverà nel 1961, ma gli studiosi unanimi preferiscono la prima edizione.
Un’altra raccolta, stampata nel 1955, “Rimanenze”, comprende un piccolo canzoniere d’amore: “Versi a Dina”, cinque poesie soltanto; Dina è un nome fittizio, ma la donna è reale. Continua a leggere “Camillo Sbarbaro, una poesia lirica, di timbro leopardiano, di Elvio Bombonato.”

La trama delle lucciole, di Camillo Sbarbaro, da Elvio Bombonato

La trama delle lucciole, di Camillo Sbarbaro, da Elvio Bombonato

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La trama delle lucciole ricordi
sul mar di Nervi, mia dolcezza prima?
(trasognato paese dove fui
Ieri e che già non riconosce il cuore).

Forse. Ma il gesto che ti incise dentro,
io non ricordo; e stillano in me dolce
parole che non sai d’aver dette.

Estrema delusione degli amanti!
invano mescolarono le vite
s’anche il bene superstite, i ricordi,
son mani che non giungono a toccarsi.
Ognuno resta con la sua perduta
felicità, un po’ stupito e solo,
pel mondo vuoto di significato.
Miele segreto di che s’alimenta;
fin che sino il ricordo ne consuma
e tutto è come se non fosse stato.

Continua a leggere “La trama delle lucciole, di Camillo Sbarbaro, da Elvio Bombonato”