Riscrivere la storia, di Carlo Baviera

Riscrivere la storia, di Carlo Baviera

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Alessandria: Si capirà più avanti il perché del titolo. Una contraddizione, in quanto anch’io credo che la storia non si possa e non si debba riscrivere. Troppi cercano di farlo per cancellare i segni di avanzamento civile, democratico, solidale e fraterno che si sono sviluppati nell’ultimo secolo: quello definito <secolo breve> o anche secolo delle dittature e dei crimini peggiori si sempre (guerre spietate, bomba atomica, shoah, le pulizie etniche, gulag, forni crematori, foibe, olocausti di tutti i generi [anche quelli che alcuni Stati rifiutano di riconoscere e vietano ad altri di pronunciare!!!]).

E che io – voce fuori dal coro e senza alcuna autorevolezza scientifica – continuo a definire <secolo della democrazia> (il welfare delle socialdemocrazie, le democrazie cristiane, la fine del colonialismo, le Costituzioni, gli aspetti positivi del ’68 e la partecipazione politica, le libere elezioni in molte nazioni, l’indipendenza conquistata da altre anche in Africa, la caduta del sovietismo, decenni di pace, la costruzione dell’Unità Europea). Continua a leggere “Riscrivere la storia, di Carlo Baviera”

Ampie schiarite 7. Napoli per pace e solidarietà, commercio da sostenere e commercio senza follie

Ampie schiarite 7. Napoli per pace e solidarietà, commercio da sostenere e commercio senza follie

Carlo Baviera

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Il bene da scoprire e diffondere. Buone notizie che aprano alla speranza e alla fiducia

Sostegno ai Commercianti di Genova (Acquisti solidali nella zona arancione) – È proseguita anche nel giorno dopo la storica firma del contratto per demolizione e ricostruzione di ponte Morandi, la gara di solidarietà verso gli esercenti della zona il cui lavoro è quasi azzerato dopo il disastro. Oltre 50 persone radunate dalla Croce Rossa di Serravalle Scrivia (in provincia di Alessandria) sono arrivate per fare shopping in zona, in base alla valida iniziativa promossa da Monica Marciano di Borghetto e Simona Calvi di Vignole, che hanno creato questa “gita” settimanale dal Basso Piemonte alla zona arancione. Un gesto di solidarietà e di sostegno originale e non meno concreta di altre.

Napoli contro la violenza. – La città è compatta nella propria mobilitazione. Due giorni per dire no alla camorra e per camminare a favore della pace (prima ad Afragola, in seguito a Portici). Nonostante la pioggia, erano presenti studenti, associazioni, sindacati, cittadini uniti nel al racket. Vi erano stati episodi intimidatori facendo esplodere otto bombe davanti a esercizi commerciali. Fra gli slogan: «Lavoro, diritti casa, cultura: queste son le armi che ai clan fa paura». Ha preso parte alla sfilata anche il pizzaiolo Gino Sorbillo, la cui pizzeria, nel centro storico di Napoli, era stata colpita da una bomba carta. E Sorbillo ha annunciato che riaprirà il locale. «Da qui traggo una carica nuova per fare ancora meglio le cose nel servizio, nell’offerta, nella rete con gli altri commercianti». Mentre a Portici, i ragazzi, i bambini e le comunità parrocchiali del XII decanato si sono messi in cammino per la pace. Una scarpa vecchia, un giubbotto arancione di salvataggio e l’intitolazione delle strade che diano identità di pace alla città, i segni scelti dai Comuni di Ercolano, Portici, San Giorgio a Cremano e San Sebastiano al Vesuvio. Ventinove parrocchie con un solo sogno. «Abbattere i muri invisibili, fatti dalla paura di ciò che non conosciamo e che sembra diverso da noi». Continua a leggere “Ampie schiarite 7. Napoli per pace e solidarietà, commercio da sostenere e commercio senza follie”

Far funzionare l’Europa in modo diverso, di Carlo Baviera

Far funzionare l’Europa in modo diverso, di Carlo Baviera

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Alessandria: Nel febbraio scorso Massimo Cacciari è intervenuto autorevolmente all’Assemblea di Confcooperative di Milano. Parlando al sistema cooperativo ha sottolineato come la scadenza delle prossime elezioni europee sia decisiva “in particolare per quelle associazioni e corpi intermedi che dovrebbero avere più presente la necessità di una Unione Europea diversa rispetto a come ha funzionato finora”. Cacciari, lo si può condividere o meno, non è mai banale. E in quella occasione ha fornito alcuni spunti molto utili.

Andiamo con ordine. Per prima cosa (prima stoccata) “È un’Europa debole.[..] Una situazione di grande debolezza che rende ancora più necessario lo sforzo per l’Unione Europea”. Sembra cosa scontata, ma se non ci si rende conto che serve l’Unità proprio perché si è deboli in un contesto mondiale che ci mette in difficoltà, si rischiano cantonate. Continua a leggere “Far funzionare l’Europa in modo diverso, di Carlo Baviera”

Madri fondatrici Europa, di Carlo Baviera 

Madri fondatrici Europa, di Carlo Baviera 

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Siamo ormai entrati in campagna elettorale: per il rinnovo del Parlamento Europeo, ma anche per quello del Consiglio Regionale del Piemonte e di non pochi Comuni.

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Questa circostanza ha favorito la riscoperta e la riproposta dell’importanza della costruzione dell’Unità Europea per quanto riguarda il nostro futuro. Al di là di lentezze ed errori, la realizzazione di una Federazione che veda uniti i nostri popoli è fondamentale per non essere piccoli giocattoli nelle mani delle grandi potenze: sia dal punto di vista commerciale, che di politica estera, che di sovranità e nuova cittadinanza, che di politica culturale, sociale e di giustizia.

A tal proposito mi ha colpito un articolo di qualche tempo fa sulla rivista Città Nuova in cui si presentavano (parlando di idea di Europa e senza sminuire l’apporto fondamentale dei“padri fondatori”, Robert Schuman, Konrad Adenauer e Alcide De Gasperi e di quanti fin dagli anni venti o dall’esilio, dal confino o dal carcere l’hanno sognata e proposta) quattro figure di “Madri fondatrici”: denominazione usata non da un punto di vista istituzionale, ma più in prospettiva storico-filosofica e di fondamenti del pensiero che in chiave di impegno contemporaneo:

María Zambrano (“Cos’è sta­ta l’Europa? Cos’è, nella sua complessa e ricchissima realtà, l’irrinunciabile? […] È una radice comune, ricevuta per trasmissione, non inventata, non dovuta al nostro sforzo. [..] Non sappiamo in che cosa consista quel quid che ci apparenta con tutto ciò che è europeo e che in questo istante ha più vigore di qualsiasi tratto nazionale, particolare o individuale. Quell’elemento che ci fa sentire l’Europa come una grande unità nella quale siamo compresi integralmente”. M. Zambrano, L’agonia dell’Europa, Marsilio, Venezia 1999); Continua a leggere “Madri fondatrici Europa, di Carlo Baviera “

Lotta alla povertà e nuove politiche economiche, di Carlo Baviera

Lotta alla povertà e nuove politiche economiche, di Carlo Baviera

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La riduzione della povertà passa dalle politiche economiche.  Prendendo spunto dal richiamo del Papa alla lotta contro la povertà  Gianni Bottalico ex Presidente Nazionale ACLI, su Agenda Domani  del 18 novembre 2018 ricorda che “Dal 1999 al 2013, il numero di persone nel mondo che vivono sotto la soglia di povertà estrema è pur sceso del 28%, passando da 1,7 miliardi a 767 milioni, ma i poveri restano ancora troppi, il 10% della popolazione mondiale.

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Nell’Unione Europea i poveri sono saliti a 117,5 milioni. Tanti sono le persone a rischio povertà o esclusione sociale, pari al 23,4% della popolazione, quasi un europeo su quattro. In Italia, nel 2017 le famiglie in povertà assoluta erano 1 milione e 778mila (6,9%) per un totale di 5 milioni e 58mila persone (8,4% dell’intera popolazione), il livello più alto dal 2005 (dati Istat e Eurostat)”.

Per contro nel mondo vi è sovrapproduzione: ci sono troppi beni, tutti mirano ad essere più competitivi a esportare, riducendo i salari e i diritti dei lavoratori; abbassando la capacità di spesa delle famiglie e alimentando la spirale dell’impoverimento del ceto medio. “Mai tanta ricchezza, mai così mal distribuita”.

Per far fronte alle tante disuguaglianze la lotta globale alla povertà è inserita fra i 17 obiettivi dell’Agenda 2030 delle Nazioni Unite; anche nel nostro Paese la povertà relativa e assoluta è peggiorata (ultimo rapporto dell’Alleanza per lo Sviluppo Sostenibile). Per questo, scrive ancora Bottalico “Servono, dunque, misure specifiche di contrasto alla povertà, insieme a politiche economiche orientate a fermare la caduta del ceto medio nell’area di rischio di povertà. Continua a leggere “Lotta alla povertà e nuove politiche economiche, di Carlo Baviera”

Quieora: la sinistra DC a Casale Monferrato (undicesima parte) di Carlo Baviera

Quieora: la sinistra DC a Casale Monferrato (undicesima parte) di Carlo Baviera

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Gli ultimi numeri del 1971 di Quieora, quindi dell’ultima parte dell’anno, affrontano anche i temi del posizionamento e degli obiettivi del partito (e della sua sinistra): da considerare che alle elezioni amministrative erano state premiate le destre, era stata approvata l’anno precedente la Legge del divorzio e di conseguenza era venuta la richiesta di referendum abrogativo della legge stessa, inoltre si sarebbe dovuto eleggere il nuovo capo dello Stato, e l’alleanza di centro sinistra era messa fortemente in crisi dai tanti avvenimenti sociali e culturali di quegli anni. Più d’uno gli interventi sull’argomento.

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Il numero 22 entra subito nel merito; “La dc è stata ridimensionata. E’ entrata in crisi l’unità dei cattolici, alcuni dei quali si sentono meglio rappresentati dal Msi. [..] Lo spostamento a destra del 13 giugno certamente non favorirà una politica si sostanziali riforme di trasformazione, ma rafforzerà l’egemonia dei gruppi privilegiati, che cercheranno di addossare alla classe lavoratrice la responsabilità delle difficoltà economiche (sembra anticipare alcune <prediche> odierne). Continua a leggere “Quieora: la sinistra DC a Casale Monferrato (undicesima parte) di Carlo Baviera”

Evoluzione (e rigenerazione) democratica, di Carlo Baviera

Evoluzione (e rigenerazione) democratica, di Carlo Baviera

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Alessandria: Ci ritroviamo, a distanza di qualche decennio, in un mondo profondamente mutato, ma non come lo avevamo sognato. L’Europa Unita, al di là del non essersi realizzata (con la Brexit e con una visione solo mercantile è iniziato il disfacimento), arranca faticosamente e agli occhi dei cittadini rappresenta la responsabile di tanti mali. Tanti (incoscienti!) vorrebbero porre fine all’esperienza.

Lo sviluppo dei popoli del terzo e quarto mondo (qualcuno ricorda ancora la kennediana <Alleanza per il Progresso>?) si è realizzato solo limitatamente, e in alcuni casi la situazione è peggiorata; come non si è dato corso, salvo poche eccezioni, alla richiesta di San Giovanni Paolo II durante il Giubileo del 2000 di remissione dei debiti.

Le guerre e gli armamenti, anziché essere banditi per sempre, tornano a dettare legge; non solo a livello di Stati e Alleanze Internazionali, ma anche se non soprattutto a livello personale e di gruppi. Le questioni “ecologiche” individuate già allora come prioritarie addirittura da un politico a fine carriera e non certo progressista (nel senso che assegniamo a questo temine) come Amintore Fanfani, sono sotto gli occhi di tutti; ma nessuno di noi è disposto a compiere le scelte <rivoluzionarie> necessarie per invertire la tendenza.

E gli allarmi degli ambientalisti continuano ad essere considerati qualcosa di ideologico o troppo radicale per essere raccolti dal cittadino medio e dai politici oggi sul mercato. Anche l’appello <Laudato sì> di Papa Francesco è stato riposto in polverose biblioteca anche da parte di tanti credenti e comunità ecclesiali. Continua a leggere “Evoluzione (e rigenerazione) democratica, di Carlo Baviera”

Quieora: la sinistra DC a Casale Monferrato (nona parte), di Carlo Baviera

Quieora: la sinistra DC a Casale Monferrato (nona parte), di Carlo Baviera

Carlo Baviera

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quieora 02Alessandria: Dopo la costituzione della nuova Giunta comunale e la ripresa dell’attività amministrativa, ripartiva anche col nuovo anno l’impegno ordinario diQuieora.

,E si tornava alla trattazione dei temi di sempre: la vita e il ruolo del partito, la trasparenza delle istituzioni e della politica, la partecipazione, l’approfondimento delle questioni culturali e sociali che bloccavano il procedere di una democrazia progressiva, una visione globale per lo <sviluppo integrale dell’uomo e di tutti gli uomini>, per usare le parole della Populorum Progressio.

Il primo numero del 1971 (nr. 19) è monografico, ed è dedicato a <Partecipazione e decentramento: l’ipotesi dei quartieri. E, non a caso, compare per la prima volta tra i promotori il nome di Paolo Ferraris, che si era iscritto da poco al partito; probabilmente gli approfondimenti sul tema sono anche suoi, in quanto l’argomento lo appassionava e l’aveva approfondito anche attraverso la bibliografia che è riportata sul periodico.

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Quieora: la sinistra DC a Casale Monferrato (settima parte) di Carlo Baviera

Quieora: la sinistra DC a Casale Monferrato (settima parte) di Carlo Baviera

Qui e ora

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Per terminare la disamina dei numeri di Quieora, nel periodo tra l’inizio del millenovecentosettanta e le elezioni regionali e amministrative di giugno, sono ancora da evidenziare alcuni passaggi degli articoli di fondo (da attribuire al direttore, in quanto non firmati?), il contenuto del numero che potremmo definire “elettorale”, e quanto nella rubrica scrivevano Giuseppe Gario e Riccardo Coppo.

Veniamo agli articoli di fondo. Il primo si soffermava sulla ricerca di unanimità del partito nel momento in cui ci si avviava alla tornata elettorale. Alcuni avevano sollecitato meno divisioni, nelle riunioni di Direttivo o nelle assemblee. Perciò si era attenti ad ogni offerta di collaborazione “Perché ci è dato di vedere fortunatamente che certe posizioni prima difese a denti stretti, vengono abbandonate con il passare degli anni [..] si tratta di vedere quanto certa gente muti opinione per aderenza alla realtà o per tatticismo”; si pensava che tante divergenze evidenziate nei mesi precedenti fossero dovute ad incomprensione, ma non di meno che esistessero diverse concezioni sulla convivenza e sulla funzione dell’azione politica, e allora la prudenza portava a diffidare soprattutto quando c’era di mezzo “la questione del potere per raggiungere il quale o mantenere il quale c’è da supporre che certa gente  si disporrebbe a fare qualunque cosa”. Perciò si riteneva necessario stabilire il punto su cui incontrarsi per stabilire il da farsi insieme e non essere strumentalizzati. Continua a leggere “Quieora: la sinistra DC a Casale Monferrato (settima parte) di Carlo Baviera”

Quieora: la sinistra DC a Casale Monferrato (quarta parte), di Carlo Baviera

Quieora: la sinistra DC a Casale Monferrato (quarta parte), di Carlo Baviera

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Sono anni, quelli in cui si pubblica Quieora, in cui inizia a formarsi un clima di attenzione, pur in mezzo ad asprezze e mosse strumentali, fra i due grossi partiti popolari che rappresentavano il perno di due visioni politiche contrapposte. La crisi del centro sinistra, l’esplosione della contestazione, la necessità di pensare a riforme istituzionali, portavano a parlarsi anche fra coloro che continuavano ad essere avversari; ma l’attenzione reciproca imponeva anche chiarezza assoluta. Già dai primi numeri del periodico si “polemizza” per  <la vecchia politica del PCI> (E’ veramente spiacevole che i comunisti nostrani non abbiano ancora rinunciato alla politica del “tanto peggio, tanto meglio”. [..] ripete i soliti slogan senza proporre alcuna soluzione realistica); e ancora <i comunisti barano> (nel primo numero scrivevamo “i comunisti invece di cogliere qua e là frasi che potrebbero servire ai loro scopi demagogici perché non imparano la spregiudicatezza della verità e non escono dal cosiddetto <centralismo democratico per dire liberamente la loro idea? [..]

Ecco come scrivono di Quieora sull’Unità: Non piace ai notabili democristiani lo sferzante linguaggio della sinistra dc. [..] Essi denunciano l’ambiguità della dc, la sua riluttanza a prendere decisioni chiare [..] La miopia politica del centrosinistra .. porta a ghetti chiusi .. e c’è il prevalere di una mentalità che si rileva autoritaria” [..] Ci dispiace .. pur essendo contrari all’ideologia marxista, non abbiamo mai creduto alla condanna in blocco dei comunisti. E’ per questo che la cosa ci dispiace, perché adesso quelli che sono anticomunisti viscerali avranno un ennesimo argomento in più per dichiarare che i comunisti sono dei meschini profittatori [..] Per parte nostra traiamo la conferma che in quel partito .. non si riesce a distinguere una critica costruttiva da un’accusa). Continua a leggere “Quieora: la sinistra DC a Casale Monferrato (quarta parte), di Carlo Baviera”

Da dove ripartire, di Carlo Baviera

Da dove ripartire, di Carlo Baviera

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Ho avuto occasione, qualche settimana fa, di rileggere il discorso con cui Luigi Granelli nel 1999, al Congresso di Rimini, dichiarava esaurita la sua partecipazione al Partito Popolare e, polemizzando con alcune scelte e posizioni di quei mesi, decideva di essere presente nella vita civile e politica senza alcun incarico o ruolo pubblico ma con un’attività di formazione e di supporto culturale.

Molti sono i passaggi per me significativi di quel discorso. Ne propongo due che mi sembrano sempre attuali e che, soprattutto in questi tempi possono anche essere utili e sensati per quanti intendono la Politica in senso alto. Continua a leggere “Da dove ripartire, di Carlo Baviera”

Quieora: la sinistra DC a Casale Monferrato (terza parte), di Carlo Baviera

Quieora: la sinistra DC a Casale Monferrato (terza parte), di Carlo Baviera

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Nelle schede precedenti, relative alla “storia” di Quieora, si è più volte fatto riferimento ai promotori e ai sostenitori del periodico come gruppo della sinistra (e in particolare di giovani) all’interno della DC; della loro vicinanza a personalità come Donat Cattin e Bodrato, dell’attenzione alle figure di Aldo Moro, di Granelli, Galloni e Marcora soprattutto con la lettura delle riviste <Sette giorni (in Italia e nel mondo)> e <Il Domani d’Italia>. Che appartenessero alla DC era un dato di fatto visto che facevano parte degli iscritti a quel partito e alcuni facevano parte del Direttivo sezionale. Sul numero 2, a questo proposito, vi è però una importante precisazione, che dà l’idea di come l’appartenenza ad un’organizzazione politica venisse interpretata. Continua a leggere “Quieora: la sinistra DC a Casale Monferrato (terza parte), di Carlo Baviera”

Quieora: la sinistra DC a Casale Monferrato (seconda parte), di Carlo Baviera

Quieora: la sinistra DC a Casale Monferrato (seconda parte), di Carlo Baviera

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Si è già detto nella prima parte dell’approfondimento, relativo al ciclostilato politico Quieora, della prevalente provenienza dall’associazionismo cattolico di quanti ne erano i promotori.

E come, in quegli anni di fermento provocato dal Concilio e in seguito all’esplodere del sessantotto, avesse proiettato in prima linea anche nella città di Casale Monferrato questo mondo associativo, a causa di una realtà giovanile molto attiva e intellettualmente vivace, nella richiesta di riforme e di partecipazione alla costruzione della società.

I partiti non ne erano immuni; gli aderenti più giovani che erano anche stati coinvolti, non molto tempo prima, nelle marce contro la guerra in Vietnam, e nella critica all’invasione russa della Cecoslovacchia, furono tempestivi nelle iniziative. Era stata costituita da pochi anni la Consulta giovanile, e in quel contesto ci si confrontava e si progettava; i problemi (dalla scuola alle difficoltà nel mondo del lavoro, dalle problematiche sociali per emarginazione, casa, assistenza, alle politiche culturali) erano settimanalmente all’ordine del giorno.

Chi faceva esperienza all’interno dei partiti, nel nostro caso ci si riferisce alla Democrazia Cristiana, si rendeva conto che era necessario trovare modalità e strumenti nuovi per parlare ai cittadini, ma anche per rendere trasparenti i dibattiti della politica. Continua a leggere “Quieora: la sinistra DC a Casale Monferrato (seconda parte), di Carlo Baviera”

Quieora: la sinistra DC a Casale Monferrato (prima parte), di Carlo Baviera

Quieora: la sinistra DC a Casale Monferrato (prima parte), di Carlo Baviera

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Dopo aver terminato la lunga serie di contributi con i quali si è riproposta sinteticamente la “vita” politico-editoriale del periodico della Sinistra DC in provincia di Alessandria (Punto a capo), passiamo ad esaminare ciò che ha rappresentato, per Casale Monferrato e all’interno della vicenda politica a cavallo degli anni sessanta/settanta, un altro periodico: Quieora.

Scritto tutto di seguito anche se quel titolo (Quieora) voleva proprio significare che l’impegno dei promotori era qui, in una situazione e in una località precisa, e ora, in un periodo storico concreto; e richiamando anche, vista la formazione di chi redigeva la pubblicazione, un riferimento all’impegno richiesto qui e ora dalla propria fede religiosa.

Il periodico veniva rigorosamente ciclostilato; solo un numero, quello relativo alle elezioni comunali del 1970, ed esattamente il numero 14 del maggio 1970, era stato stampato in tipografia; di questo accenneremo in altra parte. Continua a leggere “Quieora: la sinistra DC a Casale Monferrato (prima parte), di Carlo Baviera”

Democrazia, Costituzione, culture non occidentali, di Carlo Baviera

Democrazia, Costituzione, culture non occidentali, di Carlo Baviera

Women and children protest Saudi-led coalition airstrikes

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Nella rubrica quotidiana Buongiorno su La stampa del 17.04.2018 Mattia Feltri intitolaSharia occidentale la sua breve riflessione. Vorrei separare il breve articolo in due parti, sviluppando considerazioni aggiuntive a quelle di Feltri: “Il settimanale francese Le Point è stato a Molenbeek, Bruxelles, a incontrare i fondatori di un partito islamico il cui nome è l’acronimo di Integrità, Solidarietà, Libertà, Autenticità, Moralità. Detto così sembrerebbe il programma di molti partiti italiani.

Ma questo – che alle ultime municipali ha preso il 4 per cento – propone la sharia (legge di Allah) in una indefinita forma occidentale che prevede bus separati per uomini e donne (in rimedio alle molestie), la proibizione del consumo degli alcolici, il velo per le donne ammesso in tutti i luoghi pubblici, la reintroduzione della pena di morte.  Il resto verrà, secondo i proclami, ma tanto basta per porre la democrazia di fronte al suo eterno dilemma: fino a quale punto la tolleranza può accettare partiti che negano le basi della tolleranza? Fino a quale punto può estendere la libertà di opinione, con la prospettiva che evolva in azione liberticida?”. Questa la parte che mi interessa sviluppare. Continua a leggere “Democrazia, Costituzione, culture non occidentali, di Carlo Baviera”