Pensieri disordinati sulla recente crisi, di Carlo Baviera

Pensieri disordinati sulla recente crisi, di Carlo Baviera

6 settembre 2019 Carlo Baviera

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Lo storico Guido Formigoni, in merito ai tentativi di soluzione della crisi di Governo, iniziava le sue considerazioni con questa frase: La politica ha le sue leggi, di cui una ferrea riguarda i tempi. Se si presenta una proposta giusta nel momento sbagliato, è alta la possibilità di fallire.

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Ma questi giorni stanno anche mostrando che i processi vanno preparati e istruiti (magari anche remando controcorrente), se si vuole avere maggiori chance di successo duraturo: mettere alla prova i cinquestelle dopo le elezioni del 2018, evitare di mettere sullo stesso piano il movimento con la Lega nonostante la sciagurata alleanza, lavorare nelle loro contraddizioni facendone emergere gli aspetti correggibili (si pensi alla evoluzione pro-europea, oggi del tutto fondamentale), avrebbe dovuto essere buona regola di una sinistra di governo che si scopre terremotata da un risultato drammatico e non vuole emarginarsi in un angolo della politica.

Non averlo fatto è sintomo di gravi limiti politici. Non è facile riprendere ora tutti questi passaggi, sulla spinta di una subitanea conversione di molti pareri decisivi, oltretutto nel breve volgere di un paio di settimane. Lo si vede distintamente, tanto che il rischio di essere di fronte a un’operazione abborracciata e ambigua è altissimo e lo si sconterà sul futuro, comunque si vada a procedere. Speriamo vivamente che non si debba pagarlo troppo presto. Continua a leggere “Pensieri disordinati sulla recente crisi, di Carlo Baviera”

Il Monferrato area Lombarda, di Carlo Baviera

Il Monferrato area Lombarda, di Carlo Baviera

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Qui Casale Monferrato Carlo Baviera

Alle fine mi sono stufato anch’io. Per anni ho cercato di spiegare a qualche amico che continuava a prendersela con e con i nostri politici locali ad Alessandria. Gli ho spiegato che non sempre e non per tutti era così; che nei partiti, almeno quelli seri, le proprie ragioni e quelle dei propri territori si difendono non con una visione campanilistico localista, ma sapendo esaltare i propri punti di forza all’interno di una visione ampia e articolata; che un territorio come il nostro non doveva impostare le sua politiche con l’altezzosità da Marchesato o continuando a contestare i vicini, ma promuovendo e coltivando alleanze con le aree circostanti; che era importante – in epoca di globalizzazione – avere progetti di collaborazione con altre zone limitrofe, per crescere insieme.

Il monferrato

Addirittura cercavo di spiegare che diminuendo la popolazione, sia della città capoluogo che dell’intero Comprensorio, era obiettivamente difficile mantenere tutti i servizi e tutte le istituzioni che come Capitale del Monferrato riteniamo debbano essere riconosciute a quest’area, la quale deve però anche essere per la ferita provocata dalla presenza di amianto: risarcita nel senso che il volto nuovo, bonificato, di città resiliente e che si è predisposta per ritornare a svolgere un ruolo industriale, commerciale, turistico, sportivo, di innovazione tecnologica e scolastica va messo in luce e promosso.

Adesso basta! Gli amministratori locali (di destra, di centro, di sinistra) non c’entrano. Leggevo, tempo addietro, su Il Monferrato che la Regione Piemonte annuncia la costituzione della Federazione delle strade del vino e dei sapori del Piemonte. Ovviamente il Monferrato casalese non viene indicato. Vedo in un video pubblicato su Facebook che si indicano 50 (diconsi cinquanta!) aree e luoghi del Piemonte per cui la Regione merita una visita e un soggiorno: 50! E il  casalese è presente di sfuggita con Crea fra i Sacri Monti.

Si è costituita una ATL che comprende i territori del sito Unesco e Casale viene inserita in quella dell’alessandrino:  ma si ricordano, lo sanno in Regione, che il casalese (con gli Infernot) fa parte del sito Unesco e quindi dovrebbe turisticamente essere legato all’astigiano e all’albese? Pare proprio che non gli interessi. Avremo commesso nei lustri passati errori e avremo manifestato lacune o incapacità, ma non è possibile che in ogni occasione, in ogni campo, il Casalese sia sempre tagliato fuori. Questa non è una maledizione divina! comincio a credere anch’io (difficile adattarsi a questa tesi, ma datemi un’altra spiegazione razionale e logica) che si voglia scientemente fare del nostro territorio una terra di conquista (possedimenti elettorali, sociali, economici) da suddividersi da parte di altre aree e politici. Continua a leggere “Il Monferrato area Lombarda, di Carlo Baviera”

Ampie schiarite 9. Co-housing giovani, offerta razzista rifiutata, copyright tutelato, daspo ai falsi tifosi

Ampie schiarite 9. Co-housing giovani, offerta razzista rifiutata, copyright tutelato, daspo ai falsi tifosi

di Carlo Baviera https://appuntialessandrini.wordpress.com

Il bene da scoprire e diffondere. Buone notizie che aprano alla speranza e alla fiducia

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Co-housing fra giovani europei – Per Il CIR e Refugees Welcome Italia ha realizzato un progetto, nelle città di Roma, Torino, Milano, Bologna, Venezia, Genova, Catania, Matera, Firenze, Lecce e Verona, per  promuovere fra i giovani dell’Europa e immigrati, al di sotto dei 35 anni il co-housig. L’iniziativa servirà per un mutuo aiuto tra rifugiati e giovani studenti o lavoratori; e non si limiterà solo ad offrire la condivisione dell’alloggio, ma anche la condivisione di una rete di supporto e relazioni verso la piena autonomia. E’ previsto un rimborso mensile per chi si metterà a disposizione per l’ospitalità e la coabitazione, che avrà una durata da 6 a 12 mesi. E’ l’Europa che aiuta percorsi di accoglienza, integrazione, amicizia.

Se la beneficienza è “parziale” –  “La carità non manca di rispetto” recita la 1^ lettera ai Corinzi. Perciò un parroco ha rispedito al mittente il contributo per i poveri, che gli era stato offerto perché lo distribuisse “ma solo agli italiani”. Il Parroco ha la schiena dritta e conosce ciò che ordina il Vangelo di cui è annunciatore: amare il prossimo, anzi farsi prossimo, senza distinzioni. “Allora vieni a riprendertela la tua offerta” ha risposto esemplarmente. Voto di stima: 10 e lode. Continua a leggere “Ampie schiarite 9. Co-housing giovani, offerta razzista rifiutata, copyright tutelato, daspo ai falsi tifosi”

Il sistema democratico liberale deve potersi difendere, di Carlo Baviera

Il sistema democratico liberale deve potersi difendere, di Carlo Baviera

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Traggo dall’Agenzia di stampa AgenSIR due notizie battute in giugno e che vengono dall’Europa, le quali aiutano a riallacciarmi al già ricco dibattito sviluppatosi su Appunti Alessandrini riguardo alla liberal-democrazia (intendo solo affiancarmi al dibattito senza inserirmi formalmente: sarebbero necessarie valutazioni più profonde e colte delle mie, che restano ragionamenti più superficiali).

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La prima di queste Notizie titola “Politiche efficaci per battere la marea populista”; la seconda “minacce alla democrazia da fonti esterne”. Sinteticamente racchiudono il mio pensiero: efficacia decisionale e difendersi dalle minacce.

La prima notizia parla di politiche efficaci contro il populismo quale obiettivo che il Comitato delle Regioni (Cor) si dà come priorità per il quinquennio 2019-2024. “Alla vigilia del summit europeo del 20-21 giugno in cui sarà adottata l’agenda strategica dell’Ue per il quinquennio 2019-2024 <Lavorare insieme per portare l’Ue più vicina ai suoi cittadini> è il documento preparato dal Comitato europeo delle Regioni come contributo sul futuro dell’Europa. Tesi di fondo è che tutte le decisioni e le politiche dell’Ue devono essere ancorate localmente se si vuole rafforzare la democrazia e riconquistare la fiducia dei cittadini. L’Ue deve diventare più visibile, efficace e reattiva ai bisogni dei cittadini modificando il modo in cui funziona nel senso del rafforzamento e coinvolgimento del milione di politici locali e regionali eletti negli Stati membri dell’Ue. Il documento indica come metodo decisionale quello della <sussidiarietà attiva>, e il coinvolgimento delle autorità regionali in ogni fase del processo legislativo. Serve una <governance a più livelli>, con più decentramento e una migliore divisione dei poteri. Per il CdR è necessario inoltre istituire un sistema permanente di dialoghi o consultazioni coi cittadini, oltre i periodi pre-elettorali. Tra le proposte del CdR quella di dotare il prossimo piano finanziario di risorse corrispondenti all’1,3% del Pil dell’Ue27”. Continua a leggere “Il sistema democratico liberale deve potersi difendere, di Carlo Baviera”

Quarant’anni di sanità pubblica, di Carlo Baviera

Quarant’anni di sanità pubblica, di Carlo Baviera

31 luglio 2019 https://appuntialessandrini.wordpress.com/

Alessandria: Lo confesso: ho deciso di farmi male da solo e di subire le invettive dei competenti e “responsabili” che da tempo spiegano come si deve procedere per riordinare e mantenere sostenibile il sistema sanitario. A naso, senza motivi scientifici a supporto, mi permetto di andare controcorrente, di essere politicamente scorretto.

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Forse sono diventato (o sono sempre stato) un poco populista; ma continuo a pensare, riguardo alla Sanità e non solo, che non tutte le decisioni degli ultimi 25 anni, almeno per quanto riguarda le situazioni periferiche (e il Monferrato lo è diventato da tempo!), siano state sempre opportune. Ovviamente non intendo giudicare l’attività e le decisioni a livello ministeriale dell’amico Balduzzi, che so aver fatto molto anche per quanto riguarda le specificità del casalese: e in particolare il supporto alla battaglia a favore della lotta all’amianto. Né intendo ritenere inopportuno (anzi!) l’operato delle Ministre Bindi e Turco.

Prendo spunto da un dibattito, che gli Uffici Pastorali della Diocesi di Casale Monferrato, hanno proposto alcuni mesi fa per ricordare i 40 anni della Legge 833/78 riguardate il Servizio Sanitario Nazionale. L’escursus di quanto è cambiato nella cultura sanitaria, e sui tentativi di affossare la riforma (proposti egregiamente dal Prof. Balduzzi) e la storia recente dalla sanità monferrina, in particolare dell’Ospedale S. Spirito (ripercorsa dal dott. Paolo Tofanini) sono stati unanimemente ritenuti preziosi e interessanti.

Quegli interventi hanno anche dato ragione della necessità di alcune decisioni riguardo a razionalizzazioni, ad accorpamenti o a chiusure di reparti per poter mantenere un’elevata prestazione e sicurezza negli interventi, oltre che per continuare a garantire (da parte del Servizio Pubblico) un sistema universalistico e sostanzialmente gratuito. Pur sottolineando che il tentativo di arrivare ad una unificazione ASL e AO della Provincia non sia stato la soluzione ottimale; né che sia opportuno avere Primari a scavalco su più strutture ospedaliere. Continua a leggere “Quarant’anni di sanità pubblica, di Carlo Baviera”

Ampie schiarite 8. Obiezione, basta armi e tablet, otto per mille, di Carlo Baviera

Ampie schiarite 8. Obiezione, basta armi e tablet, otto per mille, di Carlo Baviera

Il bene da scoprire e diffondere. Buone notizie che aprano alla speranza e alla fiducia

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Preti ‘obiettori’ – Due giovani parroci bolognesi, don Stefano Culiersi e don Paolo Dall’Olio hanno risposto al progetto ‘Pro-tetto: rifugiato a casa mia’ delle Caritas diocesane, accogliendo e ospitando alcuni richiedenti protezione internazionale in canonica; quindi letteralmente in casa loro, rispondendo concretamente anche a coloro che provocano  «i preti che predicano l’accoglienza, se li prendano a casa loro».  

Don Paolo ha addirittura lasciato la canonica a un gruppo di richiedenti asilo. Per lui – ha affermato – era sufficiente anche uno spazio più ridotto, all’interno delle opere parrocchiali. Ora c’è la preoccupazione per il venir meno del sistema di accoglienza previsto dai nuovi provvedimenti. «Sono preoccupato dopo questi stravolgimenti del sistema di accoglienza, perché qui a Bologna funzionava bene.

Se non potremo più proseguire il progetto verrà meno il legittimo diritto di ospitare una persona in difficoltà, per chi voglia farlo» dice don Stefano; va detto infatti che a Bologna sono 23 le parrocchie che ospitano migranti. Gli adolescenti del gruppo giovani della Parrocchia di don Stefano gli hanno posto «la questione della ‘obiezione civile’», per aggirare una legge ingiusta.

Del resto dopo esperienza di accoglienza e condivisione, legate all’immigrazione, la questione non è più un concetto astratto, ma assume i connotati di persone reali, con un nome e un cognome. E dice che ogni questione va affrontata con umanità e non con spirito da leguleio. Continua a leggere “Ampie schiarite 8. Obiezione, basta armi e tablet, otto per mille, di Carlo Baviera”

Riscrivere la storia, di Carlo Baviera

Riscrivere la storia, di Carlo Baviera

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Alessandria: Si capirà più avanti il perché del titolo. Una contraddizione, in quanto anch’io credo che la storia non si possa e non si debba riscrivere. Troppi cercano di farlo per cancellare i segni di avanzamento civile, democratico, solidale e fraterno che si sono sviluppati nell’ultimo secolo: quello definito <secolo breve> o anche secolo delle dittature e dei crimini peggiori si sempre (guerre spietate, bomba atomica, shoah, le pulizie etniche, gulag, forni crematori, foibe, olocausti di tutti i generi [anche quelli che alcuni Stati rifiutano di riconoscere e vietano ad altri di pronunciare!!!]).

E che io – voce fuori dal coro e senza alcuna autorevolezza scientifica – continuo a definire <secolo della democrazia> (il welfare delle socialdemocrazie, le democrazie cristiane, la fine del colonialismo, le Costituzioni, gli aspetti positivi del ’68 e la partecipazione politica, le libere elezioni in molte nazioni, l’indipendenza conquistata da altre anche in Africa, la caduta del sovietismo, decenni di pace, la costruzione dell’Unità Europea). Continua a leggere “Riscrivere la storia, di Carlo Baviera”

Ampie schiarite 7. Napoli per pace e solidarietà, commercio da sostenere e commercio senza follie

Ampie schiarite 7. Napoli per pace e solidarietà, commercio da sostenere e commercio senza follie

Carlo Baviera

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Il bene da scoprire e diffondere. Buone notizie che aprano alla speranza e alla fiducia

Sostegno ai Commercianti di Genova (Acquisti solidali nella zona arancione) – È proseguita anche nel giorno dopo la storica firma del contratto per demolizione e ricostruzione di ponte Morandi, la gara di solidarietà verso gli esercenti della zona il cui lavoro è quasi azzerato dopo il disastro. Oltre 50 persone radunate dalla Croce Rossa di Serravalle Scrivia (in provincia di Alessandria) sono arrivate per fare shopping in zona, in base alla valida iniziativa promossa da Monica Marciano di Borghetto e Simona Calvi di Vignole, che hanno creato questa “gita” settimanale dal Basso Piemonte alla zona arancione. Un gesto di solidarietà e di sostegno originale e non meno concreta di altre.

Napoli contro la violenza. – La città è compatta nella propria mobilitazione. Due giorni per dire no alla camorra e per camminare a favore della pace (prima ad Afragola, in seguito a Portici). Nonostante la pioggia, erano presenti studenti, associazioni, sindacati, cittadini uniti nel al racket. Vi erano stati episodi intimidatori facendo esplodere otto bombe davanti a esercizi commerciali. Fra gli slogan: «Lavoro, diritti casa, cultura: queste son le armi che ai clan fa paura». Ha preso parte alla sfilata anche il pizzaiolo Gino Sorbillo, la cui pizzeria, nel centro storico di Napoli, era stata colpita da una bomba carta. E Sorbillo ha annunciato che riaprirà il locale. «Da qui traggo una carica nuova per fare ancora meglio le cose nel servizio, nell’offerta, nella rete con gli altri commercianti». Mentre a Portici, i ragazzi, i bambini e le comunità parrocchiali del XII decanato si sono messi in cammino per la pace. Una scarpa vecchia, un giubbotto arancione di salvataggio e l’intitolazione delle strade che diano identità di pace alla città, i segni scelti dai Comuni di Ercolano, Portici, San Giorgio a Cremano e San Sebastiano al Vesuvio. Ventinove parrocchie con un solo sogno. «Abbattere i muri invisibili, fatti dalla paura di ciò che non conosciamo e che sembra diverso da noi». Continua a leggere “Ampie schiarite 7. Napoli per pace e solidarietà, commercio da sostenere e commercio senza follie”

Far funzionare l’Europa in modo diverso, di Carlo Baviera

Far funzionare l’Europa in modo diverso, di Carlo Baviera

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Alessandria: Nel febbraio scorso Massimo Cacciari è intervenuto autorevolmente all’Assemblea di Confcooperative di Milano. Parlando al sistema cooperativo ha sottolineato come la scadenza delle prossime elezioni europee sia decisiva “in particolare per quelle associazioni e corpi intermedi che dovrebbero avere più presente la necessità di una Unione Europea diversa rispetto a come ha funzionato finora”. Cacciari, lo si può condividere o meno, non è mai banale. E in quella occasione ha fornito alcuni spunti molto utili.

Andiamo con ordine. Per prima cosa (prima stoccata) “È un’Europa debole.[..] Una situazione di grande debolezza che rende ancora più necessario lo sforzo per l’Unione Europea”. Sembra cosa scontata, ma se non ci si rende conto che serve l’Unità proprio perché si è deboli in un contesto mondiale che ci mette in difficoltà, si rischiano cantonate. Continua a leggere “Far funzionare l’Europa in modo diverso, di Carlo Baviera”

Madri fondatrici Europa, di Carlo Baviera 

Madri fondatrici Europa, di Carlo Baviera 

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Siamo ormai entrati in campagna elettorale: per il rinnovo del Parlamento Europeo, ma anche per quello del Consiglio Regionale del Piemonte e di non pochi Comuni.

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Questa circostanza ha favorito la riscoperta e la riproposta dell’importanza della costruzione dell’Unità Europea per quanto riguarda il nostro futuro. Al di là di lentezze ed errori, la realizzazione di una Federazione che veda uniti i nostri popoli è fondamentale per non essere piccoli giocattoli nelle mani delle grandi potenze: sia dal punto di vista commerciale, che di politica estera, che di sovranità e nuova cittadinanza, che di politica culturale, sociale e di giustizia.

A tal proposito mi ha colpito un articolo di qualche tempo fa sulla rivista Città Nuova in cui si presentavano (parlando di idea di Europa e senza sminuire l’apporto fondamentale dei“padri fondatori”, Robert Schuman, Konrad Adenauer e Alcide De Gasperi e di quanti fin dagli anni venti o dall’esilio, dal confino o dal carcere l’hanno sognata e proposta) quattro figure di “Madri fondatrici”: denominazione usata non da un punto di vista istituzionale, ma più in prospettiva storico-filosofica e di fondamenti del pensiero che in chiave di impegno contemporaneo:

María Zambrano (“Cos’è sta­ta l’Europa? Cos’è, nella sua complessa e ricchissima realtà, l’irrinunciabile? […] È una radice comune, ricevuta per trasmissione, non inventata, non dovuta al nostro sforzo. [..] Non sappiamo in che cosa consista quel quid che ci apparenta con tutto ciò che è europeo e che in questo istante ha più vigore di qualsiasi tratto nazionale, particolare o individuale. Quell’elemento che ci fa sentire l’Europa come una grande unità nella quale siamo compresi integralmente”. M. Zambrano, L’agonia dell’Europa, Marsilio, Venezia 1999); Continua a leggere “Madri fondatrici Europa, di Carlo Baviera “

Lotta alla povertà e nuove politiche economiche, di Carlo Baviera

Lotta alla povertà e nuove politiche economiche, di Carlo Baviera

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La riduzione della povertà passa dalle politiche economiche.  Prendendo spunto dal richiamo del Papa alla lotta contro la povertà  Gianni Bottalico ex Presidente Nazionale ACLI, su Agenda Domani  del 18 novembre 2018 ricorda che “Dal 1999 al 2013, il numero di persone nel mondo che vivono sotto la soglia di povertà estrema è pur sceso del 28%, passando da 1,7 miliardi a 767 milioni, ma i poveri restano ancora troppi, il 10% della popolazione mondiale.

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Nell’Unione Europea i poveri sono saliti a 117,5 milioni. Tanti sono le persone a rischio povertà o esclusione sociale, pari al 23,4% della popolazione, quasi un europeo su quattro. In Italia, nel 2017 le famiglie in povertà assoluta erano 1 milione e 778mila (6,9%) per un totale di 5 milioni e 58mila persone (8,4% dell’intera popolazione), il livello più alto dal 2005 (dati Istat e Eurostat)”.

Per contro nel mondo vi è sovrapproduzione: ci sono troppi beni, tutti mirano ad essere più competitivi a esportare, riducendo i salari e i diritti dei lavoratori; abbassando la capacità di spesa delle famiglie e alimentando la spirale dell’impoverimento del ceto medio. “Mai tanta ricchezza, mai così mal distribuita”.

Per far fronte alle tante disuguaglianze la lotta globale alla povertà è inserita fra i 17 obiettivi dell’Agenda 2030 delle Nazioni Unite; anche nel nostro Paese la povertà relativa e assoluta è peggiorata (ultimo rapporto dell’Alleanza per lo Sviluppo Sostenibile). Per questo, scrive ancora Bottalico “Servono, dunque, misure specifiche di contrasto alla povertà, insieme a politiche economiche orientate a fermare la caduta del ceto medio nell’area di rischio di povertà. Continua a leggere “Lotta alla povertà e nuove politiche economiche, di Carlo Baviera”

Quieora: la sinistra DC a Casale Monferrato (undicesima parte) di Carlo Baviera

Quieora: la sinistra DC a Casale Monferrato (undicesima parte) di Carlo Baviera

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Gli ultimi numeri del 1971 di Quieora, quindi dell’ultima parte dell’anno, affrontano anche i temi del posizionamento e degli obiettivi del partito (e della sua sinistra): da considerare che alle elezioni amministrative erano state premiate le destre, era stata approvata l’anno precedente la Legge del divorzio e di conseguenza era venuta la richiesta di referendum abrogativo della legge stessa, inoltre si sarebbe dovuto eleggere il nuovo capo dello Stato, e l’alleanza di centro sinistra era messa fortemente in crisi dai tanti avvenimenti sociali e culturali di quegli anni. Più d’uno gli interventi sull’argomento.

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Il numero 22 entra subito nel merito; “La dc è stata ridimensionata. E’ entrata in crisi l’unità dei cattolici, alcuni dei quali si sentono meglio rappresentati dal Msi. [..] Lo spostamento a destra del 13 giugno certamente non favorirà una politica si sostanziali riforme di trasformazione, ma rafforzerà l’egemonia dei gruppi privilegiati, che cercheranno di addossare alla classe lavoratrice la responsabilità delle difficoltà economiche (sembra anticipare alcune <prediche> odierne). Continua a leggere “Quieora: la sinistra DC a Casale Monferrato (undicesima parte) di Carlo Baviera”

Evoluzione (e rigenerazione) democratica, di Carlo Baviera

Evoluzione (e rigenerazione) democratica, di Carlo Baviera

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Alessandria: Ci ritroviamo, a distanza di qualche decennio, in un mondo profondamente mutato, ma non come lo avevamo sognato. L’Europa Unita, al di là del non essersi realizzata (con la Brexit e con una visione solo mercantile è iniziato il disfacimento), arranca faticosamente e agli occhi dei cittadini rappresenta la responsabile di tanti mali. Tanti (incoscienti!) vorrebbero porre fine all’esperienza.

Lo sviluppo dei popoli del terzo e quarto mondo (qualcuno ricorda ancora la kennediana <Alleanza per il Progresso>?) si è realizzato solo limitatamente, e in alcuni casi la situazione è peggiorata; come non si è dato corso, salvo poche eccezioni, alla richiesta di San Giovanni Paolo II durante il Giubileo del 2000 di remissione dei debiti.

Le guerre e gli armamenti, anziché essere banditi per sempre, tornano a dettare legge; non solo a livello di Stati e Alleanze Internazionali, ma anche se non soprattutto a livello personale e di gruppi. Le questioni “ecologiche” individuate già allora come prioritarie addirittura da un politico a fine carriera e non certo progressista (nel senso che assegniamo a questo temine) come Amintore Fanfani, sono sotto gli occhi di tutti; ma nessuno di noi è disposto a compiere le scelte <rivoluzionarie> necessarie per invertire la tendenza.

E gli allarmi degli ambientalisti continuano ad essere considerati qualcosa di ideologico o troppo radicale per essere raccolti dal cittadino medio e dai politici oggi sul mercato. Anche l’appello <Laudato sì> di Papa Francesco è stato riposto in polverose biblioteca anche da parte di tanti credenti e comunità ecclesiali. Continua a leggere “Evoluzione (e rigenerazione) democratica, di Carlo Baviera”

Quieora: la sinistra DC a Casale Monferrato (nona parte), di Carlo Baviera

Quieora: la sinistra DC a Casale Monferrato (nona parte), di Carlo Baviera

Carlo Baviera

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quieora 02Alessandria: Dopo la costituzione della nuova Giunta comunale e la ripresa dell’attività amministrativa, ripartiva anche col nuovo anno l’impegno ordinario diQuieora.

,E si tornava alla trattazione dei temi di sempre: la vita e il ruolo del partito, la trasparenza delle istituzioni e della politica, la partecipazione, l’approfondimento delle questioni culturali e sociali che bloccavano il procedere di una democrazia progressiva, una visione globale per lo <sviluppo integrale dell’uomo e di tutti gli uomini>, per usare le parole della Populorum Progressio.

Il primo numero del 1971 (nr. 19) è monografico, ed è dedicato a <Partecipazione e decentramento: l’ipotesi dei quartieri. E, non a caso, compare per la prima volta tra i promotori il nome di Paolo Ferraris, che si era iscritto da poco al partito; probabilmente gli approfondimenti sul tema sono anche suoi, in quanto l’argomento lo appassionava e l’aveva approfondito anche attraverso la bibliografia che è riportata sul periodico.

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Quieora: la sinistra DC a Casale Monferrato (settima parte) di Carlo Baviera

Quieora: la sinistra DC a Casale Monferrato (settima parte) di Carlo Baviera

Qui e ora

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Per terminare la disamina dei numeri di Quieora, nel periodo tra l’inizio del millenovecentosettanta e le elezioni regionali e amministrative di giugno, sono ancora da evidenziare alcuni passaggi degli articoli di fondo (da attribuire al direttore, in quanto non firmati?), il contenuto del numero che potremmo definire “elettorale”, e quanto nella rubrica scrivevano Giuseppe Gario e Riccardo Coppo.

Veniamo agli articoli di fondo. Il primo si soffermava sulla ricerca di unanimità del partito nel momento in cui ci si avviava alla tornata elettorale. Alcuni avevano sollecitato meno divisioni, nelle riunioni di Direttivo o nelle assemblee. Perciò si era attenti ad ogni offerta di collaborazione “Perché ci è dato di vedere fortunatamente che certe posizioni prima difese a denti stretti, vengono abbandonate con il passare degli anni [..] si tratta di vedere quanto certa gente muti opinione per aderenza alla realtà o per tatticismo”; si pensava che tante divergenze evidenziate nei mesi precedenti fossero dovute ad incomprensione, ma non di meno che esistessero diverse concezioni sulla convivenza e sulla funzione dell’azione politica, e allora la prudenza portava a diffidare soprattutto quando c’era di mezzo “la questione del potere per raggiungere il quale o mantenere il quale c’è da supporre che certa gente  si disporrebbe a fare qualunque cosa”. Perciò si riteneva necessario stabilire il punto su cui incontrarsi per stabilire il da farsi insieme e non essere strumentalizzati. Continua a leggere “Quieora: la sinistra DC a Casale Monferrato (settima parte) di Carlo Baviera”