Chernobyl, di Maura Mantellino

In questi giorni la serie televisiva Chernobyl (targata HBO ) ha riportato alla ribalta internazionale  il disastro nucleare più grave della storia. La notizia che stupisce più di tutte è che si è registrato un aumento quasi del 40 per cento del turismo in quei posti nell’ultimo anno.

Su Instagram si possono vedere centinaia di foto di persone che si fanno fotografare di fronte a edifici abbandonati, auto carbonizzate e tutto ciò che è rimasto dalla devastante esplosione del lontano 1986.

A quanto sembra vengono organizzati tour da diverse agenzie di viaggio che portano i ‘turisti’ nella zona di ‘alienazione’ (un’area compresa entro i 30 chilometri dalla centrale Lenin istituita dopo l’incidente per evacuare la popolazione del luogo).

Ci si può chiedere se l’area visitata è sicura e le varie agenzie turistiche sostengono che una breve visita (massimo due giorni) non è pericolosa. E’ anche vero che i livelli radioattivi si sono abbassati molto in questi decenni anche se molte zone sono ancora ermeticamente off limits ai ‘turisti’.

Interessante è, per chi vuole farsi un’idea di come è oggi Chernobyl, sfogliare il libro intitolato ‘The Zone’ che contiene diversi scatti di David McMillan che in tutti questi anni ha raccolto materiale fotografico della zona del disastro. Foto dal web.

Gian Piero Godio : Per il nucleare in provincia di AL e VC, i 33 anni dalla tragedia di Chernobyl sono passati invano

Gian Piero Godio : Per il nucleare in provincia di AL e VC, i 33 anni dalla tragedia di Chernobyl sono passati invano

Per gli impianti e i depositi  nucleari di Bosco Marengo (AL),  Tortona (AL),   Saluggia (VC) e Trino (VC) i 33 anni dalla tragedia di Chernobyl sono passati invano

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Quattro Comuni del Piemonte, Bosco Marengo (AL),  Tortona (AL),   Saluggia (VC) e Trino (VC),  si trovano ad avere sul proprio territorio oltre l’ottanta percento dei materiali radioattivi di tutta Italia, in impianti e depositi collocati in aree a rischio.

E’ quanto emerge dall’Inventario Nazionale dei Rifiuti Radioattivi pubblicato nel marzo 2019 dall’ISIN, l’Ispettorato nazionale per la sicurezza nucleare e la radioprotezione (vedere stralcio in allegato).

E’ la provincia di Vercelli, con i siti nucleari di Sogin, Avogadro e Livanova,  ad avere il carico di radioattività maggiore, ma anche la Provincia di Alessandria si trova ad avere, presso l’ex F.N. di Bosco Marengo e il deposito Campoverde di Tortona, quasi trecento miliardi di Becquerel di radioattività  (1 Becquerel corrisponde ad una disintegrazione radioattiva al secondo).

A parere di Legambiente e di Pro Natura del Piemonte è assurdo continuare a mantenere una simile quantità di materiali radioattivi in aree del tutto inidonee per la vicinanza ai fiumi, alle falde, alle zone abitate e a quelle agricole di qualità: è un atto di grave irresponsabilità che in questi giorni, ricordando la tragedia di Chernobyl del 26 aprile 1986, fa pensare che questi 33 anni siano passati invano.

Per ricordare tutto questo e sollecitare il trasferimento di questi materiali pericolosi in un sito meno inidoneo, scelto con oggettività e trasparenza in modo che possa rappresentare la soluzione caratterizzata dal rischio più basso possibile, il prossimo venerdì 26 aprile, trentatreesimo anniversario dell’incidente nucleare di Chernobyl, Legambiente Ovadese organizza una serata di dibattito a Cassinelle, con la proiezione del film “Là Suta” sul nucleare piemontese e sui suoi rischi ( https://www.openddb.it/film/la-suta/ ) Continua a leggere “Gian Piero Godio : Per il nucleare in provincia di AL e VC, i 33 anni dalla tragedia di Chernobyl sono passati invano”