Vanno posti limiti alla tecnologia?

Vanno posti limiti alla tecnologia?

di Thomas Ducato

Il corpo umano è in continua evoluzione: il nostro aspetto attuale è frutto di un lungo percorso iniziato con i primi ominidi centinaia di migliaia di anni fa, che ci ha permesso di adattarci a nuove esigenze e alla trasformazione dell’ambiente che ci circonda.

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Un processo che non accenna ad arrestarsi e che anzi potrebbe accelerare come mai prima d’ora: merito (o colpa) delle nuove possibilità offerte da ricerca scientifica e progresso tecnologico, che potrebbero modificare il nostro rapporto con il corpo e alterarlo il modo più rapido rispetto al passato, cambiando, forse, il senso stesso di «essere umano».

Viviamo in un’epoca di grandi scoperte tecnologiche e trasformazioni sociali, così profonde da poter stravolgere le nostre vite, i nostri corpi, il nostro essere. È fondamentale non soffermarsi solo e unicamente sulle opportunità dell’innovazione, ma interrogarsi anche sui rischi e gli impatti, da cui scaturiscono numerose questioni etiche a cui non possiamo più sottrarci.

Corpi e tecnologia, tra connessioni, interazioni e visioni di futuro: durante la tre-giorni della Triennale questo tema sarà sviluppato all’interno di Next, il nuovo format del Tempo delle Donne, realizzato in collaborazione con Impactscool: un contenitore che ospiterà interventi e dialoghi dedicati al futuro e alle tecnologie emergenti e i loro impatti, con un’attenzione particolare ai risvolti etici. https://27esimaora.corriere.it/il-tempo-delle-donne/19_settembre_11/vanno-posti-limiti-tecnologia-03d67d78-d466-11e9-8dcf-5bb1c565a76e.shtml

Robert Frank, il poeta tragico dell’America

Robert Frank, il poeta tragico dell’America

Girò gli Usa, guardò oltre le cromature In 83 implacabili scatti, il fotografo scomparso all’età di 94 anni svelò l’essenza nascosta di un Paese. E cambiò la storia della sua arte

di Matteo Persivale

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«Robert Frank, svizzero, riservato, gentile, con quella sua piccola macchina fotografica che alza all’improvviso scattando con una mano sola, ha estratto un poema triste dal cuore dell’America e l’ha fermato sulla pellicola. È uno dei poeti tragici del nostro tempo». Così Jack Kerouac descrisse l’amico scomparso ieri a 94 anni: uno degli artisti più importanti della storia della fotografia, gemello diverso di Henri Cartier-Bresson. «Beat» senza regole Frank, surrealista colto Cartier-Bresson: entrambi rivoluzionari.

Robert Frank, ebreo, arrivò negli Stati Uniti dopo la guerra dalla Svizzera. Incapace di lavorare per le riviste patinate, fece una cosa che l’America non gli perdonò mai: alzò il cofano della lucente Cadillac metallizzata e cromata del benessere postbellico e dette un’occhiata oltre le cromature. Trovando solitudine, povertà, razzismo. Tristezza. Girò per l’America grazie a una borsa di studio Guggenheim dal 1953 al 1955, quasi sempre da solo con la sua Leica di quarta mano guidando un’auto scassata (fermato regolarmente da poliziotti sospettosi) e fece un reportage diverso da tutti gli altri… continua su: https://www.corriere.it/esteri/19_settembre_10/poeta-tragico-dell-america-40f38d10-d3fb-11e9-9f17-aad5add5a4d8.shtml

Corriere.it – Incendi in Amazzonia, le foto del disastro

Corriere.it – Incendi in Amazzonia, le foto del disastro

https://www.corriere.it/

Gli incendi che stanno divorando la foresta Amazzonica, uno degli ecosistemi più ricchi al mondo nonché polmone della Terra (produce il 20% dell’ossigeno e assorbe ogni anno 2 miliardi di tonnellate di anidride carbonica) hanno suscitato indignazione in tutto il mondo.

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La BBC riporta che, rispetto al 2018, quest’anno i roghi sono aumentati dell’85% in tutto il Brasile: in totale, nel Paese sudamericano, ce ne sono stati oltre 72mila, di cui circa la metà hanno interessato la foresta pluviale. L’Amazon Environmental Research Institute — l’istituto di ricerca ambientale dell’amazzonia — ha dichiarato che l’aumento degli incendi è riconducibile all’azione umana.

Eppure le sanzioni date dal Brazilian Institute of Environment and Renewable Natural Resources (l’ente di tutela ambientale del Paese sudamericano) sono in calo da quando si è insediato il governo di Jair Bolsonaro. Continua a leggere “Corriere.it – Incendi in Amazzonia, le foto del disastro”

Corriere.it. La malaria alle porte dell’Europa (per colpa del cambiamento climatico)

Corriere.it. La malaria alle porte dell’Europa (per colpa del cambiamento climatico)

In Uganda oltre un milione di persone hanno contratto il virus, che però si allarga a latitudine più settentrionali, fino alla Turchia

di Jacopo Storni

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Il cambiamento climatico porta le malattie. Succede in Uganda (ma non solo), dove il ministero della Salute ha lanciato l’allarme: oltre un milione di persone hanno contratto il virus della malaria negli ultimi due mesi, e le cause dell’epidemia sarebbero da individuare proprio nel cambiamento climatico. Le autorità sanitarie, fa sapere la nota riportata dal sito di notizie «Pml Daily», hanno riscontrato un aumento del 40% dei casi di malaria nel giugno 2019, con 1,4 milioni di contagi rispetto al milione del giugno 2018.

Secondo il ministero, è normale che il picco dell’epidemia si registri in estate, ma le piogge prolungate di giugno sembrano aver creato un ambiente più fertile per le zanzare che trasmettono il virus. Tra Uganda e Burundi, stando ai dati delle Nazioni Unite, ci sono stati quasi sei milioni di casi di malaria da gennaio. In Burundi, dove nell’ultimo anno 1.885 persone sono state uccise dal virus, anche l’Organizzazione mondiale della sanità ha parlato di un legame tra l’epidemia e i cambiamenti climatici. Ma la malaria non si espande soltanto in Uganda… continua su: https://www.corriere.it/salute/malattie_infettive/19_agosto_16/malaria-porte-dell-europa-per-colpa-cambiamento-climatico-1099a76c-c00f-11e9-ad81-fff821b81ebc.shtml

Corriere.it: Morto Marcello Musso, investito mentre era in bici il pm del processo alla coppia dell’acido

Morto Marcello Musso, investito mentre era in bici il pm del processo alla coppia dell’acido

Musso, 67 anni, era in sella alla sua bicicletta quando è stato investito da un’auto. Era stato il pubblico ministero nel caso di Martina Levato e Alexander Boettcher, che avevano sfigurato con l’acido gli ex di lei

di Cesare Giuzzi e Gianni Santucci

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Il caso della coppia dell’acido gli aveva dato una notorietà mediatica che mal digeriva. Ma la sua storia alla Procura di Milano, e a quella di Palermo prima, era legata soprattutto alle inchieste antimafia e sui narcos della droga.

Marcello Musso, 67 anni, sostituto procuratore di Milano è stato investito e ucciso nel pomeriggio di venerdì 16 agosto nell’Astigiano mentre era in sella alla sua bicicletta. Il magistrato si trovava nella zona tra Agliano e Costigliole d’Asti, dove vive l’anziana madre. Un evento raro, quello di trovarsi in ferie, per uno dei pm da sempre più presenti nel Palazzaccio milanese.

Una sola settimana di vacanza all’anno che si concedeva solo per trascorrere un po’ di tempo con la famiglia. Musso, stando alla prima ricostruzione dei carabinieri, è stato investito da un’auto guidata da un agricoltore del posto che seguiva la sua bicicletta. L’uomo s’è subito fermato, ma per il magistrato non c’è stato nulla da fare nonostante l’intervento dell’elisoccorso del 118.

L’incidente poco prima delle 16. La notizia della tragedia ha lasciato sgomenti i colleghi e i tanti inquirenti che in questi decenni avevano lavorato fianco a fianco al magistrato. Tra le sue ultime indagini anche quelle sull’omicidio di Francesco Carvelli, figlio di uno dei boss di Quarto Oggiaro, ucciso nell’estate del 2007, sul clan Crisafulli e sul latitante Francesco “Gianco” Castriotta. Grazie alle sue indagini era arrivato anche l’ultimo ergastolo per il boss Toto’ Riina in un’inchiesta su una serie di delitti di mafia nel Milanese avvenuti negli anni Ottanta e Novanta… continua su: https://milano.corriere.it/notizie/cronaca/19_agosto_16/morto-marcello-musso-investito-mentre-era-bici-pm-processo-coppia-dell-acido-d46758da-c044-11e9-ad81-fff821b81ebc.shtml

Corriere.it: Malore improvviso al mare in Sicilia, muore Felice Gimondi

Malore improvviso al mare in Sicilia, muore Felice Gimondi
Ragazzo della valle rimasto autentico

Il grande campione di ciclismo, bergamasco, è morto a 76 anni per un malore a Giardini Naxos. La sua carriera costellata di trionfi nelle grandi corse a tappe e nelle gare in linea. Il cordoglio del mondo sportivo e della politica

di Redazione Bergamo online

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Felice Gimondi, 76 anni

È morto a 76 anni Felice Gimondi, uno dei protagonisti assoluti del ciclismo italiano, vincitore del Tour de France nel 1965 e di tre Giri d’Italia, nel 1967, ‘69 e ‘76. L’ex campione, tuttora attivo nel mondo del ciclismo soprattutto a Bergamo (viveva ad Almè, a pochi chilometri dalla città), era in vacanza con la moglie: stava facendo il bagno a Giardini Naxos, quando ha avuto un malore improvviso. È stato soccorso e portato a riva, poi sottoposto a manovre di rianimazione ma non c’è più stato niente da fare. Secondo i primi rilievi pare possa trattarsi di infarto.

Gimondi era nato a Sedrina (Bergamo) il 29 settembre 1942 e nei suoi anni da professionista, dal 1965 al 1979, ha ottenuto complessivamente 118 vittorie. Ha conquistato per tre volte il Giro d’Italia (nel 1967, 1969 e 1976, con nove podi totali conquistati: un record tuttora imbattuto), una il Tour de France (1965) e Vuelta a España (nel 1968): è stato infatti uno dei sette corridori capaci di vincere tutte le tre grandi corse a tappe. Mentre fra quelli in linea ha vinto il campionato del mondo su strada, una Parigi-Roubaix, una Milano-Sanremo e due Giri di Lombardia… continua su: https://bergamo.corriere.it/notizie/sport/19_agosto_16/malore-sicilia-muore-felice-gimondi-dcfc3f66-c052-11e9-ad81-fff821b81ebc.shtml

Corriere.it: Zingaretti alla prova della festa pd. L’asse con i 5 Stelle divide i militanti

Zingaretti alla prova della festa pd. L’asse con i 5 Stelle divide i militanti

Il segretario del Pd: «Non ho contatti con il Movimento. Che cosa dico a Di Maio? Decidete qualsiasi cosa, ma decidete»

di Fabrizio Caccia

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Arriva a Cecina alle otto e mezza di sera e mette subito la sua firma sulla petizione di sostegno dei militanti dem alla mozione di sfiducia in Parlamento contro Matteo Salvini, «forte con i deboli e debole con i forti», dice Nicola Zingaretti col pensiero all’Open Arms. Poi una battuta rivolta a Matteo Renzi: «Fino a 22 secondi prima diceva che ero io il traditore che voleva fare l’accordo coi 5 Stelle, ma questo è il passato, ora è il momento dell’unità e dei contenuti».

Per il resto «il Pd è pronto, non ha paura delle elezioni e io difendo l’ipotesi dell’alternativa», ripete Nicola Zingaretti, tra gli applausi di oltre mille persone, alla Festa dell’Unità di Cecina e Graziano Baldini, 79 anni, il cuoco storico della festa dem, mentre gira e rigira nel pentolone il suo ragù di chianina, sta con il segretario del Pd:

«Se Zingaretti farà una buona campagna elettorale, possiamo battere Salvini». Al voto, al voto, «dobbiamo avere il coraggio di misurarci» dice anche Meris Pacchini, infermiera. Alle primarie di partito qui Zingaretti prese il 65 per cento dei voti e l’affetto per lui è tangibile. Ad accoglierlo, sul palco, il vicesindaco Pino Costantino e il sindaco Samuele Lippi, già al secondo mandato…. continua su: https://www.corriere.it/politica/19_agosto_16/zingaretti-prova-festa-pd-l-asse-5-stelle-divide-militanti-b465ec54-c067-11e9-ad81-fff821b81ebc.shtml

Corriere.it: Duplice omicidio per parcheggio, fermato presunto omicida

Corriere.it: Duplice omicidio per parcheggio, fermato presunto omicida

Uccisi zio e nipote, rispettivamente di 60 e 30 anni. Ferito in modo grave anche un parente delle vittime

di Redazione Online

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È stato fermato dai carabinieri l’uomo accusato di essere il responsabile del duplice omicidio avvenuto questa sera a Ucria (Messina), al termine di una lite per un parcheggio conteso.

Le vittime sono Antonino Contiguglia, 60 anni, e Fabrizio Contiguglia, 30 anni, rispettivamente zio e nipote. A sparare alcuni colpi d’arma da fuoco sarebbe stato un uomo originario di Paternò, nel Catanese. Sul posto sono intervenuti i militari dell’Arma, che immediatamente si sono messi sulle tracce dell’assassino… continua su: https://www.corriere.it/cronache/19_agosto_15/lite-un-parcheggio-zio-nipote-uccisi-colpi-fucile-c0dafcec-bfa2-11e9-a77b-3ae559b41f58.shtml

Abruzzo, trovati morti i due fratelli di 11 e 14 anni dispersi in mare

Abruzzo, trovati morti i due fratelli di 11 e 14 anni dispersi in mare

Di loro si erano perse le tracce mentre nuotavano col padre nella zona della stazione di Tollo, ad Ortona, nel Chietino

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Sono stati trovati morti i due ragazzini dispersi in mare, nella zona della stazione di Tollo, ad Ortona, nel Chietino. I due – 11 e 14 anni, di origine cinese- secondo le prime informazioni stavano facendo il bagno con il padre, quando erano stati visti in difficoltà nel mare agitato. Il genitore era stato tratto in salvo, mentre dei due ragazzini si erano perse le tracce. I corpi sono stati trovati su una scogliera frangiflutti, a pochi metri di distanza l’uno dall’altro…. continua su: https://www.corriere.it/cronache/19_agosto_15/abruzzo-due-fratelli-11-14-anni-dispersi-mare-0f88c006-bf65-11e9-a77b-3ae559b41f58.shtml

Corriere.it. Croazia, tragedia sullo yacht degli italiani: morto imprenditore, gravissimi due bambini. «Cibo avariato o esalazioni»

Corriere.it. Croazia, tragedia sullo yacht degli italiani: morto imprenditore, gravissimi due bambini. «Cibo avariato o esalazioni»

Mistero sulle cause, altri due adulti in ospedale. La vittima è Eugenio Vinci, 57 anni, ex vicepresidente di Assoindustria Molise. Sulla barca anche il sindaco di Sant’Agata di Militello. La sera prima avevano mangiato molluschi

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di Salvo Toscano https://www.corriere.it

Eugenio Vinci (Facebook) e sullo sfondo lo yacht (Luka Safundži/Veernji list)

HVAR (CROAZIA) Una vacanza in mare in giro per le isole della Dalmazia finisce in tragedia per due famiglie siciliane. Un manager originario di Sant’Agata Militello (Messina), Eugenio Vinci, 57 anni, è morto sull’imbarcazione su cui si trovava per un tour nelle isole croate. Vinci avrebbe perso i sensi per un’intossicazione che ha colpito anche altri membri del gruppo e cadendo ha sbattuto la testa sulla vasca da bagno. Lo hanno trovato senza vita martedì mattina.

Con lui c’era anche il sindaco di Sant’Agata, l’ex senatore Bruno Mancuso. Anche il politico si è sentito male ed è finito in ospedale a Spalato ma si è poi ripreso e le sue condizioni non destano preoccupazioni. Sono in rianimazione invece due bambini di undici e cinque anni, anche loro presentano gravi sintomi da avvelenamento. Sono stati trasportati nel reparto pediatrico dell’ospedale di Spalato. Il consolato generale d’Italia a Fiume in stretto raccordo con la Farnesina, segue fin dal primo momento il caso di Eugenio Vinci, in contatto con i suoi familiari in Croazia per prestare loro ogni possibile assistenza. Lo si apprende da fonti della Farnesina.

Corriere.it: Intervista a Renzi: «Folle votare subito, prima governo istituzionale e taglio dei parlamentari»

Intervista a Renzi: «Folle votare subito, prima governo istituzionale e taglio dei parlamentari»

L’ex premier: la priorità è evitare l’aumento dell’Iva. Il Pd? C’è chi vuole le urne per cambiare i renziani…

di Maria Teresa Meli

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Senatore Renzi, ha capito perché Salvini ha rotto?
«Per me Salvini ha paura e non sta bene. Lo si capisce guardandolo in spiaggia, e ascoltandone le farneticanti parole: “Italiani, datemi pieni poteri”. Sembra Badoglio».

Vuole fissare le elezioni al posto del capo dello Stato?
«Vuole convocare il Parlamento al posto dei presidenti. Vuole decidere tutto ma non fa nulla. E mentre è in spiaggia a ballare, a Roma si spara nei parchi pubblici. Ma chi si occupa di sicurezza se non chi lavora al Viminale? Salvini non ha mai avuto il senso delle istituzioni ma ora ha perso anche il senso della misura. Fortunatamente tra poco non sarà più ministro dell’Interno e finirà la disastrosa esperienza del governo Conte».

Addirittura disastrosa?
«Un fallimento. Dicevano: governeremo 30 anni, hanno fallito in pochi mesi. Hanno azzerato il Pil, alzato le tasse e fatto schizzare lo spread. Ma il disastro economico non è la cosa peggiore. Ancora peggio è lasciare un Paese incattivito dall’odio. Mi domando come si possa tacere quando in uno stabilimento balneare del Nord viene impedito l’ingresso a un ragazzo italiano di colore. O quando si sdogana la rabbia verso il volontariato. Salvini ha diffuso il rancore, il sospetto verso l’associazionismo, l’odio contro il diverso».
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Crisi di governo, la Lega presenta mozione di sfiducia a Conte. Salvini: «Intesa Renzi-Di Maio? Pericolo per la democrazia»

Crisi di governo, la Lega presenta mozione di sfiducia a Conte. Salvini: «Intesa Renzi-Di Maio? Pericolo per la democrazia»

«Troppi no fanno male all’Italia» dice il partito di Salvini. deputati e senatori restano in attesa della convocazione in parlamento

di Marco Cremonesi e redazione online

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La Lega presenta in Senato una mozione di sfiducia al premier Giuseppe Conte. «Troppi no (da ultimo il clamoroso e incredibile no alla Tav) fanno male all’Italia che invece ha bisogno di tornare a crescere e quindi di andare a votare in fretta. Chi perde tempo danneggia il Paese e pensa solo alla poltrona?», afferma il partito guidato da Matteo Salvini.

È un passo ulteriore verso l’incardinamento della crisi in sede parlamentare. «Un’azione politica», viene sottolineato, «con cui La Lega si assume la responsabilità di ufficializzare la crisi e far cadere il governo». Deputati e senatori restano ora in attesa della convocazione ufficiale.

L’ipotesi è che la mozione di sfiducia sia votata non oltre il 20 agosto. Meglio: non prima di tre giorni «ma non oltre i 10», richiamandosi al regolamento del Senato per fissare il timing. Recita infatti l’articolo 161 del regolamento: «La mozione di fiducia e quella di sfiducia al governo debbono essere motivate e sottoposte a votazione nominale con appello.

La mozione di sfiducia deve essere sottoscritta da almeno un decimo dei componenti del Senato e viene discussa nella seduta che il Senato stabilisce, sentito il governo, e comunque non prima di tre giorni dalla sua presentazione»… continua su: https://www.corriere.it/politica/19_agosto_09/crisi-governo-lega-presenta-mozione-sfiducia-conte-da21c3f0-ba86-11e9-9682-c74c9096c983.shtml

Olga Misik, la ragazza russa che sfida Putin leggendo la Costituzione

Olga Misik, la ragazza russa che sfida Putin leggendo la Costituzione

Il sit-in di fronte agli agenti: «La legge non sia una barzelletta». Domani nuovi cortei

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di Fabrizio Dragosei  https://www.corriere.it

L’immagine è certamente destinata a entrare nell’album delle icone fotografiche della nostra epoca, come il ragazzo di piazza Tienanmen di fronte al carro armato. Ma Olga non ne sapeva nulla quando sabato ha deciso di sedersi in terra davanti alle truppe anti-sommossa (Omon) per leggere loro la Costituzione russa: «A ciascuno sarà garantita la libertà di espressione e di parola… i cittadini avranno il diritto di riunirsi pacificamente e senza armi, tenere assemblee, incontri e manifestazioni, marce e picchetti».

Esattamente quello che avevano tentato di fare in tanti prima di essere bloccati e portati via con la forza dagli Omon. Fermati e denunciati in più di mille, compresa Olga, ma solo successivamente. In quel momento, quando ha iniziato a recitare gli articoli 3, 27 e 31 della Carta, gli agenti sono rimasti senza parole, senza sapere come comportarsi. La ragazza non stava «manifestando» in senso stretto. Non stava tenendo un picchetto o una assemblea non autorizzata. E allora? Allora, per lunghi momenti nulla. Loro lì, schierati in più di venti con le tute mimetiche, i caschi e i manganelli, i gambali protettivi, i guanti e i giubbotti antiproiettile. E Olga che dava loro le spalle, anche lei con indosso un giubbotto protettivo e, soprattutto, con in mano la Costituzione. Il documento varato dal primo presidente della Russia post-sovietica, Boris Eltsin che aveva fatto copiare in buona parte le leggi fondamentali della Francia e degli Stati Uniti. Lo stesso testo sul quale ha giurato Vladimir Putin ogni volta che è diventato presidente: nel 2000, nel 2004, nel 2012, nel 2018. … continua su: https://www.corriere.it/esteri/19_agosto_01/olga-marianna-russia-che-legge-costituzione-putin-769eef0e-b498-11e9-a4d8-63bea28b5635.shtml

Germania: donna e suo figlio spinti sotto un treno, arrestato un uomo

Germania: donna e suo figlio spinti sotto un treno, arrestato un uomo

FRANCOFORTE

Il presunto autore del gesto sarebbe di origine eritrea e non avrebbe alcuna relazione con le vittime. Il 20 luglio un episodio simile

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di Redazione Cronache https://www.corriere.it/

Una tragedia dai contorni ancora da definire alla stazione Centrale di Francoforte, in Germania. Un uomo, probabilmente di origina eritrea secondo la Frankfürter Allgemeine Zeitung, lunedì intorno alle 7.10 ha spinto una donna e suo figlio sui binari mentre stava arrivando un treno ad alta velocità. La donna, di circa 40 anni, è riuscita a salvarsi, il piccolo di 8 anni invece è morto travolto dal convoglio. L’uomo, di circa 40 anni, sarebbe stato fermato ma secondo le prime informazioni non sembra abbia un legame con le vittime. Altre frammentarie informazioni da Francoforte affermano che l’uomo avrebbe cercato di spingere sui binari anche una terza persona, ma mancano ancora conferme. La stazione è rimasta parzialmente bloccata per alcune ore.

Il precedente

In Germania si era verificato un episodio simile il 20 luglio alla stazione di Voerde, nella Renania settentrionale-Vestfalia. Un uomo di 28 anni ha spinto senza alcun motivo sui binari una donna di 34 mentre arrivava un treno regionale.

Federmanager: Lettera del Presidente Inps al Corriere

Federmanager: Lettera del Presidente Inps al Corriere

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Care Colleghe, Cari Colleghi,

sulle pagine del Corriere della Sera di ieri è stata pubblicata una lettera a firma del presidente dell’INPS, Pasquale Tridico, che desideriamo sottoporvi nei suoi passaggi essenziali. Clicca qui per leggere la lettera

Come apprezzerete, il presidente Tridico ha espresso posizioni affini a quelle che la nostra Federazione sostiene da tempo,  a partire dal principio di separazione della previdenza dalla assistenza.

Alla luce di tali elementi, insieme alla CIDA, continueremo a presidiare questi temi offrendo la nostra collaborazione alla nuova Presidenza. 

Il primo incontro tra il presidente Tridico e il presidente Cuzzilla si è svolto lo scorso 6 maggio.Clicca qui per leggere la nota stampa dell’incontro

Cordiali Saluti 

La lettera del presidente Inps al Corriere

La lettera

«Inps, nel rapporto la critica alle disparità nel lavoro» 

Caro Direttore, sulle pagine del Corriere si è criticato il primo Rapporto sotto la mia presidenza, perché – si scrive – non suscita allarmi, non tratta degli immigrati, quindi sarebbe propagandista e sovranista. Sono critiche non solo infondate nel merito, ma che evidenziano una lettura disattenta.

L’Inps è un soggetto di raccordo del mercato del lavoro, in cui il sistema pensionistico a ripartizione dipende dalle condizioni del mercato del lavoro.

Allorquando il bilancio dell’Inps venisse opportunamente depurato non solo dagli strumenti di assistenza quali l’Ape sociale, il Rei e oggi il Reddito di cittadinanza, ma anche da strumenti (non) «pensionistici», si scoprirebbe che il sistema pensionistico italiano è solido, la spesa è in linea con la media dei Paesi europei, circa il 12%, e quindi non c’è bisogno di sollevare inutili allarmismi.

Tuttavia, la sostenibilità del sistema pensionistico viene determinata nel mercato del lavoro.

Il dato fortemente negativo è che negli ultimi 40 anni la quota salari è scesa da circa il 68% a circa il 59%, quasi 10 punti percentuali che vogliono dire oltre 100 miliardi. Si tratta di risorse in meno che non sono più nelle disponibilità di persone con una più alta propensione al consumo, e che quindi avrebbero creato sicuramente maggiore impatto in termini di consumo e di domanda aggregata.

Certo, abbiamo una demografia negativa, ma abbiamo anche un alto tasso di disoccupazione e un ancor basso tasso di occupazione.

Ricordo che alla crescita del Pil è legata la rivalutazione del montante pensionistico. Secondo molte ricerche, la cosiddetta «stagnazione secolare», di cui l’Italia potrebbe essere affetta, dipende da una distribuzione dei redditi che sfavorisce consumi e domanda aggregata. Continua a leggere “Federmanager: Lettera del Presidente Inps al Corriere”

Cinema America Roma, aggrediti 4 ragazzi: «Via quella maglia, antifascisti» La lotta per il cinema

Cinema America Roma, aggrediti 4 ragazzi: «Via quella maglia, antifascisti» La lotta per il cinema

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Sabato 15 giugno a quattro ventenni è stato intimato di togliersi la T-shirt con il logo dell’associazione che organizza la maxi-arena in piazza San Cosimato. Valerio Carocci: «Attacco squadrista»

Larassegna di piazza San Cosimatoè appena iniziata, e già se ne parla, non per il cinema, ma per un’aggressione.

Sabato 15 giugno alle 4 circa del mattino quattro ventenni sono stati aggrediti da una decina di individui di circa trent’anni all’urlo «Hai la maglietta del cinema America, sei antifascista, levati subito sta maglietta, te ne devi andare via da qua»… continua su: https://roma.corriere.it/notizie/cronaca/19_giugno_16/roma-aggressione-ragazzi-cinema-america-via-antifascisti-ecf54202-903f-11e9-9eb3-08018d4e5f3d.shtml

Riscatto «low cost» della laurea: ecco chi resta (ingiustamente) escluso

Riscatto «low cost» della laurea: ecco chi resta (ingiustamente) escluso

di Lorenzo Salvia03 apr 2019

C’è ancora un elemento di iniquità nel riscatto low cost della laurea, cioè la possibilità di far valere ai fini della pensione, e a un prezzo contenuto, gli anni passati all’università.

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Il decreto legge che introduce il meccanismo, da poco convertito in legge, stabilisce che possono essere riscattati a condizioni più vantaggiose del normale gli anni universitari frequentati dopo il 1996. Non si tratta di una data scelta a caso.

Nel 1996 entra in vigore la riforma del sistema contributivo, che dà diritto a una pensione meno ricca di quella calcolata con il sistema precedente, quello retributivo. L’obiettivo è quindi agevolare chi in futuro avrà una pensione più bassa.

Comprensibile. Ma c’è una categoria di persone che resta tagliata fuori… continua su: https://www.corriere.it/economia/family-business/notizie/riscatto-low-cost-laurea-quelli-esclusi-ingiustamente-c79dc2e8-55e0-11e9-9975-f10698770b0a.shtml

Venaus, morto alpinista precipitato da cascate di ghiaccio. Corriere.it

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Matteo Feltro, l’alpinista 33enne che ha perso la vita

Ancora una tragedia della montagna nel Torinese. Un alpinista di 33 anni, Matteo Feltro, è morto questo pomeriggio in frazione di Bar Cenisio, a Venaus, poco distante dal confine con la Francia.

In base alle prime ricostruzioni il 33 enne, residente ad Ala di Stura, è precipitato in discesa lungo il sentiero dopo una giornata di arrampicata sulle cascate di ghiaccio della zona. Accanto a lui c’era un compagno di scalata che ha lanciato l’allarme intorno alle 15, mentre un altro gruppo di amici si trovava più a valle.

La vittima era un tecnico del soccorso alpino

L’alpinista, esperto di montagna, tecnico del soccorso alpino e iscritto al Cai di Ala di Stura, potrebbe essere scivolato su un lastrone di ghiaccio, a circa 1600 metri di quota, ed è precipitato per oltre 10 metri, fermandosi alla base di alcuni salti di roccia a lato del sentiero.

Gli operatori del soccorso alpino sono arrivati in Val Cenischia con l’elicottero del 118, ma quando hanno raggiunto il gruppo di escursionisti per il 33enne non c’era più nulla da fare. La salma è stata portata alle camere mortuarie di Susa a disposizione dell’autorità giudiziaria, mentre uno degli amici della vittima è stato portato in ospedale in stato di choc.

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Eurospin Cologno Monzese, assalto al portavalori con kalashnikov. Corriere.it

La rapina nella mattinata di sabato. I tre banditi armati sono fuggiti con una sacca che conteneva l’incasso del supermercato Eurospin. Il bottino ammonta a circa 20 mila euro

Tre uomini hanno preso d’assalto sabato mattina, verso le 7.30, un furgone portavalori di due guardie giurate che stavano prelevando l’incasso del supermercato Eurospin di viale Lombardia a Cologno Monzese. Due erano armati di pistole mentre un terzo imbracciava un mitragliatore Kalashnikov.

Una delle guardie giurate ha esploso tre colpi in aria che non hanno però intimidito i rapinatori che si sono impossessati della sacca e sono fuggiti per i campi. Il commando si è impossessato di un bottino, secondo le prime stime, di circa 20 mila euro: uno dei banditi si è anche impossessato della pistola di una guardia giurata. Indagano i carabinieri.

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Bolzano, bimba muore in slittino sul Renon. Gravissima la madre. Corriere.it

La donna ha perso il controllo del mezzo ed è andata a sbattere contro un albero; è stata intubata e portata in elicottero in ospedale a Bolzano. Mamma e figlia avevano imboccato, probabilmente per sbaglio, una pista nera da sci

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Bolsonaro si insedia: «Il Brasile si libererà del socialismo»

Bolsonaro si insedia: «Il Brasile si libererà del socialismo»

Il presidente di estrema destra invoca Dio e promette di liberare il Paese «dal politicamente corretto. Anche se fosse necessario il sangue»

di Rocco Cotroneo

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RIO DE JANEIRO — «È il giorno in cui il Brasile inizia a liberarsi dal socialismo e dal politicamente corretto. La nostra bandiera non sarà mai rossa, e resterà verde-oro anche se fosse necessario versare il nostro sangue!» Jair Bolsonaro si insedia alla presidenza del Brasile — lunedì c’è stato ufficialmente il passaggio delle consegne con Michel Temer — ma non sposta di una virgola il suo discorso duro e di svolta radicale verso destra.

Nei due discorsi pronunciati durante la lunga giornata tra i palazzi modernisti di Brasilia c’è anche l’ impegno a governare «senza discriminazioni», rispettare la democrazia e la Costituzione; così come l’ex militare evita infine di promettere esilio o morte a chi non è d’accordo (come ha fatto più volte in campagna elettorale).

Ma anche con queste rassicurazioni, quel che emerge dalle prime frasi pronunciate da capo di Stato è ribadire l’immagine di un Paese dove le priorità sono ora radicalmente diverse da quelle seguite dai suoi predecessori… continua su: https://www.corriere.it/esteri/19_gennaio_01/brasile-si-insedia-bolsonaro-cambieremo-destino-paese-48d6b3a4-0dea-11e9-991e-8333c5dc4514.shtml

Incidente Val di Susa, bimba di 9 anni cade sugli sci e muore in ospedale. Corriere.it

Sauze d’Oulx, Camilla è sbattuta contro una barriera frangivento dopo essere precipitata a valle per 50 metri. I medici hanno provato invano a rianimarla in elicottero

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Morto Andrea Pinketts, scrittore della Milano gialla

Morto Andrea Pinketts, scrittore della Milano gialla

Talento e sregolatezza, scriveva storie anarchiche con una prosa acrobatica, ricca di trovate lessicali e un protagonista-alter ego: Lazzaro Santandrea

di Cristina Taglietti

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Andrea Pinketts

L’unico posto in cui poteva scrivere era il bar. Le Trottoir, per la precisione, locale milanese prima in corso Garibaldi poi in piazza XXIV Maggio che di fatto era l’ufficio di Andrea Pinketts, scomparso oggi a Milano a 57 anni. Quando, nel 2013, il bar venne posto sotto sequestro per inottemperanza alle norme sulla sicurezza (si ballava e si faceva rumore) lo scrittore, l’aria del maledetto ormai un po’ disfatto, si incatenò per riavere le sue Guinness e la sua ispirazione, che trovava soprattutto dal tardo pomeriggio a notte fonda, lui che diceva di avere una «passione sfrenata per le cattive compagnie: la letteratura, i bar equivoci, i sigari e le donne»… https://www.corriere.it/cultura/18_dicembre_20/morto-andrea-pinketts-scrittore-milano-gialla-55424e9e-03d8-11e9-94ba-cb54e059ac5f.shtml

Traffico autostrade, primo weekend di luglio da bollino rosso

Traffico autostrade, primo weekend di luglio da bollino rosso

Primo fine settimana di grandi spostamenti verso le località turistiche. Polizia Stradale: «Pronti a portare acqua in caso di lunghe code». Venerdì è ripreso il controllo Tutor su 22 tratti autostradali

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di Paolo Virtuani   https://www.corriere.it

La grande partenza estiva per le vacanze su strade e autostrade è da bollino rosso (nero sulla A22 del Brennero). Già da venerdì pomeriggio il traffico è sensibilmente aumentato in uscita dalle grandi città in direzione delle località turistiche e verso i confini di Francia e Slovenia. Oggi e domani bollino rosso (le mattine del 4 e dell’11 agosto saranno da bollino nero) in direzione sud sulle principali direttrici che portano alle località di villeggiatura. Previsto, inoltre, l’afflusso dei veicoli provenienti da Austria, Germania e Francia diretti verso i laghi e le coste di Liguria e Romagna ma anche in direzione delle città d’arte. Dal tardo pomeriggio di domenica e lunedì mattina si prevede traffico in aumento al rientro nei centri urbani. Continua a leggere “Traffico autostrade, primo weekend di luglio da bollino rosso”

West Nile: dal Polesine alle spiagge veneziane, è allarme contagio

West Nile: dal Polesine alle spiagge veneziane, è allarme contagio

Zanzare infette, nuovi casi nel Veneto. Dieci le persone colpite. Nell’80% dei casi non ci sono sintomi

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di Nicola Chiarini

https://corrieredelveneto.corriere.it

ROVIGO Con i contagi accertati nel veneziano a Mira e a Mellaredo di Pianiga salgono a dieci le persone colpite in nemmeno un mese dal virus West Nile in Veneto, con un picco di attenzione da parte di sindaci e aziende socio sanitarie. In tutte le zone interessate, interventi straordinari di disinfestazione contro le zanzare portatrici della forma virale e vettrici di contagio per le persone.

Il Polesine, al momento, è l’area più colpita con quattro contaminazioni accertate nell’ultimo mese su pazienti maschi in altrettanti centri affacciati sulle rive del Po: Polesella, Canaro, Occhiobello, Gaiba.

Il 70 enne residente in quest’ultimo centro è quello in condizioni più serie, come gli altri ricoverato al reparto Malattie infettive dell’ospedale di Rovigo, dove è in cura anche un altro 70 enne di Cavarzere, centro della provincia di Venezia che, dunque nel complesso, conta tre casi.

I restanti tre contagi sono stati acclarati nella Bassa Padovana, nel comprensorio dell’Usl 6 Euganea. Sempre sono immediatamente scattati i protocolli di sicurezza, che impongono la completa disinfestazione della zona di residenza del paziente. Continua a leggere “West Nile: dal Polesine alle spiagge veneziane, è allarme contagio”

Rai: Marcello Foa, giornalista sovranista. Il tweet contro Mattarella: «Ma non volevo offendere»

Rai: Marcello Foa, giornalista sovranista. Il tweet contro Mattarella: «Ma non volevo offendere»

Rai

Estimatore di Bannon e di Putin. Il gelo del Quirinale sul suo nome

di Dino Martirano

https://www.corriere.it/

ROMA— Il suo telefonino svizzero squilla invano su una spiaggia greca. Lui, Marcello Foa — 55 anni, doppia cittadinanza, blogger, saggista, giornalista, docente esperto in tecniche di manipolazione dei media, commentatore per la Bbc ma anche per Russia Today, buon conoscente di Steve Bannon, autore di un tweet al vetriolo contro il presidente della Repubblica le cui parole sull’Europa hanno suscitato in lui «disgusto» — alla fine risponde. E, con cortesia, mostra candido stupore per la valanga di messaggi e di telefonate in arrivo dall’Italia.

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Il senso del discorso di #Mattarella : io rispondo agli operatori economici e all’Unione europea, non ai cittadini.
Ma nella Costituzione non c’è scritto. Disgusto.
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«Sergio Marchionne è malato, le sue condizioni sono peggiorate»: il comunicato di Fca sulla malattia

«Sergio Marchionne è malato, le sue condizioni sono peggiorate»: il comunicato di Fca sulla malattia

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L’annuncio della casa automobilistica: «Non potrà riprendere la sua attività lavorativa»

di Redazione online  https://www.corriere.it/

Dopo ore in cui si sono susseguite indiscrezioni sulla salute di Sergio Marchionne, poco dopo le 18 di sabato Fca ha diffuso un comunicatoche chiarisce i dubbi. Il gruppo fa sapere, «con profonda tristezza», che «sono intervenute complicazioni inattese durante la convalescenza post-operatoria, aggravatesi ulteriormente nelle ultime ore. Per questi motivi» Marchionne «non potrà riprendere la sua attività lavorativa». Marchionne, fino ad oggi, è stato amministratore delegato di Fca e presidente e ad di Ferrari.

Le indiscrezioni erano sorte in seguito a una convocazione d’urgenza — per la giornata di oggi — dei Cda di Fca, Ferrari e Cnh industrial, nei quali è stata decisa la successione anticipata al manager in Fca(che avrebbe comunque lasciato il prossimo anno, dopo l’assemblea di approvazione dei conti 2018) e quella, del tutto imprevista,in Ferrari. Continua a leggere “«Sergio Marchionne è malato, le sue condizioni sono peggiorate»: il comunicato di Fca sulla malattia”

All’armi, di Massimo Gramellini

All’armi, di Massimo Gramellini

https://www.corriere.it

Avete letto di quell’ingegnere informatico americano che, ritenendosi diffamato da un articolo di giornale, ha preso il fucile di caccia e ha fatto secca mezza redazione? Ora, lo spiccio Capitan Salvini sostiene che detenere un’arma per uso domestico non agevola i suicidi: uno può sempre buttarsi dal balcone e non è mica possibile chiudere tutti i balconi d’Italia. Ha ragione il Cap: si fa già fatica coi porti.

Alla sua raffinata analisi manca però un elemento non secondario, che la vicenda americana ripropone in tutta la sua evidenza: esiste sempre la possibilità che chi possiede un’arma, anziché contro se stesso, la punti contro di noi. Continua a leggere “All’armi, di Massimo Gramellini”

L’esproprio ottuagenario, di Massimo Gramellini

L’esproprio ottuagenario, di Massimo Gramellini

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Gli anziani che occupano un centro sociale e si danno il cambio la notte dentro i sacchi a pelo sarebbero uno spunto straordinario per un film: l’incrocio tra gli squatter del Leoncavallo e gli arzilli vecchietti di Cocoon. Intanto succede davvero: sulla via Cassia, spina dorsale di Roma Nord, dove da vent’anni campeggia un tendone in cui i diversamente giovani della zona si ritrovano per giocare a bocce e fluttuare nelle mazurke.

Doveva essere un approdo momentaneo, in attesa che venisse ultimato il centro anziani da 200 mila euro in eterna costruzione nei paraggi, ma in Italia nulla è definitivo come il provvisorio. Finché un giorno i temibili pensionati hanno trovato il cancello sbarrato da un lucchetto. Il municipio aveva dichiarato inagibile la struttura, senza perdersi in troppe spiegazioni. Continua a leggere “L’esproprio ottuagenario, di Massimo Gramellini”

All’armi, di Massimo Gramellini

All’armi, di Massimo Gramellini

https://www.corriere.it/

Avete letto di quell’ingegnere informatico americano che, ritenendosi diffamato da un articolo di giornale, ha preso il fucile di caccia e ha fatto secca mezza redazione? Ora, lo spiccio Capitan Salvini sostiene che detenere un’arma per uso domestico non agevola i suicidi: uno può sempre buttarsi dal balcone e non è mica possibile chiudere tutti i balconi d’Italia. Ha ragione il Cap: si fa già fatica coi porti.

Alla sua raffinata analisi manca però un elemento non secondario, che la vicenda americana ripropone in tutta la sua evidenza: esiste sempre la possibilità che chi possiede un’arma, anziché contro se stesso, la punti contro di noi. Attenzione, qui nessuno intende prendere sottogamba le paure dei cittadini.

Ammettiamo dunque che, in un mondo finalmente salvinizzato, la legge consenta di rispondere ad alzo zero a qualsiasi attacco alla proprietà privata (si potrebbe inserire nella casistica il vicino di casa finto sordo e cafone vero che, spalancate le finestre, alza il volume della tv?). Ma non di sola legittima difesa vive l’uomo. Continua a leggere “All’armi, di Massimo Gramellini”

Il ceffone possibile, di Massimo Gramellini

Il ceffone possibile, di Massimo Gramellini

Mentre i carabinieri gli raccontavano del figlio quindicenne sorpreso al parco in compagnia di uno spinello, un ristoratore di Cattolica ha aperto la mano e l’ha stampata sul volto del suo discendente. Il sottufficiale dell’Arma presente alla scena ha denunciato il padre per abuso dei mezzi di correzione. Forse non poteva comportarsi altrimenti. Ma forse avrebbe potuto girarsi dall’altra parte. Invidio chi riesce a tracciare una linea netta tra ciò che va fatto e ciò che non si deve fare mai.

Purtroppo appartengo alla schiera dei relativisti, per i quali molto, se non tutto, dipende dal contesto. Anche i ceffoni. Non si possono considerare sullo stesso piano il balordo violento o il pazzo isterico che ogni sera gonfiano i figli come zampogne e un povero cristo che, al termine di una giornata di lavoro, si ritrova convocato in caserma per essere messo a conoscenza delle bravate dell’erede. «Tu me li tiri fuori dalle mani» si giustificava mio padre, le rare volte in cui replicava con una sberla (più minacciata che effettiva) alle mie turbe adolescenziali. E il primo a starci male per giorni era lui.

 

È un gioco delle parti: il ragazzo trasgredisce, l’adulto sanziona e così insieme si cresce, senza esagerare. Visto l’andazzo rivendicativo-protettivo nei confronti della prole che hanno assunto ultimamente i rapporti tra genitori e insegnanti, mi sarei preoccupato di più se il padre, invece che al figlio, la sberla l’avesse tirata al carabiniere.

Dare i numeri, di Massimo Gramellini

Dare i numeri, di Massimo Gramellini

Una pagina Facebook gestita da buontemponi annuncia che un certo Tarim Bu Aziz ha chiesto di introdurre i numeri arabi nelle scuole italiane per favorire l’integrazione. Neanche il tempo di leggere la provocazione e i tastieristi della Rete già caricano a testa bassa. Scrivono al sedicente Tarim che i suoi numeri se li può infilare in quel posticino, basta buonismo, vaffa tu e i numeri arabi, in Italia usi i numeri nostri oppure te ne torni al tuo Paese. Il fatto è che i numeri nostri sono appunto i numeri arabi, importati nel tredicesimo secolo per sopperire all’eccessiva complessità di quelli romani.

Non è un’informazione riservata, né una cospirazione di matematici finanziati dalla setta degli Illuminati, ma una banalissima nozione scolastica che ha sfiorato le orecchie di chiunque abbia avuto dimestichezza con i banchi delle elementari. Uno può non avere più trovato il tempo di ripassarla, specie se ne trascorre troppo davanti al computer. Ma l’aspetto incredibile della vicenda è la reazione impulsiva di massa. Tra le tante persone ad avere letto la bufala, ben poche si saranno prese la briga di digitare «numeri arabi» su un motore di ricerca per controllare come stessero realmente le cose. Ci avrebbero impiegato non più di dieci secondi (10, in numeri arabi). Invece hanno preferito reagire d’impulso, che è cosa ben diversa dall’istinto. Come tanti pecoroni anarchici ai quali basta che una notizia confermi un pregiudizio per convincersi che sia vera.

A sinistra di Charlie Brown, di Massimo Gramellini

A sinistra di Charlie Brown, di Massimo Gramellini

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Dopo avere scolorito anche le regioni rosse, la sinistra si interroga. Ma non è dai giorni della caduta del Muro che si interroga? Possibile che in ventinove anni nessun maturando le abbia ancora passato sotto banco la risposta? Si può condensare la storia di un movimento politico in un rosario di domande? Chi siamo? Come ci chiamiamo? La terza via esiste o è meglio lasciar decidere al navigatore? Fare le riforme con Berlusconi sarà peccato? Farsi fregare da Berlusconi sarà scontato? Chi ha baciato il Rospo, può mangiare la Mortadella? Rutelli è troppo bello per essere Amato? D’Alema è più simpatico che intelligente? Veltroni e Gentiloni fanno rima con «state bboni»? Rottamare significa non dovere mai dire «mi dispiace»? Continua a leggere “A sinistra di Charlie Brown, di Massimo Gramellini”

Catena umana, di Massimo Gramellini

Catena umana, di Massimo Gramellini

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Emilio Lentini, operaio cinquantenne di Vimodrone, in provincia di Milano, ha avuto la vita salvata due volte. La prima dal figlio, che gli ha donato il midollo osseo. La seconda dai colleghi, che si sono tolti il tempo dalle tasche e gli hanno regalato novecento e undici ore di ferie — circa sei mesi di turni — per permettergli di completare la convalescenza senza rinunciare allo stipendio.

Tra i benefattori del signor Lentini, molti lavorano in un’altra ditta del medesimo gruppo e non lo conoscevano neppure, ma in loro è scattato qualcosa di inspiegabile a chi non lo abbia mai provato sulla propria pelle: il richiamo dell’appartenenza a una stessa comunità.
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Parole di scorta, di Massimo Gramellini

Parole di scorta, di Massimo Gramellini

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Sonia Toni, che fu moglie di Beppe Grillo e resta fervente patriota pentastellare, scrive sui social di avere sorpreso Veltroni al ristorante con la scorta e si domanda: «Chi paga?». Il popolo delle tastiere raccatta parole appuntite e dà inizio alla lapidazione: c’è chi auspica una replica del processo di Norimberga per i fruitori di scorte non autorizzate dalla Salvini & Associati.

Il quarto d’ora d’odio è interrotto dalla replica del reprobo. Altri caricherebbero a testa bassa, ma Veltroni non viene mai meno alla sua fama di avverbio e «pacatamente» risponde di non avere la protezione da anni. Chiama la sua accusatrice «cara signora» e le segnala che quelli che lei ha scambiato per uomini della scorta erano normalissimi commensali. Continua a leggere “Parole di scorta, di Massimo Gramellini”

La ricerca (spericolata) del consenso

La ricerca (spericolata) del consenso

Dopo due settimane parlate pericolosamente, l’irresistibile linea «cattivista» di Salvini conosce il primo inciampo. Succede per colpa di un vocabolo – censimento – che ha ancora il potere di evocare fantasmi, quando viene associato a una minoranza etnica.

Nella sua inesausta attività social, il ministro dell’Interno e delle interiora (intese come pulsioni profonde) ha annunciato, in singolare coincidenza temporale, il censimento dei campi rome una sua imminente visita al Papa meno salviniano che si possa immaginare. Finora le sortite del leghista in capo avevano goduto di una certa benevolenza mediatica. Dettavano l’agenda politica senza incontrare altri ostacoli che l’indignazione, ininfluente e scontata, della sinistra in disgrazia.

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Cuore e crepacuore, di Massimo Gramellini

Cuore e crepacuore, di Massimo Gramellini

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Per molte ore, ieri, una delle notizie più lette in Rete raccontava di una ragazza morta di crepacuore dopo avere perso negli ultimi due anni entrambi i genitori. Tutto congiurava a rendere la storia eccezionale: la concatenazione dei lutti, il decesso nella casa in cui la giovane donna si era appena trasferita per sfuggire alle ombre del passato, le parole «mamma» e «papà» tatuate sul suo corpo.

Era la manifestazione plastica della grande paura di ogni genitore: che ne sarebbe dei miei ragazzi il giorno in cui rimanessero soli al mondo? Ma la realtà è sempre meno netta della sua rappresentazione (per questo abbiamo inventato i romanzi).

La polvere della notizia si è depositata pian piano, restituendoci la vicenda – meno eccezionale – di una morte per anoressia, il male di cui la giovane aveva cominciato a soffrire ben prima di diventare orfana.
Alice, così si chiamava, ha cercato di resistervi, persino quando la vita le ha fatto lo sgarbo di lasciarla sola. Davanti a ogni tragedia l’animo umano ha bisogno di trovare un colpevole. Qui però non ce ne sono.

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Emergenza prof, di Massimo Gramellini

Emergenza prof, di Massimo Gramellini

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Ogni quattro giorni un insegnante viene picchiato dal padre o dalla madre di uno dei suoi studenti. Ecco un’emergenza che, provenendo dall’interno, non spaventa nessuno. Immaginate tutti questi prof su un barcone alla deriva, la scuola italiana, mentre cercano di attraccare al porto della nostra attenzione: centinaia di volti disfatti dai lividi per avere osato dare un quattro, quasi sempre meritato, invece di un sei. Ai genitori maneschi interessa il voto, mica il livello di preparazione. Non se la prendono con i maestri scarsi, ma con quelli severi.

L’ultimo bersaglio, Francesca Redaelli, è una professoressa di inglese che sulla soglia della pensione si è ritrovata all’ospedale di Padova con il setto nasale fratturato da un uppercut. Illuminante il grido di battaglia della pugile, la madre di un alunno: «Tr…, te la farò pagare, hai rovinato la mia famiglia.» Continua a leggere “Emergenza prof, di Massimo Gramellini”

Chi se la piglia, di Massimo Gramellini

Chi se la piglia, di Massimo Gramellini

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L’unica ragione per cui la Bibbia non inserisce le chat dei genitori tra i flagelli divini — in ordine alfabetico vengono subito dopo le cavallette — è che neanche gli estensori di quel testo pur così ispirato potevano immaginare che gli esseri umani si sarebbero spinti tanto in là.

Nella chat di un asilo privato milanese si stava commentando la possibilità che la direttrice avesse un amante, quando una delle madri ha digitato: «Ma dai, chi vuoi che se la pigli». Lo dico con rispetto, ma ha fatto una chattata, contravvenendo alla regola basilare: «Ogni frase inviata a un numero cospicuo di persone può essere copia-incollata contro di te». Opportunamente reindirizzata da qualche mano amorevole, la frase è planata sul telefono della direttrice, che appena ha letto «chi vuoi che se la pigli», se l’è pigliata eccome, cacciando dall’asilo i figli della madre incauta.

La questione è finita in tribunale e addirittura in Parlamento, ma va detto che in quell’asilo nessuno ha fatto la figura dell’adulto. Non i genitori digitanti, che creano la chat per scambiarsi notizie sull’orario della lezione di ginnastica e inesorabilmente la trasformano in un ruttodromo di pettegolezzi e di rancori. Continua a leggere “Chi se la piglia, di Massimo Gramellini”

A Milano non si usa, di Massimo Gramellini

A Milano non si usa, di Massimo Gramellini

  

A Milano non si usa. Così l’assessore Pierfrancesco Maran ha risposto al palazzinaro romano Luca Parnasi che cercava di corromperlo con una casa. Probabilmente si è trattato di un’avance giocata sul filo dell’allusione, altrimenti uno come lui sarebbe corso a denunciarla. Di sicuro Maran ha respinto le profferte immobiliari con parole che nessuno immaginava di poter sentire sulla bocca di un politico ignaro di essere intercettato: «Non voglio prendere in giro i miei elettori». Tanto che l’intrallazzatore in trasferta – ferito nel valore che gli era più caro, la faccia tosta – se n’è uscito con un commento alla De Sica: «Sembravamo quei romani dei film quando vanno a Milano».

Sarebbe facile dargli ragione su un giornale stampato nel cuore della Lombardia. Invece, metabolizzata la legittima botta di orgoglio, è giusto ricordare che, per quanto il contesto abbia la sua importanza, la differenza tra un onesto e un corrotto non la fa la geografia, ma la storia individuale. Se proprio si vuole attingere a un luogo comune, Maran sembra piuttosto smentire quello secondo cui i politici di professione sono tutti ladri. Nella sua ancora giovane vita, l’assessore milanese ha fatto sempre e solo politica: dai consigli di istituto a quelli di quartiere, fino all’assessorato. Ma a differenza di certe matricole, rivelatesi più sensibili di lui al fascino di Parnasi, non ha mai menato vanto della propria onestà. Si è limitato a praticarla. Cercando di aggiungervi, quando possibile, un po’ di bravura.

A testa in giù, di Massimo Gramellini

A testa in giù, di Massimo Gramellini

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Ai centri sociali di Macerata che il 25 aprile, nell’indifferenza di chi avrebbe dovuto impedirlo, hanno appeso in piazza un fantoccio di Mussolini a testa in giù, esortando i bambini a prenderlo a bastonate per agguantare le caramelle nascoste al suo interno, mi piacerebbe chiedere quale sia la loro concezione di libertà.

Se, come credo, la libertà di cui il 25 aprile si festeggia il compleanno è anzitutto gioia di vivere nel rispetto del prossimo, quale tipo di gioia intendevano trasmettere i centri sociali a quei ragazzini, invitandoli a replicare in forma di farsa uno tra gli episodi più umilianti della nostra storia? La gioia della sopraffazione gratuita, dell’irrisione vigliacca, della vendetta oltre la vendetta. Continua a leggere “A testa in giù, di Massimo Gramellini”

Il signor Quaranta, di Massimo Gramellini

Il signor Quaranta, di Massimo Gramellini

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Il signor Quaranta sente arrivare l’infarto e stringe le mani sul volante. Chi ci è passato racconta che in quei momenti ti scorre la vita davanti. Ma il signor Quaranta non ha tempo per pensare alla sua vita.

Sta guidando uno scuolabus pieno di bambini e deve occuparsi delle loro. Con uno sforzo di lucidità che è un miracolo d’amore, quest’uomo di sessantacinque anni rallenta l’andatura, si destreggia nel traffico dell’ora di punta e accosta il pulmino ai bordi della carreggiata. Solo a quel punto spegne il motore e muore. Succede a Fasano, provincia di Brindisi. Continua a leggere “Il signor Quaranta, di Massimo Gramellini”

Milano, i sopravvissuti al raid dei due clandestini: «Uno mi teneva, l’altro mi colpiva in faccia», di Andrea Galli e Gianni Santucci. Corriere.it

Milano, i sopravvissuti al raid dei due clandestini: «Uno mi teneva, l’altro mi colpiva in faccia»

Le azioni dei killer di Samsul ricostruite dai carabinieri. Due vittime: «Quelli ci seguivano. Poi mi hanno afferrata per i capelli e ho ricevuto un pugno. L’altro col coltello ha seguito la mia amica»

I carabinieri in via Settembrini dove è stato aggredito a morte il giovane cameriere bengalese Samsul Haque (foto nel riquadro) I carabinieri in via Settembrini dove è stato aggredito a morte il giovane cameriere bengalese Samsul Haque (foto nel riquadro)
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«Sono sceso dall’autobus e ho cominciato a camminare verso casa, avrò fatto circa 20 metri. In quel momento due uomini nordafricani che avevo visto prima mi hanno aggredito. Uno, da dietro, mi teneva bloccato per le spalle; l’altro, davanti, mi colpiva più volte con una bottiglia in faccia». Una bottiglia di plastica, tagliata in due: con quella Frank Quispe Porras, 36 anni, peruviano, operaio, è stato sfregiato sotto lo zigomo. «Mi urlavano “dammi la tua roba, dammi il cellulare”.

Gli ho consegnato tutto e sono scappati». Ore 23, giorno 26 aprile, via Stalingrado, Cinisello Balsamo: la notte balorda di Amass Abdenachemi e Saad Otmani, 28 e 30 anni, è iniziata al confine della città. E s’è chiusa circa tre ore dopo, vicino alla stazione Centrale di Milano, con l’omicidio di Samsul Haque Swapan, cameriere del Bangladesh. I due sono stati arrestati alle 10 del mattino, a chiusura di un’indagine serrata e immediata dei carabinieri. Oggi è possibile ricostruire nel dettaglio la loro strada criminale: attraverso il racconto delle vittime.

Milano, le aggressioni di via Gaffurio e Settembrini: la ricostruzione dell’incubo

Continua a leggere “Milano, i sopravvissuti al raid dei due clandestini: «Uno mi teneva, l’altro mi colpiva in faccia», di Andrea Galli e Gianni Santucci. Corriere.it”

Campa cavallo, di Massimo Gramellini

Campa cavallo, di Massimo Gramellini

Le botticelle sono quei caratteristici calessini su cui i turisti giapponesi filmano le buche del manto stradale di Roma, nella convinzione che si tratti di scavi archeologici. La capotribù locale dei Cinque Stelle, Raggi di Sole, ne aveva proclamato solennemente l’abolizione per venire incontro alle ragioni degli animalisti e anche ai loro voti. Purtroppo la spinta rivoluzionaria del movimento che doveva fare impazzire il mondo si è fermata davanti al primo insormontabile ostacolo.

Le botticelle. Ci siamo accorti di non poterle vietare neppure con un congiuntivo, ammettono i centurioni grillini della commissione addetta al traffico, che nella capitale europea degli ingorghi conserva il nome satirico di Mobilità. E ne danno la colpa alla burocrazia e ovviamente al Parlamento, sentina di tutti i vizi, dimenticandosi che adesso là dentro il primo partito sono diventati loro.

Continua a leggere “Campa cavallo, di Massimo Gramellini”

Ecco i 10 fatti importanti del 2017

Cosa resterà del 2017, i 10 fatti salienti

Fatti, volti, elezioni e rivolte, così è cambiato il mondo,

di Aldo Cazzullo, Lorenzo Cremonesi, Massimo Gaggi, Luigi Ippolito, Paolo Lepri, Stefano Montefiori, Sergio Romano, Guido Santevecchi, Barbara Stefanelli, Danilo Taino,

da: http://www.corriere.it/

1 L’oscuro Puigdemont e il separatismo spagnolo
2 Brexit alla prova
3 Macron e la svolta all’Eliseo
4 Le provocazioni di Trump e la nuova casa Bianca
5 L’anno meraviglioso di Kim
6 Il caso Weinstein e il movimento #metoo
7 L’epidemia senza controllo delle fake news
8 Merkel al tramonto
9 L’Isis perde territorio ma non terreno fertile
10 Rohingya crisi simbolo

foto: https://larottaperitaca.wordpress.com

Cosa resterà del 2017, i 10 fatti salienti

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