Momenti di poesia. Il vagabondo, di Dario Menicucci

Momenti di poesia. Il vagabondo, di Dario Menicucci

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Il vagabondo

Ricordai il vagabondo
sui gradini della chiesa disadorna,
il suo cane striminzito e sudicio.

Tornai a cercarlo
nella piazza di terra e panchine rotte
di fruscii di piccioni.

Ed era lì nella polvere
buttato sui suoi cartoni unti
con in braccio il suo piccolo amico.

Mi avvicinai
per porgere le mie tre monete
e vederlo finalmente ridere.

Ma il mendicante
non mosse le labbra
ringraziò soltanto con un cenno del capo.

Indugiai affranto
a guardare un bambino
saltellare e fermarsi di fronte a quell’uomo.

Con le mani innocenti
accarezzò la bestiola
e donò una mela al poveruomo seduto.

Quel viso di pietra
si aprì in un sorriso
si tinse all’istante di una luce radiosa.

A fatica si alzò
dai suoi stracci ammucchiati
e svanì nei colori di quel giorno d’autunno

Dario Menicucci

Momenti di poesia. Clandestina, di Dario Menicucci

Momenti di poesia. Clandestina, di Dario Menicucci

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Clandestina

Dove
guardi
donna?

I tuoi occhi
scrutavano
lontano

e ora
fissano
la terra.


giacciono
i tuoi sogni

sconfitti
e caduti
nella polvere.
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Momenti di poesia. Gocce, di Dario Menicucci

Momenti di poesia. Gocce, di Dario Menicucci

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Gocce

Effimere
in trasparenze
d’acqua

evanescenti
in tremuli
silenzi

impalpabili
in limpidi
sospiri.

Solo un attimo
trattengono
la luce

poi un tuffo
per perdersi
danzando

Dario Menicucci

Momenti di poesia. Il vento dell’inverno Dario Menicucci

Momenti di poesia. Il vento dell’inverno Dario Menicucci

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Il vento dell’inverno

Dalla parete
irreali fremiti di dolore,
dell’orologio
che prova a rompere
le tenebre.

Il tempo si ferma
sconfitto dal silenzio;
la stanza
è un’urna vuota
di sorrisi sepolti.

Sottili aliti di luna
tremano nel buio,
sopra una lacrima
che ti trafigge
il volto.

Immobile tra l’ombre
non dici una parola,
sei così lontana
rapita
dalle pene.

Ho voglia di gridare
a quelle stelle spente,
ma l’urlo
disperato
si gela nel mio cuore.

Un esile lamento
mi chiama alla finestra,
è il vento
dell’inverno
che geme sulle foglie

Dario Menicucci

Momenti di poesia. Stanco di vagare, di Dario Menicucci

Momenti di poesia. Stanco di vagare, di Dario Menicucci

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Stanco di vagare

Quante strade ho percorso
quante ascese impervie
e sentieri difficili
di pietre aguzze,
quante cicatrici.

Da sempre
cerco disperatamente
un equilibrio,
dolcissime sintonie
di pensiero

di capire se è l’amore
il collante
che unisce le anime.

Ma ora
sono stanco di vagare.

Sento inesorabile
il mio tempo
volgere al tramonto.

Quindi torno a noi
alla certezza delle tue mani
tra le tue braccia.

Soltanto qui
ho provato
l’estasi del silenzio

il sublime miracolo
di essere in armonia

Dario Menicucci

Momenti di poesia. Sogni nella pioggia, di Dario Menicucci

Momenti di poesia. Sogni nella pioggia, di Dario Menicucci

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Sogni nella pioggia

Profumi intensi
di vicini temporali
e struggenti malinconie
della campagna.

Pensierosa
sembra la valle
nella sua corolla
di colline in ombra.

Forse
dorme ancora
nella culla di nuvole
adagiate dal cielo.

E sogna
il blu del mare
che così tanto
vorrebbe accarezzare.

O le montagne altissime
a ridosso del cielo
che non potrà mai
vedere.

Si sveglierà tra poco
la nuova primavera
e con il sole
risplenderà sul piano.

Canti di rondini
e i mille prati in fiore
nasconderanno
quei sogni della terra.

Ma non morranno
custoditi in cuore
pieni di luce
pronti a riaffiorare.

Ogni qual volta
ritornerà la pioggia
coi suoi silenzi
e il solito languore.

Dario Menicucci

Momenti di poesia. Nel buio di una terra lontana, di Dario Menicucci

Momenti di poesia. Nel buio di una terra lontana, di Dario Menicucci

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Nel buio di una terra lontana

Portami indietro
tempo
almeno un attimo

a quelle strade
così invitanti e luminose,
così ingannevoli.

Volevo capire
dove ho smarrito
Ia mia felicità

dove ho lasciato
quei vecchi sogni
colmi di gioia e di sorrisi.

Ma tu di me
nemmeno
ti accorgi

distratto
e impegnato
nella tua folle corsa.

Ho provato
a voltarmi
ai viali percorsi

ma tutto
è tenebra
fitta e sinistra.
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Momenti di poesia. Un uomo in giacca e cravatta, di Dario Menicucci

Momenti di poesia. Un uomo in giacca e cravatta, di Dario Menicucci

Avvolto
nella camicia ben stirata
mi soffermo in penombra
a sistemare i bottoni
della giacca elegante.

Qualche goccia
di gel sui capelli
e sono pronto ad andare
nel mio mondo plastificato
di strade chiassose e affollate.

Nelle tasche però
porto il peso del mio dolore,
nella borsa di lucida pelle
la mia vita di falsi sorrisi
e di malinconica solitudine.

Indugio
e ritorno di nuovo allo specchio;
la cravatta che scende sul petto
sembra adesso ancora più triste,
un’immensa lacrima blu

Dario Menicucci

Momenti di poesia. Una città di vento… Livorno, di Dario Menicucci

Momenti di poesia. Una città di vento… Livorno, di Dario Menicucci

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Una città di vento… Livorno

La mia
è una città
di strade rotte
e palazzi consumati
di ciminiere e fumo

una città
di uomini chiassosi
che scherzano anche quando
la sorte non sorride.

La mia
è una città
di vento e di gabbiani
che volano sui Fossi
di barche addormentate

una città
di nuvole stampate
appese sulle piazze
sulle fortezze austere.

La mia
è una città
di sale e di libeccio
di reti e pescatori
di navi dentro il porto

una città
di scogli e tamerici
di isole lontane
che fanno capolino.

La mia
è una città
che corre accanto all’onde
di schiuma e di risacca
di luce all’ orizzonte

una città
di cieli sopra il mare
dove il tramonto sparge
i suoi più bei colori

Dario Menicucci

Che nottata!, di Dario Menicucci

Che nottata!, di Dario Menicucci

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Che nottata! (filastrocca per bambini)

Questa notte senza vento
qui nel letto è un patimento
mille gocce ho sulla pelle
son sudate anche le stelle.

Cerco il fresco coi piedini
fino in fondo ai lenzuolini
poi giù giù sui pavimenti
ma anche quelli son bollenti.

Disperato vado a bere,
l’acqua bolle nel bicchiere,
la sorseggio piano piano
sembra lava di un vulcano.

Torno allora sul cuscino
quando sento un rumorino
prima a lato dello specchio
poi diretto nel mio orecchio.

“Pure questa è arrivata,
che disdetta di nottata!”
Quindi accendo la lucina
per cercar la zanzarina.

Mogia mogia vola piano
poi mi cade sulla mano
senza forze e trafelata
anche lei tutta sudata!

Dario Menicucci

Momenti di poesia. Ti prenderò per mano, di Dario Menicucci

Momenti di poesia. Ti prenderò per mano, di Dario Menicucci

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Ti prenderò per mano

Sarò a aspettarti
alla fine del tempo
dove vive la notte
tra bagliori di stelle.

Frugherò tra le gocce
di quest’esile pioggia
tra i veli di nebbia
sulla terra inzuppata.

Verrò a cercarti
dove muore la luce
e le nubi al tramonto
affondano in mare.

Cavalcherò il vento
e le onde in tempesta,
scalerò lo sconforto
dei miei giorni inutili.

Ti prenderò per mano
e rimarremo in silenzio
per scioglierci insieme
in grembo all’orizzonte

Dario Menicucci

Verso casa, di Dario Menicucci “Le mie poesie”

Verso casa, di Dario Menicucci “Le mie poesie”

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Verso casa

“Verso casa” è il titolo del quadro nell’immagine
del pittore livornese Enrico Bettarini. Verso casa
perché Enrico vede la luce del faro di Livorno dalle
finestre di casa sua


Verso casa

La luce
è accerchiata
dalle ombre

prova
a difendersi
dal buio.

Il faro
grida al cielo
senza stelle

compie
abbaglianti
piroette.

Dipinge
un viale
nelle tenebre

un nastro
dorato
verso il mare.

Mi mostra
la strada
verso casa

un barlume
nel nulla
della notte

Dario Menicucci

Momenti di poesia. Ho provato, di Dario Menicucci “Le mie poesie”

Momenti di poesia. Ho provato, di Dario Menicucci “Le mie poesie”

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Ho provato

Ho provato
a cercare l’amore
in ogni luogo,
in ogni piega del tempo.

Ho provato a combattere
con tutte le mie forze
aggrappandomi persino
alle più remote illusioni.

Ho provato
a ingannare la notte
colorando le ombre,
adornando i sogni di luce.

Ho provato
ma alla fine
il dolore ha vinto

Dario Menicucci

Momenti di poesia. Mani di sangue, di Dario Menicucci “Le mie poesie”

Momenti di poesia. Mani di sangue, di Dario Menicucci “Le mie poesie”

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Mani di sangue

Da mani di sangue
non escono
parole.

Carni umiliate
sogni annientati
pensieri cancellati.

Profonde ferite
sulla pelle e nell’anima
mai rimarginate
lasciano un futuro
di paura e di tenebre.

Donne
uomini
bambini
un solo strazio
un solo pianto.

E nel silenzio intorno
più forte
è la violenza

Dario Menicucci

Momenti di poesia. Re Jack (dedicata a Jay, Patrizia e Vincenzo) di Dario Menicucci

Momenti di poesia. Re Jack (dedicata a Jay, Patrizia e Vincenzo) di Dario Menicucci

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Re Jack (dedicata a Jay, Patrizia e Vincenzo)

Nel velato brusio
di questa campagna
affonda il mio pensiero
e in uno scalpiccio
di passi in lontananza
ritrovo i tuoi
gioiosi e spensierati
di fronte a casa.

Ritorna forte
spesso il tuo ricordo
quando alla porta
scodinzolavi allegro
spingendo forte
per entrare prima
e poi aspettare
mille o più carezze.

Se chiudo gli occhi
rivedo il tuo profilo
sul tuo piumone
accanto alla poltrona
quando d’inverno
durante il temporale
tremando ai fulmini
cercavi le mie mani.
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