Quieora: la sinistra DC a Casale Monferrato (undicesima parte) di Carlo Baviera

Quieora: la sinistra DC a Casale Monferrato (undicesima parte) di Carlo Baviera

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Gli ultimi numeri del 1971 di Quieora, quindi dell’ultima parte dell’anno, affrontano anche i temi del posizionamento e degli obiettivi del partito (e della sua sinistra): da considerare che alle elezioni amministrative erano state premiate le destre, era stata approvata l’anno precedente la Legge del divorzio e di conseguenza era venuta la richiesta di referendum abrogativo della legge stessa, inoltre si sarebbe dovuto eleggere il nuovo capo dello Stato, e l’alleanza di centro sinistra era messa fortemente in crisi dai tanti avvenimenti sociali e culturali di quegli anni. Più d’uno gli interventi sull’argomento.

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Il numero 22 entra subito nel merito; “La dc è stata ridimensionata. E’ entrata in crisi l’unità dei cattolici, alcuni dei quali si sentono meglio rappresentati dal Msi. [..] Lo spostamento a destra del 13 giugno certamente non favorirà una politica si sostanziali riforme di trasformazione, ma rafforzerà l’egemonia dei gruppi privilegiati, che cercheranno di addossare alla classe lavoratrice la responsabilità delle difficoltà economiche (sembra anticipare alcune <prediche> odierne). Continua a leggere “Quieora: la sinistra DC a Casale Monferrato (undicesima parte) di Carlo Baviera”

Quieora: la sinistra DC a Casale Monferrato (settima parte) di Carlo Baviera

Quieora: la sinistra DC a Casale Monferrato (settima parte) di Carlo Baviera

Qui e ora

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Per terminare la disamina dei numeri di Quieora, nel periodo tra l’inizio del millenovecentosettanta e le elezioni regionali e amministrative di giugno, sono ancora da evidenziare alcuni passaggi degli articoli di fondo (da attribuire al direttore, in quanto non firmati?), il contenuto del numero che potremmo definire “elettorale”, e quanto nella rubrica scrivevano Giuseppe Gario e Riccardo Coppo.

Veniamo agli articoli di fondo. Il primo si soffermava sulla ricerca di unanimità del partito nel momento in cui ci si avviava alla tornata elettorale. Alcuni avevano sollecitato meno divisioni, nelle riunioni di Direttivo o nelle assemblee. Perciò si era attenti ad ogni offerta di collaborazione “Perché ci è dato di vedere fortunatamente che certe posizioni prima difese a denti stretti, vengono abbandonate con il passare degli anni [..] si tratta di vedere quanto certa gente muti opinione per aderenza alla realtà o per tatticismo”; si pensava che tante divergenze evidenziate nei mesi precedenti fossero dovute ad incomprensione, ma non di meno che esistessero diverse concezioni sulla convivenza e sulla funzione dell’azione politica, e allora la prudenza portava a diffidare soprattutto quando c’era di mezzo “la questione del potere per raggiungere il quale o mantenere il quale c’è da supporre che certa gente  si disporrebbe a fare qualunque cosa”. Perciò si riteneva necessario stabilire il punto su cui incontrarsi per stabilire il da farsi insieme e non essere strumentalizzati. Continua a leggere “Quieora: la sinistra DC a Casale Monferrato (settima parte) di Carlo Baviera”

Quieora: la sinistra DC a Casale Monferrato (quarta parte), di Carlo Baviera

Quieora: la sinistra DC a Casale Monferrato (quarta parte), di Carlo Baviera

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Sono anni, quelli in cui si pubblica Quieora, in cui inizia a formarsi un clima di attenzione, pur in mezzo ad asprezze e mosse strumentali, fra i due grossi partiti popolari che rappresentavano il perno di due visioni politiche contrapposte. La crisi del centro sinistra, l’esplosione della contestazione, la necessità di pensare a riforme istituzionali, portavano a parlarsi anche fra coloro che continuavano ad essere avversari; ma l’attenzione reciproca imponeva anche chiarezza assoluta. Già dai primi numeri del periodico si “polemizza” per  <la vecchia politica del PCI> (E’ veramente spiacevole che i comunisti nostrani non abbiano ancora rinunciato alla politica del “tanto peggio, tanto meglio”. [..] ripete i soliti slogan senza proporre alcuna soluzione realistica); e ancora <i comunisti barano> (nel primo numero scrivevamo “i comunisti invece di cogliere qua e là frasi che potrebbero servire ai loro scopi demagogici perché non imparano la spregiudicatezza della verità e non escono dal cosiddetto <centralismo democratico per dire liberamente la loro idea? [..]

Ecco come scrivono di Quieora sull’Unità: Non piace ai notabili democristiani lo sferzante linguaggio della sinistra dc. [..] Essi denunciano l’ambiguità della dc, la sua riluttanza a prendere decisioni chiare [..] La miopia politica del centrosinistra .. porta a ghetti chiusi .. e c’è il prevalere di una mentalità che si rileva autoritaria” [..] Ci dispiace .. pur essendo contrari all’ideologia marxista, non abbiamo mai creduto alla condanna in blocco dei comunisti. E’ per questo che la cosa ci dispiace, perché adesso quelli che sono anticomunisti viscerali avranno un ennesimo argomento in più per dichiarare che i comunisti sono dei meschini profittatori [..] Per parte nostra traiamo la conferma che in quel partito .. non si riesce a distinguere una critica costruttiva da un’accusa). Continua a leggere “Quieora: la sinistra DC a Casale Monferrato (quarta parte), di Carlo Baviera”

La Dc del terzo millennio

La Dc del terzo millennio

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Quello di Renzi è un partito nuovo, che ha abbandonato le eredità culturali di quelli che gli hanno dato origine e che occupa tutto il centro dello schieramento politico, lasciando poco spazio sia a destra che a sinistra. Non sarà facile scalzarlo: forse prima o poi dallinterno, ma con molta fortuna

Adriano Bonafede

In mezzo alle polemiche sullarticolo 18 e sullo scontro fra Matteo Renzi da una parte e la minoranza di sinistra del Pd e la Cgil dallaltro, si sta perdendo di vista ciò che di incredibile sta avvenendo proprio sotto i nostri occhi: la nascita di un  nuovo partito. Il Pd di Renzi è unwork in progress di cui però già si possono intravedere le caratteristiche di fondo. Vediamole. Continua a leggere “La Dc del terzo millennio”