Dedicato a mio padre, di Sergio Pizio

Alessandria: A volte penso che padre sarei stato. Sarei stato un padre apprensivo, geloso, possessivo, divertente, noioso? Oppure un padre superficiale, quelli che pensano solo a se stessi. Non lo so, e credo non lo saprò mai. Quello che so, e che ho avuto un padre fantastico, sempre presente nella mia vita, senza tuttavia saturarla invadendola con sermoni o condizioni inappellabili da padre/padrone.

Sergo Pizio

Lui c’era sempre: con le sue espressioni marcate e stropicciate, con la fronte corrugata e sguardo bieco quando doveva rimproverami di qualcosa, oppure solare e distesa, con gli occhi lucidi per l’orgoglio che provava in determinate situazioni.

Come alla prima presentazione del mio secondo libro, ” I paesaggi dell’anima”, lui, mio padre, (spaparanzato sopra ad una sedia che sembrava piccina a fronte di una notevole stazza), osservava con occhi lucidi la gente radunata all’interno della libreria, ascoltando i loro mormorii e vari commenti, sorridendo nell’incrociare i loro sguardi in maniera complice, gustandosi quel lasso di tempo, attingendo tutta la felicità, emozione e orgoglio di ogni singolo secondo.

Io lo guardavo, contento di renderlo felice, regalandogli qualcosa di speciale: quello di essere padre.
Ho due nipoti stupendi, e come zio (sinceramente) non so darmi un voto…

Sergio Pizio