Devadatta Sk! Valmiki, un ragazzo che fuma la pipa

Devadatta Sk! Valmiki, un ragazzo che fuma la pipa

La redazione di Alessandria today è lieta di presentare Devadatta Sk! Valmiki, un giovane poeta e scrittore alessandrino, incontrato un giorno per caso mentre leggeva un libro e fumava la pipa in via Moccagatta, Alessandria.

Un ragazzo IMG_3729 (1)

Mi chiamo Devadatta. Il mio è un nome sanscrito, datomi da mio padre, che viene dall’India. Mia madre è italiana.

Frequento l’università a Torino, la magistrale in Lingue Straniere per la Comunicazione Internazionale. Ho fatto la mia triennale a Milano, in Scienze Linguistiche e Relazioni Internazionali. Prima ancora ho fatto il Liceo Linguistico in Alessandria. Continua a leggere “Devadatta Sk! Valmiki, un ragazzo che fuma la pipa”

Blu ultramarino e terra di Siena bruciata, di Devadatta Sk! Valmiki

Blu ultramarino e terra di Siena bruciata, di Devadatta Sk! Valmiki

blu ultramarino bus

https://devadattaskvalmiki.wordpress.com

La tracce di questa lettura sono: Radiohead – There, There e Radiohead – I Might Be Wrong 

Non sono riuscito a fare le cose che avevo pianificato per oggi, e siamo solo a metà giornata…

Te lo dico da una terrazza che si affaccia su di una strada trafficata. Te lo dico stringendo in mano un coltello. E una mela, che vorrei mangiare, pur sapendo che non riuscirò a farlo. Non ci riuscirò perché, secondo me, tutti i fumi che escono dalle auto si attaccheranno alla polpa del frutto, non appena lo taglierò, contaminandolo…  

Stanotte avevo deciso che andavo a dormire presto ma, a notte fonda, ero ancora in giardino a fumare e osservare il cielo. Avevo anche deciso che avrei preso un treno del mattino, perché volevo andare a Torino per vedere il mio relatore della tesi. Ma il cellulare, nottetempo, è collassato e non mi ha svegliato. Continua a leggere “Blu ultramarino e terra di Siena bruciata, di Devadatta Sk! Valmiki”

GITA AL FIUME   (II) Devadatta Sk! Valmiki

GITA AL FIUME   (II) Devadatta Sk! Valmiki

gita al fiume due - il ponte sul borbera 2 - ph tirex (2)

È arrivato inaspettato questo mio passaggio,

rapido, alle crepe delle montagne,

nelle vene sterili dei fiumiciattoli assetati.

Un dolore all’esistenza colsemi tra le rupi cittadine,

fra i baratti, le carte sporche e le moine,

guidandomi al vomito, alle ire divine,

e prim’ancor di spacciarmi ovunque per felice

vennemi incontro il treno ove presi posto truce.

Quivi canto che non son lontano ma isolato,

quivi accetto che il mio sentiero s’è distaccato,

qui, sotto cieli d’un blu notte rischiarato. Continua a leggere “GITA AL FIUME   (II) Devadatta Sk! Valmiki”

GITA  AL  FIUME  (I) Devadatta Sk! Valmiki

GITA  AL  FIUME  (I) Devadatta Sk! Valmiki

gita al fiume uno. Bormida2 (1)

Accoccolato contro al pilastro d’un ponte sento

molte auto che corron veloci, rimbombandomi in testa

e tutt’intorno a me il fiume scorre, grigio e lento.

Resto in ascolto dello scroscio dell’acqua, e i richiami

degl’uccelli che cinguettano fra i rami, e il vento,

come me, disperso negli alberi accanto agli argini.

Assorto nell’ingannevole silenzio della natura,

brulicante di vita e d’un grido sussurrato,

ascoltandomi le urla nella testa e l’arsura

del pulcino nel petto, cruento e mai placato.  Continua a leggere “GITA  AL  FIUME  (I) Devadatta Sk! Valmiki”

IL PLATANO di Napoleone, di Devadatta Sk! Valmiki

IL PLATANO di Devadatta Sk! Valmiki

Platano di Napoleone (1)-1

E quindi infine son davvero cresciuto

e sono cresciuto avendoti in mente,

torpido pensiero d’un bimbo involuto

dentro cento fumate di pipe lente.

Torno dove urlavo in giovinezza,

venerando le cioppe di ribellione,

sbraitando l’importanza dell’ebbrezza,

tamburellavo ribollendo passione.

Questa landa non mi faceva sognare,

non tornavo a casa rinvigorito

né mi liberavo mai del mio penare,

amante vero d’un cielo scolorito.

Rimiravo il Platano da lontano, Continua a leggere “IL PLATANO di Napoleone, di Devadatta Sk! Valmiki”

INCROCIO CON VISTA

INCROCIO CON VISTA, di Devadatta Sk! Valmiki

incrocio con vista - corso magenta via carducci - milano (1)

Tra foglie sottili sono gli occhi,  

dove i grumi ballano, i tocchi 

dei miei plurimi pensieri affini   

che sorvolano cieli lontani. 

Distese sotto al calore del tè 

sono a_decine i fogli, le carte,

scritti di giornate soporifere

passate tra scogli e conifere

dove_ogni grigio granello di sabbia

è un tocco fatato per la rabbia,

dove il mare, o_il mio scorbuto 

è di_ogni voce il gesto taciuto. Continua a leggere “INCROCIO CON VISTA”

VERSI DAI FINESTRINI DEI TRENI 

VERSI DAI FINESTRINI DEI TRENI, di Devadatta Sk! Valmiki

Versi treno

Questa carrozza è d’un blu brillante

che si affievolisce quando vige il sole,

ma a quest’ora del vespro che s’allargano le nuvole

questo blu s’accende d’un tono agghiacciante.

Quante ore di pensiero ti ho rivolto

-era ancora notte quando mi sono svegliato- 

ed ora che il blu si è congelato,

col favore del buio ricerco il tuo volto.

E corro sopra la terra così veloce

e azzurra e rossa è la campagna

e sono fervente sangue e brace

In questa vena bluetta che m’accompagna.

Ma viscerale la realtà torna truce

Quando arriva il controllore ad aggiustare la luce.

Devadatta Sk! Valmiki

UNA GIORNATA DI PIOGGIA

UNA GIORNATA DI PIOGGIA, di Devadatta Sk! Valmiki

una giornata di pioggia (1)
I – Notte

C’è nella notte

qualche triste lampo solitario

che esplode nell’aria umettata,

gonfia di pioggia grossa,

mentre uno stormo di nebbia spessa

s’insinua intenso nel tintinnare

del gocciolio costante.

Trafitto dallo scroscio,

sotto il cielo color di rena,

si fa gemma il prato verde,

scintillante, come adorno

ed impreziosito,

mentre annega in pozzanghere. Continua a leggere “UNA GIORNATA DI PIOGGIA”

QUATTRO FIORI BIANCHI

QUATTRO FIORI BIANCHI, di Devadatta Sk! Valmiki

quattro night-daisies

Quattro margherite accanto stanno

dentro le nere lingue dell’uomo 

che si crepano di anno in anno

e verdi ciuffi d’acuto suono

si propagano nel mio affanno

e sono fulmini senza tuono  

che accendono velocemente 

proliferanti pensieri d’arte,

radici cineree a mente, 

seppure mancanti d’una parte

che mi fiorirebbe sconvolgente,

parole pesanti sulle carte.

Restan pensieri senza proseguo,

boccioli della mia lingua nera,

mentre zoppicando li inseguo,

immerso nella sospesa sera,

più respiri profondi eseguo,

attendendone la primavera.  Continua a leggere “QUATTRO FIORI BIANCHI”

Un ruggito nella vena, di Devadatta Sk! Valmiki

Un ruggito nella vena, di Devadatta Sk! Valmiki

Un ruggito

https://devadattaskvalmiki.wordpress.com/

La traccia di questa lettura è: Ratatat – Wildcat 

Una delle canzoni, una delle poche, che mi ha fatto venire in mente la bizzarra idea e la voglia di poterla afferrare, per liquefarla su un cucchiaio, aspirarla in una siringa ed iniettarmela in vena è stata Wildcat.

Ricordo bene il luogo e la serata in cui ebbi questo pensiero, ed era una piccola festa privata, in casa di amici. L’ascolto di Wildcat in quel frangente non era la prima volta che sentivo la canzone in questione. Era avvenuto l’estate precedente, sulle pendici di un monte non troppo alto, e mi dirigevo verso una cascata. Non ero solo e il posto non mi era nuovo. Ci avevo vissuto negli anni della mia infanzia ed ero, in quel momento, con gli amici che risalivano a quegli anni passati. Ci conoscevamo tutti fin dalle prime parole. Continua a leggere “Un ruggito nella vena, di Devadatta Sk! Valmiki”

Oltre la scala e oltre il buio, di Devadatta Sk! Valmiki

Oltre la scala e oltre il buio, di Devadatta Sk! Valmiki

Oltre

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La traccia di questa lettura è: Kasabian – ID 

Sgocciola sulle nostre teste, la pioggia, cascando dalle rampe più alte, mentre scendiamo.

Dapprima è buio e un leggero mistero, mentre scendiamo un passo alla volta, saggiando i gradini con i piedi. La luce è appena sopra di noi, ma già non la si vede. I sensi si concentrano per l’esplorazione. Sarebbe silenzio, forse qualche automobile in lontananza, o le voci di quanti ci sarebbero stati attorno, non fosse che abbiamo deciso di sparire e andare soli.

Eppure i nostri bisbigli, e si vedrà anche dopo, nelle nostre notti sugli asfalti, diventano spesso risa. Sembriamo dei cretini, fermandoci, passo dopo passo, a intimidire il mistero con le risate dei bambini, idiotici ma davvero felici.

Così il buio si sfilaccia e si lascia vagare da noi, che non abbiamo alcuna voglia di fermarci. Tiri giù le maniglie delle porte, finchè non ne troviamo una aperta, e dentro, fra biblioteche svuotate, enormi librerie di scaffali impolverati e banchi di scuola smontati e accatastati. Continua a leggere “Oltre la scala e oltre il buio, di Devadatta Sk! Valmiki”

GITA AL FIUME   (II), by Devadatta Sk! Valmiki

GITA AL FIUME   (II), by Devadatta Sk! Valmiki

by Devadatta Sk! Valmiki

È arrivato inaspettato questo mio passaggio,

rapido, alle crepe delle montagne,

nelle vene sterili dei fiumiciattoli assetati.

Un dolore all’esistenza colsemi tra le rupi cittadine,

fra i baratti, le carte sporche e le moine,

guidandomi al vomito, alle ire divine,

e prim’ancor di spacciarmi ovunque per felice

vennemi incontro il treno ove presi posto truce.

Quivi canto che non son lontano ma isolato,

quivi accetto che il mio sentiero s’è distaccato,

qui, sotto cieli d’un blu notte rischiarato.

Tenebrose le sagome dei monti, i picchi ondulati

lentamente slittano nelle viscere dei compari

e ora che il sole è calato da tempo, Continua a leggere “GITA AL FIUME   (II), by Devadatta Sk! Valmiki”

Sfregare, sfrigolare, di Devadatta Sk! Valmiki

Sfregare, sfrigolare, di Devadatta Sk! Valmiki

dav

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La traccia di questa lettura è: Atmosphere – Camera Thief 

Il palazzo che sto osservando mi piace oltre ogni dire.

Passo dopo passo, le mani in tasca e la schiena leggermente inarcata a sostenere le mie spalle sollevate, mi dirigo verso le scale. Camera Thief accompagna la mia pausa dalle lezioni e la mia mascella, innaturalmente sporta in avanti, evidenzia il mio turbamento. Appoggio lo zaino sulla cenere che ho depositato a terra negli ultimi minuti. Dopo l’ultimo sbuffo, che arriva sempre troppo presto, appoggio con calma la sigaretta sulle scale antincendio.

Magari rimarrà qui, assieme ai semi di acero a forma di elicottero, roteati qui, fino alla prossima scossa di vento. Considerando come, sulle colline in lontananza, si stiano accumulando nuvoloni di pioggia, non ci vorrà molto. Eppure adesso c’è il sole sopra di me e illumina i filamenti carbonizzati del tabacco, mi scalda la cute e il giubbotto di pelle, che si ammorbidisce sulle mie spalle.  Continua a leggere “Sfregare, sfrigolare, di Devadatta Sk! Valmiki”

Finestre sul frinire, di Devadatta Sk! Valmiki

Finestre sul frinire, di Devadatta Sk! Valmiki

dav

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La traccia di questa lettura è: Citizen Cope – Hurricane Waters 

Scoppia il temporale e io galleggio nell’acqua salata, in questo piccolo golfo pieno di gradini, dove ora risiedi, le tue minute dita ti tengono emersa mentre ti sorreggi con le mie spalle e, baciandole, le tue lentiggini sono sempre più evidenti, ma io non sono in mare adesso, eppure zuppo di sudore mentre flotto sui tamburi, le mie dita si indolenziscono con il percuotere di bacchette, i tuoi piedi sprofondano nei ciottoli levigati della spiaggia, mentre ne comprendi la bellezza, facendomi compagnia nella loro collezione e i miei piedi scorrono sui pedali, il charleston che tiene il ritmo snello, veloce come la sottile candela che alluma la tua quiete e la mia grancassa suona profonda come una caduta da questo sentiero, in alto sui colli del golfo, a volte il rimbalzo fa male, quando mi colpisce il collo del piede, ma io non posso fare a meno di pestare veloce, Continua a leggere “Finestre sul frinire, di Devadatta Sk! Valmiki”

La terrazza, di Devadatta Sk! Valmiki

La terrazza, di Devadatta Sk! Valmiki

La terrazza

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La traccia di questa lettura è: HNNY – Boy 

Quassù il vento soffia forte e me ne riempio i polmoni. Il mio giubbotto è caldo di sole e mi pare di indossare una seconda pelle, nera, a protezione della mia. Ho salito numerosi gradini a passo di cassa elettronica e mi pare di stare esplodendo, fra il calore e la fatica. Tutti questi piani restano tali, nonostante il mio, presunto, allenamento e la mia passione per le lunghe passeggiate a ritmo di musica.

Con il respiro spezzato giungo in cima e la città mi si apre, finalmente, dabbasso. Posso percorrere con lo sguardo i tetti rossi, intrufolarmi fra i comignoli, penetrare nelle mansarde, piegare le antenne, correre sulle tegole, senza la paura paralizzante di scivolare, cadere e scompormi in brandelli atterrando violentemente sull’asfalto, siccome, in realtà, sono immobile quassù, nel mio gioco di fantasia. Continua a leggere “La terrazza, di Devadatta Sk! Valmiki”