Nota introduttiva a “Misticanza” di Anna Pasquini

Nota introduttiva a “Misticanza” di Anna Pasquini

di Diego Baldassarre

Scriveva lo scrittore britannico William Somerset Maugham: Uno scrittore non scrive soltanto quando è a tavolino, scrive tutto il giorno, quando pensa, quando legge, quando fa esperienza. Immagazzina ogni sensazione, ogni persona che incontra. Scrive quando fa colazione. Scrive quando fa l’amore. Un lavoro a tempo pieno.

Ecco, questa definizione si attaglia perfettamente alla scrittrice Anna Pasquini.

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Misticanza è il terzo libro dell’autrice e, nel suo dipanarsi in una serie di racconti brevi, affronta molteplici filoni narrativi e numerose tematiche .

Il testo si apre con il racconto “Il mio Tesoro”, che in realtà non è altro che un manifesto d’amore e di sottomissione psicologica alla passione che attraversa chiunque viva per la parola scritta.

Anna Pasquini trasmette questo sentimento attraverso un rapporto fisico, ribaltando persino il sesso del soggetto narrante, trasformando se stessa in figura maschile. Quasi che volesse ascoltare quelle parole come se fossero riferite a lei (E mi fa sentire vivo. Dannatamente vivo. Con lei non mi sento mai fuori luogo, fuori tempo, in ritardo).

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I testi che seguono (Vigilia vigile, Emozionanti trasmissioni) sono racconti della compassione. Con un ritmo serrato l’autrice ci conduce prima al soccorso di un alcolista e, quasi come in un “unicum” narrativo, nella toccante storia di una bicicletta donata. Sono testi preziosi che narrano come l’animo umano sappia elevarsi oltre se stesso. Talvolta con la volontà di farlo, talaltra senza saperlo.

Subito dopo lo sguardo si sposta sulla vita domestica, sulle sue nevrosi e sulla normalità apparente che nasconde frustrazioni di fondo. Continua a leggere “Nota introduttiva a “Misticanza” di Anna Pasquini”

SINOPIE SMARRITE, la raccolta poetica di Diego Baldassarre

Come si fa a spiegare la Poesia? Tutt’al più si possono descrivere le sensazioni che suscita il suono di parole scelte ad arte, le proiezioni che esse producono nella mente del lettore e che autonome creano una coreografica danza immaginifica, in successione, l’una dietro l’altra. Proiezioni ordinate e quasi impercettibili, altre dinamiche e per questo inafferrabili. La raccolta SINOPIE SMARRITE, del poeta Diego Baldassarre, è già nel titolo Poesia. Il titolo è già Arte e ne contiene le più sfavillanti premesse.

Come ci spiega l’autore, Diego Baldassarre, nella nota introduttiva, la sinopia è il disegno preparatorio di un affresco, quello propedeutico alla sua stessa realizzazione e che però si perde inesorabilmente una volta terminata l’opera. C’è già nella scelta di questa parola quale titolo della raccolta, la volontà dell’autore di rappresentare la caducità e l’inafferrabilità della vita stessa, la sua gioia effimera, così come l’affannosa futilità delle azioni umane: “Probabilmente il tempo non conosce/ lo scorrere azzurro dei pensieri/ Non ha abili mani per segnare i giorni sul muro del vissuto/ … L’eterno gioco delle stagioni/ corrode il tronco dei castagni/separa i passi dai piedi degli uomini/ e lascia ai vivi impronte d’acqua” (“Impronte d’acqua”).

La raccolta è divisa in più sezioni. Partendo dalla prima, Physis, il poeta indugia sul rapporto tra la Natura e l’artista, fusi insieme in un unicum inscindibile. Assistiamo da spettatori alla natura che si schiude in immagini variegate che sottolineano, inevitabilmente, l’impotenza dell’uomo e la sua solitudine: “E’ nell’interludio tra l’ultimo battito/ del volo della falena/ e il raggio d’alba sul sangue gelato della farfalla/ Si esiste solo per l’attimo che mozza il respiro”, continuando con una successione di immagini che portano alla consapevolezza che l’impronta di colore è in realtà un inganno per se stessi (“Lo scatto”). E ancora la natura è evocata nella ricerca di parole che sappiano addolcire forse proprio questa consapevolezza di ineffabilità che pervade l’intera raccolta, allora il poeta evoca le api “con il fumo di sigaretta ricaccio le api nell’arnia” perché gli forniscano il loro prodotto, il miele, fondamentale per comporre le sue liriche “Abbisogno di miele per le mie poesie” (“Parole di miele”). Continua a leggere “SINOPIE SMARRITE, la raccolta poetica di Diego Baldassarre”

Coltivare Poesia. Intervista al poeta Diego Baldassarre.

Intervista a Diego Baldassarre

Un Agronomo prestato alla poesia. Si definirebbe così?

No, non credo. In realtà sono due lavori distinti. Precari e malpagati entrambi, ma distinti.

Nella sua poesia, spicca la ricerca della verità. E’ ancora lunga tale ricerca?

Penso che sia una ricerca infinita e debilitante perché, citando Senofane (VII sec. a.C), “la parola può cogliere il vero il più possibile/ma il vero non si sa: non c’è che l’opinione”.

Penso in ogni caso che la poesia sia più utile a far riflettere che a dare risposte. Quelle ognuno può cercarle dentro di se.

I suoi esordi si rifanno alle “Sfumature del Silenzio”. Come la descrive brevemente?

“Le Sfumature del silenzio” è stato pubblicato nel 2010. All’età di 41 anni. Un poco tardi rispetto a molti miei colleghi poeti. Il fatto è che io ho sempre scritto poesie, fin da quando avevo 9-10 anni. Ma per me. Al limite per qualche fidanzata. Mai per un pubblico più o meno vasto. Alcuni miei amici leggendole mi hanno spinto a pubblicarle, così, sfruttando il self-publishing ho raccolto le poesie dai 19 ai 40 anni. Sono poesie che abbracciano un ampio spazio di tempo e alcune risultano essere ancora molto incerte, anche se il libro ha avuto nel complesso  un suo apprezzamento.

Con “L’acqua Sogna Trasparenze” ripercorre il solco della silloge edita. Con quali esiti?

“L’acqua sogna trasparenze” è un libro nato come progetto di beneficenza. E’ stato pubblicato anch’esso con “Ilmiolibro.it”. Visto che era mia intenzione dare un  “valore”  alle parole ho devoluto ( e devolvo tutt’ora) i  proventi dei diritti d’autore ad una associazione di Prato che si occupa di aiutare donne vittime di violenza di genere. Ho presentato il libro in varie città d’Italia riscuotendo sempre un buon successo di pubblico e, nel suo piccolo, di vendite.

Il libro come tematica portante ha mia figlia nata nel 2010. La sua nascita, i suoi primi anni e tutte le emozioni che ho provato di fronte ad un tale evento hanno suggerito buona parte delle poesie presenti. Continua a leggere “Coltivare Poesia. Intervista al poeta Diego Baldassarre.”