1 Dicembre 1955: il NO di Rosa Parks cambia la storia dei diritti civili, di Lia Tommi

Il primo dicembre del 1955, terminata la giornata lavorativa, la 55enne Rosa Parks, di pelle nera e sarta di professione, prende un autobus (il 2857) per tornare a casa a Montgomery, in Alabama.
Si siede in una fila centrale e poche fermate dopo, quando sale un passeggero bianco, il conducente del mezzo le chiede di alzarsi per farlo sedere: questo era quanto previsto dalle leggi di segregazione razziale della città.
E la donna lo sa: i neri siedono dietro, i bianchi davanti, mentre i posti centrali sono misti, ma se occupati la precedenza spetta sempre ai bianchi.
Questa volta però non ci sta e risponde “no” all’invito dell’autista.
Da quel momento diventa la palladina dei diritti dei neri impegnati nella dura lotta contro la segregazione che opprimeva gli Stati del Sud.
Dopo il rifiuto di alzarsi viene arrestata per “condotta impropria”, ma poi, già a poche ore dall’arresto, venne rilasciata grazie alla cauzione pagata da un avvocato bianco vicino alle posizioni dei neri.
“Dicono che non ho ceduto il posto perché ero stanca, ma non è vero – spiegò poi Rosa Parks – . Non ero stanca fisicamente, non più di quanto lo fossi di solito alla fine di una giornata di lavoro. L’unica cosa di cui ero stanca era subire”.
Il gesto della donna innesca un boicottaggio dei mezzi pubblici che dura bene 381 giorni. La protesta è guidata da Martin Luther King e porterà la Corte Suprema ad abolire le discriminazioni sugli autobus.
(Unioneonline/s.a.)

Idee a confronto

testata510

Enews 510, mercoledì 17 gennaio 2018

Buongiorno a tutti. Mancano 46 giorni alle elezioni generali del 4 marzo.
Le elezioni non sono un concorso di bellezza, ma la scelta tra modelli diversi di Paese. Presentare un programma significa immaginare l’Italia dei prossimi anni, provare a scrivere il futuro dei diritti e dei doveri dei nostri figli, costruire un’idea di lavoro al tempo dell’intelligenza artificiale e della robotica.

Siamo partiti da Torino con i nostri amministratori e da Milano assieme a Giorgio Gori, Carlo Calenda e Beppe Sala.

Per inserire in una cornice seria e coerente le varie proposte, i singoli punti, occorre partire da quale visione noi abbiamo dell’Europa. Per questo sabato 20 gennaio, a Milano, terremo il primo vero incontro di campagna elettorale. E racconteremo cosa pensiamo dell’Europa, del ruolo da protagonista che l’Italia deve avere a Bruxelles, della necessità di avere più democrazia e più buona politica nelle istituzioni comunitarie.
Le proposte che in queste ore il PD sta elaborando partono da qui. Da come l’Italia deve stare in Europa. Poi, a seguire, il programma, i cento punti concreti con i risultati raggiunti e quelli ancora da raggiungere.
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