Libri: “La vita nascosta” di Felice Serino, recensione di Donatella Pezzino

Il poeta: sognatore, visionario, angelo caduto. Nel caso di Felice Serino, anche viandante. La cui strada sta in quella sottile zona intermedia tra il mondo sensibile e la dimensione trascendente. Per questo viandante, la vita stessa è viaggio; una ricerca continua e instancabile, un afflato spirituale, prima ancora che lirico, verso quell’oltre che ogni realtà sembra sempre celare in sé.

Non a caso, “La vita nascosta” è il titolo della pluriennale raccolta di liriche nelle quali, dal 2014 al 2017, l’anima del viandante si è voluta raccontare, riversare, svelare: nelle dolcezze dell’attimo, negli inciampi sotto la pioggia battente, nei vuoti incolmabili, nelle domande senza risposta; nei lunghi dialoghi con sé stessa e con Dio.

Questo è Felice Serino, fine artigiano di sogni reali e di realtà sognante, aedo di una dimensione parallela in cui tutto parla con il linguaggio perfetto, intellegibile solo all’anima: il silenzio. E in Serino il silenzio racconta i ricordi, le lotte, gli affanni segreti; facendosi racconto di un lungo percorso verso  quel punto luminoso e vitale che, lungi dall’essere il punto d’arrivo, diventa abbandono catartico.

In questo percorso, l’anima errante si fa parola, e parola silenziosa; in quella contemporaneità di passato, presente e futuro che è, in fondo, la vera estensione del nostro vissuto. Come ogni silenzio, anche la parola silenziosa di Serino è coincidenza di opposti: tutto e niente, vita e morte, trascendenza e immanenza, carne e spirito. In quanto tale, ogni parola è un infinito: di voci, di suoni, di odori; di ricordi, di percezioni; di gioie incontenibili e di dolori laceranti. Continua a leggere “Libri: “La vita nascosta” di Felice Serino, recensione di Donatella Pezzino”

La scrittrice Donatella Pezzino entra nella redazione di Alessandria today

La scrittrice Donatella Pezzino entra nella redazione di Alessandria today

di Pier Carlo Lava

Alessandria today è lieta di annunciare che Donatella Pezzino storica, scrittrice freelance e ghost writer è una nuova componente della redazione, a Donatella diamo il nostro benvenuto e attendiamo di leggere i suoi post.

Donatella Pezzino donysoireve

Biografia: Donatella Pezzino è nata e vive a Catania. Nel 2002 si è laureata in Filosofia, indirizzo storico, con una tesi sui monasteri femminili della sua città.

Storica, scrittrice freelance e ghost writer, si occupa da anni di cultura siciliana, con particolare attenzione alla storia femminile, alla letteratura e all’archeologia.

Su queste tematiche ha divulgato diversi studi, collaborando con riviste storiche e letterarie e tenendo conferenze; nel 2011 la Compagnia Sicilia del Teatro Nazionale le ha assegnato il “Premio Cutrufelli alla Cultura”.

Nel 2004 ha pubblicato il saggio “Le murate vive. I monasteri femminili di Catania dopo il terremoto del 1693”, incentrato sulla condizione delle religiose catanesi nel periodo della ricostruzione settecentesca. Grande appassionata del periodo romantico, si dedica inoltre alla riscoperta della poesia e della narrativa ottocentesca, soprattutto femminile.

Di indole schiva, amante della solitudine e dell’introspezione, si interessa di spiritismo e di parapsicologia. Altri suoi interessi sono i gatti, la fotografia, i vecchi film e i romanzi gialli.

Autrice di testi poetici e recensioni, dal 2013 è membro del collettivo di scrittura “Bibbia d’Asfalto”.

Blog: www.donatellapezzinoangelpoetry.wordpress.com

Su Bibbia d’Asfalto: https://poesiaurbana.altervista.org/category/autore-donatela-pezzino/

Twitter: @gammazita   

Verismo al femminile, le donne “invisibili” di Maria Messina, di Donatella Pezzino

di Donatella Pezzino

La recente riscoperta dell’opera di Maria Messina ha portato alla luce i caratteri di una particolare formula stilistico-narrativa che attinge dal Verismo per descrivere la reale condizione della donna nella società borghese del primo Novecento. Nata nel 1887, Maria Messina dà voce al dramma di un universo femminile che si vede relegato ad uno stato di penosa segregazione e sottomissione, celato dietro all’ideale ottocentesco di angelo del focolare.

Il periodo in cui nascono gli scritti più significativi di Maria Messina è compreso fra il 1920 e il 1928: in questo momento della sua attività letteraria, tutte le istanze assorbite nel corso dei due decenni precedenti giungono alla loro completa maturazione. La risultante di questa evoluzione è un particolare “adattamento” del Verismo in cui la scrittura appare semplice, sommessa e fortemente autobiografica.

Nella prosa di Maria Messina, manca quel netto distacco psicologico che rappresenta il tratto più tipico dell’opera verghiana; la scrittrice, infatti, si ispira spesso al proprio vissuto per plasmare ambienti, vicende e personaggi. L’aderenza ai canoni veristi, inoltre, imponeva di imprimere alla narrazione un tono incisivo, con l’inserimento di termini e modi di dire tratti dalle parlate locali e con la descrizione di ambienti e comportamenti ben riferibili ad una determinata tipicità culturale.

In Maria Messina, al di là di una ben precisa scelta stilistica, l’assenza di questi elementi è coerente con i lunghi anni trascorsi lontano dalla propria terra d’origine, a dispetto di un profondo senso di appartenenza più volte dichiarato (nelle sue lettere, la Sicilia è definita “grande Madre lontana”). Originaria di Palermo, Maria Messina visse infatti la sua giovinezza spostandosi da una città all’altra a causa delle necessità lavorative del padre: abitò quindi con la famiglia in località diverse e spesso molto distanti fra loro, fra cui Messina, Ascoli Piceno, Arezzo, Napoli e Mistretta. Continua a leggere “Verismo al femminile, le donne “invisibili” di Maria Messina, di Donatella Pezzino”

Finire, di Giuseppe Villaroel, di Donatella Pezzino

 

Anche tu sei passata e lontana, o creatura sognata,
tutta dolcezza e silenzio dagli occhi di selenite.
Anche tu sei passata e lontana! E le rose sono sfiorite
e muoiono giorno per giorno nella villa abbandonata.

Agonia lenta e sottile delle cose che furono nostre,
di tutta la gioia di un’ora che parve eterna e infinita!
Amore profondo in un bacio e pura bellezza di vita
trascorsi per sempre e perduti oltre ogni sogno, oltre…

E dentro il cuore non resta che un’amarezza di rimpianto
come il profumo disseccato di corone funerarie;
rimpianto d’affetti e d’anima sotto le stelle solitarie
che vegliano bianche ne la notte tutte tremule di pianto.
*

Giuseppe Villaroel (Catania, 1889 – Roma, 1965), fu docente, poeta, scrittore, giornalista e critico letterario. Entrato nel giornalismo nel 1915, fondò e diresse il Giornale dell’Isola letterario a Catania; fu critico letterario del Secolo Sera a Milano dal 1925 al 1935, e del Popolo d’Italia dal 1935 al 1943. Curò diverse antologie e si occupò dell’aggiornamento del Nuovissimo Vocabolario della Lingua Italiana di Niccolò Tommaseo. Collaborò con il Giornale d’Italia, il Resto del CarlinoLa Nazione, il Mattino e la Fiera Letteraria; pubblicò dieci volumi di poesie, due romanzi, due volumi di novelle, tre volumi di critica e studi letterari. La sua opera poetica, inizialmente molto vicina al Decadentismo, fu influenzata successivamente dal Crepuscolarismo e dalla Scapigliatura, conservando tuttavia una sua impronta autonoma e distintiva.

Donatella Pezzino

Dal blog Donatella Pezzino – La donna siciliana nella storia e nella poesia

Fonti:

  • Wikipedia
  • Giuseppe Villaroel, La tavolozza e l’oboe, Ferrara, A.Taddei Editore, 1920.

Immagine: “L’attesa”, di Antonino Leto (Monreale, 1844 – Capri, 1913) da: Pinterest

Dimore Liberty di Sicilia: Villa del Grado, di Donatella Pezzino

 

A Catania, al civico 209 di Corso Italia, sorge una delle più belle espressioni del Liberty siciliano: la Villa Cigno Cocuzza. Conosciuta anche come Villa del Grado, è stata eretta fra il 1903 e il 1908 su progetto degli architetti Agatino Atanasio e Benedetto Caruso Puglisi.

Si compone di un corpo centrale con quattro torrette agli angoli; la circonda un giardino di piante mediterranee che si apre su via vecchia Ognina. L’ingresso, accessibile da una scalinata esterna, è situato sotto una loggia architravata sorretta da una coppia di colonne binate. Abitata fino al 2005, la villa è stata poi acquistata da un imprenditore, che l’ha riportata agli antichi splendori attraverso un’accurata opera di restauro durata otto anni.

Nel progetto di questa villa, la luminosità ha giocato un ruolo di primaria importanza: tutto l’edificio, infatti, è costellato di lucernari e finestroni, così da essere attraversato in lungo e in largo dalla luce naturale. Una soluzione di ampio respiro che conferisce agli interni una eccezionale ariosità, quasi annullando la tradizionale distinzione tra dentro e fuori.

Il terrazzo della loggia, che affaccia sul Corso Italia, sembra catturare l’azzurro purissimo del cielo e l’aria frizzante che viene dal vicino mare: l’atmosfera perfetta per una signorile casa delle vacanze di inizio Novecento, dove tutto è proteso alla bellezza e l’osservanza dei canoni estetici si fonde alla ricerca di un profondo benessere fisico e spirituale.

Ovunque, desta stupore la cura dei dettagli, dai bassorilievi a motivi floreali che ornano la facciata alla elaborata manifattura delle ringhiere e dei cancelli. Per realizzare questi ultimi, i due architetti si avvalsero di esperte maestranze parigine.

La sua ricchezza, come già quella delle “vicine di casa” ovvero le altre splendide ville del Corso Italia, testimonia il clima di prosperità che si respirava a Catania nel periodo della Belle Epoque. Continua a leggere “Dimore Liberty di Sicilia: Villa del Grado, di Donatella Pezzino”

Voci dal passato: “Orto un tempo nido dell’incontro” di Ibn Hamdis, di Donatella Pezzino

 

 

Orto un tempo nido dell’incontro
orto chiuso dal fuoco dell’assenza
chi mi renderà il tuo odor di basilico
immortale dono del paradiso?
Quanta saliva dal sapor di miele
stillava dalla fresca grandine!
Servo d’amore
che tanta piaga affligge
e sempre in piedi mi costringe
a voi chiedo pietà, sì lontana
pur se amor lancia il dardo
è la mira dal tiro…
Chi mi salverà dall’accidia del deserto?
Chi verso il disco del sole mi aiuterà a volare?

*

Ibn Hamdis (Noto, 1056 – Maiorca, 1133)

Dal blog Donatella Pezzino – La donna siciliana nella storia e nella poesia

Fonte: Poeti arabi di Sicilia a cura di F.M. Corrao, Mesogea, 2004.

Immagine: un quadro di Michele Catti (Palermo, 1855 – Palermo, 1914) dal sito http://www.alessandrobiffanti.com