Inaugurazione della sede elettorale “Casale nel cuore – meglio Gioanola sindaco”

Inaugurazione della sede elettorale “Casale nel cuore – meglio Gioanola sindaco”

ELEZIONI AMMINISTRATIVE COMUNALI – CASALE MONFERRATO – 26 MAGGIO 2019

#CasalenelCuore #meglioGioanolaSindaco “La mia Casale, la nostra Casale è soprattutto nel cuore”

LUCA GIOANOLA – CANDIDATO SINDACO DELLA COALIZIONE DI CENTROSINISTRA E DELLE LISTE CIVICHE

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Grandissima partecipazione dei cittadini all’inaugurazione delle sede del comitato elettorale della coalizione di centrosinistra Casale nel Cuore – meglio Gioanola Sindaco.

Presenti a portare il loro sostegno Daniele Viotti, europarlamentare uscente e ricandidato al Parlamento Europeo; il senatore Enrico Morando, candidato al Parlamento Europeo; l’onorevole Federico Fornaro; Paolo Filippi, candidato alle regionali; Corrado Tagliabue, capogruppo PD in consiglio provinciale.

Luca Gioanola, candidato sindaco, ha preso parola, nel cuore della città, in una via Roma affollata, sia in strada sia sotto i portici, dai tanti cittadini che hanno scelto di partecipare e vivere insieme ai candidati questo importante appuntamento di inaugurazione, non solo della sede, ma di un nuovo percorso di rinnovamento per la città e il territorio. Continua a leggere “Inaugurazione della sede elettorale “Casale nel cuore – meglio Gioanola sindaco””

Titti Palazzetti si candida Consigliere Regionale per la lista “Chiamparino per il Piemonte del Sì”

Titti Palazzetti si candida Consigliere Regionale per la lista “Chiamparino per il Piemonte del Sì”

Casale Monferrato: Alla presenza dell’Assessore Regionale, Alberto Valmaggia, si è tenuta ieri sera, 11 aprile, nella sala conferenze del Parco del Po di Casale Monferrato, la presentazione della candidatura di Titti Palazzetti a consigliere regionale per la lista “Chiamparino per il Piemonte del Sì”, accompagnata in segno di sostegno da tutti i candidati della lista che si presentano in Provincia di Alessandria: Aurora Mulas candidata di Alessandria, Adriano Reale di Novi e Michele Gallizzi di Acqui Terme.

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L’attuale Sindaco di Casale Monferrato, Titti Palazzetti, è stata accolta da una sala molto piena e partecipe che ha sottolineato il desiderio di una comunità  di vedere Titti Palazzetti ancora impegnata nella politica di sviluppo del Monferrato.

La serata, moderata da Daria Carmi, che ha esordito manifestando il suo appoggio pieno alla candidata Titti Palazzetti, è iniziata con le parole di Alberto Valmaggia «Nutro un’enorme stima per Titti Palazzetti – ha dichiarato Valmaggia – con la quale abbiamo condiviso tutta una serie di battaglie in campo ambientale, in particolar modo legate all’amianto, alla bonifica ed al parco Eternot. E’ stata un’amministratrice eccezionale che ha deciso di mettersi in gioco in una squadra, perché la lista “Chiamparino per il Piemonte del Sì” è composta di donne e uomini che insieme formano un team, senza battitori liberi».

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In un accorato ed affettuoso messaggio, Gianni Ravera, presidente dell’Associazione Nazionale Alpini di Casale, ha sottolineato il suo appoggio alla candidata: «da quando sono Presidente della Sezione – racconta Ravera – ho avuto quattro Sindaci, pur nella consapevolezza che in questi oltre vent’anni i tempi e le regole siano cambiate, posso assicurare che in passato non sono mai stati raggiunti livelli di cooperazione come con questa ultima Amministrazione. Pertanto ed alla luce degli sviluppi che le candidature hanno assunto, auguro alla Professoressa Titti Palazzetti il successo personale che la sua passione, senso civico, onestà intellettuale e capacità di interpretare il senso più pieno dello spirito di servizio che un amministratore si prefigge, di essere eletta nel Consiglio della Regione Piemonte e che questo ruolo la porti a riprendere e rafforzare quei progetti per dare alla Città di Casale Monferrato il rilievo che merita». Continua a leggere “Titti Palazzetti si candida Consigliere Regionale per la lista “Chiamparino per il Piemonte del Sì””

Inaugurazione della sede elettorale “Casale nel cuore – meglio Gioanola sindaco”

Inaugurazione della sede elettorale “Casale nel cuore – meglio Gioanola sindaco”

ELEZIONI AMMINISTRATIVE COMUNALI – CASALE MONFERRATO – 26 MAGGIO 2019

#CasalenelCuore #meglioGioanolaSindaco  “La mia Casale, la nostra Casale è soprattutto nel cuore”

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LUCA GIOANOLA – CANDIDATO SINDACO DELLA COALIZIONE DI CENTROSINISTRA E DELLE LISTE CIVICHE

Il candidato sindaco Luca Gioanola insieme ai candidati della coalizione “Casale nel Cuore – meglio Gioanola Sindaco”, invita tutta la comunità a intervenire all’inaugurazione della sede elettorale, sabato 13 aprile, alle ore 18, in Via Roma 148, nel cuore di Casale.

Sarà possibile incontrare Luca Gioanola, candidato sindaco, e i candidati delle liste che unite lo sostengono. Per l’occasione sarà presente l’europarlamentare Daniele Viotti.

L’evento terminerà con un momento conviviale con aperitivo.

La sede sarà aperta a tutti cittadini ogni giorno dalle 17 alle 19.30 come luogo di partecipazione, confronto, crescita di relazioni. Non una vetrina per manifesti, ma un incubatore di persone al lavoro, disponibili all’ascolto, pronte a confrontarsi e a prendersi cura con massimo impegno della comunità, determinate a costruire una nuova Casale e un nuovo Monferrato.

A sabato, nel cuore di Casale

#casalenelcuore #megliogioanolasindaco #hocuradite

Voto per i cittadini moldavi residenti in Italia: elezioni in Moldova del 24 febbraio, di Lia Tommi

Alessandria: Elezioni in Moldova e referendum consultivo repubblicano – domenica 24 febbraio.

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L’Ambasciata della Moldova, tramite il Ministero degli Affari Esteri, ha reso noto che domenica 24 febbraio si terranno in Moldova le elezioni parlamentari e un referendum consultivo repubblicano.
L’ordinamento moldavo prevede il voto dei cittadini moldavi residenti all’estero.
Si comunica che per tutti i cittadini moldavi residenti in Piemonte, saranno allestite a Torino due sedi per votare: una in via Verolengo, 212 e una in via Guido Reni, 102.

Ciclone Bolsonaro, l’ultradestra sfonda e si prende il Brasile

Ciclone Bolsonaro, l’ultradestra sfonda e si prende il Brasile

Il candidato populista festeggia la vittoria sui progressisti. Delusione Haddad: nonostante la rimonta si ferma al 44%

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AP

Bolsonaro con la moglie Michelle dopo il voto a Rio de Janeiro

Ultima modifica il 29/10/2018 alle ore 09:33

EMILIANO GUANELLA SAN PAOLO

Jair Bolsonaro conquista il Brasile. Il candidato di estrema destra ha vinto le elezioni presidenziali battendo il rivale Fernando Haddad, che non è riuscito nella difficilissima impresa di rimontare il divario di 18 milioni di voti di differenza del primo turno. Sulla scia dell’avversione verso la sinistra dell’ex presidente Lula da Silva, oggi in carcere, l’ex capitano dell’esercito ha sfondato un po’ ovunque con dieci punti di distacco secondo gli exit poll (56% contro 44%); l’hanno votato nel Sud industriale e nelle zone rurali del Centro-Ovest, ma anche nelle periferie delle grandi metropoli.

Nonostante i suoi 28 anni passati in Parlamento, dove ha cambiato nove partiti, si è proposto come il paladino anti-sistema, mettendo insieme i nostalgici della dittatura, gli elettori evangelici, i produttori rurali, i poveri della favelas esasperati per la violenza dilagante…. continua su: https://www.lastampa.it/2018/10/28/esteri/ciclone-bolsonaro-lultradestra-sfonda-e-si-prende-il-brasile-oAeVyjHOvrTzh8q5DZKxWN/pagina.html

Terremoto Politico in Baviera, si va verso un Governo CSU – VERDI?

Terremoto Politico in Baviera, si va verso un Governo CSU – VERDI?

di Vincezo Pollinzi

Stemma Baviera

Nelle elezioni statali in Baviera, il Partito da sempre baciato dal successo successo,la CSU subisce drammatiche perdite a due cifre e ha perso la sua maggioranza assoluta.Il partito del primo ministro Markus Söder e del Presidente Horst Seehofer ha registrato dopo le prime proiezioni il peggior risultato dal 1950 e quindi indeboliscono enormemente la loro posizione nella Grande Coalizione del cancelliere Angela Merkel (CDU).

La SPD ha registrato il peggior risultato nazionale nelle elezioni nella Baviera e sul territorio Nazionale e retrocede nelle preferenze dal secondo al quinto posto.

I Verdi ottengono un record di voti mai successo prima in Baviera.

L’AFD entra per la prima volta in due nel Parlamento Bavarese ed è ora rappresentato in 15 delle 16 Legislature Statali.

Da registrare anche il successo dei cosidetti Votanti liberi della FW, che si sono attestati a terza forza con l`11,6 delle preferenze.

Voti

Seggi

Storicamente, i socialdemocratici tedeschi (SPD) hanno sempre avuto difficoltà in Baviera. Ma che ora nelle votazioni siano scesi a quasi il dieci per cento è peggio di quanto chiunque avrebbe osato immaginare. Se quello che adesso è successo in Baviera si svolgerà in modo simile nelle elezioni in Assia tra due settimane, ciò dovrebbe dare ulteriore impulso agli oppositori della Grande Coalizione e può di conseguenza essere pericoloso per l`esistenza e la continuità del governo in corso.

Per la Grande Coalizione, che ha già iniziato male, ora è ancora più difficile con una CSU così in basso e socialdemocratici al loro minimo storico. Grandi sezioni dei socialdemocratici sono entrate nel governo senza molta convinzione. Ora, alla luce dei fatti probabilmente ritorneranno le problematiche contrarie all`interno della SPD con i Gruppi che sono da sempre contrari alla Grande Coalizione. Il leader del partito SPD, Andrea Nahles, può prepararsi a settimane molto difficili. La pressione è enorme,molti ritorneranno a chiedere di uscire il più rapidamente possibile dall’Alleanza CDU-SPD.

E poi c’è la Merkel, che deve affrontare di nuovo altre battaglie. Il terremoto Politico in Baviera manda segnali chiari alle nuove Elezioni. Con la scarsa prestazione del partito gemello, la fine politica di Angela Merkel ha fatto un passo in avanti da non trascurare. Continua a leggere “Terremoto Politico in Baviera, si va verso un Governo CSU – VERDI?”

Terremoto politico in Baviera, di Vincenzo Pollinzi

Terremoto politico in Baviera, di Vincenzo Pollinzi

Il Bayern ha votato-Prime proiezioni

Alta tensione in Baviera: 9,5 milioni di persone hanno eletto oggi un nuovo parlamento statale (Il Bayern è uno Stato a statuto speciale, per così dire uno stato nello stato).

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CSU (Unione Cristiano Sociale) e SPD (Partito Social Democratico) si bloccano a vicenda nelle prime previsioni, la CSU perde per la prima volta la sua maggioranza assoluta. I Verdi e la Destra festeggiano. Queste le previsioni prima del voto.

Debacle Per CSU e SPD

Dalle prime indicazioni e proiezioni in Baviera si sta svolgendo un vero terremoto politico in quanto la CSU ha subito perdite drammatiche a due cifre e ha di conseguenza perso la storica finora maggioranza assoluta. Il partito con a capo il ministro degli interni tedesco Horst Seehofer ha conseguito secondo le prime previsioni il suo peggior risultato di sempre dal 1950 in poi e quindi indeboliscono enormemente la loro posizione all’interno della grande coalizione guidata dalla Cancelliera Angela Merkel.

La SPD è crollata nell`assenso ancora più rovinosamente del previsto perdendo così il secondo posto in parlamento.

I grandi vincitori delle elezioni sono I VERDI e Alternativa per la Germania (Destra populista)

Queste sono le prime proiezioni,per adesso provvisorie ma molto significative.I risultati definitivi arriveranno verso Mezzanotte di oggi.

Domani un articolo completo al riguardo.

Vincenzo Pollinzi

NON VOTARE ANTONIO, di Vittoriano Borrelli

NON VOTARE ANTONIO

di vittoriano borrelli

Qualche tempo fa (2013) scrissi un post dal titolo “Vota Antonio” in cui commentavo in chiave tragicomica la disaffezione dei cittadini verso la politica e le Istituzioni. A distanza di cinque anni e all’indomani delle elezioni politiche del prossimo 4 marzo, nulla è cambiato sotto questo cielo.

L’astensione al voto nelle consultazioni elettorali che si sono succedute nell’ultimo quinquennio ha raggiunto proporzioni un tempo inimmaginabili: circa quindici milioni di elettori hanno disertato le urne e questa flessione si è registrata persino in occasione del referendum sulla riforma costituzionale del 4 dicembre 2016, ovvero su un tema che avrebbe dovuto calamitare maggiormente l’interesse dell’elettorato. Allora l’affluenza alle urne del 65% venne battezzata come un successo rispetto alle più desolanti pregresse partecipazioni, ma il 35% dei non votanti resta comunque un dato che fa riflettere. Continua a leggere “NON VOTARE ANTONIO, di Vittoriano Borrelli”

La Svezia al voto: Destra al 17,7% Socialdem 28,3% Tensione ai seggi – Cronaca – ANSA.it

Problemi a Boden, Ludvika e Kungalv deve dei neonazi hanno aggredito giornalisti e elettori. Per laprima volta presenti osservatori Osce. Exploit dei piccoli partiti(ANSA)

Alcuni elettori e giornalisti sono stati aggrediti in diversi seggi elettorali in tutta la Svezia da un gruppo di neonazisti svedesi. Lo riporta il quotidiano Svenska Dagbladet. Membri del ‘Movimento della Resistenza nordica’, questo il nome della formazione di estrema destra, hanno fatto irruzione durante le operazioni di voto a Boden, Ludvika e Kungalv creando panico tra le persone che erano in coda.

Secondo il quotidiano inoltre un altro gruppo di estrema destra, ‘Alternativa per la Svezia’, ha infranto la regola del silenzio elettorale pubblicando su Twitter diversi messaggi dopo l’apertura delle urne.

Il tabloid Expressen ha invece riportato la testimonianza di Emilia Orpana, del partito di estrema-destra Svedesi Democratici, che ha denunciato di essere stata minacciata da due giovani al grido di “maledetta razzista”…. continua su: La Svezia al voto: Destra al 17,7% Socialdem 28,3% Tensione ai seggi – Cronaca – ANSA.it

Grandissimo successo della FILLEA CGIL alle elezioni delle Rappresentanze Sindacali Unitarie alla BUZZI UNICEM di Casale Monferrato

Grandissimo successo della FILLEA CGIL alle elezioni delle Rappresentanze Sindacali Unitarie alla BUZZI UNICEM di Casale Monferrato che si sono svolte mercoledì 16 maggio.

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Nel centro direzionale di Via Buzzi, dove si concentrano il cuore e la testa del gruppo multinazionale, gli impiegati, che si sono recati alle urne in misura del 61,52% degli aventi diritto, hanno votato in larghissima misura per la FILLEA CGIL facendo schizzare la nostra percentuale ben oltre il 72% dei voti validi.

La rimanenza dei voti espressi, leggermente inferiore al 28%, è andato alla lista della FILCA CISL.

“Un risultato straordinario” è il primo commento di Rocco Politi Segretario Generale della FILLA CGIL di Alessandria, che continua: “Che premia il buon lavoro svolto dai nostri delegati in questi anni in un terreno, quello del voto impiegatizio, storicamente ostico per la nostra organizzazione. Siamo stati presenti, abbiamo interagito con l’azienda nell’interesse dei lavoratori e ci siamo dimostrati seri ed affidabili, un lavoro iniziato già da diversi anni che oggi ha portato a questo risultato”. Continua a leggere “Grandissimo successo della FILLEA CGIL alle elezioni delle Rappresentanze Sindacali Unitarie alla BUZZI UNICEM di Casale Monferrato”

Di Maio: “Sfido la Lega nelle urne”. Ma è pronto il patto post-elezioni, di Ilario Lombardo. La Stampa

Di Maio: “Sfido la Lega nelle urne”. Ma è pronto il patto post-elezioni

Il leader: puntiamo al 40%. Scatta il piano B se Salvini si mangia Forza Italia. Lo slogan sarà: “Volete un governo o ancora i vecchi Renzi e Berlusconi?”
LAPRESSE

Grillini. I capigruppi M5S Danilo Toninelli e Giulia Grillo con Luigi Di Maio al Quirinale

ILARIO LOMBARDO ROMA 

Il pensiero è già rivolto a dopo. Alla campagna elettorale, alle elezioni, a quando le urne con molta probabilità sanciranno che non ci sarà comunque una maggioranza, e si getteranno le basi per un paradosso: l’unico avversario che secondo Luigi Di Maio avrà il M5S in campagna elettorale, la Lega, potrebbe essere il futuro naturale alleato di governo. Quello che non si è avverato ora, potrebbe avverarsi domani. Prima, però, bisogna liquidare le liturgie dell’attesa, sperando che il malcontento interno al M5S per il voto anticipato non travolga le certezze del capo politico.

Da quanto si apprende, Di Maio avrebbe risposto di no anche alla possibilità di astenersi, sondata dal presidente della Repubblica, durante la fiducia al «governo neutrale». «Oggi inizia la campagna elettorale» ha annunciato Di Maio tra gli applausi dei parlamentari riuniti in serata. I sorrisi hanno nascosto i musi lunghi dei tanti che vorrebbero evitare di tornare a elezioni. Non tanto per la paura di non essere ricandidati, perché, promette Di Maio, «saranno ripresentate le stesse liste» e Beppe Grillo dirà di sì. Quanto per il rischio di non essere abbastanza garantiti dal posto in lista, Nelle regioni settentrionali si teme l’avanzata di Matteo Salvini. A Sud, l’astensione, molto più probabile nei mesi estivi. … continua su:

http://www.lastampa.it/2018/05/08/italia/di-maio-sfido-la-lega-nelle-urne-ma-pronto-il-patto-postelezioni-NzoP59119OFp6SgovC55HI/pagina.html

 

Di Maio alla Lega. “Chiediamo al Colle di tornare a votare”, di Federico Capurso. La Stampa

Di Maio alla Lega. “Chiediamo al Colle di tornare a votare”

L’uscita del leader studiata per creare divisioni nel Pd. Prime crepe, ma Di Battista in aiuto: “Tutti con Luigi”
ANSA
Federico Capurso Roma  http://www.lastampa.it

Nelle ore più complicate della sua leadership, mentre sembra naufragare ogni strategia politica e si consuma il disastro elettorale in Friuli Venezia Giulia, Luigi Di Maio tenta lo strappo. «L’unica soluzione è tornare al voto il prima possibile», dichiara in un video su Facebook. E «a Matteo Salvini dico: andiamo insieme a chiedere di votare a giugno». Ma è un bluff. «Nessuno crede davvero in un ritorno alle urne. Non così presto, almeno», mettono in chiaro poco dopo dal Movimento.

Il colpo ad effetto del leader ha raggiunto però il suo vero obiettivo: far cadere una scintilla nella polveriera del Partito democratico. È lì che le nuove elezioni fanno più paura. Di Maio è lì ad alimentarla. E con successo, si direbbe, viste le reazioni furenti tra i dem avverse a Matteo Renzi e alla sua chiusura nei confronti dei Cinque stelle. Perché nella testa del leader M5S il forno con il Pd non è ancora chiuso del tutto, «nonostante Renzi stia cercando di soffocare chi la pensa diversamente da lui», spiega un parlamentare grillino di peso. Nel mirino del Movimento, dunque, c’è ancora la Direzione dem di giovedì, con la speranza che Renzi finisca in minoranza. Poi, si vedrà.

L’effetto collaterale della strategia di Di Maio si abbatte però sul nutrito gruppo parlamentare, tenuto all’oscuro dei movimenti sotterranei dei vertici. Non tutti, infatti, sono d’accordo sul ritorno alle urne. E le mosse del capo, che finora non hanno portato a grandi vittorie, già da qualche giorno stanno creando diffusi malumori. Un ritorno alle urne vorrebbe dire rientrare in piena campagna elettorale sul territorio e, per chi è già al secondo mandato, la grande incognita: se non si è formato un governo, vale come secondo giro o ci sarà una deroga alle regole interne?

Il profumo della tempesta arriva lontano e riempie le chat interne dei Cinque stelle. Così, i big del partito vengono chiamati a scendere in campo. Alessandro Di Battista sui social lancia un appello alla compattezza (inutile se non ci fossero già delle crepe): «Tutto il Movimento ha il dovere di sostenere Luigi e la scelta di tornare al voto». Poi, l’attacco alla Lega, che nel frattempo ha già fatto trapelare che no, non chiederà di tornare alle urne. «Ho sbagliato a chiamare Salvini “Dudù”. A differenza sua, Dudù al guinzaglio non l’ho visto quasi mai», scrive Dibba, per poi spronare lo stesso Salvini: «Ora dimostrasse un coraggio che non ha mai avuto e chiedesse elezioni anticipate». L’appello cade nel vuoto.

Da Genova, allora, rincara la dose Beppe Grillo che decide dopo tanto tempo di tornare a parlare del Movimento e di politica dal suo blog. Anche lui, come Dibba, offre riparo a Di Maio, di cui ci si sta facendo – secondo Grillo – un’idea sbagliata: «L’entusiasmo di Luigi è propagandato come fosse bramosia di potere», scrive. La colpa sarebbe di quei partiti «parassiti», che lucrano sul successo pentastellato. Ma, aggiunge, «è una cosa che dobbiamo al paese, il tentativo di incontrarci su dei temi con questi personaggi, escludendo quelli assolutamente impossibili».

Mentre quindi Di Maio affronta il tema delle nuove elezioni, considerando così fallite tutte le altre opzioni sul tavolo, Grillo parla invece coniugando al presente la possibilità di un «contratto alla tedesca», come se l’idea seppur debole fosse ancora in piedi. E ai dem che stanno tentando di riaprire il dialogo con il Movimento mettendo Renzi in minoranza, Grillo lancia un amo: «Il Pd e l’accozzaglia che attende il cedimento strutturale del suo garante, Berlusconi, credono davvero che vogliamo allearci con loro? Oppure sono i media, ed è la gente a crederlo?». Sfrondato degli insulti, quello di Grillo è un invito alla calma (rivolto anche agli attivisti M5S). Perché se mai la Direzione di giovedì riuscisse a ribaltare la situazione e portare il Pd al tavolo delle trattative, non si parlerà mai di «alleanza» con il Movimento.

I «se» legati al Pd sono pesanti. E dietro l’angolo c’è Salvini che aspetta. Che non risponde più alle telefonate di Luigi. Che rifiuta di accompagnarlo al Colle per chiedere nuove elezioni. Nonostante Di Maio, per lui, avesse sfoderato la sua migliore faccia da poker. A questa mano è un bluff. Ma la prossima, chissà.

Colle irritato con il M5s: niente voto a giugno Idea governo di tregua

Colle irritato con il M5s: niente voto a giugno Idea governo di tregua

Il Colle esclude il ritorno alle urne e non risponde a Di Maio. Il piano B: una figura terza con pochi compiti mirati

Sì, ci mancava solo Luigi Di Maio: «Andiamo al Quirinale – minaccia il candidato premier grillino – e chiediamo di andare a votare subito».

Al Colle c’è irritazione. Non bastava la difficoltà di far partire il dialogo tra partiti che non si vogliono nemmeno parlare, non era sufficiente il «gioco dei veti incrociati» che sta bloccando i tentativi di Sergio Mattarella di mettere in piedi un governo.

Ora ci si mette pure il leader di M5s: per due mesi è stato responsabile e irreprensibile, ora anche lui «interferisce» con le prerogative presidenziali. Ma se il pressing di Matteo Salvini per le elezioni anticipate, nei giorni scorsi, era stato accolto con «stupore», l’analoga richiesta di Di Maio viene rimbalzata senza nemmeno una risposta.

Tanto in estate non si vota. Piuttosto nel palazzo dei Papi si stanno attrezzando per il piano B: un governo di tregua.

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Sfuma il governo del Presidente, cresce il rischio di elezioni a luglio, di Ugo Magri. La Stampa

Sfuma il governo del Presidente, cresce il rischio di elezioni a luglio

Escluso l’incarico a Salvini nonostante il pressing del centrodestra. Adesso Mattarella non ha più assi da giocare. Ma c’è il rebus delle date
ANSA

Il capo dello Stato Sergio Mattarella tenterà di evitare un ritorno alle urne. Ma M5S e Lega hanno già detto no a un governo del Presidente

Ugo Magri Roma  http://www.lastampa.it

Se Cinque stelle e Lega volessero tornare di corsa al voto, e dichiarassero che il tempo dei tentativi è scaduto, in quel caso il Capo dello Stato non avrebbe armi per impedire nuove elezioni, perfino se queste dovessero tenersi entro l’estate, addirittura a luglio se prima fosse impossibile. Non è ovviamente la soluzione che Sergio Mattarella desidera, anzi farà il possibile per evitarlo; tuttavia nessuno, dalle sue parti, sembra nutrire illusioni. Di Maio e Salvini, insieme, dispongono in Parlamento della maggioranza assoluta. Per una questione puramente aritmetica, il loro «no» sarebbe una sentenza definitiva, anzi tombale per la diciottesima legislatura appena nata. Che cosa potrebbe fare il Presidente per frenare quei due, sempre che vadano entrambi a dirgli «vogliamo per forza votare»? La risposta che si coglie tra i frequentatori del Quirinale è: nulla, purtroppo, tranne che prenderne atto con grandissimo dispiacere.

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All’orizzonte si profila il ballottaggio, di Marcello Sorgi. La Stampa

All’orizzonte si profila il ballottaggio

Marcello Sorgi  http://www.lastampa.it

Dai risultati del voto regionale in Friuli arriva una spinta molto forte verso nuove elezioni anticipate, un rischio mai escluso, del resto, nei due mesi di inutili trattative per il governo dopo il 4 marzo. È abbastanza semplice capire perché, sebbene le dimensioni esigue della consultazione locale, rispetto alla posta in gioco nazionale, non siano paragonabili.
Pesa ovviamente di più l’inconcludenza del negoziato, la liturgia, incomprensibile ai più, delle consultazioni e delle esplorazioni, la mancata nascita del governo dei (non) vincitori, i tentativi confusi di mescolare, nella stessa improbabile maggioranza (che mai s’è manifestata come tale), il più radicale movimento d’opposizione premiato con il primo posto in termini percentuali con il maggior partito (ex) di governo, uscito sconfitto dalle urne. L’insieme di questi fattori s’è tradotto così nel voto dei cittadini del Nord-Est.

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