Singer, un occhio alla politica con investimenti mordi e fuggi, di Mario Platero. La Stampa

Singer, un occhio alla politica con investimenti mordi e fuggi

Il fondatore di Elliott a Genish, ad di Tim: appoggiamo il tuo piano

A sinistra Amos Genish, amministratore delegato del gruppo telefonico Tim

Mario Platero  NEW YORK    http://www.lastampa.it/

Difficilmente Paul Singer, capo del fondo Elliott, perde una partita: duro, spregiudicato, tenace, si è trovato in situazioni ben più difficili, drammatiche e pericolose del confronto con Bolloré su Tim. Singer è un repubblicano anti Trump. Uomo imprevedibile, è il Presidente del Manhattan Institute, un centro studi conservatore, ma è favorevole ai matrimoni gay (dopo che il figlio gli ha rivelato a 21 anni di esserlo).

La misura della sua tenacia l’abbiamo da un braccio di ferro di 15 anni con il governo argentino in default sul debito. Singer chiedeva un rimborso del suo debito sovrano più elevato del 30% offerto ai creditori. Com’è riuscito a farsi ascoltare? Un giudice ha accolto la richiesta di sequestro di tre navi da guerra argentine all’ormeggio in Ghana, con tanto di equipaggio a bordo, come garanzia delle obbligazioni governative! Le navi sono poi state rilasciate, ma la Presidente Cristina Fernandez Kirchner si è dimessa, è stata incriminata per corruzione e il nuovo governo ha accettato di ripagare circa 2,4 miliardi di dollari al fondo Elliott (il 70% del valore nominale).

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