I BUONI UFFIZI

I BUONI UFFIZI

Il polo Gallerie degli Uffizi raggruppa anche Palazzo Pitti e il Giardino di Boboli, con oltre 4 milioni di ingressi nel 2018. Traguardo raggiunto grazie alle capacità manageriali del tedesco Eike Schmidt, intervistato da Progetto Manager

di Stefano Milani

Con opere di Giotto, Botticelli, Leonardo, Michelangelo e Caravaggio, per non parlare di maestri quali Piero della Francesca, Raffaello, Pontormo e Tiziano, gli Uffizi di Firenze forniscono una sequenza logica e cronologica senza pari della pittura italiana fino al ‘600. Si confermano peraltro il museo statale italiano più visitato della penisola: 2.230.914 ingressi nel 2018. Nel 2015 l’ex ministro dei Beni culturali Dario Franceschini aveva raggruppato sotto una unica istituzione, chiamata Gallerie degli Uffizi, anche i musei di Palazzo Pitti e il Giardino di Boboli in Oltrarno, così nel 2018 il trio museale ha contato 4.153.101 visitatori totali «con un aumento del 6% rispetto all’anno precedente, quando erano stati 3.918.350», secondo i dati del sito web ufficiale. Conduce questa «macchina» il cinquantunenne tedesco Eike Schmidt: dopo aver guidato la sezione di scultura del museo di Minneapolis, lo storico dell’arte è stato nominato direttore nel novembre 2015, nella stagione in cui l’allora ministro dotò gli Uffizi e altri 19 istituti di autonomia amministrativa e scientifica. L’incarico, quadriennale, scade a novembre. Ad agosto 2017 Schmidt ha infatti annunciato, con somma sorpresa dello stesso Franceschini, che dal primo gennaio 2020 dirigerà il Kunsthistoriches Museum di Vienna. Se andrà davvero nella capitale austriaca o resterà è, almeno a metà luglio, un enigma che il tempo scioglierà. Quanto alle raccolte d’arte pubbliche, servirà sapere che nessun museo pubblico europeo può reggersi solo sui biglietti, neppure il più visitato al mondo come il Louvre con i suoi 10 milioni di ingressi nel 2018.

Eike Schmidt..jpg

Eike Schmidt. Foto: Gallerie degli Uffizi, Firenze

Direttore, come si reggono finanziariamente gli Uffizi?

Diversamente da altri musei abbiamo più autofinanziamenti. Anche rispetto ad altri musei internazionali abbiamo una struttura di finanziamento differente. Il Louvre riceve comunque la metà dei fondi dallo stato. La nostra autonomia è parziale perché non comprendeva né comprende le spese per il personale: tutti i dipendenti statali vengono e saranno pagati dal ministero dei Beni culturali – MiBAC. Tuttavia devolviamo circa il quaranta per cento degli introiti allo stato o anche ad altre entità, ma ci avviciniamo a un autofinanziamento totale: è importante premetterlo. Se volessimo fare uno studio economico sugli Uffizi dovremmo mettere anche queste cifre nel conteggio.

Nessun museo pubblico europeo può contare solo sui biglietti, neppure  il Louvre con i suoi 10 milioni di ingressi all’anno Continua a leggere “I BUONI UFFIZI”

Lettera del Presidente Federmanager – Rinnovato il CCNL dei manager industriali

Lettera del Presidente Federmanager – Rinnovato il CCNL dei manager industriali

Rinnovo CCNL Federmanager – Confindustria 

Care Colleghe, Cari Colleghi,
un rinnovo contrattuale è sempre un risultato importante che non può essere mai dato per scontato. Se vi scrivo oggi è per annunciarvi con soddisfazione che, martedì 30 luglio, abbiamo firmato il nuovo CCNL dei dirigenti industriali. I risultati ottenuti mi agevolano il compito, visto che sono nettamente positivi rispetto agli esiti dei precedenti rinnovi. Non c’è, in questo testo, una sola novità peggiorativa. E sono molto lieto di potervi dettagliare il perché.

cuzzilla.jpg

Il primo punto qualificante è proprio quello di essere intervenuti su tutti gli aspetti chiave del rapporto di lavoro per ridare al contratto, nella sua interezza, un quadro di regole più adeguato alla figura del manager, con significativi miglioramenti.

Sul nostro welfare, in particolare, caro a tutti noi, abbiamo previsto delle novità che trovano espressa menzione nell’accordo e che saranno di grande impatto per garantire la sostenibilità dei nostri enti e renderli ancora più solidi in futuro.

Debuttano finalmente le politiche attive, alle quali sarà interamente dedicata l’apposita contribuzione aziendale di 100 euro per ciascun dirigente in servizio. Ad occuparsene sarà 4.MANAGER, il recente ente bilaterale, al quale il rinnovo dedica ampio spazio e risalto proprio per realizzare iniziative in tema di politiche attive, orientamento, promozione e sviluppo della parità di genere in ambito manageriale e anche per diffondere una nuova cultura d’impresa. Continua a leggere “Lettera del Presidente Federmanager – Rinnovato il CCNL dei manager industriali”

ITALIANI IN MOSTRA

ITALIANI IN MOSTRA

Non se ne parla abbastanza, ma tanti sono gli italiani che ricoprono ruoli manageriali nelle istituzioni culturali più prestigiose del pianeta. Conosciamoli in questo viaggio ideale da un capo all’altro del mondo

di: Massimo Solani

Da Londra a New York, dall’estremo Oriente al Sud America. Curatori, direttori e professionisti di ogni tipo contesi e considerati. Se l’Italia si accapiglia ancora sull’apertura ai direttori di museo stranieri voluta dalla riforma Franceschini, molto meno notizia sembrano fare gli italiani che vanno all’estero per ricoprire ruoli manageriali in alcune delle istituzioni culturali più prestigiose al mondo. Giovani con curricula importanti e valigie sempre pronte che portano all’estero la bandiera di un “made in Italy” intellettuale che, in fatto di arte e cultura, continua a rappresentare un valore aggiunto universalmente riconosciuto.

LOGO_PROGETTO-MANAGER

“Big Little Italy” negli Stati Uniti

Fra i nomi più noti quello di Massimiliano Gioni, critico d’arte quarantaseienne che dal 2003 è direttore artistico della Fondazione Trussardi di Milano. Per la stampa specializzata è l’italiano più influente nel mondo dell’arte contemporanea, il quindicesimo più potente del settore secondo ArtReview che nel 2017 l’ha inserito nella sua classifica Power100. Dal 2007 è direttore associato delNew Museum of Contemporary Art di New York dopo aver guidato le Biennali di Berlino, Gwangju, San Sebastian, Lione, Sydney e Venezia di cui è stato direttore nel 2013. Con lui nella “Grande Mela” anche la sua compagna Cecilia Alemani, inserita all’ottantaduesimo posto nella graduatoria delle cento persone più influenti nel club dell’arte contemporanea e dal 2011 direttrice artistica dell’High Line Art di New York dopo aver curato, fra le altre cose, l’allestimento del Padiglione Italia alla Biennale di Venezia. Continua a leggere “ITALIANI IN MOSTRA”

MANAGER E ARTISTI IN CONVERSAZIONE

MANAGER E ARTISTI IN CONVERSAZIONE

Un progetto, DAC- denominazione artistica condivisa, e un metodo, la mediazione. Dalla voce di Dora Stiefelmeier, il racconto dei tavoli nati per collegare i mondi dell’impresa e dell’arte. Perché ciascuno possiede il suo lato visionario

di: Dina Galano

Incontro Dora Stiefelmeier nella libreria Marini, ristoro gentile al centro del Pigneto, uno dei quartieri più vivaci della scena artistica della Capitale. È il nostro secondo appuntamento, l’atmosfera si fa subito familiare. Il merito è in parte di ciò che ci circonda: libri ed edizioni rare che attraversano la storia della fotografia sono d’ispirazione. È merito soprattutto di Stiefelmeier che, oltre ad aver gestito la famosa galleria d’arte di e con Mario Pieroni, si occupa da sempre di mediazione artistica. Parliamo di Zerynthia, di RAMradioartemobile e dei tavoli di cooperazione tra aziende e artisti in giro per l’Europa.

Dora Stiefelmeier

Dora Stiefelmeier con Adele Marini

Soprattutto dei tavoli, in verità. Il progetto si chiamava DAC – Denominazione artistica condivisa ed è durato cinque anni. “Ogni esperienza deve avere un inizio e una fine. Dopo più di venti incontri, non c’era più bisogno di suggerire, la realtà aveva assorbito il messaggio”, spiega Stiefelmeier.

Quale era lo scopo di far sedere gli uni accanto agli altri, mischiati alla buona, artisti eclettici dalla personalità acuta accanto a imprenditori e manager tutto business e risultati? Provo a immaginare il tavolo alto, con le gambe lunghissime, oltre 3 metri di verticalità, realizzato per l’incontro di Milano da Luca Vitone, attorno al quale sono seduti a mezz’aria l’artista e l’imprenditore, la creatività e l’azione.

“Il nocciolo del problema era lì, nella comunicazione tra i due mondi”, rivela Stiefelmeier. “Il manager abituato a produrre, a lavorare. L’artista con le proprie ritrosie verso il mondo produttivo, geloso del grado di libertà di cui è forte, e che paga anche, che gli fa sbattere il muso“. Continua a leggere “MANAGER E ARTISTI IN CONVERSAZIONE”

DAI SASSI SBOCCIA LA CULTURA

DAI SASSI SBOCCIA LA CULTURA

La rinascita sociale e finanziaria di Matera è frutto della designazione a Capitale europea della cultura 2019. Continuare a crescere è la vera sfida, ci spiega Paolo Verri, direttore della Fondazione Matera – Basilicata 2019

di: Sissi Ruggi

“Questa città è anche un simbolo del mezzogiorno italiano che vuole innovare e crescere, sanando fratture e sollecitando iniziative”. Così il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, salutava, il 19 gennaio, l’anno di Matera Capitale europea della cultura 2019.

Sono trascorsi 71 anni dal 1948, quando Palmiro Togliatti definì la città dei Sassi “vergogna nazionale”, anni in cui Matera e i materani hanno sommessamente lavorato per preservare un patrimonio storico artistico unico al mondo, per far riscoprire una storia forse minore ma degna di essere conosciuta. Anni che hanno portato nel 1993 al riconoscimento Unesco per i Sassi e il Parco delle Chiese Rupestri di Matera e il 17 ottobre 2014 alla designazione a Capitale europea della cultura 2019. Un titolo di cui la città sta facendo tesoro e i dati parlano chiaro. Per il Centro studi turistici di Firenze e Assoturismo Confesercenti, Matera ha avuto un aumento boom (176%) delle presenze negli ultimi 7 anni dovuto soprattutto alla domanda straniera (+216%). Negli ultimi due anni il Pil cumulativo è schizzato di oltre il 7% (record segnalato dall’ultimo rapporto Svimez), lasciando alle spalle tutto il sud. Il mercato immobiliare è esploso. Nel 2017 Matera ha registrato 698 compravendite, il 4.5% in più rispetto al 2016 ed un aumento dei prezzi del 2.2% che ha toccato quindi un valore medio di 1.552 €/mq. Il rapporto dell’Osservatorio banche-imprese di economia e finanza (Obi) di marzo 2019, indica Matera come la provincia che nel mezzogiorno avrà la crescita maggiore (+ 1,4%).

Paolo Verri

Paolo Verri, direttore generale della Fondazione Matera – Basilicata 2019

Questa città oggi è simbolo di una rinascita sociale e finanziaria che poggia su cultura e turismo. Una rinascita che non sarebbe così rilevante se dietro non ci fosse stato un accorto lavoro di progettazione e la visione manageriale del direttore generale della Fondazione Matera – Basilicata 2019, Paolo Verri. Torinese di nascita, classe ’66, è un manager culturale che vanta un considerevole curriculum: direttore del Salone internazionale del libro di Torino fino al 1997, ha curato e promosso la comunicazione delle XX Olimpiadi invernali di Torino 2006, dal 2013 al 2015 ha diretto il palinsesto eventi e i contenuti espositivi del Padiglione Italia dell’Expo Milano, dal 2011 al 2014, in qualità di direttore del Comitato Matera 2019, ha gestito con successo la candidatura di Matera. Oggi è direttore generale della Fondazione Matera – Basilicata 2019, l’ente che cura l’attuazione del programma di candidatura e coordina il lavoro di un team di oltre 70 persone.

Un lavoro costante ha permesso di preservare un patrimonio storico e artistico unico al mondo e di riscoprire una storia degna di essere conosciuta Continua a leggere “DAI SASSI SBOCCIA LA CULTURA”

UNA RIFORMA MONUMENTALE

UNA RIFORMA MONUMENTALE

Il sistema dei beni culturali gode davvero di ottima salute? Con Dario Franceschini, autore di una riforma che oggi torna alla ribalta, parliamo di come assicurare competenza e capacità gestionale all’altezza del nostro patrimonio artistico

di: Luca Politi

Diversi milioni di visitatori in un anno, 19 per l’esattezza, +7,7% rispetto al 2015. Un dato questo, diffuso nel gennaio scorso dall’Istat, che racconta una crescita record del patrimonio culturale italiano. Altro che zero virgola! Se c’è un settore in grande ascesa nel Paese, è proprio quello della cultura. “Il giorno del mio insediamento al ministero dei Beni culturali, nel febbraio 2014, dissi che ero stato chiamato a guidare il più grande ministero economico del nostro Paese e questi dati lo confermano”. Il ricordo è di Dario Franceschini, ministro della Cultura nei governi Renzi e Gentiloni, oltre che artefice della riforma del MiBAC che porta il suo nome.

Dario Franceschini.jpg

Dario Franceschini, già ministro della Cultura nei governi Renzi e Gentiloni

Onorevole Franceschini, i numeri del settore culturale sono rilevanti e non conoscono crisi.

E sono numeri destinati a migliorare sempre di più per una ragione ben precisa: i viaggiatori nel mondo aumentano, ci sono paesi che non avevano un turismo in uscita e ora lo hanno. Pensiamo alla Cina o all’India. Il nostro obiettivo deve essere quello di intercettare questi flussi e gestirli. Per farlo bisogna differenziare l’offerta turistica: non solo città d’arte che hanno anche problemi di sostenibilità turistica, ma mare, montagna, piccoli centri. Un sistema che deve essere gestito con capacità e competenza, per farlo tuttavia servono anche grandi investimenti economici.

Però, onorevole, questi investimenti bisogna saperli anche gestire…

Dopo anni in cui si è parlato tanto di tutela, ma poco di valorizzazione, grazie alle nostre riforme abbiamo cercato di cambiare il segno. Abbiamo per esempio nominato alla guida di musei, enti e aree archeologiche personalità in possesso di grande competenza e professionalità specifica. I direttori nominati si sono dimostrati abili manager, in grado di importare nel nostro Paese una versione gestionale di alta competenza internazionale. Continua a leggere “UNA RIFORMA MONUMENTALE”

CON LA CULTURA SI MANGIA ECCOME

CON LA CULTURA SI MANGIA ECCOME

di Stefano Cuzzilla

L’industria della cultura è un incredibile volano di sviluppo per l’economia italiana. Oltre 400mila imprese da gestire con efficienza: il metodo e le competenze manageriali sono prerequisito per qualsiasi incarico di direzione artistica.

Arte e cultura sono la culla dei popoli. Per l’Italia parliamo di un patrimonio smisurato, incomparabile a qualsiasi altro al mondo per storia, diversità di linguaggi, originalità e concentrazione. Un giacimento etico e civile a cui ognuno di noi può attingere. Una grande ricchezza su cui esercitiamo un fascino a livello internazionale che attrae investimenti, e non solo turisti.

cuzzilla

Arte e cultura sono sacche di resilienza nei periodi di crisi e volano di sviluppo per l’economia.

Al sistema produttivo e creativo si deve oltre il 6% del valore aggiunto italiano: nel 2018 era pari a oltre 95,8 miliari di euro, con un risultato di +2,9% rispetto all’anno precedente, impiegando 1,55 milioni di occupati (+1,5 sul 2017).

Esiste poi un effetto moltiplicativo: ogni euro prodotto dall’industria culturale ne attiva 1,8 negli altri settori. Si calcola che l’intera filiera culturale nel suo complesso superi i 265 miliardi di euro.

Questi dati, evidenziati nel rapporto “Io sono cultura” del ministero dei Beni culturali, fotografano un dinamismo eccellente che contraddice nei fatti quella retorica che afferma che di cultura non si possa vivere. Con la cultura, invece, si mangia eccome! Continua a leggere “CON LA CULTURA SI MANGIA ECCOME”

Federmanager: IL PRESIDENTE CUZZILLA INCONTRA PASQUALE TRIDICO, PRESIDENTE INPS

IL PRESIDENTE CUZZILLA INCONTRA PASQUALE TRIDICO, PRESIDENTE INPS

Roma, 6 maggio 2019 – Si è svolto presso la sede centrale dell’INPS di Roma, l’incontro tra il presidente Federmanager, Stefano Cuzzilla, e Pasquale Tridico, nominato alla guida dell’Istituto di previdenza dal decreto interministeriale dello scorso 14 marzo, professore ordinario di Politica economica presso l’Università Roma Tre nonché consigliere economico del vice premier e ministro dello Sviluppo economico, Luigi Di Maio.

cuzzilla

Dopo una prima introduzione con la quale è stata rappresentata al Prof. Tridico una breve descrizione delle attività istituzionali di Federmanager, il Presidente Cuzzilla ha rappresentato le posizioni della categoria manageriali sui temi della previdenza, evidenziando in particolare assoluta contrarietà al reiterarsi di provvedimenti sulle pensioni che penalizzano costantemente il management e insistendo sulla necessità di separare l’assistenza dalla previdenza ai fini di una maggiore trasparenza della spesa pubblica.

Il neo designato Presidente dell’INPS si è mostrato sensibile agli argomenti e ha evidenziato la propria intenzione di riformare l’Istituto. Nella sua mission, in un’ottica di riposizionamento istituzionale e di snellimento burocratico, ha sottolineato elementi imprescindibili per il rilancio dell’ente previdenziale.

Tridico, disponibile ad approfondire le tematiche esposte dal Presidente Cuzzilla, ha manifestato la volontà di attivare specifici tavoli di lavoro ristretti con l’impegno a coinvolgere i rappresentati di Federmanager. A conferma, ha accolto l’invito a partecipare a un incontro ristretto presso la sede di Federmanager, per un costruttivo confronto sui temi di interesse che vedrà coinvolti la Giunta esecutiva federale, il presidente del Comitato nazionale di coordinamento dei Gruppi pensionati e un ristretto gruppo di tecnici.

«Si è trattato di un primo colloquio molto franco e concreto», ha commentato il presidente Cuzzilla. «La nostra intenzione è proseguire il dialogo per sostenere e salvaguardare le nostre posizioni sulle tematiche pensionistiche offrendo, al contempo, il contributo del management per accompagnare il progetto di riforma dell’INPS».

http://www.federmanager.it/la-lettera-del-presidente-inps-al-corriere/

Federmanager: Lettera del Presidente Inps al Corriere

Federmanager: Lettera del Presidente Inps al Corriere

Federmanager.png

Care Colleghe, Cari Colleghi,

sulle pagine del Corriere della Sera di ieri è stata pubblicata una lettera a firma del presidente dell’INPS, Pasquale Tridico, che desideriamo sottoporvi nei suoi passaggi essenziali. Clicca qui per leggere la lettera

Come apprezzerete, il presidente Tridico ha espresso posizioni affini a quelle che la nostra Federazione sostiene da tempo,  a partire dal principio di separazione della previdenza dalla assistenza.

Alla luce di tali elementi, insieme alla CIDA, continueremo a presidiare questi temi offrendo la nostra collaborazione alla nuova Presidenza. 

Il primo incontro tra il presidente Tridico e il presidente Cuzzilla si è svolto lo scorso 6 maggio.Clicca qui per leggere la nota stampa dell’incontro

Cordiali Saluti 

La lettera del presidente Inps al Corriere

La lettera

«Inps, nel rapporto la critica alle disparità nel lavoro» 

Caro Direttore, sulle pagine del Corriere si è criticato il primo Rapporto sotto la mia presidenza, perché – si scrive – non suscita allarmi, non tratta degli immigrati, quindi sarebbe propagandista e sovranista. Sono critiche non solo infondate nel merito, ma che evidenziano una lettura disattenta.

L’Inps è un soggetto di raccordo del mercato del lavoro, in cui il sistema pensionistico a ripartizione dipende dalle condizioni del mercato del lavoro.

Allorquando il bilancio dell’Inps venisse opportunamente depurato non solo dagli strumenti di assistenza quali l’Ape sociale, il Rei e oggi il Reddito di cittadinanza, ma anche da strumenti (non) «pensionistici», si scoprirebbe che il sistema pensionistico italiano è solido, la spesa è in linea con la media dei Paesi europei, circa il 12%, e quindi non c’è bisogno di sollevare inutili allarmismi.

Tuttavia, la sostenibilità del sistema pensionistico viene determinata nel mercato del lavoro.

Il dato fortemente negativo è che negli ultimi 40 anni la quota salari è scesa da circa il 68% a circa il 59%, quasi 10 punti percentuali che vogliono dire oltre 100 miliardi. Si tratta di risorse in meno che non sono più nelle disponibilità di persone con una più alta propensione al consumo, e che quindi avrebbero creato sicuramente maggiore impatto in termini di consumo e di domanda aggregata.

Certo, abbiamo una demografia negativa, ma abbiamo anche un alto tasso di disoccupazione e un ancor basso tasso di occupazione.

Ricordo che alla crescita del Pil è legata la rivalutazione del montante pensionistico. Secondo molte ricerche, la cosiddetta «stagnazione secolare», di cui l’Italia potrebbe essere affetta, dipende da una distribuzione dei redditi che sfavorisce consumi e domanda aggregata. Continua a leggere “Federmanager: Lettera del Presidente Inps al Corriere”

LA CARICA DEI MIGLIORI

LA CARICA DEI MIGLIORI

Formazione, competenze professionali, esperienze internazionali, ma soprattutto talento. Ecco come degli under 43 sono diventati i migliori manager d’Italia

Comunque lo si veda, un premio aiuta a costruire quella cultura del merito che in Italia stenta ad attecchire. Il “Premio Giovane Manager” è nato così, proprio per valorizzare i talenti più giovani che con il loro lavoro stanno contribuendo al successo delle imprese in cui sono impiegati e – di conseguenza – alla competitività del Paese. È un vero e proprio contest, ideato e alimentato dai componenti del Coordinamento Giovani di Federmanager, un bel gruppo di manager under 43 che si riunisce di solito il weekend, tra skypecall, rientri dall’estero e tempo sottratto alla propria vita privata. Sono loro che, con entusiasmo, hanno costruito questa seconda edizione del Premio, creando un network di persone competenti, desiderose di incontrarsi, scambiarsi informazioni e occasioni di crescita. E, perché no, competere per il titolo di “migliore manager d’Italia”.

Dopo aver coinvolto 1.600 giovani, la selezione dei curricula e delle esperienze è stata realizzata da Hays Italia in totale indipendenza. Sono state realizzate 4 tappe territoriali intermedie, ciascuna conclusa con l’individuazione di 10 vincitori. E, dopo Roma, Bologna, Firenze e Milano, i 40 che hanno superato la fase intermedia si sono riuniti all’Allianz Stadium di Torino, dove giocano i confermati campioni d’Italia. Proprio tra gli spalti dello stadio, in una location da “primi in classifica”, sono stati decretati i 10 migliori tra loro, e il vincitore finale dell’edizione, al quale è andato il titolo di “Platinum Manager”.

Ve li presentiamo qui brevemente per ricordare di quale merito vogliamo parlare. Fuori dalla solita retorica. Durante Futurum Italy, che il titolo del meeting del Gruppo Giovani che si è svolto a Torino il 12 e il 13 aprile scorso, oltre 100 manager under 43 si sono confrontati su un’idea di futuro di cui essere protagonisti. Un’idea di futuro che, ce lo auguriamo, possa trovare cittadinanza in questo Paese.

1.600 manager coinvolti, 180 curricula analizzati, 40 vincitori di quattro tappe territoriali, 10 premiati all’Allianz Stadium nella finalissima di Torino del 12 aprile scorso

zanoli

Giancarlo Zanoli

È il “Platinum Manager 2018”, primo classificato tra i migliori dieci manager italiani under 43 selezionati dal Premio Giovane Manager di Federmanager.

Laurea magistrale in Direzione aziendale e Ph.D. in Sociologia economica, si affaccia al mondo del lavoro nel settore sanitario presso il TRI – Toronto Rehabilitation Institute.

Durante le ultime esperienze professionali si occupa, dapprima in qualità di direttore generale e successivamente anche come componente del Consiglio di amministrazione, della gestione di strutture sanitarie ambulatoriali private convenzionate.

Nell’attuale ruolo in Humanitas Holding è responsabile dei medical care di Milano, i poliambulatori, punti prelievi e centri di prevenzione.

Determinato, con spirito d’iniziativa e con una forte propensione al problem solving, coordina abilmente il lavoro di squadra.

Cavallo 

Chiara Cavallo

Laureata in Economia e commercio all’Università di Pisa, consegue un Master in management dell’innovazione alla Scuola superiore Sant’Anna di Pisa.

Per sei anni lavora come consulente strategico, sviluppando progetti di marketing, business development e performance improvement, prevalentemente nel settore Energy & Utilities e con una significativa esperienza nei Luxury Goods.

Ricopre ruoli, a carattere globale, di strategia e di marketing in vari settori industriali, come Chief marketing officer in diversi business di GE, lavorando in Italia e all’estero.

Da marzo 2018 è alla guida della strategia, del marketing e delle attività di educazione clinica come Chief strategy officer di GE Healthcare Europe. Recentemente è nominata direttore del board di COCIR.

Sposata, ha una bambina di 4 anni.

Continua a leggere “LA CARICA DEI MIGLIORI”

Lettera del Presidente Stefano Cuzzilla: iniziative Federmanager

Lettera del Presidente Cuzzilla: iniziative Federmanager

Gentile PIER CARLO LAVA,

sono giorni intensi questi in cui ho scelto di scriverTi, giorni in cui stiamo ridefinendo la nostra linea su sanità, previdenza, tutele assicurative, politiche attive, con una presenza sempre più intensa sui tavoli istituzionali e nel dibattito pubblico. 

Schermata 2019-03-21 a 15.55.46.png

Il lavoro sulla dimensione interna della nostra Organizzazione, quella che più da vicino riguarda i colleghi, procede di pari passo con le attività istituzionali, volte a incidere in modo influente sulle scelte di governo e del Paese.

Siamo impegnati in prima linea per garantire al nostro sistema sostenibilità futura. Voglio dire con onestà che Previndai, Fasi, Fondirigenti, il nuovo 4.Manager,Assidai, Praesidium, e tutti gli altri enti che condividiamo con Confapi (Previndapi, Fasdapi, Fondo Dirigenti PMI, Fondazione IDI e PMI Welfare Manager), richiedono un lavoro diligente

Sono i nostri fiori all’occhiello e non vanno dati mai per scontati. 

Ogni manager come Te, come me, tocca con mano i vantaggi di questo sistema integrato di servizi e tutele, che protegge anche le nostre famiglie.

Come saprai, siamo sotto rinnovo contrattuale. Il tavolo di trattativa tra i rappresentanti Federmanager e quelli di Confindustria sta procedendo con puntualità e con l’obiettivo di siglare un nuovo CCNL di categoria che rafforzi l’esistente e introduca elementi di innovazione per rendere più forte e più competitiva la nostra azione di rappresentanza. Firmare un contratto nazionale di lavoro non è mai una cosa semplice, anche se in questo caso ci sono elementi di positività che stanno emergendo tra le Parti sociali in cui confidare. Continua a leggere “Lettera del Presidente Stefano Cuzzilla: iniziative Federmanager”

Federmanager: Lettera del Presidente Cuzzilla

Stefano Cuzzilla, Federmanager

Ricevo e pubblico volentieri: Cari Colleghi,

a seguito della lettera che ho voluto indirizzarvi lo scorso 26 ottobre, a poche ore di distanza dalla pronuncia della Corte Costituzionale che ha confermato il blocco della perequazione automatica per le nostre pensioni, mi sono giunti moltissimi messaggi di cui desidero ringraziarvi. Se non mi è stato possibile rispondere a tutti singolarmente, mi auguro di poterlo fare ora, insieme ad alcuni importanti aggiornamenti. 

Quella lettera si chiudeva con un appello a giocare in attacco la partita previdenziale. Ed è esattamente da qui che occorre ripartire.

In linea con quell’impegno, infatti, vi confermo l’importante riunione che svolgeremo a Milano venerdì 15 dicembre p.v., a cui sono invitati a partecipare tutti i colleghi in pensione: un intero pomeriggio dedicato al dibattito interno sul futuro delle pensioni dei dirigenti e all’ascolto reciproco delle esigenze dei colleghi. Continua a leggere “Federmanager: Lettera del Presidente Cuzzilla”