Momenti di poesia. Sogno Parole… di Ferdinando Caputi

Momenti di poesia. Sogno Parole… di Ferdinando Caputi

Sogno Parole (Ispirato dal mare con Maria Luisa Gastaldi e viceversa.)

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Sogno parole
grondanti di sale.
Schiumose parole
scandite di sogni.

Mi lasci la mano
e svanisco nel nulla.
Riemergo assetato
sognando di te.

(F.C.)

LA MORTE, di Ferdinando Caputi

LA MORTE, di Ferdinando Caputi

Per i POETI, un’ode che pubblicherò nel mio terzo libro di poesie “Ecce Homo”, dedicato ad una leonessa che ebbi il piacere di conoscere.

Dedicata ad una persona che ho sempre stimato (anche se non la scrissi per lei ma per mio padre perché questa cosa successe veramente), con la speranza che per lei, di là, ci sia qualcosa di bello per la sua luce. ciao Nadia Toffa.

LA MORTE

Questo è il porto del nulla,
o naviganti, blocca le navi
crosta di gelo eterno!
seguito dai congiunti
mosse per il viale
il funerale.
Ed ecco, sul lucido legno della bara,
già posta al limitare del sepolcro,
un’ape si posò, virginea goccia
venuta adesso alla luce, il corpicino
fervido e molle, le ali curve e delicate
d’aria intessute d’oro,
il sole riscaldava l’ape
come la nube e la montagna,
e le forze nutrici della terra,
la invitavano i pollini dei fiori,
poppane, tenera, nuda…e lui non c’era,
di noi il più puro, il più forte, il pioppo bianco…
Capii allora che cos’è la morte,
questo fluire delle forme in fango:
nascon dal fango i germi,
quindi la vita e le miriadi
di fiori, di insetti, di animali, la città folta;
e ad essa attigue, orridi
granai di Dio, le tombe,
da cui la vita rinasce…e la morte.

(F.C.)

Momenti di poesia. Meraviglia, di Ferdinando Caputi

Momenti di poesia. Meraviglia, di Ferdinando Caputi

Dedicata a Maria Luisa Gastaldi

Meraviglia.

Passa l’interminabilità del tempo
che mi separa da te.

Passano gli attimi troppo veloci
che trascorro con te.

Passa la luna
con le sue argentee fasi.

Passano i destini umani
fatti di nulla.

Passa la vita
che corre incontro la morte.

Passano le gioie
troppo grandi per essere contenute.

Passano i dolori
che sembrano imperituri.

Non passa la meraviglia di questo amore
che resiste al tempo ed alla vita.

(F.C.)

Momenti di poesia. POMODORO ROSSO SANGUE, di Ferdinando Caputi

Momenti di poesia. POMODORO ROSSO SANGUE, di Ferdinando Caputi

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POMODORO ROSSO SANGUE

Sono Italiano e sono un pomodoro,
ed agli esseri umani do un sacco di lavoro.
Mi raccolgono a tutte le ore,
perché loro amano il mio sapore.
Crudo a pezzetti o cotto passato,
il re della tavola da sempre son stato.
Ma oggi nulla più è come una volta,
è cambiato un colore nella raccolta.
Se prima le mani erano sudate e bianche,
oggi son nere, non per lo sporco, ma sempre più stanche.
Anche io qualche giorno fa mi sono commosso,
Ventiquattro mani si son tinte di rosso.
Dodici raccoglitori chiusi in un pulmino,
sono andati incontro ad un triste destino.
Noi eravamo tutti su di un camion grosso,
uno schianto tremendo, e poi un fiume rosso.
Era sangue umano purtroppo, non la nostra polpa,
ma vi giuro signori non è stata mia la colpa.

F.C.

Momenti di poesia. IL DIVANO, di Ferdinando Caputi

Momenti di poesia. IL DIVANO, di Ferdinando Caputi

Ad un cambiamento di stile…poetico.

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IL DIVANO

Il divano ti capisce,
prima ti guarda poi ti rapisce.
Aspetta solo che tu ci vada sopra,
e come ti siedi, lui, par che ti copra.
E con il suo abbraccio ti senti appagato,
ed in men che non si dica sei già coricato.
Un amico sincero che sempre ti accoglie,
e tutto lo stress di colpo ti toglie.
È quando sei solo che di te si impossessa,
non vuole gli estranei, non gli piace la ressa.
Non sono parole che a voi dico invano,
il nostro amico più caro, amici, rimane il divano.


(F.C.)

Il cavallo della “botticella” di Ferdinando Caputi (Roma 1982)

a cura di Marina Vicario – disegno di Ferdinando Caputi

Buona lettura!

Chi è stato a Roma avrà visto, come parte integrante delle strade più turistiche, i cavalli trainanti piccole carrozze. Sono i cavalli delle ‘botticelle’ romane, costantemente sotto al sole estivo e costretti a turni estenuanti.
Lo spirito dei più romantici porta a considerare l’usanza come qualcosa da provare per un giro turistico altri invece, come Prof. Ferdinando Caputi, ne vede il lato più terribile.
Ispirato dai sentimenti più profondi, il professore, esprime il suo dolore scrivendo una poesia per gridarlo al mondo. Come ‘posseduto’ da quella atrocità riesce a donare voce a quegli splendidi cavalli, interpretando la loro sofferenza.



Il cavallo della “botticella”. (Roma 1982)

Prigioniero
fra due briglie,
prigioniero
fra due stanghe,
prigioniero
fra due sbarre,
nella sosta anche nel sonno:
è la mia vita
due parallele infinite
che si risolvono nella morte.
Per me lo spazio
è uno scenario angusto
fra i paraocchi;
tutto il mio essere
è martoriato dal tempo,
e il mio orologio
scandisce l’ora in moneta.

Invidio i purosangue,
muta agilissima
sulla pista del premio ingente;
il fiero stallone invidio
di statue equestri
che ha trotto chiuso,
collo inarcato,
regge l’eroe in armi,
vòlto ai redenti spazi.
Io sono l’antico servo frustato
marcio rancore rumino
con la biada del mio padrone.
Il sole mi cade sugli occhi
per diritto come un fendente,
amo l’ombra
che è tutt’una cosa
coi paraocchi.
Quando il vetturino
tra una corsa e l’altra
àncora la vettura,
egli fuma,
fuma dalle narici
il mio fiato amaro.
Ora raccolta intorno
alla sua poca luce
la sera si stempera in dolcezza.
Un ubriaco vacilla,
una coppia d’amanti
l’uno all’altro abbracciati,
lenti sciolti
nel loro bacio profondo;
un cane saltella sulle sue zampe nude.
Oh, come vorrei anch’io
girare con i piedi nudi
fuori dalle dure stanghe
e dalle inflessibili guide,
liberamente a zigzag,
farneticando come un ubriaco,
pur con la mia botticella
articolata ai fianchi,
che l’olio della mia pazienza
fa leggera ai mozzi,
e che quando torno con lei vuota io più non sento
come non sente il suo guscio la lumaca.
Strattone di redini,
schiocchi di frusta:
smetto di sognare e si parte.

Su su bestia da tiro,
groppa e gambe
da balzi e da impennate,
livellato al piccolo trotto
stretto tra le stanghe.
La gioia degli uomini,
ti ferisce di gioia e di colori?
e tu non ti voltare:
ciò che si fa si fa, si briga , si festeggia,
sul marciapiede
non è affar tuo.
nel mezzo le auto, il tram che ringhia,
sulle sconnesse rotaie.
Stridio di freni,
scoppi di scintille,
ruggiti di motori,
calpestio di uomini e di bestie;
il tassametro scatta,
ti si scaglia la frusta sulla groppa:
e tu non ti distrarre,
hai per questo il paraocchi.

prigioniero fra due briglie,
fra due stanghe,
fra due sbarre,
nella sosta e nel sonno:
la tua vita è due parallele infinite
che si risolvono nella morte.

(F.C.) All rights reserved.

 

Ferdinando Caputi nato in Calabria nel 1956 è dal 1960 Alessandrino d’adozione, dove si è formato scolasticamente fino alla maturità, per poi spostarsi a Genova per Laurearsi in Storia antica con indirizzo Archeologico nel 1983 e specializzarsi in Paletnologia nel 1985 con il Prof. Tinè. Nel 1991 l’incontro con Donald Johanson che lo portò lavorando con lui a prendere un Dottorato di ricerca in Paleoantropologia. Ha lavorato in 3/4 del pianeta e dal 1996 e Direttore del Centro Internazionale Studi e ricerche Etnografiche Italiano. Per passione ha scritto 3 libri di poesie e si diverte con tutte le tecniche del disegno e della pittura. Ha pubblicato una mezza dozzina di testi riguardanti le sue materie. Ed in pensione da questo anno si dedica alla divulgazione storico scientifica, tramite Conferenze pubbliche e lezioni nelle scuole. Da 50 anni raccoglie testi riguardanti le sue materie e non solo.

Museo Gambarina: Ferdinando Caputi, Storico, Archeologo e Paleoantropologo, parlerà della Sacra Sindone e delle false reliquie

Museo Gambarina: Ferdinando Caputi, Storico, Archeologo e Paleoantropologo, parlerà della Sacra Sindone e delle false reliquie

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Alessandria: Il 22 Maggio, alle 21.15, presso la sala Conferenze del Museo Etnografico del “C’era una volta” alla Gambarina ad Alessandria, Ferdinando Caputi, Storico, Archeologo e Paleoantropologo alessandrino, in collaborazione con la IX Regio di Acqui Terme e la supervisione tecnica di Valter Marasso, parlerà della Sacra Sindone e delle false reliquie accumulate dalle chiese nel passato.

Presenterà in anteprima, le ultime analisi fatte dall’Università di Harvard, mettendo insieme tutti gli studi fatti negli ultimi 110 anni, da Nasa e da molti Laboratori scientifici.
Questo studio sarà pubblicato prossimamente sulla rivista “Le Scienze” ed. Americana.

Momenti di poesia. SORPRESA DI PASQUA, di Ferdinando Caputi

Momenti di poesia. SORPRESA DI PASQUA, di Ferdinando Caputi

In mezzo a tanti versi…una POESIA da Cose dell’altro Nando II.

La Pasqua si avvicina. Qualche anno fa, lavorando in Israele, conoscendo l’origine del nome di questa festività, “Pesah” in Ebraico vuol dire “passaggio”, con la mente affollata dagli interrogativi più strani sull’esistenza, scrissi questi pochi versi…

SORPRESA DI PASQUA

Infrangi quell’uovo
di puro cristallo
fragile simbolo
di sacri costumi.

Ricerca tra i cocci
l’ambita sorpresa
celata da falde
di sottili veline.

Sfascia l’involucro
con ansia e fatica.
Cogli l’immensa sorpresa.
Cogli la vita.

F.C.

“I Bizantini, eredità dell’Impero Romano” con il dr. Caputi alla Gambarina, di Lia Tommi

Alessandria: “I Bizantini , eredità dell’Impero Romano” è il tema della prossima conferenza del Dr Ferdinando Caputi

Mercoledì 27 febbraio 2019 dalle ore 21:30 alle 23:30
Museo del C’era una volta, P.za Gambarina 1 Alessandria

Si parlerà degli eredi della Roma Imperiale che crearono a loro volta un impero sulle rovine di quello Romano.

Museo Gambarina: Conferenza dott. Ferdinando Caputi sull’antica Roma e del fatto che gettò le basi del vivere civile moderno

Museo Gambarina: Conferenza dott. Ferdinando Caputi sull’antica Roma e del fatto che gettò le basi del vivere civile moderno

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Alessandria: Il giorno 13/2/2019 alle ore 21,30 presso i locali del Museo Etnografico Gambarina in Piazza Gambarina n. 1 il Dott. Ferdinando Caputi Archeologo, alla sua decima conferenza in collaborazione con il Museo stesso, parlerà dell’antica Roma e del fatto che gettò le basi del vivere civile moderno.

Attraverso l’analisi dei monumenti e dei reperti archeologici ritrovati in tre dei continenti occupati da Roma durante i 1.300 anni del suo predominio sul mondo allora conosciuto.

La conferenza sarà accompagnata da una serie di immagini inedite, a cura di Valter Marasso e dal prezioso ausilio dell’associazione Culturale Acquese IX Regio, che attraverso Danilo e Maurizio Rebuffo, Walter Siccardi e Arrigi Berti, ci farà toccare con mano e vedere uno spaccato di vita quotidiana nell’antica città di Roma..

“Roma, le basi del vivere civile” al Museo della Gambarina; di Lia Tommi

Alessandria: La Conferenza “Roma , le basi del vivere civile” , del professor Caputi , si terrà il 23 gennaio, ore 21,30 , al Museo Etnografico “C’era una volta” , in Piazza della Gambarina 1, 15121 Alessandria
Il Dr, Ferdinando Caputi alla sua decima conferenza al Museo del “C’era una volta” alla Gambarina di Alessandria, parlerà delle origini di Roma del suo sviluppo e della sua caduta, ma anche delle tracce della sua civiltà presente in tre continenti.

Momento di poesia, di Ferdinando Caputi

Momento di poesia, di Ferdinando Caputi

Momento di poesia.

Quando si ritorna soli…il crepuscolo e poi…

La Notte

Arriva la sera
con l’imbrunire dell’anima.
La notte mi avvolge
di cosmico dolore.
Fantasmi di vecchi ricordi
danzano intorno.

Rivivo quei sogni
che non sapevo di vivere.
Rivedo il tuo volto
fatto di dolci promesse.
Rileggo nel tuo sguardo
ciò che non avevo saputo capire.

Soffro invano
l’inganno della n
otte.

F.C.

Destino, di Ferdinando Caputi

AL DESTINO, O AL FATO, O AL FUTURO NON SO!

Ferdinando Caputi

DESTINO

Rintocchi sommessi
scanditi dal tempo
disegnano forme
nei nostri destini.

S’inoltrano lenti
nei caldi rifugi
delle nostre anime.

Sciolgono i nodi
stretti dei ricordi
per scolpire
le incalzanti scadenze
della vita.

F.C.

AMO L’INVERNO, di Ferdinando Caputi

AMO L’INVERNO, di Ferdinando Caputi

Una poesia vincitrice del Concorso Internazionale Città di Busseto.

Questa invece la scrissi sulla spiaggia di Falerna un natale che mi trovavo nella mia terra natia. AMO L’INVERNO

Amo l’inverno
con le sue malinconie.
I suoi brandelli di luce
rischiarano gelidi grigiori.
Gemono gli alberi
abbracciati dal vento.
Fronde sconvolte
da angosce marine
s’intrecciano in sciarade senza fine.

(F.C.)

Conferenza sugli Etruschi del professor Caputi, di Lia Tommi

Nuova conferenza del Dr. Ferdinando Caputi, sul tema. “Etruschi, la storia vista dall’archeologia”, ed il loro passaggio a Nord del Po, inclusa la provincia di Alessandria.
Si terrà mercoledì 12 dicembre , alle ore 21,30, al Museo Etnografico della Gambarina di Alessandria.