Racconti – Moderno Emigrante [VIDEO]

Dedicato a tutte quelle persone che hanno perso il lavoro.

(Palermo, gennaio 2004)

Il tardo pomeriggio a Palermo, seppur invernale, era tiepido. Una delle tante giornate che al suo volgere regalava, giochi di colori e di sfumature tali da rasserenare l’animo. Il sole ormai era dietro le montagne. Alla stazione dei treni era un viavai di persone, chi era pronto a partire, chi invece era sopraggiunto per salutare amici e parenti in procinto di lasciare l’isola.

Il convoglio pronto sul binario, cominciava a riempirsi, gli scompartimenti del treno cominciavano a brulicare di vita. Luigi era da solo, come sempre puntuale aveva già sistemato le valigie e viveva in silenzio l’attesa, prima della partenza. Aveva appena trascorso le feste natalizie in casa sua insieme alla moglie, al figlio, ai suoi genitori e ai suoi fratelli

L’attesa era carica di nostalgiche sensazioni, di solitudine che gli facevano compagnia e delle quali era pervaso. Luigi non piangeva, non poteva permettersi di mostrare la sua debolezza e giocava con se stesso a fare il duro. I soliti ritardatari, invece, con il sorriso tirato cercavano il loro posto riservato, tra sbuffi di fatica e valigie tirate a forza. Il capostazione con il suo tipico berretto e la paletta fischiò, confermando il via libera al convoglio ormai pronto per la sua corsa verso il continente!

I macchinisti diedero dunque corrente ai motori ed il treno uscì sferragliante, ma deciso nella sua possente forza, dalla stazione di Palermo, attraversando la ragnatela di binari. Si sentiva nell’aria come un ruggito: il profondo dolore di Luigi si fondeva con con il rumore emesso dal locomotore.

Luigi si accese una sigaretta. Era seduto sul suo sedile lato finestrino, perché amava vedere lo scorrere del paesaggio, che cambiava velocemente come fosse fotogrammi di un film. Sperava di rimanere solo nello scompartimento che aveva scelto, sentiva come se i suoi pensieri, un misto di fallimento e frustrazione, potessero essere letti dagli altri viaggiatori. E lui non voleva.

Palermo era alle spalle ormai e pensò che mancavano molti chilometri per arrivare alla sua meta, oltre mille chilometri di freddi binari inumiditi dalla notte. Attraversando la dorsale tirrenica della sua Sicilia, seppur a ritmi lenti, arrivò a Messina, propaggine estrema di un trampolino che lo avrebbe proiettato su, su, verso il continente. Continua a leggere “Racconti – Moderno Emigrante [VIDEO]”

Associazione Gabbie Vuote ODV Firenze: CINGHIALI E STRADE, di Mariangela Corrieri

Associazione Gabbie Vuote ODV Firenze: CINGHIALI E STRADE, di Mariangela Corrieri

Gentili signori ci riferiamo all’articolo del 30 agosto, pubblicato su La Nazione, relativo all’incidente provocato da un cinghiale sulla strada provinciale 38 che collega Trequanda a Sinalunga (SI).

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Come tutti, siamo dispiaciuti per la persona che alle 5.30 ha subìto il capovolgimento della sua auto ed ora è in gravi condizioni all’ospedale ma sappiamo anche di chi sono le responsabilità. Non certo del cinghiale che probabilmente fuggiva dai cacciatori che portavano ad esercitare i loro cani prima di giorno in previsione dell’apertura della stagione venatoria.

Come per gli alberi colpiti dai temporali che cadono sulle auto e a volte sulle persone perchè non è stata fatta loro regolare manutenzione, così come per gli incidenti stradali provocati da fauna selvatica perchè l’ecosistema non è stato rispettato ma ecologicamente distrutto, le responsabilità sono di chi ha manomesso la Natura ignorando quanto possano essere distruttive le leggi non più capaci di governarla. Altrimenti  puntare l’attenzione esclusivamente su incidenti e danni, è un po’ come guardare il dito e non la luna.

Si appicca un incendio in Amazzonia per dare spazio agli allevamenti intensivi e poi tutta l’Amazzonia brucia; si diffondono gas serra nell’atmosfera e poi i ghiacciai si sciolgono, le specie che vi abitano si estinguono e le bombe d’acqua arrivano dove non erano mai arrivate; si distrugge un ecosistema (fauna e flora che interagiscono in un determinato ambiente costituendo un sistema autosufficiente e in equilibrio dinamico) e si pretende di dare la colpa ad animali che in quel momento, come testimoni dell’accusa, assurgono a geni della mente ma in altri restano inerti e miserevoli cose. Continua a leggere “Associazione Gabbie Vuote ODV Firenze: CINGHIALI E STRADE, di Mariangela Corrieri”

La Nazione: Giovane mamma in arresto cardiaco sul treno, medico la salva. “Ma non sono un eroe”

Giovane mamma in arresto cardiaco sul treno, medico la salva. “Ma non sono un eroe”

Carlo Santucci, medico, era sul treno insieme a una 40enne toscana colta da malore. L’ha salvata davanti agli occhi del marito e della bambina della donna

Ultimo aggiornamento il 30 agosto 2019 alle 19:34

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Carlo Santucci

Firenze, 30 agosto 2019 – Da precario a Roma a possibile dipendente dell’Uls 1 Dolomiti: a spianare la strada per un possibile impiego in pianta stabile per Carlo Santucci, medico romano di 33 anni, è stato l’intervento di soccorso durato 40 minuti che gli ha permesso di salvare martedì una 40enne toscana – di Tavarnelle (Firenze), gestisce una struttura ricettiva a San Casciano –  in arresto cardiaco sul treno Obb delle Dolomit che accompagna i cicloturisti dalla pista San Candido-Lienz fino alla stazione di Dobbiaco.

La 40 enne di Tavarnelle era in ferie in montagna col marito e la figlia piccola. Aveva preso il treno che va da Lienz a Dobbiaco, dall’Austria all’Italia. Sul vagone vicino c’era anche il dottor Carlo Santucci. Avrebbe dovuto fare il percorso in bici, ma ha preferito all’ultimo momento il treno. Poco dopo la partenza, la donna si accascia a terra, colpita da un attacco cardiaco. Il marito e un’infermiera che si trova vicino le prestano i primissimi soccorsi. Con 40 minuti di massaggio cardiaco ha salvato la donna. E fare il massaggio per 40 minuti è una prova davvero difficile, anche per il fisico.

Santucci è laureato in medicina e chirurgia, è abilitato alla professione e lavora come precario in una clinica di Roma. Si trovava in vacanza a Cortina, la terra in cui affondano le radici della sua famiglia e che frequenta fin da quando era bambino: in assenza di un defibrillatore, è riuscito a soccorrere la turista fino all’arrivo dell’eliambulanza. Ora quella prova concreta delle sue capacità potrebbe diventare un’opportunità di lavoro e un cambio di vita in un’altra regione… continua su: https://www.lanazione.it/cronaca/carlo-santucci-1.4759070

25 aprile 1943, un racconto della vecchia signora, di Pier Carlo Lava

25 aprile 1943, un racconto della vecchia signora, di Pier Carlo Lava

Correva l’anno 1943 e un’alessandrina, allora giovane sposina 18 enne, si trovava in Toscana in quanto il marito era di quelle parti anche se, all’epoca lo stesso era partito per la guerra in Francia con l’armata dei carabinieri.

Lei era rimasta con il suocero e il cognato a Pari, un piccolo paesino arroccato su una collina in mezzo ai boschi, in provincia di Grosseto.

I parenti lavoravano al bosco dove tagliavano la legna e preparavano la carbonaia per fare il carbon dolce (così lo chiamavano) per le città vicine, Siena, Grosseto, Firenze e Livorno.

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La giovane sposina faceva il pane in casa (come si usava a quei tempi) e dopo averlo portato a cuocere al forno del paese, lo metteva nelle ceste, con olio, uova, formaggi, salumi e altre vivande, che caricava sull’asina. 

Al mattino presto verso le sei, due volte alla settimana, partiva a piedi con l’asina che trasportava le ceste, per un viaggio di 13 kilometri in mezzo ai boschi della zona, per portare i rifornimenti a suocero e cognato, che dovendo gestire la carbonaia, potevano rientrare in paese a turno una volta alla settimana.

I viveri non erano solo per loro ma anche per tre famiglie di ebrei, dieci persone con i bambini, che gli abitanti del paese avevano nascosto in una grotta nel bosco.

Un giorno mentre come al solito si stava recando al bosco a portare i rifornimenti, prima di attraversare il fiume, l’asina forse punta da un ape o spaventata dal rumore delle motociclette dei tedeschi che stavano arrivando, si imbizzarrisce  rovesciando  il contenuto delle ceste per terra e scappando impaurita. Continua a leggere “25 aprile 1943, un racconto della vecchia signora, di Pier Carlo Lava”

Sacerdote indagato per violenza sessuale

Sacerdote indagato per violenza sessuale

Un sacerdote di Firenzuola (Firenze), in Mugello, è indagato per violenza sessuale, dopo le denunce di una ragazza di 19 anni. Don Emanuele Dondoli, 58 anni, sacerdote dal 1988 e parroco dal 1992, avrebbe abusato della giovane che presenterebbe disturbi della personalità, ed era convinta di essere posseduta dal demonio.

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E lui, le avrebbe impartito benedizioni ‘risolutive per il malessere’ compiendo abusi in sagrestia anche con un unguento ‘benedetto’. I fatti risalirebbero tra marzo e giugno 2018.

Dopo la denuncia della giovane, nei mesi scorsi la polizia ha perquisito il parroco e nel suo telefonino sarebbero state trovate alcune immagini scattate in quei momenti. Nei giorni scorsi la procura ha chiuso le indagini.

La 19enne, assistita dall’avvocato Elisabetta Renieri, in base a una perizia psichiatrica disposta dalla procura, sarebbe affetta da “disturbo dipendente della personalità” aggravato da “una sintomatologia ansiosa e depressiva” che la renderebbe incapace di esprimere dissenso a tali pratiche.

https://www.virgilio.it

I BUONI UFFIZI

I BUONI UFFIZI

Il polo Gallerie degli Uffizi raggruppa anche Palazzo Pitti e il Giardino di Boboli, con oltre 4 milioni di ingressi nel 2018. Traguardo raggiunto grazie alle capacità manageriali del tedesco Eike Schmidt, intervistato da Progetto Manager

di Stefano Milani

Con opere di Giotto, Botticelli, Leonardo, Michelangelo e Caravaggio, per non parlare di maestri quali Piero della Francesca, Raffaello, Pontormo e Tiziano, gli Uffizi di Firenze forniscono una sequenza logica e cronologica senza pari della pittura italiana fino al ‘600. Si confermano peraltro il museo statale italiano più visitato della penisola: 2.230.914 ingressi nel 2018. Nel 2015 l’ex ministro dei Beni culturali Dario Franceschini aveva raggruppato sotto una unica istituzione, chiamata Gallerie degli Uffizi, anche i musei di Palazzo Pitti e il Giardino di Boboli in Oltrarno, così nel 2018 il trio museale ha contato 4.153.101 visitatori totali «con un aumento del 6% rispetto all’anno precedente, quando erano stati 3.918.350», secondo i dati del sito web ufficiale. Conduce questa «macchina» il cinquantunenne tedesco Eike Schmidt: dopo aver guidato la sezione di scultura del museo di Minneapolis, lo storico dell’arte è stato nominato direttore nel novembre 2015, nella stagione in cui l’allora ministro dotò gli Uffizi e altri 19 istituti di autonomia amministrativa e scientifica. L’incarico, quadriennale, scade a novembre. Ad agosto 2017 Schmidt ha infatti annunciato, con somma sorpresa dello stesso Franceschini, che dal primo gennaio 2020 dirigerà il Kunsthistoriches Museum di Vienna. Se andrà davvero nella capitale austriaca o resterà è, almeno a metà luglio, un enigma che il tempo scioglierà. Quanto alle raccolte d’arte pubbliche, servirà sapere che nessun museo pubblico europeo può reggersi solo sui biglietti, neppure il più visitato al mondo come il Louvre con i suoi 10 milioni di ingressi nel 2018.

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Eike Schmidt. Foto: Gallerie degli Uffizi, Firenze

Direttore, come si reggono finanziariamente gli Uffizi?

Diversamente da altri musei abbiamo più autofinanziamenti. Anche rispetto ad altri musei internazionali abbiamo una struttura di finanziamento differente. Il Louvre riceve comunque la metà dei fondi dallo stato. La nostra autonomia è parziale perché non comprendeva né comprende le spese per il personale: tutti i dipendenti statali vengono e saranno pagati dal ministero dei Beni culturali – MiBAC. Tuttavia devolviamo circa il quaranta per cento degli introiti allo stato o anche ad altre entità, ma ci avviciniamo a un autofinanziamento totale: è importante premetterlo. Se volessimo fare uno studio economico sugli Uffizi dovremmo mettere anche queste cifre nel conteggio.

Nessun museo pubblico europeo può contare solo sui biglietti, neppure  il Louvre con i suoi 10 milioni di ingressi all’anno Continua a leggere “I BUONI UFFIZI”

Versilia, bimbo di due anni rischia di annegare in piscina: è gravissimo

Versilia, bimbo di due anni rischia di annegare in piscina: è gravissimo

Ritrovato dai genitori all’interno di una piccola piscina gonfiabile allestita nel giardino della loro casa a Torre del Lago, subito allertato il 118

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01 agosto 2019 https://firenze.repubblica.it/

Un bambino di due anni e mezzo è ricoverato in gravissime condizioni all’ospedale pediatrico Opa di Massa (Massa Carrara) dopo essere stato ritrovato dai genitori in stato di annegamento all’interno di una piccola piscina gonfiabile allestita nel giardino della loro casa a Torre del Lago (Lucca). I genitori hanno subito allertato il 118. Il bambino è andato in arresto cardiaco, i sanitari hanno provveduto a rianimarlo sul posto e poi ne hanno disposto il trasferimento in elicottero. Ora si trova attaccato alle macchine, come alcune settimane fa era accaduto per la dodicenne che era annegata nella piscina di uno stabilimento balneare di Marina di Pietrasanta. Il bimbo giocava in acqua con il cuginetto e il fratellino, poi i piccoli sono stati fatti uscire e lui sarebbe rientrato nella piscina senza che nessuno se ne sia accorto. Sul posto i carabinieri e la polizia che cura le indagini.

Tragedia sul lavoro. Caduta dal tetto e fiamme, muore operaio ventisettenne

Tragedia sul lavoro. Caduta dal tetto e fiamme, muore operaio ventisettenne

Cade dal tetto di un magazzino cercando di sfuggire alle fiamme

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I vigili del fuoco sul posto

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Castelfiorentino (Firenze), 1 agosto 2019 – Un operaio albanese di 27 anni è morto in un incidente sul lavoro. Si trovava sul tetto di un magazzino di via Niccoli (la ditta Ve.Ca.) per eseguire lavori di posa di catrame. Inizialmente si pensava che l’operaio si fosse mosso per evitare il fuoco e a quel punto fosse precipitato da un’altezza di dieci metri sul piazzale dell’azienda. Da ricostruzioni successive, sembra che il giovane sia caduto e che di lì a poco sia divampato l’incendio. Sul posto sono intervenuti vigili del fuoco, 118 e carabinieri. Inviato anche l’elisoccorso Pegaso ma per l’uomo non c’è stato nulla da fare. L’area è stata intanto posta sotto sequestro e stanno operando anche i tecnici della prevenzione dell’Asl Toscana Centro. La salma è stata già trasferita all’istituto di medicina legale di Careggi.

Secondo i primi racconti dei colleghi, che sarebbero parenti della vittima, in quegli stessi momenti si è incendiata la copertura del fabbricato a causa delle attrezzature usate, che prevedono di stendere e incollare la guaina bituminosa, impermeabile all’acqua, con una tecnica a fiamma. Una successiva ricostruzione, al vaglio delle autorità, considera pure che vi sia stato un cedimento di un punto del tetto sotto il peso dell’operaio poi precipitato nel piazzale. Continua a leggere “Tragedia sul lavoro. Caduta dal tetto e fiamme, muore operaio ventisettenne”

Firenze, il camion si incastra nel soffitto del sottopasso – corrierefiorentino.corriere.it

Firenze, il camion si incastra nel soffitto del sottopasso

Il mezzo è rimasto incastrato con la gru retro-cabina al soffitto all’ingresso del sottopassaggio e rimasto con la parte anteriore del mezzo sospeso in aria

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https://corrierefiorentino.corriere.it

Firenze, un camion si blocca e resta incastrato in un sottopasso, a testa in su. I Vigili del fuoco del comando di Firenze, distaccamento di Fi-Ovest, sono intervenuti nel sottopasso di via Giuliani Panciatichi, per la messa in sicurezza di un mezzo pesante adibito al trasporto di materiale edile che per cause in corso di accertamento, è rimasto incastrato con la gru retro-cabina al soffitto all’ingresso del sottopassaggio e rimasto con la parte anteriore del mezzo sospeso in aria. All’arrivo sul posto, i due occupanti del mezzo incastrato, erano già stati presi in carico dal personale sanitario del 118 intervenuto con due ambulanze. Sul posto 7 unità e 3 automezzi di cui una autogru.

La circolazione è stata interrotta durante le operazioni di messa in sicurezza, al termine delle quali, il personale dei vigili del fuoco ha provveduto alla verifica con l’autoscala di eventuali parti di cemento armato distaccate a seguito della collisione del braccio della gru ed è stata riaperta alla circolazione.

Gabbie Vuote ODV Firenze: Esiste solo ciò che si conosce

Gabbie Vuote ODV Firenze: Esiste solo ciò che si conosce

Dopo decine di anni dal primo segnale d’allarme lanciato dalle associazioni ecologiste, l’ambiente è finalmente venuto alla ribalta. Ambiente, parola quasi astratta, ma concretamente incisiva per ogni vita, umana, animale e vegetale.

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Abbiamo compiuto le due prime fasi che Stuart Mill aveva preannunciato parlando delle “nuove idee”: prima si ridicolizzano, poi si discutono, infine si accettano.

Noi stiamo accettando che ci siano problemi per la nostra Terra ma siamo restii a risolverli.

In questo periodo si parla molto del cambiamento climatico. Si parla appunto. Degli effetti ma non delle cause. Di tutte le cause anche di quella prioritaria degli allevamenti intensivi con le loro emissioni e la conseguente deforestazione.

Per questo, per dare spazio all’informazione negata vi sottoponiamo una relazione “Gli animali in Italia” https://www.gabbievuote.it/gli-animali-in-italia.html che può servire a illuminare ciò che resta troppo spesso, quasi sempre, dietro le quinte.

Mariangela Corrieri

Presidente Associazione Gabbie Vuote ODV Firenze

Dieci poesie di Lina Cattermole (Contessa Lara), di Donatella Pezzino

Di notte

Luna, un tuo raggio bianco
Ricama, argenteo filo, il mio giaciglio,
Dove inquieto volgesi
Di dolore in dolore il corpo stanco
E cerca sogni il ciglio.

Un buio folto e nero
Ingombra il resto de la stanza: ed io
Qui medito e fantastico
Su questo fil di luce e quel mistero;
Luna, è il costume mio.

D’ogni cosa le forme
La notte avvolge, in terra, in ciel, ne’l core;
E se un raggio ne illumina
Non bacia che le coltri ove si dorme,
Dove s’ama e si muore.

*

Impressione

Nella sala da pranzo ampia e fiorita
D’antichi arazzi, il sol s’indugia un poco
In una lista d’oro scolorita,
Mentre scoppietta nel camin il fuoco.
E’ un tramonto d’inverno. Ecco la vita.
Ecco quale vorrei che a poco a poco
Mi fuggisse dagli occhi, scolorita;
Mentre in una quiete ampia e fiorita
Gli ultimi sprazzi ancòr mandasse il fuoco.

*

Desiderio

O povere mie carte, e resterete
Con secchi fiori e ciocche di capelli,
Rinchiuse entro uno stipo, in fra segrete
Ricordanze de’ miei giorni più belli!

Non è per voi di gloria avida sete
Il duol che fa che in pianto io vi favelli,
Io che sol chiedo a l’arte intime e liete
Larve onde il ver per poco si cancelli.

Ma egli è il desio d’una manaccia bianca
Che vi scompigli un dì, ne la parola
Cercando questa offesa anima stanca:

La man che chiude gli occhi e che consola
Quando la vita ne la madre manca.
Voi, carte, ingiallirete, io morrò sola.

*

Alba

Apro i vetri e respiro. Appar l’aurora
Tremolando de’ monti in su la cresta;
Cupo è il verde de i boschi, e non ancora
De’l sole a’l bacio la natura è desta.

Fu lunga e tetra la mia notte, ed ora
Che l’alba sorge vaporosa e mesta,
Co’l tedio che in me vive e mi divora,
Chiedo qual nuova lotta il dì m’appresta.

Ahi, non gioie d’amor né sogni d’arte
Che m’assentano l’estasi o l’oblio,
Che m’infiammino il sangue od il pensiero!

Ma quando il sol da i nostri occhi si parte,
Verrò pace chiamando, angelo mio,
Là dove dormi tu ne’l cimitero. Continua a leggere “Dieci poesie di Lina Cattermole (Contessa Lara), di Donatella Pezzino”

David Cintolesi, scrittore fiorentino, si presenta ai lettori di Alessandria today

David Cintolesi, scrittore fiorentino, si presenta ai lettori di Alessandria today

di Pier Carlo Lava

Alessandria today è lieta di presentare ai lettori la biografia dello scrittore fiorentino David Cintolesi, del quale in seguito verrà pubblicata anche un intervista in esclusiva per il blog, a cura del poeta Marcello Comitini.

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Biografia autore

David Cintolesi è nato a Firenze nel 1988 dove vive tutt’ora. È studente universitario iscritto al corso “P.r.o.Ge.A.S.” (Organizzazione e Gestione di Eventi Imprese per l’Arte e lo Spettacolo) al terzo anno, e per pagarsi gli studi svolge saltuariamente piccoli lavoretti.

Dopo aver avuto alcune esperienze nel campo della musica come cantante singolo e con gruppi, con i quali ha inciso demo e realizzato concerti, ha capito che la scrittura narrativa e la vita degli altri era ciò che gli interessava veramente. E, influenzato dai romanzi di Stephen King, Niccolò Ammaniti e i minimalisti americani ha deciso di provare a raccontare storie.

In campo editoriale, ha partecipato nel 2017 all’antologia di racconti “L’amore e le sue sfumature”, pubblicata dal sito letterario http://braviautori.com, in formato E-book ed Epub, con un racconto ironico dal titolo “Prendiamoci una pausa” e distribuito sui maggiori Store online. Continua a leggere “David Cintolesi, scrittore fiorentino, si presenta ai lettori di Alessandria today”

Traffico di cuccioli, sequestrati 226 cani. lanazione.it

Tre persone denunciate a Barberino di Mugello anche per la detenzione abusiva di armi da fuoco.

Barberino di Mugello (Firenze), 14 dicembre 2018 – Il controllo in un allevamento di cani a Barberino di Mugello, in un’area di campagna, ha scoperchiato un calderone di irregolarità di tutti i tipi: dagli abusi edilizi alla detenzione illecita di armi da fuoco e anche un presunto traffico di cuccioli.

Il controllo è stato effettuato dai carabinieri forestali insieme alla Polizia Municipale Unione Mugello, alla Guardia di Finanza di Borgo San Lorenzo e all’Unità Funzionale complessa d’Igiene Urbana Veterinaria dell’Asl.

Sorgente: Traffico di cuccioli, sequestrati 226 cani – Cronaca – lanazione.it

Paura per un’intera famiglia: babbo, mamma e figli intossicati dal monossido di carbonio. lanazione.it

E’ successo a Rignano. Sono stati tutti trasferiti in ospedale. I bimbi di uno e cinque anni al Meyer.

Sorgente: Paura per un’intera famiglia: babbo, mamma e figli intossicati dal monossido di carbonio – Cronaca

“Il fiume ha inghiottito il mio Davide. Gli ho gridato: ‘non buttarti’. Ed è sparito”. lanazione.it

Riccardo Pellegrini, sorretto da parenti e amici mentre assiste alle ricerche del figlio

Lo strazio del padre di Davide Pellegrini disperso in Arno da mercoledì notte. Ricerche a tappeto anche nella giornata di oggi, venerdì 14 dicembre.

Pisa, 14 dicembre 2018 – Ha fatto una cavolata. Gli avevo detto di non tuffarsi. L’ho visto sparire nel buio. Davide, perché non mi hai ascoltato?». Papà Riccardo non si dà pace. Anche ieri, dopo una notte terribile trascorsa lungo le rive dell’Arno, ha voluto partecipare alle ricerche del figlio Davide Pellegrini presidiando per ore la base nautica dei vigili del fuoco lungo viale D’Annunzio. Poi i parenti lo hanno convinto a rientrare alla ‘casa del retone’ alle Tre buche, ad un paio di chilometri di distanza. Lì da dove tutto ha avuto inizio. Lì dove già dalla tarda serata di mercoledì e per tutta la giornata di ieri si sono radunati amici e familiari: un via vai continuo, senza soluzione di continuità per condividere il dolore.

Sorgente: “Il fiume ha inghiottito il mio Davide. Gli ho gridato: ‘non buttarti’. Ed è sparito” – Cronaca