Momenti di poesia, Ora che sono tornata di Grazia Denaro

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Ora che sono tornata

sono vuote le strade

non c’è più quel vociare

quel via vai di gente

che le rendeva allegre.

 

Cerco tra i miei affetti,

anche i più lontani

ma nessuno risponde

al mio richiamo.

 

Il sole sembra malato

malgrado si sia in piena estate,

solo il vento sembra voler interloquire

ma l’aura che aleggia d’attorno

tende a rompere ogni approccio.

 

So che la consuetudine

non è dei tempi spezzati,

si formano mancanze e vuoti

impossibili da colmare.

Non si può rincorrere

ciò che non c’è più

e a cui eravamo tanto attaccati…

meglio custodirlo

al fondo dell’anima

come prezioso segreto.

 

@Grazia Denaro@

San Vito lo Capo – Grazia Denaro

Mare azzurro, sabbia bianchissima, quasi caraibica, palme, vegetazione e l’imponente Monte Monaco che delinea i contorni. Fare un viaggio a San Vito lo Capo significa scoprire un autentico angolo di Sicilia, in provincia di Trapani.

Lungo la costa occidentale dell’isola, questa città vi affascinerà per la sua posizione, per il centro storico e per le sue incredibili (e pluripremiate) spiagge. In questo articolo abbiamo realizzato una utile guida a cosa vedere, alle spiagge più belle e alle informazioni utili per raggiungere San Vito Lo Capo.

San Vito lo Capo

San Vito è incastonato tra la piana dell’Egitarso e il Promontorio di Monte Monaco. Si trova a poco più di 40 km da Trapani ed è famoso in tutto il mondo per le sue spiagge caraibiche e per il Cous Cous Fest, il festival di sapori e civiltà che ogni anno celebra il cous cous come piatto della pace e dell’integrazione.

San Vito è anche un bellissimo borgo caratterizzato tipiche casette bianche dei pescatori e da stradine strette che profumano di bouganville, circondato da paesaggi naturali incredibili; troverete a poca distanza dal mare uliveti, vigneti e mandorli e due incredibili luoghi naturali che meritano una visita: la Riserva dello Zingaro e la Riservadi monte Monaco.

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Cosa vedere

Cosa vedere a San Vito lo Capo? Di seguito trovate la lista delle attrazioni da non perdere a San Vito e dintorni

  • Santuario di San Vito Lo Capo, Piazza Santuario
  • Cappella di Santa Crescenzia, Contrada Valanga
  • Faro di San Vito, Via Faro
  • Riserva dello Zingaro
  • Tonnara del Secco, Via del Secco
  • Monte Monaco
  • Riserva Monte Cofano
  • Caletta del bue Marino, Contrada di Macari
  • Scopello, Castellammare del Golfo
  • Grotta Mangiapane, Custonaci

La vostra visita alla città non può che iniziare dal Santuario, la Chiesa Madre, che sorge su quella che era una vecchia fortezza realizzata nel 300 dai Saraceni. Non perdete una passeggiata al Faro, simbolo di San Vito Lo Capo che è in funzione dal 1959. Raggiungete la torre Falta 43 metri, la fatica sarà ampiamente ripagata.

Nelle vicinanze del Porto troverete il Torrazzo di San Vito Lo Capo, una piccola torre araba utilizzata come guardia della tonnara. Non troppo distante dal paese, in una zona conosciuta come Contrada Valanga, fate visita alla Cappella di Santa Crescenzia, una piccola cappella in stile moresco realizzata in onore della nutrice di San Vito. Continua a leggere “San Vito lo Capo – Grazia Denaro”

Momenti di poesia, Questo mare giallo di Grazia Denaro

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In questa splendente giornata di sole

è germogliato il grano all’improvviso.

 

Osservo un mare giallo oro

che fluttua dolcemente all’alito di vento

e in cui risaltano qua e là papaveri

a disegnare proficue macchie  di rosso colore

che si offrono al cielo, omaggio della natura

risvegliata a nuova vita.

 

Mi sorge un sogno

portato da bagliori gioiosi di pensieri

mentre lo sguardo si perde

in questo mare ondeggiante

che domani donerà

il suo seme abbondante.

 

Il rosso tramonto pare voler abbracciare

quest’onda fluttuante

con un colore acceso d’amante.

 

Profumo di terra smossa appena bagnata

il vento muove in soave folata

come dono da inalare a me

che ammirata da tanta beltà rimiro emozionata.

 

@Grazia Denaro@

Momenti di poesia, In quella grotta di Grazia Denaro

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Entriamo in quella grotta

esponiamoci ai riflessi della luce

che giocano col sole

carezzando l’acqua in spicchi d’oro.

 

Palpabili muschi nel carezzare curve

arricciano la pelle in fremiti di sensi

ad accendere purpureo desiderio

che inspira e spinge a fondo

in anfratti nascosti d’umido sapore

e fessure arcane di molecole spore.

 

Sassi giocosi

si offrono alla vista ed al tatto

in un gioco di mani esperte

 dischiuse a calde e passionali carezze.

 

In un toccar d’affondo

si sente all’unisono il giubilo di un grido

e il riecheggiare di un gioioso sorriso.

 

@Grazia Denaro@

La scala dei turchi, di Grazia Denaro

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In Sicilia c’è una meraviglia da visitare, si trova lungo la costa di Agrigento ed è un paradiso naturale plasmato dall’incessante lavoro del mare e del vento. È la Scala dei Turchi, una falesia bianca come il latte che si erge a strapiombo sul mare.

La Scala dei Turchi si trova a Realmonte, in provincia di Agrigento, sembra scolpita dalla sapiente mano di un artista e protegge alcune tra le più belle spiagge della Sicilia. È costituita da una roccia sedimentaria di natura calcarea ed argillosa, la marna, dal caratteristico colore bianco.

Scala dei Turchi 

La Scala dei Turchi sembra sospesa tra cielo e mare, e si trova non troppo distante da Porto Empedocle. Il suo nome è legato alla leggenda secondo cui il luogo era il riparo delle navi turche i quali salivano i gradoni nella roccia per a depredare i luoghi lungo la costa. La tipica forma a scalinata è dovuta al processo di erosione causato da acqua e vento.

Questa scogliera mozzafiato si erge tra spiaggette di sabbia dorata, per raggiungerle occorre passeggiare lungo la scala naturale di pietra calcarea,  dall’alto della sua sommità il panorama è bellissimo, abbraccia tutta la costa di Agrigento fino a Capo Rossello.

In questo angolo di paradiso troverete calette riparate e angoli di paradiso protette dalla roccia bianca, per raggiungere occorre un po’ di fatica ma sarete ricompensati dalla meraviglia. La scala è stata magistralmente descritta da Andrea Camilleri nella sua opera la prima indagine di Montalbano.

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Apertura 2019

Finalmente, dopo qualche anno di attesa, riaprirà al pubblico l’unico accesso via terra alla Scala dei Turchi. Da dicembre 2017 infatti, un’ordinanza del Comune di Realmonte, ne impediva il transito a causa della caduta di massi.

Notizie immagini dell’articolo raccolte dal Web.

Selinunte, di Grazia Denaro

Arte e cultura della Scilia Occidentale

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Selinunte, nel periodo che va dal V al III secolo a.C., è stata un’antica città greca che si trova sul litorale sud-ovest della Sicilia occidentale.

Adesso fa parte del territorio del comune di Castelvetrano, in provincia di Trapani. Il suo Parco Archeologico è il più grande d’Europa. Ma questa località ha anche molto da offrire a chi desidera trascorrere un periodo di vacanza all’insegna del mare e del completo relax. Spiagge incontaminate e una suggestiva Area Protetta Marina.

Oltre alle bellezze paesaggistiche, nella stagione estiva, si ha modo di gustare nei ristoranti lungo il litorale i prodotti tipici e le prelibatezze della cultura gastronomica siciliana.

Ma adesso iniziamo esplorare le bellezze naturali, artistiche e archeologiche di una realtà alquanto suggestiva, come Selinunte.

 

Selinunte è una località molto ricca di storia per via del suo Parco Archeologico che si estende per oltre 1700 km quadrati e ci offre tantissime testimonianze della dominazione greca di cui ha subito l’influenza nell’antichità. Al suo interno, si possono visitare ben 5 templi di cui solo uno è stato ricostruito per intero, il Tempio di Era.
Molti reperti rinvenuti sono stati trasferiti al Museo Archeologico di Palermo. Eccetto la statua di Efebo che è rimasta in zona e può essere visitata al Museo Comunale di Castelvetrano.
Tra i siti di interesse archeologico, che si trovano all’interno del Parco, si segnala l’Acropoli dedicata alle divinità greche. Molto probabilmente in parte era anche abitata durante il periodo di dominazione greco-punico.

Da non perdere anche l’affascinante Malophoros, il santuario di Demetra Malophoros, una divinità al tempo invocata in più aree della Sicilia. Nella collina orientale del Parco si trovano 3 dei più antichi e grandi Templi greci, risalenti intorno alla metà del V secolo a.C..

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Parco Archeologico di Selinunte

 

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Tempio di Demetra

Momenti di poesia, Una sola melodia di Grazia Denaro

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Fu il rosa tenue del cielo

ad incantarci in quella mattina

d’inizio primavera,

quel frusciare di spighe

che l’alito di vento sprigionava

tra il rifulgere del sole

che unì nell’abbraccio

le nostre essenze.

 

Fu quel navigare in simbiosi

colmo di parole suadenti

tra il cielo dei nostri sguardi

con le mani nelle mani

come chicchi di frumento

posti sotto un caldo manto

che agì come rintocco

di campane a festa.

 

Nella bellezza della natura

sentimmo come

se ogni cosa per noi

fosse stata creata

apposta in quel momento

i fiori, la primavera, il firmamento:

 

gioia e fine coesi

in una sola melodia.

 

@Grazia Denaro@

Il Duomo di Messina, di Grazia Denaro

Il Duomo di Messina, Arte, storia, cultura.

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Il Duomo di Messina risale al 1120.

Fu costruito per volere del re Ruggero II, dopo varie distruzioni e terremoti  fu ricostruito sempre attinente all’arte normanna.

La facciata esterna della cattedrale contenente tre portali esterni: una centrale e due laterali, conserva nella parte inferiore fasce marmoree policrome che in origine la ricoprivano interamente.

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Il Campanile costruito dopo il terremoto  del 1908 su progetto dell’architetto Valenti, ha un’altezza di 60 m. e poggia su base quadrata di m. 9,60 di lato.

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Il Campanile  della Cattedrale di Messina racchiude al suo interno il complesso meccanico del più grande orologio che esiste al mondo. Sull’altra facciata del campanile prospicente la piazza del Duomo si osserva un globo dorato che rappresenta le fasi della luna, sotto di esso vi è il planetari col sistema solare ed i segni dello zodiaco.

Col suo movimento l’orologio meccanico aziona le grandi figure in bronzo doratoche rappresentano momenti di fede e fatti storici della città. Continua a leggere “Il Duomo di Messina, di Grazia Denaro”

Antonia Pozzi una poetessa e non solo… di Stefania Pellegrini

guardava e scriveva versi…
…guardava e scattava foto.

“Sola come la prima anima della terra/ portata avanti dal quel vento/ che non è neppur vento/ che è come il tremito leggero del silenzio(…)”

Antonia Pozzi, una donna che aveva scelto la libertà, e ne ha pagato un prezzo molto alto, ha vissuto, amato con tutta se stessa e sofferto.

Osteggiata, dalla sua famiglia benestante, ben pensante, autoritaria, ha amato intensamente il suo professore di liceo Antonio Maria Cervi, troppo grande, troppo rumoroso, e ha dovuto rinunciarvi per abbandono nel 1933. La relazione d’amore venne interrotta proprio dal professor Cervi.

Ha sofferto per la mancata comprensione della sua poesia: il suo talento fu incompreso persino dalla cerchia di intellettuali colti di cui faceva parte parte il suo professore all’Università, il filosofo Antonio Banfi. I suoi versi venivano considerati troppo sentimentali, troppo femminili.

“o lasciate che io sia una cosa di nessuno/ per queste vecchie strade in cui la sera affonda / O lasciate ch’io mi perda / ombra nell’ombra / gli occhi / due coppe alzate / verso l’ultima luce / (…)

Antonia Pozzi, nasce a Milano il 13 Febbraio 1912 in una famiglia facoltosa, il padre è un noto avvocato milanese e la madre una contessa. Antonia scrive le prime poesie ancora adolescente. Appassionata di montagna, alpinista e sciatrice socia del Cai di Milano, morirà suicida nei giorni in cui si stanno emanando le leggi razziali, il 3 Dicembre 1938.

“ E poi – se accadrà ch’io me ne vada / resterà qualcosa / di me / nel mio mondo / resterà un’esile scìa di silenzio in mezzo alle voci / un tenue fiato di bianco / in cuore all’azzurro /(…)”

La fragilità della sua anima, il superamento dei limiti prescritti per il suo ruolo femminile si trasformeranno presto in un fardello troppo pesante con cui convivere.

“Esita l’ultima luce / fra le dita congiunte dei pioppi / l’ombra trema di freddo e d’attesa / dentro di noi / e lenta muove intorno le braccia / per farci più soli / (…)”

Antonia, cercherà di esprimere con le parole l’autenticità dell’esistenza, non trovando verità nella propria. 
“.. Così dolce è sentirsi / una piccola ombra / in riva alla luce / così dolce serrarsi / contro il cuore e il silenzio / come la vita più fonda / (…)”

Il 15 settembre 1938, pochi mesi prima del suicidio, scrive all’amica Elvira Gandini: “Perché e così: prima si sbaglia, ci si perde, ci si arrampica per astratte impalcature intellettuali, finché la vita un bel giorno comincia, coi suoi gesti leggeri e sapienti, a richiamarci a lei” Continua a leggere “Antonia Pozzi una poetessa e non solo… di Stefania Pellegrini”

Arte&Mostre. Mostra collettiva d’Arte “AL FEMMINILE” in Cittadella (Alessandria). Servizio fotografico a cura di Maurizio Coscia (Sargon)

 

L’Associazione Culturale Libera Mente-Laboratorio di idee di Alessandria e MAC – Monferrato Arte e Cultura di Montemagno (AT) hanno organizzato in Cittadella ad Alessandria, presso i locali del FAI, la Mostra collettiva d’Arte “AL FEMMINILE” in cui hanno esposto le loro opere pittoriche, fotografiche, scultoree e di moda vari artisti locali. Di seguito, presento in slideshow le immagini che ho scattato presso l’esposizione artistica.

La mostra è ancora visitabile:

Sabato e domenica, 20 e 21 luglio 2019, dalle ore 15:00 alle ore 18:30

 

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Gli artisti presenti con le loro opere sono:

PITTURA: Elisa Guasco, Giuseppe Valpreda, Mario Stringer, Paolo Rosso, Luisa Porporato, Laura Pelletta, Milena Paro, Silvia Grillone, Patrizia Gozzellino, Roberta Giacobbi, Lorenza Ferraro, Giovanna Catania, Giuseppina Carraro Springor, Anna Borgna, Barbara Ricaldone, Tony Frisina e Giuliano Saba.

FOTOGRAFIA: Emanuele Boffa, Marco Ferrero, Paolo Manina, Giorgio Stella, Vittorio Destro, Giorgio Lupano, Giusy Vitgilio.

SCULTURA: Livio Boscolo, Giulia Zanconato, Giuliano Saba, Giorgia Sanlorenzo.

STILISTA: Laura Bogetto.

Durante la mia visita ho anche avuto il piacere di incontrare l’artista poliedrico Giuliano Saba, il quale è poeta, pittore e scultore e ha partecipato alla mostra collettiva con due opere molto interessanti, una scultura ed un dipinto. L’artista ha, in precedenza, esposto presso:

  • la Floreale in Alessandria nel 2014
  • la Chiesa Templare Francescana in Alessandria nel 2014
  • il Complesso Monumentale di Santa Croce a Bosco Marengo (AL)
  • la “Prima Biennale d’Arte in Alessandria”, Omnia Libera Mente nel 2015
  • l’evento artistico “Dal Design all’Arte” a Milano nel 2018
  • la Prima Rassegna d’Arte Internazionale Contemporanea a Piacenza nel 2018
  • la Cinquantasettesima Biennale d’Arte a Venezia nel 2018

Di seguito, le immagini riferite alle opere di Giuliano Saba in esposizione presso la Mostra collettiva d’Arte “AL FEMMINILE”.

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Giuliano Saba, scultura,”La Follia… triangolo amoroso, circolo vizioso, menti quadrate”

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Giuliano Saba, dipinto, “Mare Nostrum”

 

 

 

Emozioni d’arte : dal colore al bianco e nero, di Lia Tommi

Venerdì 21 giugno alle ore 17,30 , vernissage della mostra ” Dal colore al bianco e nero ” , emozioni d’arte di Niki Taverna e Sergio Maranzana. L’esposizione si tiene in Corso Roma, 140, ad Alessandria, e sarà aperta fino a mercoledì 26 giugno.

Niki TAVERNA è nata ad Alessandria, dove risiede. Ha frequentato
l’Accademia d’Arte Ligustica di Genova , poi si è dedicata alla progettazione
d’interni avviando un proprio studio professionale ,realizzando il foyer del
Teatro Comunale e la progettazione interna del Centro Agorà di Alessandria
oltre a negozi e abitazioni private. E’ sempre stata una creativa sperimentando
negli anni tecniche artistiche differenti : ceramica, restauro , modellato in creta;
la pittura però ha sempre occupato un posto importante e da molti anni è la
sua attivita’ e interesse principale. Ha ricevuto le prime nozioni artistiche dallo
scomparso pittore alessandrino Pietro Villa ,è stata allieva del Maestro Fontana a Milano , attraverso il quale si è accostata alla tecnica dell’acquerello figurativo , ma è poi passata all’informale elaborando una tecnica mista carta /acquerello, plasmando la materia cartacea con i toni trasparenti e solari dell’acquerello, utilizzando qualche volta acrilico e stoffa realizzando opere allusive della realtà quasi tridimensionali. Ha partecipato a molte collettive e personali in Piemonte , Liguria , Lombardia , Toscana , Emilia-Romagna.

SERGIO MARANZANA Fotoamatore per passione dal 1987, si è avvicinato alla fotografia iscrivendosi al Fotoclub Gamondio di Castellazzo Bormida, dove è nato e risiede, partecipando da subito a numerosi concorsi fotografici e ottenendo nel 1993 l’onoreficenza A.F.I.(artista fotografo italiano), grazie alle tante ammissioni e premi F.I.A.F. conseguiti.
Presidente del Fotoclub Gamondio dal 1996 al 2013, ha organizzato con l’associazione numerose mostre e proiezioni con temi di attualità, nonché l’annuale Calendario fotografico realizzato continuativamente fin dal 1993. Dai primi anni 2000 collabora con alcune Cantine Vinicole ed Associazioni varie, fornendo fotografie per la realizzazione di calendari e pubblicazioni.
Dal 2006, presso l’UNITRE di Castellazzo tiene il Corso di fotografia con tecnica sia analogica che digitale, mentre dal 2012 collabora col F.A.I. (Gruppo di Castellazzo) per la realizzazione e gestione mostre nelle varie manifestazioni; infine dal 2013 è iscritto al circolo culturale FERRARI di Acqui Terme dove partecipa a mostre collettive.
Ultimamente ho esposto con “personali” ad Acqui Terme, Cogoleto e Champoluc.
Nel corso della sua ultra trentennale passione ha trattato pressochè tutte le tematiche spaziando dalla paesaggistica all’architettura, alla ritrattistica, ed ultimamente è affascinato dalla Street ph. e fotografia minimalista .

Vittorio Destro, un alessandrino con una grande passione per la fotografia

Vittorio Destro, un alessandrino con una grande passione per la fotografia

di Pier Carlo Lava

Alessandria today: Oggi pomeriggio quasi per caso al caffè alessandrino di piazza Garibaldi, ho voluto incontrare Vittorio Destro che considero un amico oltre che un valido collaboratore per i servizi fotografici del blog e che mi capita sovente di vederlo all’opera con la sua fedele macchina fotografica in occasione degli eventi culturali della città ai quali lui non manca quasi mai.

L’obiettivo era quello di approfondire da parte mia la sua conoscenza e sopratutto di farlo apprezzare ulteriormente dai tantissimi visitatori di Alessandria today che ancora non lo conoscono, devo dire che quando gli ho manifestato la mia intenzione non è stato facile convincerlo perchè contrariamente alla maggioranza delle persone non ama molto mettersi in mostra, se non con le sue foto sulla sua pagina facebook.

Pertanto dato che non era preparata non la si può considerare una classica intervista come molte altre che si possono vedere sulla mia pagina Youtube, la definirei piuttosto una piacevole chiaccherata fra amici che chi è interessato potrà ascoltare vedendo il video, sono certo che nessuno di chi avrà voglia di farlo rimarrà deluso.

video: https://youtu.be/nk6k2xMiigk

Vittorio Destro, un alessandrino con una grande passione per la fotografia

Vittorio Destro, un alessandrino con una grande passione per la fotografia

di Pier Carlo Lava

Alessandria today: Oggi pomeriggio quasi per caso al caffè alessandrino di piazza Garibaldi, ho voluto incontrare Vittorio Destro che considero un amico oltre che un valido collaboratore per i servizi fotografici del blog e che mi capita sovente di vederlo all’opera con la sua fedele macchina fotografica in occasione degli eventi culturali della città ai quali lui non manca quasi mai.

L’obiettivo era quello di approfondire da parte mia la sua conoscenza e sopratutto di farlo apprezzare ulteriormente dai tantissimi visitatori di Alessandria today che ancora non lo conoscono, devo dire che quando gli ho manifestato la mia intenzione non è stato facile convincerlo perchè contrariamente alla maggioranza delle persone non ama molto mettersi in mostra, se non con le sue foto sulla sua pagina facebook.

Pertanto dato che non era preparata non la si può considerare una classica intervista come molte altre che si possono vedere sulla mia pagina Youtube, la definirei piuttosto una piacevole chiaccherata fra amici che chi è interessato potrà ascoltare vedendo il video, sono certo che nessuno di chi avrà voglia di farlo rimarrà deluso.

video: https://youtu.be/nk6k2xMiigk

SEZIONE POLACCA: Fotografia – Wiosna, wiosna, ach to Ty!

(by I.T.Kostka)

Szukam oryginalności w zdjęciach i w wersach, lubię myśli nieuczesane i rozwichrzone jak moja czupryna. Mimo wszystko nie potrafię przejść obojętnie obok spektaklu natury, który eksploduje orgią kolorów każdej wiosny. Może to dla niektórych banalne i wyświechtane, ale kwitnące magnolie, krzewy i drzewa owocowe zatykają dech w piersiach. Czasami i ja pozwalam sobie na chwilę poetyckiej łagodności!

I szczęście rozkwita
w wyjałowionej po zimie duszy,
gdy magnolie ubierają się w kwiaty.

Chowam pazury,
bo wiosna pragnie miłości
i pieszczot tak,
jak dziecko słodkiego cukierka.

Suknie wiśni powiewają na wietrze
gubiąc płatki w alejkach parku,
rozkręca się zardzewiały zegar życia
a każdy liść to odrodzenie młodości.

Otulę nagą duszę wonią kwiecia,
powędruję na kres świata
w starych, ukochanych sandałkach.

Tekst i zdjęcia zatrzymane w kadrze na przedmieściach Mediolanu, 2019.

Izabella Teresa Kostka © copyright

FOTOGRAFIA: Il fascino inquieto e terminale del “Black and White”

Verso la liberazione, al fiume Lambro, provincia di Milano, foto©kostka

(by I.T.K)

Oggi, ai tempi della supremazia dei colori, dei dispositivi digitali in grado di regalarci in qualsiasi momento delle immagini scattate con perfezione e nitidezza sorprendenti, vorrei dedicare un attimo di riflessione alla drammatica e gotica bellezza degli scatti in bianco e nero. Il loro oscuro fascino mi attrae da sempre, soprattutto la crudeltà e la magia inclusa nei contrasti, nel chiaro – scuro e nelle ombre ispirate ai dipinti di Caravaggio. Una fotografia priva di distrazione multicolore mette in evidenza la struttura degli oggetti stessi, trasformandoli spesso in forme sconosciute di espressione quasi psichedelica. La struttura delle cose e la prospettiva cambiano radicalmente, la natura e i paesaggi iniziano una seconda oscura vita, quella teatrale e inaspettata. Oserei dire ancora di più! Le visioni in bianco e nero presentano spesso l’unione perfetta tra il passato e la contemporaneità rivoluzionaria della stilistica del Realismo Terminale.

Buona visione.

Izabella Teresa Kostka

Foto: Izabella Teresa Kostka, diritti riservati

Prospettiva, le sponde del fiume Lambro, photo©kostka

Vecchia fabbrica trasformata in abitazioni recenti, photo©kostka

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