Perché un libro di racconti? Nota dell’Editore “ANTIPODES CASA EDITRICE” – “Fotografie scomposte”

Perché un libro di racconti? Nota dell’Editore “ANTIPODES CASA EDITRICE”

Quando “Fotografie scomposte” è arrivato alla nostra Redazione, questa è stata una domanda spontanea, poiché il libro di “Anna Pasquini” è, fuor di dubbio, un libro di racconti.

Spesso molti considerano questo genere letterario demodé, o di qualità inferiore al romanzo, forse più adatto ai bambini che agli adulti oppure un semplice esercizio di stile propedeutico all’apprendimento dell’arte della narrazione.

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Pur svolgendo questo lavoro da tanti anni raramente, come in questo caso, ci siamo ritrovati a stupirci di quante emozioni possano trasmettere poche parole sapientemente organizzate nello spazio di mezza pagina.

Siamo rimasti piacevolmente sorpresi dal nostro stesso desiderio di scoprire le altre avventure nascoste sotto il titolo successivo, d’immaginare ancora altri luoghi, altri tempi, altre vite guidati da uno stile elegante che con garbo, tenerezza e a volte anche ironia è capace di illustrare ciò che l’occhio non vede ma la mente costruisce e comprende.

Fotografie scomposte regala al lettore emozioni quotidiane, istantanee di vite che con semplicità descrivono universi personali e psicologie.

Attimi, catturati in percorsi esperienziali importanti o di poco conto che porteranno i protagonisti a riflessioni profonde e lasceranno a chi legge la sensazione di essere stato testimone di qualcosa d’importante, di un cambiamento o semplicemente una presa di coscienza, confidente di un personaggio che in poche righe è diventato protagonista assoluto ed è tornato nella penna dell’autrice. Basta questo a fugare ogni dubbio e a rispondere alla domanda.