Gilet gialli, 46 fermi a Parigi. Due morti oggi in incidenti, 8 vittime da inizio proteste

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Altre due vittime oggi per le manifestazioni dei gilet gialli in Francia, salgono così a otto i morti dall’inizio delle proteste. E nuovi scontri a Parigi. Una donna è rimasta uccisa stamane in un incidente sulla nazionale 2, a nord-est di Parigi, secondo quanto riferito dalla radio France Bleu Picardie. Secondo la ricostruzione, la vittima era in moto con il compagno.  Quando sono rimasti coinvolti in un blocco stradale dei gilet gialli, l’uomo ha fatto inversione di marcia ma sull’altra corsia arrivava una vettura che li ha travolti. La donna, 44 anni, è morta sul colpo.

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Attentato Strasburgo, è morto il giornalista italiano Antonio Megalizzi

Attentato Strasburgo, è morto il giornalista italiano Antonio Megalizzi

di Pier Carlo Lava

Anche Alessandria today si unisce al profondo cordoglio di tutti i media, dopo la triste notizia della morte del giornalista Antonio Megalizzi, colpito dal vile attentato terroristico di Strasburgo.

L’attentatore Cherik Chekatt è stato ucciso dalla Polizia dopo una sparatoria, ma niente potrà ridare la vita, i sogni e le speranze di un giovane che faceva il onestamente e con capacità suo lavoro, credendo nel futuro di un Europa dei popoli e delle persone.

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da: https://tg24.sky.it

Il giornalista 28enne è deceduto nell’ospedale di Hautepierre dove era ricoverato da martedì, quando è stato colpito da un proiettile alla testa durante l’attentato a Strasburgo. Le sue condizioni erano apparse da subito gravissime

Antonio Megalizzi non ce l’ha fatta. Il giornalista 28enne colpito alla testa durante l’attentato ai mercatini di Natale di Strasburgo (LE FOTO – LE TESTIMONIANZE) è morto nel pomeriggio di venerdì. Le sue condizioni erano apparse da subito molto gravi e i medici avevano fatto sapere che il giovane non poteva essere operato per la posizione in cui si trovava il proiettile. Continua a leggere “Attentato Strasburgo, è morto il giornalista italiano Antonio Megalizzi”

Rapporto deficit – pil, ecco perché la Francia può permettersi di sforare e l’Italia no. Repubblica.it

Il paragone non regge perché i parametri sono diversi: dal tasso di crescita alla disoccupazione, dal debito allo spread. Il confronto è tra un’economia sana e una quasi in recessione.

di ROBERTO PETRINI

Il paragone tra Francia e Italia, purtroppo per noi, non regge. Con i cugini d’Oltralpe condividiamo molte cose ma non lo stato dell’Economia. A confrontare i dati pubblicati dalle Autumn Forecast della Commissione Europea, ora sotto il tiro dei gialloverdi che reclamano egual trattamento, le differenze sono rilevanti.

A partire dal tono dell’economia, brillante in Francia e vicino alla recessione in Italia: Parigi viaggia il prossimo anno all’1,6 per cento e noi siamo sotto l’1, come ci attestano tutti i previsori internazionali, se andrà bene. Investimenti e disoccupazione in calo al 9 per cento in Francia, investimenti che stentano e disoccupazione al 10,4 per cento in Italia.

La partita si potrebbe chiudere qui, se non fosse che i gialloverdi pretendono che all’Italia venga concesso lo stesso – ipotetico – trattamento della Francia e dunque che non venga aperta la procedura d’infrazione.

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La Francia conta i danni della crisi dei gilet gialli. L’Huffington Post

Frena il Pil, cala il sentiment delle imprese, pmi stima 10 miliardi di perdite. Macron riceve i leader di sindacati e imprese, in attesa degli annunci serali

Sorgente: La Francia conta i danni della crisi dei gilet gialli | L’Huffington Post

Non invidiate i gilet gialli, di Marco Cedolin

Non invidiate i gilet gialli, di Marco Cedolin

Fonte: Il Corrosivo
Non invidiate i gilet gialli francesi, stanno lottando per ottenere risultati politici che in Italia abbiamo già.

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È quasi impossibile non provare simpatia per la rivolta dei gilet gialli che sta mettendo a ferro e fuoco la Francia, una protesta per molti versi trasversale e intergenerazionale che incarna il rifiuto di sempre più ampi strati della popolazione europea nei confronti della mondializzazione globalista e delle sue tossine che stanno pregiudicando il futuro di decine e decine di milioni di persone. Così come è impossibile non esternare ammirazione per tutti quei francesi che stanno mettendosi in gioco in prima persona, invadendo strade e piazze nel tentativo di cambiare qualcosa, additati dalla grancassa mediatica come violenti e facinorosi, nonostante stiano semplicemente tentando di far valere i propri diritti….

Ma oltre alla simpatia e all’ammirazione noi italiani siamo indotti giocoforza a provare anche un poco d’invidia per le masse di francesi che rivendicando i propri diritti  bloccano le strade scontrandosi con la polizia, mentre in Italia negli ultimi decenni se si escludono le legittime proteste contro il TAV in Val di Susa e la troppo presto abortita “insurrezione” dei Forconi, in strada hanno sfilato solamente studenti imbarazzati e senza un perché, centri sociali al soldo di Soros, antifascisti e antirazzisti impegnati nel sostenere la globalizzazione mondialista e la tratta degli schiavi e poco altro.
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La Francia da segni di confusione e disorientamento, di Claudio Martinotti Doria

La Francia da segni di confusione e disorientamento, di Claudio Martinotti Doria

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La Francia vive un momento di confusione e disorientamento che si rivela simbolicamente in numerose occasioni, tra cui la parata del 14 luglio, appena svoltasi, dove vi sono stati diversi imprevisti e incidenti, proprio davanti al presidente Macron e alla moglie/madre ultrasessantenne, che i media evitano di rammentare di averlo “stuprato” quando aveva 15 anni essendo la sua insegnante (negli USA si finisce in galera mediamente per quindici anni per questo reato), mentre la narrazione mainstream ovviamente edulcora l’avvenimento come commovente storia d’amore indipendente dall’età anagrafica.

Macron è uno dei leader psicopatici, sociopatici e megalomani indicati da psichiatri e studiosi internazionali, frutto di pesanti pressioni e condizionamenti esercitate su di lui dalla moglie, quando era adolescente e lei quarantenne, e da Attali il famoso finanziere e mentore che lo ha praticamente portato al successo occupandosi della sua formazione. In pratica si potrebbe affermare che la moglie e l’amico finanziere lo abbiano plasmato. Continua a leggere “La Francia da segni di confusione e disorientamento, di Claudio Martinotti Doria”

IL MONFERRATO DI RENATO LUPARIA PRESENTE AGLI INCONTRI DI FOTOGRAFIA DI ARLES (FRANCIA)

IL MONFERRATO DI RENATO LUPARIA PRESENTE AGLI INCONTRI DI FOTOGRAFIA DI ARLES (FRANCIA)

Arles

Conzano – C’ è anche il Monferrato del fotografo conzanese Renato Luparia nel volume “Italia Intina – dal Neorealismo, spunti di contemporaneità”, edito dall’ Archivio Fotografico Italiano che raccoglie le immagini fotografiche di sei fotografi italiani, oltre a Luparia: : Claudio Argentiero – Elio Ciol – Marco Ferrando – Giuseppe Leone –– Roberto Venegoni – Mario Vidor, con testi di importanti critici e la prefazione di Claudio Argentiero, Presidente AFI.

Il volume è stato presentato in Francia, a Arles,  con la mostra fotografica degli autori, nel contesto di “ Les rencontres de la photographie” grande evento internazionale che dal 1970, ogni estate presenta il massimo della fotografia internazionale contemporanea. Numerosissimo il pubblico presente al vernissage del 5 luglio, tra questi l’ Assessore alla Cultura di Arles e la Presidente del Comitato di Gemellaggio Arles-Vercelli,  Monique Veyres; ammiratissime le immagini in mostra, uno spaccato d’ Italia, dagli anni Cinquanta a oggi che hanno affascinato i presenti all’ evento inaugurale e anche i visitatori dei giorni successivi.

E’ la seconda volta che Renato Luparia, unico fotografo piemontese presente nel volume, propone le immagini del nostro bel Monferrato ad Arles, riscuotendo sempre numerosi consensi.

La mostra allestita presso lo spazio Rue du Pont 15 – Arles –  si conclude il 15 luglio.

Il Monferrato di Renato Luparia, presente agli incontri di fotografia di Arles (Francia)

Il Monferrato di Renato Luparia, presente agli incontri di fotografia di Arles (Francia)

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Conzano – C’ è anche il Monferrato del fotografo conzanese Renato Luparia nel volume “Italia Intina – dal Neorealismo, spunti di contemporaneità”, edito dall’ Archivio Fotografico Italiano che raccoglie le immagini fotografiche di sei fotografi italiani, oltre a Luparia: : Claudio Argentiero – Elio Ciol – Marco Ferrando – Giuseppe Leone –– Roberto Venegoni – Mario Vidor, con testi di importanti critici e la prefazione di Claudio Argentiero, Presidente AFI.

Il volume è stato presentato in Francia, a Arles,  con la mostra fotografica degli autori, nel contesto di “ Les rencontres de la photographie” grande evento internazionale che dal 1970, ogni estate presenta il massimo della fotografia internazionale contemporanea. Continua a leggere “Il Monferrato di Renato Luparia, presente agli incontri di fotografia di Arles (Francia)”

“Uccideteli tutti. Dio riconoscerà i suoi dagli altri”

Di Maria Luisa Pirrone

“Uccideteli tutti. Dio riconoscerà i suoi dagli altri”.

Capire da dove veniamo noi europei ci può aiutare a capire da dove vengono gli altri.

Luglio 1209. Si tramanda che con queste parole il legato dello Stato Pontificio Arnaud Amaury abbia ordinato la strage di Béziers, in Occitania, dove furono massacrate 20 mila persone indiscriminatamente per eliminare gli “eretici” Catari che vivevano tra loro.

Al di là della veridicità o meno della frase, il fatto storico documentato ci racconta che morirono uomini, donne, anziani, bambini sia catari che cattolici che ebrei.

“Corsero nella città agitando spade affilate, e fu allora che cominciarono il massacro e lo spaventoso macello. Uomini e donne, baroni, dame, bimbi in fasce vennero tutti spogliati e depredati e passati a fil di spada. Il terreno era coperto di sangue, cervella, frammenti di carne, tronchi senza arti, braccia e gambe mozzate, corpi squartati o sfondati, fegati e cuori tagliati a pezzi o spiaccicati. Era come se fossero piovuti dal cielo. Il sangue scorreva dappertutto per le strade, nei campi, sulla riva del fiume”.
Canzone della crociata albigese Continua a leggere ““Uccideteli tutti. Dio riconoscerà i suoi dagli altri””

Le Pen esulta per Salvini: “Con lui al potere sogniamo il ritorno delle nazioni”

Le Pen esulta per Salvini: “Con lui al potere sogniamo il ritorno delle nazioni”

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La leader del Front festeggia l’ingresso al governo dell’alleato leghista. I populisti francesi puntano a riunire e rafforzare i sovranisti europei

AP

La leader del Front National, l’estrema destra francese, Marine Le Pen

LEONARDO MARTINELLI  PARIGI

http://www.lastampa.it/

Il successo dell’amico Matteo Salvini ci voleva proprio a Marine Le Pen. La zarina dell’estrema destra francese è ancora in difficoltà un anno dopo la sconfitta alle presidenziali (anche se negli ultimi tempi risale nei sondaggi), senza contare quell’invisibile presenza della popolarissima nipote Marion Maréchal (ha appena fatto fuori l’imbarazzante «Le Pen» dal cognome sui social network): ufficialmente si è ritirata dalla vita politica ma il suo come-back aleggia sul capo della zia. Ecco, Marine aveva bisogno di un nuovo slancio. Ci ha pensato Matteo.    Continua a leggere “Le Pen esulta per Salvini: “Con lui al potere sogniamo il ritorno delle nazioni””

Un giudice di ferro fa chinare il capo a Bolloré, di Leonardo Martinelli. La Stampa

Un giudice di ferro fa chinare il capo a Bolloré

Tournaire tratta politici e imprenditori come normali delinquenti. Il fermo del finanziere arriva dopo i casi di Sarkozy, Tapie e Pupponi
AFP

Vincent Bolloré (al centro) parla con il presidente della Guinea Alpha Conde (terzo a sinistra), al suo fianco (secondo a sinistra) il primo ministro della Guinea Mohamed Said Fofana

Leonardo Martinelli Parigi

Niente li accomuna. Da una parte il distinto e brillante Vincent Bolloré. Dall’altra l’austero e discreto Serge Tournaire. Il magnate, uno degli uomini più potenti di Francia, sempre ben inserito nel mondo della politica. E il giudice istruttore, di cui esistono solo due misere foto, con la faccia scocciata che guarda chi le ha scattate, mentre lui cammina con uno zainetto sulle spalle, gli occhialini tondi davanti agli occhi.

I due, comunque, si sono incontrati durante lo stato di fermo del miliardario a Nanterre, alle porte di Parigi, per 36 ore di fila, fino alla sua iscrizione nel registro degli imputati. Perché Tournaire non guarda in faccia a nessuno. Neanche a Bolloré.

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Si sciolgono i ghiacciai, nel cuore dell’Europa la lite sui confini “mobili”, di Enrico Martinet. La Stampa

Si sciolgono i ghiacciai, nel cuore dell’Europa la lite sui confini “mobili”

Sempre più contenziosi tra Italia, Francia e Svizzera che rivendicano nuove porzioni di territorio

Lo scioglimento dei ghiacciai sul pianoro del Plateau Rosa tra Svizzera e Italia ha fatto «slittare» il rifugio «Guide del Cervino» da Cervinia a Zermatt

Enrico Martinet Aosta
 http://www.lastampa.it/

Bellicosi confini. Ma di ghiaccio, quelli tra Svizzera e Italia, in faccia al «nobile scoglio», il Cervino. Da una parte Zermatt, dall’altra Cervinia e in mezzo il pianoro glaciale del Plateau Rosa, a quasi 3500 metri.

La frontiera è lì: per colpa del cambiamento del clima, quel grado in più di media annua, si è liquefatta ed è diventata roccia instabile.

Il nuovo spartiacque, quindi confine che si è mangiato un altro terzo italico. E il rifugio «Guide del Cervino», lambito del ghiacciaio che si tuffa ripido verso l’Italia e a Nord si adagia lento in direzione Svizzera, è diventato per tre quarti elvetico.

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Macron porta l’agenda globalista al Congresso: “La strada è il multilateralismo”, di Paolo Mastrollili – La Stampa

Macron porta l’agenda globalista al Congresso: “La strada è il multilateralismo”

Il presidente francese invoca un nuovo ordine mondiale e chiede un nuovo accordo sull’Iran
AFP
Paolo Mastrollili  inviato a new york  http://www.lastampa.it

«Dobbiamo costruire un nuovo ordine mondiale per il Ventunesimo secolo, basato sul multilateralismo». È insieme l’esortazione la sfida che il presidente francese Macron ha lanciato agli Stati Uniti, con il discorso tenuto al Congresso davanti alle camere riunite.

Dall’Iran alla Siria, dalle guerre commerciali alla disuguaglianza provocata dalla globalizzazione, dall’accordo di Parigi sul clima alla protezione della privacy e la lotta alle fake news, il capo dell’Eliseo ha proposto un’agenda comune su cui Europa e Stati Uniti dovrebbero lavorare insieme, per contrastare le minacce a libertà e democrazia che vengono dal terrorismo, dall’incertezza economica, dal populismo.

Il convitato di pietra però era il collega Trump, che in sostanza Macron sta cercando di allontanare dalla linea anti globalista promossa dal suo ex consigliere Steve Bannon durante la campagna elettorale, per riportarlo verso un approccio multilaterale alla soluzione dei molti problemi che minacciano gli stessi valori su cui si è basata finora la civiltà occidentale.

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L’allarme di Macron sulla “guerra civile europea”

Macron

L’allarme di Macron sulla “guerra civile europea”
Emmanuel Macron, in difficoltà nella Francia sotto stress per gli scioperi, debutta all’Europarlamento con un richiamo contro gli egoismi nazionali: “Rischiamo una guerra civile, serve una nuova sovranità comune per un’Unione a 28, non un club guidato da Parigi o Berlino”.
“L’Europa che Macron sogna – commenta Gian Enrico Rusconi – è l’esatto opposto delle democrazie illiberali che stanno seducendo – sotto svariate forme (comprese le nostrane italiane) – molti cittadini europei”.
http://www.lastampa.it/2018/04/17/esteri/macron-agli-eurodeputati-rifondiamo-leuropa-o2ZRRlY6IxdkqSsVk6COAP/pagina.html

Con gli Cheminots o con Macron?

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Francia: ferrovieri ad altre varie categorie di lavoratori hanno dato vita ad una serie di proteste. In particolare i ferrovieri (Cheminots) francesi hanno proclamato due giorni di sciopero ogni cinque, per un totale di 36 giornate fino al 28 giugno creando sicuramente molti disagi per chi utilizza i treni.

Cosa succede? Il governo intende trasformare le SNCF da “établissement public à caractère industriel et commercial (EPIC)”  in quella che noi possiamo definire SpA come intervento principale per ridurre il debito di oltre 54 miliardi e abolendo le garanzie contrattuali, attualmente in vigore, per il personale nuovo assunto[1].

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