Giro vagando, di Franco Bonvini

Giro vagando, di Franco Bonvini

È solo un piccolo paesino sulle sponde
di un piccolo lago
quattro case e un solo sentiero
che va sulla riva.
E non è l’ uomo non è il ragazzo
che va girovagando
non è la ragazza carina
che si affaccia al balcone a guardare.
Forse le assomiglia solo un poco
forse non è neanche lei,
forse è solo vestita degli stessi colori.
Si affaccia una signora al balcone
dentro ha gli stessi colori
ti guarda passare vagando
ma sì forse non è neanche lui
così rientra nelle sue stanze
ha un baule che le racconta di lei.

Dietro ogni foto una data
sopra ogni data un foto,
e un vestitino leggero.

https://bonvinifranco.wordpress.com/2019/07/17/giro-vagando/

https://www.larecherche.it/testo.asp?Tabella=Poesia&Id=54203

C’è, di Franco Bonvini

C’è
io l’ ho visto
l’ ho visto e non so che forma ha.
L’ ho visto su un letto, dolorante
in una forma a me cara,
e io ero il dolore.
L’ ho visto piccolino, appena nato
cercare a piene mani le forme
indifeso.
L’ ho visto su altri letti
come lingua che scorre sulle labbra
sui clitoridi e sui prepuzi,
l’ ho visto prendere soldi per questo,
per due mani indifese.

Ho visto quello che credevo la sua forma andarsene
alla fine del dolore,
alla fine del mondo,
e ero sempre io il dolore.
L’ ho visto nascosto
guardarmi dietro l’ argento degli specchi
o nelle nebbie del lago.
L’ ho visto in pieno sole
e era un profumo.
L’ ho visto scorrere come un fiume
rosso
gonfiare le vene e i corpi cavernosi.

L’ho visto e non so che forma ha,
so che passa volando sul tempo
dietro l’ argento degli specchi
tende le mani indifese
lascia sempre qualcosa, sul comodino.

Sogna di essere amato.

Bollicine, di Franco Bonvini

Tutti quei poeti.

Proprio come le ragazze della Nuit, night in quel di Sondrio
quelle che si facevano offrire un prosecco, o altro, per alleggerire un po’ i clienti
quelle che poi magari ne prendevano un altro
perchè il posto non era un granchè
perchè il posto sembrasse più bello, un pò rosè
e i clienti meno stronzi.
Ma il posto non si faceva mai più bello..
finiva a borsettate e colpi di tacco dodici.

Tutti quei poeti.

Questo posto dove stiamo non gli piace
e allora si beve un caffè, dolce,
e ci fuma una sigaretta sopra,
poi magari si fa anche una canna per farlo più bello,
e un’altra per visioni di domani,
ma il posto non si fa mai più bello e allora si prende una pasticca,
o si inietta qualcosa nelle vene fin quando arriva al punto che si dimentica cos’è che doveva diventare più bello
ma continua a riempirlo di bollicine.

Sarà anche uno strano accostamento, con le ragazze della Nuite,
ma alla fine vomitano uguale nei bagni anonimi.
Facendo questo posto meno bello.

La musica offre sovente l’illusione di stati mistici. (Catta Renè Salvator).

E crea dipendenza, proprio come il vino, ma preferisco la musica. (franco)

Qui il tempo è incerto, di Franco Bonvini

https://bonvinifranco.wordpress.com/2019/05/26/qui-il-tempo-e-incerto/

Ci sono giorni in cui è come fosse qui davanti,
al davanzale, luminosa e sorridente.
Eccheppalle, sempre sorridente.. sarà mica una paresi? Direte.
Va bè.. non tutti ma alcuni giorni sono favorevoli
in quei giorni l’ aria è chiara e profumata
e la Madonnina guarda le cime dei monti
come dalle cime dei monti si vede la Madonnina.

Allora, in quei giorni, la vedo
come alla finestra, vista da un prato di trifogli e margherite.
Le persiane aperte, lei sta a guardare il cielo puntando il dito alle nuvole
e gode del sole e dei canti degli uccellini che riempono l’ aria.
La luce entra a quadrettini e le disegna una scacchiera sul corpo
sui seni, ponendo due pedine al sole.
Dentro la stanza è ancora buia.
Non sono più sul prato allora , ma dentro,
è sempre lei che vedo, da dietro,
col suo culo imponente nella penombra
guarda al cielo
cercando col dito nelle nuvole un segno
godendo del sole e dei canti
o solo dell’ aria, smossa da un pettirosso,
che muove le tende che le accarezzano i fianchi.
Nudi.
Oltre il sole è forte,
mi risucchia fuori nell’ aria, attraverso lei
e allora per un attimo mi vedo, come da dentro lei,
là fuori sul campo di trifogli e margherite
guardare al cielo
cercando col dito lo stesso segno.

Poi mi sveglio.
E scopro che qui invece il tempo è incerto
e così si sta, occhi al cielo
al punto dove le nubi son più leggere e passa la luce
e mentre si sta i fiori si stagliano ugualmente contro il cielo.
Lei non c’è ma appare velata tra le nuvole.
Così si sta, in attesa di un sorriso di sole.
Come una volpe in tana che aspetta che spiova
per correre al prato delle margherite.
Così si sta, in attesa che il cielo apra i veli.

Meraviglia, di Franco Bonvini

https://bonvinifranco.wordpress.com/2019/05/24/meraviglia-2/

Nuda,
oltre i vetri chiusi.
Le segrete stanze piene di sospiri.
Ma non è il vento che le accarezza i seni
o il sesso velato di nero.
Col viso in ombra, le mani scostano i veli.
Si inarca altissima verso un duro sogno,
ancheggiando a un misterioso visitatore
poi supina, affonda le dita nel mistero del mondo.
Il visitatore è steso, accanto a lei,
la guarda godere
ha lo stesso sesso, e le dita nello stesso mistero.
Nello specchio, sul muro, solo lei, e una gioia antica.
Ma ha un abito bianco da indossare
che steso al sole attende
e bianche lenzuola vuote.
Sulle mammelle spavalde
antiche e solitarie battaglie.
E Lui è solo uno scrittore che ne inventa i contorni,
steso accanto a un mistero.

Di là dell’ angolo,
il lago brilla.
Lui guarda il lago.
E l’ aria odora di calda meraviglia.

Munch, Madonna

MunchMadonna

«La pausa nella quale il mondo arresta il proprio corso / Il tuo aspetto racchiude tutta la bellezza della terra / Le tue labbra crèmisi come il frutto che matura / si allontanano l’una dall’altra come se soffrissero / Il sorriso di un cadavere / Adesso la vita porge la mano alla morte / Viene chiusa la catena che unisce mille generazioni / di morti a mille generazioni future».   (Edward Munch)

Il confine è un palco assolato, di Franco Bonvini

https://bonvinifranco.wordpress.com/2019/05/24/il-confine-e-un-palco-assolato/

Eppure è cosa nota,
ci avevano anche avvisato.
Attenti a non sudare!
Ma qui, in questa vecchia giovinezza non arrivano i consigli.

E così , in un pomeriggio di sole,
tra cavi elettrici, cavi audio,casse e elettronica
appare all’ orizzonte come un limite, un confine.
E ti devi sedere un attimo a guardarlo, sudato,
anche solo per rallentare il passo.
E’ proprio lì, oltre le spie che rimandano i suoni
sulla pista non ancora usata
dove i bimbi stanno già giocando,
impazienti e instancabili.

Oltre è terra d’esilio, straniera.
Colpevole d’ aver sudato..
Ma è solo un’ attimo.
Bisogna finire,
incanalare i cavi e i suoni al mixer,
che è in protezione anche lui, per il troppo sole
e non va, bisogna portarlo all’ ombra,
e poi fare il checksound.

A sera di sicuro farà più fresco
e il confine potrà attendere.
Al buio non si vedrà neanche più
nemmeno in lontananza.

Forse sarà un suono improvviso.

————————————————————————-

L’ anno scorso, dopo la festa del piccolo cottolengo Don Orione Seregno. ..e siamo ancora qua.. Quest’ anno danno pioggia, non c’è da stare attenti a non sudare.

 

DonOrione2

Franco Bonvini, sintesi di emozioni. Intervista a cura di Marcello Comitini

Franco Bonvini, sintesi di emozioni. Intervista a cura di Marcello Comitini

Dopo la biografia del  poeta Franco Bonvini, che trovate pubblicata a questo link
https://alessandria.today/2018/11/26/il-poeta-franco-bonvini-si-presenta-ai-lettori-di-alessandria-today/
Alessandria today ha il piacere di pubblicarne l’intervista.

Franco Bonvini
Franco Bonvini

Benvenuto, Franco!
Sono felice d’avere l’occasione di intervistarti e in particolare di presentarti ai lettori di Alessandria today. Devo subito sottolineare con piacere che, leggendo la tua biografia, si ha la gradevole sensazione di conoscerti bene perché hai la capacità di presentarti a cuore aperto. Questa intervista dunque non può avere altro scopo che consentire ai lettori di Alessandria today di approfondire la conoscenza delle tue attività letterarie e musicali.
Ho notato che la tua prima pubblicazione è avvenuta all’inizio di quest’anno 2018 . Hai iniziato a scrivere da giovane o da adulto? E com’è nata l’esigenza di scrivere poesie?

Questa è una gran domanda, e difficile. Ho iniziato da adulto, per non usare “anziano”, Già nonno ma non ancora in pensione come sono ora.
Non so se sia un’ esigenza, è nata leggendo poesie di grandi poeti ma anche di amici che mi hanno fatto conoscere questo mondo. Vedendo come riuscivano a descrivere emozioni che poi erano anche le mie.

Nella tua biografia affermi che non hai alcuna pretesa d’essere chiamato poeta. Tuttavia hai composto ben 529 poesie, come risulta dal sito La Recherche, che evidenzia anche 23 aforismi, 19 brani di narrativa, 27 riflessioni sui temi più diversi della vita. Non ti sembra di mostrarti eccessivamente modesto?

E’ vero, ho scritto parecchio ma all’inizio erano solo lì, alla Recherche, come fosse un mondo a parte, diverso dal mio, nel quale non sapevo se sarebbero state apprezzate.
Poi un giorno il mio batterista m’ ha “beccato” e gli sono pure piaciute, così ho cominciato a uscire un po’ su altri social, ancora non pubblico nella mia pagina fb però, solo su qualche gruppo di poesia o WordPress che ho aperto da quest’ anno.

Continua a leggere “Franco Bonvini, sintesi di emozioni. Intervista a cura di Marcello Comitini”

Primavera

https://bonvinifranco.wordpress.com/2019/03/22/primavera-2/

La strada per i monti mostra primavere antiche sempre nuove

I rossi sfacciati

e i bianchi purissimi

i rosa timidi

e gli allegri gialli delle Ginestre.

I monti sono profili di giovinezza,

e primule tante,

i soliti due merletti neri saltellano

sulle gambette esili, tra l’ erba.

Sembra dicano alle betulle tutt’ attorno

ancora nude

è primavera!

Sì, adesso è primavera

fuori e dentro

anche le betulle si vestiranno presto

con l’ abito nuovo

e danzeranno, braccia al cielo,

se il vento vorrà.

 

 

Desideri

https://bonvinifranco.wordpress.com/2019/03/20/desideri-3/

 

C’èra una donna sulla colma
bellissima
tra il verde raccoglieva i fiori
vestita dello stesso colore
e i ciclamini
del colore della sua vita
il viso ora è dissolto nel sole.

Qui, oggi, il ragazzo è uscito sul balcone
a fumare una sigaretta,
scarteggia un plettro sfregandolo sul mi basso,
per fare le note più ruvide
intanto unisce con lo sguardo puntini luminosi di stelle
per farne desideri portare nelle tasche
Disegna una donna china sui fiori
alla colma
vestita dello stesso colore
il viso dissolto nel blu profondo della notte.

Non è mai rientrato
non ha mai smesso di fumare
nemmeno ora che il fiato manca
e la vista traccia raggi attorno alle stelle,
e sdoppia la luna
e non se ne vede il centro.

Ma continua a disegnare
attento ai particolari
con tutti i suoi desideri in tasca
e ancora lo stesso plettro.

Sogna un vestitino nuovo,
di un colore mai visto
su un viso in pieno sole  al davanzale,
sarà un altro desiderio
da portare nelle tasche.

Senza titolo-3

Un’ armonica, di Franco Bonvini

https://bonvinifranco.wordpress.com/2019/03/19/un-armonica-2/

Babbo storceva il naso
e parlava poco
la musica era solo un sogno,
un bel sogno sì,
ma non valeva giorni persi di lavoro
diceva.

Intanto suonava l’ armonica
e anche i fili d’ erba
e l’ aria si riempiva di suoni
tra i narcisi e i ciclamini
sopra Brunate.
Da lassù guardava il lago
e il profilo dei monti all’ altra sponda
e quando guardava all’ altra sponda
aveva la mia stessa età
non misurabile in anni.

E questo ho imparato.
Quando io guardo all’ altra sponda
e seguo il contorno dei monti
come lui, ho la stessa sua età
non misurabile in anni.
E salgo ai narcisi e ai ciclamini
e trovo una fisarmonica che suona.
Basta una gita,
una strada
un colore,
un suono.
Un cannone a metà tra il cielo e il lago
che spara lontano un ricordo.
E risorge.

“E suonare mi tocca per tutta la vita”.

 

Unico corpo, di Franco Bonvini

https://www.larecherche.it/testo.asp?Tabella=Poesia&Id=52628

https://bonvinifranco.wordpress.com/2019/03/13/unico-corpo/

Nel sogno sei così sfumata,
come in un blur di photoshop
sarà che al risveglio fatico a ricordare
ma ricordo l’ incanto.
Allora, nei disegni di domani
ti dipingo una vagina purpurea tra le gambe

con pennellate feroci e marcate
e poi sto a guardarla
e penso che non ne sono degno
perchè non è origine
o nascita
ma meta e desiderio di possessione.

Desiderio di entrarci
in quel buio profondo che ho disegnato tra le pieghe
di venirti dentro ad abitare
e non volerne più uscire,
o non riuscirci più.
Ma non c’è lo stesso incanto,
così prendo e sfumo tutto
con un blur di photoshop.
E d’ improvviso
il mio corpo è il tuo corpo
e il tuo il mio
il mio sesso è il tuo
e il tuo il mio
è ancora incanto
non importa più cosa c’è tra le gambe.

Sei tu che vieni ad abitare.

Immagine Alvin Booth

Alvin Booth

 

Ho un Sogno, di Franco Bonvini

https://bonvinifranco.wordpress.com/2019/02/26/ho-un-sogno/ì

Ho un sogno.
E so dove trovarlo.
Così oggi prenderò la mia bicicletta e costeggerò il fiume.
O mi addentrerò in un bosco.
Forse prenderò una ciclabile,
ne uscirò nei pressi di un incantevole borgo storico.
O ai bordi di una pericolosa provinciale,
che va verso le rive di quel lago tanto caro,
ci andrò anche solo per ascoltarne l’ onda.

Potrei anche passare dal quel prato,
dove c’è la quercia della mia giovinezza,
quella che mi faceva l’ ombra.
C’è un altro posto dove potrei andare..
dove un giorno ho incontrato la mia tigre dai denti a sciabola,
e cercare di fargli paura, senza riuscirci.
Lì c’e anche una Madonna che non ti guarda,
e sta,
semplicemente sta,
di spalle al cortile guarda verso gli arbusti
proprio gli arbusti dove mi graffiavo sempre.
Altre volte vorrei trovare posti nuovi.
Che in fondo non importa il posto.
Perchè dove vedi il tuo io vedo il mio.
So dove trovarlo.
Anche da questa poltroncina dondolante.

madonnina1

Ricordi, di Franco Bonvini

https://bonvinifranco.wordpress.com/2019/02/26/ricordi/

Quando la penso,
un po’ più forte del solito
ne costruisco il ricordo
e lei arriva sempre,
come a dire lo so,
sono qui,
bravo.

Come quando da piccolo desideravo una grattachecca
ed ecco che subito si sentiva il suono delle ruote sul pavè,
arrivava il carrettino del ghiaccio.
Si prendeva un pezzo bello grosso
per la ghiacciaia
che si poteva anche grattarne un poco
da mescolare con zucchero e limone.

Ma questo probabilmente non è vero
chissà quante volte non è arrivato quel carrettino
lasciando un desiderio.

Perchè i ricordi cambiano
e si inventano,
e ci si illude siano veri
e io sono qui
e non sono bravo.

Metti che, di Franco Bonvini

https://bonvinifranco.wordpress.com/2019/02/18/metti-che/

Metti che leggi una poesia,
ti sembra di intravedere una donna dentro,
e pensi..
ma questa è lei.
Metti che
ne leggi un’ altra,
e ti meravigli di come fa.

Come fa questo scrittore a sapere della terra che hai mangiato.
Degli amori che hai avuto.
Dei tumulti che hai nel cuore quando guardi un lago
Della gioia che hai in petto quando guardi una farfalla,
o una rosa.
Dello strazio che ti prende al ricordo del bimbo che hai lasciato nel bianco.
Della dolcezza che ti si scioglie in cuore per una favola.
Per un sogno.
Per una cosa lontana e lacerante.
Irraggiungibile come le stelle.

Metti che un giorno provi a scriverle tu tutte queste cose.
E leggi solo l’ ombra di quello che volevi dire.
Ma continui a scrivere.

immagine Alvin Booth

Alvin Booth2

Scendendo il fiume, di Franco Bonvini

https://bonvinifranco.wordpress.com/2019/02/21/scendendo-il-fiume/

Ti sei fermato un po’.
Un giorno, scendendo lungo il fiume hai trovato un’ ansa così bella che ti sei fermato un po’.

L’acqua faceva mulinelli sulla superficie
e giocava coi sassi,
limpida e chiara
sembrava un’ eterna estate
l’ erba era verde
e la ragazza al bagno si vestiva dei tuoi sguardi.

Eri partito da un piccolo foro, nella roccia,
dove l’ acqua sgocciola in un vecchio bacile
e scolma, scendendo a valle
e corre
e cade in pozze insieme all’ arcobaleno.

Ma quell’ ansa era cosi bella che ti sei fermato un po’.
Non so la durata
era un’ eterna estate
ma le cascate, più avanti, e le rapide,
erano così attraenti
che sei sceso seguendo la corrente.

L’ ansa è rimasta uguale a quell’ eterna estate
e la ragazza aspetta uno sguardo.

L’ ultimo salto, insieme all’ arcobaleno, è a senso unico,
troppa l’ altezza per tornare indietro,
ma evaporeremo un giorno
ri-usciremo da quel foro
e ripasseremo di lì,

in un’ altra eterna estate,
sempre uguali cambiando.

arcobalenoc

Alibi, di Franco Bonvini

https://bonvinifranco.wordpress.com/2019/02/20/alibi-3/

https://www.larecherche.it/testo.asp?Tabella=Poesia&Id=52319

Sono quello che ho intorno,
non chiamatemi poeta
o musico o altro.

Se vado così spesso alle rive di un lago
è perchè lì sono l’ aria che increspa la superficie
o l’ acqua calma e scura, profonda.

Sono i sentieri che salgono a Brunate
col muschio tra i ciottoli,
e alla colma non so più che anno è
nè quanti ne ho
sono il bimbo in eterna fuga,
col motorino nero troppo grande.

Sono il bimbo con l’ arco e le frecce, a caccia di ragni,
che, attenta!, qui ce ne sono molti.
Sono il ragazzo che guarda le nuvole dall’ alto..
con le mani sporche di grasso di catena.
Sono un suono di armonica e fili d’erba tra i narcisi.
E alla colma c’è ancora mamma che prepara il pic-nic,
e sorride,
perchè le rubo il plaid
per un rifugio sotto il nocciolo
Oh, lo so che la sera poi si torna a casa
ma io lì lo scrivo, alla colma,
con uno strumento tecnologico.
Lì lo scrivo,
sul grande prato dei narcisi,
appena fuori dal bosco.
Lì lo scrivo di quel sorriso,
e si nota la mancanza,
perchè in realtà, alla colma son solo,
non c’ è nessuno,
solo un pò di vento
che bisbiglia tra le foglie del nocciolo
che offre ancora riparo dal sole.

Se lo scrivessi a casa, la sera,
fingerei quel sorriso,
fingerei quella mancanza.

foto mia

WP_20150517_028

Poesia mai scritta, di Franco Bonvini

https://bonvinifranco.wordpress.com/2019/02/16/poesia-mai-scritta/

Poesia mai scritta,
quella dove io non ci sono
e nemmeno tu.
Dove queste valli,
e colline,
non ci sono
nessun fiume le attraversa.

Non c’è nemmeno tutta questa neve sui capelli
causa del tempo,
perchè non l’ ho scritto.
Non c’è neanche l’ amore forse,
chè è là fuori, nell’aria e corre col vento
o sta in una nuda poesia scritta
su carta a fiori.

Poesia mai scritta,
dove l’ uomo è uomo
e non è geloso per il furto di una costola nel sonno.
Dove questo furto non fu mai scritto.
Qui dentro il cuore non si spezza se l’ albero dei desideri non dà frutti,
alla sua ombra ci si può sempre riparare,
uno alla schiena dell’ altro senza timori, voglie o gelosie.
Poesia piene di parole che non ho mai saputo dire.

Per questo verrò un giorno a dirtele,
”come fa il vento alla schiena”.

s

Strada facendo, di Franco Bonvini

Al km 147 in autostrada il cielo è azzurro
i paracarri a fianco, la campagna, le case,
scorrono via veloci negli angoli degli occhi.
Pochi chilometri più avanti
inizia a colorarsi di scuro,
il sole si impiglia in un campanile
mentre manda gli ultimi raggi d’ arancione
prima di affondare alle sue spalle.

Resta solo, il cielo
scuro e azzurro senza sole
pieno di segni e nuvole rosa,
guarda! ecco due ali, un paio di baffi,
maschi e femmine disegnati, pirati,
e un galeone volante per salirci con la fantasia.

Pochi chilometri ancora perchè i disegni virino dal rosa al nero
e il cielo dall’ azzurro al profondo blu.

E lì che appaiono le stelle
una, dieci, cento,
mille brillanti stelle.

Ora.
Se dico cielo
è il nostro cielo che guardo
fatto dell’ azzurro del vestito di mamma,
del nero delle sue scarpine.
Se dico sole è il suo sorriso.
Se dico pioggia, il suo pianto.
Lei lo sa che guardo le stelle
e che mi ci perdo ancora
come nei sogni di bimbo
così tanto da scordare l’ uscita dall’ autostrada.

Lo sa fin troppo bene.

E ancora,
se non ci fosse memoria di quel cielo
potrebbero cadere tutte le stelle,
e conficcarsi a terra
in un parcheggio d’ autogrill
insieme a tutto il galeone.

desirè

Evoluzioni, di Franco Bonvini

https://bonvinifranco.wordpress.com/2019/02/12/evoluzioni-2/

Gas!

E l’ aereo iniziò a rollare sull’ erba appena tagliata.

Prese subito velocità, ma era facile con quel rapporto peso potenza.

Un leggero tocco alla leva del piano di coda e l’ aereo iniziò a salire, prima lentamente, poi, con un brusco movimento del pollice e alzando l’ acceleratore si impennò puntando dritto al cielo.

L’ altra leva, qualla degli alettoni, a destra, per iniziare a volteggiare, avvitandosi nel cielo azzurro.

Pareva danzasse, piroettando, guardarlo da terra era proprio uno spettacolo.

Il rivestimento delle ali, come braccia aperte, teso e lucido brillava al sole e l’ aereo lasciava una scia di fumo e olio di ricino, bianco e profumato.

“Prima che stalli puoi portarlo in posizione orizzontale sai, poi capovolgerlo manovrando gli alettoni e allora lo stesso movimento del piano  di coda che l’ aveva fatto salire lo manda in picchiata, tanto per riaquistare velocità e con mezzo loop tornare a risalire verso il cielo con più potenza.”

Arrivò quasi a sparire, era solo un puntino nel cielo, prima dello stallo.

Il piano di coda e il timone giocavano insieme per mantenere l’ aereo fermo, in stallo, in piedi, dritto in mezzo al cielo.

“Decidi tu quando portare il motore al minimo, puntare l’ aereo a terra e cadere per gravità, decidi tu quando portare gli alettoni a destra e il timone di coda a sinistra per iniziare un avvitamento lento, apparentemente sgraziato e incontrollato dal quale l’ aereo non ne esce più, neanche riportando i comandi a zero.

Ma non c’ è da preoccuparsi, l’ ho fatto mille altre volte, al momento giusto basta un colpo d’ acceleratore e l’ aereo esce dalla vite, ripunta dritto a terra, e avanza anche tempo e spazio per portarlo in orizzontale, in direzione della pista, oltrepassare gli alberi e iniziare la discesa per l’atterraggio…”

Dalla sua postazione, immobile nel letto, lei guardava da dietro le palpebre chiuse, tutte queste evoluzioni che le raccontavo, immaginava l’ azzurro e il giallo, e il rosso delle ali brillare sopra i verdi alberi in fondo alla pista, e poi la discesa sul prato.

Ne ero sicuro, di quando in quando scorgevo un sorriso , (e avreste dovuto vederlo il sorriso di mamma) così ricominciavo…
Gas! E l’ aereo ripartì rollando sull’ erba verde…

640x502

Non ho la parola, di Franco Bonvini

Non ho la parola, di Franco Bonvini

https://bonvinifranco.wordpress.com/2019/02/11/non-ho-la-parola/

La vedi la mattina, appena sveglio,
s’ alza pianissimo,
ogni giorno,
in alcuni filtra tra il verde degli alberi e porge un buongiorno
in altri si spande e riverbera su un bianco di neve
in altri ancora alza goccioline danzanti nelle pozzanghere,
e il cielo è tutto grigio.
In fondo non importano i colori,
quella cosa che si alza ti prende,
ti porta a vedere tutti i colori dell’ arcobaleno.

Ti tiene un attimo eterno
poi è tardi, bisogna andare.

Ma resta una sensazione,
come aver visto qualcosa di invisibile
che si percepisce bene,
un sentiero verso la gioia e l’ armonia.
O il contrario, l’ armonia che sta per venire..
E non ho la parola per dirla.
Fotografi ogni secondo della giornata
cercando in ogni fotogramma quando viene.

E’ come una fame di meraviglia
che non sfama mai,
Rende miracolosi i giorni.
Perchè viene,
sempre.

 

13 - 1

Oggi lo so, di Franco Bonvini

https://bonvinifranco.wordpress.com/2019/02/10/oggi-lo-so/

Da un vecchio scritto:

https://bonvinifranco.wordpress.com/2018/05/03/il-figlio-della-jugoslava/

Oggi lo so,
quel bambino dagli occhi neri e furbissimi
quello che non sapeva stare nel banchetto
guardava sempre dalla finestra un altrove che non capivo
verso dove le rocce slavavano nel buio.

Oggi lo so,
all’uscita di scuola non erano le case di Como che vedeva,
le sue avevano gli occhi strappati
e fantasmi alle finestre,
meno una,
quella verso cui accellerava il passo.

Oggi lo so,
lo chiamavano il figlio della iugoslava,
e lei jugoslava non era,
quel bambino era tutto ciò che lei era, adesso.

Oggi lo so,
Oggi sono nato ancora
a Fiume,
In qualche altro mondo,
e guardo le case col cuore strappato.

foiba1

Incontriamoci all’iper, di Franco Bonvini

https://bonvinifranco.wordpress.com/2019/02/05/incontriamoci-all-iper/

La strada è semplice,
alla rotonda a sinistra e poi la prima a destra
proprio quella rotonda che hai appena passato.
Ma non importa, puoi fare inversione alla prossima,
fai tutto il giro, senza imboccare il ponte e torni alla rotonda giusta
ma intanto sono già sul ponte.
Non resta che percorrerlo fino alla rotonda in fondo alla discesa.
Arrivato lì, ricorda, non imboccare la superstrada
riprendi il ponte e attraversalo,
da lì, ricorda, la prima a destra,
stai concentrato
poi ancora a destra,
lascia stare la fantasia,
poi sempre dritto fino all’ iper.. o era il mattino?
Ed eccola lì, la grande S famosa.
Ecco, potremmo incontrarci lì un giorno
senza riconoscerti.
Tu portami a casa.

Per aspera ad anima, di Franco Bonvini

https://bonvinifranco.wordpress.com/2019/02/04/per-aspera-ad-anima/

Giocavo con ogni cosa,
coi sassi, con le tartarughe
che stavano in un piccolo giardino segreto
dietro una porticina in legno annerito in fondo al cortile,
e con tutti i suoi abitanti,
vermi a palla, pettirossi, millepiedi
nani da giardino e elfi,
nascosti sotto le palme.
E sopra le palme le nuvole disegnavano il cielo.

C’era sempre una musica.

Poi, un giorno, la notte crebbe all’ improvviso.
Il giardino, per la troppa voglia d’ avventura sfiorì.
Non servì a nulla una coperta,
o fingere di dormire,
la notte durò molti giorni.
E Lei non si vedeva.
C’era la paura,
dello straniero con la tasca nuda,
a cui oggi non so voler male,
e di chi sapeva, e guardava, e studiava.
Perfino le stelle, e la luna,oltre i vetri
disturbavano il buio che nascondeva le cose.
Durò molti giorni.
Finchè quella musica tornò a prendermi,
senza alcun merito
se non l’ amore.

Oggi resta solo un pò di penombra
la sera.
Forse è sempre Lei.
O forse è il giubbino all’ appendiabiti.

20181113_201214

Multietnica, di Franco Bonvini

https://bonvinifranco.wordpress.com/2019/02/03/multietnica/

Guarda!
Irina ha un accento russo
suona sous le ciel de paris alla fisarmonica
nel sottopasso de cavalleggeri al Vaticano
ti sorride, al passaggio
e ti chiede una monetina.

Intanto Guendaliña sta senza denaro e senza passaporto
passati di mano sul metrò
ma ha gli occhi che brillano mentre lo racconta
perchè intanto ti racconta tutto il suo paese.

Carmelo non lo conosco
ma non è qui
e non ci dev’ essere neanche nella vita di Cettina
che l’ ha tatuato sul braccio
e tira il riso ai piccioni
da una panchina della grande piazza.

Se ti volti,
il tevere, più in là, scorre come sempre
tranquillo
e se non ne sai il nome
somiglia tanto al tuo fiume.
Vedi amore?
C’è bellezza da vedere dappertutto.

Solo al rientro, in albergo,
mi son accorto che non c’eri.

 

fisa

“Amo così tanto gli altri perché amo in ognuno un pezzetto di te, mio Dio” — Andrea Musacci Giornalista

Raccontare l’Olocausto attraverso le vite di alcune persone: fra quelle scelte dal MEIS per il Giorno della Memoria, Etty Hillesum e Schulim Vogelmann. Due straordinarie testimonianze di amore e di perdono in mezzo all’orrore “Mi sembra che si esageri nel temere per il nostro corpo. Lo spirito viene dimenticato, s’accartoccia e avvizzisce in qualche angolino. […]

via “Amo così tanto gli altri perché amo in ognuno un pezzetto di te, mio Dio” — Andrea Musacci Giornalista

Piccoli insignificanti dettagli, di Franco Bonvini

Mamma oggi non c’è.
E non raccontarmi balle
sul lasciarsi il passato alle spalle.
O che solo oggi conta
e che del domani non sei convinta.

Mamma domani non c’è.

Ma in una foto di ieri sì
e guardando con occhi di oggi
zoommando per vestirla di nuovi colori
trovi dettagli mai visti.
Un’ incisione nel legno delle persiane..
un soldatino di stagno abbandonato sul davanzale..
Piccoli insignificanti dettagli
se non fossero stati lasciati da me
in un oggi lontano
sul davanzale dei suoi sorrisi
per un me di domani
e per un sorriso di oggi.

Perciò lascia un dettaglio per domani nelle foto di oggi.

mamma

Musica Ninna nanna – Alessandro Mannarino

MrRVX

Pubblicato il 25 gen 2010

Ninna nanna – Alessandro Mannarino “Stornellatore moderno e cantautore metropolitano Mannarino compone musiche di confine, eclettiche e contaminate, ispirate ai suoni ed ai volti di una via Casilina globalizzata dove Gabriella Ferri passeggia con Manu Chao e Domenico Modugno va a braccetto con Cesaria Evora.”

https://www.youtube.com/watch?v=IYRylXCtiso

https://bonvinifranco.wordpress.com/2019/01/28/musica-2/

Una volta che hai imparato ad amarla si fa sentire ovunque,
e la pioggia diventa il tappeto di sottofondo e ogni goccia un battito.
E ti trovi a cantare i suoni.
E ogni cosa è suono e ogni cosa ha un tempo.
Non puoi cambiare marcia fuori tempo,
nè spegnere la radio a metà battuta.
Il silenzio e la tranquillità non esistono completamente,
c’è sempre un muscolo in movimento
e un canto nella testa,
canta allora le tue poesie,
e fa che il canto non sia lamento.
Il canto è vita, è vivo, e va oltre..
ho già pronta una canzone.
Chissà se lei la danzerà..

ma forse preferisce una ninna nanna
per addormentarsi.

Liberi i pensieri, di Franco Bonvini

Liberi i pensieri, di Franco Bonvini

Liberi i pensieri

Liberi i pensieri

Questa è l’ ora in cui il sole è già tramontato
e il buio ha preso il posto della luce,
solo qualche giallo lampione illumina le vie
e i motori tacciono.

Da questo paese, da questa poltroncina dondolante
vanno liberi e veloci i pensieri
vanno fin dove l’acqua era solo un suono nel buio
oltre il vetro delle finestre
e le rocce sovrastanti, bianche di luna sembra debbano caderci dentro
da un momento all’ altro.

Vanno così veloci i pensieri
che in un attimo il buio si imbianca di neve
il suono zittisce,
sulla neve lasciano impronte di scarpine inadatte, cittadine,
punta e tacco,
come i passi di una Merlo.
Continua a leggere “Liberi i pensieri, di Franco Bonvini”

Il sogno è una bolla, di Franco Bonvini

Il sogno è una bolla, di Franco Bonvini

Il sogno è una bolla

Il sogno è una bolla

Il sogno è una bolla,
una bolla di sapone,
e da questa poltroncina si vede bene.

Sei così bella riflessa sulla superfice esterna,
è vero che lo sei sempre ma lì ti vesti di nuovi colori e lucentezza.
Questa poltroncina sta proprio sull’ orlo
e sull’ orlo sta scritto fin qui e non oltre,
oltre è terreno scivoloso di sogno
e la bolla potrebbe scoppiare.

Solo dopo che gli occhi si son fatti pesanti la puoi penetrare.
E volare via insieme.

foto mia.

Franco Bonvini, sintesi di emozioni. Intervista a cura di Marcello Comitini

Dopo la biografia del  poeta Franco Bonvini, che trovate pubblicata a questo link
https://alessandria.today/2018/11/26/il-poeta-franco-bonvini-si-presenta-ai-lettori-di-alessandria-today/
Alessandria today ha il piacere di pubblicarne l’intervista.

Franco Bonvini
Franco Bonvini

Benvenuto, Franco!
Sono felice d’avere l’occasione di intervistarti e in particolare di presentarti ai lettori di Alessandria today. Devo subito sottolineare con piacere che, leggendo la tua biografia, si ha la gradevole sensazione di conoscerti bene perché hai la capacità di presentarti a cuore aperto. Questa intervista dunque non può avere altro scopo che consentire ai lettori di Alessandria today di approfondire la conoscenza delle tue attività letterarie e musicali.
Ho notato che la tua prima pubblicazione è avvenuta all’inizio di quest’anno 2018 . Hai iniziato a scrivere da giovane o da adulto? E com’è nata l’esigenza di scrivere poesie?

Questa è una gran domanda, e difficile. Ho iniziato da adulto, per non usare “anziano”, Già nonno ma non ancora in pensione come sono ora.
Non so se sia un’ esigenza, è nata leggendo poesie di grandi poeti ma anche di amici che mi hanno fatto conoscere questo mondo. Vedendo come riuscivano a descrivere emozioni che poi erano anche le mie.

Nella tua biografia affermi che non hai alcuna pretesa d’essere chiamato poeta. Tuttavia hai composto ben 529 poesie, come risulta dal sito La Recherche, che evidenzia anche 23 aforismi, 19 brani di narrativa, 27 riflessioni sui temi più diversi della vita. Non ti sembra di mostrarti eccessivamente modesto?

E’ vero, ho scritto parecchio ma all’inizio erano solo lì, alla Recherche, come fosse un mondo a parte, diverso dal mio, nel quale non sapevo se sarebbero state apprezzate.
Poi un giorno il mio batterista m’ ha “beccato” e gli sono pure piaciute, così ho cominciato a uscire un po’ su altri social, ancora non pubblico nella mia pagina fb però, solo su qualche gruppo di poesia o WordPress che ho aperto da quest’ anno. Continua a leggere “Franco Bonvini, sintesi di emozioni. Intervista a cura di Marcello Comitini”

Il poeta Franco Bonvini si presenta ai lettori di Alessandria today

Il poeta Franco Bonvini si presenta ai lettori di Alessandria today

di Pier Carlo Lava

Alessandria today è lieta di presentare la biografia del poeta Franco Bonvini, del quale in seguito verrà pubblicata anche un intervista in esclusiva per il blog.

Franco Bonvini copia

Biografia Franco Bonvini

Nato a Como,il 29 12 1952, già col suono del lago calmo nelle orecchie ancora in formazione.
Non ci sono grandi orizzonti ottici lì, il lago curva al primo monte, ma oltre la curva altro lago, e altre curve e così ho imparato a vagabondare, a scoprire cosa c’è dietro ogni curva, con stupore e curiosità.
Mi piace pensare che lì ero già un desiderio brillante sulle onde e so che mamma m’ ha creato cantando la vie en rose,nelle sue passeggiate, canzone che poi mi ha accompagnato sempre.

L’infanzia è stata felice, e anche quando i miei si sono trasferiti nel milanese, per avvicinarsi al lavoro di babbo.
Ho trovato nuovi amici, e poi c’ è stato l’ incontro con la Musica, anche se per hobby e da autodidatta, ho suonato in vari gruppi fino ai primi figli nelle sale da ballo della zona.
Cè stato solo un piccolo intoppo, sui tredici anni, di cui spero si legga qualcosa tra le righe perchè anche quel ricordo è sempre con me. Continua a leggere “Il poeta Franco Bonvini si presenta ai lettori di Alessandria today”