Momenti di poesia. AGITO L’ALI, di Gianni Regalzi

Momenti di poesia. AGITO L’ALI, di Gianni Regalzi

AGITO L'ALI

AGITO L’ALI

Agito l’ali, non mi sembra vero,

m’alzo un pochino poi, sempre più in alto.

Volo, mi libro, volo,

tutto mi appare vano.

Vedo soltanto piccoli puntini

che sempre più lontani appaion nulla.

Un fil di fumo, un lago una fontana,

birille colorate,

girandole che allegre fan riflessi.

Un cigolio di giostra arrugginita

e nebbia, tanta nebbia, fredda nebbia.

Poi tutto a un tratto vedo un’ala bruna

su un cielo nero muto e senza stelle.

Mi son riconosciuto,

son lì disteso all’ombra

di foglie secche, di erbe e di radici.

Alessandria, 29 luglio 2015

Gianni Regalzi

(da “Silenzi e Pensieri” dir. Ris.)

(Foto da Google immagini)

Momenti di poesia. DAL POZZO DEL SILENZIO HO ATTINTO UN CANTO, Gianni Regalzi

DAL POZZO DEL SILENZIO HO ATTINTO UN CANTO, Gianni Regalzi

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Dal pozzo del silenzio ho attinto un canto

che muto al vento urla il suo dolore.

Null’altro reca l’eco che il mio pianto

e spegne ad ogni fiore il suo colore.

È un canto d’armonie intense e lente;

bagliori d’un amore tormentato,

che ancor sconvolge tutta la mia mente,

ma inesorabilmente è tramontato.

Un tempo non lontano avevo un fiore

che all’arido mio tempo dava un senso

ed io lo coltivavo col calore

che emana dal turibolo l’incenso,

ma il Fato ha fatto sì che quell’ardore,

non abbia rivelato a “Lei” l’immenso.

Alessandria, 20 Novembre 2006

Gianni Regalzi

Traduzione in brasiliano di

Joao Francisco Carvalho

DO FUNDO DO SILÊNCIO FIZ UMA CANÇÃO (Gianni Regalzi)

Do fundo do silêncio eu fiz uma canção

que o vento mudo uivava sua dor.

Nada traz o eco que as minhas lágrimas

Que fora em cada flor a sua cor. Continua a leggere “Momenti di poesia. DAL POZZO DEL SILENZIO HO ATTINTO UN CANTO, Gianni Regalzi”

‘NA SIRA D’ISTA’ AD TONC ANI FA , di Gianni Regalzi

‘NA SIRA D’ISTA’ AD TONC ANI FA , di Gianni Regalzi

Na Sira

di Gianni Regalzi

Mec l’era bèl v. Volturno tònc ani fa, an cul siri d’istà , quònd che ‘l doni, dop avei mangià con tütt la famija e dop avei lavà i piatt, i piavu u scagnёt e as setavu ‘d fòra dai purtòn, l’ёn-na auzen a l’atra. 

U j’era Tuniёta la quaront’ani, Lavinia la butièra, Angelina la materasèra, Maria la purtiera d’la curt di Siur e la siura Amalia (ch’ l’arijva semper ). 

Chi ch’la fava la maja per l’inver co’l gügi lònghi, chi ch’la chiziva i scapen con l’òvv ad ligna e chi ch’la criticava la sò ausen-na ‘d cà, perchè ui stendiva semper i lansò dadnon a la sò porta. 

An popi ‘n la, u j’era j’omi del cantòn: Artemio u drughè, Aristide u savaten, Stevu ‘l verdiré, Giuseppe ‘l carbunen, Pipu ‘l prüchè, Palen cul del ven e i fradè Luigi, Pietro, Giulio e Mario ch’i favu i bianchen. 

J’omi, ad solit i stavu per sò chёnt, tüc con auzen el butigliòn. I parlavu ad cacia, ad pёsca e del mudifichi cu j’era da fè an sel bicicleuti per pudei cariè pü toli ad causen-na. 

U temp al pasava, i butigliòn semper pü vòi e ‘l discussiòn semper pü còudi. 

I cmensavu da che chigiaren drubè per ciapè pü quajaster e inevitabilment j’andavu a finì a cul bastard del padròn d’la fabbrica, cu ten tütt per lü e al fa mòri ad fam i sò uperai. I cmensavo con l’esaltè el qualità d’in con da cacia, e j’andavu a finì puntualizonda, che l’aument d’la delinquensa l’era culpa ad cula “pitana d’la Merlin” ch’l’ha facc sarè i cazen. 

Ormai i butigliòn j’ero vòi e j’ògg semper pü lücid: l’era ura d’andè a drumì. El doni s’anviaravu ciamonda j’omi e dindji ‘d piantèla le ‘d criè, che antont an sacocia u j’andava a finì propi niente. 

U ciar d’la lёn-na al culurva d’argent el miraji del cà, i rundòn vulònda bass j’andavu an ti sò ni, cuca rataròula sbariuaja la girava cme na ciuca e, d’anfònd ‘d via Volturno us sentiva Zocula el panaté che ciflònda l’andava an tù sò furn e ‘l cmensava a travajè. 

Lisòndria, 29 Nuvemvber 2002 

Gianni Regalzi 

(El fiò del Bosch e l’anvud du Smòj) 

(da “L’Obiettivi e l’Anima”

Foto d’arte di Roby Novello 

e Poesie in vernacolo di Gianni Regalzi)

(Nella Foto Casa Regalzi sita in v. Volturno)

TRADUZIONE dell’Autore 

Continua a leggere “‘NA SIRA D’ISTA’ AD TONC ANI FA , di Gianni Regalzi”

Momenti di poesia. OGNI PENSIERO È FRUTTO DI UN RICORDO, di Gianni Regalzi

Momenti di poesia. OGNI PENSIERO È FRUTTO DI UN RICORDO, di Gianni Regalzi

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OGNI PENSIERO È FRUTTO DI UN RICORDO

Ogni pensiero è il frutto di un ricordo,
ogni ricordo è un momento vissuto
e quando il sole posa e giunge sera
mi accoglie una celeste melodia
e tutto intorno il buio si fa luce.

In questa luce un Sogno, un Bimbo e un Volto
è il Volto di mia Madre che sorride,
lenzuola stese al sole nel cortile,
narcisi, viole mammole e giacinti,
ali arlecchine adornano il giardino.

Io mi avvicino al sogno con la mano,
ma il gelo della notte mi avvelena.

Alessandria, 13 giugno 2014
Gianni Regalzi
(da “Silenzi e Pensieri” dir.ris.)
(Foto del mio archivio personale
la mia mamma Iris Amelotti classe 1915)

Momenti di poesia. AL LIMITAR DELLA MALINCONIA, di Gianni Regalzi

Momenti di poesia. AL LIMITAR DELLA MALINCONIA,

di Gianni Regalzi

Al limitar

AL LIMITAR DELLA MALINCONIA

Al limitar della malinconia
con l’umile e mio fragile talento
sto modellando sogni e fantasie
con semplici parole e versi brevi.

Ma il tuono troppo forte
e il vento tempestoso
del mio spuntato lapis fanno scempio.

Alessandria, 14 Adar 5775 (5/3/2015)
Gianni Regalzi
(da “Silenzi e Pensieri” dir.ris.)
(Foto by Web)

Momenti di poesia. PROFUMO DOLCE-AMARO. di Gianni Regalzi

Momenti di poesia. PROFUMO DOLCE-AMARO. di Gianni Regalzi

PROFUMO DOLCE-AMARO

Quel porpora d’autunno e quei silenzi

tuonavano nel bosco a prima sera.

Chiome di querce, in armonia col vento,

cantavano l’antica melodia

e poco a poco tutto s’assopiva

nel rosseggiar divino del tramonto.

Sentivo la sua pelle che fremeva

e il suo respiro farsi più affannoso

mentre la luna piena rinfrescava

con le sue molli ombre l’aria intorno.

Piacere, inferno, brividi e delirio

si fecero specchiar dai nostri sensi

e fu il peccato ad indicar la via.

Mi risvegliò l’aurora col suo canto,

ma accanto a me sentii solo il profumo

di dolce-amaro sciolto nel mattino.

Alessandria, 3 luglio 2013

Gianni Regalzi

NELL’ANIMA S’ADDENSANO LE TENEBRE, di Gianni Regalzi

NELL’ANIMA S’ADDENSANO LE TENEBRE, di Gianni Regalzi

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NELL’ANIMA S’ADDENSANO LE TENEBRE

Nell’Anima s’addensano le tenebre
ogni qualvolta a sera
quelle ombre mi rivelano l’ignoto.

Attorno tutto quanto cambia senso
e un alito di gelo
s’insinua come lama nella mente.

S’alterna lo stormir di verde foglia
al fetido esalare
d’una reliquia d’ala nello stagno.

Dal vergine richiamo di cicale
al macabro ricordo
dell’eco di un rintocco di campana.

Ascolto dalla tenebra un sussurro
mi pare voce umana
o forse non è altro che il richiamo
dell’ultimo Silenzio in fondo al Viale.

Alessandria, 18 dicembre 2013 (5774)
Gianni Regalzi
(Da “Silenzi e Pensieri” dir. ris.)
(Foto da Google immagini)

AGITO L’ALI, di Gianni Regalzi

AGITO L’ALI, di Gianni Regalzi

AGITO L'ALI

AGITO L’ALI

Agito l’ali, non mi sembra vero,
m’alzo un pochino poi, sempre più in alto.

Volo, mi libro, volo,
tutto mi appare vano.

Vedo soltanto piccoli puntini
che sempre più lontani appaion nulla.

Un fil di fumo, un lago una fontana,
birille colorate,
girandole che allegre fan riflessi.

Un cigolio di giostra arrugginita
e nebbia, tanta nebbia, fredda nebbia.

Poi tutto a un tratto vedo un’ala bruna
su un cielo nero muto e senza stelle.

Mi son riconosciuto,
son lì disteso all’ombra
di foglie secche, di erbe e di radici.

Alessandria, 29 luglio 2015
Gianni Regalzi
(da “Silenzi e Pensieri” dir. Ris.)
(Foto da Google immagini)

QUEGLI OCCHI D’UNA BAMBOLA DI CERA, di Gianni Regalzi

QUEGLI OCCHI D’UNA BAMBOLA DI CERA,

di Gianni Regalzi

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QUEGLI OCCHI D’UNA BAMBOLA DI CERA

Quegli occhi senza ciglia mi han stregato
in un mattino vuoto, senza senso
e un solo breve istante m’è bastato
per cogliere il sapore dell’immenso.

Fu quello sguardo strano e senza pari
a far scoppiare in me il tremendo inferno
stracolmo di illusioni e giorni amari,
ma ha trasformato in lava questo inverno.

Ora il mio breve tempo si consuma
sospeso nell’attesa d’infinito,
di aurore profumate senza bruma,

d’un canto amaro e dolce mai udito,
ma temo che il futuro si riassuma
in sogno senza inizio e già finito.

Alessandria, 6 Settembre 2007
Gianni Regalzi
(Da “Poesie d’Amore” dir.ris.)
(Foto by web)

STORMIR DI FRONDE E IN FONDO LA COLLINA, Gianni regalzi

STORMIR DI FRONDE E IN FONDO LA COLLINA, Gianni regalzi

Vivere è poesia

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*STORMIR DI FRONDE E IN FONDO LA COLLINA

Stormir di fronde e in fondo la collina.
L’intenso odor dei tigli mi stordisce.
La quiete mai come ora m’è vicina
nessun affanno strano mi ferisce.

Soltanto un vago senso di languore
pervade dolcemente la mia mente
non sento più quel gelo dentro al cuore
e l’anima riposa dolcemente.

Dal sole il grano ha attinto tutto l’oro
dal sangue della terra il rosso il fiore.
Dall’indaco del ciel si leva un coro

che bacia il verde prato di colore
e mentre volgo l’occhio al gelso moro
nell’ombra della sera il giorno muore.

Alessandria, 4 giugno 2009
Gianni Regalzi
(Da “Poesie d’Amore”)
Immagine Autumn _ trees Google font
©

VISIONE ORFICA, di Gianni Regalzi

VISIONE ORFICA, di Gianni Regalzi

VISIONE ORFICA

VISIONE ORFICA

Ti ho vista nella nebbia e tu non c’eri.
Io ti parlavo, tu non rispondevi.

Il Freddo Bronzo “Occhi senza luce”
volgeva a me parole fredde e dure:
“non puoi restar quaggiù, non è il tuo tempo:
ritorna al tuo presente, lo puoi fare,
la via è ancora aperta, sei in tempo”.

Intanto dispiegavi le tue ali.

Dapprima come vele di farfalla
sfioravano il mio volto con dolcezza,
ma in men che non si dica quelle stesse,
son diventati artigli insanguinati
che straziano insaziabili il mio cuor.

Fuggo col passo cieco verso il prima,
la via s’è fatta stretta e aspra e dura.
No posso proseguire, ora c’è un muro,
un freddo muro come legno scuro.

Alessandria, 19 Novembre 2007
Gianni Regalzi
(Da “Silenzi e Pensieri” dir.ris.)
(Foto By Web)

SLANG LISANDREN, di Gianni Regalzi

SLANG LISANDREN, di Gianni Regalzi

SLANG LISANDREN

SLANG LISANDREN

“Fa fiuchè, ciapa quaji e sòuta ciuendi”
i sòn paroli ormai da tücc smentiaji.
Paroli che da temp is drobu pü,
però se ammez a vòi u j’è cucdeu-n
ch’us viza ancura u sò significato,
sens’ater us sentirà strensi ‘n pò ‘l còr.

I lisandren cui s-ceutt i sòn semp pü rar
e méa m vont ad esi j’eun ad lur
e se a vigh cucdeu-n con la mantlen-na
um ven sübit an ment la “piligeren-na”.
Se a vagh dal verdüre a “catè” I piselli
a ciam a la cumèsa ‘d “scapaton”,
ch’um daga pèr piesì am po’ d’”arbiòn”.

Ant’èl quatr’uri a vagh a riva Tani,
am bütt “dricc acme ‘n füss” ans cul sabiòn
e pò al post d’in tuffo, pèr fè u “speuss”
a fass con ‘n po’ ‘d malizia u “scanapeuss”.
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” I BURCE’ ‘D RIVA TANI”. I BURCE’ ‘D RIVA TANI, di Gianni regalzi

” I BURCE’ ‘D RIVA TANI”. I BURCE’ ‘D RIVA TANI, di Gianni regalzi

Ligna scüra ch’la galegia

ant’la nèbia e suta au sù.

Ligna vègia ch’la ricorda

cul bèl temp che ormai u j’è pü.

Ligna stonca ch’la purtava

gent sincera an mèž al fiüm.

Ligna frigia ch’la scaudava

cul maten-ni ad breina e füm.

L’acqua verda ui caresava

dala sira ala maten-na

e me papà co’u rêm l’andava

fin che la barca l’era pen-na.

Prisi gèra sabbia fen-na

e l’a ‘n fon, nent tont distont,

el prufil d’ina culen-na. Continua a leggere “” I BURCE’ ‘D RIVA TANI”. I BURCE’ ‘D RIVA TANI, di Gianni regalzi”

INFERNO, di Gianni Regalzi

INFERNO, di Gianni Regalzi

INFERNO

INFERNO

Il Tempo si trascina,
si fa affannosa l’Aria
e all’Orizzonte ormai il Fuoco attende.

Sfarfalla la Fiammella,
ombre di Ombra al muro,
le lacrime dei ceri si fan dense
legando ogni dolore a eterno danno.

Alessandria, 28 Kheshvan 5777 (29/11/2016)

Gianni Regalzi

(da “Silenzi e Pensieri” dir.ris.)

(Foto By Web)