Giardino dei sogni, di Marcello Comitini

Era il 1976. Pubblicavo la raccolta “Un ubriaco è morto”
e già la speranza nutriva immagini bugiarde.

Questa pace che urla
in fondo al cuore svilito
è presagio d’abbandono.
Un abbandono che mi lega
ad immagini care nel giorno
e nel silenzio dei sogni e nel dolce
ritorno dell’alba
muta ogni cosa in tristezza che nasce.
Questa vita stanca, trascinata
per giorni, in notti costruita
su sorrisi fugaci di speranze
ed immagini false
mi ha legato a un ricordo.
Ora che tutto è svanito, svuotati
i miei gesti, dissolto il suo viso
e la sua cara voce dei giorni lontani
ho atteso la pace.

Come somiglia
ad una morte questa pace
ottenuta con dolore,
una lunga morte silenziosa
che dilania nel sangue ogni speranza
senza dar vita a un gesto a un pensiero
nel mio cuore svilito,
al suo sorriso sereno, alla sua voce
soave come vento lieve
ora che tutto giace in abbandono
nel giardino dei sogni.

da “Un Ubriaco è morto”, Misuraca Editore, Palermo. 1976