Gilet gialli, 46 fermi a Parigi. Due morti oggi in incidenti, 8 vittime da inizio proteste

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Altre due vittime oggi per le manifestazioni dei gilet gialli in Francia, salgono così a otto i morti dall’inizio delle proteste. E nuovi scontri a Parigi. Una donna è rimasta uccisa stamane in un incidente sulla nazionale 2, a nord-est di Parigi, secondo quanto riferito dalla radio France Bleu Picardie. Secondo la ricostruzione, la vittima era in moto con il compagno.  Quando sono rimasti coinvolti in un blocco stradale dei gilet gialli, l’uomo ha fatto inversione di marcia ma sull’altra corsia arrivava una vettura che li ha travolti. La donna, 44 anni, è morta sul colpo.

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La Francia conta i danni della crisi dei gilet gialli. L’Huffington Post

Frena il Pil, cala il sentiment delle imprese, pmi stima 10 miliardi di perdite. Macron riceve i leader di sindacati e imprese, in attesa degli annunci serali

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Non invidiate i gilet gialli, di Marco Cedolin

Non invidiate i gilet gialli, di Marco Cedolin

Fonte: Il Corrosivo
Non invidiate i gilet gialli francesi, stanno lottando per ottenere risultati politici che in Italia abbiamo già.

non invidiate

È quasi impossibile non provare simpatia per la rivolta dei gilet gialli che sta mettendo a ferro e fuoco la Francia, una protesta per molti versi trasversale e intergenerazionale che incarna il rifiuto di sempre più ampi strati della popolazione europea nei confronti della mondializzazione globalista e delle sue tossine che stanno pregiudicando il futuro di decine e decine di milioni di persone. Così come è impossibile non esternare ammirazione per tutti quei francesi che stanno mettendosi in gioco in prima persona, invadendo strade e piazze nel tentativo di cambiare qualcosa, additati dalla grancassa mediatica come violenti e facinorosi, nonostante stiano semplicemente tentando di far valere i propri diritti….

Ma oltre alla simpatia e all’ammirazione noi italiani siamo indotti giocoforza a provare anche un poco d’invidia per le masse di francesi che rivendicando i propri diritti  bloccano le strade scontrandosi con la polizia, mentre in Italia negli ultimi decenni se si escludono le legittime proteste contro il TAV in Val di Susa e la troppo presto abortita “insurrezione” dei Forconi, in strada hanno sfilato solamente studenti imbarazzati e senza un perché, centri sociali al soldo di Soros, antifascisti e antirazzisti impegnati nel sostenere la globalizzazione mondialista e la tratta degli schiavi e poco altro.
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