E’ il momento più malinconico del giorno, di Giuseppe La Mura

E’ il momento più malinconico del giorno, di Giuseppe La Mura

é il momento

E’ il momento più malinconico del giorno

E’ il momento in cui si tirano le somme,

dove i punti vanno a capo,

e le virgole scompaiono

inghiottite tra le righe delicate d’un tramonto.

E’ il tempo del focolare,

delle famiglie che si riuniscono,

intorno al padre, alla madre.

è il tempo in cui tu prendi l’ultimo treno

e scappi via a casa.

Hai appena lasciato il tuo amore alla stazione,

lo ricordo ancora si,

il suono metallico delle rotaie

di quel treno che ti allontanava da me

mentre tu partivi via da noi,

portando soltanto me nella borsa dei ricordi,

portando i baci,

Voltandomi le tue bianche spalle che avevo appena accarezzato,

portando via per sempre le tue delicatissime labbra.

tutte le sere

ci incontriamo ancora

in quella stazione avvolta dal freddo,

e noi due persi nei pensieri fatti di nebbia.

tu, verso un binario

io, nella direzione opposta. Continua a leggere “E’ il momento più malinconico del giorno, di Giuseppe La Mura”

Non mi vedi, di Giuseppe La Mura

Non mi vedi, di Giuseppe La Mura

non mi vedi

Non mi vedi

Non sai cosa si cela dentro me

Vorresti vedere

Toccare e sentire il cuore.

Allora prova ad immaginare il mare

E a vederlo oltre quello che è in superficie

Vai oltre le maree

Oltre il blu tinto d’oceani

Pensa alla vita vissuta che ti porti

Attaccata e stretta nell’anima.

Vedimi con gli occhi di chi vede un libro

Chiuso e dimenticato in una libreria

Senti cosa ti dice il cuore

Quello che provi

Mentre immagini di prendere quel libro

Aprirlo e leggerci tutte le mie emozioni

Dolori

Solitudini

Che in silenzio scrivo qui,

Dentro di me.

 

Giuseppe La Mura ago 2018
testo: copyright legge 22 Aprile 1941 n°633
photo: Web

Quanti fantasmi dentro i tuoi occhi, di Giuseppe La Mura

Quanti fantasmi dentro i tuoi occhi, di Giuseppe La Mura

Quanti fantasmi

Quanti fantasmi dentro i tuoi occhi

Li vedi mentre sei allo specchio dei pensieri

Non combaciano le loro ombre

Con i ricordi impressi ancora sulle labbra

Nessuno può vedere il tuo amore

Quello delle lacrime

Delle lettere strappate

Delle lenzuola stropicciate

Delle assenze che urlano dal fondo

Che restetanno chiusi a chiave

Per sempre nelle stanze del cuore.

Compaiono nello specchio dei tuoi pensieri

A guardarti nei tuoi occhi

Mentre tu ti prepari

Per incontrare e fare ancora l’amore.

 

Giuseppe La Mura ago 2018
testo: copyright legge 22 Aprile 1941 n°633
photo: Web

C’è vento, di Giuseppe La Mura

C’è vento, di Giuseppe La Mura

c'è vento

C’è vento,

Resto disteso su un letto

Che sembra un deserto di sabbia

E l’imposta aperta

Dove non scappa via la solitudine in gabbia.

C’è vento

E porta il tuo nome qui accanto a me

Nei miei occhi resta il tuo sole

Sulle mie labbra c’è la voglia,

Il desiderio fortissimo delle tue,

Fragole che non hai lasciato assaporare ancora.

C’è vento

Porta tutto lontano da me

I colori sbiaditi di questa fine d’estate

Le tende volano via dalla finestra

Aquiloni come barche a vela che navigano il cielo

Ma il tuo sguardo resta qui con me

Come i tuoi occhi

Il tuo sorriso puntato dritto su me

C’è vento

Ma tu resti qui nel surreale silenzio

La tua voce è un sasso gettato nel mare

La sento come un’eco dentro di me.

 

Giuseppe La Mura set 2018
testo: copyright legge 22 Aprile 1941 n°633
photo: Web

Il mattino è arrivato qui sui colli, di Giuseppe La Mura

Il mattino è arrivato qui sui colli, di Giuseppe La Mura

il mattino

Il mattino è arrivato qui sui colli

Gli alberi freddi e spogli

Si tingono di una flebile luce rosa

Molti dormono

Rapiti ancora dal freddo

Si rifugiano nel sonno.

Tu,

Ascolti questi mattini di dicembre

Fatti di cieli puri e grigi

Plasmati di infiniti silezi

Osservi il mare

Senti il suo cuore battere tra le onde

Il vento attraversare gli alberi spogli.

T’accorgi che la natura intorno a te è viva.

Ma dentro

La casa è vuota

Le finestre spalancate

Il vento accarezza le lenzuola

C’è nostalgia

Ingenuità

Malinconia

C’è la vita che corre

Come un fiume al mare

Senza briciole di pane e poesia.

 

Giuseppe La Mura dic 2018
testo: copyright legge 22 Aprile 1941 n°633
photo: Web

Il mondo lì fuori, di Giuseppe La Mura

Il mondo lì fuori, di Giuseppe La Mura

il mondo

Il mondo lì fuori

Sembra chiudersi ai tuoi battiti

Ai tuoi respiri.

A nessuno importa più del prossimo,

Nemmeno di Te e del tuo dolore,

che ti porti dentro con estrema dignità.

Tutti chiusi dentro le loro case chiuse.

Negli ego

Nelle raffinate stanze.

Lasciano fare tutto all’indifferenza

Ed è talmente forte il tuo disagio

Che stanotte ti sembrerà una notte d’estate.

Ti scioglierai ancora una volta in mille calde lacrime

Mentre il ghiaccio intorno ti inonderà il cuore.

 

Giuseppe La Mura dic 2018
testo: copyright legge 22 Aprile 1941 n°633
photo: Web

È quasi l’alba, di Giuseppe La Mura

È quasi l’alba, di Giuseppe La Mura

è quasi

È quasi l’alba,

Il letto è un mare calmo e freddo,

La luna si veste di un nuovo giorno e malinconia

prima di scappar via.

I libri dormono e con essi giacciono nudi i tuoi sogni

Le emozioni son confinate

dietro le imposte, nei tuoi occhi ancora chiusi.

Cadono dagli alberi le silenziose foglie,

Come dal cielo piovono coriandoli di nuvole.

Anche le parole e frammenti di poesie cadono dal cuore

Sopraggiunge l’autunno nella stagione dell’amore.

 

Giuseppe La Mura nov 2018
testo: copyright legge 22 Aprile 1941 n°633
photo: Web

Dicembre, di Giuseppe La Mura

Dicembre, di Giuseppe La Mura

https://giuseppelamura.wordpress.com

Dicembre Giuseppe La Mura

Dicembre

Coi suoi cieli tersi

Porta con se i silenzi,

I ricordi delle primavere.

L’aria fredda e rarefatta

Congela le mani, gli sguardi,

Sembra quasi fermare il tempo.

Dicembre

Nei suoi occhi limpidi,

C’è tutto e niente,

L’infinito e il vuoto,

Un ponte dove il passato e il futuro

Camminano insieme nel presente.

Come quando scrivevi e scrivi ancora

Delle regole del cuore e dell’amore.

Scrivi ciò che è stato

T’illudi di conoscere come sarà,

Soltanto perchè adesso,

Tra le mani stringi il niente,

Guardi in silenzio

Il cielo pulito e gelido

Tinto di dicembre.

 

Giuseppe La Mura dic 2018
testo: copyright legge 22 Aprile 1941 n°633
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Come il mare, di Giuseppe La Mura

Come il mare, di Giuseppe La Mura

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Come il mare

Come il mare,

il mare,

Anche il giorno lentamente si ritrae,

Lascia spazio al buio

E s’allontana il tramonto

Portando con se le flebili ombre.

Ciò che c’era

Lo vedevi con gli occhi

Perchè illuminato alla luce del sole.

Ora quel tutto sprofonda nel vuoto

Cade nel silenzio assoluto.

E il tuo tempo

È scandito dal sentire

Dalle emozioni che sono nel cuore

Allora

Ti lasci prendere

E condurre per mano

Nelle tue profondità

Ti ritiri in te stessa

Sospesa tra ricordi e sorrisi

Oltre le mancanze

Senti l’amore

Oltre ogni dolore.

Un giorno ci ritroveremo, di Giuseppe La Mura

Un giorno ci ritroveremo, di Giuseppe La Mura

https://giuseppelamura.wordpress.com

Un giorno ci

Un giorno ci ritroveremo

Ad abitare i nostri sogni,

Le nostre case.

Ora,

Quando tutto sembra a posto,

Vediamo in ordine soltanto il vuoto.

Siamo troppo distratti,

Siamo troppo distanti.

A cercare qualcosa come se non vi fosse un domani.

E cercando noi stessi,

Il nostro ego,

Ci siamo persi,

Smarriti,

Abbiamo perso sorrisi,

Abbracci, sguardi.

Condividiamo distanze,

Ci nutriamo di infiniti silenzi.

Un giorno,

Forse,

ritorneremo a riempire i nostri sogni.

Ora son freddi,

Come le lenzuola d’un letto disabitato,

Grigi come un cielo di vento e nuvole.

 

Giuseppe La Mura nov 2018
testo: copyright legge 22 Aprile 1941 n°633
photo: Web

 

#piccoleStoriediAmore, di GIUSEPPE LA MURA

#piccoleStoriediAmore, di GIUSEPPE LA MURA

Piccole storie

“A che serve il Cuore se poi si ha paura di uscire col mare in tempesta? Tanto si vive una volta sola e si muore ogni volta che si esce per mare, ogni volta che s’assapora il sale del mare, ogni istante in cui cade una lacrima, ad ogni tramonto, ad ogni compleanno, ad ogni bacio non dato, non ricevuto. Si muore ogni giorno, ogni istante ed ogni volta è tutto da rifare, ricominciare, recuperare per sperare di vivere, provare ad amare un’altra volta ancora.”

Giuseppe La Mura set 2016
testo: copyright legge 22 Aprile 1941 n°633
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Il calore umano, di Giuseppe La Mura

Il calore umano, di Giuseppe La Mura

https://giuseppelamura.wordpress.com/

Il calore

Il calore umano

È molto più intenso di un abbraccio.

Ed è una fortuna aver qualcuno accanto

Parlarsi con lo sguardo,

Anche se immersi nel silenzio

Vale più di un solo bacio

Sa di amicizia e amore.

Emozioni che rigano di lacrime il cuore.

Avevo Te,

Mi riscaldavi

E proteggevi dall’inverno di questo cuore.

A volte le fortune sono così.

Arrivano all’improvviso

E vanno via in punta di dita

Come i baci,

Resta il calore dei tuoi baci

Impressi per sempre sulle mie labbra.

 

Giuseppe La Mura nov 2018
testo: copyright legge 22 Aprile 1941 n°633
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Arrivai a guardarti negli occhi, di Giuseppe La Mura

Arrivai a guardarti negli occhi, di Giuseppe La Mura

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Arrivai

Arrivai a guardarti negli occhi

Percorsi infiniti sentieri

E attraversai prima me stesso

Per poi perdermi a cercare Te.

Giunsi e bussai a morsi sulla tua bocca

Dove posai parole rotonde e silenziose

Sul mar rosso,

Il cuore nascosto sulle tue labbra.

Giuseppe La Mura apr 2018
testo: copyright legge 22 Aprile 1941 n°633
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Una sigaretta, di Giuseppe La Mura

Una sigaretta, di Giuseppe La Mura

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Una sigaretta

Una sigaretta

È una metafora,

Una silenziosa attesa

Che aspettare il tempo

Sia attraversare le ferite

Sgretolare tutte le sicurezze

E le inutili consapevolezze.

Intanto la cenere cade

E segna i passi che lascio per terra

Lungo il mio viaggio

Senza di Te.

 

Giuseppe La Mura nov 2018
testo: copyright legge 22 Aprile 1941 n°633
photo: We