Sul molo camminiamo muti, di Giusy Del Vento 

Sul molo camminiamo muti, di Giusy Del Vento 

Sul molo camminiamo muti

Sul molo camminiamo muti
senza toccarci, ma ancora più vicini
che avvinghiati
le parole non servono
per noi già dicono
le nuvole rosa e grigie della sera
la risacca sui ciottoli
e il motore delle barche in lontananza
pronte per la pesca della notte
Ti è sfuggita una ciocca
ondeggia nella brezza, come musica
Porto un garofano sull’orecchio
per sembrare spavaldo, audace
e nasconderti il mio cuore di merletto
Cosa potrei dirti
che tu non sappia già?
Fra noi questo insieme
compiuto e perfetto
Nell’attimo della sera più struggente
Sono un dio
e non lo sapevo

Giusy del Vento

Foto per gentile concessione di #StefaniaCampagna

Da “Le poesie sono alberi” #Lesflaneursedizioni, di  Giusy Del Vento

Da “Le poesie sono alberi” #Lesflaneursedizioni,

di  Giusy Del Vento

da le poesie

Sull’altopiano mi sono fermata
dove lontano, si scorge il mare
E qui aspetto il vento
Non sopporto più porte, finestre
le pareti della stanza, le cose
Da troppo tempo sei andata
altrove
Quella fotografia di me bambina
e tu che mi stringi la mano
Attendo e canto
le canzoni che sai
Ma non ho la tua voce
Per questo inseguo il vento
quel soffio caldo di meridione
che possa sembrarmi
un abbraccio di madre

Giusy Del Vento

GIUSY DEL VENTO, autrice di prosa e poesia

GIUSY DEL VENTO, autrice di prosa e poesia

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E’ autrice di prosa e poesia. E’ presente in diverse antologie di entrambi i generi letterari. Alcune sue interviste si trovano in rete, in blog e piattaforme culturali italiane ed europee.

Ha pubblicato un romanzo di narrativa per ragazzi: “Filippo, Canosa e la Principessa e quattro sillogi poetiche: “Come gocce d’acqua”; seguita da “Il canto delle cicale” e, in collaborazione con il poeta venezuelano Giovanni Battista Petrella di Maracaibo, la terza raccolta “Al canto della musa, despierta il poeta” in spagnolo e italiano; “Nòstos” (Il ritorno. Suoi racconti sono stati usati in Patagonia Argentina, come materiale didattico per insegnare Italiano in una scuola.

Alcune sue poesie sono state tradotte in francese, tedesco, inglese, spagnolo, macedone, greco, esperanto e polacco. Attualmente è alla sua ultima silloge poetica, “Le poesie sono alberi” edita da Les Flàneurs, casa editrice di Bari. Lettrice accanita, appassionata di storia archeologia e arte.

Tempi DiVersi

Associazione Licenza Poetica

“Le poesie sono alberi”, di Giusy Del Vento

“Le poesie sono alberi”, di Giusy Del Vento

Le poesie

Dal libro “Le poesie sono alberi” Les Flâneurs Edizioni

Sedeva solo il vecchio
ogni sera sul molo
Non parlava
non muoveva capo
occhi o mani
Fissava il mare
il suo scintillio
fino a sera intorpidito
Attento ad ogni minimo rumore
un guizzo, uno sciabordio d’onda
ostinato aspettava
era giovane e bello
quando sposò una sirena

Giusy Del Vento (Creta)

Ci guiderà verso sud, di Giusy Del Vento

Ci guiderà verso sud, di Giusy Del Vento

ci guiderà

Ci guiderà verso sud
il fiore rosso dell’ibisco
lo zucchero del marzapane
col suo odore
i cirri bianchi delle nuvole
le pale dei fichidindia
in processione e di fianco
Il blu acceso del mare
Andremo nomadi cantando
amore e resurrezione
come antichi carrettieri verso
le fiumare in secca
a scavare liquirizia
Che la terra non è arida
e la vita è un viaggio
lungo oppure breve ma
sempre pieno di luce
per chi la vuol vedere

Giusy Del Vento

Dorme Canosa ricoperta di luna, di Giusy Del Vento

Dorme Canosa ricoperta di luna, di Giusy Del Vento

dorme carnosa

Dorme Canosa ricoperta di luna
Dormono le domus millenarie, le terme
Brilla ciò che resta dei templi in marmo
lo sguardo del superbo capitello
è custode attento nella notte silenziosa
Dolci nenie nei grandi ipogei cullano
il sonno di principesse dai capelli d’oro
Mentre l’oplita è fermo, all’ingresso della strada pronto alla difesa della sua cittá
Mille e mille stagioni passate sotto il sole quanti i nomi, le vite gli amori
Quanti Imperatori, eserciti possenti
Vescovi, grandi armatori e pellegrini
artigiani, infiniti bianchi armenti
Finissimi vasai, pittori illustri
tutti ti hanno amata.Che eri bella
generosa, fedele, antichissima culla
L’Ofanto e il ponte snello tua cintura
Come polline d’ulivo
la tua arte sboccia nei musei
ne è pieno il mondo e ripete il tuo nome all’infinito
Chi ti canta, chi ti ama ancora?
Sotto la luce della luna é sveglia la tua storia
Torni ad essere madre e noi, buoni figli ancora

Giusy Del Vento

Non è così che doveva essere oggi, di Giusy Del Vento

Non è così che doveva essere oggi, di Giusy Del Vento

Non è così che doveva essere oggi

Non è così che doveva essere oggi
Avrei voluto indossare il sorriso migliore
bere lentamente il primo caffè e
alle sei del mattino, cominciare a farmi bello
Curare la barba, una goccia del tuo profumo
Indossare la camicia di lino azzurra
Avrei scambiato due parole con Anghelos sul vento di marina
prima che corresse a suonare le campane per noi
Un salto dal fornaio per i panini al sesamo che ami, per la notte
Avrei stretto la mano agli amici celando malamente la fretta e la gioia
Ricevuto pacche sulla spalla e tutti gli auguri di lunga vita, salute e figli
E tu come tutte, dovevi arrivare in ritardo ma poco
Perché anche tu eri impaziente di sorridermi e dirmi sí
con gli occhi prima che con le parole
Ecco … Così doveva essere oggi
E invece niente caffè ma ho curato la barba, indossato il tuo profumo e la camicia azzurra, ho evitato Anghelos e il fornaio
Solo sono qua, dietro la fontana di pietra a guardare di nascosto la chiesa e i tuoi genitori che ti piangono morta
Mio infinito … Come possono questi miei occhi vedere se sono morto anche io

Giusy Del Vento

Nel frastuono della tempesta, di Giusy Del Vento

Nel frastuono della tempesta, di Giusy Del Vento

Nel frastuono della tempesta
Dicesti “Ti amo”
Piano, quasi a te stessa
Ma io, riuscii a sentirlo
Furono così lisce, calde e morbide
quelle parole di seta
Come fossero una sciarpa
che mi annodasti al collo
La indosso ancora
sempre
Anche nei giorni di sole

Giusy Del Vento
Dal libro: “Le poesie sono alberi” edito da @les flaneurs edizioni

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Agrigento valle dei templi

Mattino fresco, di Giusy Del Vento

Mattino fresco, di Giusy Del Vento

Mattino

Mattino fresco
prima che stordisca il sole
e le cicale aprano il canto
sono sotto le tue foglie
fico
Chi ti ha piantato
chi negli anni assistito?
Benedico quella mano ignota
Nella mia, adesso
accolgo tutta la vita
È verde, soda, tentatrice
promette gioia e godimento
e tale si rivela
Tuttavia . . . Che cos’è la vita
la mordi felice ed ecco
in due bocconi è già finita

Giusy Del Vento

Le cicale di luglio, di Giusy Del Vento

Le cicale di luglio, di Giusy Del Vento

Le cicale

Le cicale di luglio non bastano
a confermare questa estate
La porta di casa ancora cigola
te ne lamentavi sempre
prima o poi la sistemo giuro!
Ma è azzurra, ed è bella anche così
Il basilico è fiorito
come un bouquet di sposa
anche lui ti aspetta paziente con me
quando arrivi?
Metterò le parole in infusione
i sedimenti poseranno in fondo
Questa sera ne berrò due tazze
pensandoti, così
stanotte verrò in sogno
a leggerti la mia poesia
tieni le ciglia ben strette e se sentirai
una carezza, rendimi un bacio
che . . . sono io

Giusy Del Vento

Mattino fresco, di Giusy Del Vento

 Mattino fresco, di Giusy Del Vento

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Mattino fresco
prima che stordisca il sole
e le cicale aprano il canto
sono sotto le tue foglie
fico
Chi ti ha piantato
chi negli anni assistito?
Benedico quella mano ignota
Nella mia, adesso
accolgo tutta la vita
È verde, soda, tentatrice
promette gioia e godimento
e tale si rivela
Tuttavia . . . Che cos’è la vita
la mordi felice ed ecco
in due bocconi è già finita

Giusy Del Vento