Renato Balduzzi, CSM. Prescrizione e processi. Governo di coalizione o coalizione di governo?

Renato Balduzzi, CSM. Prescrizione e processi. Governo di coalizione o coalizione di governo?

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“Sembra essersi avviata – scrive Renato Balduzzi nella rubrica Pane e giustizia di oggi – una reale e non occasionale discussione sulla disciplina della prescrizione e sulla durata dei processi penali.

Lo dico con il condizionale, perché non sarebbe la prima volta che una tale discussione viene iniziata e poi finisce miseramente e lestamente per essere soppiantata da altri argomenti, che richiedono meno attenzione da parte della pubblica opinione e che possono essere più facilmente ridotti a slogan semplificati”.

Per leggere il testo dell’articolo, in edicola questa mattina su Avvenire, clicca sul seguente link: Pane e giustizia – 8 novembre 2018.

La mobilitazione di Cgil, Cisl, Uil per sollecitare il Governo sul tema amianto passa anche da Alessandria

La mobilitazione di Cgil, Cisl, Uil per sollecitare il Governo sul tema amianto passa anche da Alessandria

Alessandria, mercoledì 7 novembre alle 10.30, i segretari generali territoriali di Cgil, Cisl e UIL hanno incontrato il Prefetto di Alessandria.

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I sindacati hanno chiesto un incontro in Prefettura, aderendo così alle giornate di mobilitazione a livello nazionale per chiedere al Governo risposte esaustive su molte problematiche legate all’amianto.

Il nostro territorio è particolarmente sensibile a questo tema visto il dramma vissuto in prima persona dai lavoratori dell’Eternit e dagli abitanti di Casale Monferrato. La fibra killer, come sappiamo, continua silenziosamente a mietere vittime. Ogni anno si stima che i morti per amianto siano 3000 in Italia.

Urge quindi accelerare i tempi sugli interventi di bonifica, garantire giustizia previdenziale a chi lavora in ambienti esposti all’amianto, riconoscere la malattia professionale, risarcire i familiari delle vittime e rafforzare ulteriormente i Centri Operativi Regionali per la rilevazione di tutti i tumori provocati dall’amianto per individuare le patologie asbesto correlate e definire piani puntuali di prevenzione e di bonifica. Continua a leggere “La mobilitazione di Cgil, Cisl, Uil per sollecitare il Governo sul tema amianto passa anche da Alessandria”

Editoria: Fornaro (Leu), per pluralismo informativo no taglio fondi

Editoria: Fornaro (Leu), per pluralismo informativo no taglio fondi 

Federico Fornaro

(AGI) – Roma, 7 nov. – “Liberi e Uguali presentera’ un emendamento soppressivo della norma contenuta nella legge di Bilancio che prevede l’azzeramento dei contributi indiretti ai giornali a partire dal 2020.

I quotidiani editi dalle cooperative e i periodici locali rappresentano un patrimonio fondamentale per garantire un reale pluralismo informativo, oggi messo in discussione dal Governo Lega-M5S”.

Lo anticipa il capogruppo di Liberi e Uguali alla Camera, Federico Fornaro, parlando con i giornalisti a margine del convegno sul pluralismo dell’informazione che si e’ svolto oggi alla Camera.

Ravetti ( Capogruppo PD): “Federalismo: avviare subito con il Governo la maggiore autonomia. La Lega passi ai fatti sostenendo le richieste delle Regioni.”

Ravetti ( Capogruppo PD): “Federalismo: avviare subito con il Governo la maggiore autonomia. La Lega passi ai fatti sostenendo le richieste delle Regioni.”

Approvata in Consiglio Regionale la proposta di deliberazione per il riconoscimento di un’autonomia differenziata della Regione Piemonte

“Non chiediamo più soldi allo Stato ma più libertà di gestirli su alcune precise competenze che riteniamo strategiche per lo sviluppo della nostra Regione”.

04/07/2017 -  X LEGISLATURA - Ravetti

Lo dichiara il capogruppo del PD, Domenico Ravetti, dopo l’approvazione della delibera del Consiglio regionale del Piemonte con la quale si chiede al Governo l’apertura di un negoziato ai sensi dell’articolo 116 della Costituzione sull’autonomia differenziata.

“Una sorta – continua – di una terza via pragmatica tra il vecchio centralismo, che alcuni vorrebbero riproporre ancora oggi, e un federalismo di vecchia convenzione inconcludente e sbandierato solo ai fini elettorali; sul tema – prosegue – mi auguro che il Governo proceda in tempi brevi, si tratta di creare una maggiore coerenza su materie la cui gestione rafforzata del Piemonte offrirebbe una maggiore agilità su temi quali: il lavoro, la sanità, il governo del territorio, le politiche della montagna e l’ambiente, gestione delle non autosufficienze, tutti ambiti – conclude – su cui il Piemonte vuole incidere maggiormente e con meno conflitti di attribuzione con lo Stato centrale”.

Domenico Ravetti

Presidente

Gruppo consiliare Partito Democratico

I 780 euro li vedranno in pochi. Il reddito di cittadinanza spiegato da Salvatore Tridico

I 780 euro li vedranno in pochi. Il reddito di cittadinanza spiegato da Salvatore Tridico

Da marzo le richieste, assegno intero solo a chi non ha entrate e vive in affitto. Tre offerte di lavoro, la prima entro 50 km dalla residenza, le altre anche più lontano.

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By Huffington Post
Presto uscirà il testo finale, preso sapremo davvero come funzionerà il reddito di cittadinanza. Per il momento a spiegarlo è Salvatore Tridico, economista, consigliere del vicepremier Luigi Di Maio sulle tematiche legate alle politiche per il lavoro. In un’intervista al Corriere della Sera assicura che la misura del reddito di cittadinanza “sarà uniforme su tutto il territorio” ma l’assegno intero verrà percepito solo da chi non ha entrate e vive in una casa in affitto.

“La misura piena, cioè 780 euro al mese, è per un individuo che paga un affitto e ha Isee zero. Se è già proprietario di casa, l’importo si riduce. C’è in sostanza un “housing support” sul modello che c’è in altri Paesi d’Europa”. […] E quindi non è vero come dicono alcuni – sottolinea – che il nostro reddito di cittadinanza sarebbe più generoso. In Francia, ad esempio, il ‘Revenu minimum d’insertion’ è di circa 512 euro, a cui si aggiunge un ‘housing support’ e un sostegno alla mobilità, cosicché la misura complessiva può superare i mille euro. Continua a leggere “I 780 euro li vedranno in pochi. Il reddito di cittadinanza spiegato da Salvatore Tridico”

Il Governo taglia le pensioni agli ebrei vittime delle leggi razziali e ai perseguitati politici del fascismo

Il Governo taglia le pensioni agli ebrei vittime delle leggi razziali e ai perseguitati politici del fascismo

Il decreto fiscale cancella i fondi stanziati per risarcire le vittime delle persecuzioni politiche e delle leggi razziali

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La Stampa

Sessantatré anni di fondi e assegni garantiti per i perseguitati politici e gli ebrei vittime delle leggi razziali, cancellati dal timbro del governo giallo-verde. L’ultimodecreto fiscale taglia i 50 milioni destinati alle vittime della dittatura fascista, a ottant’anni dalle leggi razziali. Gli assegni erano di circa 500 euro al mese destinati a coloro i quali fossero nati prima del 1945. Come riporta La Stampa“si tratta di alcune migliaia di cittadini”, tutti quanti perseguitati dal fascismo.

Persone che hanno avuto diritto a questo vitalizio come “gesto riparatore” per aver perso il lavoro o il diritto di andare a scuola dopo il 1938, o perché costretti a fuggire all’estero. La decisione è contenuta in un allegato al decreto fiscale, insieme ad altri tagli che riguardano il sostegno alle famiglie e alle imprese. Continua a leggere “Il Governo taglia le pensioni agli ebrei vittime delle leggi razziali e ai perseguitati politici del fascismo”

Manovra, lettera di richiamo della Ue allʼItalia: “Inadempienze gravi”. Conte: “Nessun muro contro muro”

Manovra, lettera di richiamo della Ue allʼItalia: “Inadempienze gravi”. Conte: “Nessun muro contro muro”

La commissione chiede chiarimenti sui conti del nostro Paese ma manda pesanti segnali: “Deviazione dal Patto senza precedenti”. Di Maio: “Ultimatum inaccettabile, Bruxelles si è allontanata dalla realtà”

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Il progetto di Bilancio presentato dall’Italia sembra configurare una “inadempienza particolarmente grave” rispetto alle regole del Patto Ue. Lo afferma la Commissione europea nella dura lettera inviata all’Italia dopo aver visionato il draft di bilancio per il 2019. Il premier Conte, che si attendeva la missiva, aveva detto: “Risponderemo alle critiche”. Il presidente Mattarella dopo aver incontrato Pierre Moscovici: “Dialogo per trovare un’intesa”.

 

 

 

La Commissione Ue “continua a cercare un dialogo costruttivo con l’Italia” per raggiungere un accordo finale sulla manovra, ma si aspetta una risposta alle perplessità sollevate entro “mezzogiorno di lunedì 22 ottobre” per permettere di arrivare a una decisione formale. Lo si legge nella lettera di Bruxelles, indirizzata al ministro dell’Economia, Giovanni Tria.

Conte: “Nessun muro contro muro” – “Sono venuto qui per illustrare la manovra economica, non ci sono stati particolari rilievi”. Così il premier Giuseppe Conte ha detto, nel corso della conferenza stampa al termine del consiglio Ue a Bruxelles. “L’Italia deve crescere, l’Italia gode di buona salute e i fondamenti degli italiani sono saldissimi”, ha aggiunto. “Non c’è nessun muro contro muro con Bruxelles” e sul deficit/Pil “non c’è una grossa deviazione”, ha detto ancora Conte. “La manovra ci consente di invertire la rotta e di poter prefigurare una riduzione del debito nel 2020 e nel 2021”, aggiunge il premier.

Moscovici: “Ho solo un piano A, restare insieme nell’Euro” – Il commissario agli Affari economici della Ue, Pierre Moscovici, non sembra aver dubbi: “Non voglio mai fare il poliziotto cattivo, non ho pronto un piano B, ho solo un piano A e il piano A è quello di restare insieme nella zona euro”. “Credo che la spesa pubblica possa stimolare la crescita. Ma devo constatare che le vostre previsioni di crescita non sono realistiche, non corrispondono ad alcuna previsione di qualsiasi organismo internazionale”, ha poi affermato.

Tria: “Si apre dialogo spero di avvicinare posizioni” – “Abbiamo ricevuto la lettera con le osservazioni della commissione. Si apre quello che abbiamo definito un dialogo costruttivo partendo da valutazioni diverse sulla nostra politica economica. Abbiamo constatato queste valutazioni diverse, riteniamo di dovere approfondire le nostre spiegazioni delle ragioni della nostra politica, di far conoscere meglio alla commissione le riforme strutturali che porteremo avanti con la legge di bilancio e quindi di poter avvicinare speriamo le nostre posizioni”. Questo il commento del ministro dell’Economia Giovanni Tria. Continua a leggere “Manovra, lettera di richiamo della Ue allʼItalia: “Inadempienze gravi”. Conte: “Nessun muro contro muro””

Dl fiscale, Conte convoca il Cdm per sabato. Dopo il “no” Salvini ci ripensa e apre: “Se serve ci sarò, basta litigi”

Dl fiscale, Conte convoca il Cdm per sabato. Dopo il “no” Salvini ci ripensa e apre: “Se serve ci sarò, basta litigi”

Il capo del governo media nella maggioranza dopo lo scontro sulla cosiddetta “manina” nel testo del decreto. Luigi Di Maio: no allʼautoriciclaggio, serve un chiarimento. La Lega accoglie: risolviamo

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Dopo la crisi all’interno della maggioranza per la “manina” nel decreto fiscale, il presidente del Consiglio Giuseppe Conte è intervenuto per mediare convocando per sabato mattina un nuovo Consiglio dei ministri. Sul testo, contenente la norma sull’autoreciclaggio, era esploso lo scontro Lega-M5s. Matteo Salvini, che in un primo momento aveva affermato che non avrebbe partecipato al Cdm, ha infine accolto gli inviti: “Basta litigi, se serve ci sarò“.

Salvini: “Polemiche aiutano solo gli avversari” – Dopo l’intervento del capo del governo e l’invito di Di Maio a risolvere la querelle sul decreto fiscale, Matteo Salvini, dimostratosi inizialmente irremovibile sull’aggiustamento del testo, ha accolto le richieste: “Le polemiche aiutano solo gli avversari, i burocrati Ue e gli speculatori. Basta litigi, risolviamo i problemi, parlando”. “Io mantengo gli impegni – ha aggiunto il ministro -, gli ultimi che volevo aiutare erano i malfattori”. Prima dell’apertura, il leader della Lega, in campagna elettorale a Bolzano, aveva spiegato che lui al Cdm convocato per sabato non sarebbe andato: “Ho l’appuntamento con la Coldiretti e soprattutto con i miei figli”.

L’intervento di Conte: “Sabato un nuovo Cdm” – Al termine di una giornata convulsa e prima dell’apertura di Salvini il capo del governo Giuseppe Conte aveva indetto “per sabato un Consiglio dei ministri perché porterò il risultato della rilettura” del decreto e “avremo quindi la possibilità di confermare” il testo o, “nel caso dirimere qualche dubbio politico che è sorto”.
Di fronte allo scontro esploso nella maggioranza, Conte aveva spiegato di ritenere una crisi di governo “una prospettiva futuribile, improbabile” e “se ci fosse una crisi” dal caso del dl fiscale “in questa vicenda non dimostreremmo né passione né responsabilità”.

Conte: “Salvini? Il premier sono io e il Cdm lo convoco io” – Quanto alla contrarietà di Salvini di prendere parte a un nuovo Cdm, aveva evidenziato: “Se ci sarà Salvini al Cdm di sabato non lo so, perché c’è anche la campagna elettorale al Nord. Il Cdm si svolgerà, l’ho convocato io. Il premier sono io, decido io che si svolga un Cdm”.

Di Maio: “Serve un chiarimento politico” – A margine dell’assemblea dei lavoratori Bekaert a Figline Valdarno, il vicepremier Luigi Di Maio aveva teso una mano al suo omologo leghista: “Il tema, adesso, è politico ed ha bisogno di un chiarimento politico. Quindi la sede giusta è il Consiglio dei ministri, ma possiamo fare anche un vertice prima”. “Chi crede che sia suonato il requiem per il governo si sbaglia di grosso”, aveva chiarito.

“M5s non salva chi fa autoriciclaggio” – Sulla norma denunciata da Di Maio nell’ultima bozza del dl fiscale, aveva poi evidenziato il “M5s non può votare in Parlamento un testo che preveda scudi fiscali per gli evasori. Io salvo chi è nelle grinfie di Equitalia non chi fa autoriciclaggio e credo che neanche gli elettori della Lega si vogliano impelagare con la difesa degli evasori”.

Lega: “Nessuno in Cdm, se non va Salvini” – Dopo la defezione di Matteo Salvini al Consiglio dei ministri tutta la Lega aveva fatto sapere compatta che “nessuno sarà alla riunione, se non va Salvini”. Ma a seguito dell’apertura del loro leader le cose cambiano.

Il caos era scoppiato mercoledì quando il vicepremier Luigi Di Maio aveva fatto sapere che il testo sulla pace fiscale inserito nella manovra “trasmessa al Quirinale non è quello su cui c’era l’accordo in Cdm”, perché “c’è sia uno scudo fiscale per i capitali all’estero sia la non punibilità per chi evade. È un fatto gravissimo, manina politica o no, depositerò subito un esposto alla Procura della Repubblica”.

Scontro M5s-Lega, Salvini: “Il decreto non si tocca”– Salvini si era detto contrario a un “Cdm-bis” dopo l’ipotesi avanzata dal M5s per mettere una pezza al “pasticcio” del dl fiscale. “Cosa fatta – aveva detto infatti Salvini -. Io quando prendo impegni con Di Maio e i cittadini li mantengo. Quello che abbiamo discusso per ore ed ore in Consiglio dei ministri l’ho trovato scritto”. “Il decreto resta – aveva quindi aggiunto -. Non possiamo approvare un decreto e modificarlo il giorno dopo. Ognuno prenda le sue responsabilità”.

Sulla stessa lunghezza d’onda di Salvini anche Massimo Garavaglia, sottosegretario all’Economia, in quota Lega: “Tutti – aveva spiegato – sapevano le norme del decreto fiscale. Non so nulla di eventuali modifiche”.

Il fronte del M5s – Il M5s da subito era apparso compatto e pronto a dare battaglia per cancellare la parte del testo incriminata. “Lunedì prima del Consiglio dei ministri c’è stato un tavolo politico in cui l’accordo raggiunto prevedeva nessun condono penale e niente scudo fiscale sui capitali esteri. Adesso Garavaglia e la Lega ci dicono che approvano una norma che introduce condoni penali e scudi fiscali per capitali all’estero? Allora c’è un problema politico”, aveva detto infatti la sottosegretaria all’Economia Laura Castelli. Sulla stessa lunghezza d’onda anche il presidente della Camera, Roberto Fico: “E’ chiaro che al di là di ciò che è successo, questo lo vedrà il Cdm nella propria interlocuzione, sono fermamente contrario a che ci sia questo articolo all’interno del decreto”.

Berlusconi: “Siamo alle comiche, spero governo duri poco” – Sul decreto fisco “siamo alle comiche, è molto doloroso assistere a questo teatrino, questo è un governo innaturale”, aveva commentato il leader di Forza Italia, Silvio Berlusconi. “È molto brutta l’immagine che stiamo dando in Europa e in giro per il mondo. Io spero che questa situazione duri poco”, aveva concluso. Continua a leggere “Dl fiscale, Conte convoca il Cdm per sabato. Dopo il “no” Salvini ci ripensa e apre: “Se serve ci sarò, basta litigi””

Savona: “Se spread ci sfugge, manovra deve cambiare”

“Se ci sfugge lo spread, si deve cambiare la manovra” entro fine anno. E’ quanto ha detto il ministro degli Affari europei, Paolo Savona, intervenendo a ‘Porta a Porta’, in una giornata nervosa sui mercati, dove lo spread ha toccato i massimi dal 2013 per poi scendere a 298 punti base con un rendimento del 3,2%. A Piazza Affari gli acquisti si sono concentrati sul comparto bancario, più colpito dalle recenti vendite, e sui petroliferi che beneficiano del rialzo del greggio.

Sorgente: Savona: “Se spread ci sfugge, manovra deve cambiare”

Giovani in fuga dall’Italia, poveri e pensionati alla fame

di Pier Carlo Lava. Alessandria

Un Governo che non si preoccupa di dare lavoro ai giovani che sono costretti ad emigrare per cercare un futuro, che non pone alcun rimedio alle diseguaglianze sociali che hanno raggiunto livelli insopportabili e ingiustificati in una società civile, con milioni di poveri e pensionati al minimo che fanno la fame, non è un Governo della gente comune ma solo di alcune fasce sociali minoritarie e più abbienti del paese, che nonostante la crisi di questi anni si sono ulteriormente arricchite, perciò non merita di essere riconfermato e questo indipendentemente dal colore politico.

Gli immigrati che sbarcano sulle coste della Sicilia quando partono evidentemente non sanno ancora che l’Italia non è più il bel paese anche se nella loro situazione è sempre preferibile cercare di fuggire in qualsiasi modo anche rischiando la vita, da paesi come Siria, Libia, Iraq, Nigeria, ecc., dove oltre alla fame si rischia ogni giorno la vita. 

La crisi perdurante dal 2008 è ampiamente certificata dai dati Istat che evidenziano, oltre alla disoccupazione, in particolare quella giovanile, una costante perdita del potere di acquisto negli anni di stipendi e sopratutto delle pensioni.

Questa situazione sta spingendo molti giovani italiani e non solo ad emigrare verso altri paesi nei quali sussistono maggiori possibilità di trovare lavoro, Europa, Stati Uniti ma anche Argentina, Australia, Canada, Cina e persino negli Emirati Arabi. Continua a leggere “Giovani in fuga dall’Italia, poveri e pensionati alla fame”

L’Italia è un bellissimo Paese, malgovernato da anni!

L'Italia Roma colosseo

di Pier Carlo Lava. Alessandria

L’Italia è un bellissimo Paese, peccato che è governato male da troppi anni, basta guardarsi intorno per rendersene conto:

Molte aree industriali con attività produttive con cancelli chiusi e il cartello vendesi. Una miriade di negozi chiusi con cartelli affittasi e/o vendesi, che in passato animavano il Centro delle città e che ora sta lentamente morendo. Moltissimi appartamenti sfitti, in vendita un po ovunque. 

Il dissesto idrogeologico del territorio in molte aeree del Paese, esistente da anni senza che nessun Governo investa per metterlo in sicurezza.  Continua a leggere “L’Italia è un bellissimo Paese, malgovernato da anni!”

Enti locali: Molinari (Lega), sbloccati avanzi di bilancio. Comuni tornano ad investire

Enti locali: Molinari (Lega), sbloccati avanzi di bilancio. Comuni tornano ad investire

Roma, 3 ott. – “I Comuni tornano finalmente a respirare e a poter investire in servizi per i cittadini. Dopo che per anni anche in maniera illegittima, come più volte sentenziato dalla Corte Costituzionale, i governi di centrosinistra hanno bloccato la crescita degli Enti Locali, finalmente i Comuni potranno tornare ad investire i propri soldi.

Riccardo Molinari

Lo sblocco delle risorse in avanzo di amministrazione, annunciato oggi dal Ministero dell’Economia, è un passo fondamentale per la crescita dei nostri territori che non saranno più oggetto di prelievi forzosi per raggiungere il pareggio di bilancio.

Come promesso in campagna elettorale prima e nel milleproroghe poi la Lega libera gli investimenti per i comuni virtuosi e restituisce la libertà di poter investire per i cittadini”.     

Lo dichiara Riccardo Molinari, capogruppo alla Camera della Lega.

Molinari, Pettazzi e Boldi (Lega): “Sbloccati dal Governo gli avanzi di bilancio: i comuni possono finalmente tornare ad investire” 

Molinari, Pettazzi e Boldi (Lega): “Sbloccati dal Governo gli avanzi di bilancio: i comuni possono finalmente tornare ad investire” 

SalvniMolinari

“I Comuni tornano finalmente a respirare e a poter investire in servizi per i cittadini. Dopo che per anni anche in maniera illegittima, come più volte sentenziato dalla Corte Costituzionale, i governi di centrosinistra hanno bloccato la crescita degli Enti Locali, finalmente i Comuni potranno tornare ad investire i propri soldi. Lo sblocco delle risorse in avanzo di amministrazione, annunciato oggi dal Ministero dell’Economia, è un passo fondamentale per la crescita dei nostri territori che non saranno più oggetto di prelievi forzosi per raggiungere il pareggio di bilancio. Come promesso in campagna elettorale prima e nel milleproroghe poi la Lega libera gli investimenti per i comuni virtuosi e restituisce la libertà di poteri investire per i cittadini”. 

Lo dichiara Riccardo Molinari, capogruppo alla Camera della Lega, insieme ai deputati alessandrini della Lega, Lino Pettazzi (anche sindaco di Fubine) e Rossana Boldi.  

Matteo Renzi, se i mercati vanno male sono i consumatori e i lavoratori che soffrono!

Matteo Renzi, se i mercati vanno male sono i consumatori e i lavoratori che soffrono!

Così Matteo Renzi nella sua ultima Enews: “Parliamoci chiaro: non è vero, come dicono i demagoghi, che una cosa è fare l’interesse dei mercati, una cosa è fare l’interesse dei cittadini. Quando i mercati vanno male, i miliardari diventano ancora più miliardari. Sono le famiglie che hanno un mutuo che pagano il conto. Sono i consumatori e i lavoratori che soffrono, non i miliardari.” 

Renzi Enews 543 del 1 ottobre 2018

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Il Governo ha approvato il Def, documento che indica le linee di finanza pubblica per il prossimo anno. Lo ha fatto con Di Maio e i suoi che si sono spenzolati dal balcone di Palazzo Chigi urlando: “Vittoria”. Sotto il palco, come ragazze pon-pon, i soli parlamentari grillini, che applaudivano felici con le loro bandiere. La foto ha fatto il giro del mondo, l’Italia è sembrata un Paese in mano a degli irresponsabili. Il Financial Times, il primo giornale letto dagli investitori in tutto il mondo, l’ha messa così.
Il giorno dopo, infatti, è crollata la borsa, è schizzato lo spread. E ancora mancano i giudizi delle agenzie di rating da cui dipende la tenuta del nostro sistema finanziario.
Parliamoci chiaro: non è vero, come dicono i demagoghi, che una cosa è fare l’interesse dei mercati, una cosa è fare l’interesse dei cittadini. Quando i mercati vanno male, i miliardari diventano ancora più miliardari. Sono le famiglie che hanno un mutuo che pagano il conto. Sono i consumatori e i lavoratori che soffrono, non i miliardari.

Noi abbiamo fatto delle misure, dal JobsAct al Piano Industria 4.0. Dagli 80 euro alla diminuzione delle tasse. Le conseguenze le vediamo oggi nei dati Istat: per la prima volta dopo anni la disoccupazione scende sotto il 10%.

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Alfio Brina: Il Governo dei No quale futuro può garantire al Paese?

Alfio Brina: Il Governo dei No quale futuro può garantire al Paese?

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Il governo giallo – verde continua a muoversi su una linea di propaganda elettorale fatta di tanti NO. No all’Expo, No alle olimpiade a Roma, e quindi a 3 miliardi di euro del Comitato olimpico internazionale, che alle infrastrutture della capitale più disastrata d’Europa avrebbero fatto abbastanza comodo.

No ai giochi invernali ed estivi, sovvenzionati in parte dal Comitato Olimpico Internazionale. No all’alta velocità non solo tra Torino e Lione, ma pure tra Brescia e Trieste. No al gasdotto per la Puglia.

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No ai grandi cantieri. No all’apertura domenicale delle attività commerciali. Grillo proponeva addirittura di chiudere l’Ilva di Taranto e di trasformare l’intera area in un parco naturale. Agli oltre 14.000 occupati offriva il reddito di cittadinanza?

Il reddito di cittadinanza, secondo i grillini dovrebbe essere il risarcimento per la distruzione del lavoro. Lo Stato non garantisce il lavoro che non c’è più, ma garantisce un reddito. Le risorse necessarie si prendono da chi possiede di più. Continua a leggere “Alfio Brina: Il Governo dei No quale futuro può garantire al Paese?”