Momenti di poesia. RIMEMBRANZE, di Gregorio Asero

Momenti di poesia. RIMEMBRANZE, di Gregorio Asero

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foto Museo Gambarina Alessandria, di Pier Carlo Lava

RIMEMBRANZE

Molte volte il sole sorrideva sui tuoi capelli.
Vicinissima a me
così dolce
ti guardavo
come quello che guarda le montagne.

Ma in certi sguardi che passavano in un istante
sul fondo inaridito della mia pupilla
io avvertivo quella dolcezza
quasi umile
che il gusto dei piaceri sensuali
assapora furtivo.

E tu donna orgogliosa
che le gote tradivano come rose carnali
simile al cuore delle ninfee
aprivi in una breccia il tuo cuore.

Come un gigante che scende a valle
mi inondavi del tuo amore.
.
da “Nemesi ”
di Gregorio Asero
copyright legge 22 aprile 1941 n. 633

Momenti di poesia. IL GIORNO DELL’AMORE PERDUTO, di Gregorio Asero

Momenti di poesia. IL GIORNO DELL’AMORE PERDUTO, di Gregorio Asero

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IL GIORNO DELL’AMORE PERDUTO

Quando venni incontro al tuo cuore
lo trovai seduto sotto la luna della tristezza
cercava il giorno dell’amore perduto

Ed io in compagnia della mia presunzione
già ti battevo il tempo del bene e del male
Si è vero ti scuotesti dal tuo torpore
e tra il ricordo degli anni andati
ti insegnai che nessuno sa quale sia stato
il giorno del tuo tramonto

Mi chiedesti quando venne l’ora mia
ed io risposi che forse era già passata
e troppo tardi mi accostai al tuo cuore

Ma ormai che il tempo delle mele
ha finito il suo corso
voglio solo dire che tanto fu
che nessuno mi darà il suo tempo
per tornare alla mia luna

Si forse è il tempo del tempo passato
e allora dolce amore mio
io ti dico che nessuno mi racconta più cose nuove
e nessuno ti racconta più cose nuove
.
da “Poesie sparse”
di Gregorio Asero
copyright legge 22 aprile 1941 n. 633

Momenti di poesia. RIMEMBRANZE, di Gregorio Asero

Momenti di poesia. RIMEMBRANZE, di Gregorio Asero

RIMEMBRANZE

Molte volte il sole sorrideva sui tuoi capelli.
Vicinissima a me
così dolce
ti guardavo
come quello che guarda le montagne.

Ma in certi sguardi che passavano in un istante
sul fondo inaridito della mia pupilla
io avvertivo quella dolcezza
quasi umile
che il gusto dei piaceri sensuali
assapora furtivo.

E tu donna orgogliosa
che le gote tradivano come rose carnali
simile al cuore delle ninfee
aprivi in una breccia il tuo cuore.

Come un gigante che scende a valle
mi inondavi del tuo amore.
.
da “Nemesi ”
di Gregorio Asero
copyright legge 22 aprile 1941 n. 633

La rivoluzione mi pare una strada obbligata, di Gregorio Asero

La rivoluzione mi pare una strada obbligata, di Gregorio Asero

La rivoluzione mi pare una strada obbligata.

Mi pare che porsi il problema se fare cambiare prima l’uomo o le istituzioni, è come porre la domanda “è nato prima l’uovo o la gallina?” Modo di pensare della gente e sistema, sono intimamente connessi. Se la gente non si convince che bisogna andare in un’altra direzione non cambierà neanche il sistema che hanno i nostri politici di governarci.  Oggi viviamo in un sistema ingiusto, guerrafondaio, sprecone, perché i centri di potere politico ed economico hanno solo una visione mercantilista, concorrenziale, produttivistica di conseguenza anche la popolazione ha prevalentemente una concezione consumista, costi quel che costi. In questo contesto come introdurre il cambiamento?

Chi farà cambiare le istituzioni? I nostri politici sono disposti a fare la guerra pur di mantenere i propri privilegi. Che interesse deve avere il potere di cambiare le sue scelte se la gente lo sostiene?  Il potere bisogna farlo cambiare attraverso un cambiamento dal basso; lo so è una strada molto lunga e che il pianeta potrebbe collassare prima, ma è l’unica possibile, perché il potere non cambia per conversione spontanea, ma solo se è costretto a farlo da una forte pressione popolare. Se voi avete la bacchetta magica di fare cambiare il potere in un’altra maniera indicatemela.

Gregorio Asero

Amo la Sicilia quasi come fosse la mia donna, di Gregorio Asero

Amo la Sicilia quasi come fosse la mia donna, di Gregorio Asero

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Tutto sommato la vita è una cosa fantastica e affascinante, perché a volte ti riserva delle sorprese incredibili, è come quando cammini in riva al mare o stai serenamente passeggiando in qualche sentiero montano, quando all’improvviso ti arriva tra i piedi qualcosa di bello, di inaspettato. Ecco questa è la sensazione che provo quando “scendo” al mio paese e mi capita di vedere gente che chiacchiera e passeggia pigramente, quasi con nonchalance come se il tempo non avesse senso; come se il tempo avesse tempo da perdere.

Questa è la mia terra: così vasta e complessa che non basterebbe una vita per conoscerla e apprezzarla come merita. E’ un’isola spettacolare che custodisce tesori unici al mondo.

Qui vorrei restare, qui ho le radici e i ricordi di quando ero fanciullo, e qui vorrei morire, sì perché penso che la mia morte sarebbe meno dolorosa se avvenisse nella mia terra nativa. Io amo il suo mare, il suo odore, i mille colori dei suoi fiori, del suo cielo, il profumo delle zagare, lo scirocco che ti avvolge come in un abbraccio sensuale ed erotico, io amo il rumore della sciara quando ci cammini sopra. Io amo “a Muntagna”, la sua imponente e austera bellezza, la lava che tutto brucia lungo il suo cammino, il sole che cala a picco su tutto e tutti, la sua nobile miseria, la sua crudeltà, la sua dolcezza: i suoi controsensi.

Io amo la Sicilia, l’amo di un amore fisico carnale, quasi come fosse la mia donna.

Gregorio Asero

foto: https://viaggi.corriere.it

Momenti di poesia. ADDIO, di Gregorio Asero

Momenti di poesia. ADDIO, di Gregorio Asero

ADDIO

Vai dolce gazzella vai,
corri e non ti voltare.
Visto che vuoi andare … vai
prendi il tuo coraggio e vai.
Portati i tuoi sogni e non ti voltare,
io non posso trattenerli.
Visto che vuoi fuggire,
non ti posso più fermare.
Rendimi i mie sogni e le attese.
Rendimi le illusioni che mi hanno
reso felice.
Rendimi le parole d’amore che ti ho regalato.
Io nulla posso ridare.
Neanche le promesse d’amore che mai mi dichiarasti.

da ” COME LE FOGLIE AL VENTO”
Gregorio Asero
copyright legge 22 Aprile 1941 n°633

La bellezza è ovunque, basta ripulire gli “occhiali dell’anima”, di Gregorio Asero

La bellezza è ovunque, basta ripulire gli “occhiali dell’anima”, di Gregorio Asero

Molto spesso su Facebook mi capita di leggere stupendi pensieri, famose citazioni d’illustri personaggi, illuminate riflessioni personali. Tutto questo mi rallegra e mi esalta e, a volte le condivido.

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Leggo anche tristi meditazioni, espressioni di rabbia o di profonda sofferenza individuale. Tutto ciò mi esalta e mi fa sentire partecipe di un gruppo vivo e pulsante. Sicuramente tantissime sono vere, magari imbarazzanti, discutibili, a volte inopportune.

Altre sono solo l’espressione dei nostri sogni o semplicemente false. Ad ogni modo, ancorché virtuali, sento che sono tutte impregnate di vita, sento che ci sono incontro, confronto e anche scontro.

C’è tutto quello che noi incontriamo nella vita reale. In ognuno di noi alberga una parte di tutti gli altri e viceversa. Penso che la bellezza sia ovunque, basta ripulire gli “occhiali dell’anima” oppure tirare a lustro gli specchi della nostra casa per scoprirla e apprezzarla. Vi abbraccio … amici miei !!!

Gregorio Asero

foto per gentile comcessione della pittrice alessandrina Niki Taverna

Una riflessione sulla società di Gregorio Asero

Una riflessione sulla società di Gregorio Asero

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Non è vero che se i cittadini godono di singoli benessere, di una certa libertà si possa dire che siamo in una società civile. Quando in una società mancano i servizi pubblici, le provvidenze sociali, le assistenze dei più bisognosi, le istituzioni culturali e sanitarie pubbliche, quando i tributi vengono gestiti male o peggio ancora defraudati da pochi maledetti amministratori e lo spreco e l’insipienza rappresentano una macchia deturpante, siamo di fatto in una dittatura.

Le persone perbene e illuminati amministratori devono cercare di correggere il più presto possibile questa triste situazione, altrimenti si corre veramente il rischio di una guerra civile dove la gran massa dei diseredati prima o poi appende per i piedi i suoi rappresentanti politici e, se andiamo avanti di questo passo mi sa che non manca molto .

Gregorio Asero

La Collegialità e L’Individualismo, di Gregorio Asero

La Collegialità e L’Individualismo, di Gregorio Asero

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La Collegialità e L’Individualismo

Spesso mi domando chi sono i grandi uomini che hanno caricato sulle loro spalle il peso dell’evoluzione dell’umanità. Mi accorgo che non necessariamente bisogna essere dei grandi, perché ogni essere umano se vuole, trova qualcosa per cui battersi e forma un unione con tutti gli altri esseri che come lui hanno trovato uno scopo nella vita.

Con questo voglio dire che è sicuramente vero che il progresso è il prodotto di uno sforzo collettivo in cui ogni singolo individuo dà un contributo che, in un certo momento, può rivelarsi essenziale, ma per un altro verso, non vi è dubbio che, in tutti i campi, è comunque indispensabile il contributo dell’individuo geniale che guarda dove nessuno pensava di guardare, che sintetizza nella sua mente fatti che altri non avrebbero mai unificati.

Senza Galileo poteva passare un secolo prima che qualcuno potesse formulare la teoria del moto dei gravi e, senza Einstein, lo spazio-tempo. Pensiamo poi ad artisti come Dante e Shakespeare che, da soli, hanno plasmato un modo di pensare e una lingua e…tanti altri. È perciò assolutamente sbagliato confondere questi grandi personaggi con gli «uomini del potere» sia esso politico, economico…

Costoro sono prepotenti ed arroganti, esigono l’ossequio e gli onori, mentre i grandi spiriti creativi sono di solito riservati e schivi. Chi li ha incontrati è quasi sempre rimasto colpito dalla loro umiltà, dalla loro semplicità e dalla loro gentilezza. È a questo tipo di persone che dovremmo guardare, è da loro che dovremmo imparare.

Gregorio Asero

Momenti di poesia. ERA LA MIA DONNA, di Gregorio Asero

Momenti di poesia. ERA LA MIA DONNA, di Gregorio Asero

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ERA LA MIA DONNA

Era di una gentile e delicata bellezza
Squisita perfezione umana.

I capelli copiosi e finissimi
quando erano sciolti
giocavano col vento
in una maestosa danza d’intrecci amorosi.
Erano carbone profuso a piene mani
il tutto ingentilito da una dolcezza
di riflessi perlacei.

Il volto giudizioso e doloroso
rivelava gli occhi alla vita.
Azzurri come fiordaliso stellanti
e favolosi come fiori di campi.

Il collo teneva per vezzo un po’ piegato
e aveva la leggiadria di uno stelo.

La pelle era candida e pulita
le giovani mani
gentili e consumate dal dolore
intenerivano solo a guardarle.

La sua bellezza intimoriva il sole.
.
da “Selena”
di Gregorio Asero
copyright legge 22 aprile 1941 n. 633

foto tumbir

Quello che leggeremo nei libri di storia dei nostri nipoti, di Gregorio Asero

Quello che leggeremo nei libri di storia dei nostri nipoti, di Gregorio Asero

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Quello che leggeremo nei libri di storia dei nostri nipoti:

……All’esplosione di vitalità economica degli anni 60, non corrispose una pari esplosione della moralizzazione dei vari governi.

Lo Stato fu incapace di indirizzare un progetto di espansione economica con piani di programmazione, che avrebbero dovuto fare conoscere alle forze produttive, quale sarebbe stata l’evoluzione della spesa pubblica e le grandi direttrici dei futuri investimenti in modo da orientare le forze produttive a facilitarne le più opportune scelte.

L’unica preoccupazione dei governanti fu quella di non intralciare lo svolgersi del caotico processo di espansione economico e di assecondarlo e asservirlo in ogni modo, in cambio del mantenimento delle poltrone del potere politico.

Gregorio Asero

foto tumbir

Momenti di poesia. LA NUOVA ALBA, di Gregorio Asero

Momenti di poesia. LA NUOVA ALBA, di Gregorio Asero

LA NUOVA ALBA

Ecco adesso si è fatto tardi e tu non mi cerchi più

e forse neppure io oso di tanto coraggio

ma i nostri cuori son sordi a questa triste nenia.

Forse che si aspetta la nuova alba?

La notte così buia e triste ostenta del novello giorno

ma la sua forza è più forte del cupo tormento

e di tinte d’acquerello il nuovo mattino si veste.

Ecco ricomincia la vita.

Anche la nostra sarà una nuova alba

per tutto il tempo che poi ci sarà concesso di vivere.

.

da “POESIE SPARSE”

Gregorio Asero

copyright legge 22 aprile 1941 n. 633

Momenti di poesia. Guerra, di Gregorio Asero

Momenti di poesia. Guerra, di Gregorio Asero

 

GUERRA

Accordo le note del vento

per farle diventare corde di violino

mentre il mio cuore tace

al soffio lamentoso

di mille balalaiche

Guardo il pallido cielo

e diafano come la tua anima

fa impallidire il tetro silenzio dei corvi lamentosi

Io vedo annegare questo funesto giorno

sotto una terra sozza di dolore

Povero giorno!

Chi sei tu che turbi i miei sogni di bimbo?

Volto il capo verso nuovi tramonti

e al suono di una sconosciuta nota

sussulto senza tregua

A piedi nudi per boschi infettati

le serpi bevevano avide il mio sangue

Ho dovuto urlare di paura

Chi sei tu che entri nei miei sogni?

Ho urlato d’angoscia

mentre vedevo gemere

in lenti pianti la tua folle corsa

verso la morte del mondo

.

da ” COME LE FOGLIE AL VENTO”

Gregorio Asero

copyright legge 22 Aprile 1941 n°633

Una riflessione di Gregorio Asero

Una riflessione di Gregorio Asero

Le nostre attività individuali non devono essere considerate in alcun modo inferiori, dal punto di vista meritorio, a quelle dell’impegno nel sociale.

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Al contrario, alcune delle opere migliori dell’attività umana, possono essere ricondotte a uno stile di vita preferibilmente “riservato”. I mistici, i poeti, i ricercatori scientifici sono uomini (nel senso di esseri umani) la cui esistenza è dominata essenzialmente da una condotta di vita solitaria.

Quando l’impulso creativo nasce in loro non hanno alcun problema ad andare contro il “sistema”, contro “l’autorità costituita”. Per questa ragione, a volte, sono perseguitati e incompresi nel loro tempo.

Molto probabilmente questi personaggi sono coloro che, fra tutti, riceveranno il massimo delle lodi dai posteri. Sono i personaggi di questa fattura che realizzano nel mondo le cose che alla lunga vengono di più apprezzate e non soltanto nel campo della scienza o dell’arte, ma anche nel modo di confrontarsi e di “sentire” il tempo in cui hanno la ventura di vivere.

Questi sono uomini isolati, vivono soli in mezzo a tanti, e i loro pensieri, i modi di fare, le emozioni, non sono soggetti alle regole e al dominio del gregge.
Gregorio Asero

foto tumbir

Momenti di poesia. DESERTO, di Gregorio Asero

Momenti di poesia. DESERTO, di Gregorio Asero

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DESERTO

Quando la mia anima
si avvicina al fuoco della vita
essa si cruccia
vedendo viscidi cuori
alternarsi nell’inganno.

Chiamano gioia i loro sordidi sogni
e gettano lo sguardo in fondo al pozzo.

Ho visto il loro ripugnante ghigno sparire
fra la sete degli impuri.

La vita voglio che sia sorgente di gioia
e le fontane che abbeverano il mio cammino
voglio che siano libere da serpi.

Non posso veder ghignare la morte.
Ella mi aspetta ed io gli salto in groppa.
Getto il mio sguardo
oltre il suo torbido sorriso.

Solo coloro che hanno voltato le spalle
vagano lontano in fondo al deserto.
.
da “Selena”
di Gregorio Asero
copyright legge 22 aprile 1941 n. 633

foto tumbir