L’ETICA COMPORTAMENTALE, di Gregorio Asero

L’ETICA COMPORTAMENTALE, di Gregorio Asero

Le nostre azioni di persone equilibrate che si rivolgono verso il prossimo, non si fermano semplicemente all’adempimento di correttezze comportamentale verso gli altri, almeno penso non solo in quella direzione, anche se con tali azioni possiamo dire di essere persone buone ed equilibrate.

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Ma dobbiamo anche rivolgerci verso noi stessi, verso un equilibrio bilanciato fra noi e la natura. L’uomo, anche se è un animale socievole e preferibilmente vive in gruppo, non lo è mai completamente in modo esclusivo. Ognuno di noi ha pensieri, sentimenti, istinti che a volte toccano le note più alte dell’animo umano e altre volte, al contrario, rasentano la barbarie e la stupidità.

Per poter affermare che viviamo una vita degna di essere vissuta, è indispensabile che i nostri pensieri e le nostre azioni, siano rivolte verso un fine programmato da noi, perché solo così possiamo dire, di essere felici, anche se siamo soli. Bisogna impedire che il dovere sociale abbia il sopravvento sul dovere individuale.

Attenzione con questo non voglio dire che bisogna coltivare il sentimento dell’egoismo, al contrario, io sono convinto che quanto più un essere umano è spiritualmente e interiormente felice, tanto più sarà predisposto all’altruismo e alla solidarietà.

Solo un uomo mentalmente tranquillo, anche economicamente, perché no, è in grado di rispondere alle esigenze del prossimo.
gregorio asero

Da adulti scambiamo le bugie per verità, di Gregorio Asero

Da adulti scambiamo le bugie per verità, di Gregorio Asero

Generalmente si crede che per diventare adulti sia necessario attraversare una soglia fisica emozionale o mentale. Invece io credo che diventare adulti significhi acquisire la capacità di ingannare se stessi e gli altri. Nient’altro.

Da adulti

I bambini sanno quello che sono. Provate a dire a una bambina grassa che è magra o a un bambino che è negato per il calcio che ha solo bisogno di correre di più. Non vi crederà. Da adulti, al contrario, scambiamo le bugie per verità.

Ci raccontiamo che frodare il fisco non è reato, che assumere la segretaria solo per le sue gambe o il seno prosperoso è la scelta migliore per l’immagine dell’azienda, fingiamo di non essere affamati di soldi, di potere, di avere gli stessi principi morali di quando si era giovani, ci diciamo che siamo soltanto robusti e non grassi, maturi e non vecchi, e che i capelli grigi ci fanno più saggi.

Inventiamo valanghe di razionalizzazioni e poi ci convinciamo che sono vere. In parole povere ci auto inganniamo fingendo di essere quello che non siamo.
Gregorio Asero

Momenti di poesia. GIORNI, di Gregorio Asero

Momenti di poesia. GIORNI, di Gregorio Asero

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GIORNI

E i giorni …
e i mesi …
e gli anni …
passano come aquile solitarie
sopra questo martoriato corpo.

Seduto su questo sasso
guardo pensoso i miei tempi migliori
e vedo il mare che si allontana
e vedo la mia terra che mi scivola di sotto
e vedo il mio cielo carico di rabbia.

Mi giro intorno e vedo la mia vita.
Ella mi guarda adirata.
“Dove hai gettato la tua felicità?”
Sembra che essa mi domandi.
“Che mi importa della felicità
se così presto son dovuto partire.”
Gli rispondo con la freccia
ancora conficcata al mio cuore.

Da troppo lungo tempo
mia amata dal cuore di pietra
non mi corico nel tuo giaciglio.
“Forse che hai intrecciato la tua vita
con mille canapi d’oro?”

Io mi concedo al tempo
ed ecco perché attendo
su questi miei pensieri.
Io so che un giorno ci rivedremo
e insieme solcheremo
con nuove ali
questo cielo impazzito.

E solo allora ascolterai
i battiti del mio irato cuore.
.
da “POESIE SPARSE”
di Gregorio Asero
copyright legge 22 aprile 1941 n. 633
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DELL’ANGOSCIA E DELLA GIOIA, di Gregorio Asero

DELL’ANGOSCIA E DELLA GIOIA, di Gregorio Asero

DELL’ANGOSCIA E DELLA GIOIA

Io non sono un potente uomo
e non voglio angosciare la tua gioia
Io sono solo un poeta
e posso solo cantare le mie pene

Ecco la mia infelicità mi parla del tempo perduto
Lo so tutti siam sofferenti
tutti siam medici
e curiamo gli stessi mali

Il mio amore troppe spine ha donato al tuo cuore
e nelle tempeste del tuo dolore
la mia anima rumoreggia come il tuono
.
da ” Poesie sparse ”
Gregorio Asero
copyright legge 22 aprile 1941 n. 633

Momenti di poesia. LE TUE DOLCI FORME, di Gregorio Asero

LE TUE DOLCI FORME, di Gregorio Asero

LE TUE DOLCI FORME.

La mia anima si riempie di impazienza
mentre il desiderio d’amore
sbatte contro le dure porte del tuo cuore.

È difficile chiudere una speranza
così come è difficile soffrire per amore.

Io porto il tuo pudore nel mio cuore
e con la mano aperta
come il palmo del seminatore
spargo lacrime amare sul mio cammino.

E così
solitario nei mesi e negli anni
cresce la mia dolce sapienza.

Io lo so che un mattino
forse
ancor prima dell’aurora
tu verrai al mio giaciglio
e forse per amore
o forse per pietà
piegherai i tuoi lunghi capelli
a carezzare questo stanco e vecchio corpo.

Solo allora forse morirò contento
e mentre ti guarderò un’ultima volta
allo specchio deforme dei miei sogni
non mi spaventerò se dovessi svegliarmi
giacché io scorgerò solo le tue dolci forme.

da “ARCADIA”
di Gregorio Asero
copyright legge 22 aprile 1941 n. 633

Pensieri Sospesi: IL MONDO CHE VERRÀ, di Gregorio Asero

Pensieri Sospesi: IL MONDO CHE VERRÀ, di Gregorio Asero

Pensieri sospesi

IL MONDO CHE VERRÀ
Il mondo, così com’è piace a pochi ottimisti che non hanno la sufficiente fantasia a immaginare un mondo migliore. Al contrario sono molti coloro che vorrebbero cambiarlo e immaginano che la soluzione ottimale sarebbe quella di far crollare l’attuale sistema di governo nella cui esistenza ravvisano il male più grave e il principale ostacolo a ogni cambiamento.

Sono molti anche quelli che vorrebbero distruggere le strutture di potere e quelle economiche, ma l’irreggimentazione dei lavoratori a tutti i livelli e la sottomissione delle masse a un controllo totale ne impediscono la piena liberazione.

L’industrializzazione stabilisce il terrore nella società e costringe la maggioranza della popolazione a lavori alienanti. Anche quando i potenti non compiono azioni violente e dirette la loro propaganda abolisce ogni possibilità di scelta, dato che le scelte sono illusorie e tutte votate a mantenere in funzione il sistema di potere. Continua a leggere “Pensieri Sospesi: IL MONDO CHE VERRÀ, di Gregorio Asero”

Momenti di poesia. PERLA, di Gregorio Asero

Momenti di poesia. PERLA, di Gregorio Asero

PERLA
Profumo di te
intenso
profondo
Il colore della pelle ambrata
mediterranea
calda
delicata
profumata
Due linee di grinze solcano la fronte
sapiente e matura
Chi sei donna misteriosa?
Ecco sei una musa
da qui farò una traccia di poesia
per donarla al tuo cuore
Ma dimmi donna
chi sei
per turbare il mio cuore?

da ” ARTEMIDE”
di Gregorio Asero
copyright legge 22 aprile 1941 n. 633

Io la penso così, una riflessione di Gregorio Asero

Io la penso così, una riflessione di Gregorio Asero

IO LA PENSO COSÍ

Si sa che il culto del denaro non sia un fatto nuovo. Una certa “venerazione” per il denaro sicuramente risale al tempo in cui si finì di barattare la propria merce, in cambio di altra, e il denaro, appunto, è diventato merce di scambio universale.

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Purtroppo questa “venerazione”, a mio avviso, è aumentata in modo esponenziale nei nostri giorni. I fattori che generano tale situazione penso che siano molteplici, ma qui mi voglio soffermare sulla causa che, l’industrializzazione, ha reso ancora più marcata.

Il grande capitalismo ha reso il lavoro un’attività che, sebbene per certi versi sia meno faticoso sotto l’aspetto fisico almeno nelle zone fortemente industrializzate, diventato opprimente e incapace di generare piacere. In pratica, nelle zone industrializzate, si lavora solo per il salario e non perché si prova piacere nello svolgere una determinata attività.

La grande produzione industriale ha bisogno, per aumentare e proteggere le sue ricchezze, di sfruttare e sopprimere le cosiddette “razze inferiori”, le quali sono soggiogate dai regimi capitalisti. Continua a leggere “Io la penso così, una riflessione di Gregorio Asero”

Momenti di poesia. IL NUOVO SENTIERO, di Gregorio Asero

Momenti di poesia. IL NUOVO SENTIERO, di Gregorio Asero

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IL NUOVO SENTIERO

E mani ghiacciate riparano in logore tasche
di povere cose gli uomini andavano vestiti
e coi cuori induriti dal tempo
si andava così per lande deserte

Con gli occhi serrati
in cerca di vecchie spelonche
si brama un precario riparo

Brillano gli occhi cerchiati a dolore
mentre umidi sbuffi di fiato gelato
rincorrono la quiete della notte

Perché o mio Dio ci hai abbandonati
e l’anima hai lasciato a perire
in morsa di gelidi venti
che spezzan le reni e anche l’orgoglio

Ma in fondo al mio cuore io vedo un esile stelo
è la luce di un tenero fiore che vuol germogliare
che forse porta a fiorire un ultimo amore

Ecco così l’anima si rinfranca
e l’umano desio ritorna gemello
a unire in un unico vincolo
l’amore e la speranza

Riprende il cammino
e l’uomo ora sa dove porta il sentiero

Gregorio Asero

Momenti di poesia. L’ULTIMA BUGIA, di Gregorio Asero

Momenti di poesia. L’ULTIMA BUGIA, di Gregorio Asero

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L’ULTIMA BUGIA

E verrò adornato come un airone
per incontrare il tuo sguardo
M’assale la paura se ti vedo irata
e come un uomo nudo mi sento indifeso

Nei meriggi di solitudine ripenso
al nostro passato che non fu
Gli dei certo provano vergogna per averci nascosto
e non possono ingannarmi mentendo
su un fato avverso
giacché questa è l’ultima menzogna che subisco
E in verità molte ciance avete calato nella mia brocca
costringendomi a sognare in un mondo incantato

E io dico:
fuggite dalla mia ira
poiché non berrò più da quella brocca soporifera
.
da “ARTEMIDE”
di Gregorio Asero
copyright legge 22 aprile 1941 n. 633

Racconti: IL PROGETTO DELLA FELICITÀ, di Gregorio Asero

Racconti: IL PROGETTO DELLA FELICITÀ, di Gregorio Asero

Un poco di filosofia spiccia 🙂

IL PROGETTO DELLA FELICITÀ
Molto spesso, un progetto o un sogno che abbiamo in mente di realizzare, se nella nostra immaginazione ha un solo percorso, al contrario nella vita reale può percorrere diverse strade, diverse ramificazioni; e la confusione o l’indecisione che genera l’eventuale scelta, può annullare la gioia, la felicità, che avevamo al momento della nascita del progetto.

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Voglio dire che, nonostante tutto, se si desidera ancora realizzare tale progetto, può mancare a volte, a causa di questi nuovi percorsi, la forza o la capacità di poterla realizzare. Per cui non ci resta sfortunatamente che cercare di annullare a poco a poco il desiderio di vedere realizzato tale progetto.
Può capitare, al contrario, nel caso si riuscissero ad avere dopo qualche tempo i mezzi materiali per realizzare tale progetto, che purtroppo la voglia di concretizzarlo sia scemata.
Allora capita che diamo la colpa al destino che non ha voluto che tale progetto avesse il suo natale; e allora ci affanniamo alla ricerca di un nuovo progetto che nulla ha a che fare con quello sognato, in pratica cerchiamo una nuova felicità, una nuova gioia in qualcosa che sia alternativa. Siccome pensiamo che la ricerca della nuova strada sia solo una soluzione minore non ci rendiamo conto che la nuova gioia può avere comunque il suo compimento finale.
Bisogna, a mio modo di vedere, riuscire a superare le circostanze che portano questo malessere e allora la lotta per la felicità a poco a poco deve tendere a far cambiare il nostro cuore, ma esso purtroppo non ha avuto il tempo di metabolizzare tale cambiamento, e se il cambiamento è stato troppo rapido il possesso della nuova felicità non ci appaga rispetto a quello che si sognava. Quindi attraverso un diabolico gioco di luci e ombre ci auto-inganniamo credendo che tale felicità sia meno lieta di quella sognata, e come antidoto la nostra mente crea una specie di rimedio, facendoci credere che la vera felicità non esiste. Invece noi dovremmo imparare a capire che la vera felicità esiste e si realizza anche attraverso il percorso dell’infelicità.
Gregorio Asero

Racconti: INCUBO, di Gregorio Asero

Racconti: INCUBO, di Gregorio Asero

INCUBO
Una fitta nebbia azzurrina calava lentamente sul molo.
Le piccole onde della risacca lambivano ritmicamente le banchine come lunghe lingue libidinose, mentre le fiancate delle imbarcazioni raschiavano le pareti squadrate del pontile. Le ombre, create dalla luce dei lampioni, avevano qualcosa di magico. La luna stendeva, con mani immortali e invisibili, un manto fosforescente a coprire l’acqua del mare.

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Camminavo da oltre un’ora sui ciottoli lisci del molo, in compagnia di una brezza leggera che mi scompigliava i corti capelli. Mi fermai a pulire gli occhiali. Le lenti si punteggiavano di piccole gocce salmastre scagliate in aria dal vento. Il disco della luna, che sembrava un dorato bottone perfettamente tondo scagliato su un morbido panno di velluto punteggiato di gemme, seguiva interessata ogni mio passo, spianandomi il cammino.

Forse è meglio rientrare, pensai, cominciava a fare freddo. A un tratto captai un respiro, un lieve alito ansimante da una gola sfinita. Mi fermai ad ascoltare per sentire meglio il rantolo. Voltandomi vidi una piccola figura che correva lungo il molo. Alle sue spalle un’altra figura più alta e possente … più …. Brutta … più crudele. La bambina non doveva avere più di dieci anni. Correva su due piedini scalzi senza fare rumore, il suo respiro era affaticato e spaventato. Paura. Ne sentii il sapore in bocca. Deglutii. Continua a leggere “Racconti: INCUBO, di Gregorio Asero”

A quel tempo, di Gregorio Asero

A quel tempo, di Gregorio Asero

I giorni della gioia

Per chi avesse voglia di leggere qualcosa di scorrevole e veloce. Un libro ricco di sentimenti, dalla felicità al tormento, dall’amore all’odio. Tutto questo è come se fosse racchiuso in un fazzoletto. Sapete quegli enormi fazzoletti a quadri, annodati all’estremità di un bastone in spalla ai viandanti? Ecco in quel fazzoletto sono racchiusi molti dei miei ricordi. Ricordi accarezzati dal tempo.

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In questo racconto narro di fatti avvenuti in gioventù, spesso slegati fra di loro, così come lo sono, a volte, i nostri sogni. Ho forse esagerato e ingigantito nel raccontare alcune avventure, e non sempre i personaggi cui mi riferisco, sono reali. Il dono improvviso della memoria non è sempre così semplice.

C’è spesso, in quei momenti in cui ci si lascia scivolare verso il ricordo, una varietà di realtà diversa, in cui si crede di poter scegliere come in un gioco di carte. Questo racconto, non vuole essere un romanzo che abbia un filo logico o una sequenza di avvenimenti che si susseguono nel tempo e nei luoghi, ma vorrebbe che, il lettore, lo immaginasse come un album fotografico da sfogliare.

Con la differenza che al posto delle immagini ci sono delle parole, delle descrizioni. Sarebbe bello se il lettore, nella sua mente, riuscisse a trasformare le parole e i luoghi descritti, in immagini. In questo caso avrei raggiunto il mio scopo. Continua a leggere “A quel tempo, di Gregorio Asero”

L’uomo di Hybla, di Gregorio Asero

L’uomo di Hybla, di Gregorio Asero

Neanche gli eroi sono invincibili

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Prefazione:

La storia si snoda tra una Sicilia povera e contadina, dove l’amore per la terra supera quello della propria persona, e il più ricco e prosperoso Nord Italia.

È la saga di una famiglia forzata a emigrare miseramente dalla propria terra, con la speranza di farvi ritorno. Il mondo di Antonio, il protagonista, è un mondo primitivo, povero, popolato da contadini, sognatori, banditi e galantuomini, dietro i quali agiscono forze ataviche e dove si tramandano, di padre in figlio, miserie e speranze.

È anche la rivalsa di un uomo che, grazie al suo lavoro onesto e al sacrificio di una vita intera, riesce a imporsi sulla Natura crudele e selvaggia, lottando contro un Fato che lo vorrebbe sottomesso e schiavo.

Lo scrittore descrive, a tinte forti e crudeli, con magico realismo, un mondo impregnato di dolore e fatica: un grande affresco, dove realtà e sogno, poesia e materialismo, fanno da cornice a una vicenda in cui, alla fine, il vero vincitore è il tempo che passa.

“Gregorio nasce in Sicilia ma fin dalla giovane età si trasferisce in Piemonte. In età giovanile ha vissuto diverso tempo a Parigi. Oltre che scrittore e poeta è anche un pilota di aerei ultraleggeri, la sua grande passione”.

Alessandria today è lieta di presentare la biografia dello scrittore e poeta Gregorio Asero, a cura di Pier Carlo Lava

Alessandria today è lieta di presentare la biografia dello scrittore e poeta Gregorio Asero, a cura di Pier Carlo Lava

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Gregorio Asero è nato a Paternò in Sicilia. Da ragazzo, con la famiglia, si trasferisce in un paese del Piemonte, dove abita tuttora. La sua formazione culturale è essenzialmente autodidatta e molto lo deve al periodo “Parigino”quando, a diciotto anni, vi si trasferisce dopo aver abbandonato la scuola (ambiente troppo angusto per i suoi sogni di libertà), dove inizia un percorso “culturale” a contatto con la vera istruzione: quella della strada degli anni 70.

Al posto dei banchi, dei libri e degli accademici, conosce altri maestri: gli artisti di strada, che lo proiettano in uno spazio fatto di conoscenze concrete: il mondo reale. Questa esperienza lo porta a riconsiderare il suo stile di vita e adarricchire la sua spiritualità.

Fa propri alcuni modi di vivere e di vedere la vita dei giovani “clochards” post sessantotto, traendone insegnamenti che lo guidano tuttora e che, anche nella scrittura, lo fanno rimanere fuori dalle mode, per seguire il suo libero pensiero e innato spirito di libertà.

Tornato in Italia, inizia un’attività imprenditoriale che apparentemente non ha nulla a che fare con il mondo culturale, ma il suo animo di scrittore e poeta, contrariamente a quanto si potrebbe immaginare, gli fa aumentare la produzione letteraria, sebbene gli scritti restino gelosamente conservati nei suoi polverosi cassetti.

È così, che quasi senza accorgersene, si trova ad avere una produzione dicentinaia di poesie che inserisce in varie raccolte, e sei romanzi, che spaziano dalla letteratura drammatica, ai gialli, a compendi di pensiero, distinti in riflessioni e aforismi sui temi cruciali che caratterizzano la nostra esistenza. Ad oggi, la maggior parte delle sue opere è ancora inedita.

Va da sé che le sue riflessioni sono il frutto di osservazioni che, giorno per giorno, si srotolano nella quotidianità della vita di un uomo normale che vive il suo tempo. Il sogno dello scrittore è di ritornare a vivere in quella terra che, molti e troppi anni prima, da inconsapevole migrante, fu costretto a lasciare: la Sicilia. Si sa un conto sono i sogni, un altro la realtà. Ma ha imparato a non arrendersi mai e, a volte, le circostanze favorevoli si possono incontrare.