Racconti: IL SOGNO, di Gregorio Asero

Racconti: IL SOGNO, di Gregorio Asero

IL SOGNO
Le mie inquietudini di uomo modero hanno origini molto lontane, agli albori della mia giovinezza, quando tutto era ancora da vivere e da scoprire; ma adesso, con la perdita delle illusioni e la dura realtà di questo immondo mondo, cade sul mio corpo, come un macigno, il sentimento della morte.

gregorio-asero copia

Io sono un eroe romantico, almeno mi illudo di esserlo, e sono alla ricerca dell’assoluto ma, purtroppo rimango sempre deluso dalla realtà che si rivela continuamente inadeguata rispetto al mio sogno.


Non voglio farmi intrappolare dai turbamenti che agitano questa mia vita e allora nasce forte in me l’attrazione verso l’ignoto e il misterioso; verso un mondo pieno di sogni, il quale non è null’altro che il dilatatore della nostra realtà, o forse è un’altra realtà, parallela alla nostra, la quale, ci appare come attraverso uno specchio, riflesso verso la nostra realtà.

Ecco spiegato il sogno: esso non è null’altro che la realtà che scorre nel mondo parallelo al nostro; come quando guardiamo fuori, nel buio della notte, da una stanza illuminata; riusciamo a vedere il “fuori” e, nello stesso momento, la nostra immagine riflessa nel vetro, cioè vediamo due realtà.

Allora io dico che di questi mondi paralleli ne esistono un’infinità e solo coloro che hanno molta fantasia riescono a saltabeccare tra una realtà e l’altra; tra un sogno e l’altro.
gregorio asero

Momenti di poesia. MILLE SENTIERI, di Gregorio Asero

Momenti di poesia. MILLE SENTIERI, di Gregorio Asero

gregorio-asero copia

MILLE SENTIERI

Dopo mille e mille errori
sono riuscito a smarrire il mio coraggio

Quanti errori e quanta viltà
ancora mi restano da commettere

Solo la ragione
che mi accompagna da millenni
conosce la mia follia
e insieme errano alla ricerca del mio Io

Vogliono ricondurmi alla terra smarrita
affinché le doni il mio seme
E dopo un amplesso fatto di gioia e di dolore
forse son pronto a morire

Ahi!
Abita ancora in me l’illusione dei mille sentieri
che …
non ho ancora calpestato
.
da “Nemesi”
gregorio asero
copyright legge 22 aprile 1941 n. 633

Momenti di poesia. CANTO TRISTE DELL’UOMO CHE PARTE, di Gregorio Asero

Momenti di poesia. CANTO TRISTE DELL’UOMO CHE PARTE, di Gregorio Asero

gregorio-asero copia

CANTO TRISTE DELL’UOMO CHE PARTE

Ecco io porto il mio vascello
oltre le secche di questo crudele mare
Gonfio le vele col soffio
del mio respiro sordo
affannoso
triste

Compagni che mi avete tollerato
io parto per un mondo incantato
Se avete cuore
girate le vostre spalle al mio desio
Io sono un vecchio
e solo i vecchi hanno il privilegio di morire contenti
Mi dico: può la morte compiersi prima del mio lavoro?

Uomini che combattono avversi numi
dai tuguri picchi si calano su rocce sporgenti
Il mio giorno finisce sotto una luna
insensibile e bugiarda
Mi ha ingannato con dolci parole d’amore
E’ tardi per me che cerco un mondo novello

Uomini fatemi spazio
che passo col carico del mio dolore
E voi seduti su comode panchine
guardate il triste processo

Molto ho perduto e molto mi resta
I gorghi del mare aspettano un corpo che affondi
per toccare le isole infinite

Eroici cuori affranti dal fato
ma duri a morire
lottate per non cedere mai
Io parto
.
gregorio asero
copyright legge 22 aprile 1941 n. 633

Momenti di poesia. UN’ ALTRA FORMA D’ AMORE, di Gregorio Asero

Momenti di poesia. UN’ ALTRA FORMA D’ AMORE, di Gregorio Asero

gregorio-asero copia

UN’ ALTRA FORMA D’ AMORE

A volte, capita di sentirci stanchi e depressi, a causa di molteplici fattori, sia fisici sia mentali.

Quando siamo in questo stato, non riusciamo a percepire che le persone che ci stanno a fianco subiscono i nostri malesseri e li coinvolgiamo, nostro malgrado, nelle nostre pene.

A queste persone facciamo pagare un prezzo altissimo in cambio della nostra presenza, in pratica “rubiamo!” parte della loro energia.

Quello che voglio dire, con questa riflessione è che a volte capita di incontrare persone che, amandoci più di se stressi, sono disposte a regalarci parte della loro energia, per un certo periodo, senza nulla a pretendere in cambio. Ecco questa è un’altra forma di AMORE. Almeno penso!

gregorio asero

Momenti di poesia. LA TUA BELLEZZA, di Gregorio Asero

Momenti di poesia. LA TUA BELLEZZA, di Gregorio Asero

gregorio-asero copia

LA TUA BELLEZZA

Il tuo corpo profuma di gioia
Tu sei regina e gli Dei ti ammirano

Ti chiedono:
Regina parlaci di te
Tu silente li guardi e taci
Cos’è la bellezza
il mare …
i vezzi dei pavoni …
la corsa dei bimbi …
i raggi del sole sul viso …

Ventaglio di pizzo di seta d’argento
Occhi di fuoco
Medusa dal cuore di miele
Ho visto lo specchio fatato voltarsi
e rivolger lo sguardo su di te

Il mio spirito non trova parole
ti guardo ti ammiro ecco la vera bellezza
soave il tuo viso mi guarda

Io sono poeta e non trovo bellezza più grande
Colei che ama è cosa più divina di chi si lascia amare
Ecco la tua bellezza
.
da “Poesie sparse”
gregorio asero
copyright legge 22 aprile 1941 n. 633

Momenti di poesia. SOGNO, di Gregorio Asero

Momenti di poesia. SOGNO, di Gregorio Asero

gregorio-asero copia

SOGNO
Sono inciampato mentre tu
mi mostravi nuove stelle
e nuovi colori hai sparso
sulla mia tavolozza sbiadita.

In verità hai steso la tua vita
sopra la mia
come si stende una variopinta coperta
su un letto senza gioia.

In verità ho sognato che mi sognavi
e mentre mi ridestavo
venivi a me afferrandomi le mani
per convincermi ad abbandonare
questo letto di dolore.
.
da “NEMESI”
di Gregorio Asero
copyright legge 22 aprile 1941 n. 633

Momenti di poesia. LA LUPA, di Gregorio Asero

LA LUPA, di Gregorio Asero

LA LUPA

I tuoi seni sono pieni d’ amore
e i turgidi capezzoli
come frecce nell’arco
lanciano schizzi di vita:
il tuo latte pieno di eternità

Le tue sapienti mani
come fiere affamate
afferrano il mio corpo
e la tua lingua mi sfiora impertinente

Urla di piacere squarciano il velo della notte
non c’è tregua nella lotta
Solo la falce della luna ammira tanto strazio d’amore
Le stelle cercano di unirsi all’orgasmo
mentre le tue labbra morbide e crudeli
straziano la mia carne
io sento l’odore del sangue che si mischia
all’odore del tuo sesso

Crudele sei poiché non mi dai tregua
Tu vuoi tutto il mio corpo per fartene trofeo
mentre l’ultimo spasmo mi trova piegato

Guizzano gli ultimi lampi di gioia
e come la frusta che schiocca
sul corpo del martire
così tu mi trafiggi d’amore

Lupa …
Tu sei la mia Lupa

da ” POESIE SPARSE”
Gregorio Asero
copyright legge 22 Aprile 1941 n°633

Racconti. IL NOSTRO MALESSERE E LA SUA PROIEZIONE, di Gregorio Asero

Racconti. IL NOSTRO MALESSERE E LA SUA PROIEZIONE, di Gregorio Asero

Gregorio Asero

IL NOSTRO MALESSERE E LA SUA PROIEZIONE

Quando apprendiamo della morte improvvisa di un parente o di un nostro conoscente, che abitava molto lontano da noi, sul momento, non si vive tanto il dolore della sua perdita, quanto la sorpresa e l’incredulità. Io dico che si comincia a soffrire per la persona che muore, quando i ricordi la rendono viva in noi.

I nostri pensieri, per paura dell’ignoto si orientano verso il superamento della morte fisica, per cui, fin quando esiste nella nostra mente la sua immagine di persona viva e attiva, non sarà mai morta definitivamente. Solo dopo, alla fine dei nostri pensieri di quella persona in vita, si accetta l’idea della morte fisica.

Allora capita che anche noi ci immaginiamo come sarà la nostra morte, quando sarà, e quindi ci sconvolgiamo. Capita di vederci con i capelli bianchi e la pelle cadente, ci vediamo con un fisico non nostro. La persona che eravamo, d’improvviso sparisce, ci vediamo un’altra creatura.

Purtroppo, la sostituzione del nostro corpo attuale, con quello immaginario riesce a completare quell’io mancante e ci indica il profondo cambiamento che avverrà in noi: la morte totale e definitiva, quello che fummo e quello che mai più saremo. Mi domando: quanti sono in grado di vedersi proiettati in un futuro di persona cadente, con i capelli bianchi e le ossa anchilosate? Ci domandiamo, riflettendoci davanti all’immaginario specchio, e quindi vedendoci vecchi, se essendo diventati un’altra persona, non ci affligga di più il fatto di essere, in un dato tempo, di volta in volta, un individuo nuovo che non conosciamo nemmeno. Continua a leggere “Racconti. IL NOSTRO MALESSERE E LA SUA PROIEZIONE, di Gregorio Asero”

Intervista a Gregorio Asero, poeta e scrittore, che si definisce: “uno che scrive”… a cura di Pier Carlo Lava

Intervista a Gregorio Asero, poeta e scrittore, che si definisce: “uno che scrive”… a cura di Pier Carlo Lava

Questo slideshow richiede JavaScript.

di Pier Carlo Lava

Alessandria today è lieta di presentare in esclusiva per il blog un interessante intervista, al poeta e scrittore Gregorio Asero, che ringraziamo per la sua cortese disponibilità, ecco le sue risposte alle nostre domande:

Intervista al poeta e scrittore Gregorio Asero Gregorio ciao e benvenuto su Alessandria today è veramente un piacere ospitarti, ci vuoi raccontare dove sei nato, chi sei, cosa fai nella vita oltre a scrivere e qualcosa del paese del Piemonte dove vivi?

Certo, con molto piacere. Sono nato a Paternò, un paese alle “falde” del Kilimangiaro, mi verrebbe da dire scherzosamente; invece in quelle, allo stesso modo affascinanti e misteriose, dell’Etna.

Cosa faccio nella vita? Vivo.

Abito a Castelletto Ticino, un piccolo paese di circa diecimila abitanti in provincia di Novara, svenduto alle lobbies dei centri commerciali. Pensate che i soli centri commerciali esistenti sul territorio comunale possono soddisfare le esigenze di oltre tre milioni di persone. Una cosa pazzesca direbbe Fracchia! A mio parere, visto che il paese è adagiato sulle sponde del Lago Maggiore, gli Amministratori avrebbero dovuto “puntare” sul ramo turistico-sportivo, così da poter avere maggiori benefici economici per i residenti, incrementando le attività commerciali di bar, ristoranti, B&B, alberghi, vitalizzando in tal modo il centro storico del paese invece di far incassare denaro alle catene commerciali, le quali hanno impiegato, per la maggior parte, maestranze non residenti; ma tant’è, certe scelte politiche sono fuori dalla logica di noi comuni mortali. Ma questa è un’altra storia. Continua a leggere “Intervista a Gregorio Asero, poeta e scrittore, che si definisce: “uno che scrive”… a cura di Pier Carlo Lava”

LA NUOVA ALBA, di Gregorio Asero

LA NUOVA ALBA, di Gregorio Asero

LA NUOVA ALBA

Prima che la luce torni
dentro al suono di mille chincaglie
l’ultimo uomo passa
al grido di mille balene.
Suona terribile il canto dell’uomo
che muore
che scappa
che vive.
Squilla il suo volto
nel buio di tenebre lanterne.
Si svegli chi deve osare
e il giardino di rose appassite
al canto del gallo morente
entra fin dentro al tuo cuore.
Passano i guerrieri della notte
fra case che l’uomo non abita più.
La spada sferraglia nell’ultimo campo.
Turbata la farfalla dorata
dentro a un fucile si addorme.
Il baio mancino e selvaggio scalpita
sopra il lastrico rovente.
L’ultimo carro si accoda al grido dei sonagli.
Avanti inizi la nuova alba.
.
da “Poesie sparse”
di Gregorio Asero
copyright legge 22 aprile 1941 n. 633

Racconti SOLE D’ ESTATE, di Gregorio Asero

Racconti. SOLE D’ ESTATE, di Gregorio Asero

Gregorio Asero

SOLE D’ ESTATE
Nelle calde ore di un pomeriggio d’estate il sole batteva a picco con sadica soddisfazione sull’arida e sassosa spianata.
Alcune rade nuvole cumuli formi lanciavano come dardi, qua e là, qualche piccola traccia d’ombra. Il cielo, azzurro e crudele, guardava immobile e sembrava sordo ai lamenti sommessi delle scarne creature che arrancavano per la strada.
Per miglia e miglia all’intorno non vi era traccia di civiltà umana o di vita vegetale. Solo un uomo, tutto rosso e sudato, camminava carponi spingendo innanzi a se uno sgangherato carro coperto da un sudicio manto.
Il sudore gli colava sulla schiena e cadeva in rivoli sulla polvere e sulle pietre arrossate dal sole mentre puntava le gambe, per fare forza e spingere il macabro e gravoso carico.
Ed ecco che a un tratto, in lontananza, apparve la sagoma di una forma umana, era un uomo che andava con passo spedito verso di lui, incurante del caldo afoso. Sembrava mosso a compassione da quella fatica e avvicinatosi gli chiese.  Continua a leggere “Racconti SOLE D’ ESTATE, di Gregorio Asero”

Momenti di poesia. IL BOSCO INCANTATO, di Gregorio Asero

Momenti di poesia. IL BOSCO INCANTATO, di Gregorio Asero

IL BOSCO INCANTATO

Io ti guardo mentre dormi
e giaci al mio fianco
e imploro il destino
di farci seguire insieme
i grati sentieri della vita.

Nascondo nei variopinti cespugli dell’amore
le nostre danze incantate
e vedo in fondo al mare
il ballo dei pesci dorati.

Io lo so tu sei stanca dolce fanciulla
Sei stanca di ammirare l’aurora da sola
e non vuoi più dormire staccata
e cullata solo al canto dei pastori
che suonano le nenie al flauto.

Questo maledetto serpente che agita
agile e svelto la sua biforcuta lingua
lascia sul viso i segni del tempo
e crudele rapisce il tuo cuore.

Ecco io non faccio ne bene ne male
tu sai solo che ti amo
e forse per troppo amore
ti perdo nel bosco incantato.
.
da “Nemesi”
gregorio asero
copyright legge 22 aprile 1941 n. 633

Attimi di poesia. LE VOCI DEL TEMPO, di Gregorio Asero

Attimi di poesia. LE VOCI DEL TEMPO, di Gregorio Asero

LE VOCI DEL TEMPO

La mia vita trascorre a onde larghe
fino in fondo al cuore.
Assaporo con la mente le epoche remote
e riscopro di aver vissuto immagini
calde
vibranti.

Le voci del tempo passato
mi rincorrono come falene
e il mio cuore si strugge di dolore.
Come un frutto maturo sotto la lama
si spezza e sanguina.

Nelle orecchie ronza l’immenso fragore
dell’eco delle onde del mio mare.
Il mio cuore.
La mia voce.
Cantano l’amore mai vissuto.

Sembrano nenie ridestate da ricordi di altri mondi
e risuonano nell’anima intime e autentiche
come se uscissero dalle tue amate labbra.
.
da ” SELENE ”
Gregorio Asero
copyright legge 22 Aprile 1941 n°633

Momenti di poesia. LA GIOIA PERFETTA, di Gregorio Asero

Momenti di poesia. LA GIOIA PERFETTA, di Gregorio Asero

LA GIOIA PERFETTA

Com’è triste oggi il mio giorno.
Neanche un raggio di sole
riesce a entrare
nei vicoli del mio cuore.
Pure c’è in questo squallore
in quest’uggia amara e dura
un profumo di cielo fiorito.
Uno sprazzo di gioia festante.
Ricordo c’era …
c’erano fiori alla finestra
ridevano al passo festante.
Come le spose si preparano al volo.
Seduto sui gradini
un uomo
con sguardo di bimbo
si specchiava nei tuoi occhi

C’era la voce di madre
calma e soave.
Cantava la ninna nanna
alla sua creatura

E poi …. e poi non c’era più nulla.
Ma di sera per la via
al mio cuore basta un sorriso, un cenno,
un fiore ,uno sguardo socchiuso …
Nel mio cuore si forma la gioia perfetta.

gregorio asero
copyright legge 22 aprile 1941 n. 633

LA GIOIA PERFETTA, di Gregorio Asero

LA GIOIA PERFETTA, di Gregorio Asero

LA GIOIA PERFETTA

Com’è triste oggi il mio giorno.
Neanche un raggio di sole
riesce a entrare
nei vicoli del mio cuore.
Pure c’è in questo squallore
in quest’uggia amara e dura
un profumo di cielo fiorito.
Uno sprazzo di gioia festante.
Ricordo c’era …
c’erano fiori alla finestra
ridevano al passo festante.
Come le spose si preparano al volo.
Seduto sui gradini
un uomo
con sguardo di bimbo
si specchiava nei tuoi occhi

C’era la voce di madre
calma e soave.
Cantava la ninna nanna
alla sua creatura

E poi …. e poi non c’era più nulla.
Ma di sera per la via
al mio cuore basta un sorriso, un cenno,
un fiore ,uno sguardo socchiuso …
Nel mio cuore si forma la gioia perfetta.

gregorio asero
copyright legge 22 aprile 1941 n. 633