I moti del 1821, di Alessandria 850

I moti del 1821, di Alessandria 850

I moti del 1821
Il 20 aprile 1814 cade il Napoleone. Dieci giorni dopo, Alessandria è occupata dalle truppe austriache. In città, per timore di una sommossa, viene proclamato lo stato d’assedio. Il 14 maggio Vittorio Emanuele I, dopo 16 anni di esilio, sbarca Genova; il 17 entra ad Alessandria e riprende formalmente possesso della città, che dopo la breve parentesi della dominazione francese, torna sotto lo Stato sabaudo.

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In Europa la Restaurazione non è accettata passivamente; un po’ dovunque scoppiano sommosse e moti rivoluzionari contro l’oppressione austriaca. Anche in Piemonte, nel gennaio del 1821, si hanno i primi tumulti. L’insurrezione militare parte da Alessandria, Pinerolo Fossano.

Ideatore della sommossa è il trentottenne Santorre Annibale De’ Rossi di Pomarolo, conte di Santarosa. Il 6 marzo egli espone a Carlo Alberto un piano per una rivolta in tutto il Piemonte ed esorta il principe di Carignano a guidarla. Carlo Alberto promette formalmente il proprio appoggio ed assicura i congiurati che si sarebbe fatto mediatore con la corona. Ma in un successivo colloquio ritira la promessa, non si sa perché. È certo che egli consigliò il moto che stava per scoppiare. A Torino è ancora possibile dare il contrordine, non a Fossano, né ad Alessandria, dove i preparativi sono già portati a termine. Continua a leggere “I moti del 1821, di Alessandria 850”