Intervista a Enzo Ventriglia – autore e regista – di Marina Vicario

Enzo Ventriglia autore e regista. Tante esperienze raccontate nell’intervista che vi faranno conoscere meglio questo arquatese con la passione di mettere in scena un vero spettacolo di qualità. Lo troverete stasera al Teatro della Juta alla regia di Ballate per inguaribili ottimisti con I PROVINCIALI.

BUONA LETTURA!


Chi è Enzo Ventriglia?
È un 46enne arquatese anche se qualche anno vivo ad Alessandria.

Il mio legame con Arquata Scrivia è forse ancora più forte di prima perché come mi capita spesso di dire, Arquata è un posto dal quale vuoi scappare quando ci vivi e in cui non vedi l’ora di tornare quando ne sei lontano.

Questa considerazione è necessaria per spiegare quello che faccio oggi, insieme a chi con me collabora alla crescita del Teatro della Juta.
Sì perché soltanto da un forte senso di appartenenza poteva nascere l’idea di immaginare un teatro nei locali che sono sorti anni fa al posto di quella che era una vera istituzione della nostra città: l’Industria Juta. Senso di appartenenza che ho per fortuna riscontrato nelle persone che collaborano con me, a partire da mia moglie Cristina, nell’attuale amministrazione comunale e nelle persone che frequentano i nostri corsi di teatro, tutti indispensabili per creare lo “zoccolo duro” che sta finalmente restituendo il senso di comunità che la vecchia fabbrica rappresentava nei decenni passati.

Cosa smuove la sua ispirazione?
Quello che mi muove, sempre, è la curiosità. Anche se forse è un tipo di curiosità molto selettiva. Insomma, mi appassiono soltanto di quello che sento possa smuovermi davvero qualcosa e che possa farmi crescere. La mia passione per il cinema ha fatto sì che passassi dalla gestione di una videoteca (la classica conduzione familiare con mia sorella) alla professione di videomaker, con tanto di corso di Regia prima di poter approcciare il mondo del video come un mestiere.
Ok, forse non ho avuto la carriera di Quentin Tarantino, anche lui partito da una videoteca, ma qualche soddisfazione me la sono tolta lo stesso.Con il Teatro della Juta l’approccio all’inizio è stato organizzativo. La prima stagione “sperimentale”, nel 2013, ha aperto la strada a collaborazioni con realtà teatrali professionali. Da qui il pezzo di strada fatto con la Compagnia Stregatti di Alessandria e l’inserimento nel progetto “Corto Circuito” della Fondazione Piemonte dal Vivo, che ha portato poi alla gestione della stagione anche del Teatro Civico di Gavi. Tutto questo lungo preambolo per dire che da queste esperienze è stato poi naturale confrontarci anche con la strada della produzione di nostri spettacoli.

C’è stato quindi quella che chiamo la nostra palestra: un musical – L’Accademia delle Stelle – con più di venti persone che lavoravano sul palco e dietro le quinte. Da quella esperienza sono nate tante collaborazioni, e diversi spettacoli, con molte delle persone che ancora gravitano attorno alla Compagnia della Juta.

Io credo però che sia fondamentale, soprattutto in realtà piccole come la nostra provincia, instaurare collaborazioni, mai isolarsi. Da soli non potremmo mai affrontare il percorso di crescita che stiamo cercando di portare avanti in questo momento. L’incontro con le Officine Gorilla, un collettivo teatrale di Alessandria che ha sposato la causa arquatese, è stato quindi fondamentale per rendere le nostre produzioni ancora più professionali e soprattutto per poter portare avanti la creazione di un polo teatrale e culturale che speriamo di veder crescere sempre di più.
In realtà, come dicevo prima, con il teatro ho avuto un approccio più organizzativo ma la curiosità a cui accennavo prima mi ha portato anche a confrontarmi con la scrittura. Credo di essere un buon osservatore e quindi l’ispirazione arriva da ciò che vedo, dalle persone soprattutto.
Mi piace immaginare persone “normali”, mi si passi il termine, alle prese con situazioni più grandi di loro. Adoro i contrasti. Per fare un esempio, raccontare la vita spericolata di una rockstar è scontato, cosa succede quando sotto i riflettori – quali essi siano –  ci finisce, che so, un impiegato del catasto? 

Mi ha sempre appassionato la capacità degli artisti di creare dei mondi, che fossero quadri, romanzi, film o spettacoli teatrali. E la sfida di provare a farlo anche io era troppo intrigante per poter rinunciare. E poi adoro lavorare con le persone. E vedere quello che si è scritto “su carta” prendere vita grazie agli attori è un’emozione impagabile. Credo basti questo per spiegare perché in questo momento la mia vita ha preso questa direzione.

Chi era da bambino Enzo Ventriglia?
Bella domanda. E’ passato così tanto tempo che faccio fatica a ricordarlo. Scherzi a parte se guardo a me da piccolo sembra di guardare ad un’altra persona, ma credo che questa sia una sensazione che hanno un po’ tutti. Se mi limito a parlare del lato professionale e artistico, forse quel bambino neanche immaginava che si potesse intraprendere una strada simile. Diciamo che negli anni ’80 ad Arquata Scrivia essere un 13enne – l’età in cui c’è la prima “sliding door” della nostra vita – non aiutava a potere immaginare un futuro simile. All’epoca per la mia generazione il lavoro era quello dei nostri genitori – la fabbrica, il negozietto – e il mondo dell’arte era quello che veniva proposto in televisione. E, per quanto affascinante, sembrava irraggiungibile. Per fortuna se c’è qualcosa che ho mantenuto di quell’epoca, è la curiosità. Solo che adesso ho imparato ad ascoltarla.

Pensando alle risposte date alle sue domande, credo che lo spettacolo I PROVINCIALI. BALLATE PER INGUARIBILI OTTIMISTI nasca proprio da tutto questo. Dalle considerazioni fatte sulla vita in un piccolo paese come Arquata, in realtà non così differente da una piccola città come Alessandria, a sua volta non così distante dalla provincia italiana, così piena di personaggi da poter raccontare, senza inventare nulla, storie da qui ai prossimi cento anni. I personaggi che fanno da sfondo allo spettacolo sono quindi i tipici abitanti della provincia italiana, grotteschi, divertenti e indispensabili. E i due protagonisti sono il simbolo del contrasto interiore che chi abita in provincia necessariamente porta dentro di sé: la voglia di fuggire per scoprire com’è il mondo là fuori, o la necessità di restare perché in fondo sono le persone a rendere speciale un posto… o forse perché per andarsene ci vuole una bella dose di coraggio.La musica di Paolo Toso – altro arquatese doc –  è stato lo spunto per iniziare il viaggio di questo spettacolo, nato come un concerto ma che abbiamo voluto allestire come un vero e proprio racconto di frontiera, come di frontiera sono le sue canzoni, perfette per fare accompagnare la storia raccontata fino ad un finale, che non svelo, tanto sorprendente quanto forse inevitabile.

Profili: giovane, bella e talentuosa – Marta Borille in scena – a cura di Marina Vicario

Che sia bella e giovane è inequivocabile ma Marta Borille è molto di più! Nell’intervista scoprirete che è anche molto preparata! È la protagonista femminile, a partire da stasera. in Ballate per inguaribili ottimisti di Enzo Ventriglia in scena con I PROVINCIALI alle ore 21 al teatro della Juta – link dell’articolo sull’evento teatrale https://alessandria.today/2019/02/12/16-febbraio-2019-i-provinciali-in-scena-a-cura-di-vicario-marina/?fbclid=IwAR3KD6SlopVZ4o_X15aXIlaAF6xnp0Vl3P8T731_BkZI5xp9l8OJYn2reuo

Buona Lettura!

Chi é Marta Borille?
Sono una ragazza di 23 anni, nata e cresciuta ad Alessandria, città a cui sono profondamente legata e in cui torno sempre il prima possibile. Mi divido tra la mia città natale e Milano, dove in questo momento sto studiando per un master universitario in comunicazione d’impresa all’Università Cattolica. All’attività di studentessa universitaria affianco quella di “esploratice del mondo teatrale”, un universo complesso e affascinante che mi ha sempre attirato.

Quando nasce come attrice?
Il mio percorso come attrice é curioso, nasce per caso: in realtà vengo dal mondo della danza, ho studiato danza per quasi 20 anni presso la scuola Peter Larsen Dance Studio di Alessandria, prendendo parte a numerosi stage e seminari di danza.
Dal 2011 al 2018 sono stata assistente e insegnante ai corsi propedeutici per bambini nella mia scuola di danza, a cui sono ancora molto legata.
Nel 2015 ho fatto parte come danzatrice del cast “L’accademia delle stelle”, musical prodotto dall’associazione culturale Commedia Community. La stessa produzione poco tempo dopo aveva bisogno di alcune attrici per una piccola parte nello spettacolo “Quando la moglie é in vacanza”.
Il regista dello spettacolo mi chiese di “provare”… e la prova andó bene! Ottenni questa piccola parte nello spettacolo, stupendomi delle mie apparenti capacità nascoste (non avevo mai studiato recitazione e non avrei mai pensato di farlo).
Da quel momento in poi ho cominciato ad affiancare la passione per la danza a quella del teatro.
Ho frequentato per un anno la scuola d’arte drammatica “I Pochi” di Alessandria, ho seguito alcuni seminari di recitazione e preso parte come attrice ad alcuni spettacoli. (In questo momento sono ferma dallo studio del teatro perché mi sto dedicando all’università, ma spero di poter ricominciare al più presto).

Chi era Marta bambina?
Silenziosa ma super curiosa, e già da piccola entusiasta del mondo teatrale: mio papà conosceva alcuni addetti ai lavori del Teatro Comunale di Alessandria, e ogni occasione era buona per portarmi a vedere le prove di spettacoli.
Amavo osservare gli artisti in prova e il dietro alle quinte, é già da quei momenti che secondo me si può scorgere la magia e la vera essenza del teatro.

Che cos’è per lei la recitazione?
Divertimento e evasione. Mi piace pensare che con la recitazione sei legittimata a diventare quello che vuoi. Nella vita sono una persona tranquilla e pacata e mi diverte molto quando per copione devo fare sfuriate che nella vita normale non farei mai. Un po’ come succede ad un certo punto de “I provinciali”, dove il mio personaggio, Caterina, fa una sfuriata ad Alex.

Chi é il tuo personaggio in Ballate per inguaribili romantici?
Caterina é una ragazza di 27 anni. Fa la barista nel bar di un paesino minuscolo, 3425 passi dal cartelli “Benvenuti” al cartello “Arrivederci”. Sta bene nella sua piccola realtà ma nasconde una voglia di evasione che progressivamente verrà scoperta nel corso dello spettacolo. Mi rivedo un po’ in Caterina, divisa tra l’amore per la terra in cui é nata e la voglia di scoprire cosa c’è là fuori.

Profili: Paolo Toso un musicista in scena – a cura di Marina Vicario

Paolo Toso sarà in scena come autore ed esecutore musicale con BALLATE PER INGUARIBILI OTTIMISTI con I PROVINCIALI a partire da oggi 16 febbraio 2019 presso il Teatro della Juta di Arquata Scrivia. ( link dell’articolo sull’evento teatrale https://alessandria.today/2019/02/12/16-febbraio-2019-i-provinciali-in-scena-a-cura-di-vicario-marina/?fbclid=IwAR3KD6SlopVZ4o_X15aXIlaAF6xnp0Vl3P8T731_BkZI5xp9l8OJYn2reuo )

Un’intervista schietta e concreta di un uomo che con i piedi per terra pensa alla musica e ne concretizza il fascino sul palcoscenico.
Buona Lettura!

Grazie Paolo per aver concesso la possibilità di farti conoscere meglio ai lettori di Alessandria Today.
Iniziamo subito con chiederti – Chi è Paolo Toso?

Sono nato ad Alessandria 51 anni fa, ma ho praticamente vissuto ad Arquata da sempre dove ho la mia famiglia e i miei amici più cari. Sono una persona molto semplice, senza troppi grilli per la testa, mi piace ovviamente la musica e la letteratura specialmente quella di memoria, legata ai grandi autori italiani del secondo dopoguerra (Fenoglio. Pavese in primis).
Sono un educatore professionale e ho lavorato per quasi 20 anni in case famiglia e comunità per persone diversamente abili fino a quando, grazie alla mia compagna, non mi sono appassionato all’ apicoltura che è la mia attuale occupazione.

Cos’è per lei la musica? Quando ha capito che poteva diventare un musicista?
Musicista è una parola troppo grande per definirmi. Ho iniziato a strimpellare la chitarra intorno ai 16 anni e da allora, seppur con alti e bassi non ho mai smesso.
La musica per me è sempre stata una grande passione, ma mai più di un hobby anche se confesso che molti anni fa ho provato a farne anche un lavoro, ma non ci sono riuscito. La musica ha sempre fatto parte della mia vita in qualche modo fin da bambino. Mio padre ha cantato per anni in squadre di trallallero genovese ed io con tutta la famiglia lo seguivano spesso quando andava ad esibirsi. Io stesso in tenera età cantavo nelle voci bianche del coro della parrocchia. Quindi posso dire senz’altro di aver avuto un ottimo rapporto con la musica fin da piccolo.


Da quanto tempo compone musiche e da dove trae ispirazione?
Fin da quando ho imparato a mettere in fila due o tre accordi, ho sempre avuto l’ambizione di provare a scrivere cose mie, perché mi ha sempre dato più soddisfazione che riprodurre cose di altri.
Musicalmente sono sempre stato un amante delle sonorità anglosassoni e d’oltre oceano.
Nella mia attuale veste di cantautore a tempo perso mi riferisco in particolare ai grandi cantautori americani da Cash a Dylan e Neil Young cercando di rivisitati in modo contemporaneo. Per quanto riguarda i testi le mie canzoni parlano per lo più di fatti intimi e personali. Mi piace molto usare metafore che si riferiscono agli eventi naturali.( Le stagioni, il vento, la neve ecc.)

Come è nata la collaborazione per lo spettacolo del 16 al teatro della Juta?
La collaborazione con il Teatro della Juta è nata circa un anno fa quando fui chiamato a scrivere alcuni temi per accompagnare una lettura di poesie in teatro. Da cosa nasce cosa e ad Enzo venne in mente di scrivere un testo teatrale in parte ispirato ai testi delle mie canzoni. Da qui uno spettacolo misto di monologhi, dialoghi e canzoni che ci apprestiamo a mettere in scena sabato prossimo.

16 febbraio 2019 – I PROVINCIALI in scena! a cura di Vicario Marina

a cura di Vicario Marina

MUSICA E PAROLE “DI FRONTIERA” AL TEATRO DELLA JUTA:
I PROVINCIALI, PER RACCONTARE SOGNI E VITA IN UNA CITTA’ COME TANTE

SABATO 16 FEBBRAIO ORE 21

 

Sabato 16 febbraio al Teatro della Juta di Arquata Scrivia va in scena fuori cartellone una delle nuove produzioni dell’Associazione Commedia Community/Teatro della Juta, dal titolo I PROVINCIALI – ballate per inguaribili ottimisti, un viaggio fatto di musica e parole che racconta una storia “di ordinaria follia”, che accade in un giorno qualunque, in una città qualunque, dalla quale sembra impossibile poter fuggire.

Protagonisti di questo racconto “di frontiera” la musica di un artista arquatese, PAOLO TOSO (chitarra e voce), accompagnato da MAURIZIO FOCANTE (contrabbasso elettrico) e ALBERTO BIANCHI (batteria), moderni menestrelli di questa storia, narrata con voce giovane e fresca da SIMONE GUARINO e MARTA BORILLE.

Testo e regia sono di Enzo Ventriglia, a completare il taglio “made in Arquata” del progetto.

L’ironico racconto ha i sapori e i colori di una città sonnolenta e addormentata, una di quelle città di provincia dove non accade mai niente. Un ragazzo torna a vivere coi suoi dopo una carriera fallita nella grande città. Qui rincontra Caterina, il primo amore, che invece non ha mai avuto il coraggio di andarsene ed è finita a lavorare come cameriera nell’unico bar del paese. I due tornano a parlarsi dopo lungo tempo, scoprendosi diversi e disillusi. Tra ricordi d’infanzia, personaggi grotteschi e ambizioni frustrate, i due si ritrovano complici involontari di un gesto folle ma eroico, che li condurrà al termine di questo viaggio di ritorno. Continua a leggere “16 febbraio 2019 – I PROVINCIALI in scena! a cura di Vicario Marina”

Musica e Parole di Frontiera al teatro della Juta: I provinciali, per raccontare sogni e vita in una città come tante

Musica e Parole di Frontiera al teatro della Juta: I provinciali, per raccontare sogni e vita in una città come tante

Sabato 16 febbraio al Teatro della Juta di Arquata Scrivia va in scena fuori cartellone una delle nuove produzioni dell’Associazione Commedia Community/Teatro della Juta, dal titolo I PROVINCIALI – ballate per inguaribili ottimisti, un viaggio fatto di musica e parole che racconta una storia “di ordinaria follia”, che accade in un giorno qualunque, in una città qualunque, dalla quale sembra impossibile poter fuggire.

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Protagonisti di questo racconto “di frontiera” la musica di un artista arquatese, PAOLO TOSO (chitarra e voce), accompagnato da MAURIZIO FOCANTE (contrabbasso elettrico) e ALBERTO BIANCHI (batteria), moderni menestrelli di questa storia, narrata con voce giovane e fresca da SIMONE GUARINO e MARTA BORILLE.

Testo e regia sono di Enzo Ventriglia, a completare il taglio “made in Arquata” del progetto.

L’ironico racconto ha i sapori e i colori di una città sonnolenta e addormentata, una di quelle città di provincia dove non accade mai niente. Un ragazzo torna a vivere coi suoi dopo una carriera fallita nella grande città. Qui rincontra Caterina, il primo amore, che invece non ha mai avuto il coraggio di andarsene ed è finita a lavorare come cameriera nell’unico bar del paese. I due tornano a parlarsi dopo lungo tempo, scoprendosi diversi e disillusi. Tra ricordi d’infanzia, personaggi grotteschi e ambizioni frustrate, i due si ritrovano complici involontari di un gesto folle ma eroico, che li condurrà al termine di questo viaggio di ritorno. Continua a leggere “Musica e Parole di Frontiera al teatro della Juta: I provinciali, per raccontare sogni e vita in una città come tante”