Il “nudo” in copertina, di Enzo Casamento

Il “nudo” in copertina, di Enzo Casamento

Il “nudo” in copertina

Degli amici mi hanno fatto notare che il “nudo” nella copertina di “Arte perversa” potrebbe dar fastidio ad alcune persone.
È possibile.
Facebook ha rifiutato ieri delle inserzioni pubblicitarie a pagamento a causa di questo “nudo”.
Non discuto le politiche di Facebook, che ha censurato anche capolavori dell’arte.

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Vorrei però chiarire alcune cose.
Quello che si vede in un’immagine viene filtrato e valutato dalla mente, che rappresenta in definitiva ciascuna persona.
Il “nudo” in questa copertina va considerato nel contesto in cui si trova, valutando il significato sottinteso.
Il serial killer del romanzo è un uomo che uccide di notte donne giovani e belle, marchiandole a fuoco con il serpente e creando poi con i corpi “opere d’arte”.
Simboleggiando quello che, in maniera diversa, è accaduto e accade ancora oggi nelle società umane:
–La donna idealizzata (“opera d’arte”) che nella realtà viene trattata da inferiore
–La donna proprietà di un uomo (marchio a fuoco col serpente)
–La donna mero oggetto sessuale (il “nudo”)
Riguardando la copertina con altri occhi possiamo “vedere” questa “vittima” delle società maschilistiche, riversa sul pavimento di una galleria dove l’occhio può cogliere in uno dei quadri alla parete “La ragazza col turbante” di Vermeer, intuire nel quadro precedente “L’urlo” di Munch” e in quello successivo “Il bacio” di Klimt, opere utilizzate dall’assassino seriale con i significati spiegati nel romanzo da altri personaggi.