Salvini elogia Draghi e pressa Di Maio: “Tuteleremo le banche”

Salvini elogia Draghi e pressa Di Maio: “Tuteleremo le banche”

Vertice di riconciliazione con l’alleato grillino ma resta il nodo della Rai. Tra Cinque stelle e Lega veti incrociati sulle direzioni di Tg1 e Raiuno

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ANSA

I vice premier Luigi Di Maio (M5S) e Matteo Salvini (Lega)

https://www.lastampa.it Ultima modifica il 29/10/2018 alle ore 10:37

ILARIO LOMBARDO ROMA

L’apparenza dice che non hanno parlato di Rai, come fa sapere Matteo Salvini. Ma a sentire il M5S e chi si è messo in contatto con Luigi Di Maio, di Rai si è parlato eccome durante il vertice a due a Palazzo Chigi. Ed è stato l’argomento che più ha diviso i leader, costretti ad apparire coesi per consegnare ai mercati un’immagine di compattezza che si sfalda quando si entra nella carne viva di diversi temi. In mattinata Salvini era atteso su Sky. Intervista annullata all’ultimo, in vista dell’incontro con Di Maio, per evitare di sbilanciarsi sulle questioni aperte.  

In oltre due ore di faccia a faccia, il leghista e il grillino mettono a punto la strategia settimanale su manovra e banche, anche per provare a tenere da parte le tante differenze che si stanno accumulando. In questi giorni i grillini hanno compulsato con ansia un report di Goldman Sachs datato 12 ottobre in cui si definisce «improbabile» la sopravvivenza di questo governo alla metà del 2019 – quindi subito dopo le Europee – e dove si profetizza la rinascita della maggioranza di centrodestra. Uno scenario che inquieta Di Maio, non a caso più bellicoso di Salvini.   Continua a leggere “Salvini elogia Draghi e pressa Di Maio: “Tuteleremo le banche””

Torino diventa No Tav, rivolta anti-M5S

Torino diventa No Tav, rivolta anti-M5S

Oggi voto in Consiglio comunale, le categorie produttive si mobilitano. Di Maio a Salvini: se ci fermiamo, implodiamo

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ANSA

https://www.lastampa.it Pubblicato il 29/10/2018

LUCA FERRUA ILARIO LOMBARDO TORINO-ROMA

Tap sì, Terzo Valico sì, Tav forse no. Il ripensamento globale delle grandi opere fondamentale per la base Cinque Stelle e al centro di un braccio di ferro sempre meno amichevole con la Lega oggi vive una giornata importante. Se tutto andrà come previsto Torino, una delle due città simbolo della Tav si sfilerà e voterà un ordine del giorno per chiedere al governo di destinare i soldi della Torino-Lione alla viabilità del territorio. Una scelta che farebbe indossare al capoluogo piemontese, storico baluardo del Sì, la maglia dei «No Tav».

Una decisione senza ricadute concrete ma politicamente dirompente. Non è una sorpresa perché Chiara Appendino è No Tav da sempre, ma la probabile scelta del Consiglio comunale spacca la città. Sapere che la sindaca è No Tav è un conto, vedere che questa scelta viene presa a nome di tutta Torino un altro.  

Appendino oggi non sarà in Consiglio è in missione a Dubai alla ricerca di investitori. Non certo un’assenza improvvisa così resta il dubbio che sia stata una scelta strategica. Vani i tentativi dell’opposizione di rinviare la discussione in una data che garantisse la presenza della sindaca. Continua a leggere “Torino diventa No Tav, rivolta anti-M5S”

Legge di stabilità, è scontro sull’Iva. Ora Giorgietti non esclude l’aumento

Legge di stabilità, è scontro sull’Iva. Ora Giorgietti non esclude l’aumento

L’ipotesi piace alle Ue ed è sostenuta anche dal ministro dell’Economia, ma Salvini e Di Maio non ci stanno

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ANSA

Il sottosegretario alla presidenza del consiglio Giancarlo Giorgetti

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ROBERTO GIOVANNINI, ILARIO LOMBARDO        ROMA

Da una parte Matteo Salvini e Luigi Di Maio, i due leader, categorici nell’escludere un aumento dell’Iva. Dall’altra il ministro Giovanni Tria e il sottosegretario Giancarlo Giorgetti, leghista sì ma realista e pragmatico. Al vertice di governo va in scena la divisione fra due “filosofie” opposte, un primo assaggio di quella che sarà la vera trattativa sulla legge di Stabilità. «Siamo il governo del cambiamento – scandisce Salvini rivolto a Tria – e non possiamo certo iniziare aumentando l’Iva». Parole simili a quelle che pronuncia Di Maio davanti ai giornalisti, uscendo dal summit: «L’Iva non deve aumentare: lo abbiamo promesso e non aumenterà».  

LEGGI ANCHE:  Conte: la manovra sarà rigorosa. Sulla Tav faremo una sintesi tra un po  

Tutt’altra musica era stata quella suonata da Giancarlo Giorgetti poche ore prima, quando aveva fatto capolino al brindisi offerto dal premier Conte ai giornalisti. Ai cronisti che gli chiedevano delle ipotesi che circolano insistentemente sugli aumenti selettivi sull’Iva, Giorgetti replicava chiaro e tondo che «anche l’Unione europea potrebbe chiederci di aumentare la tassazione indiretta». Giorgetti ha letto l’intervista al «Sole 24Ore», in cui il ministro Giovanni Tria dice che il governo sta lavorando su simulazioni basate sulla mancata attivazione delle clausole di salvaguardia, ma senza escludere «un riordino per semplificare alcune aliquote: ipotesi che producono piccoli aumenti di gettito e altre qualche riduzione». Peraltro, anche la Banca d’Italia vedrebbe di buon occhio lo spostamento del peso dalle imposte dirette a quelle indirette; e la stessa cosa pensano al Fmi e all’Ocse. Tria nell’intervista esprime cautela, ma da economista sa bene che per fronteggiare spese importanti – come quelle per realizzare flat tax e reddito di cittadinanza – ricorrere all’Iva darebbe certezza ai conti…. continua su: http://www.lastampa.it/2018/08/09/italia/legge-di-stabilit-scontro-sulliva-ora-giorgietti-non-esclude-laumento-Drrtpwn17LL6kS2zrRCiSP/pagina.html

Sud scomparso, stretta sugli imam e trattati Ue da ridiscutere. Nei negoziati la spunta il Carroccio, di Ilario Lombardo. La Stampa

Sud scomparso, stretta sugli imam e trattati Ue da ridiscutere. Nei negoziati la spunta il Carroccio

Nelle 39 pagine di programma sembra prevalere l’ideologia di Salvini sul “Prima gli italiani”. Il caso più eclatante: c’è la flat tax mentre il reddito di cittadinanza è vincolato a due anni
ANSA

Fotogramma del video pubblicato dal M5S che mostra le ultime fasi della trattativa per il contratto con la Lega

ILARIO LOMBARDO ROMA

L’aggettivo «italiano» spuntava un po’ dappertutto durante la discussione sul contratto di governo tra M5S e Lega. E Vincenzo Spadafora, ex presidente Unicef, oggi deputato grillino, ha dovuto sudare per evitare che finisse anche nel capitolo dell’infanzia: «Ricordiamoci che stiamo pur sempre parlando di bambini» è stato uno dei suoi tanti interventi per scongiurare un’invasione di italianità degli ex secessionisti della Lega.

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Ora Di Maio riparte da Lotti e spera di scongelare Renzi, di Ilario Lombardo e Francesca Schianchi. La Stampa

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Ora Di Maio riparte da Lotti e spera di scongelare Renzi, di Ilario Lombardo e Francesca Schianchi. La Stampa
Grillini e Colle cercano un segnale dall’ex premier. Prodi incontra Martina
(Foto: Maurizio Maule/fotogramma)
Ilario Lombardo, Francesca Schianchi Roma http://www.lastampa.it/
Finché ci riuscirà, Luigi Di Maio continuerà a mantenere la trattativa su due tavoli. Ma in vista della giornata di oggi, nella settimana appena conclusa, i 5 Stelle si sono mossi in «totale armonia con il Colle» per verificare su quali basi il piano B – che porta al Pd – possa maturare.
Il mandato esplorativo al presidente della Camera, il grillino Roberto Fico, capovolgerà schema e perimetro di gioco. Ma parlare con il Pd non è così semplice, e Di Maio non può contare su un rapporto franco e di simpatia, come quello che ha costruito via cellulare con Matteo Salvini. «Il Pd? Quale Pd. Ce ne sono troppi» è la battuta che senti pronunciare più spesso in bocca ai grillini informati sulle strategie di Di Maio. Ma ai vertici del M5S non sono più così ingenui, come quando speravano in un’alleanza con Leu e Pd «derenzizzato». Hanno capito che l’unico «canale di comunicazione che conta» è quello con Matteo Renzi, di fatto ancora oggi, al di là delle sue dimissioni, l’azionista di maggioranza del gruppo parlamentare.   Continua a leggere “Ora Di Maio riparte da Lotti e spera di scongelare Renzi, di Ilario Lombardo e Francesca Schianchi. La Stampa”

Così Salvini e Di Maio puntano a mettere Berlusconi nell’angolo, di Amedeo La Mattina e Ilario Lombardo. La Stampa

Così Salvini e Di Maio puntano a mettere Berlusconi nell’angolo

Prime segnali di accordo: al leghista Molteni la supercommissione. Il leader M5S: comitato scientifico per i programmi affidato a un prof
ANSA

I due leader. Dopo l’intesa sulle alte cariche di Camera e Senato ieri Luigi Di Maio e Matteo Salvini hanno trovato un accordo sulla presidenza della commissione speciale

Amedeo La Mattina, Ilario Lombardo Roma

C’è aria di pre-accordo, perlomeno in casa 5 Stelle. Nelle dichiarazioni pubbliche si attaccano, si punzecchiano, ma poi, quando Matteo Salvini e Luigi Di Maio si telefonano trovano sempre un modo per ritrovare il sereno e stringere un’intesa. Come è successo ieri. I due hanno cambiato assieme, e improvvisamente, il nome del presidente della commissione speciale della Camera: sarà un leghista, come previsto, ma è Nicola Molteni e non più Giancarlo Giorgetti, che resta capogruppo e potrà così avere le mai libere per trattare la formazione del governo e partecipare al cruciale Documento di economia e finanza, il primo embrione dell’alleanza che porta a Palazzo Chigi. Giorgetti, infatti, sta già lavorando spalla a spalla con i grillini, ennesima prova di una liaison sempre più stretta ed esclusiva.

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Fronda governista nel M5S così Salvini spera nel passo indietro di Luigi

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Fronda governista nel M5S così Salvini spera nel passo indietro di Luigi

Ma il grillino insiste con il Quirinale: “Io premier e Berlusconi fuori”

ANSA

Il nuovo regolamento votato ieri dai Cinque Stelle accentra molti poteri su Luigi Di Maio, 31 anni, che punta a essere capo politico da qui ai prossimi dieci anni

AMEDEO LA MATTINA, ILARIO LOMBARDO ROMA

www.lastampa.i

Ci vorrà tempo, forse un mese, o di più, di paziente attesa. Poi i borbottii non saranno più un rumore di fondo ora appena percepibile: diventeranno malumori e frustrazioni, e cresceranno come un’onda che travolgerà le ambizioni di Luigi Di Maio.   

È questa la convinzione che rasserena le notti di Matteo Salvini. È quello che crede, o spera: «Io avrò pure i miei problemi a tenere unito il centrodestra, ma Di Maio a breve avrà i suoi». Fino a quando il M5S resterà compatto dietro al suo leader che insiste a pretendere per sé la presidenza del Consiglio? Il tempo erode le certezze. Il resto, potrebbe farlo la paura di tornare al voto, e di rimettere in gioco l’elezione da parlamentare, di tanti debuttanti. Alla Camera e in Senato, negli oziosi pomeriggi ancora troppo pieni di inattività, comincia a farsi spazio, nelle analisi dei parlamentari, la domanda sulla tenuta del gruppo grillino.  Continua a leggere “Fronda governista nel M5S così Salvini spera nel passo indietro di Luigi”

da La Stampa. Il sondaggio segreto nella base spinge il Movimento 5 Stelle verso la Lega, di Ilario Lombardo

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I militanti: «Meglio il Carroccio del Pd». Ma l’intesa spacca i leader grillini

LAPRESSE

ILARIO LOMBARDO ROMA  http://www.lastampa.it/

C’è un sondaggio segreto, in mano a Luigi Di Maio, che potrebbe cambiare da qui a qualche settimana le strategie del M5S. Ma che nell’immediato rischia di cambiare la percezione sulla probabilità dei vari scenari di governo.

Il sondaggio, commissionato dai vertici del M5S, rivela un elettorato spaccato quasi a metà, ma pare leggermente più propenso ad allearsi con la Lega di Matteo Salvini che con il Pd, anche senza Matteo Renzi.

Però in politica tutto può cambiare da un giorno all’altro. I tempi dello stallo istituzionale possono essere lunghi ma, trascinandosi, anche capovolgere improvvisamente gli orizzonti delle possibilità, soprattutto se si è in grado di restare, come Di Maio, in equilibrio tra due ipotesi così diverse.   Continua a leggere “da La Stampa. Il sondaggio segreto nella base spinge il Movimento 5 Stelle verso la Lega, di Ilario Lombardo”

da La Stampa: Di Maio a caccia di tecnici di sinistra. La carta Minniti, di Federico Capurso, Ilario Lombardo

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Ma Orlando chiude: “Il 90% del Pd è contro l’alleanza”. Anche le nomine del Csm nei negoziati con i dem

AFP

Luigi Di Maio, 31 anni

Federico Capurso, Ilario Lombardo ROMA

«È un discorso ancora prematuro», dice Riccardo Fraccaro a proposito di una offerta di ministeri al Pd in cambio della fiducia a un governo con i 5 Stelle. Ma un discorso prematuro è un discorso comunque possibile. E questa è un’importante apertura.  

Preferirebbero il sostegno esterno, i grillini. Una soluzione rilanciata dai dem Michele Emiliano e Francesco Boccia, ma osteggiata da Andrea Orlando, che in meno di ventiquattrore ha prima chiesto di «non demonizzare il voto ai 5 stelle» per poi gelarli: «Il 90% del gruppo dirigente Pd è contrario ad un’alleanza». I ponti saranno minati fin quando il destino di Matteo Renzi e del suo partito non sarà compiuto. Poi, ogni discorso potrebbe riaprirsi. Lo sa Luigi Di Maio, che attende la fine della guerra interna ai dem e nei colloqui riservati con il suo staff prende già in considerazione, per una fase più avanzata della trattativa, di poter cedere qualche ministero importante. Magari – è la speranza – a tecnici di area dem e di provata fiducia. Ma non solo, perché ci sono figure politiche nel mondo del centrosinistra che i grillini apprezzano e considerano come una garanzia. Nelle ultime ore è tornato insistentemente a girare il nome di Marco Minniti, il ministro dell’Interno del governo uscente che ha raccolto gli elogi di Alessandro Di Battista e che sui temi della sicurezza e dell’immigrazione ha impresso una svolta che piace al Movimento. In fondo, nel fanta-governo di Luigi Di Maio, quella casella era stata occupata dalla criminologa Paola Giannetakis, una scelta di ripiego dopo i no di tanti prefetti e l’esclusione all’ultimo del deputato Danilo Toninelli. Candidatura quindi già zoppa, ulteriormente indebolita dalla mancata elezione alla Camera (ieri comunque è stata vista nella sede del comitato elettorale, a Roma)…. continua su: http://www.lastampa.it/2018/03/08/italia/speciali/elezioni/2018/politiche/di-maio-a-caccia-di-tecnici-di-sinistra-la-carta-minniti-oUwhKbQJRgMj9xyzo2wl2L/pagina.html

 

Di Maio tratta ancora: “Serve l’incarico pieno non finirò come Bersani”, di Ilario Lombardo. La Stampa

Di Maio

M5S teme l’effetto-flop di un mandato solo esplorativo. Pronti ministeri per tecnici dem, Lega ultima spiaggia

AFP

Ilario Lombardo Roma

«Non un mandato esplorativo, ma l’incarico pieno». Luigi Di Maio ha ben presente il precedente di cinque anni fa, quando a parti invertite era il Pd ad aver bisogno dei voti del M5S per far partire un governo. «Noi non faremo la fine di Pierluigi Bersani – ragionano nello staff del candidato premier – che è stato bruciato con il mandato esplorativo». L’incarico ovviamente sarebbe subordinato a un accordo già strappato agli avversari e portato in dote al Quirinale. 

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 Editoriale – Le pericolose spine nel fianco della crescita  

Nel M5S si sta insinuando il sospetto che sia Matteo Renzi sia Silvio Berlusconi, che si parlerebbero attraverso Denis Verdini, vogliano spingere Di Maio a scendere per primo nell’arena del Parlamento per far naufragare l’eventuale mandato ottenuto da Sergio Mattarella. Di fronte all’impossibilità di trovare una maggioranza, secondo Renzi e Berlusconi, si certificherebbe l’incapacità politica dei grillini di dare un governo stabile all’Italia. Forte di questa consapevolezza prodotta dal sospetto e dalla paura di fare una mossa sbagliata, Di Maio preferisce continuare ad aspettare, seduto com’è su quella che a oggi è la posizione più favorevole. Osserva i tentennamenti della Lega e spera, il leader, che la disintegrazione della leadership renziana liberi il Pd per un’alleanza di governo. Magari già lunedì, alla direzione del Pd, da cui il leader dei 5 Stelle si attende segnali precisi. … continua su: http://www.lastampa.it/2018/03/07/italia/speciali/elezioni/2018/politiche/di-maio-tratta-ancora-serve-lincarico-pieno-non-finir-come-bersani-K3HcYnF6xHiLN92ponCeLO/pagina.html

Luigi Di Maio: “Noi siamo tutta l’Italia”. Il leader M5S sogna il governo, di Ilario Lombardo. La Stampa

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Il capo dei Cinque Stelle: «Vincitori assoluti, ogni partito dovrà cercarci». Poi insiste sulla parola «responsabilità» e rilancia: «Spazzate le ideologie»

ANSA

Dopo il trionfo Luigi Di Maio ha ribadito la disponibilità al dialogo con le altre forze politiche, delle quali ora attende le mosse. E ha tentato di rassicurare gli investitori, rimarcando come l’M5S senta la responsabilità di dare un governo al Paese

ILARIO LOMBARDO ROMA

La Terza Repubblica di Luigi Di Maio comincia in una piovosa mattina di marzo, il giorno dopo il trionfo, con addosso una maschera di emozione che tradisce i 31 anni del ragazzo di Pomigliano che voleva essere premier. È breve, conciso, Di Maio, attento a non sporcare il suo discorso anche di una sola virgola che potrebbe irritare il presidente della Repubblica Sergio Mattarella.… continua su: http://www.lastampa.it/2018/03/06/italia/speciali/elezioni/2018/politiche/luigi-di-maio-noi-siamo-tutta-litalia-il-leader-ms-sogna-il-governo-GxpwjYhSfzu0MrzvJVY9VN/pagina.html