INTERVISTA AL CANTAUTORE LUIGI PAGANO: “Ho la sindrome dello zigano, ho bisogno di sentirmi straniero” a cura di Izabella Teresa Kostka.

Luigi Pagano

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INTERVISTA AL CANTAUTORE LUIGI PAGANO: “Ho la sindrome dello zigano, ho bisogno di sentirmi straniero” a cura di Izabella Teresa Kostka.

1. I.T.K.: Esiste un proverbio che dice “Vedere Napoli e morire”: per i tuoi fans internazionali sei il simbolo di un italiano D.O.C: solare, caloroso, estroverso, un affascinante e talentuoso artista, cantante. Raccontaci un po’ delle tue radici italiane e del legame indissolubile con la tua Terra d’origine.

Lp: Sono nato a Pompei in provincia di Napoli. Ho sempre vissuto sul mare dalla parte di Torre Annunziata (Oplonti). Dal balcone dove sono nato vedevo il Vesuvio, il monte Faito e un pezzettino di mare che oggi non si vede più a causa delle costruzioni ma se salgo qualche rampa di scale ne vedo ancora. Ho Vissuto per 25 anni in medioriente tra mare e deserto trovando un po’ di Napoli ovunque, nella musica e nelle culture arabe. Napoli è più vicina a Beirut che non a New York quindi Napoli è più Libano che America infatti, è la città meno americanizzata d’Italia. Le radici napoletane sono forti di una cultura secolare e noi napoletani siamo consapevoli di avere una grande storia per questo siamo orgogliosamente “TERRONI”. Ovunque vada porto sempre con me Napoli. Le canzoni che scrivo hanno il ritmo e le sonorità mediterranee, non sono ricercate ma escono spontaneamente dalla mia anima.

2. I.T.K.: Com’è iniziata la tua carriera artistica: l’hai sempre sognata oppure è iniziata in modo spontaneo, accidentale? Hai suonato coi più grandi artisti di fama internazionale, tra cui Paul McCartney, e con famose star del cinema, partecipando anche a numerosi importanti programmi televisivi. Ti va di parlarne?

Lp: In casa mia ci sono sempre stati degli strumenti, mio padre era appassionato di canto. Mio fratello di 10 anni più grande di me suonava la chitarra e per me lui è sempre stato un esempio così ho incominciato ad emularlo. Quando i miei genitori si sono accorti che avevo un po di talento mi hanno fatto studiare. Mio fratello qualche volta mi pagava le lezioni. Io non vengo da una famiglia ricca ma sicuramente da una famiglia ricca di valori. Mio padre ha fatto sì che tutti noi figli (4) studiassimo. Ho formato la prima band a 14 anni e poi qualche anno dopo ho incominciato a lavorare nei pianobar di Napoli e provincia e non solo.
Paul l’ho conosciuto alle Maldive quando con mia moglie Agnes suonavamo lì. Ci siamo restati per 7 mesi e Paul per 3. È stato più un rapporto personale che professionale. Quando finivo di suonare ci incontravamo nelle spiaggia sotto la sua villa e suonavamo le nostre chitarre fino al mattino. Paul mi ha insegnato l’umiltà. Più si è grandi e più si è umili.
Io e mia moglie Agnes abbiamo vissuto per 7 anni in Kuwait dove è nato il nostro unico figlio Riccardo. Lavoravamo per la Sheraton hotels ma spesso di mattina eravamo ospiti di un pogramma TV che c’è anche in Polonia con nome di DD TVN, in Kuwait si chiamava GOOD MORNING KUWAIT.
In Polonia dove vivo sono spesso ospite in programmi TV come JAKA TO MELODIA?, WIELKI TEST, DD TVN, MAMMA MIA, CAFÈ PIOSENKA, e spessissimo con la mia famiglia in SPRAWA DLA REPORTERA ecc, ecc. Non ho mai forzato la mano per arrivare e neanche bussato alle porte. Continua a leggere “INTERVISTA AL CANTAUTORE LUIGI PAGANO: “Ho la sindrome dello zigano, ho bisogno di sentirmi straniero” a cura di Izabella Teresa Kostka.”

Intervista allo scrittore e poeta Enrico Toso, a cura di Pier Carlo Lava

Intervista allo scrittore e poeta Enrico Toso, a cura di Pier Carlo Lava

Alessandria today è lieta di pubblicare per i lettori un intervista allo scrittore e poeta Enrico Toso, queste le sue risposte alle nostre domande.

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Enrico ciao e benvenuto su Alessandria today è veramente un piacere farti un intervista, ci vuoi raccontare dove sei nato, chi sei, cosa fai nella vita oltre a scrivere e qualcosa della città dove vivi?

Sono nato a Padova nel 1950. In questa città ho vissuto fino alla laurea in ingegneria chimica. Ho sempre amato la chimica. Fin da piccolo mi attirava quello che stava dentro agli oggetti e mi prendeva la necessità di guardare cosa ci fosse oltre il contenitore, cercando, nello scomporre, ciò che lo componeva.

Non solo, venivo attratto da tutto quello che si trasformava da una cosa a un’altra, come per magia, e magia non era. Del mistero, volevo la conoscenza, imparando a maneggiarla.

Da bimbo pensavo alla pietra filosofale, crescendo l’ho messa da parte, ma esiste ancora in un angolo nascosto dentro di me. Ho sempre volato tra fantasia, immaginazione e realtà. Costringendo ora l’una sull’altra, alle volte separandole l’una dall’altra, mai contrapponendole fino a eliminarne una, consapevole, anche nel non saperlo, della loro preziosa specificità. Continua a leggere “Intervista allo scrittore e poeta Enrico Toso, a cura di Pier Carlo Lava”

Erika, per ” la biblioteca di Erika”

Erika, per ” la biblioteca di Erika”

da: Io Me Lo Leggo

Buongiorno Amici di Io Me Lo Leggo dalla vostra Monika M

Oggi vi propongo l’intervista ad una mia amica book-blogger:

Erika, per ” la biblioteca di Erika”

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Influencer: individui con un più o meno ampio seguito di pubblico che hanno la capacità di influenzare i comportamenti di acquisto dei consumatori in ragione del loro carisma e della loro autorevolezza rispetto a determinate tematiche o aree di interesse.

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Ed ora la domanda: Un book-blogger è un influecer, o meglio, tu ti senti un influecer ? Cosa significa per te, e cosa dovrebbe significare, essere un book-blogger?

1) Per me essere un book-blogger significa innanzitutto essere una lettrice appassionata e di conseguenza avere la voglia, non le capacità come sostengono in molti, di parlare e discutere con gli altri dei libri che si leggono. Questo può avvenire attraverso un profilo social oppure con un vero e proprio sito internet, il blog.
Io attualmente non mi sento un influencer in quanto non vado ad influenzare i comportamenti di acquisto degli altri lettori e, a dire la verità, non aspiro nemmeno a volerlo fare.
La mia è pura passione, amo leggere e amo parlare di quello che leggo raccontando la trama e consigliando o meno un determinato titolo. Se qualcuno, dopo aver visto un mio post, decide di acquistare proprio quel libro ben venga, ma aumentare le vendite o fare pubblicità non è il mio obbiettivo.

Come ti approcci alla lettura e recensione di un libro? Quali fattori ne determinano un giudizio positiva e quali il giudizio negativo? Inoltre, se non conosci l’argomento trattato, svolgi tue ricerche personali per poterne parlare con più cognizione di causa?

2) Alla lettura di un libro e di conseguenza alla sua recensione mi approccio in modo estremamente tranquillo in quanto sono cose che mi piacciono e le faccio molto volentieri.
Una volta terminata la lettura, durante la quale prendo appunti sui passi salienti della storia e mi informo tramite internet su particolari temi trattati, passo alla recensione dove racconto la trama e dico il mio parere personale che può essere positivo o negativo in base a diversi elementi.
Il più influente è il coinvolgimento che ho avuto all’interno della storia. Una volta chiusa l’ultima pagina di un libro la prima domanda che mi faccio è: “Quanto sono stata catturata da questa vicenda?” .
Ed è proprio questo il punto di partenza per una mia recensione e il motivo per cui una mia recensione sarà positiva o negativa.
Continua a leggere “Erika, per ” la biblioteca di Erika””

Intervista alla poetessa Alisa Milani, di Pier Carlo Lava

Intervista alla poetessa Alisa Milani, di Pier Carlo Lava

Alessandria today è lieta di pubblicare in esclusiva per il blog, un intervista alla poetessa Alisa Milani. Alisa afferma che Un poeta è colui che riesce ad esternare le proprie emozioni regalando se stesso e arrivando all’animo di chi legge.

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Alisa ciao e benvenuta su Alessandria today è veramente un piacere farti un intervista, ci vuoi raccontare dove sei nata, chi sei, cosa fai nella vita oltre a scrivere e qualcosa della città dove vivi?

Il mio nome è Annalisa e sono nata a Sassari, una città della Sardegna che amo come amo la mia isola. Sono mamma di due ragazze e di un ragazzo; sono anche diventata nonna giovanissima e la mia famiglia è al primo posto nella mia vita.

Ho lavorato per tanti anni in un’ente pubblico ed ho amato il mio lavoro. Ancora oggi collaboro con l’ente da me rappresentato nella vita lavorativa.

Nel tempo che mi rimane faccio volontariato nel carcere di Sassari e il confronto con chi, per qualsiasi motivo, ha perso la libertà, mi arricchisce continuamente.

Quando hai iniziato a scrivere e cosa ti ha spinto a farlo?

Ricordo i miei primi scritti da ragazzina e oltre la lettura era il mio modo di evadere spontaneamente dalla routine giornaliera della mia città.

Amo scrivere in qualsiasi momento mi arrivino dei versi; in macchina, costringendomi a soste impreviste, prima di dormire e in tutti gli spazi liberi, anche nell’attesa di colloqui con i ragazzi della casa circondariale.

Non amo costruire i miei versi che vengono scritti in pochi minuti. Un poeta (io non mi definisco tale!) è colui che riesce ad esternare le proprie emozioni regalando se stesso e arrivando all’animo di chi legge. Continua a leggere “Intervista alla poetessa Alisa Milani, di Pier Carlo Lava”

Bruno Pennasso, attore. Emozioni dietro le quinte. Intervista a cura di Marcello Comitini

Bruno Pennasso, attore. Emozioni dietro le quinte. Intervista a cura di Marcello Comitini

Alessandria today, dopo aver pubblicato la biografia dell’attore Bruno Pennasso che trovate a questo link:
https://alessandria.today/2018/08/25/bruno-pennasso-attore-si-presenta-ai-lettori-di-alessandria-today/

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Bruno Pennasso in “Nel nome del padre” di Luigi Lunari

è lieta di pubblicare l’intervista  gentilmente rilasciataci dall’amico Bruno.
Ma prima vorrei sottolineare quanto siano interessanti le sue risposte:
hanno il potere condurci oltre insospettate quinte.
Non quelle fisiche che vediamo nei palcoscenici del teatro, ma quelle che
celano l’uomo agli spettatori. 

Ciao Bruno! Innanzitutto, grazie di essere qui con noi!  Potresti presentarti brevemente? Raccontaci chi sei, cosa fai nella tua vita, quali sono le tue passioni.

Buongiorno! Grazie a te per avermi proposto questa intervista. Sono un po’ emozionato perché è una delle rarissime interviste che mi viene richiesta!
Chi sono… a volte mi sembra di essere don Chisciotte che combatte contro i mulini a vento!!! Nel senso che ho sempre creduto nell’Arte, quella vera, quella che costa fatica, quella che ha bisogno di studio e dedizione per essere espressa ma anche passione, amore e voglia di darsi al 100 %! E invece vedo intorno a me tanti cloni, tanti burattini che scimmiottano!

In che misura il tuo rapporto con la tua città ha influito o meno sulla tua formazione?

Quando ho iniziato a pensare di voler fare l’attore di professione (che brutta parola!) mi sono guardato intorno e ho scovato una piccola scuola di recitazione (era il 1969… una vita fa!), volevo iniziare dall’abc quindi dizione e primi rudimenti. Dopo i primi due anni fortunatamente uno dei docenti prese sotto la sua ala alcuni tra noi allievi –e la cosa mi inorgoglì non poco- per continuare il lavoro più seriamente. Da lì iniziai a pensare che era la mia strada e infatti frequentai la Scuola dello Stabile, poi sostenni i primi provini e, in seguito con l’incontro con Beppe Navello arrivò la prima Compagnia (Cooperativa Teatro Proposta). Quindi devo molto alla mia città che mi ha offerto quasi su un piatto d’argento quanto cercavo.

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11 domande a Manuela Moschin autrice di Alessandria today, dai lettori del blog, a cura di Pier Carlo Lava

11 domande a Manuela Moschin dai lettori di Alessandria today

di Pier Carlo Lava

Alessandria today: Manuela ciao, tu sei anche autrice su Alessandria today, dopo la pubblicazione della tua biografia e i numerosi post con i quali hai saputo farti apprezzare dai nostri lettori sono doppiamente lieto farti anche un’intervista, ci vuoi raccontare dove sei nata, chi sei, cosa fai nella vita oltre a scrivere e qualcosa della città dove vivi?

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Buongiorno a tutti, ringrazio la redazione di Alessandria today per avermi ospitata nel vostro prezioso Blog. Complimenti per le domande mirate e originali. È stato davvero piacevole partecipare all’intervista.

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Inizio raccontandovi che sono nata a Mestre, in provincia di Venezia, da genitori veneziani, ma vivo e lavoro a San Donà di Piave (Ve). Sebbene io sia appassionata di arte, la mia attività lavorativa si allontana molto dall’amore per tutto ciò sia inerente alla cultura artistica. Lavoro nell’ambito dell’amministrazione pubblica in un’Azienda Ospedaliera, assieme a un gruppo di colleghi molto affabili e competenti. Prima di esercitare la professione di impiegata sono stata educatrice d’infanzia. Fin da ragazza ho sempre avuto una particolare attenzione nei confronti della psicologia del bambino. Ho letto molti volumi a riguardo. Infatti, prima di laurearmi in storia dell’arte ho sostenuto diversi esami in ambito pedagogico. Adoravo stare in contatto con i bambini, ottenendo molte soddisfazioni. Ricordo con nostalgia le ore trascorse con i più piccoli. A volte li incontro per strada ormai cresciuti ed è proprio in questi momenti che mi commuovo.

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Oltre a gestire il blog e il gruppo Facebook “L’arte raccontata nei libri” leggo moltissimo, non seguo mai i programmi televisivi. Questo molto spesso mi penalizza un po’ perché a volte mi scopro ignara rispetto ad alcuni argomenti trattati in tivù. La passione per la lettura mi travolge davvero tanto, amo tutta la letteratura e i generi che prediligo sono molti. Spero non averne dimenticato qualcuno indicando i libri di narrativa, i romanzi storici, i thriller, i thriller storici, i noir, i saggi, i gialli, le biografie romanzate, i classici e naturalmente tutti i volumi dedicati all’arte.

Sono molto attratta dalla filosofia indiana e precisamente dall’induismo e dal buddhismo. Dedico, quindi,  le mie letture anche a questi temi. Ho avuto sin da giovane una particolare sensibilità che mi ha facilitata a vivere esperienze singolari. Lo yoga e la meditazione ormai per me sono indispensabili. Continua a leggere “11 domande a Manuela Moschin autrice di Alessandria today, dai lettori del blog, a cura di Pier Carlo Lava”

Ecco a voi lettori di Alessandria today l’intervista allo scrittore Nadir Malizia.

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Nadir ciao e benvenuto su Alessandria today è veramente un piacere ospitarti, ci vuoi raccontare dove sei nato, chi sei, cosa fai nella vita oltre a scrivere e qualcosa della città dove vivi?

Prima di tutto volevo ringraziare la redazione di Alessandria today per avermi invitato per rilasciare una intervista sul vostro blog da quanto ho capito è molto seguito.

Sono nato a Cremona nella bellissima città famosa per i violini e dove nato il noto compositore Antonio Stradivari e molti altri. Mi chiamo Nadir sono disabile dalla nascita a causa di una sofferenza fetale, ma questo non mi ha mai fermato negli obbiettivi che mi sono posto e tutt’ora mi pongo nel corso della vita.

Nel 2010 ho preso la laurea in giurisprudenza presso la Facoltà di Udine. Mi sono specializzato in Diritto Comunitario e diritto Internazionale dell’UE. Collaboro presso uno studio legale di Modena come Giurista in materia di minori e categorie protette e sostengo il progetto Anthea ideato dall’avvocato Gianni Casale. Inoltre scrivo per una casa editrice di Roma la Gruppo C1V edizioni.

Da quasi 9 anni abito nelle Marche e più precisamente a Marotta una località di mare si trova tra Fano e Pesaro. Vivo con due amici. Continua a leggere “Ecco a voi lettori di Alessandria today l’intervista allo scrittore Nadir Malizia.”

Coltivare Poesia. Intervista al poeta Diego Baldassarre.

Intervista a Diego Baldassarre

Un Agronomo prestato alla poesia. Si definirebbe così?

No, non credo. In realtà sono due lavori distinti. Precari e malpagati entrambi, ma distinti.

Nella sua poesia, spicca la ricerca della verità. E’ ancora lunga tale ricerca?

Penso che sia una ricerca infinita e debilitante perché, citando Senofane (VII sec. a.C), “la parola può cogliere il vero il più possibile/ma il vero non si sa: non c’è che l’opinione”.

Penso in ogni caso che la poesia sia più utile a far riflettere che a dare risposte. Quelle ognuno può cercarle dentro di se.

I suoi esordi si rifanno alle “Sfumature del Silenzio”. Come la descrive brevemente?

“Le Sfumature del silenzio” è stato pubblicato nel 2010. All’età di 41 anni. Un poco tardi rispetto a molti miei colleghi poeti. Il fatto è che io ho sempre scritto poesie, fin da quando avevo 9-10 anni. Ma per me. Al limite per qualche fidanzata. Mai per un pubblico più o meno vasto. Alcuni miei amici leggendole mi hanno spinto a pubblicarle, così, sfruttando il self-publishing ho raccolto le poesie dai 19 ai 40 anni. Sono poesie che abbracciano un ampio spazio di tempo e alcune risultano essere ancora molto incerte, anche se il libro ha avuto nel complesso  un suo apprezzamento.

Con “L’acqua Sogna Trasparenze” ripercorre il solco della silloge edita. Con quali esiti?

“L’acqua sogna trasparenze” è un libro nato come progetto di beneficenza. E’ stato pubblicato anch’esso con “Ilmiolibro.it”. Visto che era mia intenzione dare un  “valore”  alle parole ho devoluto ( e devolvo tutt’ora) i  proventi dei diritti d’autore ad una associazione di Prato che si occupa di aiutare donne vittime di violenza di genere. Ho presentato il libro in varie città d’Italia riscuotendo sempre un buon successo di pubblico e, nel suo piccolo, di vendite.

Il libro come tematica portante ha mia figlia nata nel 2010. La sua nascita, i suoi primi anni e tutte le emozioni che ho provato di fronte ad un tale evento hanno suggerito buona parte delle poesie presenti. Continua a leggere “Coltivare Poesia. Intervista al poeta Diego Baldassarre.”

Intervista a Barbara Gabriella Renzi, a cura di Emma Fenu

Intervista a Barbara Gabriella Renzi, a cura di Emma Fenu

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Barbara Gabriella Renzi è un’autrice che affascina. Lo fa quando scrive e e quando dipinge quando parla. Ti se-duce, ti porta altrove e si muove con l’eleganza fragile di una farfalla e la forza d’animo di una leonessa.

Creatura di parole, sembra nata per essere carne, sangue, carta e inchiostro.

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Benvenuta Barbara nel nostro salotto di Cultura al Femminile. Raccontaci del tuo libro, Scaglie di Sapone, e, tramite esso, di te. 

Scaglie di Sapone è un libro del cuore e dell’anima. Non pretende di essere un libro per tutti,
ma se volessi scrivere libri per tutti non farei arte, ma altro.

È un libro personale ma al contempo è dedicato a tutte le donne. Meglio, è di tutti coloro che sentono, che vivono e soffrono e ridono.

La scrittura è difficile perché leggersi l’animo non è semplice, le immagini passano come il vento e anche i pensieri, bisogna fermarli un secondo, trovare anche il modo di bloccarli, trovare trucchi, e, alla fine, capirli.

Vi è bisogno di parole che li catturino e ci catturino.

Le pagine che avete di fronte a voi imitano la forma dell’animo, forse a scaglie, non siamo mica un blocco unico, siamo noi e non-noi al contempo, siamo quello che vogliamo e quello che non vogliamo.

Il libro è una storia vera, a cui ho assisto impotente: una storia che non ho capito completamente, non la mia storia ma una storia che andava scritta, perché l’amore non va dimenticato, ma va accarezzato anche quando si crede perso.

Perso, ma dove va? Poi?

Questo è il nostro mondo, tutto si trasforma e nulla si perde.

Anche le parole che lanciamo al vento ritornano a noi, a volte come una carezza tiepida altre volte come un tiepido abbraccio, altre volte sono schiaffi gelidi e invernali. Continua a leggere “Intervista a Barbara Gabriella Renzi, a cura di Emma Fenu”

Ti piace scrivere, vuoi fare parte della redazione di Alessandria today @ Web Media Network ?

Ti piace scrivere, vuoi fare parte della redazione di Alessandria today @ Web Media Network ?

di Pier Carlo Lava

Alessandria today @ Web Media Network nasce a dicembre 2017, partendo da zero ha già raggiunto 571.000 visite con una crescita costante e continua dovuta all’impegno di tutti i numerosi Autori e Autrici che scrivono e pubblicano i loro post, che con l‘occasione ringrazio per l’impegno profuso e la qualità del livello creativo del loro lavoro.

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La redazione vuole ulteriormente crescere, perciò vorrei invitare chi ne vuole fare parte e pubblicare direttamente nel blog a scrivermi in privato sul messenger di facebook dopo il 28 luglio 2019 (Pier Carlo Lava) oppure per mail precisando quanto segue:

Nome e cognome, num. di cellulare, indirizzo email e una breve biografia con foto.

L’invito è rivolto a tutti in particolare ai blogger, in tal senso informo che attualmente sono già molti nella redazione.

Non ci sono particolari restrizioni sui temi dei post, se non un civile rispetto dei numerosi lettori di oltre 130 paesi nel mondo.

Grazie per l’attenzione e cari saluti a tutti.

Valentina Carinato, scrittrice e poetessa. Intervista a cura di Marcello Comitini

Dopo la biografia della scrittrice e poetessa Valentina Carinato che trovate pubblicata a questo link: https://alessandria.today/2018/12/29/valentina-carinato-scrittrice-e-poetessa-si-presenta-ai-lettori-di-alessandria-today/
Alessandria today ha il piacere di pubblicarne l’intervista.

Valentina Carinato

Valentina benvenuta su Alessandria today. È veramente un piacere ospitarti. Ci vuoi raccontare chi sei, cosa fai nella vita oltre a scrivere e qualcosa della città dove vivi?

Buonasera e grazie per l’accoglienza.  Mi chiamo Valentina, abito a Loria in provincia di Treviso faccio la commessa in un supermercato.  Nel tempo libero oltre alla scrittura vado alle mostre, al cinema e studio musica.

Scrivere racconti e scrivere poesie sono esperienze nate contemporaneamente? E cosa ti ha spinto a iniziarle?

La poesia è nata all’età di 11anni per il bisogno di provare a tirare fuori quello che ho dentro. Il racconto è nato negli ultimi anni per sviscerare, per spiegare ogni particolare. Personalmente penso che i racconti sono poesie dilatate.

Esiste una relazione tra l’esigenza che ti spinge a scrivere racconti e quella che ti spinge a scrivere poesie?

La base è sempre una: le emozioni.

Quali sono le letture che preferisci? E quali quelle che hanno contribuito alla tua formazione di scrittrice?

Amo la narrativa specialmente se è ambientata in un altra epoca e in un altro stato perché mi incuriosisce conoscere altri punti di vista. Leggo classici, contemporanei, storie d’amore, di paura, libri di psicologia.
Gli autori fondamentali per la mia formazione sono Alexandre Dumas padre, Gabriele D’Annunzio, Curzio Malaparte, Jojo Moyes, Carlos Ruiz Zafon e Alessandro Baricco. Continua a leggere “Valentina Carinato, scrittrice e poetessa. Intervista a cura di Marcello Comitini”

Libri: Il mio e-book e la mia intervista, Irene Rapelli

Libri: Il mio e-book e la mia intervista, Irene Rapelli

Se Omero si sveglia di soprassalto, non è dato saperne il motivo.

IRENE RAPELLI

Pubblicata la mia intervista nel sito del poeta Flavio Almerighi, comunico ch’è già scaricabile gratuitamente e liberamente diffondibile nel web, a patto di citarmi quale autrice con link a questo blog, il mio e-book Liriche fuori di testa, reperibile anche qui.

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Riporto il testo dell’intervista.

1) Irene Rapelli ragazza in cerca di poesia. Perché ti è indispensabile?

Poesia è creazione, il poeta è creatore. Una poesia è quasi il compimento d’una magia, perché sommuove corde vibranti in grado di meravigliarsi e meravigliare, con la rappresentazione di mondi, di carne, spirito, sangue, terra e cielo, passati, presenti e futuri, interni, esterni. Cercando d’interpretare la realtà attraverso la conoscenza dei mondi, divento maschera di questi scenari, proiettando aree buie di me verso la luce, e viceversa.
È trasportare le verità, scardinando porte chiuse a chiave e spiando dal buco della serratura. È contemplare la somiglianza tra l’uomo e quelle stelle che inserisco in un testo e nell’altro pure. È raggiungere la sostanza comune a tutto ciò che esiste.
È vita, è morte, è andare oltre, bruciando. Sono io, siamo noi, lo siamo tutti, da chi è in grado di volare come l’albatro liberato, a chi scava nel fango come una biscia. È una ferita d’amore non rimarginabile nelle nostre nebbie.

Irene Rapelli

2) Cosa chiedi alla poesia?

Nulla. Ciò che chiedo, lo chiedo esclusivamente a me stessa. Eventualmente, lo chiedo all’autore, se vivo, altrimenti le cose si complicano, tuttavia è possibile dialogare anche coi morti, grazie alla poesia, o dialogare con la morte.

3) Pensi che la poesia ti possa misurare o sei tu a misurarti con lei?

Questa domanda è interessante. Io non sono coinvolta in una gara, nella quale la poesia che compongo misuri la mia bravura artistica, né io valuto la poesia secondo mie pretese autoreferenziali.
In un senso differente, però, io e la poesia ci misuriamo a vicenda: è come guardarsi timorosamente allo specchio, scoprendo un’immagine diversa da noi, dal nostro mondo. Il mondo cerca quindi d’adeguarsi all’immagine, oppure d’adeguare l’immagine a lui stesso. Più che una gara, è come discutere a tu per tu col proprio alterego, in multiplo di centomila e più.
Continua a leggere “Libri: Il mio e-book e la mia intervista, Irene Rapelli”

14 domande a Silvia De Angelis autrice di Alessandria today dai lettori del blog, a cura di Pier Carlo Lava

14 domande a Silvia De Angelis autrice di Alessandria today dai lettori blog

di Pier Carlo Lava

Silvia ciao, dopo la biografia e i post che hai pubblicato nel blog, molto apprezzati dai nostri lettori, vogliamo conoscerti meglio, ci vuoi raccontare dove sei nata, chi sei, cosa fai nella vita oltre a scrivere e qualcosa della città dove vivi?

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Sono nata e vivo a Roma.

Sono una persona molto attiva, infatti ho sempre avuto svariati interessi.

Attualmente non sto lavorando, ma nel corso della vita ho avuto molte esperienze lavorative: presso una redazione giornalistica sportiva, presso una società metalmeccanica, presso l’ufficio legale del Comune di Roma e infine sono stata rappresentante di pubblicità e in seguito titolare di una tabaccheria.

Sono comunicativa ed estroversa, e, in generale, ho un buon rapporto con le persone.

La mia città, nonostante negli ultimi anni sia diventata caotica, anche per l’eccessiva espansione urbanistica dei numerosi quartieri periferici, mantiene sempre uno speciale fascino grazie soprattutto allo sconfinato patrimonio monumentale, ed artistico, e alle particolari atmosfere che si respirano in tutti gli angoli e vicoletti del centro storico.

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Come autrice su Alessandria today voi raccontare ai lettori la tua esperienza in merito?

Pubblicare sul blog di Alessandria Today è stato, per  me, uno stimolo, ad ampliare i miei orizzonti di scrittura, infatti oltre a poesie e racconti, mi sono soffermata su svariati altri argomenti, allargando così la misura della mia creatività. Inoltre vivo entusiasticamente la vita del blog, commentando gli articoli degli autori.

Quando hai iniziato a scrivere e cosa ti ha spinto a farlo?

Mi è sempre piaciuto scrivere e, negli ultimi anni della mia vita, questo impulso è diventato quasi una necessità e ha reso la mia vita più colma e più motivata.

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Ci vuoi parlare dei libri che hai pubblicato sinora: “Conosciamoli meglio”, “Coralli di parole intagliate col fiato”, “N’anticchia de Roma mia”, e due libri di poesie: “Inganni travestiti d’incanto” e “Screzi nel vento” ?

I libri che ho pubblicato finora, sono una raccolta di poesie di vari argomenti che ho voluto imprimere su carta per farne dono alle persone più care, trasmettendo loro le mie emozioni più sentite. In particolare “N’anticchia de Roma mia” è un volume che ho voluto dedicare alla mia città, sottolineandone,  soprattutto, gli aspetti più  caratteristici.

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Intervista a 360° allo scrittore alessandrino Piero Milanese, di Lia Tommi

Alessandria: Ho incontrato Piero Milanese, noto scrittore alessandrino, in un elegante caffè sotto i portici della splendida Piazza Garibaldi. È una persona semplice, immediata e spontanea.

– Gli chiedo innanzitutto di raccontarci qualcosa della sua vita.

Risponde che è nato nel 1947 ad Alessandria. Lavorava come tecnico elettronico in aziende del gruppo FIAT su sistemi di automazione varia e componentistica per auto, dal 2002 è in pensione. Da sempre appassionato di letteratura, nel 1975 pubblica il romanzo «Il posto alla FIAT». Nel 1998 pubblica la raccolta di poesie dialettali «El cór an Piasa» (Il cuore in Piazza) cui seguono i premi letterari «Cesare Pavese» al Grinzane Cavour nel 2000, e due «Guido Gozzano» a Terzo d’Acqui nel 2001 e nel 2016, per altre sue raccolte inedite di versi. Nel 2012 collabora con l’Istituto per la Storia della Resistenza di Alessandria alla stesura dell’antologia «El lén-ni an Tani» (Le lune in Tanaro) del poeta Giovanni Rapetti. Altri suoi saggi sull’opera di questo poeta compaiono ne «Il canto di Orfeo» (Atti del convegno internazionale di Rocca Grimalda, 2012), e nel volume «Fame e abbondanza» (2017) patrocinato dall’IRCrES-CNR e dalla CRT.
Nel 2013 torna al romanzo con «Parola sospesa» cui seguono nel 2014 «Amamialfredo», nel 2015 «La scappatella», e nel 2016 «La violinista – Amore e guerra nella Repubblica Partigiana dell’Ossola», tutti pubblicati dalle edizioni «Araba Fenice» di Cuneo. Vive con la moglie a Fubine, nel Monferrato alessandrino.

– Veniamo all’attività di scrittore: domando quali sono i quattro romanzi che ha scritto e se hanno un filo conduttore.

Denominatore comune ai quattro romanzi è il rapporto tra l’individuo e la Storia, lo svolgersi delle vicende particolari dei personaggi intrecciate ad avvenimenti politici e sociali del periodo preso in esame.
Nei primi tre, Parola sospesa, Amamialfredo, La scappatella (la cosiddetta “trilogia degli anni ’60) sono appunto gli anni del boom economico, della contestazione, del terrorismo e dell’emancipazione femminile a fornire gli spunti per lo sviluppo delle trame.Il quarto, La violinista, rappresenta invece una riflessione sugli anni precedenti, non vissuti dall’autore, ma diretti ispiratori di quell’idealità, la Resistenza, cui direttamente o indirettamente fanno riferimento tutti i suoi lavori (in Parola sospesa emerge ad esempio, anche se in maniera acerba e indefinita, un’ipotesi di Unione Europea proprio nella love story di due giovani di nazionalità diversa).

Continua a leggere “Intervista a 360° allo scrittore alessandrino Piero Milanese, di Lia Tommi”

Intervista al Cantastorie Matteo Curatella “Le Matt”, di Giusy Caligari scrittrice

Matteo lo ho incontrato una sera di una manciata di anni fa al caffè Letterario di mio fratello. Allora lui spettatore di una mia performance di poesia accompagnata dal cantautore Pablo Palacios che conosceva ed era venuto a sentire. Succede sempre così nel modo delle arti minori, quelle che tendono a rendere felici le vite delle persone attraverso artisti generosi che dedicano al propria esistenza a non tradire se stessi, che nel nostro mondo troppo spesso significa più o meno morire poveri, dicevo, succede sempre così: ci si incontra, ci si sfiora, si fa qualcosa insieme e poi via ognuno per la propria strada. Per me questi incontri, forse perché la mia arte principale è la scrittura, non sono mai momenti ne persi ne dimenticati. Così gli artisti che incontro li seguo da lontano nel loro viaggio aspettando il momento giusto per incontrali di nuovo e farmi raccontare per poi raccontarli.

Oggi vi racconto Matteo Curatella il cantastorie itinerante.

Matteo è già lì più che puntuale sotto casa mia, stanco sudato e sorridente. Questo non lo ferma da abbracciarmi con affetto.

Ciao Matteo. Vieni entriamo che l’asfalto ci si fonde sotto i piedi. Iniziamo subito. La sua esuberanza è palese.

D. Ciao Matteo. So che arrivi dagli spettacoli che fai nei centri estivi di una cooperativa con la quale collabori. Quindi visto che sei ancora caldo…Vuoi raccontarci come si svolgono le tue attività in questi contesti?

R. In questi giorni sto lavorando in diversi centri estivi gestiti dalla cooperativa Alemar con cui collaboro da sette anni soprattutto nei mesi di giugno, luglio e dove vado a fare spettacoli e laboratori per l’infanzia e la primaria su di un tema specifico.

D. E come si svolgono le tue attività in questi contesti?

R. Come cantastorie, attore, musicista, clown, uomo di spettacolo, lavoro in qualsiasi ambiente: teatri, scuole, strade, ospedali insomma ovunque mi chiamino a raccontare le mie storie… in questo caso, nei centri estivi che sono quei luoghi dove i genitori mandano i bambini alla fine della scuola e che sono spesso gestiti dai Comuni che appaltano poi alle cooperative, vengo chiamato a fare spettacoli come specialista di spettacoli per bambini e ragazzi. Continua a leggere “Intervista al Cantastorie Matteo Curatella “Le Matt”, di Giusy Caligari scrittrice”