Monia Pin, l’armonia della propria essenza. Intervista a cura di Marcello Comitini

Dopo la biografia della  poetessa Monia Pin, che trovate pubblicata a questo link
https://alessandria.today/2019/01/17/la-poetessa-monia-pin-si-presenta-ai-lettori-di-alessandria-today-2/
Alessandria today ha il piacere di pubblicarne l’intervista.

La poetessa Monia Pin

Benvenuta, Monia!
Sono felice d’avere l’occasione di intervistarti e in particolare di presentarti ai lettori di Alessandria today. Al di là della conoscenza che abbiamo già di te attraverso le poesie che hai sin qui pubblicate sul sito, i lettori e io avremo così la possibilità di conoscerti meglio e di conoscere meglio le tue attività, non soltanto quella letteraria.
A questo proposito riporto i primi versi della poesia “Per Sembra, con vigore marziale”, dello scrittore e poeta Raymod Carver, che accennano alle condizioni economiche degli scrittori:

(Raymond Carver, “Orientarsi con le stelle: Tutte le poesie”. ediz. minimum fax)
«Quanti soldi fanno gli scrittori? ha detto
per prima cosa
non aveva mai incontrato uno scrittore
prima
Non molto ho detto
gli tocca fare anche un altro lavoro
Tipo? ha detto
Tipo lavorare in fabbrica ho detto
spazzare pavimenti insegnare a scuola
raccogliere frutta
e roba del genere
qualunque cosa ho detto. »

Fuori di metafora potresti dirci se ancora “ti tocca fare” un lavoro? E se svolgi un lavoro ( o le tue attività di ogni giorno), credi che limiti il tempo che vorresti dedicare allo scrivere?

Buongiorno a tutti e grazie per avermi inviata a presentarmi al pubblico.
Al contrario di Carver fortunatamente faccio sì un lavoro, ma volentieri. Dopo vent’anni come impiegata presso aziende private, la crisi mi aveva costretta a fermarmi e a passare un periodo di disoccupazione. Non trovando sbocchi nel mio settore ho cercato lavoro in un altro settore, trovando un nuovo percorso di vita nell’assistenza delle persone anziane. Contemporaneamente posso dedicarmi allo studio di un’altra lingua straniera (il russo, amo la cultura e le tradizioni russa) ed alla scrittura.
In effetti ho ricominciato a scrivere nel momento in cui la mia carriera lavorativa si era fermata, e quindi ho compreso che nulla succede per caso. Posso dire con orgoglio e con gratitudine di fare un lavoro che amo
e che non limita la mia propensione alla scrittura, anzi aumenta la mia ispirazione in maniera esponenziale.
Questa è una grande fo
rtuna, lo ammetto.

Esiste un nesso sentimentale e culturale tra te e la tua città? Un nesso che forse è latente nel tuo poetare?

Indubbiamente esiste un legame affettivo e culturale con la terra dove sono nata e tutt’ora vivo, sono gli stessi nei quali ho trascorso una bellissima infanzia e dove la mia famiglia ha le sue radici. Io risiedo in un piccolo paese , in provincia di Treviso, giusto a metà strada tra il mare e la montagna. Un’area che comprende un’ampia fascia collinare e non è difficile trovare una moltitudine di spunti per la poesia, L’appartenenza al paese natale non è un vincolo che preclude la conoscenza ed i punti d’incontro con gli altri, anzi è una base di partenza necessaria per il confronto con altre culture e tradizioni. Poi con la mia passione per le camminate si salda ancora di più il rapporto con l’ambiente circostante, si ha modo di osservare meglio, riflettere, e le occasioni per ricavarne dei versi non mancano. Continua a leggere “Monia Pin, l’armonia della propria essenza. Intervista a cura di Marcello Comitini”

Intervista di Alessia Mocci a Rosario Tomarchio: vi presentiamo Al tuo cuore con la poesia

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“Quante volte mi ritrovo con il cuore affranto,/ con le lacrime che disegnano curve sul viso./ Quante volte mi ritrovo in un angolo del mondo,/ a rileggere lo stesso libro/ che racconta la mia vita/ tra poche gioie e tanti dolori./ Quante volte mi ritrovo sotto questo cielo,/ a guardare le stelle/ sperando ancora di poter colorare i sogni./ […]” ‒ “Dedicata a tutti i cani che ci fanno compagnia”

“Al tuo cuore con la poesia” è una breve raccolta poetica dell’autore siciliano Rosario Tomarchio. L’autore conta di numerose pubblicazioni sia poetiche come “La musica del silenzio” (Statale 11, 2010), “Storia d’amore” (Aletti editore, 2012), “Ricordi di poesie” (Rupe Mutevole Edizioni, 2013), “Cielo” (Rupe Mutevole Edizioni, 2014) sia brevissimi saggi come “Il mito della semplicità”, “In cammino”, “Dalla grotta al tempio”, “In viaggio per incontrare Gesù”.

La raccolta è dedicata al cuore dello stesso autore, ogni verso nasce dal profondo amore verso le persone care: ai genitori (al padre, l’uomo del silenzio; alla madre, la donna della vita), ai pochi e veri amici che una persona conta sulle dita della mano, ad una relazione con una donna del passato, alla nonna Vincenza scomparsa molti anni fa, alla lettura dei Vangeli che sin da giovane hanno popolato la sua mente, agli animali che rendono la vita meno solitaria.

Il versificare è semplice, le parole sono immediate. Percorrono immagini care a Rosario e che si dipanano tra ricordi e presente in una continua esortazione all’amore.

A.M.: Ciao Rosario, ormai sono anni che ci conosciamo e che promuoviamo lettura e scrittura di grandissimi nomi della letteratura e di emergenti. Come prima domanda ho pensato ad una piccola provocazione: secondo te quando si esce dal confine di emergente?

Rosario Tomarchio: Ciao Alessia, grazie del tempo che mi dedichi. Questa è una bella domanda tosta alla quale rispondo con molto piacere. Fino a qualche anno fa, le case editrici facevano tre distinzioni: esordienti, emergenti e scrittori affermati. Per scrittore emergente viene nominato tale l’autore che già ha iniziato a muovere i primi passi nel campo della letteratura ad esempio con le raccolte di autori vari e maturata tale esperienza decide di avventurarsi nella pubblicazione di un libro.

Pubblicare con autori vari o in antologie lo consiglio sempre sia all’inizio di una probabile carriera di scrittore e sia quando finalmente ci si è fatti il così detto nome. Il passaggio da emergente a scrittore affermato si può valutare in diversi modi. Un buon indizio per valutare questo passaggio è il numero di copie vendute. Tuttavia questo è relativo, in quanto una persona famosa e conosciuta dal pubblico ottiene un numero di copie vendute anche con il suo primo libro pubblicato. Una buona recensione di un libro può favorire questo passaggio in quanto un articolo pubblicato in una rivista letteraria come ad esempio Oubliette Magazine permette un autore di raggiungere un più vasto numero di lettori e soprattutto di raggiungere i veri critici letterari.

Sfortunatamente, ogni giorno sorgono da ogni parte critici letterari senza arte e né parte e questo crea un forte danno alla letteratura emergente. Fortunatamente in questo mondo esistono gente professionale come te che sa leggere e valutare un libro nel modo gusto. Ecco far leggere la propria opera a un pubblico di veri critici letterari è il vero passaggio da scrittore emergente a scrittore affermato. Io personalmente punto a raggiungere un numero crescente di lettori critici delle mie opere. Ti confesso che molto umilmente sto raggiungendo questo obbiettivo. Poi se arriva il boom di copie vendute ben venga. Come tu ben sai ho iniziato a pubblicare nel 2010 e da quell’anno non mi sono più fermato. Questo mi ha permesso di fare un percorso e maturare. Il momento che mi ripaga di più è vedere l’emozione negli occhi della gente o sentirmi fermare per strada da persone che hanno letto le mie opere e sentirmi dire: “mi hai commosso”.     

A.M.: Se prendi in considerazione tutte le raccolte poetiche che hai pubblicato, quale ti ha dato maggiore soddisfazione e perché?

Rosario Tomarchio: Sinceramente sono legato a tutte le raccolte poetiche perché in ogni raccolta c’è un pezzetto del mio cuore legato a una persona cara. Forse sono più legato a “Ricordi di poesia” perché traccia un confine da semplice esercitazione a inizio di maturazione delle liriche. In particolare sono legato alla poesia dal titolo “Ricordi”. Con questa poesia per la prima volta ho trascritto in versi due tragedie. Continua a leggere “Intervista di Alessia Mocci a Rosario Tomarchio: vi presentiamo Al tuo cuore con la poesia”

La scrittrice Alessia Ferrari Dream, si presenta ai lettori di Alessandria today, a cura di Pier Carlo Lava

La scrittrice Alessia Ferrari Dream, si presenta ai lettori di Alessandria today, a cura di Pier Carlo Lava

Alessandria today è lieta di pubblicare un’intervista in esclusiva per il blog, alla scrittrice Alessia Ferrari Dream, queste le sue risposte alle nostre domande:

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Alessia ciao e benvenuta su Alessandria today è veramente un piacere ospitarti, ci vuoi raccontare dove sei nata, chi sei, cosa fai nella vita oltre a scrivere e qualcosa della città dove vivi? 

Mi chiamo Alessia Ferrari Dream, sono nata a S. Margherita Ligure e ho sempre vissuto a Rapallo, tranne per un periodo trascorso a Milano.

La mia città è una nota località turistica, siamo abituati all’accoglienza ed è ricca di storia e arte, ma non manca il contatto con una natura aspra però molto affascinante, possibile già appena si sale in collina.

Anche le spiagge sono varie e il mare è stupendo in qualsiasi periodo dell’anno, solo guardarlo dona grandi emozioni.

Io sono prima di tutto una sognatrice, fin da bambina ho sempre portato le mie fantasie nella mia quotidianità e viceversa. Ho iniziato a scrivere in seconda elementare, riempivo intere pagine con avventure incredibili, ma ci sono stati anni durante i quali non ho preso neppure una penna in mano.

Lo studio e lo scrivere sono una mia grande passione, per me la scuola non era una noia ma un mezzo, una fonte alla quale abbeverarsi il più possibile.

Purtroppo non ho potuto frequentare l’istituto linguistico perché qui in zona era privato e la mia famiglia non poteva permettersi di pagare la retta, così ho scelto il Turistico che era il più vicino ai miei gusti personali e alle mie attitudini, adoro le lingue straniere. Ero la migliore tra diverse centinaia di studenti, mi piaceva mettermi alla prova. Ho frequentato la facoltà di Lingue e letterature straniere, ma non mi sono laureata per problemi economici.

Ho iniziato a lavorare come commessa, prima in un panificio sul mare, poi presso un altro forno in città, è un lavoro molto duro ma mi ha permesso di imparare tantissimo ugualmente.

Nel tempo libero mi piaceva aiutare ragazzi con difficoltà di apprendimento, come i dislessici, stranieri, soprattutto sudamericani, o di comportamento; molti di questi mi sono ancora estremamente affezionati, esattamente come le loro famiglie. Sono stata felice di trasmettere loro l’amore per lo studio, restituendo al loro animo la fiducia nelle loro capacità.
Continua a leggere “La scrittrice Alessia Ferrari Dream, si presenta ai lettori di Alessandria today, a cura di Pier Carlo Lava”

Francesca Paola Noschese. Il lato creativo. Intervista a cura di Marcello Comitini

Francesca Paola Noschese

Benvenuta, Francesca!

Sono felice d’avere l’occasione di intervistarti e in particolare di presentarti ai lettori di Alessandria today. Al di là della conoscenza che abbiamo già di te, sia in qualità di componente della redazione, sia attraverso le poesie che hai sin qui pubblicate sul sito, i lettori e io avremo così la possibilità di conoscerti meglio e di conoscere meglio le tue attività, non soltanto quella letteraria.

Esiste un nesso sentimentale e culturale tra te e la tua città? Un nesso che forse è latente nel tuo poetare?

Ho vissuto nello stesso posto praticamente tutta la vita. Sono cresciuta sul lago di Iseo tra paesaggi naturali invidiabili e vigneti famosi anche fuori dall’Italia. Certamente amo questo territorio. Offre molte occasioni per staccarsi dal traffico e dallo stress e questo aiuta la creatività.

Potresti dirci se ritieni che il lavoro che svolgi limiti il tempo che vorresti dedicare allo scrivere?

Non eccessivamente.

Nella tua biografia dici che vorresti conseguire un master in REIKI. Ci puoi dire di cosa si tratta e se pensi che questo si possa conciliare con la tua attività di poeta?

Certamente. Reiki è una disciplina olistica di riequilibrio energetico e soprattutto un percorso di meditazione e studio di tipo filosofico/ spirituale che prende spunto dalle antiche filosofie orientali quali Buddhismo, Induismo, Taoismo e Shintoismo. Parte di questo percorso consiste in un gran lavoro di autoconoscenza.
Il percorso Reiki mi ha aiutato fra le altre cose a riconoscere quel lato creativo di me che prima ritenevo poco utile.

Nella biografia dici che hai iniziato a scrivere da poco tempo e sotto lo pseudonimo di PF JoyLotus. Potresti dirci quali sono state le ragioni che ti hanno spinto a pubblicare con uno pseudonimo?

Diciamo che è stata una scelta dettata dall’insicurezza e dalla paura del giudizio. Continua a leggere “Francesca Paola Noschese. Il lato creativo. Intervista a cura di Marcello Comitini”

Intervista allo scrittore Aldo Di Virgilio a cura di Laura Bottoni

Intervista allo scrittore Aldo Di Virgilio a cura di Laura Bottoni

Ho conosciuto Aldo di Virgilio attraverso facebook per  Disseminazioni, una piacevole rubrica da lui curata per la casa editrice Argento Dorato e soprattutto, per le pillole mai banali, di curiosità culturali, postate sul suo profilo. Una sorta di Lo sapevate che…? della mitica Settimana Enigmistica, puntualizzate spesso, e per questo rese ancor più godibili, da fulminanti battute di tale Luigi Rossi che, ho scoperto in seguito, essere amico e collega di vecchia data di Aldo.

L’insieme, lo confesso, ha suscitato la mia curiosità e finalmente, attraverso le sue parole, riusciamo a conoscerlo un po’ meglio.

Aldo Di Virgilio

Chi è Aldo di Virgilio? Cosa fa e quali sono i suoi interessi?

Aldo è un concentrato di sogni che ogni tanto si materializzano in questo mondo assumendo forme di parole; eppure bisogna vivere, ossia mangiare ed ecco che al concentrato di sogni ho sostituito un concentrato di nozioni giuridiche retaggio di una laurea in legge e di altri master specifici del diritto sanitario. Si spiega, così, il mio interesse per gli ospedali, ci lavoro dentro eppure esiste, ahimè, un altro motivo alla mia simpatia ospedaliera, mi trascino dall’epoca del bacucco una brutta malattia che pure adesso, qui e ora, gioca con i miei occhi… Molti sogni, molto lavoro, ancora un poco di dolore, questo sono io.

Quando e perché ha iniziato a cimentarsi nella scrittura di romanzi? (la domanda è di prammatica)

Decisi che sarei diventato scrittore, con una certa solennità, nel momento in cui, era il tempo del bacucco, lessi l’ultima pagina di “Oceano Mare”. Baricco mi provocò tanti e diversi di quei cataclismi interiori, che ancora oggi ho davanti l’indimenticabile scena del Professor Batterbloom che misura i confini del mare… I confini del mare… Capisci? Dentro una cosa così semplice si celava un complesso sistema di pensieri, la non accettazione del moto perpetuo, la paura dell’ignoto, il bisogno di certezze chiuse… Non era letteratura la scrittura di Alessandro, era una maniera di vedere il mondo, di intendere la vita. Forse, a pensarci bene, non è che ho deciso di fare il mestiere dello scrittore; io forse già lo ero, la scrittura ce l’avevo già dentro fin dalla nascita, ed aspettava solo il pretesto giusto per emergere e il suddetto pretesto arrivò così, leggendo il libro che più mi rappresentava a livello inconscio e che ancora oggi mi rappresenta meglio di ogni altro libro. Continua a leggere “Intervista allo scrittore Aldo Di Virgilio a cura di Laura Bottoni”

Intervista di Pier Carlo Lava a Mirko Bertelli il pittore che dipinge poesie

Intervista di Pier Carlo Lava a Mirko Bertelli il pittore che dipinge poesie

Alessandria today dopo la sua biografia che potrete leggere a questo link: https://alessandria.today/2018/12/11/mirko-bertelli-poeta-e-pittore-si-presenta-ai-lettori-di-alessandria-today/  è lieta di pubblicare un intervista a Mirko Bertelli un pittore che dipinge poesie.

Mirko oltre a dipingere scrive poesie e racconti, nel 2018 ha pubblicato il suo libro di poesie “Il profumo della vita”.

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Mirko ciao e benvenuto su Alessandria today è veramente un piacere farti un intervista, ci vuoi raccontare dove sei nato, chi sei, cosa fai nella vita oltre a dipingere e scrivere e qualcosa della città dove vivi?

Sono nato a Nogara un paese della provincia di Verona il 19-07-1969. Abito a Sanguinetto, in un piccolo paese, sempre della stessa provincia. Ho lavorato nella mia azienda di mobili fino al 2004 dove ero addetto alla laccatura di mobili e cornici ed al restauro di cornici antiche dorate. Mi sono perfezionato a queste mansioni grazie ai diversi corsi che ho frequentato. Attualmente sono impegnato principalmente  nello scrivere e nel dipingere, mi ha aiutato molto il corso di pittura che ho svolto.

Ho pubblicato nel 2018 un libro di poesie e racconti dal titolo “Il profumo della Vita”. Mi piace molto Verona perche’ e’ una citta’ d’arte, molto suggestiva, con il fiume Adige che l’attraversa e per i suoi numerosi musei e chiese antiche; bellissime l’Arena e il teatro romano, a me piace molto l”arte, sia antica che contemporanea

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Quando hai iniziato a dipingere e cosa ti ha spinto a farlo?

Ho iniziato a dipingere nel 2001, mi ha spinto soprattutto la passione che ho avuto da sempre, ero bravo anche in disegno, mi attraevano molto i colori

Ci vuoi parlare dei dipinti che hai realizzato anche su commissione e della tecnica usata?

La tecnica che uso maggiormente e’ l’astratto, realizzo anche ritratti, soprattutto femminili e paesaggi. Su commissione ho realizzato appunto diversi astratti. Dipingo con colori acrilici e a volte anche con foglia d’oro e d’argento. Mi piace molto la pittura veloce. Leggo molto libri e giornali d’arte Continua a leggere “Intervista di Pier Carlo Lava a Mirko Bertelli il pittore che dipinge poesie”

Intervista alla poetessa Simona Chiesi, autrice della silloge poetica “Sfarsi”. “Pensiamo troppo e sentiamo poco. Più che macchinari ci serve umanità”

Intervista alla poetessa Simona Chiesi, autrice della silloge poetica “Sfarsi”. “Pensiamo troppo e sentiamo poco. Più che macchinari ci serve umanità”

di Pier Carlo Lava

Dopo la biografia a questo link: https://alessandria.today/2018/12/15/la-poetessa-simona-chiesi-si-presenta-ai-lettori-di-alessandria-today/ Alessandria today è lieta di pubblicare un intervista alla poetessa Simona Chiesi, autrice della silloge poetica “Sfarsi”. Simona afferma che la cultura da ad ognuno lenti meravigliose per leggere il mondo ed esprimerlo.

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Simona ciao e bentornata su Alessandria today, è veramente un piacere farti un intervista, ci vuoi raccontare dove sei nata, chi sei, cosa fai nella vita oltre a scrivere e qualcosa della città dove vivi?

E’ un piacere anche per me farmi conoscere da Voi.  Sono nata a Firenze e attualmente vivo nella provincia di Pistoia. Insegno Lettere in una Scuola Secondaria e mi piace e mi diverte il mio lavoro con i ragazzi, con loro imparo tante cose e cerco di trasmettere la mia passione per la scrittura e la lettura di classici e di contemporanei. Sono una persona riservata e gentile, mi piacciono i viaggi, vado spesso a teatro o a visitare mostre d’arte o mercatini antiquari.

Quando hai iniziato a scrivere e cosa ti ha spinto a farlo?

Scrivo da molti anni, fin da ragazzina. E’ una passione che ho coltivato per me stessa fino a pochi anni fa, poi ho iniziato ad inviare poesie a concorsi e mi sono resa conto che ricevevo molti apprezzamenti. La motivazione per la scrittura poetica  è duplice: da un lato l’espressione di un’emozione, uno stato d’animo, dall’altro la passione per le parole. Mi piace giocare con le parole, accostarle, trovare immagini nuove, parole non troppo consuete: mi sono sempre appuntata con voluttà parole scoperte leggendo un libro o ascoltate chissà come… Fin da ragazzina “collezionavo” parole o poesie che mi piacevano e le trascrivevo a mano in quadernetti che conservo ancora oggi. Col tempo ho imparato ad approfondire il linguaggio poetico, a costruire figure retoriche e a disseminarne i miei testi poetici; ho  continuato a documentarmi sulla poesia leggendo e  frequentando corsi di aggiornamento. Il gusto per le parole, che è diventato poi sensibilità poetica, è maturato piano piano, si può dire che nel lungo periodo di letture il materiale  poetico è decantato dentro di me come vino, e poi è diventato il mio personale modo di esprimermi. Continua a leggere “Intervista alla poetessa Simona Chiesi, autrice della silloge poetica “Sfarsi”. “Pensiamo troppo e sentiamo poco. Più che macchinari ci serve umanità””

Nadia Pascucci, poetessa del vespertismo. Intervista a cura di Marcello Comitini

Dopo la biografia della  poetessa Nadia Pascucci, che trovate pubblicata a questo link

https://alessandria.today/2018/09/21/nadia-pascucci-poetessa-si-presenta-ai-lettori-di-alessandria-today/

Alessandria today ha il piacere di pubblicarne l’intervista.

Benvenuta, Nadia!
Sono felice d’avere l’occasione di intervistarti e in particolare di presentarti ai lettori di Alessandria today.

Loro e io avremo così la possibilità di conoscerti meglio e di conoscere meglio la tua attività letteraria.

Ho notato che la tua prima pubblicazione è avvenuta nel 2015 . Hai iniziato a scrivere da giovane o da adulta? E com’è nata l’esigenza di scrivere poesie?

Innanzi tutto ringrazio voi di Alessandria To day per questa opportunità di cui mi fate dono. Scrivo dai tempi della scuola, per mio piacere. Quando poi sono andata in pensione , l’iscrizione su fb mi ha dato il coraggio di vincere la timidezza, aprirmi e mettermi a nudo anche spinta e sostenuta da chi già mi conosceva..

Esiste un nesso sentimentale o culturale tra il tuo essere poetessa e la città dove vivi?

Non mi reputo una poetessa , sicuramente la mia città mi ispira perchè è dove vivo, dove sono nata , dove ho miei affetti, una città ancora a misura d’uomo che permette di avere quel rapporto umano tra persone e coltivare le amicizie.

Pensi che la tua attività lavorativa abbia in un qualche modo limitato la tua libertà rispetto allo scrivere? Ti abbia cioè sottratto il tempo che avresti voluto dedicare alla poesia?

Sicuramente si. Il lavoro, la famiglia con tre figli, non mi hanno permesso di mettermi in gioco prima. Troppo presa da impegni che mettevo al primo posto. Ora ho rimesso me stessa al centro. Continua a leggere “Nadia Pascucci, poetessa del vespertismo. Intervista a cura di Marcello Comitini”

Intervista alla poetessa e scrittrice Katiuscia Napolitano, a cura di Pier Carlo Lava

Intervista alla poetessa e scrittrice Katiuscia Napolitano, a cura di Pier Carlo Lava

La poetessa e scrittrice Katiuscia Napolitano, si racconta ai lettori di Alessandria today, in un intervista in esclusiva per il blog, ecco le sue risposte alle nostre domande:

Katiuscia ciao e benvenuta su Alessandria today è veramente un piacere ospitarti, ci vuoi raccontare dove sei nata, chi sei, cosa fai nella vita oltre a scrivere e qualcosa della città dove vivi?

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-Buongiorno a tutti e grazie dell’opportunità! Sono nata a Palermo, ma vivo in provincia di Bergamo da quasi vent’anni. La mia vita si alterna tra la scrittura, la mia passione, e un normalissimo lavoro da impiegata. Vivo in un paese in provincia di Bergamo molto tranquillo, ma la mia vena è decisamente più cittadina, quando posso infatti faccio volentieri una capatina a Milano.

Quando hai iniziato a scrivere e cosa ti ha spinto a farlo?

-Ho iniziato a scrivere piccolissima, ero in terza elementare. Credo che a spingermi a farlo siano state le storie che immaginavo: erano già lì e proprio come adesso premevano per essere scritte.

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Ci vuoi parlare dei libri che hai scritto: “Immortal” e “Look Left”?

-Volentieri. Immortal è il mio romanzo d’esordio. È una fatica giovanile, dato che l’ho iniziato a soli diciassette anni. Tratta infatti dei miei amori dell’epoca, cioè i vampiri e lo stile gotico. Look Left invece è una storia romantica, completamente diversa, ambientata nella Londra moderna. L’ho scritto lo scorso autunno, mentre nella capitale inglese ci vivevo. È un pezzo del mio cuore e del mio vissuto.

Il primo libro è come il primo amore non si scorda mai, ci puoi raccontare quali difficoltà hai incontrato per pubblicarlo e quale è stato il tuo primo pensiero dopo averlo pubblicato?

-Parto dal primo pensiero, che è stato wow, legato a tanta emozione. Però ai tempi non sapevo nulla o quasi del mondo editoriale, del marketing e di quanta fatica e di quanto impegno occorrano per creare un buon pubblico attorno a un’opera. La difficoltà maggiore è che lo scrittore, soprattutto se giovane e inesperto come me all’epoca, viene lasciato completamente da solo e scopre tutto in corso d’opera. Continua a leggere “Intervista alla poetessa e scrittrice Katiuscia Napolitano, a cura di Pier Carlo Lava”

Intervista allo scrittore e poeta Enrico Toso, a cura di Pier Carlo Lava

Intervista allo scrittore e poeta Enrico Toso, a cura di Pier Carlo Lava

Alessandria today è lieta di pubblicare per i lettori un intervista allo scrittore e poeta Enrico Toso, queste le sue risposte alle nostre domande.

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Enrico ciao e benvenuto su Alessandria today è veramente un piacere farti un intervista, ci vuoi raccontare dove sei nato, chi sei, cosa fai nella vita oltre a scrivere e qualcosa della città dove vivi?

Sono nato a Padova nel 1950. In questa città ho vissuto fino alla laurea in ingegneria chimica. Ho sempre amato la chimica. Fin da piccolo mi attirava quello che stava dentro agli oggetti e mi prendeva la necessità di guardare cosa ci fosse oltre il contenitore, cercando, nello scomporre, ciò che lo componeva.

Non solo, venivo attratto da tutto quello che si trasformava da una cosa a un’altra, come per magia, e magia non era. Del mistero, volevo la conoscenza, imparando a maneggiarla.

Da bimbo pensavo alla pietra filosofale, crescendo l’ho messa da parte, ma esiste ancora in un angolo nascosto dentro di me. Ho sempre volato tra fantasia, immaginazione e realtà. Costringendo ora l’una sull’altra, alle volte separandole l’una dall’altra, mai contrapponendole fino a eliminarne una, consapevole, anche nel non saperlo, della loro preziosa specificità. Continua a leggere “Intervista allo scrittore e poeta Enrico Toso, a cura di Pier Carlo Lava”

FLASH QUIZ: LUIGI MAIONE (musicista)

FLASH QUIZ

1 – Nome e Cognome: Luigi Maione (in arte MAIONE)

2 – Professione: Musicista

3 – Passioni / hobby:

Musica e poesia

4 – Quale significato hanno per Te l’arte e la cultura:

L’arte e la cultura , in particolare l’arte, potrei dire che per me non significa. L’arte è.
E non è una notizia, l’arte fa notizia. È voce di zone oscure, t’inquieta e ti appaga. Ha in sè nuove allegrie e altri pianti.
L’arte non chiarisce, confonde, perché mescola le carte e inventa nuovi giochi.
L’arte è un’idea sulla vita, è una vita piena di idee, belle e malsane. L’arte è la grafica di un sentire occulto e non ha giudizio e non dà giudizi. L’arte è l’occhio che manca alla vita.
L’arte non è la vita. L’arte è vita!

5 – Artisti preferiti:

Non è facile. Sono sia pittori che scultori o poeti o musicisti. Ognuno di questi per le sue caratteristiche. C’è chi mi colpisce al cuore, chi alla testa, chi alla pancia, chi mi fulmina.
Ma ci sono anche piccole sfumature di artisti che, pur non essendo i miei preferiti in assoluto, mi danno emozioni. Nella poesia ce ne sono tanti che vengono da epoche e stili diversi. Se proprio devo citarne qualcuno mi verrebbe da dire Neruda, così come Lorca, ma anche Rimbaud, Lautréamont e i surrealisti in generale. Ma come farei ad escludere un Ungaretti o un Montale, o il grande Leopardi!
Non ricordo a memoria nessuna poesia di questi autori, ma la loro memoria mi è di grande compagnia. In ogni caso, la lista è lunga. Se dovessi sceglierne uno solo, mi risulterebbe veramente impossibile. Così come nella musica. Si va dal sospiro al fuoco, dalla terra alle nuvole, dall’intimo al viscerale. Tutto quello che mi emoziona mi fa crescere e vibrare.

6 – Progetti attuali:

Beh, sicuramente il mio cd ASSASSINI SI NASCE e il prossimo che sto preparando. Ovviamente anche la ventennale attività col Rhapsòdija Trio.

7 – Sogni nel cassetto:

Diversi, ma ho perso la chiave del cassetto. Beh, meglio aver perso la chiave che i sogni!

8 – Essere intelligente vuol dire per te:

L’intelligenza è una virtù che non può prescindere dalla sensibilità. Sono complementari. Essere intelligenti forse significa aprire più finestre, non solo la propria…

9 – Dove va l’umanità di oggi?

Ho sempre pensato che l’umanità, soprattutto in questi ultimi tempi, si trovi allo sbando, in una zona di totale smarrimento. Questo smarrimento è causa di malessere estremo e può avere delle conseguenze molto gravi. Ma è soprattutto
l’ effetto di una cattiva, anzi pessima gestione politica e sociale che è andata sempre più peggiorando. Ci vorrebbe un passo indietro e un salto in avanti…
Non riesco ad accettare la rassegnazione ad una vita che così è e così deve andare. Abbiamo premuto troppo l’acceleratore, spegnendo anche i fanali. C’è buio. Qualcosa bisogna fare e in fretta. Dove andrà l’umanità non lo so. Sono già abbastanza preoccupato di dove si trovi oggi.

10 – Dove conduce l’arte contemporanea?

L’arte, a mio avviso, potrebbe anche prescindere dalle epoche, (mi riferisco ai contenuti). Per quanto riguarda le forme, sicuramente è in continua evoluzione ed espansione. Francamente, non so dare una risposta precisa. Solitamente mi faccio domande. Ma sicuramente l’arte non si fermerà. Non credo e non ho mai creduto che l’arte possa cambiare il mondo, ma aiutarci a vivere sicuramente si.
Peccato che troppo spesso l’arte segue il mercato. In quel caso forse diventa un po’ meno arte. Ah, ma è complicato questo concetto. Troppo complicato…

11 – Ti piace sperimentare?

In generale si, in particolare, dipende con chi e cosa.

12 – Preferisci l’arte viva (teatro, performance live etc.) oppure scegli la registrazione (cinema, CD, Youtube etc.):

Preferisco il live, anche per quanto riguarda il mio lavoro. Ma anche altro. L’importante che ci sia più emozione che business. Si, bella risposta… Peccato che poi sono sempre attaccato alle macchine…

13 – Libri preferiti:

Non ho letto molto, ahimè, nella mia vita, per un mio problema legato a un disturbo di attenzione, soprattutto di concentrazione e una seppur lieve forma di dislessia. Comunque tra i libri che mi son piaciuti di più, ci metto sicuramente IL RITRATTO DI DORIAN GRAY- IL GIOVANE HOLDEN – CENT’ANNI DI SOLITUDINE- L’IDIOTA- UNO, NESSUNO, CENTOMILA- v ecc. MA sicuramente al momento me ne sfuggono altri.

14 – Secondo te i social network sono importanti?

Se se ne fa un uso corretto, sì. Cosa significa corretto? Sarò molto sintetico: se non si consegna la propria vita ai social e soprattutto le proprie nevrosi. Ma non è facile.

15 – Che cosa vorresti augurare ai nostri lettori?

Ai lettori auguro di illudersi ed emozionarsi per tutta la vita. Tutto il resto è un’illusione…

MAIONE su YouTube:

https://youtu.be/29SdJD-op0M

GRAZIE PER AVER RISPOSTO A QUESTO FLASH QUIZ.

Izabella Teresa Kostka

Fabio Squeo, conoscenza e libertà. Intervista a cura di Marcello Comitini

Dopo la biografia del  poeta Fabio Squeo che trovate pubblicata a questo link
https://alessandria.today/2018/11/26/il-poeta-fabio-squeo-si-presenta-ai-lettori-di-alessandria-today/
Alessandria today ha il piacere di pubblicarne l’intervista.

Benvenuto, Fabio!
Sono felice d’avere l’occasione di intervistarti e in particolare di presentarti ai lettori di Alessandria today. Loro e io avremo così la possibilità di conoscerti meglio e di conoscere meglio il pensiero di un autore giovanissimo, che dimostra di essere già pienamente inserito nel tessuto culturale italiano.
Ho notato che a ventisei anni hai pubblicato la prima raccolta di poesie. Hai iniziato a scrivere da giovanissimo? E com’è nata l’esigenza di scrivere in versi?

Si, ho pubblicato la mia prima raccolta a ventisei anni;anche se, va precisato, che ho cominciato a scrivere i primi versi all’età di tredici anni. E’ stata la rivelazione improvvisa di un mondo fatto di sensazioni meravigliose, sogni e dolori resi più sopportabili da un dialogo interiore con me stesso. I primi versi scritti erano piuttosto timidi, discreti fino a quando entrai nella convinzione dell’importanza di scrivere poesie. Eppure non mi sono mai definito “poeta”, poiché – secondo il mio modesto punto di vista – ho sempre pensato che la poesia, intesa nel significato più alto e genuino del termine come “creazione, invenzione e composizione”(dal greco poiêsis che attiene a poièô) avesse sicuramente a che fare con Dio e le sue proprietà. C’è tuttavia un dato da non tralasciare: All’età di sedici anni nella mia classe di liceo leggevo le poesie ai compagni, e le declamavo nelle ore di ricreazione: ricordo che il professore di latino fece di tutto per dedicarmi un angolo poetico all’interno del giornalino della scuola. Fui felicissimo.

Esiste un nesso culturale tra te e la città dove vivi? Un nesso che si è forse concretizzato nella fusione di due mentalità (quella della cittadina dove vivi e quella che hai respirato frequentando le Università di Bari e di Lublino) ?

Certo. Trani, la mia città, è stata un rifermento per me. Passeggiavo spesso lungo le vie del porto, della cattedrale romanica e del castello e mi ritrovavo subito con me stesso. Formulavo domande sul senso della vita e sul reale bisogno di rispondere alle domande che accadevano in me e fuori di me. La mia vita mi ha permesso di viaggiare pur restando fermo. I luoghi che visitavo erano cornici di un quadro che in me si costituiva di volta in volta. E ho riscoperto la voglia di viaggiare, di studiare in Polonia, di apprendere una nuova lingua, proprio grazie alla lettura. Perché ho sempre pensato che il miglior viaggio è proprio la lettura, o comunque la letteratura e la filosofia. La Polonia è una terra straordinari. L’ho vissuta e la sto vivendo per motivi di studio: il verde è ovunque e le viole dei campi rigenerano continuamente il mio estro, la mia meraviglia. Continua a leggere “Fabio Squeo, conoscenza e libertà. Intervista a cura di Marcello Comitini”

David Cintolesi, serendipità e fantasia. Intervista a cura di Marcello Comitini

Dopo la biografia dello scrittore David Cintolesi, che trovate pubblicata a questo link
https://alessandria.today/2018/12/22/david-cintolesi-scrittore-fiorentino-si-presenta-ai-lettori-di-alessandria-today/

Alessandria today ha il piacere di pubblicarne l’intervista.

Benvenuto, David!

Sono felice d’avere l’occasione di intervistarti e in particolare di presentarti ai lettori di Alessandria today. Loro e io avremo così la possibilità di conoscerti meglio e di conoscere meglio la tua attività letteraria.


David Cintolesi

Ho notato che pubblichi racconti su diverse piattaforme online. Il tuo primo libro però è del novembre del 2018. Hai iniziato a scrivere da giovanissimo? E com’è nata l’esigenza di narrare?

In realtà non nasco scrittore. O meglio… scrittore di narrativa. Mi sono reso conto di nutrire una passione smodata per la scrittura dai classici temi a scuola. Fosse stato per me non avrei fatto altro.
Era l’unica via per far uscire i mostri che avevo dentro ma, la mia prima passione è stata la musica che, ha influenzato profondamente il mio modo di pensare, di approcciarmi alla vita e di vedere le cose. Sin da piccolo ne ho ascoltata tantissima, di tutti i generi, il mio idolo era Elvis. Mi mettevo le cuffie e imitavo le sue movenze. Volevo essere come lui.
Poi a quattordici anni ho scoperto il rap, in particolare Eminem con uno sguardo però proiettato anche verso il panorama italiano, gli Articolo 31 in primis che, parlavano la mia lingua, mi dicevano le stesse cose che pensavo anch’io. Era un po’ come parlare con un amico.
Per un po’ di anni ho provato a fare questo: ho scritto tante canzoni, ho inciso delle demo, ho collaborato con qualche artista e avuto dei gruppi anche non di matrice rap.
Credevo che la mia strada sarebbe stata quella. Non vedevo altre vie. Continua a leggere “David Cintolesi, serendipità e fantasia. Intervista a cura di Marcello Comitini”

Marco Cazzella, scrittore di emozioni. Intervista a cura di Marcello Comitini

Intervista a Marco Cazzella, scrittore di emozioni.

Alessandria today, dopo aver pubblicato la biografia dello scrittore Marco Cazzella che trovate a questo link:
https://alessandria.today/2018/10/29/marco-cazzella-scrittore-si-presenta-ai-lettori-di-alessandria-today/

Marco cazzella bis
Marco Cazzella

ha il piacere di offrire ai suoi lettori la possibilità di approfondirne la conoscenza pubblicandone l’intervista.

Marco, ti porgo il mio benvenuto !
Sono felice d’avere l’occasione di intervistarti e in particolare di presentarti ai lettori di Alessandria today. Loro e io avremo così la possibilità di conoscerti meglio e di conoscere meglio la tua attività letteraria.
Aiutaci a conoscere il tuo mondo iniziando a parlarci della tua “amata Lecce” (come la definisci tu) e del rapporto culturale e sentimentale che intercorre tra te e lei.

Il rapporto che c’è tra me e la mia amata terra è molto sentimentale e nasce dall’infanzia dato che per una decina di anni ci sono cresciuto ed ho potuta ammirarla in tutto il suo splendore con i suoi archi, le sue chiese, le piazze ecc. Un luogo principalmente storico e culturale, ma anche di intrattenimento con la sua villa, pineta e svariati giardini. E dulcis in fundo le tantissime spiagge mete per i turisti dato che la mia città è nota per il Sole, il mare e il vento!

Scrivi poesie o racconti?

Io scrivo per lo più racconti di svariati generi che spaziano dall’epic fantasy, dalla fantascienza robotica e dall’young adult erotico.

Ho notato che nella tua biografia non parli di tuoi lavori pubblicati. È una tua volontaria omissione o tieni tutto gelosamente custodito nei tuoi cassetti?

Ho omesso nella biografia i miei lavori pubblicati che sono due perché volevo che in essa si parlasse di me in quanto persona, ma non sono assolutamente geloso delle mie opere anzi è mia intenzione mostrarle al mondo.

Hai iniziato a scrivere da giovanissimo? Com’è nata l’esigenza di scrivere?

Ho iniziato a scrivere fin dal primo momento in cui me l’hanno insegnato perché la mia mente istintivamente ha sempre creato storie dato che ho da sempre dovuto immaginare come fossero fatte le cose che non potevo vedere. Per questo, non potendole tenere tutte in testa per non implodere le ho riversate da prima su carta quando vedevo meglio e poi nel computer quando non riuscii più a vedere quello che mettevo per iscritto e naturalmente dopo aver imparato ad usare pc e sintetizzatore di voce. Continua a leggere “Marco Cazzella, scrittore di emozioni. Intervista a cura di Marcello Comitini”

Intervista di Alessia Mocci a Claudio Alvigini: vi presentiamo Il Capitano di Bastur

Intervista di Alessia Mocci a Claudio Alvigini: vi presentiamo Il Capitano di Bastur

Una sfumata memoria sembrava, infatti, smentire quella certezza. Ombra sottile essa accennava ad una qualche familiarità con quel luogo che lui, fino ad un attimo prima, avrebbe giurato non esistere.‒ “Il Capitano di Bastur”

claudio Il Capitano di Bastur

“Il Capitano di Bastur” edito nel 2018 dalla casa editrice Macabor Editore nella collana “Il mondo di Morel” è l’ultima pubblicazione di Claudio Alvigini.

L’autore è nato in Svizzera e ha vissuto a Palermo, Pozzuoli e Roma. Giovanissimo ha iniziato la sua carriera aeronautica come pilota civile dell’Alitalia, per svariati anni è stato comandante di Boeing 747. Sin dalla sua adolescenza trascorsa in Sicilia si è cimentato con le prime prove letterarie, attività ininterrotta che ha visto i suoi primi frutti nel 1997 con il saggio “L’inconcepibile esercizio” edito nella rivista di psicoterapia e psichiatria “Il sogno della farfalla”.

Claudio Alvigini-

È datata 1998 la sua prima silloge poetica con Nuove Edizioni Romane “Visita in città”, segue nel 2002 “La casa sol terrazzo” per Edizioni La camera verde, nel 2005 “Ulàn Batòr” per Edizioni Helicon, nel 2007 “Trafficante di colori” per Edizioni LietoColle, nel 2012 “Il principio di non contraddizione” per Manni Editore. Ha vinto numerosi premi letterari. 

A.M.: Salve Claudio, ti ringrazio per aver accettato questa intervista che verterà sul tuo romanzo “Il Capitano di Bastur” edito da Macabor Editore. Ma prima mi piacerebbe che ti presentassi ai lettori raccontando qualcosa di te, una delle domande che mi vengono in mente è: i romanzi e le poesie che hai pubblicato dal 1998 sono il frutto dell’esser stato per tanti anni sopra le nuvole?

Claudio Alvigini: Cara Alessia, ho volato così tanto che sostenere che questa lunga frequentazione di “uno spazio più alto” non abbia influenzato la mia scrittura sarebbe assurdo. Quelle insolite visioni, quell’assenza di ostacoli allo sguardo, quegli spazi senza fine, quelle “nuvole maestose e deliranti” come dico in una poesia, mi sono, poco alla volta, entrati dentro, nel profondo. In altre parole abitano in me. Poi, quando scrivo, a quel fondo cerco di attingere e può allora accadere che quelle vaghe immagini affiorino in superfice e, se riesco ad afferrarne qualcuna prima che svanisca, si fermino sul foglio. Continua a leggere “Intervista di Alessia Mocci a Claudio Alvigini: vi presentiamo Il Capitano di Bastur”