Intervista a Izabella Teresa Kostka #Screpmagazine

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Carissimi!

Vorrei segnalarVi la mia ultima intervista “un po’ particolare”.

Sono profondamente emozionata e ringrazio il giornalista, redattore Vincenzo Fiore del magazzino culturale romano “Screpmagazine” per il nostro incontro e questa splendida intervista, la quale ho rilasciato con gioia ed emozione presso Chiostro Nina Vinchi a Milano. L’intervista molto diversa da tutte le altre, molto personale e, quasi, “intima”. Invito tutti gli interessati alla lettura!

Link all’articolo:

https://screpmagazine.com/una-intervista-molto-particolare/

Izabella Teresa Kostka, Milano

Chiostro Nina Vinchi del Piccolo Teatro di Milano

Intervista a Laura Ficco, poetessa, pittrice e scrittrice

Intervista a Laura Ficco, poetessa, pittrice e scrittrice

di Pier Carlo Lava

Sono lieto di pubblicare un intervista a Laura Ficco che rispondendo alle mie domande si racconta ai lettori di Alessandria today e Alessandria post, blog sui quali verrà pubblicata.

Alessandria post: https://piercarlolava.blogspot.com/

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Laura ciao e bentornata sul blog è veramente un piacere farti un intervista, ci vuoi raccontare dove sei nata, chi sei, cosa fai nella vita oltre a scrivere e qualcosa della città dove vivi?

Risposta: Grazie Pier Carlo Il piacere è tutto mio!

Sono nata a Genova come i miei genitori con una educazione rigida dai sani principi.

Sono una persona molto sensibile ed altruista che nella vita si è guadagnata tutto con sacrificio e dedizione. Amo il prossimo quando posso tendo una mano, anche se è un mondo disadorno di misericordia e amore. Ho incominciato a lavorare a 19 anni come impiegata in una grossa società ed ho continuato in altre varie aziende con svariate tipologie.

Ho posato la mia anima in una casa di riposo per anziani e malati di Alzheimer nel ruolo di animatrice. Esperienza che mi ha donato tanto, con la loro semplicità, fatta di sguardi intensi e riconoscenti.

Sono eclettica, creativa, semplice, altruista, e lavoratrice ma forte e determinata.

Attualmente vivo in una piccola cittadina Assemini molto frequentata da lavoratori e turisti, distante pochi chilometri da Cagliari. Continua a leggere “Intervista a Laura Ficco, poetessa, pittrice e scrittrice”

Intervista alla poetessa e scrittrice Stefania Pellegrini

Intervista alla poetessa e scrittrice Stefania Pellegrini

di Pier Carlo Lava

https://alessandria.today

Stefania ciao, tu sei anche autrice su Alessandria today e Alessandria post, dopo la pubblicazione della tua biografia sono lieto farti un audio intervista, ci vuoi raccontare dove sei nata, chi sei, cosa fai nella vita oltre a scrivere e qualcosa della città dove vivi?

Quando hai iniziato a scrivere, perchè, cosa ti ha spinto a farlo e su quali argomenti preferisci scrivere?

Hai scritto e pubblicato tre libri: Frammenti di specchio – Tra le ali dei sogni e  Isole, ce ne vuoi parlare?

Chi sono per te i poeta e gli scrittore, come vedono la realtà che li circonda e che mondo sarebbe senza di loro?

Secondo te nell’epoca in cui viviamo cosa pensano le persone degli scrittori, dei poeti e della cultura in generale?

Quali consigli ti senti di dare ad un giovane che inizia a scrivere?

Stai già scrivendo il tuo prossimo libro e nel caso ce ne puoi parlare?

Tutti abbiamo progetti per il futuro e sogni nel cassetto, ci racconti i tuoi?

Audio: https://youtu.be/3pQtQFfo4Js

MUSICA: INTERVISTA ALLA CANTANTE LIRICA SOPRANO MONIKA LUKACS (a cura di Izabella Teresa Kostka)

INTERVISTA ALLA CANTANTE LIRICA SOPRANO MONIKA LUKACS (a cura di Izabella Teresa Kostka)

Monika Lukacs

È per me una grande emozione intervistare una delle voci più preziose e affascinanti del palcoscenico operistico: la cantante lirica soprano di coloratura, Monika Lukacs.

1. I.T.K: Benvenuta Monika. La tua storia mi è molto cara, perché entrambe abbiamo lasciato la nostra terra di origine per il Bel Paese. Sei nata nella calorosa e accogliente Ungheria, una Nazione flagellata in passato da numerosi “turbamenti politici”. Quali sentimenti nutri e quali sono i ricordi che legano la tua memoria ai drammi della tua Patria?

M.L.: Cara Izabella, ti ringrazio della tua intervista. Sono onorata.
Sono nata a Miskolc, ho vissuto fino a diciotto anni con i miei genitori; dopo il liceo musicale-artistico, mi sono trasferita a Budapest dove ho iniziato gli studi di canto lirico al Conservatorio di Santo Stefano. Sono stati anni importanti per la mia formazione musicale e Budapest è una città meravigliosa, colta, vivace, piena di musica. Durante i miei anni di studio ho fatto tanti concerti, iniziando dalla gavetta: a 21 anni ho debuttato in “Rigoletto” al Teatro dell’Opera Erkel come Paggio, accanto ai grandi cantanti del teatro. Ero la più piccola, nonostante ciò alla prova generale ho invece cantato dalla buca d’orchestra Gilda, perchè la cantante era malata.
Ho avuto una bella infanzia, tranquilla, sono cresciuta in una famiglia semplice che mi ha amato molto. La musica era da sempre presente nella nostra vita, mia madre aveva una voce bellissima, era un soprano di coloratura che cantava nel coro, mentre mio padre suonava il sassofono.
Ero felice. Sono sempre stata una persona positiva e solare. Mi piace trasmettere emozioni attraverso il mio canto e aiutare le persona bisognose. Faccio tanti concerti di beneficenza sia come cantante che come pianista ma anche in qualità di docente con i miei allievi.

2. I.T.K.: Com’è iniziata la tua grande avventura nel mondo del canto lirico? È stata una passione influenzata dalla famiglia oppure è nata in modo spontaneo dal tuo “sentire interiore”?

M.L.: Adoravo la musica fin da bambina. All’inizio suonavo il piano ma poi, a 9 anni, sono stata scelta dalla mia maestra di musica della scuola elementare per cantare davanti a 600 docenti, in occasione di una commemorazione della città, ed ho superato la prova, appassionandomi così al palcoscenico. All’età di 17 anni ho iniziato a prendere lezioni di canto, mentre frequentavo ancora il liceo, girando tutta l’Europa con il coro femminile per concerti e concorsi internazionali. Ne sono conseguite tante soddisfazioni e successi.
I miei genitori mi hanno sempre sostenuta, fin da piccola, ed io sono sempre stata molto determinate: quando tornavo tardi a casa dopo le lezioni di musica andavo subito al teatro oppure alla Filarmonica a sentire i concerti oppure mi impegnavo nelle prove. Avevo bisogno della musica, faceva parte del mio DNA. Continua a leggere “MUSICA: INTERVISTA ALLA CANTANTE LIRICA SOPRANO MONIKA LUKACS (a cura di Izabella Teresa Kostka)”

INTERVISTA AL CANTAUTORE LUIGI PAGANO: “Ho la sindrome dello zigano, ho bisogno di sentirmi straniero” a cura di Izabella Teresa Kostka.

Luigi Pagano

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INTERVISTA AL CANTAUTORE LUIGI PAGANO: “Ho la sindrome dello zigano, ho bisogno di sentirmi straniero” a cura di Izabella Teresa Kostka.

1. I.T.K.: Esiste un proverbio che dice “Vedere Napoli e morire”: per i tuoi fans internazionali sei il simbolo di un italiano D.O.C: solare, caloroso, estroverso, un affascinante e talentuoso artista, cantante. Raccontaci un po’ delle tue radici italiane e del legame indissolubile con la tua Terra d’origine.

Lp: Sono nato a Pompei in provincia di Napoli. Ho sempre vissuto sul mare dalla parte di Torre Annunziata (Oplonti). Dal balcone dove sono nato vedevo il Vesuvio, il monte Faito e un pezzettino di mare che oggi non si vede più a causa delle costruzioni ma se salgo qualche rampa di scale ne vedo ancora. Ho Vissuto per 25 anni in medioriente tra mare e deserto trovando un po’ di Napoli ovunque, nella musica e nelle culture arabe. Napoli è più vicina a Beirut che non a New York quindi Napoli è più Libano che America infatti, è la città meno americanizzata d’Italia. Le radici napoletane sono forti di una cultura secolare e noi napoletani siamo consapevoli di avere una grande storia per questo siamo orgogliosamente “TERRONI”. Ovunque vada porto sempre con me Napoli. Le canzoni che scrivo hanno il ritmo e le sonorità mediterranee, non sono ricercate ma escono spontaneamente dalla mia anima.

2. I.T.K.: Com’è iniziata la tua carriera artistica: l’hai sempre sognata oppure è iniziata in modo spontaneo, accidentale? Hai suonato coi più grandi artisti di fama internazionale, tra cui Paul McCartney, e con famose star del cinema, partecipando anche a numerosi importanti programmi televisivi. Ti va di parlarne?

Lp: In casa mia ci sono sempre stati degli strumenti, mio padre era appassionato di canto. Mio fratello di 10 anni più grande di me suonava la chitarra e per me lui è sempre stato un esempio così ho incominciato ad emularlo. Quando i miei genitori si sono accorti che avevo un po di talento mi hanno fatto studiare. Mio fratello qualche volta mi pagava le lezioni. Io non vengo da una famiglia ricca ma sicuramente da una famiglia ricca di valori. Mio padre ha fatto sì che tutti noi figli (4) studiassimo. Ho formato la prima band a 14 anni e poi qualche anno dopo ho incominciato a lavorare nei pianobar di Napoli e provincia e non solo.
Paul l’ho conosciuto alle Maldive quando con mia moglie Agnes suonavamo lì. Ci siamo restati per 7 mesi e Paul per 3. È stato più un rapporto personale che professionale. Quando finivo di suonare ci incontravamo nelle spiaggia sotto la sua villa e suonavamo le nostre chitarre fino al mattino. Paul mi ha insegnato l’umiltà. Più si è grandi e più si è umili.
Io e mia moglie Agnes abbiamo vissuto per 7 anni in Kuwait dove è nato il nostro unico figlio Riccardo. Lavoravamo per la Sheraton hotels ma spesso di mattina eravamo ospiti di un pogramma TV che c’è anche in Polonia con nome di DD TVN, in Kuwait si chiamava GOOD MORNING KUWAIT.
In Polonia dove vivo sono spesso ospite in programmi TV come JAKA TO MELODIA?, WIELKI TEST, DD TVN, MAMMA MIA, CAFÈ PIOSENKA, e spessissimo con la mia famiglia in SPRAWA DLA REPORTERA ecc, ecc. Non ho mai forzato la mano per arrivare e neanche bussato alle porte. Continua a leggere “INTERVISTA AL CANTAUTORE LUIGI PAGANO: “Ho la sindrome dello zigano, ho bisogno di sentirmi straniero” a cura di Izabella Teresa Kostka.”

Intervista allo scrittore e poeta Enrico Toso, a cura di Pier Carlo Lava

Intervista allo scrittore e poeta Enrico Toso, a cura di Pier Carlo Lava

Alessandria today è lieta di pubblicare per i lettori un intervista allo scrittore e poeta Enrico Toso, queste le sue risposte alle nostre domande.

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Enrico ciao e benvenuto su Alessandria today è veramente un piacere farti un intervista, ci vuoi raccontare dove sei nato, chi sei, cosa fai nella vita oltre a scrivere e qualcosa della città dove vivi?

Sono nato a Padova nel 1950. In questa città ho vissuto fino alla laurea in ingegneria chimica. Ho sempre amato la chimica. Fin da piccolo mi attirava quello che stava dentro agli oggetti e mi prendeva la necessità di guardare cosa ci fosse oltre il contenitore, cercando, nello scomporre, ciò che lo componeva.

Non solo, venivo attratto da tutto quello che si trasformava da una cosa a un’altra, come per magia, e magia non era. Del mistero, volevo la conoscenza, imparando a maneggiarla.

Da bimbo pensavo alla pietra filosofale, crescendo l’ho messa da parte, ma esiste ancora in un angolo nascosto dentro di me. Ho sempre volato tra fantasia, immaginazione e realtà. Costringendo ora l’una sull’altra, alle volte separandole l’una dall’altra, mai contrapponendole fino a eliminarne una, consapevole, anche nel non saperlo, della loro preziosa specificità. Continua a leggere “Intervista allo scrittore e poeta Enrico Toso, a cura di Pier Carlo Lava”

Erika, per ” la biblioteca di Erika”

Erika, per ” la biblioteca di Erika”

da: Io Me Lo Leggo

Buongiorno Amici di Io Me Lo Leggo dalla vostra Monika M

Oggi vi propongo l’intervista ad una mia amica book-blogger:

Erika, per ” la biblioteca di Erika”

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Influencer: individui con un più o meno ampio seguito di pubblico che hanno la capacità di influenzare i comportamenti di acquisto dei consumatori in ragione del loro carisma e della loro autorevolezza rispetto a determinate tematiche o aree di interesse.

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Ed ora la domanda: Un book-blogger è un influecer, o meglio, tu ti senti un influecer ? Cosa significa per te, e cosa dovrebbe significare, essere un book-blogger?

1) Per me essere un book-blogger significa innanzitutto essere una lettrice appassionata e di conseguenza avere la voglia, non le capacità come sostengono in molti, di parlare e discutere con gli altri dei libri che si leggono. Questo può avvenire attraverso un profilo social oppure con un vero e proprio sito internet, il blog.
Io attualmente non mi sento un influencer in quanto non vado ad influenzare i comportamenti di acquisto degli altri lettori e, a dire la verità, non aspiro nemmeno a volerlo fare.
La mia è pura passione, amo leggere e amo parlare di quello che leggo raccontando la trama e consigliando o meno un determinato titolo. Se qualcuno, dopo aver visto un mio post, decide di acquistare proprio quel libro ben venga, ma aumentare le vendite o fare pubblicità non è il mio obbiettivo.

Come ti approcci alla lettura e recensione di un libro? Quali fattori ne determinano un giudizio positiva e quali il giudizio negativo? Inoltre, se non conosci l’argomento trattato, svolgi tue ricerche personali per poterne parlare con più cognizione di causa?

2) Alla lettura di un libro e di conseguenza alla sua recensione mi approccio in modo estremamente tranquillo in quanto sono cose che mi piacciono e le faccio molto volentieri.
Una volta terminata la lettura, durante la quale prendo appunti sui passi salienti della storia e mi informo tramite internet su particolari temi trattati, passo alla recensione dove racconto la trama e dico il mio parere personale che può essere positivo o negativo in base a diversi elementi.
Il più influente è il coinvolgimento che ho avuto all’interno della storia. Una volta chiusa l’ultima pagina di un libro la prima domanda che mi faccio è: “Quanto sono stata catturata da questa vicenda?” .
Ed è proprio questo il punto di partenza per una mia recensione e il motivo per cui una mia recensione sarà positiva o negativa.
Continua a leggere “Erika, per ” la biblioteca di Erika””

Intervista alla poetessa Alisa Milani, di Pier Carlo Lava

Intervista alla poetessa Alisa Milani, di Pier Carlo Lava

Alessandria today è lieta di pubblicare in esclusiva per il blog, un intervista alla poetessa Alisa Milani. Alisa afferma che Un poeta è colui che riesce ad esternare le proprie emozioni regalando se stesso e arrivando all’animo di chi legge.

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Alisa ciao e benvenuta su Alessandria today è veramente un piacere farti un intervista, ci vuoi raccontare dove sei nata, chi sei, cosa fai nella vita oltre a scrivere e qualcosa della città dove vivi?

Il mio nome è Annalisa e sono nata a Sassari, una città della Sardegna che amo come amo la mia isola. Sono mamma di due ragazze e di un ragazzo; sono anche diventata nonna giovanissima e la mia famiglia è al primo posto nella mia vita.

Ho lavorato per tanti anni in un’ente pubblico ed ho amato il mio lavoro. Ancora oggi collaboro con l’ente da me rappresentato nella vita lavorativa.

Nel tempo che mi rimane faccio volontariato nel carcere di Sassari e il confronto con chi, per qualsiasi motivo, ha perso la libertà, mi arricchisce continuamente.

Quando hai iniziato a scrivere e cosa ti ha spinto a farlo?

Ricordo i miei primi scritti da ragazzina e oltre la lettura era il mio modo di evadere spontaneamente dalla routine giornaliera della mia città.

Amo scrivere in qualsiasi momento mi arrivino dei versi; in macchina, costringendomi a soste impreviste, prima di dormire e in tutti gli spazi liberi, anche nell’attesa di colloqui con i ragazzi della casa circondariale.

Non amo costruire i miei versi che vengono scritti in pochi minuti. Un poeta (io non mi definisco tale!) è colui che riesce ad esternare le proprie emozioni regalando se stesso e arrivando all’animo di chi legge. Continua a leggere “Intervista alla poetessa Alisa Milani, di Pier Carlo Lava”

Bruno Pennasso, attore. Emozioni dietro le quinte. Intervista a cura di Marcello Comitini

Bruno Pennasso, attore. Emozioni dietro le quinte. Intervista a cura di Marcello Comitini

Alessandria today, dopo aver pubblicato la biografia dell’attore Bruno Pennasso che trovate a questo link:
https://alessandria.today/2018/08/25/bruno-pennasso-attore-si-presenta-ai-lettori-di-alessandria-today/

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Bruno Pennasso in “Nel nome del padre” di Luigi Lunari

è lieta di pubblicare l’intervista  gentilmente rilasciataci dall’amico Bruno.
Ma prima vorrei sottolineare quanto siano interessanti le sue risposte:
hanno il potere condurci oltre insospettate quinte.
Non quelle fisiche che vediamo nei palcoscenici del teatro, ma quelle che
celano l’uomo agli spettatori. 

Ciao Bruno! Innanzitutto, grazie di essere qui con noi!  Potresti presentarti brevemente? Raccontaci chi sei, cosa fai nella tua vita, quali sono le tue passioni.

Buongiorno! Grazie a te per avermi proposto questa intervista. Sono un po’ emozionato perché è una delle rarissime interviste che mi viene richiesta!
Chi sono… a volte mi sembra di essere don Chisciotte che combatte contro i mulini a vento!!! Nel senso che ho sempre creduto nell’Arte, quella vera, quella che costa fatica, quella che ha bisogno di studio e dedizione per essere espressa ma anche passione, amore e voglia di darsi al 100 %! E invece vedo intorno a me tanti cloni, tanti burattini che scimmiottano!

In che misura il tuo rapporto con la tua città ha influito o meno sulla tua formazione?

Quando ho iniziato a pensare di voler fare l’attore di professione (che brutta parola!) mi sono guardato intorno e ho scovato una piccola scuola di recitazione (era il 1969… una vita fa!), volevo iniziare dall’abc quindi dizione e primi rudimenti. Dopo i primi due anni fortunatamente uno dei docenti prese sotto la sua ala alcuni tra noi allievi –e la cosa mi inorgoglì non poco- per continuare il lavoro più seriamente. Da lì iniziai a pensare che era la mia strada e infatti frequentai la Scuola dello Stabile, poi sostenni i primi provini e, in seguito con l’incontro con Beppe Navello arrivò la prima Compagnia (Cooperativa Teatro Proposta). Quindi devo molto alla mia città che mi ha offerto quasi su un piatto d’argento quanto cercavo.

Continua a leggere “Bruno Pennasso, attore. Emozioni dietro le quinte. Intervista a cura di Marcello Comitini”

11 domande a Manuela Moschin autrice di Alessandria today, dai lettori del blog, a cura di Pier Carlo Lava

11 domande a Manuela Moschin dai lettori di Alessandria today

di Pier Carlo Lava

Alessandria today: Manuela ciao, tu sei anche autrice su Alessandria today, dopo la pubblicazione della tua biografia e i numerosi post con i quali hai saputo farti apprezzare dai nostri lettori sono doppiamente lieto farti anche un’intervista, ci vuoi raccontare dove sei nata, chi sei, cosa fai nella vita oltre a scrivere e qualcosa della città dove vivi?

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Buongiorno a tutti, ringrazio la redazione di Alessandria today per avermi ospitata nel vostro prezioso Blog. Complimenti per le domande mirate e originali. È stato davvero piacevole partecipare all’intervista.

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Inizio raccontandovi che sono nata a Mestre, in provincia di Venezia, da genitori veneziani, ma vivo e lavoro a San Donà di Piave (Ve). Sebbene io sia appassionata di arte, la mia attività lavorativa si allontana molto dall’amore per tutto ciò sia inerente alla cultura artistica. Lavoro nell’ambito dell’amministrazione pubblica in un’Azienda Ospedaliera, assieme a un gruppo di colleghi molto affabili e competenti. Prima di esercitare la professione di impiegata sono stata educatrice d’infanzia. Fin da ragazza ho sempre avuto una particolare attenzione nei confronti della psicologia del bambino. Ho letto molti volumi a riguardo. Infatti, prima di laurearmi in storia dell’arte ho sostenuto diversi esami in ambito pedagogico. Adoravo stare in contatto con i bambini, ottenendo molte soddisfazioni. Ricordo con nostalgia le ore trascorse con i più piccoli. A volte li incontro per strada ormai cresciuti ed è proprio in questi momenti che mi commuovo.

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Oltre a gestire il blog e il gruppo Facebook “L’arte raccontata nei libri” leggo moltissimo, non seguo mai i programmi televisivi. Questo molto spesso mi penalizza un po’ perché a volte mi scopro ignara rispetto ad alcuni argomenti trattati in tivù. La passione per la lettura mi travolge davvero tanto, amo tutta la letteratura e i generi che prediligo sono molti. Spero non averne dimenticato qualcuno indicando i libri di narrativa, i romanzi storici, i thriller, i thriller storici, i noir, i saggi, i gialli, le biografie romanzate, i classici e naturalmente tutti i volumi dedicati all’arte.

Sono molto attratta dalla filosofia indiana e precisamente dall’induismo e dal buddhismo. Dedico, quindi,  le mie letture anche a questi temi. Ho avuto sin da giovane una particolare sensibilità che mi ha facilitata a vivere esperienze singolari. Lo yoga e la meditazione ormai per me sono indispensabili. Continua a leggere “11 domande a Manuela Moschin autrice di Alessandria today, dai lettori del blog, a cura di Pier Carlo Lava”

Ecco a voi lettori di Alessandria today l’intervista allo scrittore Nadir Malizia.

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Nadir ciao e benvenuto su Alessandria today è veramente un piacere ospitarti, ci vuoi raccontare dove sei nato, chi sei, cosa fai nella vita oltre a scrivere e qualcosa della città dove vivi?

Prima di tutto volevo ringraziare la redazione di Alessandria today per avermi invitato per rilasciare una intervista sul vostro blog da quanto ho capito è molto seguito.

Sono nato a Cremona nella bellissima città famosa per i violini e dove nato il noto compositore Antonio Stradivari e molti altri. Mi chiamo Nadir sono disabile dalla nascita a causa di una sofferenza fetale, ma questo non mi ha mai fermato negli obbiettivi che mi sono posto e tutt’ora mi pongo nel corso della vita.

Nel 2010 ho preso la laurea in giurisprudenza presso la Facoltà di Udine. Mi sono specializzato in Diritto Comunitario e diritto Internazionale dell’UE. Collaboro presso uno studio legale di Modena come Giurista in materia di minori e categorie protette e sostengo il progetto Anthea ideato dall’avvocato Gianni Casale. Inoltre scrivo per una casa editrice di Roma la Gruppo C1V edizioni.

Da quasi 9 anni abito nelle Marche e più precisamente a Marotta una località di mare si trova tra Fano e Pesaro. Vivo con due amici. Continua a leggere “Ecco a voi lettori di Alessandria today l’intervista allo scrittore Nadir Malizia.”

Coltivare Poesia. Intervista al poeta Diego Baldassarre.

Intervista a Diego Baldassarre

Un Agronomo prestato alla poesia. Si definirebbe così?

No, non credo. In realtà sono due lavori distinti. Precari e malpagati entrambi, ma distinti.

Nella sua poesia, spicca la ricerca della verità. E’ ancora lunga tale ricerca?

Penso che sia una ricerca infinita e debilitante perché, citando Senofane (VII sec. a.C), “la parola può cogliere il vero il più possibile/ma il vero non si sa: non c’è che l’opinione”.

Penso in ogni caso che la poesia sia più utile a far riflettere che a dare risposte. Quelle ognuno può cercarle dentro di se.

I suoi esordi si rifanno alle “Sfumature del Silenzio”. Come la descrive brevemente?

“Le Sfumature del silenzio” è stato pubblicato nel 2010. All’età di 41 anni. Un poco tardi rispetto a molti miei colleghi poeti. Il fatto è che io ho sempre scritto poesie, fin da quando avevo 9-10 anni. Ma per me. Al limite per qualche fidanzata. Mai per un pubblico più o meno vasto. Alcuni miei amici leggendole mi hanno spinto a pubblicarle, così, sfruttando il self-publishing ho raccolto le poesie dai 19 ai 40 anni. Sono poesie che abbracciano un ampio spazio di tempo e alcune risultano essere ancora molto incerte, anche se il libro ha avuto nel complesso  un suo apprezzamento.

Con “L’acqua Sogna Trasparenze” ripercorre il solco della silloge edita. Con quali esiti?

“L’acqua sogna trasparenze” è un libro nato come progetto di beneficenza. E’ stato pubblicato anch’esso con “Ilmiolibro.it”. Visto che era mia intenzione dare un  “valore”  alle parole ho devoluto ( e devolvo tutt’ora) i  proventi dei diritti d’autore ad una associazione di Prato che si occupa di aiutare donne vittime di violenza di genere. Ho presentato il libro in varie città d’Italia riscuotendo sempre un buon successo di pubblico e, nel suo piccolo, di vendite.

Il libro come tematica portante ha mia figlia nata nel 2010. La sua nascita, i suoi primi anni e tutte le emozioni che ho provato di fronte ad un tale evento hanno suggerito buona parte delle poesie presenti. Continua a leggere “Coltivare Poesia. Intervista al poeta Diego Baldassarre.”

Intervista a Barbara Gabriella Renzi, a cura di Emma Fenu

Intervista a Barbara Gabriella Renzi, a cura di Emma Fenu

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Barbara Gabriella Renzi è un’autrice che affascina. Lo fa quando scrive e e quando dipinge quando parla. Ti se-duce, ti porta altrove e si muove con l’eleganza fragile di una farfalla e la forza d’animo di una leonessa.

Creatura di parole, sembra nata per essere carne, sangue, carta e inchiostro.

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Benvenuta Barbara nel nostro salotto di Cultura al Femminile. Raccontaci del tuo libro, Scaglie di Sapone, e, tramite esso, di te. 

Scaglie di Sapone è un libro del cuore e dell’anima. Non pretende di essere un libro per tutti,
ma se volessi scrivere libri per tutti non farei arte, ma altro.

È un libro personale ma al contempo è dedicato a tutte le donne. Meglio, è di tutti coloro che sentono, che vivono e soffrono e ridono.

La scrittura è difficile perché leggersi l’animo non è semplice, le immagini passano come il vento e anche i pensieri, bisogna fermarli un secondo, trovare anche il modo di bloccarli, trovare trucchi, e, alla fine, capirli.

Vi è bisogno di parole che li catturino e ci catturino.

Le pagine che avete di fronte a voi imitano la forma dell’animo, forse a scaglie, non siamo mica un blocco unico, siamo noi e non-noi al contempo, siamo quello che vogliamo e quello che non vogliamo.

Il libro è una storia vera, a cui ho assisto impotente: una storia che non ho capito completamente, non la mia storia ma una storia che andava scritta, perché l’amore non va dimenticato, ma va accarezzato anche quando si crede perso.

Perso, ma dove va? Poi?

Questo è il nostro mondo, tutto si trasforma e nulla si perde.

Anche le parole che lanciamo al vento ritornano a noi, a volte come una carezza tiepida altre volte come un tiepido abbraccio, altre volte sono schiaffi gelidi e invernali. Continua a leggere “Intervista a Barbara Gabriella Renzi, a cura di Emma Fenu”

Ti piace scrivere, vuoi fare parte della redazione di Alessandria today @ Web Media Network ?

Ti piace scrivere, vuoi fare parte della redazione di Alessandria today @ Web Media Network ?

di Pier Carlo Lava

Alessandria today @ Web Media Network nasce a dicembre 2017, partendo da zero ha già raggiunto 571.000 visite con una crescita costante e continua dovuta all’impegno di tutti i numerosi Autori e Autrici che scrivono e pubblicano i loro post, che con l‘occasione ringrazio per l’impegno profuso e la qualità del livello creativo del loro lavoro.

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La redazione vuole ulteriormente crescere, perciò vorrei invitare chi ne vuole fare parte e pubblicare direttamente nel blog a scrivermi in privato sul messenger di facebook dopo il 28 luglio 2019 (Pier Carlo Lava) oppure per mail precisando quanto segue:

Nome e cognome, num. di cellulare, indirizzo email e una breve biografia con foto.

L’invito è rivolto a tutti in particolare ai blogger, in tal senso informo che attualmente sono già molti nella redazione.

Non ci sono particolari restrizioni sui temi dei post, se non un civile rispetto dei numerosi lettori di oltre 130 paesi nel mondo.

Grazie per l’attenzione e cari saluti a tutti.

Valentina Carinato, scrittrice e poetessa. Intervista a cura di Marcello Comitini

Dopo la biografia della scrittrice e poetessa Valentina Carinato che trovate pubblicata a questo link: https://alessandria.today/2018/12/29/valentina-carinato-scrittrice-e-poetessa-si-presenta-ai-lettori-di-alessandria-today/
Alessandria today ha il piacere di pubblicarne l’intervista.

Valentina Carinato

Valentina benvenuta su Alessandria today. È veramente un piacere ospitarti. Ci vuoi raccontare chi sei, cosa fai nella vita oltre a scrivere e qualcosa della città dove vivi?

Buonasera e grazie per l’accoglienza.  Mi chiamo Valentina, abito a Loria in provincia di Treviso faccio la commessa in un supermercato.  Nel tempo libero oltre alla scrittura vado alle mostre, al cinema e studio musica.

Scrivere racconti e scrivere poesie sono esperienze nate contemporaneamente? E cosa ti ha spinto a iniziarle?

La poesia è nata all’età di 11anni per il bisogno di provare a tirare fuori quello che ho dentro. Il racconto è nato negli ultimi anni per sviscerare, per spiegare ogni particolare. Personalmente penso che i racconti sono poesie dilatate.

Esiste una relazione tra l’esigenza che ti spinge a scrivere racconti e quella che ti spinge a scrivere poesie?

La base è sempre una: le emozioni.

Quali sono le letture che preferisci? E quali quelle che hanno contribuito alla tua formazione di scrittrice?

Amo la narrativa specialmente se è ambientata in un altra epoca e in un altro stato perché mi incuriosisce conoscere altri punti di vista. Leggo classici, contemporanei, storie d’amore, di paura, libri di psicologia.
Gli autori fondamentali per la mia formazione sono Alexandre Dumas padre, Gabriele D’Annunzio, Curzio Malaparte, Jojo Moyes, Carlos Ruiz Zafon e Alessandro Baricco. Continua a leggere “Valentina Carinato, scrittrice e poetessa. Intervista a cura di Marcello Comitini”

Libri: Il mio e-book e la mia intervista, Irene Rapelli

Libri: Il mio e-book e la mia intervista, Irene Rapelli

Se Omero si sveglia di soprassalto, non è dato saperne il motivo.

IRENE RAPELLI

Pubblicata la mia intervista nel sito del poeta Flavio Almerighi, comunico ch’è già scaricabile gratuitamente e liberamente diffondibile nel web, a patto di citarmi quale autrice con link a questo blog, il mio e-book Liriche fuori di testa, reperibile anche qui.

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Riporto il testo dell’intervista.

1) Irene Rapelli ragazza in cerca di poesia. Perché ti è indispensabile?

Poesia è creazione, il poeta è creatore. Una poesia è quasi il compimento d’una magia, perché sommuove corde vibranti in grado di meravigliarsi e meravigliare, con la rappresentazione di mondi, di carne, spirito, sangue, terra e cielo, passati, presenti e futuri, interni, esterni. Cercando d’interpretare la realtà attraverso la conoscenza dei mondi, divento maschera di questi scenari, proiettando aree buie di me verso la luce, e viceversa.
È trasportare le verità, scardinando porte chiuse a chiave e spiando dal buco della serratura. È contemplare la somiglianza tra l’uomo e quelle stelle che inserisco in un testo e nell’altro pure. È raggiungere la sostanza comune a tutto ciò che esiste.
È vita, è morte, è andare oltre, bruciando. Sono io, siamo noi, lo siamo tutti, da chi è in grado di volare come l’albatro liberato, a chi scava nel fango come una biscia. È una ferita d’amore non rimarginabile nelle nostre nebbie.

Irene Rapelli

2) Cosa chiedi alla poesia?

Nulla. Ciò che chiedo, lo chiedo esclusivamente a me stessa. Eventualmente, lo chiedo all’autore, se vivo, altrimenti le cose si complicano, tuttavia è possibile dialogare anche coi morti, grazie alla poesia, o dialogare con la morte.

3) Pensi che la poesia ti possa misurare o sei tu a misurarti con lei?

Questa domanda è interessante. Io non sono coinvolta in una gara, nella quale la poesia che compongo misuri la mia bravura artistica, né io valuto la poesia secondo mie pretese autoreferenziali.
In un senso differente, però, io e la poesia ci misuriamo a vicenda: è come guardarsi timorosamente allo specchio, scoprendo un’immagine diversa da noi, dal nostro mondo. Il mondo cerca quindi d’adeguarsi all’immagine, oppure d’adeguare l’immagine a lui stesso. Più che una gara, è come discutere a tu per tu col proprio alterego, in multiplo di centomila e più.
Continua a leggere “Libri: Il mio e-book e la mia intervista, Irene Rapelli”

14 domande a Silvia De Angelis autrice di Alessandria today dai lettori del blog, a cura di Pier Carlo Lava

14 domande a Silvia De Angelis autrice di Alessandria today dai lettori blog

di Pier Carlo Lava

Silvia ciao, dopo la biografia e i post che hai pubblicato nel blog, molto apprezzati dai nostri lettori, vogliamo conoscerti meglio, ci vuoi raccontare dove sei nata, chi sei, cosa fai nella vita oltre a scrivere e qualcosa della città dove vivi?

FOTO 2 ALEX INTERVISTA(METTERE DOPO DOMANDA N.1 SILVIA DOPO LA BIOGRAFIA E I POST CHE HAI PUBBLICATO.....).jpg

FOTO 3 ALEX INTERVISTA(METTEREDI SEGUITO ALLA FOTO 2)

Sono nata e vivo a Roma.

Sono una persona molto attiva, infatti ho sempre avuto svariati interessi.

Attualmente non sto lavorando, ma nel corso della vita ho avuto molte esperienze lavorative: presso una redazione giornalistica sportiva, presso una società metalmeccanica, presso l’ufficio legale del Comune di Roma e infine sono stata rappresentante di pubblicità e in seguito titolare di una tabaccheria.

Sono comunicativa ed estroversa, e, in generale, ho un buon rapporto con le persone.

La mia città, nonostante negli ultimi anni sia diventata caotica, anche per l’eccessiva espansione urbanistica dei numerosi quartieri periferici, mantiene sempre uno speciale fascino grazie soprattutto allo sconfinato patrimonio monumentale, ed artistico, e alle particolari atmosfere che si respirano in tutti gli angoli e vicoletti del centro storico.

FOTO 4 ALEX INTERVISTA(METTERE DI SEGUITO ALLA FOTO 3)

Come autrice su Alessandria today voi raccontare ai lettori la tua esperienza in merito?

Pubblicare sul blog di Alessandria Today è stato, per  me, uno stimolo, ad ampliare i miei orizzonti di scrittura, infatti oltre a poesie e racconti, mi sono soffermata su svariati altri argomenti, allargando così la misura della mia creatività. Inoltre vivo entusiasticamente la vita del blog, commentando gli articoli degli autori.

Quando hai iniziato a scrivere e cosa ti ha spinto a farlo?

Mi è sempre piaciuto scrivere e, negli ultimi anni della mia vita, questo impulso è diventato quasi una necessità e ha reso la mia vita più colma e più motivata.

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Ci vuoi parlare dei libri che hai pubblicato sinora: “Conosciamoli meglio”, “Coralli di parole intagliate col fiato”, “N’anticchia de Roma mia”, e due libri di poesie: “Inganni travestiti d’incanto” e “Screzi nel vento” ?

I libri che ho pubblicato finora, sono una raccolta di poesie di vari argomenti che ho voluto imprimere su carta per farne dono alle persone più care, trasmettendo loro le mie emozioni più sentite. In particolare “N’anticchia de Roma mia” è un volume che ho voluto dedicare alla mia città, sottolineandone,  soprattutto, gli aspetti più  caratteristici.

coralliscrezi nel vento

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Intervista a 360° allo scrittore alessandrino Piero Milanese, di Lia Tommi

Alessandria: Ho incontrato Piero Milanese, noto scrittore alessandrino, in un elegante caffè sotto i portici della splendida Piazza Garibaldi. È una persona semplice, immediata e spontanea.

– Gli chiedo innanzitutto di raccontarci qualcosa della sua vita.

Risponde che è nato nel 1947 ad Alessandria. Lavorava come tecnico elettronico in aziende del gruppo FIAT su sistemi di automazione varia e componentistica per auto, dal 2002 è in pensione. Da sempre appassionato di letteratura, nel 1975 pubblica il romanzo «Il posto alla FIAT». Nel 1998 pubblica la raccolta di poesie dialettali «El cór an Piasa» (Il cuore in Piazza) cui seguono i premi letterari «Cesare Pavese» al Grinzane Cavour nel 2000, e due «Guido Gozzano» a Terzo d’Acqui nel 2001 e nel 2016, per altre sue raccolte inedite di versi. Nel 2012 collabora con l’Istituto per la Storia della Resistenza di Alessandria alla stesura dell’antologia «El lén-ni an Tani» (Le lune in Tanaro) del poeta Giovanni Rapetti. Altri suoi saggi sull’opera di questo poeta compaiono ne «Il canto di Orfeo» (Atti del convegno internazionale di Rocca Grimalda, 2012), e nel volume «Fame e abbondanza» (2017) patrocinato dall’IRCrES-CNR e dalla CRT.
Nel 2013 torna al romanzo con «Parola sospesa» cui seguono nel 2014 «Amamialfredo», nel 2015 «La scappatella», e nel 2016 «La violinista – Amore e guerra nella Repubblica Partigiana dell’Ossola», tutti pubblicati dalle edizioni «Araba Fenice» di Cuneo. Vive con la moglie a Fubine, nel Monferrato alessandrino.

– Veniamo all’attività di scrittore: domando quali sono i quattro romanzi che ha scritto e se hanno un filo conduttore.

Denominatore comune ai quattro romanzi è il rapporto tra l’individuo e la Storia, lo svolgersi delle vicende particolari dei personaggi intrecciate ad avvenimenti politici e sociali del periodo preso in esame.
Nei primi tre, Parola sospesa, Amamialfredo, La scappatella (la cosiddetta “trilogia degli anni ’60) sono appunto gli anni del boom economico, della contestazione, del terrorismo e dell’emancipazione femminile a fornire gli spunti per lo sviluppo delle trame.Il quarto, La violinista, rappresenta invece una riflessione sugli anni precedenti, non vissuti dall’autore, ma diretti ispiratori di quell’idealità, la Resistenza, cui direttamente o indirettamente fanno riferimento tutti i suoi lavori (in Parola sospesa emerge ad esempio, anche se in maniera acerba e indefinita, un’ipotesi di Unione Europea proprio nella love story di due giovani di nazionalità diversa).

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Intervista al Cantastorie Matteo Curatella “Le Matt”, di Giusy Caligari scrittrice

Matteo lo ho incontrato una sera di una manciata di anni fa al caffè Letterario di mio fratello. Allora lui spettatore di una mia performance di poesia accompagnata dal cantautore Pablo Palacios che conosceva ed era venuto a sentire. Succede sempre così nel modo delle arti minori, quelle che tendono a rendere felici le vite delle persone attraverso artisti generosi che dedicano al propria esistenza a non tradire se stessi, che nel nostro mondo troppo spesso significa più o meno morire poveri, dicevo, succede sempre così: ci si incontra, ci si sfiora, si fa qualcosa insieme e poi via ognuno per la propria strada. Per me questi incontri, forse perché la mia arte principale è la scrittura, non sono mai momenti ne persi ne dimenticati. Così gli artisti che incontro li seguo da lontano nel loro viaggio aspettando il momento giusto per incontrali di nuovo e farmi raccontare per poi raccontarli.

Oggi vi racconto Matteo Curatella il cantastorie itinerante.

Matteo è già lì più che puntuale sotto casa mia, stanco sudato e sorridente. Questo non lo ferma da abbracciarmi con affetto.

Ciao Matteo. Vieni entriamo che l’asfalto ci si fonde sotto i piedi. Iniziamo subito. La sua esuberanza è palese.

D. Ciao Matteo. So che arrivi dagli spettacoli che fai nei centri estivi di una cooperativa con la quale collabori. Quindi visto che sei ancora caldo…Vuoi raccontarci come si svolgono le tue attività in questi contesti?

R. In questi giorni sto lavorando in diversi centri estivi gestiti dalla cooperativa Alemar con cui collaboro da sette anni soprattutto nei mesi di giugno, luglio e dove vado a fare spettacoli e laboratori per l’infanzia e la primaria su di un tema specifico.

D. E come si svolgono le tue attività in questi contesti?

R. Come cantastorie, attore, musicista, clown, uomo di spettacolo, lavoro in qualsiasi ambiente: teatri, scuole, strade, ospedali insomma ovunque mi chiamino a raccontare le mie storie… in questo caso, nei centri estivi che sono quei luoghi dove i genitori mandano i bambini alla fine della scuola e che sono spesso gestiti dai Comuni che appaltano poi alle cooperative, vengo chiamato a fare spettacoli come specialista di spettacoli per bambini e ragazzi. Continua a leggere “Intervista al Cantastorie Matteo Curatella “Le Matt”, di Giusy Caligari scrittrice”

INTERVISTA AL CANTAUTORE LUIGI PAGANO: “Ho la sindrome dello zigano, ho bisogno di sentirmi straniero” a cura di Izabella Teresa Kostka.

Luigi Pagano

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INTERVISTA AL CANTAUTORE LUIGI PAGANO: “Ho la sindrome dello zigano, ho bisogno di sentirmi straniero” a cura di Izabella Teresa Kostka.

1. I.T.K.: Esiste un proverbio che dice “Vedere Napoli e morire”: per i tuoi fans internazionali sei il simbolo di un italiano D.O.C: solare, caloroso, estroverso, un affascinante e talentuoso artista, cantante. Raccontaci un po’ delle tue radici italiane e del legame indissolubile con la tua Terra d’origine.

Lp: Sono nato a Pompei in provincia di Napoli. Ho sempre vissuto sul mare dalla parte di Torre Annunziata (Oplonti). Dal balcone dove sono nato vedevo il Vesuvio, il monte Faito e un pezzettino di mare che oggi non si vede più a causa delle costruzioni ma se salgo qualche rampa di scale ne vedo ancora. Ho Vissuto per 25 anni in medioriente tra mare e deserto trovando un po’ di Napoli ovunque, nella musica e nelle culture arabe. Napoli è più vicina a Beirut che non a New York quindi Napoli è più Libano che America infatti, è la città meno americanizzata d’Italia. Le radici napoletane sono forti di una cultura secolare e noi napoletani siamo consapevoli di avere una grande storia per questo siamo orgogliosamente “TERRONI”. Ovunque vada porto sempre con me Napoli. Le canzoni che scrivo hanno il ritmo e le sonorità mediterranee, non sono ricercate ma escono spontaneamente dalla mia anima.

2. I.T.K.: Com’è iniziata la tua carriera artistica: l’hai sempre sognata oppure è iniziata in modo spontaneo, accidentale? Hai suonato coi più grandi artisti di fama internazionale, tra cui Paul McCartney, e con famose star del cinema, partecipando anche a numerosi importanti programmi televisivi. Ti va di parlarne?

Lp: In casa mia ci sono sempre stati degli strumenti, mio padre era appassionato di canto. Mio fratello di 10 anni più grande di me suonava la chitarra e per me lui è sempre stato un esempio così ho incominciato ad emularlo. Quando i miei genitori si sono accorti che avevo un po di talento mi hanno fatto studiare. Mio fratello qualche volta mi pagava le lezioni. Io non vengo da una famiglia ricca ma sicuramente da una famiglia ricca di valori. Mio padre ha fatto sì che tutti noi figli (4) studiassimo. Ho formato la prima band a 14 anni e poi qualche anno dopo ho incominciato a lavorare nei pianobar di Napoli e provincia e non solo.
Paul l’ho conosciuto alle Maldive quando con mia moglie Agnes suonavamo lì. Ci siamo restati per 7 mesi e Paul per 3. È stato più un rapporto personale che professionale. Quando finivo di suonare ci incontravamo nelle spiaggia sotto la sua villa e suonavamo le nostre chitarre fino al mattino. Paul mi ha insegnato l’umiltà. Più si è grandi e più si è umili.
Io e mia moglie Agnes abbiamo vissuto per 7 anni in Kuwait dove è nato il nostro unico figlio Riccardo. Lavoravamo per la Sheraton hotels ma spesso di mattina eravamo ospiti di un pogramma TV che c’è anche in Polonia con nome di DD TVN, in Kuwait si chiamava GOOD MORNING KUWAIT.
In Polonia dove vivo sono spesso ospite in programmi TV come JAKA TO MELODIA?, WIELKI TEST, DD TVN, MAMMA MIA, CAFÈ PIOSENKA, e spessissimo con la mia famiglia in SPRAWA DLA REPORTERA ecc, ecc. Non ho mai forzato la mano per arrivare e neanche bussato alle porte. Continua a leggere “INTERVISTA AL CANTAUTORE LUIGI PAGANO: “Ho la sindrome dello zigano, ho bisogno di sentirmi straniero” a cura di Izabella Teresa Kostka.”

“POLIEDRI”: INTERVISTA a BARBARA RABITA (a cura di Izabella Teresa Kostka)

“POLIEDRI”: INTERVISTA a BARBARA RABITA (a cura di Izabella Teresa Kostka)

(by I.T.Kostka)

Invito tutti alla lettura di questa interessante intervista rilasciata dalla poetessa Barbara Rabita in occasione della pubblicazione del suo nuovo libro dal titolo “Poliedri” (Libeccio Edizioni / CTL Editore).

INTERVISTA a BARBARA RABITA

1.I.T.K.: Qual è la genesi del tuo poetare? Quale significato ha per te la scrittura? È uno sfogo o il nirvana?

B.R.: Avevo già da diversi anni l’impellenza di scrivere e di volgere sottoforma di brevi racconti tutto ciò che provavo durante varie situazioni particolari che vivevo o osservavo. Il filone della poesia è piuttosto recente: nasce nel 2014. Il mio legame con Antonio Laneve, poeta da lungo tempo, mi ha indotta a provare e devo dire che l’immediatezza di poche frasi poetiche che danno pennellate di sogno o di realtà, la sento più vicina al mio modo di essere.

Durante questo mio percorso appena iniziato, sento la poesia più come uno sfogo o come un tentativo di dare forma a sensazioni e connessioni che non hanno nome.
È come plasmare un paesaggio o dare vita ai lineamenti di un volto, o ancora come comporre musica su uno spartito.

2. I.T.K.: Com’è nata la silloge “Poliedri”? Potresti spiegarci meglio il significato del suo particolare titolo?

B.R.: “Poliedri” nasce da una situazione simpatica vissuta in ambiente scolastico: durante un’interrogazione un alunno, parlando di un intellettuale, lo aveva definito, piuttosto che “un personaggio poliedrico” “un poliedro”; ne abbiamo riso con lui simpaticamente e l’episodio mi è rimasto nel cuore.

3. I.T.K.: Cosa pensi della letteratura contemporanea e, soprattutto, della poesia? È “morta”, come si afferma spesso, oppure esiste per questa arte una Speranza di salvezza? Cosa pensi della sperimentazione e della ricerca di nuovi linguaggi poetici? Come ti senti addentrandoti, a volte, nella stilistica del Realismo Terminale?

B.R.: Apprezzo molto gli scrittori contemporanei, per citarne solo alcuni: Stephen King, Donna Tartt, Valerio Varesi; leggo anche molta poesia e sono rimasta colpita dalla poetica di Filippo Strumia, Valerio Magrelli, C.L. Candiani, A. Anedda (e altri). Forse la poesia, come la si intendeva in passato, rispettosa di rigorose regole metriche e di una certa musicalità, è morta, ma sta nascendo dalle sue ceneri qualcosa di nuovo, di completamente innovativo a cui forse non saprei dare ancora un nome. Una forma di poesia che parte dalla base e dà vita a nuove suggestioni; dalle letture fatte fino a ora le saluto con favore.
Per quanto riguarda il Realismo Terminale la sua poetica la sento molto affine, anche se non sempre riesco a produrre in tal senso. Al giorno d’oggi è molto più calzante una similitudine rovesciata con un oggetto piuttosto che con un elemento della natura. Il R.T. è lo specchio dei tempi, mi viene più facile affermare (le letture di Harari, di poesie di Guido Oldani che è padre del movimento – nella raccolta “La guancia sull’asfalto”- di Giuseppe Langella e altri autori nella raccolta “Luci di posizione” mi hanno molto influenzata) che siamo fatti di olio motore e bulloni, piuttosto che di muscoli e sangue: è più credibile, visto la realtà a cui stiamo andando incontro e che ancora non riusciamo a immaginare. Il R.T., aggiungo, non è solo lo specchio dei tempi, ma anticipa un futuro che ancora a molti di noi non è ben chiaro. Il R.T. rappresenta un cambiamento e i cambiamenti spesso spaventano.

4. I.T.K.: Sei una donna ambiziosa e indipendente. Secondo te bisogna sacrificare il proprio Ego per la felicità della famiglia e degli altri oppure mettere al primo posto se stesso per realizzare i propri obbiettivi e sentirsi appagato? “Essere” o “avere”, cosa sceglieresti?

B.R.: Bisogna dedicarsi prima di tutto alla felicità di se stessi e alla realizzazione dei propri sogni, in quanto se la persona che formerà una famiglia non è felice e realizzata in partenza, renderà infelici anche le persone che la circondano. La famiglia dovrebbe essere un rifugio nei momenti difficili e dovrebbe gioire delle tue vittorie, altrimenti diventa una gabbia, una prigione, come lo è e lo sarà ancora per molte persone che la formano e poi, crescendo, prendono strade diverse.
Tra “avere” ed “essere” scelgo “essere”: credo si debba prima essere per poter avere.
“Essere” però non visto come un mezzo per avere ma come un fine: prima ancora di scrivere una poesia, vorrei poter “essere” poesia e vivere pienamente momenti e atmosfere sottili che a molti, presi dalla frenesia della vita quotidiana, sfuggono.

5. I.T.K.: Tornando al libro “Poliedri”: qual è il suo punto di forza maggiore? Perché dovrebbe essere letto? Cosa desideri trasmettere ai lettori?

B.R.: Per quanto riguarda il libro “Poliedri” penso di poter puntare sull’autenticità che lo caratterizza, ho cercato di affrontare più argomenti che mi stanno a cuore, proponendo punti di vista sfaccettati. Ho provato a evitare il più possibile i luoghi comuni: spero di esserci riuscita. Attraverso il libro ho voluto comunicare la mia voglia di cambiamento di fronte a varie situazioni di vita che si ripetono seguendo sempre uno stesso schema. A volte ricorro all’autoironia per sdrammatizzare i problemi di salute sui quali spesso ci si cruccia.

6. I.T.K.: E alla fine la domanda di routine: quali sono i tuoi progetti per il prossimo futuro? Un altro libro oppure l’attività artistica ad ampio spettro?

B.R.: Per ora vorrei leggere a più non posso tutto ciò che mi appassiona, scrivere quando ne sento l’urgenza e, appunto, “essere” poesia, poi per il resto se ne riparla. Intanto continua la raccolta di materiale.

ALCUNE POESIE SCELTE di BARBARA RABITA

CAOS E MISTERO

L’ircocervo di un ordine
stabilito e imposto
da chi non conosce
il mutare del caos.

Discendi nel fango
nel disordine denso:
pazzia e anomalia
sono frutto di vita.

Ascolta i tuoi morti,
le anime bianche
di chi non si è perso
ma aspetta di vivere
giocando d’azzardo
con le tue scelte.

Completa il mistero
agisci in sordina
coltiva segreti
a dispetto di chi
non ti vuole potente.

ZENZERO E LIMONE

Una torbida bevanda
per ridurre il corpo chiaro,
una ripulita al sangue
e lo stomaco che langue
in assenza di spuntino.

Sono a dieta lo so già:
non tastare sulla piaga
tanto zenzero mi serve
a far leva su quei chili
il mio viso appare esangue
senza carne e latticini.

IL GIOVANE

Sono giovane,
a me appartiene
il mondo sfatto
da plagiare e sistemare
al mio gusto, al mio capriccio.

Tamburello sul bancone
incurante dei clienti
pago poco rido e scherzo
tanto a me tutto è dovuto.

Sono bello alto e magro
sono bianco e nerboruto
quel signore mi fa un baffo
più di lui son furbo e acuto

PASSAGGIO

Sei nella luce
poi cadi nell’ombra.
Ogni tuo movimento
diventa di stucco.

Il respiro si ferma
il cuore non batte,
non vedi più niente
sei goccia nel buio.

LA CONCHIGLIA

La conchiglia è inerme
su onde di carta
sento il mare accartocciato
in un pugno di vetro.

SONORITÀ

Sonorità di lago
si sciolgono a riva,
materia liquida
tra lo struscio estivo,
inutile come chiodi di ruggine.

AMBRA

Incastonata
nell’ambra di un’emozione
vivo il momento immobile.

Semplicemente sono.

BREVE NOTA BIOGRAFICA

È stato solo in quell’anno trascorso in Germania che ha scoperto veramente se stessa e ha continuato a seguire il sentiero, nonostante le numerose battute di arresto. Scrivere le “poesie” che scrive ora è una tappa e si augura che molte altre ne seguiranno: un percorso costellato di letture, riflessioni e pensieri. Spera che nei propri scritti qualcuno veda qualcosa di sé, magari anche di spiacevole e che dica: “ecco, è proprio così”.

L’intervista rilasciata da Barbara Rabita a Izabella Teresa Kostka nel mese di giugno 2019.

L’articolo pubblicato anche su “Verso – spazio letterario indipendente”:

https://versospazioletterarioindipendente.wordpress.com/2019/06/13/poliedri-intervista-alla-poetessa-barbara-rabita-a-cura-di-izabella-teresa-kostka/?preview=true

Tutti i diritti riservati.

L’articolo presente anche sul blog giornalistico “Alessandria Today”:

Barbara Rabita al Festival Internazionale di Poesia a Milano, maggio 2019. Foto: Umberto Barbera

Libri: Il mio e-book e la mia intervista, Irene Rapelli

Libri: Il mio e-book e la mia intervista, Irene Rapelli

Se Omero si sveglia di soprassalto, non è dato saperne il motivo.

IRENE RAPELLI

Pubblicata la mia intervista nel sito del poeta Flavio Almerighi, comunico ch’è già scaricabile gratuitamente e liberamente diffondibile nel web, a patto di citarmi quale autrice con link a questo blog, il mio e-book Liriche fuori di testa, reperibile anche qui.

Riporto il testo dell’intervista.

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1) Irene Rapelli ragazza in cerca di poesia. Perché ti è indispensabile?

Poesia è creazione, il poeta è creatore. Una poesia è quasi il compimento d’una magia, perché sommuove corde vibranti in grado di meravigliarsi e meravigliare, con la rappresentazione di mondi, di carne, spirito, sangue, terra e cielo, passati, presenti e futuri, interni, esterni. Cercando d’interpretare la realtà attraverso la conoscenza dei mondi, divento maschera di questi scenari, proiettando aree buie di me verso la luce, e viceversa.
È trasportare le verità, scardinando porte chiuse a chiave e spiando dal buco della serratura. È contemplare la somiglianza tra l’uomo e quelle stelle che inserisco in un testo e nell’altro pure. È raggiungere la sostanza comune a tutto ciò che esiste.
È vita, è morte, è andare oltre, bruciando. Sono io, siamo noi, lo siamo tutti, da chi è in grado di volare come l’albatro liberato, a chi scava nel fango come una biscia. È una ferita d’amore non rimarginabile nelle nostre nebbie.
Continua a leggere “Libri: Il mio e-book e la mia intervista, Irene Rapelli”

500.000 Grazie a tutti, lettori, blogger e autori, di Pier Carlo Lava

500.000 Grazie a tutti, lettori, blogger e autori

http://feeds.feedburner.com/AlessandriaToday

Alessandria: Ebbene si, sembrava quasi impossibile invece è proprio realtà, infatti Alessandria today in soli 18 mesi di vita, essendo praticamente nata ad inizio 2018 ha già raggiunto 508.000 visite.

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Un risultato insperato in così breve tempo per un blog, soprattutto considerando che siamo partiti da zero (e che la redazione era composta solo dal sottoscritto oltre a  due autrici) e che nel mese di dicembre 2017 erano state registrate appena 7.522 visite, ma che in seguito con un crescendo continuo e costante siamo arrivati ai risultati più sopra indicati (oggi la media mensile è di oltre 35.000 visite).

La redazione sin dal primo giorno si è impegnata moltissimo per costruire un blog a 360° in grado di soddisfare tutte le esigenze e gli interessi dei navigatori, che hanno risposto con entusiasmo e soprattutto con continuità.

Vogliamo perciò ringraziare tutti i lettori, i numerosi amici blogger, oltre 600 che trovano spazio su Alessandria today e ovviamente tutta la redazione che attualmente è composta da oltre 20 Autori per questo risultato che stimola tutti noi di Alessandria Today ad impegnarci ulteriormente per non deluderli, continuando a rendere sempre più interessante, creativa e multi-lingue la navigazione del nostro blog. Continua a leggere “500.000 Grazie a tutti, lettori, blogger e autori, di Pier Carlo Lava”

Alessandria today incontra lo scultore e poeta alessandrino Giuliano Saba, di Pier Carlo Lava

Alessandria today incontra lo scultore e poeta alessandrino Giuliano Saba, di Pier Carlo Lava

Tutti hanno una storia da raccontare e noi la vogliamo ascoltare per poterla raccontare ai nostri lettori che ci seguono fedelmente da oltre 130 paesi nel mondo e sempre più numerosi…

Pier Carlo Lava

Alessandria today: Continuano i nostri incontri con i personaggi noti della città, ma perchè no anche i meno noti, che a nostro avviso svolgono ciascuno a proprio modo un ruolo importante nella società alessandrina.

Dopo Vittorio Destro un cittadino con la passione della fotografia e degli scacchi, il suo post è visibile a questo link: https://alessandria.today/2019/05/08/vittorio-destro-un-alessandrino-con-una-grande-passione-per-la-fotografia/

oggi al caffè alessandrino di piazza Garibaldi abbiamo incontrato l’amico scultore e poeta Giuliano Saba per approfondire la sua conoscenza sopratutto sotto il profilo umano, ma senza tralasciare quello di artista della scultura e anche cittadino di Alessandria. Continua a leggere “Alessandria today incontra lo scultore e poeta alessandrino Giuliano Saba, di Pier Carlo Lava”

RITRATTI: MARIA TERESA TEDDE – una poetessa di bellezza interiore oltre il tempo

RITRATTI: MARIA TERESA TEDDE – una poetessa di bellezza interiore oltre il tempo

(by I.T.Kostka)

Ho conosciuto Maria Teresa Tedde durante uno degli incontri nell’ambito del programma “Verseggiando sotto gli astri…” e sono stata piacevolmente travolta dalla sua grande energia, dalla voglia di vivere e, soprattutto, dal suo solare sorriso circondato da una ribelle chioma azzurra. “Fata Turchina” – ho pensato subito e così la chiamo ancora oggi.

È una poetessa e una donna di bellezza interiore oltre il tempo, sfida le difficoltà della vita quotidiana con la forza di una vera guerriera, lasciando in ogni situazione la testimonianza della sua grande e sincera umanità. Porta con sé il calore della Sardegna, delle emozioni vere che, nella loro nobile semplicità, diventano come diamanti elaborati nei versi delle sue poesie. Maria Teresa Tedde non passa mai inosservata e non grazie alla sua celeste “testa di mare”, ma grazie all’aura di luce e di preziosa empatia che la circonda.

In seguito vorrei presentare il suo libro di poesie fresco di stampa dal titolo “Senza scudo”, edito con grande professionalità dalla casa editrice Pluriversum Edizioni.

NOTA BIOGRAFICA

MARIA TERESA TEDDE, docente in pensione, si dedica con passione alla scrittura di racconti, di qualche romanzo ed ora prevalentemente è dedita alla poesia. Ha partecipato a vari reading poetici, su selezione, in varie città sia sarde che lombarde e altro.
Ha presentato le sue raccolte poetiche (con oggi cinque) a Sassari nei locali Museali della FRUMENTARIA, insieme alla mostra personale del pittore Pier Domenico Magri, a P.Torres ( libreria Koinè- Artemisia Art Cafè), Sassari (Biblioteca Universitaria- Auser- Ex Tappezzeria Dettori- Spazio Arte-Kaos), Cagliari ( MEM) Nuoro ( Caffè Culturale Tettamanzi –Locali ex Convento), Bolotana-Biblioteca Comunale- Alghero (Res-Publica), Roma( Casa Internazionale delle Donne). Milano, varie volte (– Spazio Casa Di Alda Merini- Le Trottoir Caffè Culturale sui Navigli – Università Terza Età-), Biassono ( Monza) e Lissone( MB) -Atelier Spazio Galleria di Ronzoni. Nel marzo 2017 le è stato conferito il Titolo di “ACCADEMICO D’ONORE NELLA CLASSE DELLE LETTERE “ dal Prof. Alfonso Mura- Rettore DELL’ACCADEMIA INTERNAZIONALE DEGLI EMPEDOCLEI ISTITUTO SUPERIORE DI STUDI FILOSOFICI DI AGRIGENTO.


Nel 2017 si è classificata terza nel concorso di Poesia- sezione lingua italiana- organizzato dall’ASSOCIAZIONE CULTURALE CULLEZIU di Sassari ricevendo medaglia ed attestato presso l’aula magna dell’Università di Sassari.

• Tratto dalla nota dell’autrice

Perché “ SENZA SCUDO”

Dare un titolo significativo dei temi poetici inseriti nella raccolta non è una cosa né scontata né banale.
Titoli ne ho scritto venti: li rileggevo e riflettevo sulle poesie inserite per verificarne la risonanza, ma non sentivo quel sussulto emozionale che mi comunicasse “ È questo”.
Poi tutto è diventato chiaro, grazie ad una folgorazione avuta osservando le opere pittoriche del grande artista contemporaneo Pier Domenico Magri, capace di comunicare emozioni con immediatezza: nei suoi dipinti spaziali e materici, c’è sempre uno scudo, a volte anche più scudi, totali o parziali, come elemento protettivo in spazi interstellari privi di elementi figurativi umani ma estremamente ricchi di movimenti segnici vitali e carichi di pathos anche grazie all’utilizzo di colori che entrano nell’anima.
Ed ho capito che nella nostra vita, spesso, questi scudi mancano: si nasce senza una vera protezione dalle esperienze varie che la vita presenta e che solo attraverso queste ci si crea uno scudo per non soccombere e così apprendere ed affrontarne di nuove. Da qui il titolo della mia silloge.
Ringrazio infinitamente Pier Domenico Magri per avermi concesso di impreziosire i versi con una sua opera pittorica a mio avviso di forte impatto emozionale e significativa del senso del titolo.

Continua a leggere “RITRATTI: MARIA TERESA TEDDE – una poetessa di bellezza interiore oltre il tempo”

Izabella TeresaKostka. Intervista a cura di Marcello Comitini

Izabella TeresaKostka. Intervista a cura di Marcello Comitini

Dopo la biografia della scrittrice, poetessa e giornalista Izabella Teresa Kostka che trovate pubblicata a questo linhttps://alessandria.today/2018/09/08/izabella-teresa-kostka-giornalista-freelance-per-wordpress-e-poetessa-si-presenta-ai-lettori-di-alessandria-today/ 

l’intervista https://alessandria.today/2019/01/01/intervista-a-izabella-teresa-kostka-poetessa-scrittrice-musicista-e-organizzatrice-di-eventi-culturali/
e questa presentazione
https://alessandria.today/2018/09/23/izabella-teresa-kostka-nata-a-poznan-polonia/
Alessandria today ha il piacere di pubblicarne un’ulteriore intervista.

Izabella Teresa Kostka

Benvenuta, Izabella!

Sono felice d’avere l’occasione di intervistarti e in particolare di presentarti ancora ai lettori di Alessandria today. sperando che nel corso dell’intervista ci sveli ulteriori aspetti della tua personalità che sono sin qui sfuggiti ma che costituiscono l’humus in cui si sviluppano i germi dei nostri pensieri.

Ho notato che la tua prima pubblicazione, dal titolo “Granelli di sabbia” è del 2014 . Hai iniziato a scrivere da tempo o da recente? E com’è nata l’esigenza di scrivere poesie?

Innanzitutto ringrazio per l’invito, ne sono molto felice.
Ho iniziato a scrivere fin da piccola esprimendomi nella mia lingua madre, quella polacca. Poi, col passare degli anni, mi sono dedicata soprattutto alla musica, agli studi universitari e al lavoro come docente di pianoforte. Dopo il mio trasferimento in Italia sono tornata alla scrittura, stavolta nella mia lingua adottiva, quella italiana ma, come spesso accade, custodivo ogni verso in un cassetto segreto lontano dagli sguardi. Circa 6 anni fa ho avuto un incidente in palestra che mi ha impedito di lavorare ancora come pianista: un infortunio alla mano sinistra e 7 punti di invalidità permanente. È stato uno schock perché ogni sicurezza è crollata frantumandosi come il mio sfortunato dito. Per combattere contro la depressione ho deciso di dedicarmi completamente alla scrittura, ho partecipato al primo concorso poetico e i miei pensieri lirici sono usciti allo scoperto.

Continua a leggere “Izabella TeresaKostka. Intervista a cura di Marcello Comitini”

Intervista allo scrittore e poeta Enrico Toso, a cura di Pier Carlo Lava

Intervista allo scrittore e poeta Enrico Toso, a cura di Pier Carlo Lava

Alessandria today è lieta di pubblicare per i lettori un intervista allo scrittore e poeta Enrico Toso, queste le sue risposte alle nostre domande.

Enrico Toso

Enrico ciao e benvenuto su Alessandria today è veramente un piacere farti un intervista, ci vuoi raccontare dove sei nato, chi sei, cosa fai nella vita oltre a scrivere e qualcosa della città dove vivi?

Sono nato a Padova nel 1950. In questa città ho vissuto fino alla laurea in ingegneria chimica. Ho sempre amato la chimica. Fin da piccolo mi attirava quello che stava dentro agli oggetti e mi prendeva la necessità di guardare cosa ci fosse oltre il contenitore, cercando, nello scomporre, ciò che lo componeva.

Non solo, venivo attratto da tutto quello che si trasformava da una cosa a un’altra, come per magia, e magia non era. Del mistero, volevo la conoscenza, imparando a maneggiarla.

Da bimbo pensavo alla pietra filosofale, crescendo l’ho messa da parte, ma esiste ancora in un angolo nascosto dentro di me. Ho sempre volato tra fantasia, immaginazione e realtà. Costringendo ora l’una sull’altra, alle volte separandole l’una dall’altra, mai contrapponendole fino a eliminarne una, consapevole, anche nel non saperlo, della loro preziosa specificità.

Scelsi ingegneria, perché volevo costruire impianti per produrre qualcosa che in natura non esisteva o che era nascosto tra le sue pieghe, scoprendo, tuttavia, che non tutto quello che veniva prodotto era compatibile con l’ambiente. Non potendolo sopportare, mi volli specializzare nel campo della protezione ambientale, quando ancora tale settore non esisteva.

Dopo la laurea, mi sono trasferito in Trentino, non per lavoro, ma per amore. Qui, dopo varie, belle, istruttive esperienze come insegnante di chimica, fisica, matematica, ho intrapreso la strada di progettista di impianti, presso alcune aziende private. Ma non era quello che mi interessava.

Volevo essere dalla parte di chi aveva il compito istituzionale di salvaguardare e tutelare il bene comune e la salute dei cittadini.

Alla fine degli anni settanta, la Provincia Autonoma di Trento bandì un concorso in quest’ambito ed io fui assunto. Ora sono in pensione e mi dedico a quello che prima non riuscivo compiutamente a fare: scrivere, leggere, ascoltare musica, (anche) suonare; essere partecipe ad attività artistiche e culturali; viaggiare, e lo si può fare in tanti modi.

Vivo a Pomarolo, un comune di poco più di duemila abitanti, vicino a Rovereto, che resta il mio principale riferimento. Ho scelto questo paese per la sua tranquillità. Continua a leggere “Intervista allo scrittore e poeta Enrico Toso, a cura di Pier Carlo Lava”

David Cintolesi, serendipità e fantasia. Intervista a cura di Marcello Comitini

David Cintolesi, serendipità e fantasia. Intervista a cura di Marcello Comitini

Dopo la biografia dello scrittore David Cintolesi, che trovate pubblicata a questo link
https://alessandria.today/2018/12/22/david-cintolesi-scrittore-fiorentino-si-presenta-ai-lettori-di-alessandria-today/

Alessandria today ha il piacere di pubblicarne l’intervista.

Benvenuto, David!

Sono felice d’avere l’occasione di intervistarti e in particolare di presentarti ai lettori di Alessandria today. Loro e io avremo così la possibilità di conoscerti meglio e di conoscere meglio la tua attività letteraria.


David Cintolesi

Ho notato che pubblichi racconti su diverse piattaforme online. Il tuo primo libro però è del novembre del 2018. Hai iniziato a scrivere da giovanissimo? Ecom’è nata l’esigenza di narrare?

In realtà non nasco scrittore. O meglio… scrittore di narrativa. Mi sono reso conto di nutrire una passione smodata per la scrittura dai classici temi a scuola. Fosse stato per me non avrei fatto altro.
Era l’unica via per far uscire i mostri che avevo dentro ma, la mia prima passione è stata la musica che, ha influenzato profondamente il mio modo di pensare, di approcciarmi alla vita e di vedere le cose. Sin da piccolo ne ho ascoltata tantissima, di tutti i generi, il mio idolo era Elvis. Mi mettevo le cuffie e imitavo le sue movenze. Volevo essere come lui.
Poi a quattordici anni ho scoperto il rap, in particolare Eminem con uno sguardo però proiettato anche verso il panorama italiano, gli Articolo 31 in primis che, parlavano la mia lingua, mi dicevano le stesse cose che pensavo anch’io. Era un po’ come parlare con un amico.
Per un po’ di anni ho provato a fare questo: ho scritto tante canzoni, ho inciso delle demo, ho collaborato con qualche artista e avuto dei gruppi anche non di matrice rap.
Credevo che la mia strada sarebbe stata quella. Non vedevo altre vie.

Poi la vita ti insegna che non è detto che un amore debba durare per sempre, certe volte è solo un passaggio, un momento di transizione, una fase utile a farti capire cosa vuoi veramente. E a un certo punto ho capito che non era ciò che volevo. Così ho scoperto un altro tipo di amore: la scrittura di storie.
Avevo sempre letto tanto fino a quel momento, i libri mi davano la possibilità di estraniarmi, dimenticarmi di me stesso e di tutto ciò che mi circondava. Mi faceva fare esperienze straordinarie che non avrei in nessun altro modo potuto fare. Mi faceva vivere la vita degli altri.
Ecco, l’esigenza di scrivere è nata proprio da questi due fattori: da una parte crearmi un mondo tutto mio e dall’altro vivere la vita degli altri, con la differenza che sei tu a decidere come va a finire.

Continua a leggere “David Cintolesi, serendipità e fantasia. Intervista a cura di Marcello Comitini”

Fabio Squeo, conoscenza e libertà. Intervista a cura di Marcello Comitini

Fabio Squeo, conoscenza e libertà. Intervista a cura di Marcello Comitini

Dopo la biografia del  poeta Fabio Squeo che trovate pubblicata a questo link
https://alessandria.today/2018/11/26/il-poeta-fabio-squeo-si-presenta-ai-lettori-di-alessandria-today/
Alessandria today ha il piacere di pubblicarne l’intervista.

Benvenuto, Fabio!
Sono felice d’avere l’occasione di intervistarti e in particolare di presentarti ai lettori di Alessandria today. Loro e io avremo così la possibilità di conoscerti meglio e di conoscere meglio il pensiero di un autore giovanissimo, che dimostra di essere già pienamente inserito nel tessuto culturale italiano.
Ho notato che a ventisei anni hai pubblicato la prima raccolta di poesie. Hai iniziato a scrivere da giovanissimo? E com’è nata l’esigenza di scrivere in versi?

Si, ho pubblicato la mia prima raccolta a ventisei anni;anche se, va precisato, che ho cominciato a scrivere i primi versi all’età di tredici anni. E’ stata la rivelazione improvvisa di un mondo fatto di sensazioni meravigliose, sogni e dolori resi più sopportabili da un dialogo interiore con me stesso. I primi versi scritti erano piuttosto timidi, discreti fino a quando entrai nella convinzione dell’importanza di scrivere poesie. Eppure non mi sono mai definito “poeta”, poiché – secondo il mio modesto punto di vista – ho sempre pensato che la poesia, intesa nel significato più alto e genuino del termine come “creazione, invenzione e composizione”(dal greco poiêsis che attiene a poièô) avesse sicuramente a che fare con Dio e le sue proprietà. C’è tuttavia un dato da non tralasciare: All’età di sedici anni nella mia classe di liceo leggevo le poesie ai compagni, e le declamavo nelle ore di ricreazione: ricordo che il professore di latino fece di tutto per dedicarmi un angolo poetico all’interno del giornalino della scuola. Fui felicissimo.

Continua a leggere “Fabio Squeo, conoscenza e libertà. Intervista a cura di Marcello Comitini”

Intervista di Alessia Mocci ad Angelo Lamberti: vi presentiamo Il pompiere salta cavallerescamente il kamikaze

Intervista di Alessia Mocci ad Angelo Lamberti: vi presentiamo Il pompiere salta cavallerescamente il kamikaze

[…] E non ho tempo di guardare se fuori/ è rimasta la comicità della luna/ o la crudeltà dell’alba.” ‒ “La casa dell’infanzia”

Angelo Il pompiere salta cavallerescamente il kamikaze

“Il pompiere salta cavallerescamente il kamikaze”edito nel 2010 dalla casa editriceNegretto Editore è una silloge poetica di Angelo Lamberti.L’autore nato nel 1942 a Castel d’Ario, in provincia di Mantova,vanta un ricco curriculum di pubblicazioni tra poesia e teatro.

Ricordiamo brevemente ‒ per non tediare il lettore in un elenco troppo vasto ‒ la prima raccolta poetica del 1994 con la casa editrice Trito e Ritrito “Colpevoli d’innocenza” e l’ultima nel 2018con Ace International “La morte non esiste”; in campo teatrale sono varie le collaborazioni con registi quali Mattia Giorgetti, Nanni Fabbri, Buno Garilli, Maria Grazia Bettini, Luigi Tani, Pino Manzari, Gherardo Coltri, Ruggero Jacobbi e le rappresentazioni a New York, Lugano, Mantova, Milano, Roma, Verona.

“Il pompiere salta cavallerescamente il kamikaze” è suddiviso in quattro parti, la prima denominata “Scene di vita da un cimitero” presenta le date 1942-1958; la seconda “Alfredo, non fu possibile diversamente” vede come determinazione gli anni che vanno dal 1980 al 1988; la terza “Lea, il malessere dell’attesa” va dal 1995 al 2007; infine la quarta “Parole di sesamo” che chiude la raccolta con un pugno di versi che mettono in luce ciò che si è seminato nelle precedenti parti.

La raccolta di cui parleremo in questa intervista è risultata vincitrice nel 2011 alPremio “Garcia Lorca” di Torino.

A.M.: Angelo ti ringrazio per aver accettato questa intervista. Vorrei partire da una domanda che forse ti avranno già rivolto ma a cui non posso fare a meno: “Il pompiere salta cavallerescamente il kamikaze”, perché un titolo così particolare?

Angelo Lamberti: Colgo l’occasione di questa intervista per dire che il libro è uscito soprattutto per le insistenze di Giorgio Bàrberi Squarotti, il quale, per convincermi alla pubblicazione, mi ha sedotto con il dono della sua preziosa prefazione. Nella prefazione Bàrberi Squarotti svela il mistero del titolo, che mi è stato ispirato dalla didascalia di un’immagine calcistica, più precisamente di un derby milanese disputato nei primi anni cinquanta. Infatti, il “Pompiere” è l’ex centravanti del Milan Gunnar Nordhal; il “Kamikaze” è l’ex portiere dell’Inter Giorgio Ghezzi. Il ricordo della succitata didascalia, lo devo alle letture (quand’ero bambino) del quotidiano socialista “l’Avanti”, a casa di mio nonno. Il cosiddetto mistero è poeticamente svelato a pagina 40 del volume. Nelle sezioni che compongono la silloge, può esserci per il lettore, il mistero di un altro titolo, aggravato per di più, (per colpa mia), da un refuso. Si tratta del titolo assegnato a una sezione: “unciduncitrinciquariquarinci”, che altri non è che un conteggio giocoso e progressivo, (uno-due-tre-quattro-cinque…), armoniosa-mente deformato a scioglilingua-filastrocca, e adottato da noi bambini a mo’ di conta, per l’assegnazione dei ruoli nei giochi di gruppo. Continua a leggere “Intervista di Alessia Mocci ad Angelo Lamberti: vi presentiamo Il pompiere salta cavallerescamente il kamikaze”

Marco Gallo scrittore. Competenza e cultura, intervista a cura di Marcello Comitini

Marco Gallo scrittore. Competenza e cultura, intervista a cura di Marcello Comitini

Marco Gallo

Marco ciao! E benvenuto su Alessandria today. È veramente un piacere ospitarti.

Ci vuoi raccontare chi sei, cosa fai nella vita oltre a scrivere e qualcosa della città dove vivi?

Sono nato e vivo a Roma, anche se la mia famiglia paterna è piemontese da molte generazioni di Monastero Bormida, posto dove ho passato bei momenti durante la mia infanzia e prima adolescenza e che visito ancora con piacere. Sono laureato in ingegneria informatica, altra passione, e lavoro in una azienda specializzata in tecnologie innovative. Sono sposato da oltre vent’anni con Paola e abbiamo un figlio di sedici anni, Federico. Chi sono? Bella domanda! Sicuramente c’è un pezzo di me in ognuna delle cose che scrivo. Il resto lo sto scoprendo strada facendo.

Quando hai iniziato a scrivere e cosa ti ha spinto a farlo?

Qualche anno fa rovistando tra le mie vecchie cose ho ritrovato un quaderno della quinta elementare. L’ho sfogliato e ho trovato un racconto, forse il primo che ho scritto nella mia vita. La cosa che ancora mi colpisce è che mia moglie e mio figlio ricordano ancora la frase finale con cui si concludeva. È stato però solamente un anno e mezzo fa che ho deciso di seguire un corso di scrittura creativa presso la scuola Omero di Roma e iniziare a scrivere con ordine frasi, pensieri dialoghi e poi racconti che da sempre componevo ma rimanevano nella mia testa.

Ci sono ore che prediligi nella giornata per scrivere?  Cosa provi quando scrivi?

Ho scoperto che la scrittura per me è quasi una necessità esistenziale. Tuttavia il mio compito quotidiano è di armonizzarla con le altre cose della mia vita quali famiglia, lavoro, amicizie, sport. Nella scrittura ci sono due momenti importanti nella giornata. La mattina, in quella fase in cui non dormo più ma non sono nemmeno completamente sveglio e la sera. La mattina è il momento delle idee, la sera è il momento per scriverle. Ci sono delle sere in cui le parole fluiscono con molta facilità, altre invece molto meno. Mi è capitato di svegliarmi in piena notte con un’idea e passare un paio d’ore a scriverla oppure tirare fino a notte fonda per concludere una storia, oppure riscriverla. I fine settimana sono anche un buon momento per scrivere. Per me scrivere è come avere in mano il timone di una barca a vela in cui sono il solo passeggero e il mare è uno spazio che continua dentro di me. Continua a leggere “Marco Gallo scrittore. Competenza e cultura, intervista a cura di Marcello Comitini”

Intervista di Alessia Mocci a Claudio Alvigini: vi presentiamo Il Capitano di Bastur

Intervista di Alessia Mocci a Claudio Alvigini: vi presentiamo Il Capitano di Bastur

Una sfumata memoria sembrava, infatti, smentire quella certezza. Ombra sottile essa accennava ad una qualche familiarità con quel luogo che lui, fino ad un attimo prima, avrebbe giurato non esistere.‒ “Il Capitano di Bastur”

claudio Il Capitano di Bastur

“Il Capitano di Bastur” edito nel 2018 dalla casa editrice Macabor Editore nella collana “Il mondo di Morel” è l’ultima pubblicazione di Claudio Alvigini.

L’autore è nato in Svizzera e ha vissuto a Palermo, Pozzuoli e Roma.Giovanissimo ha iniziato la sua carriera aeronautica come pilota civile dell’Alitalia, per svariati anni è stato comandante di Boeing 747. Sin dalla sua adolescenza trascorsa in Sicilia si è cimentato con le prime prove letterarie, attività ininterrotta che ha visto i suoi primi frutti nel 1997 con il saggio “L’inconcepibile esercizio” edito nella rivista di psicoterapia e psichiatria “Il sogno della farfalla”.

È datata 1998 la sua prima silloge poetica con Nuove Edizioni Romane “Visita in città”, segue nel 2002 “La casa sol terrazzo” per Edizioni La camera verde, nel 2005 “Ulàn Batòr” per Edizioni Helicon, nel 2007 “Trafficante di colori” per Edizioni LietoColle, nel 2012 “Il principio di non contraddizione” per Manni Editore. Ha vinto numerosi premi letterari. 

A.M.: Salve Claudio, ti ringrazio per aver accettato questa intervista che verterà sul tuo romanzo “Il Capitano di Bastur” edito da Macabor Editore. Ma prima mi piacerebbe che ti presentassi ai lettori raccontando qualcosa di te, una delle domande che mi vengono in mente è: i romanzi e le poesie che hai pubblicato dal 1998 sono il frutto dell’esser stato per tanti anni sopra le nuvole?

Claudio Alvigini: Cara Alessia, ho volato così tanto che sostenere che questa lunga frequentazione di “uno spazio più alto” non abbia influenzato la mia scrittura sarebbe assurdo. Quelle insolite visioni, quell’assenza di ostacoli allo sguardo, quegli spazi senza fine, quelle “nuvole maestose e deliranti” come dico in una poesia, mi sono, poco alla volta, entrati dentro, nel profondo. In altre parole abitano in me. Poi, quando scrivo, a quel fondo cerco di attingere e può allora accadere che quelle vaghe immagini affiorino in superfice e, se riesco ad afferrarne qualcuna prima che svanisca, si fermino sul foglio. Continua a leggere “Intervista di Alessia Mocci a Claudio Alvigini: vi presentiamo Il Capitano di Bastur”

Marco Cazzella, scrittore di emozioni. Intervista a cura di Marcello Comitini

Marco Cazzella, scrittore di emozioni. Intervista a cura di Marcello Comitini

Alessandria today, dopo aver pubblicato la biografia dello scrittore Marco Cazzella che trovate a questo link:
https://alessandria.today/2018/10/29/marco-cazzella-scrittore-si-presenta-ai-lettori-di-alessandria-today/

Marco cazzella bis
Marco Cazzella

ha il piacere di offrire ai suoi lettori la possibilità di approfondirne la conoscenza pubblicandone l’intervista.

Marco, ti porgo il mio benvenuto !
Sono felice d’avere l’occasione di intervistarti e in particolare di presentarti ai lettori di Alessandria today. Loro e io avremo così la possibilità di conoscerti meglio e di conoscere meglio la tua attività letteraria.
Aiutaci a conoscere il tuo mondo iniziando a parlarci della tua “amata Lecce” (come la definisci tu) e del rapporto culturale e sentimentale che intercorre tra te e lei.

Il rapporto che c’è tra me e la mia amata terra è molto sentimentale e nasce dall’infanzia dato che per una decina di anni ci sono cresciuto ed ho potuta ammirarla in tutto il suo splendore con i suoi archi, le sue chiese, le piazze ecc. Un luogo principalmente storico e culturale, ma anche di intrattenimento con la sua villa, pineta e svariati giardini. E dulcis in fundo le tantissime spiagge mete per i turisti dato che la mia città è nota per il Sole, il mare e il vento!

Scrivi poesie o racconti?

Io scrivo per lo più racconti di svariati generi che spaziano dall’epic fantasy, dalla fantascienza robotica e dall’young adult erotico.

Ho notato che nella tua biografia non parli di tuoi lavori pubblicati. È una tua volontaria omissione o tieni tutto gelosamente custodito nei tuoi cassetti?

Ho omesso nella biografia i miei lavori pubblicati che sono due perché volevo che in essa si parlasse di me in quanto persona, ma non sono assolutamente geloso delle mie opere anzi è mia intenzione mostrarle al mondo.

Continua a leggere “Marco Cazzella, scrittore di emozioni. Intervista a cura di Marcello Comitini”

Il poeta Vincenzo Pollinzi presenta la sua storia e le sue sillogi

Il poeta Vincenzo Pollinzi presenta la sua storia e le sue sillogi

di Pier Carlo Lava

Alessandria today è lieta di presentare ai lettori del blog il poeta Vincenzo Pollinzi e le sue sillogi, con un altra in prossima uscita.

Vincenzo pollinzi

Biografia

Chi sono: Vincenzo Pollinzi, nato il 24 Gennaio 1954 a Roccabernarda, un paesino nell`entroterra Crotonese in Calabria. Sin dai tempi delle Scuole Medie ho imparato ad amare i Classici della Poesia,poeti come Omero, Dante, Leopardi, Foscolo e Carducci, poi trovavo molto interessante Edgar Lee Masters e la sua Antologia di Spoon River, senza trascurare il più moderno cosiddetto “Movimento Beat” con Poeti come Ezra Pounds, Allan Ginsberg, Jack Kerouac che pure amo molto. Penso che da allora è nato anche il desiderio e un pò il bisogno intimo di scrivere le mie prime poesie.

Ancora molto giovane ho seguito nel 1972 la famiglia in Germania, essendo mio padre un emigrante della prima ora, dove mi sono specializzato in saldatura e lavorato ininterrottamente fino alla pensione.

Vivere in una città come Hannover capitale della Bassa Sassonia,le esperienze lavorative e umane con lavoratori e cittadini di tante e diverse nazionalità che convivono produttive e pacifiche tra Culture e Religioni diverse ha arricchito enormemente il mio bagaglio di esperienza umana e culturale.

Mi piace scrivere e riflettere su tutto quello che mi “muove”, guardandomi attorno e attingendo dalla vita reale che è fonte di immensa ispirazione.

Scrivere in modo semplice partendo dalla mente per arrivare al cuore è la mia più grande aspirazione.

Non ho mai voluto partecipare a concorsi di Poesia non perchè pensi che sia una cosa degradante,ma penso che la Poesia non può essere fatta su graduatorie di una giuria che giudica solo UNO degli scritti tra i tanti e non il Poeta nel complesso.

Rimane però il fatto che chi scrive dovrebbe essere sempre rispettato e incoraggiato comunque, al di là delle graduatorie.

 

 

Sono presente, sotto la regia di Antologica Atelier in due Antologie- Opus Incertum– e- Excelsior– con 20 mie Poesie a Tema e presto uscirà fresca di stampa una Silloge tutta mia con una cinquantina di poesie.

Tradurre tutte le poesie che naturalmente ho scritto in Italiano, per me LA LINGUA madre, in Tedesco e proporlo ai lettori in due lingue è uno dei progetti su cui sto lavorando.

Poi ho iniziato a scrivere un Romanzo sulle tematiche e problematiche di una emigrazione al passo coi tempi e del mio vissuto in una comunità reale e internazionale come esiste qui in Hannover. Anche collaborare con Alessandria Today e  Pier Carlo Lava con articoli saltuari è un impegno e un piacere che mi sta molto a cuore. Chi vivrà vedrà.

Vincenzo Pollinzi

Intervista allo scrittore e poeta Enrico Toso, a cura di Pier Carlo Lava

Intervista allo scrittore e poeta Enrico Toso, a cura di Pier Carlo Lava

Alessandria today è lieta di pubblicare per i lettori un intervista allo scrittore e poeta Enrico Toso, queste le sue risposte alle nostre domande.

Enrico Toso

Enrico ciao e benvenuto su Alessandria today è veramente un piacere farti un intervista, ci vuoi raccontare dove sei nato, chi sei, cosa fai nella vita oltre a scrivere e qualcosa della città dove vivi?

Sono nato a Padova nel 1950. In questa città ho vissuto fino alla laurea in ingegneria chimica. Ho sempre amato la chimica. Fin da piccolo mi attirava quello che stava dentro agli oggetti e mi prendeva la necessità di guardare cosa ci fosse oltre il contenitore, cercando, nello scomporre, ciò che lo componeva.

Non solo, venivo attratto da tutto quello che si trasformava da una cosa a un’altra, come per magia, e magia non era. Del mistero, volevo la conoscenza, imparando a maneggiarla.

Da bimbo pensavo alla pietra filosofale, crescendo l’ho messa da parte, ma esiste ancora in un angolo nascosto dentro di me. Ho sempre volato tra fantasia, immaginazione e realtà. Costringendo ora l’una sull’altra, alle volte separandole l’una dall’altra, mai contrapponendole fino a eliminarne una, consapevole, anche nel non saperlo, della loro preziosa specificità.

Scelsi ingegneria, perché volevo costruire impianti per produrre qualcosa che in natura non esisteva o che era nascosto tra le sue pieghe, scoprendo, tuttavia, che non tutto quello che veniva prodotto era compatibile con l’ambiente. Non potendolo sopportare, mi volli specializzare nel campo della protezione ambientale, quando ancora tale settore non esisteva. Continua a leggere “Intervista allo scrittore e poeta Enrico Toso, a cura di Pier Carlo Lava”

Intervista alla poetessa Anna Nardelli, di Pier Carlo Lava

Intervista alla poetessa Anna Nardelli, di Pier Carlo Lava

Alessandria today è lieta di pubblicare un intervista in esclusiva per il blog, alla poetessa Anna Nardelli che risponde alle nostre domande.

Anna Nardelli copia

Anna ciao e benvenuta su Alessandria today è veramente un piacere farti un intervista, ci vuoi raccontare dove sei nata, chi sei, cosa fai nella vita oltre a scrivere e qualcosa della città dove vivi?

Buongiorno, onorata di questo vostro interesse, e il piacere è tutto mio. Sono nata nel Salento a Francavilla Fontana provincia di Brindisi, ma i miei si sono trasferiti a Firenze quando avevo 4 anni. E’ molto difficile parlare di sé in quanto non amo dire troppo di chi sono, mi ritengo comunque una sognatrice e una persona che potrebbe fare molto, ma che la vita non ha regalato opportunità nel momento giusto, sembra incredibile, ma è così, arrivava sempre nel momento sbagliato. Nella vita non basta essere bravi, si deve avere anche una certa dose di fortuna e una certa dose del famoso momento giusto. Nella vita oltre a scrivere sto studiando, faccio l’università, la facoltà di lettere, amo infinitamente gli studi umanistici. Sono fortunata perché ho la sede nel centro di Firenze, dove respiro sempre una certa aria piena di cultura e arte. Ogni angolo parla da solo per quanto è piena di storia e di stupende opere che dilettano sempre il cuore, nonostante la conosco a memoria ne rimango sempre rapita e mi commuovo

Quando hai iniziato a scrivere e cosa ti ha spinto a farlo?

Ho realmente iniziato a scrivere nel dicembre del 2014 dopo la perdita improvvisa di una persona a me vicina, è stato come un’ esplosione, un sentire che aveva bisogno di uscire, perché ne avevo perse tante di persone a me care, e quella è stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso. Così senza rendermene conto ho scritto la mia prima poesia, cosa che mai avrei immaginato, nei miei sogni avevo il desiderio di scrivere si, ma pensavo ai romanzi, non avevo mai pensato di cimentarmi in questo mondo poetico scrivendo poesia. Continua a leggere “Intervista alla poetessa Anna Nardelli, di Pier Carlo Lava”

Intervista al poeta e scrittore Vincenzo Pollinzi, a cura di Pier Carlo Lava

Intervista al poeta e scrittore Vincenzo Pollinzi, a cura di Pier Carlo Lava

Alessandria today è lieta di pubblicare un intervista in esclusiva per il blog, al poeta e scrittore Vincenzo Pollinzi, un italiano emigrato che vive ad d Hannover in Germania, che risponde alle nostre domande.

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Vincenzo Pollinzi copiaVincenzo ciao e benvenuto su Alessandria today è veramente un piacere farti un intervista, ci vuoi parlare della tua storia, dove sei nato, chi sei, cosa fai nella vita oltre a scrivere e qualcosa della città dove vivi?

Buongiorno a voi, con vero piacere. Sono nato aRoccabernarda, un paesino dell`entroterra Crotonese, da dove ancora molto giovane ho seguito la mia Famiglia in Germania, essendo mio Padre ivi emigrato dagli inizi degli anni 60. Vivo e abito in Hannover nella Bassa Sassonia, una città bellissima, molto verde, Metropoli con il suo fascino da provinciale e molto aperta con le tematiche che porta l`Emigrazione. Esserci arrivato molto giovane mi ha permesso di imparare un mestiere, il Saldatore e la saldatura industriale, dedicandomi intensamente anche a imparare una lingua diversa dall`Italiano perché solo così pensavo di accelerare in modo naturale e ovvio una necessaria Integrazione. Adesso sono pensionato e mi posso dedicare quasi completamente alla mia Passione di sempre che è la Poesia.

Hai scritto e pubblicato due antologie c’e ne vuoi parlare?

Sono presente, sotto la regia di Antologica Atelier, in due Antologie a Tema dal Titolo di copertina Opus Incertum e Excelsior dove ho avuto modo e piacere di esservi presente con 20 mie poesie.

La scorsa settimana è comparsa la mia prima Silloge dal titolo Blues, che rispecchia il mio modo di vedere la vita e certe sue sfumature che sembra abbiamo dimenticato in molti.

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Oltre alle poesie scrivi anche reportage storici, culturali e politici, c’e ne vuoi parlare?

Una cosa che trovo molto interessante è collaborare su Alessandria Today con una persona che stimo molto, Pier Carlo Lava, con cui ho avviato da poco una collaborazione scrivendo di volta in volta articoli dalla Germania. Finora un reportage su Hannover, uno su I Grandi Giardini di Herrenhausen e in ultimo un reportage sul risultato del recente voto in Baviera. Trovo che sia una cosa molto interessante e sotto certi aspetti anche gratificante Continua a leggere “Intervista al poeta e scrittore Vincenzo Pollinzi, a cura di Pier Carlo Lava”

Cherima Fteita – F.lli D’Italia, intervista a tutto campo, di Pier Carlo Lava

Cherima Fteita – F.lli D’Italia, intervista a tutto campo

di Pier Carlo Lava

Alessandria, incontro con l’Assessore Cherima Fteita – F.lli D’Italia, con deleghe su: Politiche giovanili, Manifestazioni ed eventi, Innovazione digitale, Smart city, per un intervista a tutto campo. L’Assessore risponde alle seguenti domande:

Che bilancio puoi fare di questi 15 mesi per quanto riguarda le tue deleghe?

Quali sono stati gli eventi e le iniziative che hai attuato in questo periodo che ti hanno dato maggiori soddisfazioni?

Quali sono i progetti e le iniziative future che ti piacerebbe realizzare, sempre nel contesto delle tue deleghe?

A tuo avviso quali sono le iniziative più importanti sinora realizzate dalla Giunta di centro destra al Governo di Alessandria?

A che punto è il piano di sicurezza e sviluppo della Cittadella?

A che punto è il progetto per il restauro dell’ex ospedale militare?

Ritieni che si dovrebbe realizzare un nuovo ponte sul fiume Bormida e se si pensi che verrà realizzato e con quali fondi?

Parliamo del fiume Tanaro, nell’ultima piena non è uscito in città per soli 15 centimetri, ritieni che si dovrebbero attuare ulteriori interventi e nel caso quali?

Parliamo di sicurezza, il parcheggio Berlinguer attende le telecamere e l’illuminazione, a che punto sono questi interventi?

In passato si è parlato del parcheggio sotterraneo di piazza Garibaldi, rientra nei progetti della vostra Giunta oppure no?

Infine che mi dici del progetto della passata Amministrazione relativo al piano della mobilità con eventuale zona ZTL?

video:

https://youtu.be/-sjD50L2Qvg

Intervista alla scrittrice l’autrice di “Emozioni Intrecciate”, a cura di Pier Carlo Lava

Intervista alla scrittrice Sara Obici, l’autrice di “Emozioni Intrecciate”, a cura di Pier Carlo Lava

Alessandria today è lieta di presentare ai lettori un intervista in esclusiva per il blog, alla scrittrice Sara Obici. Sara vive a Mascalucia in provincia di Catania i suoi interessi sono molteplici, ma in particolare è attratta da tutto ciò che è artistico nel quale riconosce un valore. Scrive da sempre cercando di comunicare a chi legge la sua visione della realtà che la circonda.

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Ciao Sara e benvenuta su Alessandria today! E’ veramente un piacere farti un’intervista, ci vuoi raccontare dove sei nata, chi sei, cosa fai nella vita (oltre a scrivere) aggiungendo qualcosa anche sulla città dove vivi?

Ciao e Grazie per l’opportunità, il piacere è tutto mio. Nel rispondere a domande del tipo “chi sei” e similari bisogna quasi sempre procedere con un’approssimazione stringata degli aspetti della propria vita che si vuole far conoscere agli altri, e questi sono i miei: Mi chiamo Sara Obici, sono nata a Catania nel 1992, e nella vita, oltre (come avrete notato) a riflettere in maniera sarcastica ed irritante sul significato anche delle domande più banali, studio per la laurea specialistica (Informatica indirizzo videogame). Vivo a Mascalucia, città in provincia di Catania, e i miei interessi sono tutto ciò che è artistico o comunque tutto ciò nel quale sono in grado di riconoscere un valore.

Quando hai iniziato a scrivere e cosa ti ha spinto a farlo?

Scrivo da sempre, probabilmente scrivevo ancor prima di riuscire a leggere. Uno dei primi ricordi che ho è di me stessa, sdraiata sul tappeto della mia vecchia casa, mentre creo dei piccoli fumetti con i post it. Credo che per me sia qualcosa di naturale ed innato, come quelle cose che non sai bene se siano un dono o una maledizione, ma sei sicura che sono lì. Da allora, fortunatamente, la mia consapevolezza e il mio stile sono molto cambiati, ma l’esigenza che mi spinge a scrivere è sempre la stessa: cercare di comunicare al mondo la mia visione della realtà.

Chi è per te uno scrittore?

Credo che uno scrittore sia una persona in grado di “sperimentare” in modo profondo un concetto o un’emozione fondamentale dell’esistenza. Una riflessione filosofica, un’epifania personale, un particolare fotogramma di una certa realtà, o qualcosa di simile. Ma la consapevolezza di questo “qualcosa” di importante non basta, perché, a partire da questa “rivelazione”, di qualsiasi natura sia, deve poi scatenarsi comunque l’esigenza di descrivere (in prosa) ciò che si è sperimentato. Questa esigenza raramente nasce per puro narcisismo personale, o per tentare di rimanere immortali nella storia dell’umanità, ma spesso deriva dalla genuina voglia dello scrittore di ampliare la consapevolezza delle altre persone, per migliorare la loro sensibilità e la loro visione della realtà.

Descrivici il tuo primo libro: “Emozioni Intrecciate”

Emozioni Intrecciate è un romanzo introspettivo, quasi filosofico. I cinque diversi personaggi del libro hanno vite complicate, piene di dubbi esistenziali, di solitudine, di rabbia, di insoddisfazione. Sono loro l’espediente narrativo grazie al quale si affrontano temi importanti quali lo scorrere del tempo e il senso della vita, la giustizia e la menzogna, l’insicurezza e l’affermazione di sé. Ma il vero valore aggiunto del libro, solo apparentemente fornito dall’esposizione di queste tematiche, è in realtà dato dall’intreccio e dalla commistione di tutti questi concetti. Difatti i percorsi dei vari personaggi si intrecceranno in maniera inaspettata e improvvisa, arriveranno ad influenzarsi pesantemente, sia complicandosi sia risolvendosi l’un l’altro. Il tutto avviene seguendo il canovaccio dell’imprevedibilità della vita e soprattutto lasciando la libertà al lettore di trovare, in mezzo a tutti questi spunti, la propria personale soluzione di capitolo in capitolo, proprio come fanno i personaggi. Continua a leggere “Intervista alla scrittrice l’autrice di “Emozioni Intrecciate”, a cura di Pier Carlo Lava”

Intervista alla scrittrice Marcella Nardi, la signora in giallo, di Pier Carlo Lava

Intervista alla scrittrice Marcella Nardi, la signora in giallo, di Pier Carlo Lava

Alessandria today è lieta di pubblicare un interessante intervista in esclusiva per il blog, alla signora in giallo, la scrittrice di gialli e thriller Marcella Nardi.

Marcella ciao e benvenuta su Alessandria Today è veramente un piacere ospitarti, ci vuoi raccontare dove sei nata, chi sei, cosa fai nella vita oltre a scrivere e qualcosa della città dove vivi?

Ciao Pier Carlo e un saluto a chi ci legge su Alessandria Today. Sebbene viva da 10 anni in USA, vicino Seattle, sono italiana. Sono nata a Castelfranco Veneto (TV), ho vissuto in tante città italiane sia per il lavoro di mio padre, prima, sia per il mio dopo. Negli ultimi 20 anni in Italia ho abitato in Brianza, alle porte di Milano.

Sono laureata in Informatica e ho lavorato per 22 anni a Segrate (Milano) in questo settore. 

Ho tante passioni, alcune fin da bambina, altre maturate negli anni. Vorrei permettermi di segnalare il mio sito web ufficiale: www.marcellanardi.com. C’è tutto su di me e sui miei hobby: fotografia, viaggi, art & craft, realizzazione in scala ridotta di castelli e villaggi medievali (ho vinto due prestigiosi premi qui in USA).

Da dieci anni vivo alle porte di Seattle. Seattle è una bellissima città a misura d’uomo. Il clima è stupendo, salvo che l’estate dura poco. Solo due/tre mesi e prima e dopo ci sono piogge. I paesaggi di tutto questo Stato sono favolosi. Il turismo infatti sta aumentando. Seattle è il secondo mercato mondiale per l’esportazione del fresco, soprattutto di prodotti ittici.    Continua a leggere “Intervista alla scrittrice Marcella Nardi, la signora in giallo, di Pier Carlo Lava”

Intervista alla poetessa e scrittrice Miriam Maria Santucci, a cura di Pier Carlo Lava

Intervista alla poetessa e scrittrice Miriam Maria Santucci, a cura di Pier Carlo Lava

Alessandria today è lieta di pubblicare un interessante intervista alla poetessa e scrittrice Miriam Maria Santucci, che abbiamo il piacere di conoscere e stimare da tempo.

Miriam nasce nella Marche, vive l’infanzia e l’adolescenza in Umbria, si trasferisce in Lombardia, poi per vent’anni in Brasile (un esempio positivo di emigrazione e integrazione) e infine ritorna in Italia dove vive in provincia di Bergamo.

La sua vita si riassume nel cercare di stare il più possibile in salute, fisica e spirituale. Dopo quattro libri di poesie entro fine anno uscirà un romanzo ambientato negli anni ‘40-‘50. Queste le sue risposte alle nostre domande:

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Miriam ciao e benvenuta su Alessandria today.  E’ veramente un piacere ospitarti. Ci vuoi raccontare dove sei nata, chi sei, cosa fai nella vita oltre a scrivere e qualcosa della città dove vivi?

Grazie per l’ospitalità: ne sono davvero felice.

Sono nata nelle Marche, nel 1945. Ho vissuto l’infanzia e l’adolescenza in Umbria  e poi, con tutta la famiglia, nel 1963 mi sono trasferita in Lombardia.  Nel 1969 mi sono sposata per procura  e ho raggiunto mio marito emigrante in Brasile, dove sono nate le nostre due figlie. Siamo tornati tutti in Italia nel 1992 e da allora abitiamo nella provincia di Bergamo, dove sono nate tre splendide nipotine. La mia vita si riassume nel cercare di stare il più possibile in salute, fisica e spirituale.

Quando hai iniziato a scrivere e cosa ti ha spinto a farlo?

Ho sempre scritto per esprimere i miei stati d’animo, servendomi dei versi come di una macchina fotografica: “scatti fotografici” della realtà che mi circonda.

Ho iniziato a scrivere a 12 anni, in Umbria; a 13 anni  hanno pubblicato le mie prime poesie, in riviste letterarie e in alcune antologie dell’epoca. Negli anni ‘60 abitavo in Lombardia e tra studio e lavoro, ho iniziato a partecipare a concorsi.

Come definisci un poeta o nel tuo caso una poetessa?

Essere un poeta o poetessa è uno stato di spirito: si esprimono i sentimenti più profondi  che scaturiscono dalla realtà  ma che ognuno sente e interpreta a seconda della propria sensibilità.

Ci vuoi parlare dei libri che hai scritto?

Sono quattro volumetti illustrati di poesie e autocitazioni. Sono testi che ritraggono non solo momenti della mia vita, ma anche e soprattutto, varie situazioni dell’essere umano in generale.

Il primo libro è come il primo amore non si scorda mai, ci puoi raccontare quali difficoltà hai incontrato per pubblicarlo e quale è stato il tuo primo pensiero dopo averlo pubblicato?

Il primo libretto di poesie, LE IMPRONTE DELLA VITA ( 2015), con allegato un DVD contenente immagini, musica originale e voci di un attore e di un’attrice professionisti, è stato adottato come supporto per i corsi di conversazione della Dante Alighieri di Curitiba (Brasile). E’ stata una gioia enorme! Inoltre la Dante Alighieri mi ha dato la possibilità di rivedere luoghi e amici di tanti anni fa, organizzando un evento per una serata di autografi del libro. Esperienza indimenticabile!

Ho letto Gora, di Pier Carlo Lava

https://alessandria.today/2019/01/23/ho-letto-gora-romanzo-autobiografico-di miriam-maria-santucci/

GORA di Miriam Maria Santucci libro autobiografico

L’Autrice…

«1944 – 1956: uno spicchio di Storia realmente vissuta. Storia spesso relegata in secondo piano o quasi dimenticata. La voce narrante presenta la dura infanzia di Gora, con gli occhi e la mente della piccola, che nasce e vive in quel difficile periodo di transizione.

Il Paese era stato raso al suolo e il disagio regnava in ogni categoria sociale e in ogni settore produttivo, soprattutto nel mondo rurale, estremamente povero.

Ma la forza di volontà spingeva tutti verso la ricostruzione, che avrebbe risollevato il Paese e aperto le strade al progresso. La speranza di un mondo migliore illuminava ogni animo, soprattutto quello della piccola Gora.» Continua a leggere “Intervista alla poetessa e scrittrice Miriam Maria Santucci, a cura di Pier Carlo Lava”

Intervista alla poetessa Antonietta Fragnito, a cura di Pier Carlo Lava

Intervista alla poetessa Antonietta Fragnito, a cura di Pier Carlo Lava

Alessandria today è lieta di pubblicare un intervista ad un autrice del blog, la poetessa Antonietta Fragnito. Antonietta afferma che Il mondo senza l’arte sarebbe un mendicante e che il poeta è sempre tormentato, l’oneroso tributo che richiede la poesia.

Antonietta, ciao e benvenuta su Alessandria today! E’ veramente un piacere farti un’ intervista. Ci vuoi raccontare dove sei nata, chi sei, cosa fai nella vita, oltre a scrivere e qualcosa della città dove vivi?

Sono nata a San Giorgio la Molara, ameno paesino in provincia di Benevento. Ho svolto per lunghi anni, con piacere, il lavoro di maestra elementare. Attualmente sono in pensione e mi dedico con passione immensa alla scrittura  Il mio amato marito è  deceduto poco più due di anni fa,  lasciandomi in eredità  il suo esempio di dignità e di bellezza esistenziale.  Ho due figli e due bellissimi nipoti: Arianna e Alessandro che rappresentano per me il bene assoluto.

Quando hai iniziato a scrivere e cosa ti ha spinto a farlo?

Ho iniziato a scrivere un anno e mezzo fa circa. Non so cosa mi abbia spinto, quello che so è  che la scoperta della scrittura è una  delle cose più belle e motivanti che mi siano accadute.

Rossetto vermiglio

Chi è per te un poeta?

Il vero poeta è un illuminato, una specie di vate, un veggente. Egli è dotato di uno sguardo speciale, di pensieri divini, forgiati dal proprio incanto. Il poeta conserva una sorta di fanciullesca innocenza perentoria.

Il primo libro, “Rossetto Vermiglio sul volto della luna” è come il primo amore non si scorda mai. Ci puoi raccontare quali difficoltà hai incontrato per pubblicarlo e quale è stato il tuo primo pensiero dopo averlo pubblicato?

“Rossetto Vermiglio sul volto della luna” è ormai il mio grande amore. E’ l’incarnazione del sogno.

Esso ha in pancia le mie prime poesie. Io non avevo pensato ad una pubblicazione fino a quando un Editore, avendo notato il mio modo di scrivere, mi ha sollecitato a pubblicare. È nato in questo modo Rossetto. Non dimenticherò mai l’euforia di quando ho avuto tra le mani  il mio libro stampato.

In tal senso ringrazio gli editori Antonio Di Bartolomeo e Marino Monti, che mi notò  e mi sollecitò a pubblicare. La casa editrice è  la Pluriversum.

A tuo avviso come vedono il mondo i poeti e gli scrittori e che mondo sarebbe senza di loro?

Ogni poeta, ogni scrittore ha la sua chiave di lettura del mondo. Come l’archeologo, ha la missione di portare alla luce il sotterraneo, la bellezza che sfugge. Il mondo senza l’arte sarebbe  un mendicante. Continua a leggere “Intervista alla poetessa Antonietta Fragnito, a cura di Pier Carlo Lava”

Intervista alla scrittrice Patrizia Umilio, a cura di Pier Carlo Lava

Intervista alla scrittrice Patrizia Umilio, a cura di Pier Carlo Lava

Alessandria today è lieta di pubblicare un intervista alla scrittrice Patrizia Umilio. Patrizia afferma che: “Essere” se stessi, uscire dalle prigioni invisibili in cui siamo sprofondati, è una sfida che richiede impegno e coraggio. Ma è l’unico dono che abbiamo per noi e per gli altri.

Queste le sue risposte alle nostre domande:

Patrizia ciao e benvenuta su Alessandria today è veramente un piacere farti un’intervista, ci vuoi raccontare dove sei nata, chi sei, cosa fai nella vita oltre a scrivere e qualcosa della città dove vivi?

Ciao a tutti! Sono davvero onorata di essere qui con voi.

Sono nata a Cossato, in provincia di Biella, il primo giorno d’aprile del 1963, secondogenita in una famiglia di operai. Sono arrivata in questo mondo per una sorta di “miracolo” e, fin dalla primissima infanzia, la mia vita si è rivelata “dedicata” alla spiritualità.

All’età di sei anni, un sogno premonitore, il primo di molti, annunciava una sciagura che, improvvisamente, si sarebbe abbattuta sulla mia famiglia e su tutto il mio mondo. E questo accadde: mia madre, in seguito ad un  incidente stradale, sprofondò in un coma profondo riemergendo, mesi dopo, completamente cambiata nel corpo e nella psiche. Da questa esperienza e dalle immediate, disastrose conseguenze, dal radicale cambiamento nel carattere di mia madre, sono nate le domande sul coma e, soprattutto, sul senso dell’esistenza.  Era iniziato un viaggio che mi avrebbe portata, con gli anni, a crescere interiormente e a sviluppare quelle sensibilità innate.

Ma non posso sopravvivere di sola spiritualità, per cui ho un lavoro in una scuola come Direttore Amministrativo, occupazione che assorbe quasi tutta la mia giornata. Nel tempo che rimane scrivo, faccio un po’ la nonna e anche, ancora, un po’ la mamma.

Abito fuori Biella, ma trascorro le mie giornate in città. Ricordo ancora i tempi floridi di questa provincia, mentre oggi ne vivo la decadenza. Ricca di industrie, in passato questa zona è stata vivace e attiva. Oggi, invece, i luoghi si sono spopolati, la crisi economica ha minato, in profondità, le speranze della gente. Di contro la Natura, nel suo inesorabile avanzare non più oscurata dai fumi e dalle ombre delle fabbriche, ha riconquistato il giusto spazio e sta restituendo una terra più a dimensione umana, ricca di torrenti, prati, monti e luoghi antichi mistici e silenziosi nei quali ritrovare se stessi.

Quando hai iniziato a scrivere e cosa ti ha spinto a farlo?

Ho sempre avuto una naturale predisposizione alla scrittura, forse perché amavo leggere qualsiasi libro mi capitasse. Nell’adolescenza ero capace di stare sveglia notti intere per arrivare alla fine dei libri che mi piacevano. A scrivere davvero, però, ho cominciato dopo la morte di mia madre, forse per la necessità di interpretare il grande dolore che sentivo dentro, per tradurlo ed esorcizzarlo. Una terapia.

Ci vuoi definire il termine scrittrice?

“Essere” un medico, uno scienziato, una scrittrice, credo significhi interpretare qualcosa che è tuo. E’ una vocazione che hai, a volte nemmeno ne sei consapevole. Ma quel che sei è già lì. Devi solo formalizzarlo. E’ in te, E’ te. E’ qualcosa di spontaneo, senza forzature, naturale.

Ne ho spesso discusso. Aver scritto un libro fa di me una scrittrice? E averne scritti due o tre? Non credo. Scrivo, ma fatico a etichettarmi come “scrittrice”.

Che libri leggi solitamente?

Mentre da ragazzina divoravo libri senza sosta, purtroppo, negli anni, ho dovuto fare i conti con il tempo. Prediligo i libri a carattere spirituale o filosofico. Di solito sono la prima lettrice di ciò che io stessa scrivo.

 

Ci vuoi parlare dei libri che hai scritto:  “Londra 1870”, “Il Quadro Rosa” e “Le fiabe del Reame di Ara e storie per ciuffolare un po”?

“Il Quadro Rosa” è un romanzo autobiografico pubblicato nel 2013 con la casa editrice “Fabbrica dei Segni” di Novate Milanese. Narra la mia storia personale, fra sogni, visioni e comunicazioni con Entità Superiori che, con molta pazienza, mi hanno sorretta e confortata nei momenti più drammatici dell’esistenza. Contiene una parte filosofica che mi è stata appositamente dettata affinché venisse divulgata. Voleva essere un messaggio di aiuto e incoraggiamento per chi, come me, doveva continuamente attraversare i mari in tempesta della Vita.

“Le fiabe del Reame di Ara e storie per ciuffolare un po” (edite sempre dalla casa editrice “Fabbrica dei Segni” di Novate Milanese) sono, invece, nate per gioco, un po’ la traduzione dei concetti espressi ne “Il Quadro Rosa” adattati ai bambini. Scritto a quattro mani con l’editore, i diritti d’autore interamente devoluti a favore della Fondazione Angelino di Biella che opera nel campo della cura delle leucemie nei bambini.

“Londra 1870” (Libereria – Roma – aprile 2018), invece, è una storia diversa. Il romanzo è completamente “ispirato”, scritto un quarto d’ora ogni mattina all’alba in più di tre anni. Liberamente tratto dalla vita di Madame Blavatsky, narra le vicende di una donna libera e indipendente che, per un moto improvviso di ribellione, si troverà a viaggiare, seguendo una voce interiore e un destino già scritto nelle stelle, dalle steppe della Mongolia dapprima verso Londra, centro del mondo per quell’epoca, e poi verso il Canada dove vivrà, per un breve periodo, a stretto contatto con i Nativi Americani. Assetata di conoscenza, Helena, attraverso esperienze dirette, svilupperà quelle idee che verranno tramandate, nei secoli, dalla Società Teosofica da lei fondata. Continua a leggere “Intervista alla scrittrice Patrizia Umilio, a cura di Pier Carlo Lava”

Intervista alla poetessa Mariangela Ottonello, a cura di Pier Carlo Lava

Intervista alla poetessa Mariangela Ottonello, a cura di Pier Carlo Lava

Alessandria today è lieta di pubblicare per i lettori un intervista alla poetessaMariangela Ottonello che risponde alle nostre seguenti domande:

Mariangela Ottonello

Mariangela ciao e benvenuta su Alessandria today è veramente un piacere farti un intervista, ci vuoi raccontare dove sei nata, chi sei, cosa fai nella vita oltre a scrivere e qualcosa della città dove vivi?

Sono nata a Campo Ligure (GE) il 10/05/1961. Nel 1983 mi sono sposata e vivo a Masone (GE), un grazioso paese immerso nel verde, a 403 m di altitudine.

Mi sono diplomata nel 1979 all’Istituto Magistrale S. Caterina di Ovada (AL). Ho praticato pochissimo l’insegnamento, solo due anni di doposcuola. Mi sono dedicata  alla famiglia ed ho collaborato con mio marito nel bar pasticceria gelateria di cui è proprietario e che gestisce insieme ai due fratelli. Ho quattro figlie e tre nipotine.

La zona in cui vivo è il centro storico di Masone, il Paese Vecchio, situato su una collina dalla quale si gode una magnifica vista sull’abitato che si estende nella valle sottostante. In Piazza Castello ha sede il Museo Civico Andrea Tubino, che raccoglie oggetti antichi e attrezzature che venivano utilizzate per la lavorazione del ferro. Nel periodo natalizio si può visitare in questi locali il bellissimo presepe meccanizzato.

Ogni anno vengono esposte raccolte fotografiche di grandi autori. Nel sottotetto è stata ricavata una sala dove si è svolta, tra le altre manifestazioni, anche la presentazione del mio libro di poesie. Nell’adiacente Giardino dei Monaci si organizzano durante la stagione estiva spettacoli musicali, cabarettistici e rinfreschi per matrimoni.

Quando hai iniziato a scrivere e cosa ti ha spinto a farlo?

Ho iniziato a scrivere poesie nel gennaio del 1972. Frequentavo la quinta elementare. Mi piaceva molto leggere e in particolare ero affascinata dalle liriche dei poeti classici. Durante una lunga permanenza a letto a causa di un’ingessatura,

ho sentito il bisogno di scrivere. Il mio stile, dapprima acerbo, è maturato con me. Compongo in versi sciolti, raramente in rima o usando la metrica tradizionale.

Do molta importanza alla musicalità, elemento che rende la poesia gradevole all’ascolto.

Ci vuoi definire il termine poetessa?

Il termine “poetessa” descrive una persona capace di cogliere con la propria sensibilità l’anima di ogni cosa. Attraverso l’osservazione, la realtà viene interiorizzata e vagliata attraverso le sensazioni del cuore, per poi tramutarsi in versi.

Ci vuoi parlare della tua silloge “Un breve preludio d’eternità”?

Il titolo della silloge è tratto da una poesia in essa contenuta. “Un breve preludio d’eternità” è la metafora della vita, la quale, per lunga che sia, passa così in fretta che non ce ne rendiamo conto. Per questo considero la nostra esistenza come una piccola porzione di tempo se paragonata all’eternità.

Il libro, pubblicato dalla Pluriversum Edizioni di Ferrara, contiene 50 poesie.

I temi trattati sono: la bellezza della natura, il sentimento d’amore, le emozioni, l’attenzione verso gli altri, la mia filosofia sulle realtà della vita e della morte e infine storie ed immagini dettate dalla fantasia.

Il linguaggio con cui mi esprimo vuole essere comprensibile a tutti, perché ritengo che l’interesse dei lettori calerebbe se trovassero difficoltà di interpretazione. Continua a leggere “Intervista alla poetessa Mariangela Ottonello, a cura di Pier Carlo Lava”

Intervista a Gianluca D’Aquino autore de “TRAIANO – il sogno immortale di Roma”

Intervista a Gianluca D’Aquino autore de TRAIANO – il sogno immortale di Roma

(romanzo storico)

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Alessandria today: Gianluca D’Aquino, nato ad Alessandria, classe 1978, è autore di romanzi, sceneggiature e racconti, alcuni dei quali apparsi nei celebri Gialli Mondadori (Lettera dall’Eritrea, Il rumore del vento, La casa sul lago, La quintessenza, Il tempo delle risposte, Al di là del tempo) e nelle antologie e collane Delos Books (Quel che non è dato sapere, Torino 1835 e la saga di Extinction: L’alba, Il crepuscolo, La notte, Il nuovo giorno). Vincitore di numerosi premi letterari, è in libreria con “TRAIANO – il sogno immortale di Roma” (Epika, 2018), presentato alla celebre Frankfurter Buchmesse di Francoforte e finalista al celebre premio “Fiuggi Storia” edizione 2018.

Gianluca TRAIANO di Gianluca D'Aquino

1) Da dove nasce l’ispirazione per un libro su Traiano?

Tutto nasce quasi accidentalmente. Da tempo stavo pensando a una storia ambientata nella Roma imperiale e avevo già pubblicato un racconto giallo con protagonista un tribuno dell’antica Urbe, quando incontrai per puro caso e nel luogo più improbabile una persona meravigliosa, Claudio Capotondi, scultore di fama internazionale, con il quale è nata fin da subito una sintonia eccezionale e oggi una solida amicizia. Il Maestro mi parlò dei suoi importanti studi sulla Colonna Traiana e, in modo particolare, sulle modalità di edificazione, ancora oggi dibattute. Il fascino delle sue parole ha acceso una lampadina nei recessi della mia mente, riportandomi alla memoria la figura dell’imperatore Traiano. Su questo illustre personaggio della storia di Roma tuttavia è stato scritto molto poco, in particolare in Italia, dove nessuno aveva mai tentato una ricostruzione storica e biografica della sua vita e delle sue imprese, traducendola poi in un testo di narrativa, un romanzo. Mi innamorai dell’idea e decisi di essere il primo a farlo. Così è nato il mio “TRAIANO – il sogno immortale di Roma”.

Claudio Capotondi ha poi firmato la prefazione del libro, quale ispiratore del romanzo e al quale non dimentico mai di dedicare un profondo ringraziamento ricolmo di stima e affetto.

2) Traiano. Chi era e qual è stata l’importanza del suo passaggio nella storia di Roma?

Considero Marco Ulpio Traiano come l’imperatore che ha tracciato una linea di confine fra due epoche, probabilmente non in senso storico, imponendosi come il primo fra i principi di Roma a realizzare qualcosa di nuovo e originale, inaugurando un’epoca lucente della vita politica, sociale e militare della storia di Roma e dell’impero. Fu primo in molte cose: fu il primo imperatore romano proveniente dalle province, non di origine italica, essendo nato in Baetica, quella che oggi è la parte meridionale della penisola Iberica, grossomodo coincidente con l’attuale Andalusia; fu il primo imperatore adottivo, in quanto il suo predecessore, Marco Cocceio Nerva, anziano, precario nella sua posizione e privo di naturale discendenza, decise di individuare nella figura di un uomo amato e rispettato da tutti il successore al trono; fu il primo a spingere i confini di Roma là dove nessuno prima di lui era riuscito a portarli, inglobando circa 6,5 milioni di chilometri quadrati e spingendosi fino alle sabbiose coste del maris Erythraei, l’attuale golfo Persico; fu il precursore di quella che sarà definita età aurea dell’impero romano, una delle epoche più splendenti per Roma e per l’impero, nel corso della quale l’impegno dei princeps fu rivolto all’interno, alle strutture, al sociale, alla pace, facendo rifiorire il commercio, i servizi e la serenità del popolo. In questi quattro elementi si estrinseca poi tutta l’attività di Traiano, che andò ben oltre la mera e schematica classificazione del suo essere e del suo compiuto. Continua a leggere “Intervista a Gianluca D’Aquino autore de “TRAIANO – il sogno immortale di Roma””

Vinile Fiera del disco da collezione e musica, intervista a Salvatore Coluccio, a cura di Pier Carlo Lava

Vinile Fiera del disco da collezione e musica, intervista a Salvatore Coluccio, a cura di Pier Carlo Lava

di Pier Carlo Lava

Vinile Alessandria Fiera del disco da collezione e della Musica al Teatro Comunale,  Alessandria, domenica 7 aprile.

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Intervista a Salvatore Coluccio.

link al post: https://alessandria.today/2019/04/04/vinile-alessandria-fiera-del-disco-da-collezione-e-della-musica-al-teatro-comunale/

video: https://youtu.be/vjPM976bf0M

Monia Pin, l’armonia della propria essenza. Intervista a cura di Marcello Comitini

Dopo la biografia della  poetessa Monia Pin, che trovate pubblicata a questo link
https://alessandria.today/2019/01/17/la-poetessa-monia-pin-si-presenta-ai-lettori-di-alessandria-today-2/
Alessandria today ha il piacere di pubblicarne l’intervista.

La poetessa Monia Pin

Benvenuta, Monia!
Sono felice d’avere l’occasione di intervistarti e in particolare di presentarti ai lettori di Alessandria today. Al di là della conoscenza che abbiamo già di te attraverso le poesie che hai sin qui pubblicate sul sito, i lettori e io avremo così la possibilità di conoscerti meglio e di conoscere meglio le tue attività, non soltanto quella letteraria.
A questo proposito riporto i primi versi della poesia “Per Sembra, con vigore marziale”, dello scrittore e poeta Raymod Carver, che accennano alle condizioni economiche degli scrittori:

(Raymond Carver, “Orientarsi con le stelle: Tutte le poesie”. ediz. minimum fax)
«Quanti soldi fanno gli scrittori? ha detto
per prima cosa
non aveva mai incontrato uno scrittore
prima
Non molto ho detto
gli tocca fare anche un altro lavoro
Tipo? ha detto
Tipo lavorare in fabbrica ho detto
spazzare pavimenti insegnare a scuola
raccogliere frutta
e roba del genere
qualunque cosa ho detto. »

Fuori di metafora potresti dirci se ancora “ti tocca fare” un lavoro? E se svolgi un lavoro ( o le tue attività di ogni giorno), credi che limiti il tempo che vorresti dedicare allo scrivere?

Buongiorno a tutti e grazie per avermi inviata a presentarmi al pubblico.
Al contrario di Carver fortunatamente faccio sì un lavoro, ma volentieri. Dopo vent’anni come impiegata presso aziende private, la crisi mi aveva costretta a fermarmi e a passare un periodo di disoccupazione. Non trovando sbocchi nel mio settore ho cercato lavoro in un altro settore, trovando un nuovo percorso di vita nell’assistenza delle persone anziane. Contemporaneamente posso dedicarmi allo studio di un’altra lingua straniera (il russo, amo la cultura e le tradizioni russa) ed alla scrittura.
In effetti ho ricominciato a scrivere nel momento in cui la mia carriera lavorativa si era fermata, e quindi ho compreso che nulla succede per caso. Posso dire con orgoglio e con gratitudine di fare un lavoro che amo
e che non limita la mia propensione alla scrittura, anzi aumenta la mia ispirazione in maniera esponenziale.
Questa è una grande fo
rtuna, lo ammetto.

Esiste un nesso sentimentale e culturale tra te e la tua città? Un nesso che forse è latente nel tuo poetare?

Indubbiamente esiste un legame affettivo e culturale con la terra dove sono nata e tutt’ora vivo, sono gli stessi nei quali ho trascorso una bellissima infanzia e dove la mia famiglia ha le sue radici. Io risiedo in un piccolo paese , in provincia di Treviso, giusto a metà strada tra il mare e la montagna. Un’area che comprende un’ampia fascia collinare e non è difficile trovare una moltitudine di spunti per la poesia, L’appartenenza al paese natale non è un vincolo che preclude la conoscenza ed i punti d’incontro con gli altri, anzi è una base di partenza necessaria per il confronto con altre culture e tradizioni. Poi con la mia passione per le camminate si salda ancora di più il rapporto con l’ambiente circostante, si ha modo di osservare meglio, riflettere, e le occasioni per ricavarne dei versi non mancano. Continua a leggere “Monia Pin, l’armonia della propria essenza. Intervista a cura di Marcello Comitini”

Intervista di Alessia Mocci a Rosario Tomarchio: vi presentiamo Al tuo cuore con la poesia

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“Quante volte mi ritrovo con il cuore affranto,/ con le lacrime che disegnano curve sul viso./ Quante volte mi ritrovo in un angolo del mondo,/ a rileggere lo stesso libro/ che racconta la mia vita/ tra poche gioie e tanti dolori./ Quante volte mi ritrovo sotto questo cielo,/ a guardare le stelle/ sperando ancora di poter colorare i sogni./ […]” ‒ “Dedicata a tutti i cani che ci fanno compagnia”

“Al tuo cuore con la poesia” è una breve raccolta poetica dell’autore siciliano Rosario Tomarchio. L’autore conta di numerose pubblicazioni sia poetiche come “La musica del silenzio” (Statale 11, 2010), “Storia d’amore” (Aletti editore, 2012), “Ricordi di poesie” (Rupe Mutevole Edizioni, 2013), “Cielo” (Rupe Mutevole Edizioni, 2014) sia brevissimi saggi come “Il mito della semplicità”, “In cammino”, “Dalla grotta al tempio”, “In viaggio per incontrare Gesù”.

La raccolta è dedicata al cuore dello stesso autore, ogni verso nasce dal profondo amore verso le persone care: ai genitori (al padre, l’uomo del silenzio; alla madre, la donna della vita), ai pochi e veri amici che una persona conta sulle dita della mano, ad una relazione con una donna del passato, alla nonna Vincenza scomparsa molti anni fa, alla lettura dei Vangeli che sin da giovane hanno popolato la sua mente, agli animali che rendono la vita meno solitaria.

Il versificare è semplice, le parole sono immediate. Percorrono immagini care a Rosario e che si dipanano tra ricordi e presente in una continua esortazione all’amore.

A.M.: Ciao Rosario, ormai sono anni che ci conosciamo e che promuoviamo lettura e scrittura di grandissimi nomi della letteratura e di emergenti. Come prima domanda ho pensato ad una piccola provocazione: secondo te quando si esce dal confine di emergente?

Rosario Tomarchio: Ciao Alessia, grazie del tempo che mi dedichi. Questa è una bella domanda tosta alla quale rispondo con molto piacere. Fino a qualche anno fa, le case editrici facevano tre distinzioni: esordienti, emergenti e scrittori affermati. Per scrittore emergente viene nominato tale l’autore che già ha iniziato a muovere i primi passi nel campo della letteratura ad esempio con le raccolte di autori vari e maturata tale esperienza decide di avventurarsi nella pubblicazione di un libro.

Pubblicare con autori vari o in antologie lo consiglio sempre sia all’inizio di una probabile carriera di scrittore e sia quando finalmente ci si è fatti il così detto nome. Il passaggio da emergente a scrittore affermato si può valutare in diversi modi. Un buon indizio per valutare questo passaggio è il numero di copie vendute. Tuttavia questo è relativo, in quanto una persona famosa e conosciuta dal pubblico ottiene un numero di copie vendute anche con il suo primo libro pubblicato. Una buona recensione di un libro può favorire questo passaggio in quanto un articolo pubblicato in una rivista letteraria come ad esempio Oubliette Magazine permette un autore di raggiungere un più vasto numero di lettori e soprattutto di raggiungere i veri critici letterari.

Sfortunatamente, ogni giorno sorgono da ogni parte critici letterari senza arte e né parte e questo crea un forte danno alla letteratura emergente. Fortunatamente in questo mondo esistono gente professionale come te che sa leggere e valutare un libro nel modo gusto. Ecco far leggere la propria opera a un pubblico di veri critici letterari è il vero passaggio da scrittore emergente a scrittore affermato. Io personalmente punto a raggiungere un numero crescente di lettori critici delle mie opere. Ti confesso che molto umilmente sto raggiungendo questo obbiettivo. Poi se arriva il boom di copie vendute ben venga. Come tu ben sai ho iniziato a pubblicare nel 2010 e da quell’anno non mi sono più fermato. Questo mi ha permesso di fare un percorso e maturare. Il momento che mi ripaga di più è vedere l’emozione negli occhi della gente o sentirmi fermare per strada da persone che hanno letto le mie opere e sentirmi dire: “mi hai commosso”.     

A.M.: Se prendi in considerazione tutte le raccolte poetiche che hai pubblicato, quale ti ha dato maggiore soddisfazione e perché?

Rosario Tomarchio: Sinceramente sono legato a tutte le raccolte poetiche perché in ogni raccolta c’è un pezzetto del mio cuore legato a una persona cara. Forse sono più legato a “Ricordi di poesia” perché traccia un confine da semplice esercitazione a inizio di maturazione delle liriche. In particolare sono legato alla poesia dal titolo “Ricordi”. Con questa poesia per la prima volta ho trascritto in versi due tragedie. Continua a leggere “Intervista di Alessia Mocci a Rosario Tomarchio: vi presentiamo Al tuo cuore con la poesia”

La scrittrice Alessia Ferrari Dream, si presenta ai lettori di Alessandria today, a cura di Pier Carlo Lava

La scrittrice Alessia Ferrari Dream, si presenta ai lettori di Alessandria today, a cura di Pier Carlo Lava

Alessandria today è lieta di pubblicare un’intervista in esclusiva per il blog, alla scrittrice Alessia Ferrari Dream, queste le sue risposte alle nostre domande:

Alessia Ferrari 2 copia 

Alessia ciao e benvenuta su Alessandria today è veramente un piacere ospitarti, ci vuoi raccontare dove sei nata, chi sei, cosa fai nella vita oltre a scrivere e qualcosa della città dove vivi? 

Mi chiamo Alessia Ferrari Dream, sono nata a S. Margherita Ligure e ho sempre vissuto a Rapallo, tranne per un periodo trascorso a Milano.

La mia città è una nota località turistica, siamo abituati all’accoglienza ed è ricca di storia e arte, ma non manca il contatto con una natura aspra però molto affascinante, possibile già appena si sale in collina.

Anche le spiagge sono varie e il mare è stupendo in qualsiasi periodo dell’anno, solo guardarlo dona grandi emozioni.

Io sono prima di tutto una sognatrice, fin da bambina ho sempre portato le mie fantasie nella mia quotidianità e viceversa. Ho iniziato a scrivere in seconda elementare, riempivo intere pagine con avventure incredibili, ma ci sono stati anni durante i quali non ho preso neppure una penna in mano.

Lo studio e lo scrivere sono una mia grande passione, per me la scuola non era una noia ma un mezzo, una fonte alla quale abbeverarsi il più possibile.

Purtroppo non ho potuto frequentare l’istituto linguistico perché qui in zona era privato e la mia famiglia non poteva permettersi di pagare la retta, così ho scelto il Turistico che era il più vicino ai miei gusti personali e alle mie attitudini, adoro le lingue straniere. Ero la migliore tra diverse centinaia di studenti, mi piaceva mettermi alla prova. Ho frequentato la facoltà di Lingue e letterature straniere, ma non mi sono laureata per problemi economici.

Ho iniziato a lavorare come commessa, prima in un panificio sul mare, poi presso un altro forno in città, è un lavoro molto duro ma mi ha permesso di imparare tantissimo ugualmente.

Nel tempo libero mi piaceva aiutare ragazzi con difficoltà di apprendimento, come i dislessici, stranieri, soprattutto sudamericani, o di comportamento; molti di questi mi sono ancora estremamente affezionati, esattamente come le loro famiglie. Sono stata felice di trasmettere loro l’amore per lo studio, restituendo al loro animo la fiducia nelle loro capacità.
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Francesca Paola Noschese. Il lato creativo. Intervista a cura di Marcello Comitini

Francesca Paola Noschese

Benvenuta, Francesca!

Sono felice d’avere l’occasione di intervistarti e in particolare di presentarti ai lettori di Alessandria today. Al di là della conoscenza che abbiamo già di te, sia in qualità di componente della redazione, sia attraverso le poesie che hai sin qui pubblicate sul sito, i lettori e io avremo così la possibilità di conoscerti meglio e di conoscere meglio le tue attività, non soltanto quella letteraria.

Esiste un nesso sentimentale e culturale tra te e la tua città? Un nesso che forse è latente nel tuo poetare?

Ho vissuto nello stesso posto praticamente tutta la vita. Sono cresciuta sul lago di Iseo tra paesaggi naturali invidiabili e vigneti famosi anche fuori dall’Italia. Certamente amo questo territorio. Offre molte occasioni per staccarsi dal traffico e dallo stress e questo aiuta la creatività.

Potresti dirci se ritieni che il lavoro che svolgi limiti il tempo che vorresti dedicare allo scrivere?

Non eccessivamente.

Nella tua biografia dici che vorresti conseguire un master in REIKI. Ci puoi dire di cosa si tratta e se pensi che questo si possa conciliare con la tua attività di poeta?

Certamente. Reiki è una disciplina olistica di riequilibrio energetico e soprattutto un percorso di meditazione e studio di tipo filosofico/ spirituale che prende spunto dalle antiche filosofie orientali quali Buddhismo, Induismo, Taoismo e Shintoismo. Parte di questo percorso consiste in un gran lavoro di autoconoscenza.
Il percorso Reiki mi ha aiutato fra le altre cose a riconoscere quel lato creativo di me che prima ritenevo poco utile.

Nella biografia dici che hai iniziato a scrivere da poco tempo e sotto lo pseudonimo di PF JoyLotus. Potresti dirci quali sono state le ragioni che ti hanno spinto a pubblicare con uno pseudonimo?

Diciamo che è stata una scelta dettata dall’insicurezza e dalla paura del giudizio. Continua a leggere “Francesca Paola Noschese. Il lato creativo. Intervista a cura di Marcello Comitini”