14 domande a Silvia De Angelis autrice di Alessandria today dai lettori del blog, a cura di Pier Carlo Lava

14 domande a Silvia De Angelis autrice di Alessandria today dai lettori blog

di Pier Carlo Lava

Silvia ciao, dopo la biografia e i post che hai pubblicato nel blog, molto apprezzati dai nostri lettori, vogliamo conoscerti meglio, ci vuoi raccontare dove sei nata, chi sei, cosa fai nella vita oltre a scrivere e qualcosa della città dove vivi?

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Sono nata e vivo a Roma.

Sono una persona molto attiva, infatti ho sempre avuto svariati interessi.

Attualmente non sto lavorando, ma nel corso della vita ho avuto molte esperienze lavorative: presso una redazione giornalistica sportiva, presso una società metalmeccanica, presso l’ufficio legale del Comune di Roma e infine sono stata rappresentante di pubblicità e in seguito titolare di una tabaccheria.

Sono comunicativa ed estroversa, e, in generale, ho un buon rapporto con le persone.

La mia città, nonostante negli ultimi anni sia diventata caotica, anche per l’eccessiva espansione urbanistica dei numerosi quartieri periferici, mantiene sempre uno speciale fascino grazie soprattutto allo sconfinato patrimonio monumentale, ed artistico, e alle particolari atmosfere che si respirano in tutti gli angoli e vicoletti del centro storico.

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Come autrice su Alessandria today voi raccontare ai lettori la tua esperienza in merito?

Pubblicare sul blog di Alessandria Today è stato, per  me, uno stimolo, ad ampliare i miei orizzonti di scrittura, infatti oltre a poesie e racconti, mi sono soffermata su svariati altri argomenti, allargando così la misura della mia creatività. Inoltre vivo entusiasticamente la vita del blog, commentando gli articoli degli autori.

Quando hai iniziato a scrivere e cosa ti ha spinto a farlo?

Mi è sempre piaciuto scrivere e, negli ultimi anni della mia vita, questo impulso è diventato quasi una necessità e ha reso la mia vita più colma e più motivata.

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Ci vuoi parlare dei libri che hai pubblicato sinora: “Conosciamoli meglio”, “Coralli di parole intagliate col fiato”, “N’anticchia de Roma mia”, e due libri di poesie: “Inganni travestiti d’incanto” e “Screzi nel vento” ?

I libri che ho pubblicato finora, sono una raccolta di poesie di vari argomenti che ho voluto imprimere su carta per farne dono alle persone più care, trasmettendo loro le mie emozioni più sentite. In particolare “N’anticchia de Roma mia” è un volume che ho voluto dedicare alla mia città, sottolineandone,  soprattutto, gli aspetti più  caratteristici.

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Intervista a 360° allo scrittore alessandrino Piero Milanese, di Lia Tommi

Alessandria: Ho incontrato Piero Milanese, noto scrittore alessandrino, in un elegante caffè sotto i portici della splendida Piazza Garibaldi. È una persona semplice, immediata e spontanea.

– Gli chiedo innanzitutto di raccontarci qualcosa della sua vita.

Risponde che è nato nel 1947 ad Alessandria. Lavorava come tecnico elettronico in aziende del gruppo FIAT su sistemi di automazione varia e componentistica per auto, dal 2002 è in pensione. Da sempre appassionato di letteratura, nel 1975 pubblica il romanzo «Il posto alla FIAT». Nel 1998 pubblica la raccolta di poesie dialettali «El cór an Piasa» (Il cuore in Piazza) cui seguono i premi letterari «Cesare Pavese» al Grinzane Cavour nel 2000, e due «Guido Gozzano» a Terzo d’Acqui nel 2001 e nel 2016, per altre sue raccolte inedite di versi. Nel 2012 collabora con l’Istituto per la Storia della Resistenza di Alessandria alla stesura dell’antologia «El lén-ni an Tani» (Le lune in Tanaro) del poeta Giovanni Rapetti. Altri suoi saggi sull’opera di questo poeta compaiono ne «Il canto di Orfeo» (Atti del convegno internazionale di Rocca Grimalda, 2012), e nel volume «Fame e abbondanza» (2017) patrocinato dall’IRCrES-CNR e dalla CRT.
Nel 2013 torna al romanzo con «Parola sospesa» cui seguono nel 2014 «Amamialfredo», nel 2015 «La scappatella», e nel 2016 «La violinista – Amore e guerra nella Repubblica Partigiana dell’Ossola», tutti pubblicati dalle edizioni «Araba Fenice» di Cuneo. Vive con la moglie a Fubine, nel Monferrato alessandrino.

– Veniamo all’attività di scrittore: domando quali sono i quattro romanzi che ha scritto e se hanno un filo conduttore.

Denominatore comune ai quattro romanzi è il rapporto tra l’individuo e la Storia, lo svolgersi delle vicende particolari dei personaggi intrecciate ad avvenimenti politici e sociali del periodo preso in esame.
Nei primi tre, Parola sospesa, Amamialfredo, La scappatella (la cosiddetta “trilogia degli anni ’60) sono appunto gli anni del boom economico, della contestazione, del terrorismo e dell’emancipazione femminile a fornire gli spunti per lo sviluppo delle trame.Il quarto, La violinista, rappresenta invece una riflessione sugli anni precedenti, non vissuti dall’autore, ma diretti ispiratori di quell’idealità, la Resistenza, cui direttamente o indirettamente fanno riferimento tutti i suoi lavori (in Parola sospesa emerge ad esempio, anche se in maniera acerba e indefinita, un’ipotesi di Unione Europea proprio nella love story di due giovani di nazionalità diversa).

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11 domande a Manuela Moschin autrice di Alessandria today, dai lettori del blog, a cura di Pier Carlo Lava

11 domande a Manuela Moschin dai lettori di Alessandria today

di Pier Carlo Lava

Alessandria today: Manuela ciao, tu sei anche autrice su Alessandria today, dopo la pubblicazione della tua biografia e i numerosi post con i quali hai saputo farti apprezzare dai nostri lettori sono doppiamente lieto farti anche un’intervista, ci vuoi raccontare dove sei nata, chi sei, cosa fai nella vita oltre a scrivere e qualcosa della città dove vivi?

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Buongiorno a tutti, ringrazio la redazione di Alessandria today per avermi ospitata nel vostro prezioso Blog. Complimenti per le domande mirate e originali. È stato davvero piacevole partecipare all’intervista.

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Inizio raccontandovi che sono nata a Mestre, in provincia di Venezia, da genitori veneziani, ma vivo e lavoro a San Donà di Piave (Ve). Sebbene io sia appassionata di arte, la mia attività lavorativa si allontana molto dall’amore per tutto ciò sia inerente alla cultura artistica. Lavoro nell’ambito dell’amministrazione pubblica in un’Azienda Ospedaliera, assieme a un gruppo di colleghi molto affabili e competenti. Prima di esercitare la professione di impiegata sono stata educatrice d’infanzia. Fin da ragazza ho sempre avuto una particolare attenzione nei confronti della psicologia del bambino. Ho letto molti volumi a riguardo. Infatti, prima di laurearmi in storia dell’arte ho sostenuto diversi esami in ambito pedagogico. Adoravo stare in contatto con i bambini, ottenendo molte soddisfazioni. Ricordo con nostalgia le ore trascorse con i più piccoli. A volte li incontro per strada ormai cresciuti ed è proprio in questi momenti che mi commuovo.

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Oltre a gestire il blog e il gruppo Facebook “L’arte raccontata nei libri” leggo moltissimo, non seguo mai i programmi televisivi. Questo molto spesso mi penalizza un po’ perché a volte mi scopro ignara rispetto ad alcuni argomenti trattati in tivù. La passione per la lettura mi travolge davvero tanto, amo tutta la letteratura e i generi che prediligo sono molti. Spero non averne dimenticato qualcuno indicando i libri di narrativa, i romanzi storici, i thriller, i thriller storici, i noir, i saggi, i gialli, le biografie romanzate, i classici e naturalmente tutti i volumi dedicati all’arte.

Sono molto attratta dalla filosofia indiana e precisamente dall’induismo e dal buddhismo. Dedico, quindi,  le mie letture anche a questi temi. Ho avuto sin da giovane una particolare sensibilità che mi ha facilitata a vivere esperienze singolari. Lo yoga e la meditazione ormai per me sono indispensabili. Continua a leggere “11 domande a Manuela Moschin autrice di Alessandria today, dai lettori del blog, a cura di Pier Carlo Lava”

Intervista al Cantastorie Matteo Curatella “Le Matt”, di Giusy Caligari scrittrice

Matteo lo ho incontrato una sera di una manciata di anni fa al caffè Letterario di mio fratello. Allora lui spettatore di una mia performance di poesia accompagnata dal cantautore Pablo Palacios che conosceva ed era venuto a sentire. Succede sempre così nel modo delle arti minori, quelle che tendono a rendere felici le vite delle persone attraverso artisti generosi che dedicano al propria esistenza a non tradire se stessi, che nel nostro mondo troppo spesso significa più o meno morire poveri, dicevo, succede sempre così: ci si incontra, ci si sfiora, si fa qualcosa insieme e poi via ognuno per la propria strada. Per me questi incontri, forse perché la mia arte principale è la scrittura, non sono mai momenti ne persi ne dimenticati. Così gli artisti che incontro li seguo da lontano nel loro viaggio aspettando il momento giusto per incontrali di nuovo e farmi raccontare per poi raccontarli.

Oggi vi racconto Matteo Curatella il cantastorie itinerante.

Matteo è già lì più che puntuale sotto casa mia, stanco sudato e sorridente. Questo non lo ferma da abbracciarmi con affetto.

Ciao Matteo. Vieni entriamo che l’asfalto ci si fonde sotto i piedi. Iniziamo subito. La sua esuberanza è palese.

D. Ciao Matteo. So che arrivi dagli spettacoli che fai nei centri estivi di una cooperativa con la quale collabori. Quindi visto che sei ancora caldo…Vuoi raccontarci come si svolgono le tue attività in questi contesti?

R. In questi giorni sto lavorando in diversi centri estivi gestiti dalla cooperativa Alemar con cui collaboro da sette anni soprattutto nei mesi di giugno, luglio e dove vado a fare spettacoli e laboratori per l’infanzia e la primaria su di un tema specifico.

D. E come si svolgono le tue attività in questi contesti?

R. Come cantastorie, attore, musicista, clown, uomo di spettacolo, lavoro in qualsiasi ambiente: teatri, scuole, strade, ospedali insomma ovunque mi chiamino a raccontare le mie storie… in questo caso, nei centri estivi che sono quei luoghi dove i genitori mandano i bambini alla fine della scuola e che sono spesso gestiti dai Comuni che appaltano poi alle cooperative, vengo chiamato a fare spettacoli come specialista di spettacoli per bambini e ragazzi. Continua a leggere “Intervista al Cantastorie Matteo Curatella “Le Matt”, di Giusy Caligari scrittrice”

INTERVISTA AL CANTAUTORE LUIGI PAGANO: “Ho la sindrome dello zigano, ho bisogno di sentirmi straniero” a cura di Izabella Teresa Kostka.

Luigi Pagano

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INTERVISTA AL CANTAUTORE LUIGI PAGANO: “Ho la sindrome dello zigano, ho bisogno di sentirmi straniero” a cura di Izabella Teresa Kostka.

1. I.T.K.: Esiste un proverbio che dice “Vedere Napoli e morire”: per i tuoi fans internazionali sei il simbolo di un italiano D.O.C: solare, caloroso, estroverso, un affascinante e talentuoso artista, cantante. Raccontaci un po’ delle tue radici italiane e del legame indissolubile con la tua Terra d’origine.

Lp: Sono nato a Pompei in provincia di Napoli. Ho sempre vissuto sul mare dalla parte di Torre Annunziata (Oplonti). Dal balcone dove sono nato vedevo il Vesuvio, il monte Faito e un pezzettino di mare che oggi non si vede più a causa delle costruzioni ma se salgo qualche rampa di scale ne vedo ancora. Ho Vissuto per 25 anni in medioriente tra mare e deserto trovando un po’ di Napoli ovunque, nella musica e nelle culture arabe. Napoli è più vicina a Beirut che non a New York quindi Napoli è più Libano che America infatti, è la città meno americanizzata d’Italia. Le radici napoletane sono forti di una cultura secolare e noi napoletani siamo consapevoli di avere una grande storia per questo siamo orgogliosamente “TERRONI”. Ovunque vada porto sempre con me Napoli. Le canzoni che scrivo hanno il ritmo e le sonorità mediterranee, non sono ricercate ma escono spontaneamente dalla mia anima.

2. I.T.K.: Com’è iniziata la tua carriera artistica: l’hai sempre sognata oppure è iniziata in modo spontaneo, accidentale? Hai suonato coi più grandi artisti di fama internazionale, tra cui Paul McCartney, e con famose star del cinema, partecipando anche a numerosi importanti programmi televisivi. Ti va di parlarne?

Lp: In casa mia ci sono sempre stati degli strumenti, mio padre era appassionato di canto. Mio fratello di 10 anni più grande di me suonava la chitarra e per me lui è sempre stato un esempio così ho incominciato ad emularlo. Quando i miei genitori si sono accorti che avevo un po di talento mi hanno fatto studiare. Mio fratello qualche volta mi pagava le lezioni. Io non vengo da una famiglia ricca ma sicuramente da una famiglia ricca di valori. Mio padre ha fatto sì che tutti noi figli (4) studiassimo. Ho formato la prima band a 14 anni e poi qualche anno dopo ho incominciato a lavorare nei pianobar di Napoli e provincia e non solo.
Paul l’ho conosciuto alle Maldive quando con mia moglie Agnes suonavamo lì. Ci siamo restati per 7 mesi e Paul per 3. È stato più un rapporto personale che professionale. Quando finivo di suonare ci incontravamo nelle spiaggia sotto la sua villa e suonavamo le nostre chitarre fino al mattino. Paul mi ha insegnato l’umiltà. Più si è grandi e più si è umili.
Io e mia moglie Agnes abbiamo vissuto per 7 anni in Kuwait dove è nato il nostro unico figlio Riccardo. Lavoravamo per la Sheraton hotels ma spesso di mattina eravamo ospiti di un pogramma TV che c’è anche in Polonia con nome di DD TVN, in Kuwait si chiamava GOOD MORNING KUWAIT.
In Polonia dove vivo sono spesso ospite in programmi TV come JAKA TO MELODIA?, WIELKI TEST, DD TVN, MAMMA MIA, CAFÈ PIOSENKA, e spessissimo con la mia famiglia in SPRAWA DLA REPORTERA ecc, ecc. Non ho mai forzato la mano per arrivare e neanche bussato alle porte. Continua a leggere “INTERVISTA AL CANTAUTORE LUIGI PAGANO: “Ho la sindrome dello zigano, ho bisogno di sentirmi straniero” a cura di Izabella Teresa Kostka.”

Ecco a voi lettori di Alessandria today l’intervista allo scrittore Nadir Malizia.

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Nadir ciao e benvenuto su Alessandria today è veramente un piacere ospitarti, ci vuoi raccontare dove sei nato, chi sei, cosa fai nella vita oltre a scrivere e qualcosa della città dove vivi?

Prima di tutto volevo ringraziare la redazione di Alessandria today per avermi invitato per rilasciare una intervista sul vostro blog da quanto ho capito è molto seguito.

Sono nato a Cremona nella bellissima città famosa per i violini e dove nato il noto compositore Antonio Stradivari e molti altri. Mi chiamo Nadir sono disabile dalla nascita a causa di una sofferenza fetale, ma questo non mi ha mai fermato negli obbiettivi che mi sono posto e tutt’ora mi pongo nel corso della vita.

Nel 2010 ho preso la laurea in giurisprudenza presso la Facoltà di Udine. Mi sono specializzato in Diritto Comunitario e diritto Internazionale dell’UE. Collaboro presso uno studio legale di Modena come Giurista in materia di minori e categorie protette e sostengo il progetto Anthea ideato dall’avvocato Gianni Casale. Inoltre scrivo per una casa editrice di Roma la Gruppo C1V edizioni.

Da quasi 9 anni abito nelle Marche e più precisamente a Marotta una località di mare si trova tra Fano e Pesaro. Vivo con due amici. Continua a leggere “Ecco a voi lettori di Alessandria today l’intervista allo scrittore Nadir Malizia.”

“POLIEDRI”: INTERVISTA a BARBARA RABITA (a cura di Izabella Teresa Kostka)

“POLIEDRI”: INTERVISTA a BARBARA RABITA (a cura di Izabella Teresa Kostka)

(by I.T.Kostka)

Invito tutti alla lettura di questa interessante intervista rilasciata dalla poetessa Barbara Rabita in occasione della pubblicazione del suo nuovo libro dal titolo “Poliedri” (Libeccio Edizioni / CTL Editore).

INTERVISTA a BARBARA RABITA

1.I.T.K.: Qual è la genesi del tuo poetare? Quale significato ha per te la scrittura? È uno sfogo o il nirvana?

B.R.: Avevo già da diversi anni l’impellenza di scrivere e di volgere sottoforma di brevi racconti tutto ciò che provavo durante varie situazioni particolari che vivevo o osservavo. Il filone della poesia è piuttosto recente: nasce nel 2014. Il mio legame con Antonio Laneve, poeta da lungo tempo, mi ha indotta a provare e devo dire che l’immediatezza di poche frasi poetiche che danno pennellate di sogno o di realtà, la sento più vicina al mio modo di essere.

Durante questo mio percorso appena iniziato, sento la poesia più come uno sfogo o come un tentativo di dare forma a sensazioni e connessioni che non hanno nome.
È come plasmare un paesaggio o dare vita ai lineamenti di un volto, o ancora come comporre musica su uno spartito.

2. I.T.K.: Com’è nata la silloge “Poliedri”? Potresti spiegarci meglio il significato del suo particolare titolo?

B.R.: “Poliedri” nasce da una situazione simpatica vissuta in ambiente scolastico: durante un’interrogazione un alunno, parlando di un intellettuale, lo aveva definito, piuttosto che “un personaggio poliedrico” “un poliedro”; ne abbiamo riso con lui simpaticamente e l’episodio mi è rimasto nel cuore.

3. I.T.K.: Cosa pensi della letteratura contemporanea e, soprattutto, della poesia? È “morta”, come si afferma spesso, oppure esiste per questa arte una Speranza di salvezza? Cosa pensi della sperimentazione e della ricerca di nuovi linguaggi poetici? Come ti senti addentrandoti, a volte, nella stilistica del Realismo Terminale?

B.R.: Apprezzo molto gli scrittori contemporanei, per citarne solo alcuni: Stephen King, Donna Tartt, Valerio Varesi; leggo anche molta poesia e sono rimasta colpita dalla poetica di Filippo Strumia, Valerio Magrelli, C.L. Candiani, A. Anedda (e altri). Forse la poesia, come la si intendeva in passato, rispettosa di rigorose regole metriche e di una certa musicalità, è morta, ma sta nascendo dalle sue ceneri qualcosa di nuovo, di completamente innovativo a cui forse non saprei dare ancora un nome. Una forma di poesia che parte dalla base e dà vita a nuove suggestioni; dalle letture fatte fino a ora le saluto con favore.
Per quanto riguarda il Realismo Terminale la sua poetica la sento molto affine, anche se non sempre riesco a produrre in tal senso. Al giorno d’oggi è molto più calzante una similitudine rovesciata con un oggetto piuttosto che con un elemento della natura. Il R.T. è lo specchio dei tempi, mi viene più facile affermare (le letture di Harari, di poesie di Guido Oldani che è padre del movimento – nella raccolta “La guancia sull’asfalto”- di Giuseppe Langella e altri autori nella raccolta “Luci di posizione” mi hanno molto influenzata) che siamo fatti di olio motore e bulloni, piuttosto che di muscoli e sangue: è più credibile, visto la realtà a cui stiamo andando incontro e che ancora non riusciamo a immaginare. Il R.T., aggiungo, non è solo lo specchio dei tempi, ma anticipa un futuro che ancora a molti di noi non è ben chiaro. Il R.T. rappresenta un cambiamento e i cambiamenti spesso spaventano.

4. I.T.K.: Sei una donna ambiziosa e indipendente. Secondo te bisogna sacrificare il proprio Ego per la felicità della famiglia e degli altri oppure mettere al primo posto se stesso per realizzare i propri obbiettivi e sentirsi appagato? “Essere” o “avere”, cosa sceglieresti?

B.R.: Bisogna dedicarsi prima di tutto alla felicità di se stessi e alla realizzazione dei propri sogni, in quanto se la persona che formerà una famiglia non è felice e realizzata in partenza, renderà infelici anche le persone che la circondano. La famiglia dovrebbe essere un rifugio nei momenti difficili e dovrebbe gioire delle tue vittorie, altrimenti diventa una gabbia, una prigione, come lo è e lo sarà ancora per molte persone che la formano e poi, crescendo, prendono strade diverse.
Tra “avere” ed “essere” scelgo “essere”: credo si debba prima essere per poter avere.
“Essere” però non visto come un mezzo per avere ma come un fine: prima ancora di scrivere una poesia, vorrei poter “essere” poesia e vivere pienamente momenti e atmosfere sottili che a molti, presi dalla frenesia della vita quotidiana, sfuggono.

5. I.T.K.: Tornando al libro “Poliedri”: qual è il suo punto di forza maggiore? Perché dovrebbe essere letto? Cosa desideri trasmettere ai lettori?

B.R.: Per quanto riguarda il libro “Poliedri” penso di poter puntare sull’autenticità che lo caratterizza, ho cercato di affrontare più argomenti che mi stanno a cuore, proponendo punti di vista sfaccettati. Ho provato a evitare il più possibile i luoghi comuni: spero di esserci riuscita. Attraverso il libro ho voluto comunicare la mia voglia di cambiamento di fronte a varie situazioni di vita che si ripetono seguendo sempre uno stesso schema. A volte ricorro all’autoironia per sdrammatizzare i problemi di salute sui quali spesso ci si cruccia.

6. I.T.K.: E alla fine la domanda di routine: quali sono i tuoi progetti per il prossimo futuro? Un altro libro oppure l’attività artistica ad ampio spettro?

B.R.: Per ora vorrei leggere a più non posso tutto ciò che mi appassiona, scrivere quando ne sento l’urgenza e, appunto, “essere” poesia, poi per il resto se ne riparla. Intanto continua la raccolta di materiale.

ALCUNE POESIE SCELTE di BARBARA RABITA

CAOS E MISTERO

L’ircocervo di un ordine
stabilito e imposto
da chi non conosce
il mutare del caos.

Discendi nel fango
nel disordine denso:
pazzia e anomalia
sono frutto di vita.

Ascolta i tuoi morti,
le anime bianche
di chi non si è perso
ma aspetta di vivere
giocando d’azzardo
con le tue scelte.

Completa il mistero
agisci in sordina
coltiva segreti
a dispetto di chi
non ti vuole potente.

ZENZERO E LIMONE

Una torbida bevanda
per ridurre il corpo chiaro,
una ripulita al sangue
e lo stomaco che langue
in assenza di spuntino.

Sono a dieta lo so già:
non tastare sulla piaga
tanto zenzero mi serve
a far leva su quei chili
il mio viso appare esangue
senza carne e latticini.

IL GIOVANE

Sono giovane,
a me appartiene
il mondo sfatto
da plagiare e sistemare
al mio gusto, al mio capriccio.

Tamburello sul bancone
incurante dei clienti
pago poco rido e scherzo
tanto a me tutto è dovuto.

Sono bello alto e magro
sono bianco e nerboruto
quel signore mi fa un baffo
più di lui son furbo e acuto

PASSAGGIO

Sei nella luce
poi cadi nell’ombra.
Ogni tuo movimento
diventa di stucco.

Il respiro si ferma
il cuore non batte,
non vedi più niente
sei goccia nel buio.

LA CONCHIGLIA

La conchiglia è inerme
su onde di carta
sento il mare accartocciato
in un pugno di vetro.

SONORITÀ

Sonorità di lago
si sciolgono a riva,
materia liquida
tra lo struscio estivo,
inutile come chiodi di ruggine.

AMBRA

Incastonata
nell’ambra di un’emozione
vivo il momento immobile.

Semplicemente sono.

BREVE NOTA BIOGRAFICA

È stato solo in quell’anno trascorso in Germania che ha scoperto veramente se stessa e ha continuato a seguire il sentiero, nonostante le numerose battute di arresto. Scrivere le “poesie” che scrive ora è una tappa e si augura che molte altre ne seguiranno: un percorso costellato di letture, riflessioni e pensieri. Spera che nei propri scritti qualcuno veda qualcosa di sé, magari anche di spiacevole e che dica: “ecco, è proprio così”.

L’intervista rilasciata da Barbara Rabita a Izabella Teresa Kostka nel mese di giugno 2019.

L’articolo pubblicato anche su “Verso – spazio letterario indipendente”:

https://versospazioletterarioindipendente.wordpress.com/2019/06/13/poliedri-intervista-alla-poetessa-barbara-rabita-a-cura-di-izabella-teresa-kostka/?preview=true

Tutti i diritti riservati.

L’articolo presente anche sul blog giornalistico “Alessandria Today”:

Barbara Rabita al Festival Internazionale di Poesia a Milano, maggio 2019. Foto: Umberto Barbera

Libri: Il mio e-book e la mia intervista, Irene Rapelli

Libri: Il mio e-book e la mia intervista, Irene Rapelli

Se Omero si sveglia di soprassalto, non è dato saperne il motivo.

IRENE RAPELLI

Pubblicata la mia intervista nel sito del poeta Flavio Almerighi, comunico ch’è già scaricabile gratuitamente e liberamente diffondibile nel web, a patto di citarmi quale autrice con link a questo blog, il mio e-book Liriche fuori di testa, reperibile anche qui.

Riporto il testo dell’intervista.

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1) Irene Rapelli ragazza in cerca di poesia. Perché ti è indispensabile?

Poesia è creazione, il poeta è creatore. Una poesia è quasi il compimento d’una magia, perché sommuove corde vibranti in grado di meravigliarsi e meravigliare, con la rappresentazione di mondi, di carne, spirito, sangue, terra e cielo, passati, presenti e futuri, interni, esterni. Cercando d’interpretare la realtà attraverso la conoscenza dei mondi, divento maschera di questi scenari, proiettando aree buie di me verso la luce, e viceversa.
È trasportare le verità, scardinando porte chiuse a chiave e spiando dal buco della serratura. È contemplare la somiglianza tra l’uomo e quelle stelle che inserisco in un testo e nell’altro pure. È raggiungere la sostanza comune a tutto ciò che esiste.
È vita, è morte, è andare oltre, bruciando. Sono io, siamo noi, lo siamo tutti, da chi è in grado di volare come l’albatro liberato, a chi scava nel fango come una biscia. È una ferita d’amore non rimarginabile nelle nostre nebbie.
Continua a leggere “Libri: Il mio e-book e la mia intervista, Irene Rapelli”

500.000 Grazie a tutti, lettori, blogger e autori, di Pier Carlo Lava

500.000 Grazie a tutti, lettori, blogger e autori

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Alessandria: Ebbene si, sembrava quasi impossibile invece è proprio realtà, infatti Alessandria today in soli 18 mesi di vita, essendo praticamente nata ad inizio 2018 ha già raggiunto 508.000 visite.

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Un risultato insperato in così breve tempo per un blog, soprattutto considerando che siamo partiti da zero (e che la redazione era composta solo dal sottoscritto oltre a  due autrici) e che nel mese di dicembre 2017 erano state registrate appena 7.522 visite, ma che in seguito con un crescendo continuo e costante siamo arrivati ai risultati più sopra indicati (oggi la media mensile è di oltre 35.000 visite).

La redazione sin dal primo giorno si è impegnata moltissimo per costruire un blog a 360° in grado di soddisfare tutte le esigenze e gli interessi dei navigatori, che hanno risposto con entusiasmo e soprattutto con continuità.

Vogliamo perciò ringraziare tutti i lettori, i numerosi amici blogger, oltre 600 che trovano spazio su Alessandria today e ovviamente tutta la redazione che attualmente è composta da oltre 20 Autori per questo risultato che stimola tutti noi di Alessandria Today ad impegnarci ulteriormente per non deluderli, continuando a rendere sempre più interessante, creativa e multi-lingue la navigazione del nostro blog. Continua a leggere “500.000 Grazie a tutti, lettori, blogger e autori, di Pier Carlo Lava”

Alessandria today incontra lo scultore e poeta alessandrino Giuliano Saba, di Pier Carlo Lava

Alessandria today incontra lo scultore e poeta alessandrino Giuliano Saba, di Pier Carlo Lava

Tutti hanno una storia da raccontare e noi la vogliamo ascoltare per poterla raccontare ai nostri lettori che ci seguono fedelmente da oltre 130 paesi nel mondo e sempre più numerosi…

Pier Carlo Lava

Alessandria today: Continuano i nostri incontri con i personaggi noti della città, ma perchè no anche i meno noti, che a nostro avviso svolgono ciascuno a proprio modo un ruolo importante nella società alessandrina.

Dopo Vittorio Destro un cittadino con la passione della fotografia e degli scacchi, il suo post è visibile a questo link: https://alessandria.today/2019/05/08/vittorio-destro-un-alessandrino-con-una-grande-passione-per-la-fotografia/

oggi al caffè alessandrino di piazza Garibaldi abbiamo incontrato l’amico scultore e poeta Giuliano Saba per approfondire la sua conoscenza sopratutto sotto il profilo umano, ma senza tralasciare quello di artista della scultura e anche cittadino di Alessandria. Continua a leggere “Alessandria today incontra lo scultore e poeta alessandrino Giuliano Saba, di Pier Carlo Lava”

RITRATTI: MARIA TERESA TEDDE – una poetessa di bellezza interiore oltre il tempo

RITRATTI: MARIA TERESA TEDDE – una poetessa di bellezza interiore oltre il tempo

(by I.T.Kostka)

Ho conosciuto Maria Teresa Tedde durante uno degli incontri nell’ambito del programma “Verseggiando sotto gli astri…” e sono stata piacevolmente travolta dalla sua grande energia, dalla voglia di vivere e, soprattutto, dal suo solare sorriso circondato da una ribelle chioma azzurra. “Fata Turchina” – ho pensato subito e così la chiamo ancora oggi.

È una poetessa e una donna di bellezza interiore oltre il tempo, sfida le difficoltà della vita quotidiana con la forza di una vera guerriera, lasciando in ogni situazione la testimonianza della sua grande e sincera umanità. Porta con sé il calore della Sardegna, delle emozioni vere che, nella loro nobile semplicità, diventano come diamanti elaborati nei versi delle sue poesie. Maria Teresa Tedde non passa mai inosservata e non grazie alla sua celeste “testa di mare”, ma grazie all’aura di luce e di preziosa empatia che la circonda.

In seguito vorrei presentare il suo libro di poesie fresco di stampa dal titolo “Senza scudo”, edito con grande professionalità dalla casa editrice Pluriversum Edizioni.

NOTA BIOGRAFICA

MARIA TERESA TEDDE, docente in pensione, si dedica con passione alla scrittura di racconti, di qualche romanzo ed ora prevalentemente è dedita alla poesia. Ha partecipato a vari reading poetici, su selezione, in varie città sia sarde che lombarde e altro.
Ha presentato le sue raccolte poetiche (con oggi cinque) a Sassari nei locali Museali della FRUMENTARIA, insieme alla mostra personale del pittore Pier Domenico Magri, a P.Torres ( libreria Koinè- Artemisia Art Cafè), Sassari (Biblioteca Universitaria- Auser- Ex Tappezzeria Dettori- Spazio Arte-Kaos), Cagliari ( MEM) Nuoro ( Caffè Culturale Tettamanzi –Locali ex Convento), Bolotana-Biblioteca Comunale- Alghero (Res-Publica), Roma( Casa Internazionale delle Donne). Milano, varie volte (– Spazio Casa Di Alda Merini- Le Trottoir Caffè Culturale sui Navigli – Università Terza Età-), Biassono ( Monza) e Lissone( MB) -Atelier Spazio Galleria di Ronzoni. Nel marzo 2017 le è stato conferito il Titolo di “ACCADEMICO D’ONORE NELLA CLASSE DELLE LETTERE “ dal Prof. Alfonso Mura- Rettore DELL’ACCADEMIA INTERNAZIONALE DEGLI EMPEDOCLEI ISTITUTO SUPERIORE DI STUDI FILOSOFICI DI AGRIGENTO.


Nel 2017 si è classificata terza nel concorso di Poesia- sezione lingua italiana- organizzato dall’ASSOCIAZIONE CULTURALE CULLEZIU di Sassari ricevendo medaglia ed attestato presso l’aula magna dell’Università di Sassari.

• Tratto dalla nota dell’autrice

Perché “ SENZA SCUDO”

Dare un titolo significativo dei temi poetici inseriti nella raccolta non è una cosa né scontata né banale.
Titoli ne ho scritto venti: li rileggevo e riflettevo sulle poesie inserite per verificarne la risonanza, ma non sentivo quel sussulto emozionale che mi comunicasse “ È questo”.
Poi tutto è diventato chiaro, grazie ad una folgorazione avuta osservando le opere pittoriche del grande artista contemporaneo Pier Domenico Magri, capace di comunicare emozioni con immediatezza: nei suoi dipinti spaziali e materici, c’è sempre uno scudo, a volte anche più scudi, totali o parziali, come elemento protettivo in spazi interstellari privi di elementi figurativi umani ma estremamente ricchi di movimenti segnici vitali e carichi di pathos anche grazie all’utilizzo di colori che entrano nell’anima.
Ed ho capito che nella nostra vita, spesso, questi scudi mancano: si nasce senza una vera protezione dalle esperienze varie che la vita presenta e che solo attraverso queste ci si crea uno scudo per non soccombere e così apprendere ed affrontarne di nuove. Da qui il titolo della mia silloge.
Ringrazio infinitamente Pier Domenico Magri per avermi concesso di impreziosire i versi con una sua opera pittorica a mio avviso di forte impatto emozionale e significativa del senso del titolo.

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Izabella TeresaKostka. Intervista a cura di Marcello Comitini

Izabella TeresaKostka. Intervista a cura di Marcello Comitini

Dopo la biografia della scrittrice, poetessa e giornalista Izabella Teresa Kostka che trovate pubblicata a questo linhttps://alessandria.today/2018/09/08/izabella-teresa-kostka-giornalista-freelance-per-wordpress-e-poetessa-si-presenta-ai-lettori-di-alessandria-today/ 

l’intervista https://alessandria.today/2019/01/01/intervista-a-izabella-teresa-kostka-poetessa-scrittrice-musicista-e-organizzatrice-di-eventi-culturali/
e questa presentazione
https://alessandria.today/2018/09/23/izabella-teresa-kostka-nata-a-poznan-polonia/
Alessandria today ha il piacere di pubblicarne un’ulteriore intervista.

Izabella Teresa Kostka

Benvenuta, Izabella!

Sono felice d’avere l’occasione di intervistarti e in particolare di presentarti ancora ai lettori di Alessandria today. sperando che nel corso dell’intervista ci sveli ulteriori aspetti della tua personalità che sono sin qui sfuggiti ma che costituiscono l’humus in cui si sviluppano i germi dei nostri pensieri.

Ho notato che la tua prima pubblicazione, dal titolo “Granelli di sabbia” è del 2014 . Hai iniziato a scrivere da tempo o da recente? E com’è nata l’esigenza di scrivere poesie?

Innanzitutto ringrazio per l’invito, ne sono molto felice.
Ho iniziato a scrivere fin da piccola esprimendomi nella mia lingua madre, quella polacca. Poi, col passare degli anni, mi sono dedicata soprattutto alla musica, agli studi universitari e al lavoro come docente di pianoforte. Dopo il mio trasferimento in Italia sono tornata alla scrittura, stavolta nella mia lingua adottiva, quella italiana ma, come spesso accade, custodivo ogni verso in un cassetto segreto lontano dagli sguardi. Circa 6 anni fa ho avuto un incidente in palestra che mi ha impedito di lavorare ancora come pianista: un infortunio alla mano sinistra e 7 punti di invalidità permanente. È stato uno schock perché ogni sicurezza è crollata frantumandosi come il mio sfortunato dito. Per combattere contro la depressione ho deciso di dedicarmi completamente alla scrittura, ho partecipato al primo concorso poetico e i miei pensieri lirici sono usciti allo scoperto.

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Intervista allo scrittore e poeta Enrico Toso, a cura di Pier Carlo Lava

Intervista allo scrittore e poeta Enrico Toso, a cura di Pier Carlo Lava

Alessandria today è lieta di pubblicare per i lettori un intervista allo scrittore e poeta Enrico Toso, queste le sue risposte alle nostre domande.

Enrico Toso

Enrico ciao e benvenuto su Alessandria today è veramente un piacere farti un intervista, ci vuoi raccontare dove sei nato, chi sei, cosa fai nella vita oltre a scrivere e qualcosa della città dove vivi?

Sono nato a Padova nel 1950. In questa città ho vissuto fino alla laurea in ingegneria chimica. Ho sempre amato la chimica. Fin da piccolo mi attirava quello che stava dentro agli oggetti e mi prendeva la necessità di guardare cosa ci fosse oltre il contenitore, cercando, nello scomporre, ciò che lo componeva.

Non solo, venivo attratto da tutto quello che si trasformava da una cosa a un’altra, come per magia, e magia non era. Del mistero, volevo la conoscenza, imparando a maneggiarla.

Da bimbo pensavo alla pietra filosofale, crescendo l’ho messa da parte, ma esiste ancora in un angolo nascosto dentro di me. Ho sempre volato tra fantasia, immaginazione e realtà. Costringendo ora l’una sull’altra, alle volte separandole l’una dall’altra, mai contrapponendole fino a eliminarne una, consapevole, anche nel non saperlo, della loro preziosa specificità.

Scelsi ingegneria, perché volevo costruire impianti per produrre qualcosa che in natura non esisteva o che era nascosto tra le sue pieghe, scoprendo, tuttavia, che non tutto quello che veniva prodotto era compatibile con l’ambiente. Non potendolo sopportare, mi volli specializzare nel campo della protezione ambientale, quando ancora tale settore non esisteva.

Dopo la laurea, mi sono trasferito in Trentino, non per lavoro, ma per amore. Qui, dopo varie, belle, istruttive esperienze come insegnante di chimica, fisica, matematica, ho intrapreso la strada di progettista di impianti, presso alcune aziende private. Ma non era quello che mi interessava.

Volevo essere dalla parte di chi aveva il compito istituzionale di salvaguardare e tutelare il bene comune e la salute dei cittadini.

Alla fine degli anni settanta, la Provincia Autonoma di Trento bandì un concorso in quest’ambito ed io fui assunto. Ora sono in pensione e mi dedico a quello che prima non riuscivo compiutamente a fare: scrivere, leggere, ascoltare musica, (anche) suonare; essere partecipe ad attività artistiche e culturali; viaggiare, e lo si può fare in tanti modi.

Vivo a Pomarolo, un comune di poco più di duemila abitanti, vicino a Rovereto, che resta il mio principale riferimento. Ho scelto questo paese per la sua tranquillità. Continua a leggere “Intervista allo scrittore e poeta Enrico Toso, a cura di Pier Carlo Lava”

David Cintolesi, serendipità e fantasia. Intervista a cura di Marcello Comitini

David Cintolesi, serendipità e fantasia. Intervista a cura di Marcello Comitini

Dopo la biografia dello scrittore David Cintolesi, che trovate pubblicata a questo link
https://alessandria.today/2018/12/22/david-cintolesi-scrittore-fiorentino-si-presenta-ai-lettori-di-alessandria-today/

Alessandria today ha il piacere di pubblicarne l’intervista.

Benvenuto, David!

Sono felice d’avere l’occasione di intervistarti e in particolare di presentarti ai lettori di Alessandria today. Loro e io avremo così la possibilità di conoscerti meglio e di conoscere meglio la tua attività letteraria.


David Cintolesi

Ho notato che pubblichi racconti su diverse piattaforme online. Il tuo primo libro però è del novembre del 2018. Hai iniziato a scrivere da giovanissimo? Ecom’è nata l’esigenza di narrare?

In realtà non nasco scrittore. O meglio… scrittore di narrativa. Mi sono reso conto di nutrire una passione smodata per la scrittura dai classici temi a scuola. Fosse stato per me non avrei fatto altro.
Era l’unica via per far uscire i mostri che avevo dentro ma, la mia prima passione è stata la musica che, ha influenzato profondamente il mio modo di pensare, di approcciarmi alla vita e di vedere le cose. Sin da piccolo ne ho ascoltata tantissima, di tutti i generi, il mio idolo era Elvis. Mi mettevo le cuffie e imitavo le sue movenze. Volevo essere come lui.
Poi a quattordici anni ho scoperto il rap, in particolare Eminem con uno sguardo però proiettato anche verso il panorama italiano, gli Articolo 31 in primis che, parlavano la mia lingua, mi dicevano le stesse cose che pensavo anch’io. Era un po’ come parlare con un amico.
Per un po’ di anni ho provato a fare questo: ho scritto tante canzoni, ho inciso delle demo, ho collaborato con qualche artista e avuto dei gruppi anche non di matrice rap.
Credevo che la mia strada sarebbe stata quella. Non vedevo altre vie.

Poi la vita ti insegna che non è detto che un amore debba durare per sempre, certe volte è solo un passaggio, un momento di transizione, una fase utile a farti capire cosa vuoi veramente. E a un certo punto ho capito che non era ciò che volevo. Così ho scoperto un altro tipo di amore: la scrittura di storie.
Avevo sempre letto tanto fino a quel momento, i libri mi davano la possibilità di estraniarmi, dimenticarmi di me stesso e di tutto ciò che mi circondava. Mi faceva fare esperienze straordinarie che non avrei in nessun altro modo potuto fare. Mi faceva vivere la vita degli altri.
Ecco, l’esigenza di scrivere è nata proprio da questi due fattori: da una parte crearmi un mondo tutto mio e dall’altro vivere la vita degli altri, con la differenza che sei tu a decidere come va a finire.

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Fabio Squeo, conoscenza e libertà. Intervista a cura di Marcello Comitini

Fabio Squeo, conoscenza e libertà. Intervista a cura di Marcello Comitini

Dopo la biografia del  poeta Fabio Squeo che trovate pubblicata a questo link
https://alessandria.today/2018/11/26/il-poeta-fabio-squeo-si-presenta-ai-lettori-di-alessandria-today/
Alessandria today ha il piacere di pubblicarne l’intervista.

Benvenuto, Fabio!
Sono felice d’avere l’occasione di intervistarti e in particolare di presentarti ai lettori di Alessandria today. Loro e io avremo così la possibilità di conoscerti meglio e di conoscere meglio il pensiero di un autore giovanissimo, che dimostra di essere già pienamente inserito nel tessuto culturale italiano.
Ho notato che a ventisei anni hai pubblicato la prima raccolta di poesie. Hai iniziato a scrivere da giovanissimo? E com’è nata l’esigenza di scrivere in versi?

Si, ho pubblicato la mia prima raccolta a ventisei anni;anche se, va precisato, che ho cominciato a scrivere i primi versi all’età di tredici anni. E’ stata la rivelazione improvvisa di un mondo fatto di sensazioni meravigliose, sogni e dolori resi più sopportabili da un dialogo interiore con me stesso. I primi versi scritti erano piuttosto timidi, discreti fino a quando entrai nella convinzione dell’importanza di scrivere poesie. Eppure non mi sono mai definito “poeta”, poiché – secondo il mio modesto punto di vista – ho sempre pensato che la poesia, intesa nel significato più alto e genuino del termine come “creazione, invenzione e composizione”(dal greco poiêsis che attiene a poièô) avesse sicuramente a che fare con Dio e le sue proprietà. C’è tuttavia un dato da non tralasciare: All’età di sedici anni nella mia classe di liceo leggevo le poesie ai compagni, e le declamavo nelle ore di ricreazione: ricordo che il professore di latino fece di tutto per dedicarmi un angolo poetico all’interno del giornalino della scuola. Fui felicissimo.

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