Iran, aereo si schianta al suolo in fase di atterraggio: forse un errore del pilota

Boeing 707 si schianta al suolo in fase di atterraggio: forse un errore del pilotaStrage vicino Teheran, in Iran. Il cargo si è schiantato contro un muro prendendo fuoco.

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Almeno 15 le vittime

Redazione14 gennaio 2019 Iran, aereo si schianta al suolo in fase di atterraggio: forse un errore del pilota

Un aereo cargo della compagnia aerea del Kyrgyzstan è precipitato questa mattina all’aeroporto di Fath, vicino a Teheran in Iran. Lo riferiscono media locali, precisando che l’aereo coinvolto nello schianto è un Boeing 707 che era partito da Bishkek, capitale del Kyrgyzstan.

Aereo caduto oggi in Iran, la ricostruzione

In base alle prime ricostruzioni, l’aereo si è schiantato mentre atterrava all’aeroporto di Fath, situato a Karaj, provincia di Alborz a 40 chilometri a ovest della capitale iraniana di Teheran, secondo quanto riferito dall’agenzia Mehr News. L’agenzia di stampa Irna riporta la testimonianza di un funzionario dell’aeroporto di Fath, secondo il quale lo schianto sarebbe stato causato da un errore del pilota in fase di atterraggio.

Sorgente: Iran, aereo si schianta al suolo in fase di atterraggio: forse un errore del pilota

Gli Usa cominciano il ritiro dalla Siria. Al via il patto anti-Iran. La Stampa

Colonne di mezzi lasciano il Paese, «le truppe restano». Pompeo: «Conferenza in Polonia per la nuova coalizione»

Mezzi militari statunitensi si spostano verso il confine turco, nella zona di Manbij
PAOLO MASTROLILLI INVIATO A NEW YORK
Gli Usa organizzano una conferenza in Polonia sull’Iran, «per costruire la coalizione» contro Teheran, e cominciano il ritiro dalla Siria. Sono gli effetti della dottrina del presidente Trump per il Medio Oriente, che il segretario di Stato Pompeo aveva delineato nel discorso di giovedì al Cairo.

La notizia più imminente è quella della Siria, dove fonti del Pentagono hanno confermato al Wall Street Journal di aver iniziato a smobilitare. I dettagli sono riservati, ma l’operazione è già in atto, al punto che la nave anfibia d’assalto Uss Kearsarge sta navigando verso la regione con centinaia di Marines, elicotteri e altri velivoli a bordo, proprio per proteggere il rientro dei soldati. «Abbiamo avviato – ha detto il colonnello Sean Ryan – il processo per il nostro ritiro deliberato dalla Siria». Nei giorni scorsi il consigliere per la sicurezza nazionale Bolton aveva subordinato la smobilitazione ad alcune condizioni, tra cui la garanzia che la Turchia non avrebbe attaccato i curdi del Ypg, alleati degli Usa nella lotta all’Isis… continua su: Gli Usa cominciano il ritiro dalla Siria. Al via il patto anti-Iran – La Stampa

Artiste iraniane in Monferrato… da Mantova

Artiste iraniane in Monferrato… da Mantova

Casale Monferrato: Prosegue il proficuo rapporto di collaborazione tra il Comune di Casale Monferrato e il Complesso Museale di Palazzo Ducale di Mantova sui temi del reciproco sviluppo culturale e turistico.

Da sabato 13 ottobre a domenica 2 dicembre, nelle sale del secondo piano del Castello del Monferrato verrà ospitata l’esposizione a ingresso gratuito “Good morning… good night. Cinque artiste e una curatrice dall’Iran. The sequel”.

iran Nargess Hashemi untitled ¦ senza titolo ¦ 2014 ricamo su tenda da doccia 184x176 cm ¦

La mostra, curata dall’iraniana Tarlan Rafiee e dal direttore di Palazzo Ducale Peter Assmann, prevede l’esposizione di cinque affermate artiste iraniane di diverse generazioni, Parvaneh Etemadi, Nargess Hashemi, Farah Ossouli, Rozita Sharafjahan, Golnaz Taheri.

L’inaugurazione avrà luogo sabato 13 ottobre alle ore 18. Vi prenderanno parte gli stessi curatori, l’iraniana Tarlan Rafiee che presenterà l’esposizione e condurrà gli intervenuti in una visita guidata, e Peter Assmann.

Il percorso casalese, dopo un primo appuntamento tenutosi in primavera a Mantova, si muove da poli diversi quali l’antica Persia e il moderno Iran, la cultura tradizionale e la scena artistica contemporanea e intende dare luce, parola, ascolto alla componente femminile di questa parte di mondo dove oggi le donne giocano ruoli importanti in politica, economia, cultura e sicurezza militare. L’esposizione sarà visitabile il sabato, la domenica e i festivi dalle 10 alle 13 e dalle 15 alle 19. Saranno possibili anche visite infrasettimanali su prenotazione al numero 0142 444330. Continua a leggere “Artiste iraniane in Monferrato… da Mantova”

Pompeo attacca l’Iran: “Riceverà le sanzioni più dure della storia se non cambia politica”, di Paolo Mastrolilli. La Stampa

Pompeo attacca l’Iran: “Riceverà le sanzioni più dure della storia se non cambia politica”

Pompeo

Gli Stati Uniti chiedono il ritiro da Siria e Iraq e la fine dei finanziamenti ad Hamas e Hezbollah

REUTERS

Il segretario di Stato americano, Mike Pompeo

PAOLO MASTROLILLI INVIATO A NEW YORK

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L’Iran verrà colpito dalle «sanzioni più dure della storia», se non cambierà radicalmente la sua politica. Se invece si adeguerà alle richieste americane, gli Usa ristabiliranno le relazioni diplomatiche con la Repubblica islamica e la aiuteranno a ricostruire la propria economia. Questo “aut aut” è venuto dal segretario di Stato Pompeo, attraverso il discorso con cui ieri ha delineato il “piano B” di Washington, dopo la decisione del presidente Trump di uscire dall’accordo nucleare Jcpoa. Teheran però ha subito bocciato la sua linea, dicendo che in realtà è solo una manovra per favorire il cambio di regime. 

Pompeo ha parlato alla Heritage Foundation, partendo dai motivi per cui gli Usa hanno abbandonato l’accordo nucleare, che in sostanza non impedisce lo sviluppo delle armi atomiche, ma ha consentito all’Iran di lanciare la sua campagna aggressiva in tutta la regione. Il segretario di Stato ha attaccato direttamente il presidente Rohani e il ministro degli Esteri Zarif, dicendo che «l’Occidente li considera estranei ai comportamenti maligni» di Teheran, ma in realtà ne sono responsabili. «Il regime continua a cercare di creare un corridoio dall’Iran al Mediterraneo», e questo progetto strategico va bloccato. Per riuscirci Washington agirà fuori dal Jcpoa, senza rinegoziarlo, su tre direttive: primo, «applicare una pressione finanziaria senza precedenti sul regime»; secondo, lavorare con gli alleati regionali per fermare le aggressioni di Teheran; terzo, difendere i cittadini iraniani.  Continua a leggere “Pompeo attacca l’Iran: “Riceverà le sanzioni più dure della storia se non cambia politica”, di Paolo Mastrolilli. La Stampa”

Rohani: “Decisione illegittima. Pronti ad arricchire l’uranio”, di Giordano Stabile. La Stampa

Rohani: “Decisione illegittima. Pronti ad arricchire l’uranio”

La rabbia del leader iraniano: faremo di tutto contro Usa e Israele. Venti di guerra in Siria, raid dello Stato ebraico su una base a Damasco
AP

Hassan Rohani, 69 anni, dal 3 agosto 2013 è presidente dell’Iran: dopo l’annuncio di Trump ha comunicato che resterà nell’intesa

GIORDANO STABILE INVIATO A BEIRUT http://www.lastampa.it/

Hassan Rohani risponde nel giro di pochi minuti, in diretta tv, all’annuncio di Donald Trump e accusa l’America di aver preso una decisione «illegale, illegittima, che mina gli accordi internazionali», di essere un Paese che «mette firme vuote su pezzi di carta» e non rispetta mai la parola data. Il presidente iraniano annuncia che «resterà nell’intesa» ma avverte che «c’è poco tempo per iniziare i negoziati per mantenerla in piedi», e di aver ordinato all’Agenzia atomica «di essere pronta a riprendere l’arricchimento dell’uranio come mai prima, già nelle prossime settimane», se non ci dovesse riuscire.

La replica è un misto di orgoglio nazionale e ricerca di dialogo, per lo meno con l’Europa. L’Iran, assicura «sarà più forte e unito che mai», non è isolato e ha dimostrato di saper mantenere gli impegni mentre gli Stati Uniti non sono affidabili e «l’unico alleato che li segue è Israele».

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Trump: “Via dal patto nucleare. Sanzioni a chi aiuterà l’Iran”, di Paolo Mastrolilli. La Stampa

Trump: “Via dal patto nucleare. Sanzioni a chi aiuterà l’Iran”

Per la Casa Bianca il regime è il più grande sponsor del terrorismo. “L’accordo non funziona, la popolazione si ribelli contro i suoi leader”
AP

Il presidente americano Donald Trump esprime dubbi sulla bontà dell’accordo con Teheran fin dal suo insediamento alla Casa Bianca

PAOLO MASTROLILLI INVIATO A NEW YORK  http://www.lastampa.it/

L’Iran è il più grande sponsor mondiale del terrorismo, l’accordo nucleare non ha portato la pace e non garantisce che non costruisca la bomba, e perciò gli Usa lo abbandonano. Lo fanno nel modo più duro possibile, quella che gli analisti chiamano «opzione atomica». Infatti, anche le aziende europee verranno colpite dalle sanzioni americane, se firmeranno nuovi contratti con Teheran, o se non annulleranno quelli esistenti nell’arco di tempi variabili che il dipartimento al Tesoro sta definendo. Una scelta netta, che lascia aperte solo due strade: l’improbabile resa della Repubblica Islamica, attraverso un nuovo accordo che recepisca tutte le richieste di Washington; oppure l’avvio di un processo finalizzato al cambio di regime.

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Cyberguerra, tra Israele e Iran la battaglia è già cominciata, di Francesco Bussoletti. La Stampa

Cyberguerra, tra Israele e Iran la battaglia è già cominciata

Attacchi informatici e laboratori segreti. Gli hacker ingannano i siriani con un falso raid
AFP

Giovani in una sala computer a Qom. Che la cyberguerra sia già in corso lo conferma anche un raid in Siria mai avvenuto, ma che è stato registrato dai radar di Damasco

FRANCESCO BUSSOLETTI DUBAI  http://www.lastampa.it/

La guerra tra Israele e l’Iran è già cominciata, passa dai pc e si combatte in tutto il mondo. Lo conferma il secondo presunto raid Usa-Gran Bretagna-Francia in Siria, che non è mai avvenuto. Ma che è stato registrato dai radar di Damasco, i quali hanno attivato le difese anti-aeree. Fonti militari internazionali affermano, infatti, che qualcuno – si guarda a Usa e Stato ebraico – abbia lanciato un’azione di cyberwarfare contro il centro di riporto e controllo di Damasco. La struttura che riceve tutte le informazioni legate alla protezione dello spazio aereo nazionale e le smista alle unità competenti.

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Netanyahu: “Teheran mente, ha un piano nucleare segreto”, di Giordano Stabile. La Stampa

Netanyahu: “Teheran mente, ha un piano nucleare segreto”

Il premier israeliano: l’intelligence ha 55 mila documenti che incriminano l’Iran. “Il regime vuole 5 bombe come Hiroshima”. Raid su una base in Siria: 38 morti
AFP

Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu durante la conferenza stampa nella quale ha presentato parte delle prove che gli 007 israeliani hanno raccolto sul programma nucleare di Teheran

Giordano Stabile inviato a Beirut http://www.lastampa.it

Benjamin Netanyahu denuncia al mondo che l’Iran non «rispetta l’accordo sul nucleare», ha mentito per raggiungere l’intesa e continua a conservare e sviluppare in segreto il know-how per costruire almeno «cinque ordigni atomici della potenza di Hiroshima», il tutto a poche ore da un raid che ha distrutto una base missilistica dei Pasdaran nel cuore della Siria.

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Nessuno crede a Bibi. Ue e Aiea smontano le accuse di Netanyahu all’Iran

Nessuno crede a Bibi. Ue e Aiea smontano le accuse di Netanyahu all’Iran

La narrazione sulla “Shoah nucleare” per dare una sponda a Trump

Aveva messo a punto il copione con l’amico Donald. Dei contenuti aveva informato il segretario di Stato Usa. Ma nella performance televisiva di Benjamin Netanyahu, i contenuti sono un dettaglio, neanche troppo originale. Nell’epoca della post verità, ciò che conta davvero non è la realtà ma la narrazione. E “Bibi”, come The Donald, in questo sono dei maestri, imbattibili.

Il primo ministro d’Israele sa toccare le corde dei sentimenti, accarezzare le paure dell’opinione pubblica interna, orientare la rabbia verso il Nemico mortale, e così facendo cementare l’unità di popolo, offrendo ai cittadini-telespettatori ciò che si attendevano: la narrazione di un Paese, Israele, in trincea, chiamato a difendersi da un regime aggressivo, quello iraniano, che in testa ha solo una cosa: provocare una Shoah nucleare. Ecco allora Netanyahu presentarsi davanti ai riflettori per denunciare che l’Iran ha un programma segreto, chiamato Amad, per la creazione di cinque bombe atomiche “equivalenti a quella di Hiroshima”.

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Iran, l’Italia nel gruppo di contatto Ue per rivedere l’accordo sul nucleare

Alfano

Parigi e Londra invitano Roma nel foro che include anche Berlino Sabato a Monaco la prima riunione formale. Confronto con gli Usa

Il ministro degli Esteri Angelino Alfano

ALBERTO SIMONI http://www.lastampa.it/

L’Italia torna da protagonista nella complessa partita dei rapporti dell’Occidente con l’Iran. Lo fa indicando agli europei – e di riflesso agli Stati Uniti – un approccio innovativo e trasformando in un attacco a quattro punte quel gruppo di contatto a tre (Londra, Parigi, Berlino) da cui nel 2003 per scelte politiche Roma si era auto-esclusa.   

Si passa così, per l’Italia, dall’assenza di voce in quelli che furono i negoziati sul programma atomico culminati con il grande accordo del 2015, a un ruolo cardine nella cabina di regia per impostare un «dialogo» con Teheran su basi diverse che non siano quelle esclusive e vincolanti del dossier nucleare. Continua a leggere “Iran, l’Italia nel gruppo di contatto Ue per rivedere l’accordo sul nucleare”