UNO SPIRITO DECISO, di Silvia De Angelis

egiziana7

Nella piana di Amarna   il faraone Onuris ama stabilire la sua elegante residenza, indiscussa, naturalmente per solidità ed eleganza. Infatti è immersa in ampi e verdi cortili rettangolari, ravvivati dal turchino d’ una piscina in cui sguazzano pesci  variopinti, alla mercè di vistose piante acquatiche.

L’ atmosfera vivacissima nelle ore del giorno, si tinge di mistero, nelle ore del buio, velato di sussulti  e aliti arcani, che rendono ancora più intriganti i  respiri di quegli ambienti.

E’ Nefret   la ragazza enigmatica, che da qualche giorno s’ addentra fra le stanze della suntuosa dimora e Onuris, che  ne ha notato la presenza, per l’ indicibile bellezza, cerca di sondare il terreno, circa notizie che la riguardano, rimanendo il più possibile nell’ anonimato.

L’ entourage del sommo, rende noto allo stesso, che la donna è una delle ancelle addette al controllo delle stanze e al riordino dei papiri, riguardanti  trame ataviche e tracce di mappe astronomiche, in corso di aggiornamento. Continua a leggere “UNO SPIRITO DECISO, di Silvia De Angelis”

Egitto: Isis attacca checkpoint Sinai

Egitto: Isis attacca checkpoint Sinai

Con cinture esplosive, esercito neutralizza i 15 terroristi

(ANSA) – IL CAIRO, 14 APR – Otto soldati egiziani uccisi e 15 feriti è il bilancio di un attacco compiuto stamane nel Sinai da un gruppo di 14 terroristi dell’Isis che, indossando cinture esplosive, si sono infiltrati in un checkpoint dell’esercito egiziano. Lo riferisce il portavoce delle Forze armate, il colonnello Tamer El Rrefaii. Secondo quanto si è appreso, i jihadisti hanno attaccato il checkpoint all’alba e quattro di loro si sono fatti esplodere, uccidendo gli 8 soldati e ferendone altri 15. A quel punto i militari hanno agito uccidendo gli altri terroristi.

Terrorismo, arrestato marocchino in Piemonte: evocava il martirio

310x0_1511247723273.Schermata_2017_11_21_alle_07.52.22

Sequestrate immagini in cui posa come i miliziani-terroristi dell’Isis

  I carabinieri dei Ros hanno fermato a Fossano Ilyass Hadouz, 19 anni. E’ accusato di istigazione a delinquere aggravata dalle finalità del terrorismo e partecipazione ad associazione con finalità di terrorismo internazionale

30 marzo 2018

 Evocava il martirio – termine che nell’estremismo islamista indica l’autoimmolazione dei terroristi kamikaze – il marocchino arrestato all’alba di oggi dai carabinieri a Fossano, nei pressi di Cuneo, su disposizione della Procura di Roma. Ilyass Hadouz, 19 anni, residente a Fossano, è accusato di istigazione a delinquere aggravata dalle finalità del terrorismo e partecipazione ad associazione con finalità di terrorismo internazionale.    Dalle indagini del Ros dei carabinieri è emerso che il giovane attraverso i suoi account social su Facebook, Instagram e Twitter faceva propaganda jihadista e inneggiava al martirio, alla ricompensa che Dio concederà alla comunità dei musulmani impegnati nel jihad, alla punizione dei miscredenti, esaltando le gesta, il valore ed il coraggio dei combattenti in nome di Allah.    Tra le frasi più significative censite su alcuni dei suoi canali Facebook, i riferimenti alla morte nella concezione dello ‘shahid’ (martire), per il quale “è deprimente morire di vecchiaia”, ma anche il destino di chi non crede nella parola di Allah, “ai miscredenti saranno destinati giorni neri che faranno imbiancare i capelli ai bambini”. Continua a leggere “Terrorismo, arrestato marocchino in Piemonte: evocava il martirio”

Studiava attentati con camion bomba nel nome di Allah

Elmadhi halili arresto-kCCB-U1110161698434qzF-1024x576@LaStampa.it

Studiava attentati con camion bomba nel nome di Allah

A Torino fermato un italo-marocchino affiliato all’Isis. Sul web reclutava lupi solitari: “Sgozzate gli infedeli”

Nel 2015 Halili fu condannato a 2 anni con la condizionale per istigazione a delinquere con finalità di terrorismo

MASSIMILIANO PEGGIO TORINO

Entrando nella questura di Torino, Halili ha sollevato la testa, sfilando tra gli uomini incappucciati della Digos e dell’antiterrorismo, quasi con l’orgoglio di un soldato catturato in battaglia. «Sono fiero di andare in carcere per Allah» ha detto, ripetendo la stessa frase in arabo.  

Halili El Mahdi 23 anni, marocchino naturalizzato italiano, è stato arrestato ieri con l’accusa di aver «partecipato all’organizzazione terroristica Isis» «ricevendo, condividendo e diffondendo» materiale di propaganda dello Stato Islamico e della jihad come video, foto, documenti e notizie provenienti dai canali ufficiali del Califfato». Da tempo impartiva lezioni a un giovane, Eliamon Aristide Hermann Akossi, alias Ibrahim, su come uccidere, innescando il suo odio. Gli mostrava video su come sgozzare e «far esplodere i nemici dell’Islam»… continua su: http://www.lastampa.it/2018/03/29/italia/cronache/studiava-attentati-con-camion-bomba-nel-nome-di-allah-hhsjx0lC2wLZwnVkxFD2HK/pagina.html

Ad Alessandria alcuni degli italiani combattenti nel Kurdistan occidentale

davdi Maria Luisa Pirrone. Alessandria

Dai media sappiamo tutto, o quasi, dei Foreign Fighters che in Siria ingrossano le fila dell’Isis. Sappiamo poco o nulla, invece, dei combattenti stranieri arruolati nelle milizie curde contro il Califfato del terrore. Tra questi volontari, ci sono anche degli italiani, e sabato scorso l’Associazione Verso il Kurdistan ha organizzato un incontro pubblico con alcuni di loro presso il Teatro Parvum. Un’occasione rara nella nostra città per conoscere una pagina di storia contemporanea ignorata o trattata con imprecisione dal giornalismo italiano.

675x350_bonus-kurdistanLe Unità di Difesa del Popolo o YPG sono forze di autodifesa della regione a maggioranza curda nel nord della Siria, sorte nel 2004 a seguito di violenti attacchi del regime di Bashar Al-Assad contro i curdi, popolo da sempre privato di un riconoscimento ufficiale, vittima di un genocidio culturale oltre che fisico e suddiviso geo-politicamente in quattro parti tra le potenze circostanti (Siria, Turchia, Iraq e Iran). Le pesanti repressioni contro chi non si uniformava al regime spinsero i curdi siriani ad organizzarsi politicamente attraverso il Partito di Unione Democratica e militarmente dislocando le YPG sul territorio.

Continua a leggere “Ad Alessandria alcuni degli italiani combattenti nel Kurdistan occidentale”