I giovani ma non solo e i problemi del lavoro, di Pier Carlo Lava

I giovani ma non solo e i problemi del lavoro, di Pier Carlo Lava

Alessandria: Appartengo ad una generazione nella quale il lavoro non mancava e quando raramente capitava di perderlo, o invece più frequentemente si decideva di cambiare azienda per migliorare la propria posizione economica o per motivi di carriera, non c’erano problemi a trovarne un altro. 

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Ai lavoratori più qualificati, senza alcuna differenza fra operai, impiegati, funzionari o dirigenti, bastava una telefonata a chi li aveva contattati in precedenza con una proposta lavorativa e nel giro di qualche giorno operavano per un altra azienda, per quelli meno qualificati occorreva comunque poco tempo per una nuova sistemazione.

All’epoca esisteva esclusivamente il contratto di lavoro a tempo indeterminato e le varie organizzazioni sindacali, vantavano nei confronti delle imprese, un peso contrattuale decisamente superiore a quella odierno.

Negli anni 60 e per alcuni decenni a seguire l’occupazione non rappresentava ancora un grande problema, ma il cambiamento era nell’aria, i primi segnali importanti sono iniziati negli anni 90 e in particolare a partire dall’anno 2000, il mondo stava evolvendo, i mercati emergenti, la globalizzazione e la concorrenza internazionale iniziavano a produrre i primi effetti, che in seguito diventarono devastanti per le imprese italiane.

Le crescenti difficoltà delle stesse determinarono due conseguenze, l’inizio della delocalizzazione di diverse aziende in paesi dove il costo della mano d’opera era decisamente più basso e un ulteriore conseguente aumento della disoccupazione. Continua a leggere “I giovani ma non solo e i problemi del lavoro, di Pier Carlo Lava”

Francia: Cuneo appende bandiera, Bergesio (Lega), sindaco e Presidente di Provincia dovrebbe protestare con Francia in difesa dei Cuneesi e degli Italiani, non esporre la bandiera

Francia: Cuneo appende bandiera, Bergesio (Lega), sindaco e Presidente di Provincia dovrebbe protestare con Francia in difesa dei Cuneesi e degli Italiani, non esporre la bandiera

Cuneo, 8 feb – “Anziché occuparsi di politica estera, il sindaco dovrebbe pensare prima ai cittadini di Cuneo e della provincia Granda di cui è presidente.

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Come territorio di confine, siamo i primi a subire le imposizioni contro l’Italia e a pagare le scelte sbagliate del governo francese: al Tenda controlla tutti i mezzi, a Modane ferma per ore i treni che trasportano anche i nostri lavoratori, senza dimenticare la situazione assurda a Ventimiglia.

La Francia ha autonomamente applicato il divieto alla circolazione ai veicoli superiori alle 19 ton sulla RD 6204 della valle Roya, solo sul tratto francese, discriminando e penalizzando gli autotrasportatori Italiani.

Il sindaco e presidente della Provincia Borgna, che subisce le decisioni che si ripercuotono sui cittadini, dovrebbe protestare, non esporre la bandiera, per lamentare i divieti sui trasporti, gli accesi limitati ai valichi, i controlli sui confini e sui treni, e l’aiuto pari a zero in tema di immigrazione.

Come Lega, siamo assolutamente contrari a  questo falso buonismo di sinistra che non porta da nessuna parte, se non verso un’ulteriore sottomissione a ingerenze dei governi stranieri e a quest’Europa che non funziona”.

Lo dichiara Giorgio Maria Bergesio, senatore piemontese della Lega.

Ufficio Stampa Lega Senato

Un documentario intenso al Circolo del Cinema Adelio Ferrero, di Lia Tommi

Circolo del Cinema Adelio Ferrero – Alessandria
STAGIONE 2018-2019
DAL MAESTRO NANNI MORETTI,
UN DOCUMENTARIO INTENSO E PARTECIPATO
SUL SENSO STESSO DEL NOSTRO ESSERE ITALIANI

MARTEDI’ 5 febbraio 2019, ore 21,15
proiezione del film:

SANTIAGO, ITALIA
di Nanni Moretti
con:
introduzione e commento al film
di Roberto Lasagna,
in collegamento con Caterina Giargia

Possono assistere alla proiezione anche i non iscritti
La proiezione unica avverrà come di consueto presso la
MULTISALA KRISTALLI

Nel corso della serata sarà possibile iscriversi al Circolo del Cinema
(Onde evitare code, si consiglia di presentarsi con qualche anticipo)

La tessera per la nuova stagione del Circolo del Cinema costa euro 12,00
Per gli studenti fino a 25 anni la tessera costa euro 6,00

Il costo del biglietto d’ingresso per i tesserati è di euro 5,00. La tessera della nuova stagione dà anche diritto alla riduzione (euro 6,00) per tutti i film della programmazione normale del Cinema Multisala Kristalli (sale Kubrick e Kurosawa) e del Cinema Teatro Alessandrino.
I non tesserati possono accedere alla visione del film acquistando il biglietto normale (euro 7,50).

Rapporto deficit – pil, ecco perché la Francia può permettersi di sforare e l’Italia no. Repubblica.it

Il paragone non regge perché i parametri sono diversi: dal tasso di crescita alla disoccupazione, dal debito allo spread. Il confronto è tra un’economia sana e una quasi in recessione.

di ROBERTO PETRINI

Il paragone tra Francia e Italia, purtroppo per noi, non regge. Con i cugini d’Oltralpe condividiamo molte cose ma non lo stato dell’Economia. A confrontare i dati pubblicati dalle Autumn Forecast della Commissione Europea, ora sotto il tiro dei gialloverdi che reclamano egual trattamento, le differenze sono rilevanti.

A partire dal tono dell’economia, brillante in Francia e vicino alla recessione in Italia: Parigi viaggia il prossimo anno all’1,6 per cento e noi siamo sotto l’1, come ci attestano tutti i previsori internazionali, se andrà bene. Investimenti e disoccupazione in calo al 9 per cento in Francia, investimenti che stentano e disoccupazione al 10,4 per cento in Italia.

La partita si potrebbe chiudere qui, se non fosse che i gialloverdi pretendono che all’Italia venga concesso lo stesso – ipotetico – trattamento della Francia e dunque che non venga aperta la procedura d’infrazione.

Sorgente: Rapporto deficit / pil, ecco perché la Francia può permettersi di sforare e l’Italia no – Repubblica.it

L’Italia aumenta al livello massimo i controlli antiterrorismo dopo l’attentato di Strasburgo. L’Huffington Post

Il luogo dove è stato sferrato un attacco terroristico che ha causato morti e feriti a Strasburgo, 12 dicembre 2018.

Non ci sarebbero, secondo il Comitato di analisi strategica antiterrorismo, collegamenti tra i fatti avvenuti in Francia e l’Italia.

Dopo l‘attentato di Strasburgo anche l’Italia innalza al massimo livello i controlli antiterrorismo in vista delle festività natalizie e di fine anno.

L’indicazione a prefetti e questori è arrivata al termine della riunione straordinaria del Comitato di analisi strategica antiterrorismo (Casa) svoltasi al Viminale per analizzare il quadro della minaccia dopo gli eventi francesi.

Sorgente: L’Italia aumenta al livello massimo i controlli antiterrorismo dopo l’attentato di Strasburgo | L’Huffington Post

Leggi, regole e rispetto del prossimo, sono diventate un optional?

Leggi, regole e rispetto del prossimo, sono diventate un optional?

di Pier Carlo Lava

Alessandria: Oggi  viviamo in una società sempre complessa e multietnica, i tempi sono cambiati e c’è chi ritiene decisamente in peggio, infatti microcriminalità, vandalismo, prepotenza e mancanza di rispetto verso il prossimo e delle regole, sembrano diventati la normalità, come se nel tempo ci fossimo assuefatti ad una situazione che riteniamo ormai irrisolvibile e dalla quale non è più possibile uscirne.

Pier Carlo Lava

L’egoismo e il razzismo sono due virus che nell’attuale contesto sociale si stanno diffondendo in modo sempre più preoccupante ma ai quali quasi nessuno sembra fare troppo caso.

La storica solidarietà del popolo italiano a chi è in difficoltà sta diventando un pallido ricordo in quanto oggi è praticata prevalentemente da un esigua minoranza che svolge opera di volontariato.

Fra la gente sempre più spesso e in diverse situazioni si sente dire “non è un problema che mi riguarda, ci penseranno altri”, peccato che chi lo afferma dimentica che nessuno è immune a sventure o episodi sfortunati e ciò dovrebbe fungere da avvertimento e stimolare una maggiore attenzione ai problemi del prossimo.

L’ITALIA E’ IL PAESE PIU’ IGNORANTE DEL MONDO SVILUPPATO, di Claudio Martinotti Doria 

L’ITALIA E’ IL PAESE PIU’ IGNORANTE DEL MONDO SVILUPPATO

di Claudio Martinotti Doria 

Non c’è da stupirsi che l’Italia risulti il paese con la popolazione più ignorante tra i cosiddetti paesi sviluppati e occidentali, addirittura peggio degli Stati Uniti, che come ignoranza non scherzano.

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Sull’argomento ho scritto innumerevoli articoli, saggi e approfondimenti (tratto l’argomento anche nel mio libro in fase di pubblicazione) e quindi per me è solo un’ovvia conferma.

Ma in questo caso devo riconoscere l’intelligenza di questa ricerca internazionale che non si soffermata sui titoli di studio, che traggono in inganno, non essendo sufficienti per tracciare l’ignoranza o la cultura di una popolazione, ma ha tenuto conto della percezione della realtà, cioé la capacità di analizzare e valutare i fatti. Siccome per farlo occorre essere ben informati, documentarsi ed elaborare i dati, quindi occorre soprattutto saper pensare, ecco che gli italiani sono emersi nella loro pigrizia, disinformazione, sprovvedutezza, ignavia, ecc..

Del resto il 70 per cento della popolazione non legge mai neppure un libro all’anno, e la maggioranza si informa ancora tramite la televisione, pochissimi navigano in rete per documentarsi, la maggioranza naviga per cazzeggiare. Quindi di cosa dovremmo stupirci, semplicemente adesso abbiamo ottenuto un riconoscimento pubblico internazionale: SIAMO LA POPOLAZIONE PIU’ IGNORANTE DEL MONDO OCCIDENTALE E INDUSTRIALIZZATO.

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Quanti posti di lavoro si perderanno con i Robocaller?

Quanti posti di lavoro si perderanno con i Robocaller?

(In attesa che funzioni il DPR 178/2010).

di Pier Carlo Lava

L’Authotity ai call center: “Rispettate le regole, o arriverà un conto salato”.

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Nel frattempo la legge 5/2018, che dovrebbe liberarci dal telemarketing selvaggio, con l’estensione della possibilità di iscrizione al Registro Pubblico delle Opposizioni ai numeri di cellulare e a tutti i numeri riservati, è stata pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale il 3 febbraio 2018.

Ma pur essendo trascorsi già otto mesi, non può ancora essere applicata in quanto manca l’aggiornamento del DPR 178/2010, quindi è tutto bloccato.

Ad oggi i numeri di telefono iscritti al Registro sono 1,5 milioni, ma sono 120 milioni quelli che si potranno iscrivere.

In America però va anche peggio, dato che da tempo sono operativi i “robocaller”, sistemi automatizzati per contattare i cittadini e cercare di farli diventare clienti. In Italia invece gli stessi hanno ormai familiarizzato con le telefonate mute.

Il Garante della Privacy, afferma, “i call center, per ottimizzare i tempi, adottano metodi automatizzati che aumentano considerevolmente le chiamate rispetto al numero degli operatori”.

da: Il Giorno

foto: https://arstechnica.com

Italia xenofoba per i teenagers, di Cristina Saracano

È uno dei temi politici di maggiore interesse, scontro e dibattito: gli stranieri in Italia.

Secondo un’intervista effettuata da skuola.net, i ragazzi dai tredici ai diciannove anni, ritengono il nostro paese xenofobo e razzista.

La percentuale di insoddisfazione sale con l’età, e gli stessi figli di migranti non sono contenti della situazione in Italia, circa il 67% degli stranieri definisce l’Italia un paese xenofobo e razzista.

Comunque, al quesito “Tu presenteresti ai tuoi un fidanzato straniero?”, circa la metà dei giovani lo farebbe senza problemi, questo a significare che i ragazzi vorrebbero integrarsi e accettare nuove culture, così come anche i giovani stranieri non avrebbero problemi a far conoscere un fidanzato italiano.

Per quanto riguarda l’opinione politica, oltre il 30% dei teenagers sostiene che i governi fanno troppo poco per aiutare gli extracomunitari a integrarsi in Italia.

Dati che, ancora una volta, fanno riflettere.

Fonte: ansa.it

Femminicidio: nel 2017 morte 113 donne

Femminicidio: nel 2017 morte 113 donne

da paesaggiliberi https://paesaggiliberi.altervista.org

Le vittime di femminicidio, l’anno scorso, sono state centotredici. L’associazione Sos Stalking ha tracciato il tragico bilancio del 2017. A ucciderle sono stati, nella maggior parte dei casi, i mariti, i compagni, gli ex.

Due delle donne assassinate aspettavano dei bambini e i feti, di 5 mesi in un caso, di 6 nell’altro, sono morti con loro.

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I numeri raccolti dall’associazione, del resto sono drammatici: nel 2016 in Italia sono state uccise 115 donne, il 2015 ha visto 120 vittime, 117 donne sono state uccise nel 2014 e ben 138 nel 2013. Una strage che le vede indifese contro la furia cieca dei loro partner o ex partner, incapaci di accettare la fine della relazione o la volontà della ex compagna di volersi ricostruire una vita.

“C’è però un dato rincuorante, sebbene non sufficiente per poter definire la situazione meno grave – afferma l’avvocato Lorenzo Puglisi, presidente e fondatore di Sos Stalking – e cioè che rispetto ai due anni precedenti gli omicidi sono calati del 7%. Si tratta di un dato che fa ben sperare, nonostante il trend delle denunce di stalking (spesso anticamera del femminicidio) sia in netto calo. Si stima che su 3.466.000 vittime il 78% non abbia sporto querela, soprattutto per la sfiducia che viene riposta nelle Autorità che spesso tardano a fornire un primo aiuto”

Allarme rosso per il pianeta Terra

Allarme rosso per il pianeta Terra

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Mondo: Nel 2100 il riscaldamento globale del pianeta potrebbe aumentare di 3 gradi, e raggiungere una soglia drammatica, se i Paesi continueranno a produrre gas serra (che negli ultimi 200 anni non hanno mai cessato di crescere) così come fanno oggi.

Italia: Il Cnr ha reso noto che l’anno in corso passera alla storia come il più caldo nel nostro Paese dal 1800, nei primi nove mesi gli scienziati hanno registrato un +1,5 gradi rispetto alla media 1971-2000. Praticamente noi stiamo anticipando il riscaldamento futuro.

fonte: Il giorno

L’Italia è un bellissimo Paese, malgovernato da anni!

L'Italia Roma colosseo

di Pier Carlo Lava. Alessandria

L’Italia è un bellissimo Paese, peccato che è governato male da troppi anni, basta guardarsi intorno per rendersene conto:

Molte aree industriali con attività produttive con cancelli chiusi e il cartello vendesi. Una miriade di negozi chiusi con cartelli affittasi e/o vendesi, che in passato animavano il Centro delle città e che ora sta lentamente morendo. Moltissimi appartamenti sfitti, in vendita un po ovunque. 

Il dissesto idrogeologico del territorio in molte aeree del Paese, esistente da anni senza che nessun Governo investa per metterlo in sicurezza.  Continua a leggere “L’Italia è un bellissimo Paese, malgovernato da anni!”

METEO ITALIA, torna l’Autunno tipico con piogge, temporali e vento

METEO ITALIA, torna l’Autunno tipico con piogge, temporali e vento

Pubblicato da: Mauro Meloni 01-10-2018 ore 06:12 https://www.meteogiornale.it

METEO DAL 1° AL 7 OTTOBRE 2018, ANALISI E PREVISIONE
Ottobre inizia con un deciso cambiamento meteo per l’affondo di una perturbazione nord-atlantica, dopo il predominio dell’alta pressione capace di garantire negli ultimi giorni condizioni prevalentemente soleggiate e clima gradevole. Il meteo è in peggioramento a partire dal Nord Italia e Toscana.

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La perturbazione sta favorendo la nascita di un centro di bassa pressione, in approfondimento tra Corsica, Mar Ligure ed Alto Tirreno ed in successiva lenta evoluzione verso sud. Ci attendiamo una fase veloce di maltempo e, per effetto dell’aria più fredda, giungerà anche neve sulle Alpi fino attorno ai 1500 metri.

La circolazione ciclonica si porterà poi verso la Sardegna, favorendo lo spostamento dei fenomeni verso il Centro-Sud. Le precipitazioni più consistenti potranno riguardare le regioni occidentali e le due Isole Maggiori, dove sarà possibile qualche fenomeno temporalesco di forte intensità, localmente anche nubifragi. Continua a leggere “METEO ITALIA, torna l’Autunno tipico con piogge, temporali e vento”

Tagli bordolesi: chi vince tra Bolgheri e Alto Adige?

Cortaccia © Alessio Turazza

Quando si parla d’icone del vino italiano non si può fare a meno di pensare ai vini di taglio bordolese toscani, quelli che sono racchiusi sotto la denominazione di Bolgheri. Che cosa succederebbe se i produttori di vini bordolesi di un’altra zona d’Italia – meno conosciuta, ma molto promettente – provassero a sfidarli in una degustazione alla cieca?

È la sfida in cui si sono misurati i produttori di Cortaccia, località in provincia di Bolzano sulla famosa strada del vino dell’Alto Adige, due anni dopo aver sfidato in una gara simile i vini di Bordeaux in occasione della seconda edizione di Cortaccia Rossa.

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Bordolesi di Toscana VS bordolesi dell’Alto Adige

500 chilometri di distanza, uno al mare, l’altro in montagna: i due territori della Toscana e dell’Alto Adige a prima vista non potrebbero sembrare più diversi. Eppure Bolgheri e Cortaccia sono entrambi territori vocati alla coltivazione dei bordolesi, entrambi territori “caldi” rispetto alle zone vinicole limitrofe. Come si riflettono queste differenze e questi parallelismi nei vini?

Per mettere a confronto i vini di taglio bordolese della Toscana e dell’Alto Adige è stata organizzata una degustazione alla cieca, in cui giornalisti e produttori altoatesini hanno assaggiato due batterie di vini. Dieci vini – cinque di Cortaccia e cinque di Bolgheri – delle annate 2012 e 2013 e altri dieci delle annate 2007 e 2009. La prima impressione è stata di trovarsi di fronte a vini molto simili. Chi si aspettava una grande differenza tra i vini di Bolgheri e quelli di Cortaccia si è dovuto ricredere. Tra i dieci calici delle due batterie solo alcuni tradivano l’origine del terroir di provenienza: una sorpresa che ha messo in luce il livello raggiunto dai rossi altoatesini e ha confermato l’assoluta vocazione di Cortaccia per la produzione di tagli bordolesi.. continua su: http://www.winetimes.it/regioni-italiane/10044/

Siamo il paese al mondo con il più basso tasso demografico. E tra qualche decennio non esiteremo più

Siamo il paese al mondo con il più basso tasso demografico. E tra qualche decennio, non esisteremo più, una lucida analisi di Elisabetta Palazzolo

Giusta, e sacrosanta, la ricerca della responsabilità personale per il tragico crollo del ponte di Genova. Ci saranno dei colpevoli, sicuramente, ed andranno individuati, dimostrati e puniti.

Ma, se vogliamo dirci la verità fino in fondo, il dramma di Genova è il prodotto di un impoverimento collettivo, di una comune sciatteria che da qualche decennio a questa parte sta colpendo in modo progressivo ed inarrestabile la coscienza civica di ciascuno di noi.

Elisabetta Palazzolo

Incuria, menefreghismo, deresponsabilizzazione, capacità di trovare tutte le colpe degli altri senza porre mai una domanda a se stessi, sono vizi (e vezzi) che appartengono alla nostra cifra caratteristica di popolo culturalmente alla deriva.

Se si arriva ad osteggiare ed impedire la realizzazione di nuove grandi opere, a fronte di una domanda di traffico che si è moltiplicata decine di volte dall’esecuzione delle ultime infrastrutture, è il segno che qualche possibile-temporaneo-disagio personale diventa più grave di un’ incontestabile necessità collettiva.

E questo è proprio quello che – tra le altre cose -certamente è capitato a Genova. Che quel ponte non fosse più sufficiente è stato detto, scritto e documentato da qualche decennio. Eppure, l’ipotesi di costruire percorsi aggiuntivi ed alternativi é diventata, una volta di più, occasione per fomentare, riunire, strumentalizzare gli utili idioti in servizio permanente effettivo. Continua a leggere “Siamo il paese al mondo con il più basso tasso demografico. E tra qualche decennio non esiteremo più”