SEZIONE POLACCA: Z ziemi polskiej do włoskiej – baśniowość i polskość w twórczości URSZULI JOANNY WINTROWICZ

Urszula Joanna Wintrowicz

(by I.T.Kostka)

Me powikłane włosko – polskie ścieżki literackie skrzyżowały się pewnego popołudnia z jedną z Rodaczek, którą jak i mnie los zawiódł na włoską ziemię. Urszula Joanna Wintrowicz żyje i tworzy od dwudziestu lat w Neapolu, ale jej serce, a przede wszystkim dusza, zakotwiczone są głęboko w nadbałtyckim kraju. Twórczość Urszuli to połączenie wielkiej miłości do Polski wraz z wyrafinowaną wyobraźnią i wrażliwością artystyczną. Na dużą uwagę zasługuje charakterystyczny język i stylistyka wierszy: starodawna średniowieczna polszczyzna, klasyczna forma utworów (sonety, ballady, strofa saficka, jedenastozgłoskowce, zamiłowanie do rymów, wyraźne wpływy wielkich autorów przeszłości jak Shakespeare, Dante, Mickiewicz, Saffo / Safona i inni) połączone z oryginalnymi, czasami surrealnymi metaforami i figurami retorycznymi. Mimo wyraźnego upodobania do klasycyzmu i wielokrotnego używania rymów, wiersze Wintrowicz nie należą do tak często spotykanych “banalnych produktów komercyjnych”, lecz odznaczają się dużym bogactwem lingwistycznym, głębią przekazu i znaczną dojrzałością emocjonalną. To świat ludowych baśni, mitologicznych bogów, onirycznych wizji o gotyckim, często mrocznym charakterze (wiersz “Pan cmentarnych nut”) i osobistych, intymnych kobiecych refleksji (“Pocałuj klamkę z drugiej strony”). Teksty Urszuli Joanny Wintrowicz są wielopłaszczyznowe i zasługują na wielokrotną lekturę, gdyż za każdym razem odkryć można nowe znaczenie każdej strofy i zinterpretować całość w odmienny, rewolucyjny sposób. Z pewnością twórczość ta nie należy do prostej i łatwej w odbiorze literatury, wymaga od czytelnika dużej wrażliwości i koncentracji oraz znajomości różnych kultur. Talent Urszuli Joanny Wintrowicz jest na pewno niezaprzeczalny, eklektyczny i potrafi zaskoczyć, potrzebuje z pewnością życzliwości serc i umiejętności słuchania nawet ciszy, w której to rozwija skrzydła niepohamowana inspiracja twórcza autorki. Życzę wszystkim miłej lektury!

Izabella Teresa Kostka Mediolan, czerwiec 2019.

BIOGRAM

Urszula Joanna Wintrowicz urodziła się 11 marca 1964 r. w Niemczy na Pogórzu Sudeckim i pochodzi z patriotycznej rodziny. Jej dziadkowie uczestniczyli aktywnie w powstaniach o wyzwolenie Polski, sama też brała czynny udział w Solidarności.
Urszula od dziecka przejawiała zdolności do tworzenia wierszy.
W wieku czterech lat próbowała uczyć się je pisać, ale dopiero jako pięciolatka poznała arkany alfabetu i powstały jej pierwsze wierszyki. Po śmierci ukochanej babci Urszula porzuca poezję. Continua a leggere “SEZIONE POLACCA: Z ziemi polskiej do włoskiej – baśniowość i polskość w twórczości URSZULI JOANNY WINTROWICZ”

ANGOLO DI POESIA: MARIA ROSA ONETO e la sua sfida poetica col Realismo Terminale

Foto: Pixabay

(by I.T.K.).

Continua la sperimentazione e la sfida, un gioco ribelle con un po’ di ironia con la stilistica del Realismo Terminale. Per Voi i nuovi pensieri della poetessa Maria Rosa Oneto.

LA DENTIERA

La dentiera
galleggiava nel bicchiere
come feto abortito,
reperto archeologico
per addetti agli scavi.
La bocca
sbavava colla
e catrame.
Gengive marmoree
trituravano
il ghiaccio del frigo,
l’aria condizionata.
Mosche e zanzare
facevano corteo
in quelle fauci
spalancate.
Sorrideva la dentiera
tra le sgrinfie
del gatto di casa!
E l’uomo russava
ebro di vecchiaia!

LA FUGA

Gradini
in corsa
per le scale.
Tegole sbalzate
arrostite dal fumo.
Vetri saltati
in strada
come per un brindisi
di Capodanno.
Muri simili a foglie
dell’autunno.
Lingue di fuoco
attorcigliate
alle grida della gente.

Fu una fuga d’amore
all’odore acre del gas!

UN ULTIMO SPASMO

La telecamera
illuminò la scena
con occhi di vetro.
Scorreva vita –
biglia rossa
nell’ultimo gioco
di una donna agonizzante.
Uomini di plastica –
novelli figuranti –
le giravano attorno
senza calpestare le impronte.
Utensili, ferri da chirurgo,
fiato corto
dentro maschere assettiche.
Un ultimo spasmo
al compiersi della morte,
all’ironia sguaiata
di una telecamera spenta.

Maria Rosa Oneto

Tutti i diritti intellettuali riservati

RITRATTI: GIANFRANCO ISETTA – l’orologiaio della poesia

Gianfranco Isetta

(by I.T.Kostka)

In questa rubrica presento diversi mondi poetici e contemplo variegate stilistiche contemporanee, dedico molta attenzione alla sperimentazione e alle novità letterarie ma, lo ammetto con tanta ammirazione, leggendo le opere di Gianfranco Isetta provo sempre una profonda estasi paragonabile alla lettura delle liriche di Giacomo Leopardi. Come disse il Grande Maestro “La poesia malinconica e sentimentale è un respiro dell’anima” ed è così nel caso di Isetta il quale, nei suoi intimistici e riflessivi versi, sfida l’arte poetica con grande agilità e fascino simile a quello leopardiano: mai nessun eccesso o espressione superflua, la struttura delle opere è sempre mirata ed evidenziata con trasparenza grazie all’uso raffinato ed essenziale di ogni parola scritta. La poesia di Isetta non grida ma, basandosi su una profonda riflessione e retrospettiva, scava nelle profondità della psiche umana sfiorando gli abissi e le corde più nascoste. Isetta non commette mai l’errore di cedere alla pomposa e inutile retorica né alle vuote descrizioni, è come un orologiaio della parola che sottopone un lettore ad una precisa analisi ed emozione con ogni strofa. È un caso raro perché non siamo mai sazi delle liriche di Isetta, al contrario, la loro essenza diventa sollievo e una specie di droga nella nostra rumorosa e aggressiva quotidianità.

Izabella Teresa Kostka, Milano 2019

ALCUNE POESIE SCELTE di GIANFRANCO ISETTA

(FINGERE DI CHIEDERLO ALLA LUNA)

Ho rimediato parole ogni giorno
tra i sassolini e le foglie ingiallite
come fossero voci in letargo
onde sismiche a propagarsi intorno
pronte alla luce che pure ci inganna.

E adesso che ne sarà del mio sangue? (1)
Che penseranno gli uccelli migranti
del mio stare con la ruggine ai piedi!
Non c’è un nulla a cui potersi aggrappare,
forse qualche promessa che si rinsaldi
lasciandola al sole ad asciugare.

E se arrivasse la notte, che dire…
proviamo a gustare qualcosa di vuoto.
Io fingerò di chiederlo alla luna
poi mi nasconderò tra i ciuffi d’erba
e nel mostrarmi e scomparire, il tempo
potrebbe dirci se possiamo scegliere.
O forse c’è un non-tempo che rapprende?

Continua a leggere “RITRATTI: GIANFRANCO ISETTA – l’orologiaio della poesia”

“POLIEDRI”: INTERVISTA a BARBARA RABITA (a cura di Izabella Teresa Kostka)

“POLIEDRI”: INTERVISTA a BARBARA RABITA (a cura di Izabella Teresa Kostka)

(by I.T.Kostka)

Invito tutti alla lettura di questa interessante intervista rilasciata dalla poetessa Barbara Rabita in occasione della pubblicazione del suo nuovo libro dal titolo “Poliedri” (Libeccio Edizioni / CTL Editore).

INTERVISTA a BARBARA RABITA

1.I.T.K.: Qual è la genesi del tuo poetare? Quale significato ha per te la scrittura? È uno sfogo o il nirvana?

B.R.: Avevo già da diversi anni l’impellenza di scrivere e di volgere sottoforma di brevi racconti tutto ciò che provavo durante varie situazioni particolari che vivevo o osservavo. Il filone della poesia è piuttosto recente: nasce nel 2014. Il mio legame con Antonio Laneve, poeta da lungo tempo, mi ha indotta a provare e devo dire che l’immediatezza di poche frasi poetiche che danno pennellate di sogno o di realtà, la sento più vicina al mio modo di essere.

Durante questo mio percorso appena iniziato, sento la poesia più come uno sfogo o come un tentativo di dare forma a sensazioni e connessioni che non hanno nome.
È come plasmare un paesaggio o dare vita ai lineamenti di un volto, o ancora come comporre musica su uno spartito.

2. I.T.K.: Com’è nata la silloge “Poliedri”? Potresti spiegarci meglio il significato del suo particolare titolo?

B.R.: “Poliedri” nasce da una situazione simpatica vissuta in ambiente scolastico: durante un’interrogazione un alunno, parlando di un intellettuale, lo aveva definito, piuttosto che “un personaggio poliedrico” “un poliedro”; ne abbiamo riso con lui simpaticamente e l’episodio mi è rimasto nel cuore.

3. I.T.K.: Cosa pensi della letteratura contemporanea e, soprattutto, della poesia? È “morta”, come si afferma spesso, oppure esiste per questa arte una Speranza di salvezza? Cosa pensi della sperimentazione e della ricerca di nuovi linguaggi poetici? Come ti senti addentrandoti, a volte, nella stilistica del Realismo Terminale?

B.R.: Apprezzo molto gli scrittori contemporanei, per citarne solo alcuni: Stephen King, Donna Tartt, Valerio Varesi; leggo anche molta poesia e sono rimasta colpita dalla poetica di Filippo Strumia, Valerio Magrelli, C.L. Candiani, A. Anedda (e altri). Forse la poesia, come la si intendeva in passato, rispettosa di rigorose regole metriche e di una certa musicalità, è morta, ma sta nascendo dalle sue ceneri qualcosa di nuovo, di completamente innovativo a cui forse non saprei dare ancora un nome. Una forma di poesia che parte dalla base e dà vita a nuove suggestioni; dalle letture fatte fino a ora le saluto con favore.
Per quanto riguarda il Realismo Terminale la sua poetica la sento molto affine, anche se non sempre riesco a produrre in tal senso. Al giorno d’oggi è molto più calzante una similitudine rovesciata con un oggetto piuttosto che con un elemento della natura. Il R.T. è lo specchio dei tempi, mi viene più facile affermare (le letture di Harari, di poesie di Guido Oldani che è padre del movimento – nella raccolta “La guancia sull’asfalto”- di Giuseppe Langella e altri autori nella raccolta “Luci di posizione” mi hanno molto influenzata) che siamo fatti di olio motore e bulloni, piuttosto che di muscoli e sangue: è più credibile, visto la realtà a cui stiamo andando incontro e che ancora non riusciamo a immaginare. Il R.T., aggiungo, non è solo lo specchio dei tempi, ma anticipa un futuro che ancora a molti di noi non è ben chiaro. Il R.T. rappresenta un cambiamento e i cambiamenti spesso spaventano.

4. I.T.K.: Sei una donna ambiziosa e indipendente. Secondo te bisogna sacrificare il proprio Ego per la felicità della famiglia e degli altri oppure mettere al primo posto se stesso per realizzare i propri obbiettivi e sentirsi appagato? “Essere” o “avere”, cosa sceglieresti?

B.R.: Bisogna dedicarsi prima di tutto alla felicità di se stessi e alla realizzazione dei propri sogni, in quanto se la persona che formerà una famiglia non è felice e realizzata in partenza, renderà infelici anche le persone che la circondano. La famiglia dovrebbe essere un rifugio nei momenti difficili e dovrebbe gioire delle tue vittorie, altrimenti diventa una gabbia, una prigione, come lo è e lo sarà ancora per molte persone che la formano e poi, crescendo, prendono strade diverse.
Tra “avere” ed “essere” scelgo “essere”: credo si debba prima essere per poter avere.
“Essere” però non visto come un mezzo per avere ma come un fine: prima ancora di scrivere una poesia, vorrei poter “essere” poesia e vivere pienamente momenti e atmosfere sottili che a molti, presi dalla frenesia della vita quotidiana, sfuggono.

5. I.T.K.: Tornando al libro “Poliedri”: qual è il suo punto di forza maggiore? Perché dovrebbe essere letto? Cosa desideri trasmettere ai lettori?

B.R.: Per quanto riguarda il libro “Poliedri” penso di poter puntare sull’autenticità che lo caratterizza, ho cercato di affrontare più argomenti che mi stanno a cuore, proponendo punti di vista sfaccettati. Ho provato a evitare il più possibile i luoghi comuni: spero di esserci riuscita. Attraverso il libro ho voluto comunicare la mia voglia di cambiamento di fronte a varie situazioni di vita che si ripetono seguendo sempre uno stesso schema. A volte ricorro all’autoironia per sdrammatizzare i problemi di salute sui quali spesso ci si cruccia.

6. I.T.K.: E alla fine la domanda di routine: quali sono i tuoi progetti per il prossimo futuro? Un altro libro oppure l’attività artistica ad ampio spettro?

B.R.: Per ora vorrei leggere a più non posso tutto ciò che mi appassiona, scrivere quando ne sento l’urgenza e, appunto, “essere” poesia, poi per il resto se ne riparla. Intanto continua la raccolta di materiale.

ALCUNE POESIE SCELTE di BARBARA RABITA

CAOS E MISTERO

L’ircocervo di un ordine
stabilito e imposto
da chi non conosce
il mutare del caos.

Discendi nel fango
nel disordine denso:
pazzia e anomalia
sono frutto di vita.

Ascolta i tuoi morti,
le anime bianche
di chi non si è perso
ma aspetta di vivere
giocando d’azzardo
con le tue scelte.

Completa il mistero
agisci in sordina
coltiva segreti
a dispetto di chi
non ti vuole potente.

ZENZERO E LIMONE

Una torbida bevanda
per ridurre il corpo chiaro,
una ripulita al sangue
e lo stomaco che langue
in assenza di spuntino.

Sono a dieta lo so già:
non tastare sulla piaga
tanto zenzero mi serve
a far leva su quei chili
il mio viso appare esangue
senza carne e latticini.

IL GIOVANE

Sono giovane,
a me appartiene
il mondo sfatto
da plagiare e sistemare
al mio gusto, al mio capriccio.

Tamburello sul bancone
incurante dei clienti
pago poco rido e scherzo
tanto a me tutto è dovuto.

Sono bello alto e magro
sono bianco e nerboruto
quel signore mi fa un baffo
più di lui son furbo e acuto

PASSAGGIO

Sei nella luce
poi cadi nell’ombra.
Ogni tuo movimento
diventa di stucco.

Il respiro si ferma
il cuore non batte,
non vedi più niente
sei goccia nel buio.

LA CONCHIGLIA

La conchiglia è inerme
su onde di carta
sento il mare accartocciato
in un pugno di vetro.

SONORITÀ

Sonorità di lago
si sciolgono a riva,
materia liquida
tra lo struscio estivo,
inutile come chiodi di ruggine.

AMBRA

Incastonata
nell’ambra di un’emozione
vivo il momento immobile.

Semplicemente sono.

BREVE NOTA BIOGRAFICA

È stato solo in quell’anno trascorso in Germania che ha scoperto veramente se stessa e ha continuato a seguire il sentiero, nonostante le numerose battute di arresto. Scrivere le “poesie” che scrive ora è una tappa e si augura che molte altre ne seguiranno: un percorso costellato di letture, riflessioni e pensieri. Spera che nei propri scritti qualcuno veda qualcosa di sé, magari anche di spiacevole e che dica: “ecco, è proprio così”.

L’intervista rilasciata da Barbara Rabita a Izabella Teresa Kostka nel mese di giugno 2019.

L’articolo pubblicato anche su “Verso – spazio letterario indipendente”:

https://versospazioletterarioindipendente.wordpress.com/2019/06/13/poliedri-intervista-alla-poetessa-barbara-rabita-a-cura-di-izabella-teresa-kostka/?preview=true

Tutti i diritti riservati.

L’articolo presente anche sul blog giornalistico “Alessandria Today”:

Barbara Rabita al Festival Internazionale di Poesia a Milano, maggio 2019. Foto: Umberto Barbera

ANGOLO DI POESIA IRONICA: CONDOMINIO / BLOK MIESZKALNY (Realismo Terminale) di IZABELLA TERESA KOSTKA

Foto: Pixabay

(by I.T.Kostka)
Testo appartenente alla corrente del Realismo Terminale con la traduzione in lingua polacca / Tekst należący do nurtu zwanego Realizm Terminalny, z tłumaczeniem na język polski.

CONDOMINIO

Le carcasse delle navi sul fondale marino
son prese in affitto da migliaia di pesci,
esse litigano tra di loro come inquilini
che non trovano un accordo
per il silenzio notturno.

In quel grande condominio
le meduse fanno da buttafuori
usando i tentacoli come un teaser,
a volte ci arrivano anche i subacquei
visti dagli abitanti come alieni.

Si accendono di notte le anguille elettriche
– fari che segnalano la via del ritorno.

BLOK MIESZKALNY

Zwłoki statków na morskim dnie
wynajęte są przez tysiące ryb,
kłócą się między sobą jak lokatorzy,
którzy nie potrafią zawrzeć zgody o nocnej ciszy.

W tym wielkim bloku
meduzy są ochroniarzami
i używają parzydełek jak paralizatora,
czasami pojawiają się płetwonurkowie
widziani przez mieszkańców jak kosmici.

Zapalają się nocą elektryczne węgorze
– reflektory wskazujące powrotną drogę.

Izabella Teresa Kostka
06.06.2019

Tutti i diritti riservati / Prawa autorskie zastrzeżone

ANGOLO DI POESIA: ALLA MUSA (ispirata al Realismo Terminale) di IZABELLA TERESA KOSTKA

ALLA MUSA (poesia ispirata al Realismo Terminale)

E nell’arte mi ritrovo
mentre deprimenti diventano i giorni
sottomessi allo spread e ai telegiornali.

Un’ancora di salvezza diventa la Musa
lumeggiante tra gli affreschi del pellegrinaggio
incorniciato, alla nascita, dalle lancette
che scorrono, frettolose, su un piccolo quadrante.

E della parola che mi nutro
quando lo spirito soccombe di stenti
circondato dall’usuale, moderna sconcezza.

Mi aggancio agli ossimori e alle virgole
fuggendo di notte dall’indifferenza
divampante come un morbo su ogni strada
di questo folle e instabile Mondo.

E la musica lenisce il pianto,
le ferite portate come uno scudo
incarnato negli anni nelle spoglie ossa.

Oh, Arte,
mi sei diventata sorella
strangolata da fili di tecnologia
estesi nell’aria a macchia d’olio.

Imploro per te la Risurrezione.

Izabella Teresa Kostka
2018 per 16° Verseggiando sotto gli astri…

Edita

Diritti riservati

SEZIONE POLACCA: Ritratti / Portrety – URSZULA JOANNA WINTROWICZ czyli z ziemi polskiej do włoskiej

(by I.T.Kostka)

Z ZIEMI POLSKIEJ DO WŁOSKIEJ: baśniowość i polskość w twórczości URSZULI JOANNY WINTROWICZ

Me powikłane włosko – polskie ścieżki literackie skrzyżowały się pewnego popołudnia z jedną z Rodaczek, którą jak i mnie los zawiódł na włoską ziemię. Urszula Joanna Wintrowicz żyje i tworzy od dwudziestu lat w Neapolu, ale jej serce, a przede wszystkim dusza, zakotwiczone są głęboko w nadbałtyckim kraju. Twórczość Urszuli to połączenie wielkiej miłości do Polski wraz z wyrafinowaną wyobraźnią i wrażliwością artystyczną. Na dużą uwagę zasługuje charakterystyczny język i stylistyka wierszy: starodawna średniowieczna polszczyzna, klasyczna forma utworów (sonety, ballady, strofa saficka, jedenastozgłoskowce, zamiłowanie do rymów, wyraźne wpływy wielkich autorów przeszłości jak Shakespeare, Dante, Mickiewicz, Saffo / Safona i inni) połączone z oryginalnymi, czasami surrealnymi metaforami i figurami retorycznymi. Mimo wyraźnego upodobania do klasycyzmu i wielokrotnego używania rymów, wiersze Wintrowicz nie należą do tak często spotykanych “banalnych produktów komercyjnych”, lecz odznaczają się dużym bogactwem lingwistycznym, głębią przekazu i znaczną dojrzałością emocjonalną. To świat ludowych baśni, mitologicznych bogów, onirycznych wizji o gotyckim, często mrocznym charakterze (wiersz “Pan cmentarnych nut”) i osobistych, intymnych kobiecych refleksji (“Pocałuj klamkę z drugiej strony”). Teksty Urszuli Joanny Wintrowicz są wielopłaszczyznowe i zasługują na wielokrotną lekturę, gdyż za każdym razem odkryć można nowe znaczenie każdej strofy i zinterpretować całość w odmienny, rewolucyjny sposób. Z pewnością twórczość ta nie należy do prostej i łatwej w odbiorze literatury, wymaga od czytelnika dużej wrażliwości i koncentracji oraz znajomości różnych kultur. Talent Urszuli Joanny Wintrowicz jest na pewno niezaprzeczalny, eklektyczny i potrafi zaskoczyć, potrzebuje z pewnością życzliwości serc i umiejętności słuchania nawet ciszy, w której to rozwija skrzydła niepohamowana inspiracja twórcza autorki. Życzę wszystkim miłej lektury!

Izabella Teresa Kostka Mediolan, czerwiec 2019. Continua a leggere “SEZIONE POLACCA: Ritratti / Portrety – URSZULA JOANNA WINTROWICZ czyli z ziemi polskiej do włoskiej”

ANGOLO DI POESIA italo – polacca: ESTEMPORANEA di Izabella Teresa Kostka

ESTEMPORANEA / IMPROWIZACJA (allegata la registrazione nell’interpretazione dell’attore Enzo Brasolin)

Una realtà amorfa
guida i nostri passi,
soccombono le vite
all’ignoto,
all’intrinseca paura.

Siamo “tabula rasa”
che imbrattiamo di ricordi,
di bui pentimenti
e fluorescenti successi,

neghiamo le identità nascoste
come un deteriorato cappotto.

Le poltrone dei Grandi
non ci spettano
perché le scambiano tra loro,

ci rimane soltanto il suolo
di questa terra avversa.


Nieokreślona rzeczywistość
prowadzi nasze kroki,
poddają się życia niewiedzy,
zwyczajnej trwodze.

Jesteśmy “czystą tablicą”,
którą plamimy wspomnieniami,
ciemną skruchą
i odblaskowymi sukcesami,

wyrzekamy się ukrytych tożsamości
jak zużytego płaszcza.

Nie należą nam się
posady Wielkich tego świata,
bo wymieniają się nimi między sobą,

dla nas pozostał tylko grunt
tej nieprzyjaznej ziemi.

Su YouTube:

ESTEMPORANEA di Izabella Teresa Kostka, vice recitante: Enzo Brasolin

Izabella Teresa Kostka, 2019
Prawa autorskie zastrzeżone / diritti intellettuali riservati

Enzo Brasolin e Izabella Teresa Kostka presso Teatro Polivalente di Sandigliano, foto: Umberto Barbera

ANGOLO DI POESIA (sezione italo – polacca): I NOSTRI TEMPI / NASZE CZASY di IZABELLA TERESA KOSTKA

Poesia tratta dal mio libro bilingue “Si dissolvono le orme su qualsiasi terra / Rozmywają się ślady na każdej ziemi” CTL Editore 2017.

Wiersz z mojej książki dwujęzycznej “Si dissolvono le orme su qualsiasi terra / Rozmywają się ślady na każdej ziemi” CTL Editore Livorno 2017, Włochy

I NOSTRI TEMPI (w załączniku tekst przetłumaczony na język polski)

I nostri tempi
sono cani randagi
a caccia tra i muri d’un manicomio
imbevuto di odio e di quotidiana pazzia.

Non esiste alcuna cura
a quel morbo che affligge l’intero pianeta,
al veleno impadronitosi delle nostre menti
che oltre il profitto non rispettano più niente.

Il sacrificio dei pedoni sulla scacchiera dei Grandi
ove il Re è giullare d’un Demone d’oro,
ove i mortali non possiedono più i nomi,
son ridotti soltanto al valore dei numeri.

Viviamo all’epoca d’un malato caos,
dello sterminio ingiusto d’un gregge di pecore,
siamo come Icaro sempre illusi
sperando di sorvolare le anonime lapidi.

E ogni notte,
sigillati a chiave,
ci vergogniamo delle semplici, umane paure.

NASZE CZASY

Nasze czasy
są bezpańskimi psami
polującymi wśród murów szpitala wariatów
przesyconego nienawiścią i codziennym szaleństwem.

Nie ma żadnej terapii
na chorobę ogarniającą całą planetę,
na truciznę rządzącą naszymi umysłami,
które prócz zysków nie szanują niczego.

To ofiara z gońców na szachownicy Wielkich,
na której Król jest błaznem złotego Demona,
a śmiertelnicy nie mają już imion
i są sprowadzeni do wartości numerów.

Żyjemy w czasach chorego chaosu,
niesprawiedliwej rzezi stada owieczek,
jesteśmy jak Ikar zawsze pełni złudzeń
licząc, że poszybujemy nad bezimiennymi grobami.

I każdej nocy,
zapieczętowani kluczem,
wstydzimy się zwyczajnego, ludzkiego strachu.

Izabella Teresa Kostka 2017

Prawa autorskie zastrzeżone

Diritti riservati all’autrice

Foto: Umberto Barbera

RITRATTI: LE COLONNE DEL REALISMO TERMINALE – GIUSEPPE LANGELLA

(by I.T.Kostka)

Parlando del Realismo Terminale (la corrente e filosofia artistica in cui ogni essere umano viene sottoposto alla supremazia degli oggetti e “l’oggetto diventa soggetto”), ideato dall’illustre poeta melegnanese Guido Oldani, bisogna assolutamente mettere in evidenza un altro importante testimone: il suo cofondatore Giuseppe Langella.
Professore universitario alla Cattolica di Milano, saggista, critico letterario, poeta e, soprattutto, la seconda insostituibile colonna del Realismo Terminale, sempre straordinarmente efficace al fianco di Guido Oldani. Sarebbe superfluo, da parte mia, aggiungere un commento riguardante la ricca e superlativa attività professionale di Giuseppe Langella. La sua nota biografica e le opere poetiche scelte parlano chiaro riguardo al suo enorme impegno e alla devozione nel diffondere la filosofia del RT. Il suo intelletto, dotato di profonda e dettagliata conoscenza degli illustri Maestri del passato, ha saputo unire in modo eccellente le conquiste classiche alle rivoluzionarie idee del Realismo Terminale, indicando insieme al M° Oldani un nuovo valido itinerario poetico ed artistico per il Nuovo Millennio. Numerosi saggi, pubblicazioni letterarie, antologie, prefazioni, rassegne specialistiche e diversi articoli sulle prestigiose riviste del settore fanno di Giuseppe Langella il personaggio di spicco nel variegato panorama letterario europeo.

Izabella Teresa Kostka, Milano 2019

NOTA BIOGRAFICA

GIUSEPPE LANGELLA
Nato a Loreto (Ancona), l’11 settembre 1952.

• Profilo accademico

È professore ordinario di “Letteratura italiana moderna e contemporanea” presso la Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università Cattolica del S. Cuore di Milano, dove dirige anche il Centro di ricerca “Letteratura e cultura dell’Italia unita”, con l’annesso “Archivio della letteratura cattolica e degli scrittori in ricerca”. È membro del Consiglio Direttivo della “Società italiana per lo studio della modernità letteraria” (MOD). Condirige la «Rivista di Studi Manzoniani».

• Produzione scientifica

Studioso di Manzoni e di Svevo, ha perlustrato altresì ampie zone della poesia, della prosa e della cultura militante dall’età del Risorgimento agli anni Duemila. Principali pubblicazioni scientifiche: Il secolo delle riviste. Dal “Baretti” a “Primato” (Vita e Pensiero, Milano 1982); Da Firenze all’Europa. Studi sul Novecento letterario (ibid., 1989); Italo Svevo (Morano, Napoli 1992); Il tempo cristallizzato. Introduzione al testamento letterario di Svevo (Edizioni Scientifiche Italiane, Napoli 1995); Poesia come ontologia. Dai vociani agli ermetici (Studium, Roma 1997); Le ‘favole’ della “Ronda” (Bulzoni, Roma 1998); L’utopia nella storia. Uomini e riviste del Novecento (Studium, Roma 2003); Cronache letterarie italiane. Dal “Convito” all’“Esame” (Carocci, Roma 2004); Amor di patria. Manzoni e altra letteratura del Risorgimento (Interlinea, Novara 2005); Manzoni poeta teologo (1809-1819) (ETS, Pisa 2009). Continua a leggere “RITRATTI: LE COLONNE DEL REALISMO TERMINALE – GIUSEPPE LANGELLA”

SEZIONE POLACCA: WSPÓŁCZESNE OBLICZA SZTUKI – REALIZM TERMINALNY czyli świat widziany przez pryzmat przedmiotów i technologii (autor: Izabella Teresa Kostka, 2019)

WSPÓŁCZESNE OBLICZA SZTUKI: REALIZM TERMINALNY czyli świat widziany przez pryzmat przedmiotów i technologii (autor: Izabella Teresa Kostka, 2019)

Od dłuższego czasu mówi się o poważnym kryzysie współczesnej kultury i sztuki, a przede wszystkim literatury i poezji. W zagonionym i zadymionym świecie nie mamy czasu na dostrzeżenie piękna, na kontemplację klasycznych wersów o nieskazitelnej harmonii i muzykalności. Czytelnicy, a szczególnie młode pokolenia, odchodzą od lektury i zainteresowań literackich, gdyż dla większości społeczeństwa pisarstwo i sztuka są uważane za coś staroświeckiego i zbytecznego. Sztywne zasady klasycznego piękna, ustalona rytmika strofy, rymy o precyzyjnych zasadach i strukturze sylabicznej stały się jakby “przyciasne” i archaiczne, a język, mentalność i środki komunikacji werbalnej podporządkowane zostały otaczającemu nas nawałowi przekaźników cyfrowych, komputerów, smartfonów i supremacji zaawansowanej techniki i technologii. Człowiek nie jest już “władcą”, nie stanowi o wolności swych myśli i poglądów, lecz stał się marionetką na linkach – przewodach nowoczesnego systemu. Wszystko zawiera się w informacjach dostarczonych przez kody kreskowe.

Continua a leggere “SEZIONE POLACCA: WSPÓŁCZESNE OBLICZA SZTUKI – REALIZM TERMINALNY czyli świat widziany przez pryzmat przedmiotów i technologii (autor: Izabella Teresa Kostka, 2019)”

ABOUT US : Verseggiando sotto gli astri di Milano – un po’ di storia

(by I.T.Kostka)

Programma ciclico culturale di poesia ” VERSEGGIANDO SOTTO GLI ASTRI DI MILANO” è nato nel mese di luglio 2015 presso il Centro di Ricerca e Formazione Scientifica Cerifos di Milano gestito dalla Dott.ssa Vera Paola Termali e dal Direttore Scientifico Samorindo Peci. VERSEGGIANDO SOTTO GLI ASTRI DI MILANO è stato ideato ed è coordinato dalla Dott.ssa Izabella Teresa Kostka https://izabellateresakostkapoesie.wordpress.com/ , di recente collabora con le associazioni, gli animatori culturali individuali, le amministrazioni locali nazionali e, ultimamente, anche con quelle internazionali. Dall’anno 2017 è di carattere itinerante, dal 2018 internazionale con l’edizione polacca dal titolo “Poetując pod gwiazdami”.

No profit senza scopo di lucro per la libera diffusione della cultura e dell’arte in ogni forma e sfumatura, partendo dalle prime puntate del 2015 unisce numerosi letterati, poeti, musicisti, attori teatrali, cantanti sia classici che moderni e gruppi di musica corale.
Tra i nostri Ospiti Speciali nel passato: Direttore Gennaro D’Avanzo dell’Associazione San Babila di Milano, il M° Guido Oldani padre del Realismo Terminale, Prof. Giuseppe Langella, Dominika Zamara – soprano di fama internazionale, nata in Polonia e cresciuta artisticamente in Italia, Gastone Di Paola – baritono di fama internazionale, Coro Misto Metrum diretto dal M° Jaroslaw Krenz ( Polonia), Gruppo teatrale musicale POETICANTI Paolo Provasi e Roberta Turconi, attore Antonio Paolo Pini, attrici Elisabetta Ubezio e Domitilla Colombo, duo musicale Francesca De Mori e Daniele Petrosillo, il cantautore Roberto Durkovic, la poetessa russa Evelina Schatz, il cantautore Corrado Coccia, Roberto Marzano – cantautore e performer, il Coro ANPI “La Cesëta”, il M° Umberto Bombardelli, l’attore teatrale Enzo Brasolin… e tanti altri a breve.
Programma VERSEGGIANDO SOTTO GLI ASTRI… partecipa da anni alla rassegna internazionale letteraria BOOKCITY DI MILANO, dal 2019 al Festival Internazionale di Poesia di Milano, svolge vasta attività culturale sul territorio del Nord Italia, combattendo per la diffusione delle Muse e, spesso, dica numerose iniziative alla propagazione della corrente artistica del Realismo Terminale fondata dal M° Guido Oldani. Nelle librerie online sono disponibili le nostre tre antologie poetiche benefiche: MAI PIU’ -per il giorno della memoria, OLTRE IL MALE – per i malati terminali e LE MAREE DELLA VITA .
VERSEGGIANDO SOTTO GLI ASTRI DI MILANO non è un semplice programma culturale, ma UNA VERA FAMIGLIA unita dall’amicizia e dalla felicità di condividere la stessa passione per la CORTE DI APOLLO in pieno rispetto di ogni diversità e di qualsiasi stilistica creativa di spessore.

Volete essere dei NOSTRI?

Vi aspettiamo a braccia aperte, seguiteci:

sito ufficiale:
instagram: verseggiandosottogliastri

Facebook: Verseggiando sotto gli astri di Milano

Per contattarci: verseggiando.eventi@yahoo.it (edizione italiana)

poezja@mail.com (edycja polska / edizione polacca)

Coordinatrice generale eventi: Izabella Teresa Kostka, Milano
Vi aspettiamo numerosi!

IL 3° Anniversario del programma presso la Sala Civica Aldo Moro del Comune di Sovico, 13.10.2018.
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Presso Atelier Spazio Galleria dell’architetto Giovanni Ronzoni, Lissone 2019

Bookcity – Yin and Yang, con Guido Oldani, Cascina Linterno Milano, 2018
Verseggiando sotto gli astri durante “Percorsi Culturali” a Fagnano Olona
Verseggiando sotto gli astri presso il Teatro Polivalente di Sandigliano (Biella)
Verseggiando sotto gli astri presso il Teatro Polivalente di Sandigliano (Biella)

SEKCJA POLSKA / SEZIONE POLACCA: Realismo Terminale – approda in Polonia

Jeśli ktoś chciałby zapoznać się z moim artykułem o Realizmie Terminalnym i poezjami Guido Oldani’ego opublikowanym w miesięczniku kulturowym WENA, podaję też link, pod którym tekst dostępny jest na mojej stronie WordPress / Se qualcuno avesse voglia di leggere il mio saggio sul Realismo Terminale con le poesie di Guido Oldani tradotte in polacco, appena pubblicato sul mensile culturale Wena, allego il link per WordPress. Buona lettura!

https://izabellateresakostkaswiatsztukiipoezji.wordpress.com/2019/05/15/wspolczesne-oblicza-sztuki-realizm-terminalny-czyli-swiat-widziany-przez-pryzmat-przedmiotow-i-technologii-autor-izabella-teresa-kostka-2019/?preview=true

Poeta i założyciel Realizmu Terminalnego Guido Oldani z polskim miesięcznikiem “Wena”. Foto: Izabella Teresa Kostka, 2019

Concluso Verseggiando al Festival Internazionale di Poesia di Milano “L’uguaglianza delle diversità” con Guido Oldani e Giuseppe Langella

(by I.T.Kostka)

La corrente del Realismo Terminale ha trovato da tempo un vasto spazio negli eventi del ciclo culturale “Verseggiando sotto gli astri di Milano”.

Ecco un breve fotoreportage scattato ieri durante la presentazione del libro “La guancia sull’asfalto” di Guido Oldani (Mursia Edizione, 2018) e il Reading di poesia civile “L’uguaglianza delle diversità” con Guido Oldani, Giuseppe Langella, Massimo Silvotti, Sabrina De Canio, Marco Pellegrini, Izabella Teresa Kostka, Barbara Rabita, Antonio Laneve, Antje Stehn, Enrico Ratti, Tito Truglia, Umberto Barbera, Patrizia Varnier, Maria Teresa Tedde, il duo “Poeticanti” Paolo Provasi e Roberta Turconi.

Presentazione e coordinamento: Izabella Teresa Kostka

Nell’ambito del Festival Internazionale di Poesia di Milano, Ex Fornace, sabato 11 maggio 2019 ore 14.30.
Sotto l’egida del Verseggiando sotto gli astri di Milano.

Foto: Umberto Barbera e Luciano Di Sisto

https://m.facebook.com/events/792872181072289

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ANGOLO DI POESIA: VIA CRUCIS (Droga krzyżowa) di Izabella Teresa Kostka

Foto: Pixabay

(by I.T.Kostka)

Con i miei migliori auguri di Buona Pasqua posto oggi un testo dedicato alla tematica pasquale e appartenente al Realismo Terminale.

VIA CRUCIS (versione originale)

Viene re – inchiodato Cristo all’insanguinata croce
censurata dal buon senso del libero mercato,
nascosta in un ripostiglio “all’ingresso vietato”
distante dalle menti politicamente corrette.

Sgorgano lacrime ai piedi del Golgota
nell’intima nenia della Lacrimosa *,
risulta inutile ogni sacrificio
che tocca questo vergine gregge di pecore.

Oh Madre,
inginocchiata nel tombale silenzio
avvolgente come un vecchio coprispalle,
nessuno ascolterà le Tue ragioni
laceranti come colpi della flagellazione.

S’inchinano le braccia dei secchi ulivi
per proteggere le orme sui moderni sentieri.

Tutto svanirà
adombrato dalla nube dell’ignoranza.

* Lacrimosa – frammento della messa funebre “Requiem” di Mozart

DROGA KRZYŻOWA (traduzione / tłumaczenie)

Przybito powtórnie Chrystusa do zakrwawionego krzyża
ocenzurowanego w myśl dobrego imienia rynku,
ukrytego w schowku ze “wstępem wzbronionym”
odległym od politycznie poprawnych umysłów.

Wytryskują łzy u stóp Golgoty
wraz z intymną skargą “Lacrimosy”*,
bezużyteczne okazuje się poświęcenie
każdego dziewiczego stada owiec.

Oh Matko,
przyklęknięta w grobowej ciszy
otulającej Cię jak stara chusta,
nikt nie wysłucha Twoich racji
rozdzierających duszę jak uderzenia bicza.

Pochylają się ramiona suchych drzew oliwnych
ochraniających ślady na współczesnych ścieżkach.

Wszystko zniknie
przysłonięte chmurą ignorancji.

*Lacrimosa – fragment z mszy żałobnej “Requiem” Mozart’a

Izabella Teresa Kostka, 2018

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