ANGOLO Di POESIA TRILINGUE: “PENSANDO AL NATALE / THINKING ABOUT CHRISTMAS / MYŚLĄC O BOŻYM NARODZENIU” di Izabella Teresa Kostka

PENSANDO AL NATALE

A cosa servono i sensi di colpa?

Buttiamoli come spine d’un pino
seccato in fretta dopo il Natale,
nessuno si fa l’esame di coscienza,
è interessato soltanto ad apparire.

Spegniamo i sogni – luminarie artificiali
gettate in cantina per un anno intero
che passerà veloce, senza cambiare nulla.

Cantano i giullari vestiti a festa,
le loro urla
stordiscono le anime.

THINKING ABOUT CHRISTMAS

What are remorse for?

We throw them like thorns of a pine
quickly dried out after Christmas,
no one makes an examination of conscience,
is only interested in appearing.

We turn off dreams – artificial lights
launched in the cellar for a whole year
that will pass fast, without changing anything.

And sing the festive dressed clowns,
their screams
stun the souls.

MYŚLĄC O BOŻYM NARODZENIU

Do czego służą wyrzuty sumienia?

Wyrzucamy je jak igiełki sosny
uschniętej natychmiast
po Gwiazdce,
nikt nie robi rachunku sumienia,
bo interesuje się tylko tym, by zabłysnąć.

Gasimy marzenia – sztuczne światełka
porzucone w piwnicy na dwanaście miesięcy,
które szybko przeminą niczego nie zmieniając.

Śpiewają błazny wystrojone na Święta,
ich krzyki
ogłuszają duszę.

Izabella Teresa Kostka ©2018

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Archivio privato

ANGOLO DI POESIA TRILINGUE: È PIOVUTO QUEL GIORNO/ THAT DAY IT RAINED / TEGO DNIA PADAŁO

È PIOVUTO QUEL GIORNO

Estese pianure tra le maree
della vita che non sa perdonare,
lunghi corridoi affollati di domande
e risposte che affondano nel vuoto,

mi ricordo le nostre dita
aggrovigliate come fili di ferro,
legami spezzati e affetti a terra
gettati come cocci d’un vaso.

È piovuto quel giorno in Piazza Duomo…

Si è infilata la felicità
tra i piccioni sulle grondaie
è volata via in fretta
col vapore della metropolitana.

THAT DAY IT RAINED

Extensive plains among the tides
of life that does not know how to forgive,
long corridors crowded with questions
and answers that sink into the void,

I remember our fingers
tangled like wires,
broken bonds and feelings thrown on the ground
like shards of a vase.

It rained that day in Cathedral Square…

Happiness was hidden among the pigeons on the gutters,
she flew away quickly
with the steam of the subway.

PADAŁO TEGO DNIA

Rozległe niziny przypływów
życia, co nie potrafi wybaczać,
długie korytarze zatłoczone pytaniami
i odpowiedzi ginące w próżni,

pamiętam nasze palce
splątane jak żelazne druty,
rozerwane więzy i uczucia na ziemi
rzucone jak skorupy wazonu.

Padało tego dnia na Placu Katedralnym…

Wmieszało się szczęście
pomiędzy gołębie na rynnach,
odleciało szybko
wraz z parą uchodzącą z metra.

Izabella Teresa Kostka ©2019

New English Website:

https://kostkaizabellateresa.wordpress.com

ANGOLO DI POESIA TRILINGUE: SOLITUDINE / SOLITUDE / OSAMOTNIENIE di Izabella Teresa Kostka

SOLITUDINE / SOLITUDE / OSAMOTNIENIE di Izabella Teresa Kostka

Hai chiuso la porta
e la maniglia è rimasta sola,
il vuoto ha digrignato i denti
mentre pendevano le lacrime
come un lampadario dal soffitto delle ciglia.

You closed the door
and the door handle was lonely
the emptiness gnashed its teeth
when the tears hung
like a lamp on the eyelash ceiling.

Zamknąłeś drzwi
i osamotniała klamka,
pustka zazgrzytała zębami
gdy zawisły łzy
jak lampa na rzęs suficie.

Izabella Teresa Kostka, ©2019

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#terminalrealism

#realismoterminale

#realizmterminalny

ANGOLO DI POESIA TRILINGUE: CRUCIVERBA / CROSSWORDS / KRZYŻÓWKA di Izabella Teresa Kostka (testo appartenente al Realismo Terminale / Terminal Realism)

CRUCIVERBA / CROSSWORDS / KRZYŻÓWKA (testo appartenente al Realismo Terminale / Terminal Realism). Pubblicato nell’agenda poetica ” Il segreto delle fragole” Lietocolle 2019 / 2020.

~

I nostri corpi sono cruciverba
si completano a vicenda,
crocifissi martiri senza peccato
in attesa del nirvana,

il desio inganna ogni vuoto
come le caramelle la fame,
arde il cervello in un orgasmo
gettando la ragione al rogo,

diventiamo fiammiferi
tra le dita d’un bambino
e ceneri cosparse nel nulla,

concime dell’universo.

Our bodies are crosswords
they complement each other,
crucified martyrs without sin
waiting for nirvana,

the desire deceives every void
like candy soothes hunger,
the brain burns in an orgasm
throwing the reason to the stake,

we become matches
between the fingers of a child
and ashes scattered in nothingness,

fertilizer of the universe.

Nasze ciała to krzyżówka
uzupełniają się wzajemnie,
ukrzyżowani męczennicy bez grzechu
oczekujący na nirwanę,

pożądanie omamia każdą pustkę
jak głód oszukują cukierki,
płonie umysł w orgazmie
rzucając na stos rozum,

stajemy się zapałkami
w rękach dziecka
i popiołami rozrzuconymi w próżni,

nawozem Wszechświata.

~

Izabella Teresa Kostka, ©2019
All rights reserved

Edited, Lietocolle 2019

ANGOLO DI POESIA TRILINGUE: COLTELLO / KNIFE / NÓŻ

COLTELLO / KNIFE / NÓŻ

L’uomo è coltello per l’uomo
e spietato carnefice,
si è esaurita la misericordia
sull’autostrada dei secoli,

è intasata la deviazione
verso il quotidiano inferno.

Man is knife to man
and merciless executioner,
mercy was exhausted
on the highway of ages,

the detour is crowded
to everyday hell.

Człowiek człowiekowi nożem
i bezlitosnym katem,
wyczerpało się miłosierdzie
na autostradzie wieków,

zatłoczony jest objazd
do codziennego piekła.

Izabella Teresa Kostka, ©2019

All rights reserved

#terminalrealism

ANGOLO DI POESIA TRILINGUE: VERITÀ / TRUTH / PRAWDA di Izabella Teresa Kostka

VERITÀ / TRUTH / PRAWDA

La verità
acceca i sensi di colpa
chiusi in camera oscura come le pellicole,

penetra l’anima
coi raggi della vergogna.

Truth
blinds guilt feelings
locked in a darkroom like cliches,

radiates the soul
with the rays of shame.

Prawda
oślepia wyrzuty sumienia
zamknięte w ciemni jak klisze,

prześwietla duszę
promieniami wstydu.

Izabella Teresa Kostka, all rights reserved ©2019

#terminalrealism

#realismoterminale

#realizmterminalny

Eventi #Bookcity: concluso “Dalla bella Babele al Realismo Terminale”

Sabato, il 16 novembre 2019 alle ore 15.00, presso la Chiesetta dell’Assunta di Cascina Linterno a Milano, ha avuto luogo l’incontro dal titolo “Dalla bella Babele al Realismo Terminale”, organizzato nell’ambito della rassegna internazionale Bookcity BCM19 e del 32° programma culturale ciclico “Verseggiando sotto gli astri di Milano”.

L’evento è stato dedicato al Realismo Terminale visto come un nuovo linguaggio poetico contemporaneo, alla poesia dialettale e in diverse lingue del Mondo. Come Ospiti d’eccezione sono intervenuti:
il M° Guido Oldani, premiato di recente con International Poetry Award 1573 in China; il prof. Giuseppe Langella dell’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano, numerosi poeti Realisti Terminali e invitati tra cui Giusy Cafari Panico, Massimo Silvotti, Sabrina De Canio, Marco Pellegrini, Izabella Teresa Kostka, Tania Di Malta, Antje Stehn, Pino Canta, Tito Truglia, Enrico Ratti, Antonino Ricci, Barbara Rabita, Antonio Laneve, Umberto Barbera, Margherita Bonfilio, Patrizia Varnier, Francesco Saverio Bascio, Anna Vercesi, Sis Lav e Giuseppe Leccardi.
La kermesse è stata arricchita con “Un omaggio musicale al cantautore milanese Nino Rossi” eseguito con grande carisma da Costanza Covini (fisarmonica) e Corrado Coccia (canto) e da una recita teatrale dell’attrice vigevanese Elisabetta Ubezio.
L’evento coordinato e condotto dalla fondatrice e organizzatrice del programma “Verseggiando…”, poetessa italo – polacca Izabella Teresa Kostka, in collaborazione con l’Associazione Amici Cascina Linterno di Gianni Bianchi.
La Chiesetta dell’Assunta, gremita e impregnata di emozione di alto spessore artistico ha confermato egregiamente il suo importante ruolo culturale diventando “Tempio dell’Arte e della diffusione delle Muse”.

Foto: Umberto Barbera e alcuni scatti di Luciano Di Sisto

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Intervista a Izabella Teresa Kostka #Screpmagazine

#screpmagazine
#intervista #izabellateresakostka

Carissimi!

Vorrei segnalarVi la mia ultima intervista “un po’ particolare”.

Sono profondamente emozionata e ringrazio il giornalista, redattore Vincenzo Fiore del magazzino culturale romano “Screpmagazine” per il nostro incontro e questa splendida intervista, la quale ho rilasciato con gioia ed emozione presso Chiostro Nina Vinchi a Milano. L’intervista molto diversa da tutte le altre, molto personale e, quasi, “intima”. Invito tutti gli interessati alla lettura!

Link all’articolo:

https://screpmagazine.com/una-intervista-molto-particolare/

Izabella Teresa Kostka, Milano

Chiostro Nina Vinchi del Piccolo Teatro di Milano

ANGOLO DI POESIA: Izabella Teresa Kostka “Egli” (dittico)

EGLI

I

Dell’amico immaginario
son rimaste le tracce
tra gli scatoloni impolverati
della mia cantina,
segni delle unghie
su scrostati muri
– stabili guardiani
d’una segreta infanzia.

Laggiù, nascevano le paure
dense e intense come un rosolio,
quelle slabbrate e accecate,
scucite come una pigotta.

Ci sono notti
in cui EGLI ritorna,
affetta il silenzio con una (sarcastica) risata,
desta i pipistrelli nella mia mente
offuscata, coperta di troppe ragnatele,
afferra il mio corpo portandolo lontano,
aggrappato come una pulce
al suo mantello.

E divento una bambola
tra le sue mani,
un riciclato giocattolo
fino all’alba.

II

Ha detto di conoscermi bene
dall’epoca delle mele verdi
quando orgogliosa mostravo
uno sdentato sorriso
– quel simbolo di passata “lattea” infanzia.

Sapeva tutto di me:
ogni traiettoria di deviata festa,
baci proibiti, perverse carezze,
fumate sigarette, frantumati bicchieri,
amanti sbagliati gettati come stracci.

Mi sentivo accolta
come in un cesto di paglia
sulle sue ginocchia larghe e calde,
sfogliava i pensieri come un libro
di cui ero l’unica protagonista.

Speravo di ritornare bambina
mentre apriva una scatola di caramelle
somiglianti ai fasulli,
adulti piaceri.

Mi son alzata
con un fragore di sveglia
stringendo tra le mani
un sacchetto di confetti.

Ed EGLI non c’era…

Izabella Teresa Kostka
2018 tutti i diritti riservati all’autrice, edito

Eventi: “Abajo Los Muros” in occasione del 30° Anniversario della Caduta del Muro di Berlino

Guido Oldani

~
In occasione del 30° Anniversario della Caduta del Muro di Berlino, si è svolto ieri l’evento multiculturale e multietnico “Abajo los muros”, alla quale hanno partecipato numerosi poeti e slammers internazionali residenti in Italia. Ho portato anch’io la mia testimonianza ricordando quella storica notte di novembre attraverso un mi testo bilingue “Dittico sul carburante” (Realismo Terminale) e ricordi personali…

Ringrazio la poetessa di origine tedesca Antje Stehn per l’invito.

Con Guido Oldani, Antje Stehn, Sis Lav, Elisa Longo, Barbara Rabita, Antonio Laneve, Val Dica, Massimo Silvotti, Sabrina De Canio e tanti altri..

08.11.2019 Cascina Casottello Centro Internazionale di Quartiere, Milano.

• mi ricordo ancora quella notte:

• “Dittico sul carburante / Dyptyk o paliwie” in versione bilingue:

Continua a leggere “Eventi: “Abajo Los Muros” in occasione del 30° Anniversario della Caduta del Muro di Berlino”

ANGOLO DI POESIA: MURO DI BERLINO / MUR BERLIŃSKI di Izabella Teresa Kostka

Foto Pixabay

In occasione del 30° Anniversario della Caduta del Muro di Berlino propongo questo mio testo bilingue:

MURO DI BERLINO

Scatole di terrore
incastrate nel muro
facevano da cibo per il regime,
pietrificati cuori e dottrine regnavano
accavallate alle transenne,

si moriva per la libertà là,
ove la coscienza è diventata di piombo
rimbalzando le vite come pallottole
sparate, all’impazzata, nel vuoto.

Si aggrovigliavano le grida
ai fili spinati mentre
crollava l’ira
come mattoni color sangue.

MUR BERLIŃSKI

Puszki strachu
poupychane w murze
służyły za pokarm dla reżimu,
skamieniałe serca i doktryny królowały
zakotwiczone o szlabany,

umierało się za wolność tam,
gdzie sumienie stało się z ołowiu
odbijając życia jak kule
wystrzeliwane, na oślep, w pustkę.

Wplątywały się krzyki
w kolczaste druty, gdy
upadała złość
jak czerwonokrwiste cegły.

Izabella Teresa Kostka, 2019

Edita / Wydana

Diritti intellettuali riservati

MUSICA: INTERVISTA ALLA CANTANTE LIRICA SOPRANO MONIKA LUKACS (a cura di Izabella Teresa Kostka)

INTERVISTA ALLA CANTANTE LIRICA SOPRANO MONIKA LUKACS (a cura di Izabella Teresa Kostka)

Monika Lukacs

È per me una grande emozione intervistare una delle voci più preziose e affascinanti del palcoscenico operistico: la cantante lirica soprano di coloratura, Monika Lukacs.

1. I.T.K: Benvenuta Monika. La tua storia mi è molto cara, perché entrambe abbiamo lasciato la nostra terra di origine per il Bel Paese. Sei nata nella calorosa e accogliente Ungheria, una Nazione flagellata in passato da numerosi “turbamenti politici”. Quali sentimenti nutri e quali sono i ricordi che legano la tua memoria ai drammi della tua Patria?

M.L.: Cara Izabella, ti ringrazio della tua intervista. Sono onorata.
Sono nata a Miskolc, ho vissuto fino a diciotto anni con i miei genitori; dopo il liceo musicale-artistico, mi sono trasferita a Budapest dove ho iniziato gli studi di canto lirico al Conservatorio di Santo Stefano. Sono stati anni importanti per la mia formazione musicale e Budapest è una città meravigliosa, colta, vivace, piena di musica. Durante i miei anni di studio ho fatto tanti concerti, iniziando dalla gavetta: a 21 anni ho debuttato in “Rigoletto” al Teatro dell’Opera Erkel come Paggio, accanto ai grandi cantanti del teatro. Ero la più piccola, nonostante ciò alla prova generale ho invece cantato dalla buca d’orchestra Gilda, perchè la cantante era malata.
Ho avuto una bella infanzia, tranquilla, sono cresciuta in una famiglia semplice che mi ha amato molto. La musica era da sempre presente nella nostra vita, mia madre aveva una voce bellissima, era un soprano di coloratura che cantava nel coro, mentre mio padre suonava il sassofono.
Ero felice. Sono sempre stata una persona positiva e solare. Mi piace trasmettere emozioni attraverso il mio canto e aiutare le persona bisognose. Faccio tanti concerti di beneficenza sia come cantante che come pianista ma anche in qualità di docente con i miei allievi.

2. I.T.K.: Com’è iniziata la tua grande avventura nel mondo del canto lirico? È stata una passione influenzata dalla famiglia oppure è nata in modo spontaneo dal tuo “sentire interiore”?

M.L.: Adoravo la musica fin da bambina. All’inizio suonavo il piano ma poi, a 9 anni, sono stata scelta dalla mia maestra di musica della scuola elementare per cantare davanti a 600 docenti, in occasione di una commemorazione della città, ed ho superato la prova, appassionandomi così al palcoscenico. All’età di 17 anni ho iniziato a prendere lezioni di canto, mentre frequentavo ancora il liceo, girando tutta l’Europa con il coro femminile per concerti e concorsi internazionali. Ne sono conseguite tante soddisfazioni e successi.
I miei genitori mi hanno sempre sostenuta, fin da piccola, ed io sono sempre stata molto determinate: quando tornavo tardi a casa dopo le lezioni di musica andavo subito al teatro oppure alla Filarmonica a sentire i concerti oppure mi impegnavo nelle prove. Avevo bisogno della musica, faceva parte del mio DNA. Continua a leggere “MUSICA: INTERVISTA ALLA CANTANTE LIRICA SOPRANO MONIKA LUKACS (a cura di Izabella Teresa Kostka)”

ANGOLO DI POESIA: “Trittico sulla morte” di Izabella Teresa Kostka

TRITTICO SULLA MORTE – tratto dall’antologia “Le maree della vita” col patrocinio del programma culturale “Verseggiando sotto gli astri di Milano” e del gruppo per la diffusione delle arti “Valchiria” (CTL Editore, 2017)

THE DAY AFTER (Il giorno dopo)

Quello che le labbra non dicono
rimane tra gli spazi vuoti delle abbandonate stanze,
negli armadi spogli di vestiti
sfrattati in fretta al suono del campanello,

nella polvere delle parole sotto un letto.

Di gelido acciaio diventa il silenzio
che digrigna sui vetri delle finestre,
pende la tristezza dal lampadario
come lacrime ferme sulla frangia delle ciglia.

Mi accompagnano soltanto le tue impronte
incise sulla maniglia
sfiorata dalla morte.

NIENTE REPLICHE

Son immobile,
inutile come un pupazzo
fuori dal teatrino dei burattini,
ho le corde tagliate per l’ultimo addio
agonizzante sul palco dopo l’unica prima.

Sei andato a brindare con la Nera Signora
seduta silenziosa nella prima fila.

Non hai chiesto alcun doppiatore
per le repliche nella prossima uscita.

L’INIZIO

E tutto tace.

Non ci sei
eppur il tuo nucleo s’aggira tra le vertebre del presente
ancorato in questo solitario vissuto.

Avrà mai i tuoi riccioli neri?

Magari lo sapessi.

Un giorno ci fermeremo sulla ripa dei baci
ove tutto ebbe inizio,
lui (o lei) invocherà il tuo nome
così come si fa per la Festa del Padre.

Non verseremo più le lacrime
venerando l’inizio dopo ogni fine.

Izabella Teresa Kostka, 2017

Tutti i diritti riservati all’autrice

ANGOLO DI POESIA: Antologia proustiana “Cherchez la femme” 2018 e “Due poesie” di Izabella Teresa Kostka

LE SPOGLIE DELLA MADDALENA

Appendo la tristezza al chiodo
sulla croce cariata dalle lacrime della Maddalena,
non conosco il peso della colpa
che le vieta l’ingresso al paradiso.

Noi, femmine di carne morbosa,
col grembo vasto come il letto di un fiume
sbocciamo nella foce delle liquide voglie
che sgorgano nell’atto della creazione.

Ci fondiamo unite al vostro corpo
generato, per capriccio, dal fango e dal sangue,
scaldando le membra di freddo acciaio
vi stiamo addosso come una seconda pelle.

Respirate le nostre intime fragranze
indossandole di notte come un cappotto,
maledite, offuscati, le estreme curve
che vi fanno sbandare in un cieco tunnel.

Abbraccio ai piedi della croce
le nude spoglie della Maddalena.

Non è cambiato nulla dai secoli della lapidazione:
ci venerate,
fecondate,
come una sigaretta
gettate…

FEMMINILITÀ PERDUTA (aderente al Realismo Terminale)

Ho dimenticato di essere donna
ferma al semaforo rosso
sullo svincolo di questa vita,
sbandata come una macchina
tamponata in attesa del pagato pedaggio.

Ho messo ogni curva
nel rottamaio dell’usato:
seni, fianchi, candido ventre
allo stoccaggio dei pezzi di ricambio.

Femminilità,
quella scordata
come un bicchiere di vodka
svuotato troppo in fretta.

Izabella Teresa Kostka, 2018

Diritti intellettuali riservati

ANGOLO DI POESIA: due testi scelti dal libro “Gli espulsi dall’Eden”, di Izabella Teresa Kostka

Due testi scelti dal libro “Gli espulsi dall’Eden” 2016, CTL Editore.

AL NEMICO

Meschino, vigliacco è il tuo sorriso
profumato di marci baci di Giuda,
gettatomi in faccia in piena luce
somigliante a un sacco di immondizia.

Tossiche, putrefatte vuote parole
coperte di muffe e di falso calore,
striscianti come cobra le tue braccia,
micidiali gli sguardi colmi di cianuro.

Godi e odi l’urlo d’invidia
crescente con forza nel tuo ventre,
gioisci urtando ogni principio
della ragione e competizione.

Miserabile pagliaccio,
schiavo di te stesso,
rinchiuso nella gabbia d’inutile rabbia,
non avrai mai il mio odio
soltanto la muta, neutra compassione.

NESSUNO

Io sono nessuno.

Non chiamatemi in causa
mentre crolla sbriciolato
il vostro truccato Ego,
nei meandri dell’ipocrisia
coltivate le false lusinghe,
stregate le piccole vipere
promettendo le prelibatezze dell’Eden.

Come mai temete
udendo la voce d’un libero pensiero?

Voi, Numi, maledite il mio sentiero,
cancellate l’orme di ogni sorriso
sbocciato innocuo in un semplice istante.

Io sono n e s s u n o,
eppure
come un tarlo logoro la Vostra gloria.


Izabella Teresa Kostka , tutti i diritti riservati
CTL Editore 2016 “Gli espulsi dall’Eden”

POESIA BILINGUE: “È piovuto quel giorno / Padało tego dnia” di Izabella Teresa Kostka

È PIOVUTO QUEL GIORNO

Estese pianure tra le maree
della vita che non sa perdonare,
lunghi corridoi affollati di domande
e risposte che affondano nel vuoto,

mi ricordo le nostre dita
aggrovigliate come fili di ferro,
legami spezzati e affetti a terra
gettati come cocci d’un vaso.

È piovuto quel giorno in Piazza Duomo…

Si è infilata la felicità
tra i piccioni sulle grondaie
è volata via in fretta
col vapore della metropolitana.

PADAŁO TEGO DNIA

Rozległe niziny przypływów
życia, co nie potrafi wybaczać,
długie korytarze zatłoczone pytaniami
i odpowiedzi ginące w próżni,

pamiętam nasze palce
splątane jak żelazne druty,
rozerwane więzy i uczucia na ziemi
rzucone jak skorupy wazonu.

Padało tego dnia na Placu Katedralnym…

Wmieszało się szczęście
pomiędzy gołębie na rynnach,
odleciało szybko
wraz z parą uchodzącą z metra.

Izabella Teresa Kostka, 2019

©kostka2019

Piazza Duomo, Milano. Foto: Kostka

REPORTAGE: “CANTANDO ALLA VITA” presso TEATRO POLIVALENTE di SANDIGLIANO

A breve l’inizio dello spettacolo…

Momenti di magico incanto sabato, il 12 ottobre 2019 presso Teatro Polivalente di Sandigliano (Biella) durante il nostro amato, già 31° “Verseggiando sotto gli astri di Milano” dal titolo “CANTANDO ALLA VITA”. Abbiamo venerato le Muse, ammirando la vita attraverso la poesia, la prosa, la musica e il canto sia lirico che moderno. Tra gli Ospiti Speciali, che ringraziamo con affetto per l’emozioni regalateci con passione e grande fascino, brillavano di luce sublime: la cantante lirica soprano Sofia Maria Riva accompagnata al pianoforte dal M° Francesco Parravicini, gli attori Enzo Brasolin ed Elisabetta Fabbri, il cantautore milanese Corrado Coccia e il M° Vito Silvestro al sassofono.

L’unione delle arti si è compiuta perfettamente, approfondita dalle recite dei poeti selezionati all’evento e provenienti da quasi tutte le regioni del Bel Paese: Daniela Karewicz, Daniele Ossola, Pier Mario Tognoli, Marinella Brandinali, Mariateresa Valvo, Maura Rastellino, Giacomo Picchi, Maria Giuliana Campanelli, Claudia Gaetani, Davide Carella, Francesco Saverio Bascio, Maria Teresa Tedde, Pasqualina Di Blasio,Tito Truglia, Giuseppe Leccardi, Margherita Bonfilio, Patrizia Varnier, Umberto Barbera.

Durante il programma è stato omaggiato anche uno dei più grandi poeti italiani, il vincitore del Premio Nobel 1975 Eugenio Montale, i suoi versi tratti da “Le occasioni” ha interpretato il giovane e talentuoso poeta Giacomo Picchi. Continua a leggere “REPORTAGE: “CANTANDO ALLA VITA” presso TEATRO POLIVALENTE di SANDIGLIANO”

POESIA BILINGUE: “PALE EOLICHE / TURBINY WIATROWE” di Izabella Teresa Kostka

Rimanendo nella tematica del #RealismoTerminale oggi un testo bilingue “Pale eoliche / Turbiny wiatrowe” di Izabella Teresa Kostka, in italiano (originale) e in polacco (traduzione) / TURBINY WIATROWE w tłumaczeniu na język polski. Tekst należy do nurtu Realizmu Terminalnego.

Con un sorriso e un po’ di ironia.

#realismoterminale
#realizmterminalny
#izabellateresakostka

 

31° Verseggiando: tra gli Ospiti Speciali SOFIA MARIA RIVA (soprano) e FRANCESCO PARRAVICINI (pianoforte)

Nel ricco programma del 31° Verseggiando sotto gli astri di Milano avremo l’occasione di ammirare numerosi Ospiti Speciali di alta caratura artistica. Per la prima volta accoglieremo nella nostra Famiglia la giovane e sublime soprano SOFIA MARIA RIVA, accompagnata al pianoforte dal M° FRANCESCO PARRAVICINI (per la seconda volta tra i nostri preziosi Ospiti).

In seguito pubblico le loro brevi note biografiche.

Sofia Maria Riva (soprano)

Sofia Maria Riva

Dopo la maturità classica, prosegue gli studi presso l’Università IULM di Milano, frequentando il corso di laurea in Arti, design e spettacolo.
Il canto è sempre stata la sua passione, sin da piccola.
Nel 2011 si iscrive alla classe di canto presso la Fondazione Musicale “Vincenzo Appiani” di Monza, per poi avvicinarsi nel 2013 alla lirica sotto la guida del Mezzosoprano Tiziana Carraro, con cui sviluppa capacità e conoscenze musicali oltre alla tecnica e allo stile vocale.
Dal 2015 fa parte del coro “Laudamus Dominum” di Sovico, una piccola realtà che negli anni si è rivolta verso opere di ampio respiro, dove si esibisce anche come solista, sia durante le celebrazioni sacre sia in occasione di concerti.
Nel 2017 è stata protagonista di manifestazioni musicali interpretando arie da camera e famosi brani d’opera di autori quali: G. Rossini, G. Donizetti, C. W. Gluck, G. F. Handel, G. B. Pergolesi, W. A. Mozart, G. Bizet, G. Puccini, P. Mascagni. V. Bellini, S. Donaudy, F. Poulenc, J. E. F. Massenet, F. Cilea.
Tra il 2018 e il 2019 ha svolto una serie di concerti proponendo il repertorio della romanza da salotto italiana di F. P. Tosti, Gastaldon, Verdi, Bellini, Donizetti. Continua a leggere “31° Verseggiando: tra gli Ospiti Speciali SOFIA MARIA RIVA (soprano) e FRANCESCO PARRAVICINI (pianoforte)”

RITRATTI: CIRO BRUNO – l’inimitabile guerriero in nome della poesia

(di Izabella Teresa Kostka)

Quando la passione per le Muse impregna ogni cellula del nostro corpo non possiamo fare a meno dell’arte. Diventiamo guerrieri e dedichiamo con devozione tutte le forze per venerare il suo altare.

Ciro Bruno appartiene alla corte di Apollo da anni, il suo amore per la poesia si trasmette sia nei versi scritti che in un progetto radiofonico dedicato alla poesia “PROKSIME DE POEZIO” alla RADIO GLADYS. Dotato di un intelletto poliedrico e di un’anima sensibile e raffinata non si accontenta di poco, ma cammina a testa alta verso il compimento di ogni suo desiderio, prosegue con grazia e determinazione il proprio cammino artistico e professionale. In seguito pubblico la nota biografica e tre poesie scelte del nostro protagonista.

BIOGRAFIA

Ciro Bruno

Ciro Bruno, un poeta contemporaneo nato nel giugno del 1961 nella città di Napoli.
Iniziato a scrivere dalla spontaneità del suo essere,
descrive immagini ed espressioni con una scrittura tanto torrenziale quanto aritmica e suggestiva.
La grafica lapidaria sottolinea toni foschi, pur sempre attenuati con immagini levigate ed emozioni stupefacenti e nostalgiche. Nella pluritematicità descrittiva la concezione della vita è omogenea, perché le emozioni risultano tutte stagliate su un fondo melanconico, innervato da espressioni di forza suggestiva che sorprende e talora sgomenta.
Concetti originali, stilemi ricercati, ridondanze lessicali, sapientemente distribuite, formano un quadro emotivamente severo e pessimistico e, tuttavia, profondo e sublime.
La realtà è filtrata attraverso rimembranze psichiche che tendono a dissolversi in un mondo fatto di desideri evanescenti. Continua a leggere “RITRATTI: CIRO BRUNO – l’inimitabile guerriero in nome della poesia”

“PROKSIME DE POEZIO”: MAGNIFICA SERATA a RADIO GLADYS

Magnifica esperienza venerdì sera, 04.10.2019, all’emittente radiofonica RADIO GLADYS, durante il programma PROKSIME DE POEZIO condotto magistralmente da Ciro Bruno. Durante l’intervista ho parlato della mia scrittura, dell’attività culturale, del Realismo Terminale fondato dal poeta Guido Oldani e di tanti argomenti a sorpresa ancora. Ringrazio tutto lo staff per l’affetto e l’accoglienza, soprattutto la signora Elena e il signor Armando. L’esperienza indimenticabile da ripetere! Ringrazio tutti gli ascoltatori per i messaggi di apprezzamento in diretta.

Alcuni link per ascoltare frammenti dell’intervista in diretta:

– 1° parlo della mia scrittura e dell’attività culturale svolta:

https://youtu.be/oxBjHohQQGQ

– 2° a proposito del Realismo Terminale fondato dal poeta Guido Oldani:

https://youtu.be/taKtnRKrRic

– 3° parliamo delle competizioni poetiche e recito un mio testo dal titolo “Anima spoglia”:

https://youtu.be/2JPJkER88oY

– 4° Chi sono i poeti? La conclusione del programma:

https://youtu.be/QwLfZDCm2OY

Izabella Teresa Kostka

Col redattore radiofonico Ciro Bruno, 04.10.2019, Radio Gladys, Milano Continua a leggere ““PROKSIME DE POEZIO”: MAGNIFICA SERATA a RADIO GLADYS”

EVENTO: Stasera su RADIO GLADYS “PROKSIME DE POESIO” ore 20.30

#realismoterminale

#izabellateresakostka

#guidooldani

Con grande gioia ringrazio il redattore Ciro Bruno per il gradito invito e segnalo a tutti: oggi, il 4 ottobre (venerdì) dalle ore 20.30 sarò ospite dell’ambizioso programma radiofonico PROKSIME DE POESIO Radio Gladys a Milano.
Parleremo della mia scrittura, dell’ attività culturale svolta e del movimento del Realismo Terminale fondato dal M° Guido Oldani. Vi invito a seguire la puntata perché le emozioni non mancheranno.
Un abbraccio e ci sentiamo alle 20.30 in streaming su:

http://www.radiogladys.com

“BEZ{KRES}” (Infinito) il numero di ottobre già online

(by Izabella Teresa Kostka)

È appena uscito online il numero di ottobre del mensile artistico – letterario polacco “BEZ{KRES}” (“Infinito”).

All’interno numerosi testi degli autori polacchi e, ovviamente, la rubrica dedicata alla poesia italiana contemporanea e al Realismo Terminale coi testi tradotti da me in polacco di GUIDO OLDANI, TANIA DI MALTA e della sottoscritta IZABELLA TERESA KOSTKA.

Continua a leggere ““BEZ{KRES}” (Infinito) il numero di ottobre già online”

“Avanti con la danza!”- concluso a Palazzo Fogaccia il 4° Straordinario Anniversario del programma “Verseggiando sotto gli astri di Milano”.

“Avanti con la danza! Lasciate che la gioia sia sconfinata,
Non dormite fino al mattino, quando la Giovinezza e il Piacere si incontrano
per inseguire con i piedi danzanti le ore colme di eccitazione.
Su con la danza!”
(cit. Lord Byron)

Sabato 21 settembre 2019, nella suggestiva cornice del famoso Palazzo Fogaccia a Clusone (BG), il luogo più magico che si possa sognare, si è conclusa la serata organizzata in occasione del 4° Straordinario Anniversario del programma culturale ciclico internazionale “Verseggiando sotto gli astri di Milano”, nato nel 2015 presso Cerifos di Milano da un’idea della poetessa e scrittrice italo – polacca Izabella Teresa Kostka.

Gli interni del palazzo

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L’emozione alle stelle per il 4° Anniversario del programma culturale internazionale “Verseggiando sotto gli astri di Milano”: GRAN GALÀ al PALAZZO FOGACCIA il 21 settembre 2019

progetto grafico ©itkedizioni

(by Izabella Teresa Kostka)

Non si fermano i preparativi e salgono le emozioni in occasione del grande evento previsto per il 21 settembre 2019 alle ore 17.00. Presso la storica e prestigiosa struttura di Palazzo Fogaccia a Clusone (BG), una delle più belle cornici che si possa desiderare, resa disponibile grazie all’accoglienza del Principe Alberto Giovanelli, si svolgerà Gran Galà del 4° Straordinario Anniversario del programma culturale ciclico internazionale “Verseggiando sotto gli astri di Milano”, nato nel 2015 presso “Cerifos” a Milano.

Info sul luogo dell’evento:

https://it.m.wikipedia.org/wiki/Palazzo_Fogaccia_(Clusone)

Il programma della serata sarà impregnato di arte di ogni genere: dall’incanto delle note poetico – musicali del duo teatrale “Poeticanti” (Paolo Provasi e Roberta Turconi), attraverso le recite degli attori Enzo Brasolin e Domitilla Colombo, con la magia della voce e musica del cantautore Corrado Coccia e Vito Silvestro (sassofono), fino allo spettacolare clou della serata – le danze ottocentesche in costume a cura di “Società di danza. Circolo di Stezzano”, coordinato dalla maestra Lorenza Guerini. Tra i poeti invitati potremo ascoltare i versi di: Margherita Bonfilio, Carla Abenante, Pasqualina Di Blasio, Umberto Barbera, Francesco Saverio Bascio, Annamaria Citino, Annamaria Gallo, Barbara Rabita, Antonio Laneve, Corrado Villa, Massimiliana Pieri, Tania Di Malta, Maria Teresa Tedde, Patrizia Varnier, Tito Truglia e Izabella Teresa Kostka (fondatrice, coordinatrice generale del “Verseggiando…” e presentatrice dell’evento).

Numerosi Ospiti invitati e l’atmosfera di grande festa arricchiranno indubbiamente il tanto atteso momento di gioia e di solenne condivisione artistica.

Per motivi organizzativi l’ingresso è consentito esclusivamente alle persone invitate.

The final countdown!!

Izabella Teresa Kostka, Milano 19.09.2019

Foto propietà “Società di danza”
Palazzo Fogaccia, foto dal web

ANGOLO DI POESIA: “DITTICO SUL CARBURANTE” di Izabella Teresa Kostka

DITTICO SUL CARBURANTE (aderente al movimento del Realismo Terminale)

Politica?

È una squallida puttana
venduta per qualche euro,
una marionetta appesa alle corde
tirate dagli Dei dell’Olimpo.

Motore in avaria
alimentato dall’alterato carburante.

Non ci appartengono questi giorni di piombo,
solubili accuse di cianuro,
velenosi dibattiti televisivi
che ignorano le aspre lagne del popolo.

Siamo rinchiusi in un supermercato
con scaffali di illusioni,
raccogliamo i punti per la pensione
contando su un premio a fine stagione.

Non ci appartengono le albe prive di luce
oscurata dallo smog pagato caro
che toglie voce ai piccoli uccelli
scartando i loro canti come rifiuti.

Ridateci la libertà
il carburante della vita!

Izabella Teresa Kostka, 2018
Scritto per l’evento dedicato alla libertà d’espressione organizzato dal Museo Spazio Alda Merini a Milano in collaborazione col Movimento del Realismo Terminale.
Edito, tutti i diritti riservati.

“CANTANDO ALLA VITA” – appuntamento teatrale del “Verseggiando sotto gli astri di Milano”

PRO MEMORIA
Siamo in attesa del patrocinio del comune ma ancora fino al 25 settembre potete candidarVi per partecipare alla serata teatrale del Verseggiando con:

• un recital lirico della cantante soprano Sofia Riva, al pianoforte il M° Francesco Parravicini
• le recite degli attori Elisabetta Fabbri ed Enzo Brasolin
• le note incantevoli del cantautore Corrado Coccia e il M° Vito Silvestro al sassofono.

Tutti i dettagli nel link allegato:

https://verseggiandosottogliastridimilano.wordpress.com/2019/07/23/31-verseggiando-a-teatro-cantando-alla-vita-selezione-partecipanti-fino-al-25-settembre/?preview=true

Izabella Teresa Kostka

#izabellateresakostka

#verseggiando

https://verseggiandosottogliastridimilano.wordpress.com

Gran Galà al Palazzo Fogaccia a Clusone il 21 settembre 2019, in occasione del 4° Anniversario del programma culturale ciclico internazionale “Verseggiando sotto gli astri di Milano”

Ci stiamo avvicinando al 21 settembre: Gran Galà in occasione del 4° Anniversario del programma culturale ciclico internazionale “Verseggiando sotto gli astri di Milano” presso lo spettacolare Palazzo Fogaccia a Clusone (BG).
La serata unirà la DANZA, il TEATRO, la MUSICA e ovviamente la POESIA e tutto questo nella storica e affascinante cornice di una delle più belle strutture della nostra zona. Il conto alla rovescia in corso!!!! Seguirà la cena. Tra gli Ospiti:
– Società di Danza ( danze ottocentesche in costume)
– “Poeticanti” con la loro magia
– Enzo Brasolin e Domitilla Colombo con un breve spettacolo preparato per questa solenne occasione
– Corrado Coccia e Vito Silvestro tra le note del pianoforte e del sassofono
– Poeti “Verseggiatori” invitati
Per ragioni organizzative e di sicurezza l’ingresso è consentito esclusivamente sull’invito.
The final countdown!!

Izabella Teresa Kostka

#verseggiandosottogliastri

#izabellateresakostka

#anniversario

verseggiando.eventi@yahoo.it

poezja@mail.com

“SCATTI QUOTIDIANI” nella PROSA POETICA di DAVIDE MORELLI

Foto Pixabay

(by I.T.K.)

Sono scatti quotidiani ripresi con una penna per diventare immortali: prosa poetica oppure acquerelli contemporanei nati da uno spiccato senso di appartenenza ai luoghi della vita di ogni giorno. Una specie di diario informale in cui Davide Morelli raccoglie gli istanti dell’umano vissuto così familiare a ciascuno di noi.

Sembra il ragazzo della porta accanto e i suoi “schizzi letterari” rispecchiano la sua / nostra realtà senza pretese, le immagini verbali vengono trasmesse con semplicità e naturalezza.

Si sfogliano con piacere le parole di Morelli, ci si ritrova facilmente coi piedi per terra senza sentirsi diversi. Tutto diventa ARTE, merita di essere raccontato, ricordato, assaporato come una focaccia in un giorno qualsiasi.

Ci piace questa scrittura diretta senza trucco, distante da ogni pathos e retorica artificiale. Davide Morelli non spiazza ma accoglie, offre “da bere” come un amico e questa purezza d’espressione diventa irresistibile.

Izabella Teresa Kostka, 2019

TRE TESTI SCELTI

Stanziale:

Non andrò mai ad Alassio. Non tornerò a Follonica. Nessuno mi invierà cartoline da là. Non idealizzo più paesi e città lontane. Mi basta questo entroterra, questa pianura. Non ho bisogno di andare lontano per sentirmi solo, nuovo o assurdo. Mi basta la mia cittadina. Mi dicono ancora qualcosa le sue strade, i suoi cortili, i suoi sottopassaggi, i suoi ponti. Mi dice ancora qualcosa la mia cittadina, anche se so a memoria i suoi posti e i suoi luoghi di ritrovo. Tutti i posti in cui sono stato non rappresentano più desideri e neanche causano nostalgia. Questa cittadina ha già visto abbattere tutti i miei sogni. Non prendo più treni. Mi limito ad osservare la gente che vi scende e vi sale. Un tempo il predellino era sinonimo di libertà. I viaggi non mi appassionano più. Sono molto più abitudinario e stanziale. Un tempo per me Pontedera era solo un dormitorio. La mia cittadina non è più paese e non è ancora città. Qui si conosce tante persone di vista e per sentito dire. È difficile fare amicizia. Ci si tiene stretti gli amici di infanzia, gli amici di una vita. Qui le persone si incontrano spesso sul corso. Io di tanto in tanto passo davanti all’ospedale o davanti al cimitero e ringrazio Dio di essere lì senza un motivo particolare, solo per sgranchirmi le gambe. Ogni tanto chiedo se ci sono novità. Raramente succede qualcosa. Qui la vita scorre a rilento rispetto alle grandi città. Pontedera è baricentrica. È vicina a Firenze, Livorno, Pisa, Lucca, il mare. Ora c’è anche la circonvallazione e tante rotonde hanno sostituito i vecchi semafori. Ad una certa ora però il centro è quasi deserto. C’è una sorta di coprifuoco. Starò qui forse fino a che la morte non verrà a prendermi. Ho sempre pensato che Dio o chi per lui accende e spegne le vite con la stessa facilità con cui noi accendiamo o spegniamo la luce nelle nostre stanze. Per il resto si invecchia o si muore. Terzo escluso. Forse qui la vita continuerà ad essere sempre uguale.

Lettera durante un microrisveglio:

– Mi sono svegliato da poco. Ho già dormito diverse ore. Mi sono svegliato di soprassalto. Ho fatto un incubo ma non mi ricordo niente al risveglio. Alle otto ero già a letto, anche se sai che ho dei microrisvegli. Ho mangiato una sfoglia comprata alla Coop. Ho bevuto un poco di acqua. Mi sono fatto la barba. È una sensazione molto piacevole farsi la barba dopo che il barbiere ti ha fatto le basette. Ho usato la matita emostatica. Niente di che. Per farmi i capelli ho speso quindici euro. Sono andato da un barbiere nuovo, abbastanza vicino a casa. Gli ho detto di farmi i capelli molto corti ma non come un naziskin. Ha riso. I miei capelli prima erano una massa informe. A volte penso di essere troppo trasandato. Il vecchio barbiere forse è morto. Aveva ottantacinque anni circa ad occhio e croce. Ora c’è questo che ha aperto bottega da poco tempo a poche decine di metri da dove aveva il negozio il vecchio. Il barbiere è un tipo sulla quarantina. Per fortuna non si è messo a chiacchierare. Era tutto concentrato sul suo lavoro o forse più semplicemente si sapeva fare gli affari suoi. Non ha ancora mobili e neanche aria condizionata. Teneva la porta aperta; mi è sembrato un tipo tranquillo e simpatico. Sai che prima di me c’era un novantenne a farsi i capelli? Ma anche dopo di me c’era un altro novantenne. L’età media si è allungata. Si conoscevano tra di loro. Erano tutti e due ancora autonomi e in buona salute. Si sono messi a parlare. Entrambi c’erano ancora con la testa e ad entrambi era stata rinnovata la patente. In sottofondo alla radio passavano Azzurro cantata da Adriano Celentano e scritta da Paolo Conte. Alle nove di mattina di un giorno feriale dal barbiere vanno soprattutto pensionati e disoccupati. Azzurro era una canzone del 1968: l’anno della contestazione giovanile, l’anno del parricidio. Quella canzone invece rammentava perfino di un prete all’oratorio. I sessantottini forse l’avranno definita piccolo-borghese. Chissà se aveva significato qualcosa quella canzone per i due vecchietti? Chissà che aveva significato per loro? Chissà come erano e cosa facevano loro nel 1968? Ogni tanto mi vengono questi pensieri metafisici quando ascolto una bella canzone o guardo un quadro. Era venuto il mio turno. Guardavo allo specchio come mi tagliava i capelli. Procedeva speditamente. Usava la macchinetta. Ho pagato il conto. Mi sono catapultato fuori. Era una nuova giornata afosa. Aria bassa. Il sole spioveva giù dai tetti. Guardavo vetri, finestre, tapparelle dei palazzi. Poco distante c’era l’ospedale. Poi più in là la ferrovia. Ieri sera mi ha telefonato il mio unico amico qui a Pontedera. Andremo a prendere un gelato insieme prossimamente. Gli ho detto che non trovavo nessun lavoro: cercano persone in età di apprendistato o persone con esperienza pluriennale. Qui è crisi. Così pensavo, mentre guardavo dal finestrino i campi di grano di cui piccioni si cibano in abbondanza. Non sopporto l’estate perché è caldo e ci sono i forasacchi pericolosi per il mio lagotto. Già una volta è stato operato. Non farò vacanze. Neanche un giorno. Non andrò da nessuna parte. Per ora è tutto. Vado a farmi un caffè.

Con mio padre:

È sabato. Dobbiamo fare rifornimento di GPL. Fermiamoci al distributore. Speriamo che sia aperto. Prendiamo quella strada che porta alle colline. Quella strada tortuosa da cui si vedono i calanchi, una serie di agriturismi e le macchine parcheggiate di chi caccia i cinghiali. Tu vai sempre avanti, anche se ci sono molti bivi. Non ti distrarre a guardare gli aerei. Per questo motivo ci sono stati diversi incidenti. Non prendere per la discarica. Questa strada fatta di saliscendi continui. Questa strada trafficata da turisti stranieri. Ogni tanto si vede passare dei pullman di altre nazionalità. Queste colline in fiore che viste da lontano si stagliano contro il cielo terso. Queste colline inondate da raggi di sole obliqui a questa ora del giorno. Alla fine troveremo un borgo con un hotel di lusso e una casa colonica in fase di ristrutturazione. Non è assolutamente detto che un volto simmetrico sia più bello degli altri. Scusatemi se salto di palo in frasca. Sono solo libere associazioni nelle ore di libera uscita. Io stesso mi sono condannato alla prigionia. Deve essere divertente annodare dei fili di aquilone. Deve essere divertente calpestare castelli di sabbia prima che ci pensino le onde del mare. Giorno dopo giorno mi sono costruito la mia cella. Stai attento quando arrivi a Montaione perché ci sono degli anziani che passeggiano al bordo della strada. Un tempo stringevo i pugni nelle tasche dalla rabbia, mentre camminavo nella nebbia. Ora è scomparsa la rabbia ed è sopraggiunta la rassegnazione. Guarda le case, le strade. Pensa a quanta gente c’è al mondo ma pensa anche a quanta solitudine c’è al mondo. Ognuno ha avuto i suoi cortili, le sue balere, i suoi istanti che voleva fermare. Tra me e te ventisei anni di differenza. Tu sei della prima generazione che non ha visto la guerra. Io figlio del benessere, poi impoverito. Forse tra pochi anni sarò povero. Tra pochi anni non ci saremo più e saranno poche le persone che ci ricorderanno. Forse dei parenti molto lontani. La mano di Dio ci schiaccerà come degli insetti. Ma ora babbo, è sabato. Andiamo in quelle colline che sanno di sangue e di morte. Poi ritorneremo a casa come se niente fosse.

NOTA BIOGRAFICA

Davide Morelli è nato a Pontedera nel 1972. Si è laureato in psicologia con una tesi sul mobbing. Alcuni suoi testi sono apparsi su “Nazione indiana”, “La mosca”, “Iris news”, “Poetarum silva”, “Il filo rosso”, “Poesia ultracontemporanea”, “Scuola di poesia”(rubrica del quotidiano “La stampa”), “Il segnale”, “Cartesensibili”, “Poesia da fare”, “La clessidra”, “L’ombra delle parole Rivista letteraria internazionale”, “Il sasso nello stagno”, “Yawp” (giornale di letterature e filosofie), “L’altrove-appunti di poesia”, “Larosainpiu”(blog letterario di Salvatore Sblando), “L’ottavo”, “Limina mundi”, “Scrittinediti”, “Osservatorio letterario”, “Poliscritture.it”, “Pi-greco trimestrale di conversazioni poetiche”, “L’archetipo”, “Erbafoglio”, “Il paradiso degli orchi”, “Segreti di Pulcinella”, “Ammirazioni” (di Roberto Corsi), “Oggifuturo”, “Inverso”, “Poiein”, “Sesto senso poesia”(a cura di Felice Serino). Un suo saggio breve intitolato “Scrivere” è stato pubblicato su Vicoacitillo. Il suo “Manifesto dell’impoesia” è stato pubblicato su “Yale Italian Poetry” per un’inchiesta internazionale sulla prosa poetica. 48 sue quartine sono state pubblicate su “Italian poetry review” x(rivista di poesia italiana della Columbia University). Ha pubblicato due ebook su LaRecherche.it: “Dalla finestra” e “Varie ed eventuali”. Ha pubblicato l’ebook “Cuore improduttivo” su Le stanze di carta. Collabora con il blog letterario Le stanze di carta(lestanzedicarta.blogspot.com). È un ex commerciante. Attualmente è disoccupato.

L’articolo pubblicato anche sul portale culturale internazionale “Verso – spazio letterario indipendente”:

https://versospazioletterarioindipendente.wordpress.com/2019/09/09/scatti-quotidiani-nella-prosa-poetica-di-davide-morelli/?preview=true

INTERVISTA AL CANTAUTORE LUIGI PAGANO: “Ho la sindrome dello zigano, ho bisogno di sentirmi straniero” a cura di Izabella Teresa Kostka.

Luigi Pagano

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INTERVISTA AL CANTAUTORE LUIGI PAGANO: “Ho la sindrome dello zigano, ho bisogno di sentirmi straniero” a cura di Izabella Teresa Kostka.

1. I.T.K.: Esiste un proverbio che dice “Vedere Napoli e morire”: per i tuoi fans internazionali sei il simbolo di un italiano D.O.C: solare, caloroso, estroverso, un affascinante e talentuoso artista, cantante. Raccontaci un po’ delle tue radici italiane e del legame indissolubile con la tua Terra d’origine.

Lp: Sono nato a Pompei in provincia di Napoli. Ho sempre vissuto sul mare dalla parte di Torre Annunziata (Oplonti). Dal balcone dove sono nato vedevo il Vesuvio, il monte Faito e un pezzettino di mare che oggi non si vede più a causa delle costruzioni ma se salgo qualche rampa di scale ne vedo ancora. Ho Vissuto per 25 anni in medioriente tra mare e deserto trovando un po’ di Napoli ovunque, nella musica e nelle culture arabe. Napoli è più vicina a Beirut che non a New York quindi Napoli è più Libano che America infatti, è la città meno americanizzata d’Italia. Le radici napoletane sono forti di una cultura secolare e noi napoletani siamo consapevoli di avere una grande storia per questo siamo orgogliosamente “TERRONI”. Ovunque vada porto sempre con me Napoli. Le canzoni che scrivo hanno il ritmo e le sonorità mediterranee, non sono ricercate ma escono spontaneamente dalla mia anima.

2. I.T.K.: Com’è iniziata la tua carriera artistica: l’hai sempre sognata oppure è iniziata in modo spontaneo, accidentale? Hai suonato coi più grandi artisti di fama internazionale, tra cui Paul McCartney, e con famose star del cinema, partecipando anche a numerosi importanti programmi televisivi. Ti va di parlarne?

Lp: In casa mia ci sono sempre stati degli strumenti, mio padre era appassionato di canto. Mio fratello di 10 anni più grande di me suonava la chitarra e per me lui è sempre stato un esempio così ho incominciato ad emularlo. Quando i miei genitori si sono accorti che avevo un po di talento mi hanno fatto studiare. Mio fratello qualche volta mi pagava le lezioni. Io non vengo da una famiglia ricca ma sicuramente da una famiglia ricca di valori. Mio padre ha fatto sì che tutti noi figli (4) studiassimo. Ho formato la prima band a 14 anni e poi qualche anno dopo ho incominciato a lavorare nei pianobar di Napoli e provincia e non solo.
Paul l’ho conosciuto alle Maldive quando con mia moglie Agnes suonavamo lì. Ci siamo restati per 7 mesi e Paul per 3. È stato più un rapporto personale che professionale. Quando finivo di suonare ci incontravamo nelle spiaggia sotto la sua villa e suonavamo le nostre chitarre fino al mattino. Paul mi ha insegnato l’umiltà. Più si è grandi e più si è umili.
Io e mia moglie Agnes abbiamo vissuto per 7 anni in Kuwait dove è nato il nostro unico figlio Riccardo. Lavoravamo per la Sheraton hotels ma spesso di mattina eravamo ospiti di un pogramma TV che c’è anche in Polonia con nome di DD TVN, in Kuwait si chiamava GOOD MORNING KUWAIT.
In Polonia dove vivo sono spesso ospite in programmi TV come JAKA TO MELODIA?, WIELKI TEST, DD TVN, MAMMA MIA, CAFÈ PIOSENKA, e spessissimo con la mia famiglia in SPRAWA DLA REPORTERA ecc, ecc. Non ho mai forzato la mano per arrivare e neanche bussato alle porte. Continua a leggere “INTERVISTA AL CANTAUTORE LUIGI PAGANO: “Ho la sindrome dello zigano, ho bisogno di sentirmi straniero” a cura di Izabella Teresa Kostka.”

ANGOLO DI POESIA BILINGUE: RISVEGLIO / PRZEBUDZENIE (Realismo Terminale / Realizm Terminalny) di Izabella Teresa Kostka

Foto: Pixabay

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RISVEGLIO ( realismo terminale; z tłumaczeniem na język polski)

Si accende ogni alba
come fari antinebbia,
rimette in moto i neuroni
scollegati per un riposo notturno.

Sposto le tende delle ciglia
– tapparelle che mi isolano dal Mondo –
e
carico le batterie
con un sorso di un espresso.

Pure oggi
pagherò il pedaggio
sull’autostrada della vita.

PRZEBUDZENIE (realizm terminalny)

Zapala się świt
jak światła przeciwmgielne,
wprawia w ruch neurony
odłączone na wypoczynek nocny.

Przesuwam rzęs firany
– rolety oddzielające mnie od Świata
i
ładuję baterie
łykiem espresso*.

Także dzisiaj
zapłacę za przejazd
autostradą życia.

~
* espresso – bardzo mocna, mała włoska kawa

Izabella Teresa Kostka
2019, “Pensieri raccolti /Myśli zebrane”

ANGOLO DI POESIA: AL MONDO (appartenente alla corrente del Realismo Terminale) di IZABELLA TERESA KOSTKA

Foto: Pixabay

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AL MONDO (appartenente alla corrente del Realismo Terminale) di Izabella Teresa Kostka

Non bastonatemi con le vostre sentenze
appuntite come frecce d’un secolare arco,
non sputatemi addosso l’invidia
invadente come un volantino del supermercato.

Ho scelto di percorrere la strada
distante dai mercatini della vanità umana
che intrecciata tra le pagine dei social network
convoglia la vera arte verso la ripa delle banali bancarelle.

Lo so,
Vi rode l’indipendenza estranea alla sottomissione,
essa non rincorre mai nessuna bandiera
e difende testarda le proprie credenze.

Sono un faro solitario in balìa dalle maree,
resistente alle corrosive ondate di rabbia
e di acida cattiveria.

Un giorno Pegaso cavalcherò
sorvolando la necropoli dei pregiudizi.

~

Izabella Teresa Kostka

2018, “Lacerazioni”, edita

Diritti intellettuali riservati

ANGOLO DI POESIA BILINGUE: AMANTI AUTUNNALI / JESIENNI KOCHANKOWIE di Izabella Teresa Kostka

Foto: Pixabay

AMANTI AUTUNNALI

Sono caduti i merletti dall’invecchiato corpo
quando si sono presi per mano
abbracciando i ricordi di rughe
e il resto del desiderio.

Sognavano il volo di Icaro
nonostante le ali cariate,
i secchi membri desideravano il compimento
anche al prezzo della caduta.

Amanti autunnali
al binario cieco.

JESIENNI KOCHANKOWIE

Opadły koronki z podstarzałego ciała
gdy wzięli się za ręce,
objęli wspomnienia wspólnych zmarszczek
i resztki pożądania.

Zamarzyli o locie jak Ikar,
choć ich skrzydła były spróchniałe,
wysuszone członki zapragnęły spełnienia
nawet za cenę upadku.

Jesienni kochankowie
na ślepym peronie.

~

Izabella Teresa Kostka

2019, “Lacerazioni / Rozdarcia”

Diritti riservati

ANGOLO DI POESIA CIVILE: INFIBULAZIONE di Izabella Teresa Kostka

INFIBULAZIONE

Perdonatemi perché ho peccato.

Il mio piacere è stigmatizzato
e Voi avete deciso di purificarmi.

Ha sapore di sangue
questa primavera
recisa,
incisa per la punizione.

Tutte le mie labbra non hanno più voce
sottomesse all’invasione
dell’arrugginita lama.

Anche il grido s’interrompe di colpo
sbattuto a terra
con femminilità perduta.

Perdonatemi
perché ho osato nascere donna.

La purificazione ha le suture
che mai guariranno,
avranno il peso di un Mondo intero
condannato a morte tra le mie cosce.

Perdonatemi
perché non ho invocato la misericordia
mentre il mio Fiore
sbranavano i cani.

~

Izabella Teresa Kostka

2019, “Lacerazioni”

Tutti i diritti riservati all’autrice

Foto: Umberto Barbera

ANGOLO DI POESIA BILINGUE: CALURA / UPAŁ (appartenente al Realismo Terminale) di Izabella Teresa Kostka

Foto: Pixabay

#realismoterminale
#realizmterminalny

CALURA / UPAŁ ( con la traduzione in lingua polacca / z tłumaczeniem na język polski, appartenente al Realismo Terminale / należy do Realizmu Terminalnego)

La calura ci spoglia ai fattori primi
come un celere amante,
non dona il piacere,
in una bacinella di sudore godiamo
sognando una vasca di ghiaccio,

apriamo il corpo
per diventare una finestra
e apprezzare
il desiderato fresco.

La consolazione
è la carezza d’un ventilatore.

Upał rozbiera nas na czynniki pierwsze
jak zbyt szybki kochanek,
nie daje przyjemności,
w misce potu szczytujemy
pragnąc wanny lodu,

otwieramy ciało,
by stać się oknem
i odetchnąć
upragnionym chłodem.

Ukojenie
to pieszczota wentylatora.

~

Izabella Teresa Kostka
2019, “Pensieri raccolti

POESIA POLACCA: SEI LIRICHE SCELTE di MARIAN JEDLECKI

(di Izabella Teresa Kostka)

La poesia contemporanea polacca ha tanti volti e sfumature che come le onde del Mar Baltico lambiscono gli abissi della sensibilità umana. Proprio dalla bellissima città di Kołobrzeg, situata sulle sponde del mare, giungono i versi del poeta Marian Jedlecki conosciuto anche come “Marcin Jodłowski”.

La sua poetica è contenuta nelle poche ma essenziali parole scelte sempre con cura ed attenzione ai minimi dettagli, priva di interpunzione scorre interrottamente come le maree. Lascia tanto spazio all’immaginazione, all’interpretazione libera e “non forzata” di ogni singolo verso. Ogni strofa mette in evidenza la profonda riflessione esistenziale e la malinconia nordica. L’eterno dilemma del senso della vita e dell’umano pellegrinare, le domande senza risposta in dialogo / monologo con Dio e la spiritualità intensa di ogni parola arrivano direttamente al cuore, diventando parte integra di ciascuno di noi.

In seguito pubblico alcune sue poesie scelte nella mia traduzione.

Izabella Teresa Kostka, Milano giugno 2019

~

Polska poezja współczesna ma wiele oblicz i odcieni, które jak fale Morza Bałtyckiego obmywają głębiny ludzkiej wrażliwości. To właśnie z pięknego miasta Kołobrzeg, położonego nad brzegiem morza, docierają do nas wersy poety Mariana Jedleckiego, znanego także jako “Marcin Jodłowski”. Continua a leggere “POESIA POLACCA: SEI LIRICHE SCELTE di MARIAN JEDLECKI”

SEZIONE POLACCA: Z ziemi polskiej do włoskiej – baśniowość i polskość w twórczości URSZULI JOANNY WINTROWICZ

Urszula Joanna Wintrowicz

(by I.T.Kostka)

Me powikłane włosko – polskie ścieżki literackie skrzyżowały się pewnego popołudnia z jedną z Rodaczek, którą jak i mnie los zawiódł na włoską ziemię. Urszula Joanna Wintrowicz żyje i tworzy od dwudziestu lat w Neapolu, ale jej serce, a przede wszystkim dusza, zakotwiczone są głęboko w nadbałtyckim kraju. Twórczość Urszuli to połączenie wielkiej miłości do Polski wraz z wyrafinowaną wyobraźnią i wrażliwością artystyczną. Na dużą uwagę zasługuje charakterystyczny język i stylistyka wierszy: starodawna średniowieczna polszczyzna, klasyczna forma utworów (sonety, ballady, strofa saficka, jedenastozgłoskowce, zamiłowanie do rymów, wyraźne wpływy wielkich autorów przeszłości jak Shakespeare, Dante, Mickiewicz, Saffo / Safona i inni) połączone z oryginalnymi, czasami surrealnymi metaforami i figurami retorycznymi. Mimo wyraźnego upodobania do klasycyzmu i wielokrotnego używania rymów, wiersze Wintrowicz nie należą do tak często spotykanych “banalnych produktów komercyjnych”, lecz odznaczają się dużym bogactwem lingwistycznym, głębią przekazu i znaczną dojrzałością emocjonalną. To świat ludowych baśni, mitologicznych bogów, onirycznych wizji o gotyckim, często mrocznym charakterze (wiersz “Pan cmentarnych nut”) i osobistych, intymnych kobiecych refleksji (“Pocałuj klamkę z drugiej strony”). Teksty Urszuli Joanny Wintrowicz są wielopłaszczyznowe i zasługują na wielokrotną lekturę, gdyż za każdym razem odkryć można nowe znaczenie każdej strofy i zinterpretować całość w odmienny, rewolucyjny sposób. Z pewnością twórczość ta nie należy do prostej i łatwej w odbiorze literatury, wymaga od czytelnika dużej wrażliwości i koncentracji oraz znajomości różnych kultur. Talent Urszuli Joanny Wintrowicz jest na pewno niezaprzeczalny, eklektyczny i potrafi zaskoczyć, potrzebuje z pewnością życzliwości serc i umiejętności słuchania nawet ciszy, w której to rozwija skrzydła niepohamowana inspiracja twórcza autorki. Życzę wszystkim miłej lektury!

Izabella Teresa Kostka Mediolan, czerwiec 2019.

BIOGRAM

Urszula Joanna Wintrowicz urodziła się 11 marca 1964 r. w Niemczy na Pogórzu Sudeckim i pochodzi z patriotycznej rodziny. Jej dziadkowie uczestniczyli aktywnie w powstaniach o wyzwolenie Polski, sama też brała czynny udział w Solidarności.
Urszula od dziecka przejawiała zdolności do tworzenia wierszy.
W wieku czterech lat próbowała uczyć się je pisać, ale dopiero jako pięciolatka poznała arkany alfabetu i powstały jej pierwsze wierszyki. Po śmierci ukochanej babci Urszula porzuca poezję. Continua a leggere “SEZIONE POLACCA: Z ziemi polskiej do włoskiej – baśniowość i polskość w twórczości URSZULI JOANNY WINTROWICZ”

ANGOLO DI POESIA: MARIA ROSA ONETO e la sua sfida poetica col Realismo Terminale

Foto: Pixabay

(by I.T.K.).

Continua la sperimentazione e la sfida, un gioco ribelle con un po’ di ironia con la stilistica del Realismo Terminale. Per Voi i nuovi pensieri della poetessa Maria Rosa Oneto.

LA DENTIERA

La dentiera
galleggiava nel bicchiere
come feto abortito,
reperto archeologico
per addetti agli scavi.
La bocca
sbavava colla
e catrame.
Gengive marmoree
trituravano
il ghiaccio del frigo,
l’aria condizionata.
Mosche e zanzare
facevano corteo
in quelle fauci
spalancate.
Sorrideva la dentiera
tra le sgrinfie
del gatto di casa!
E l’uomo russava
ebro di vecchiaia!

LA FUGA

Gradini
in corsa
per le scale.
Tegole sbalzate
arrostite dal fumo.
Vetri saltati
in strada
come per un brindisi
di Capodanno.
Muri simili a foglie
dell’autunno.
Lingue di fuoco
attorcigliate
alle grida della gente.

Fu una fuga d’amore
all’odore acre del gas!

UN ULTIMO SPASMO

La telecamera
illuminò la scena
con occhi di vetro.
Scorreva vita –
biglia rossa
nell’ultimo gioco
di una donna agonizzante.
Uomini di plastica –
novelli figuranti –
le giravano attorno
senza calpestare le impronte.
Utensili, ferri da chirurgo,
fiato corto
dentro maschere assettiche.
Un ultimo spasmo
al compiersi della morte,
all’ironia sguaiata
di una telecamera spenta.

Maria Rosa Oneto

Tutti i diritti intellettuali riservati

RITRATTI: GIANFRANCO ISETTA – l’orologiaio della poesia

Gianfranco Isetta

(by I.T.Kostka)

In questa rubrica presento diversi mondi poetici e contemplo variegate stilistiche contemporanee, dedico molta attenzione alla sperimentazione e alle novità letterarie ma, lo ammetto con tanta ammirazione, leggendo le opere di Gianfranco Isetta provo sempre una profonda estasi paragonabile alla lettura delle liriche di Giacomo Leopardi. Come disse il Grande Maestro “La poesia malinconica e sentimentale è un respiro dell’anima” ed è così nel caso di Isetta il quale, nei suoi intimistici e riflessivi versi, sfida l’arte poetica con grande agilità e fascino simile a quello leopardiano: mai nessun eccesso o espressione superflua, la struttura delle opere è sempre mirata ed evidenziata con trasparenza grazie all’uso raffinato ed essenziale di ogni parola scritta. La poesia di Isetta non grida ma, basandosi su una profonda riflessione e retrospettiva, scava nelle profondità della psiche umana sfiorando gli abissi e le corde più nascoste. Isetta non commette mai l’errore di cedere alla pomposa e inutile retorica né alle vuote descrizioni, è come un orologiaio della parola che sottopone un lettore ad una precisa analisi ed emozione con ogni strofa. È un caso raro perché non siamo mai sazi delle liriche di Isetta, al contrario, la loro essenza diventa sollievo e una specie di droga nella nostra rumorosa e aggressiva quotidianità.

Izabella Teresa Kostka, Milano 2019

ALCUNE POESIE SCELTE di GIANFRANCO ISETTA

(FINGERE DI CHIEDERLO ALLA LUNA)

Ho rimediato parole ogni giorno
tra i sassolini e le foglie ingiallite
come fossero voci in letargo
onde sismiche a propagarsi intorno
pronte alla luce che pure ci inganna.

E adesso che ne sarà del mio sangue? (1)
Che penseranno gli uccelli migranti
del mio stare con la ruggine ai piedi!
Non c’è un nulla a cui potersi aggrappare,
forse qualche promessa che si rinsaldi
lasciandola al sole ad asciugare.

E se arrivasse la notte, che dire…
proviamo a gustare qualcosa di vuoto.
Io fingerò di chiederlo alla luna
poi mi nasconderò tra i ciuffi d’erba
e nel mostrarmi e scomparire, il tempo
potrebbe dirci se possiamo scegliere.
O forse c’è un non-tempo che rapprende?

Continua a leggere “RITRATTI: GIANFRANCO ISETTA – l’orologiaio della poesia”

“POLIEDRI”: INTERVISTA a BARBARA RABITA (a cura di Izabella Teresa Kostka)

“POLIEDRI”: INTERVISTA a BARBARA RABITA (a cura di Izabella Teresa Kostka)

(by I.T.Kostka)

Invito tutti alla lettura di questa interessante intervista rilasciata dalla poetessa Barbara Rabita in occasione della pubblicazione del suo nuovo libro dal titolo “Poliedri” (Libeccio Edizioni / CTL Editore).

INTERVISTA a BARBARA RABITA

1.I.T.K.: Qual è la genesi del tuo poetare? Quale significato ha per te la scrittura? È uno sfogo o il nirvana?

B.R.: Avevo già da diversi anni l’impellenza di scrivere e di volgere sottoforma di brevi racconti tutto ciò che provavo durante varie situazioni particolari che vivevo o osservavo. Il filone della poesia è piuttosto recente: nasce nel 2014. Il mio legame con Antonio Laneve, poeta da lungo tempo, mi ha indotta a provare e devo dire che l’immediatezza di poche frasi poetiche che danno pennellate di sogno o di realtà, la sento più vicina al mio modo di essere.

Durante questo mio percorso appena iniziato, sento la poesia più come uno sfogo o come un tentativo di dare forma a sensazioni e connessioni che non hanno nome.
È come plasmare un paesaggio o dare vita ai lineamenti di un volto, o ancora come comporre musica su uno spartito.

2. I.T.K.: Com’è nata la silloge “Poliedri”? Potresti spiegarci meglio il significato del suo particolare titolo?

B.R.: “Poliedri” nasce da una situazione simpatica vissuta in ambiente scolastico: durante un’interrogazione un alunno, parlando di un intellettuale, lo aveva definito, piuttosto che “un personaggio poliedrico” “un poliedro”; ne abbiamo riso con lui simpaticamente e l’episodio mi è rimasto nel cuore.

3. I.T.K.: Cosa pensi della letteratura contemporanea e, soprattutto, della poesia? È “morta”, come si afferma spesso, oppure esiste per questa arte una Speranza di salvezza? Cosa pensi della sperimentazione e della ricerca di nuovi linguaggi poetici? Come ti senti addentrandoti, a volte, nella stilistica del Realismo Terminale?

B.R.: Apprezzo molto gli scrittori contemporanei, per citarne solo alcuni: Stephen King, Donna Tartt, Valerio Varesi; leggo anche molta poesia e sono rimasta colpita dalla poetica di Filippo Strumia, Valerio Magrelli, C.L. Candiani, A. Anedda (e altri). Forse la poesia, come la si intendeva in passato, rispettosa di rigorose regole metriche e di una certa musicalità, è morta, ma sta nascendo dalle sue ceneri qualcosa di nuovo, di completamente innovativo a cui forse non saprei dare ancora un nome. Una forma di poesia che parte dalla base e dà vita a nuove suggestioni; dalle letture fatte fino a ora le saluto con favore.
Per quanto riguarda il Realismo Terminale la sua poetica la sento molto affine, anche se non sempre riesco a produrre in tal senso. Al giorno d’oggi è molto più calzante una similitudine rovesciata con un oggetto piuttosto che con un elemento della natura. Il R.T. è lo specchio dei tempi, mi viene più facile affermare (le letture di Harari, di poesie di Guido Oldani che è padre del movimento – nella raccolta “La guancia sull’asfalto”- di Giuseppe Langella e altri autori nella raccolta “Luci di posizione” mi hanno molto influenzata) che siamo fatti di olio motore e bulloni, piuttosto che di muscoli e sangue: è più credibile, visto la realtà a cui stiamo andando incontro e che ancora non riusciamo a immaginare. Il R.T., aggiungo, non è solo lo specchio dei tempi, ma anticipa un futuro che ancora a molti di noi non è ben chiaro. Il R.T. rappresenta un cambiamento e i cambiamenti spesso spaventano.

4. I.T.K.: Sei una donna ambiziosa e indipendente. Secondo te bisogna sacrificare il proprio Ego per la felicità della famiglia e degli altri oppure mettere al primo posto se stesso per realizzare i propri obbiettivi e sentirsi appagato? “Essere” o “avere”, cosa sceglieresti?

B.R.: Bisogna dedicarsi prima di tutto alla felicità di se stessi e alla realizzazione dei propri sogni, in quanto se la persona che formerà una famiglia non è felice e realizzata in partenza, renderà infelici anche le persone che la circondano. La famiglia dovrebbe essere un rifugio nei momenti difficili e dovrebbe gioire delle tue vittorie, altrimenti diventa una gabbia, una prigione, come lo è e lo sarà ancora per molte persone che la formano e poi, crescendo, prendono strade diverse.
Tra “avere” ed “essere” scelgo “essere”: credo si debba prima essere per poter avere.
“Essere” però non visto come un mezzo per avere ma come un fine: prima ancora di scrivere una poesia, vorrei poter “essere” poesia e vivere pienamente momenti e atmosfere sottili che a molti, presi dalla frenesia della vita quotidiana, sfuggono.

5. I.T.K.: Tornando al libro “Poliedri”: qual è il suo punto di forza maggiore? Perché dovrebbe essere letto? Cosa desideri trasmettere ai lettori?

B.R.: Per quanto riguarda il libro “Poliedri” penso di poter puntare sull’autenticità che lo caratterizza, ho cercato di affrontare più argomenti che mi stanno a cuore, proponendo punti di vista sfaccettati. Ho provato a evitare il più possibile i luoghi comuni: spero di esserci riuscita. Attraverso il libro ho voluto comunicare la mia voglia di cambiamento di fronte a varie situazioni di vita che si ripetono seguendo sempre uno stesso schema. A volte ricorro all’autoironia per sdrammatizzare i problemi di salute sui quali spesso ci si cruccia.

6. I.T.K.: E alla fine la domanda di routine: quali sono i tuoi progetti per il prossimo futuro? Un altro libro oppure l’attività artistica ad ampio spettro?

B.R.: Per ora vorrei leggere a più non posso tutto ciò che mi appassiona, scrivere quando ne sento l’urgenza e, appunto, “essere” poesia, poi per il resto se ne riparla. Intanto continua la raccolta di materiale.

ALCUNE POESIE SCELTE di BARBARA RABITA

CAOS E MISTERO

L’ircocervo di un ordine
stabilito e imposto
da chi non conosce
il mutare del caos.

Discendi nel fango
nel disordine denso:
pazzia e anomalia
sono frutto di vita.

Ascolta i tuoi morti,
le anime bianche
di chi non si è perso
ma aspetta di vivere
giocando d’azzardo
con le tue scelte.

Completa il mistero
agisci in sordina
coltiva segreti
a dispetto di chi
non ti vuole potente.

ZENZERO E LIMONE

Una torbida bevanda
per ridurre il corpo chiaro,
una ripulita al sangue
e lo stomaco che langue
in assenza di spuntino.

Sono a dieta lo so già:
non tastare sulla piaga
tanto zenzero mi serve
a far leva su quei chili
il mio viso appare esangue
senza carne e latticini.

IL GIOVANE

Sono giovane,
a me appartiene
il mondo sfatto
da plagiare e sistemare
al mio gusto, al mio capriccio.

Tamburello sul bancone
incurante dei clienti
pago poco rido e scherzo
tanto a me tutto è dovuto.

Sono bello alto e magro
sono bianco e nerboruto
quel signore mi fa un baffo
più di lui son furbo e acuto

PASSAGGIO

Sei nella luce
poi cadi nell’ombra.
Ogni tuo movimento
diventa di stucco.

Il respiro si ferma
il cuore non batte,
non vedi più niente
sei goccia nel buio.

LA CONCHIGLIA

La conchiglia è inerme
su onde di carta
sento il mare accartocciato
in un pugno di vetro.

SONORITÀ

Sonorità di lago
si sciolgono a riva,
materia liquida
tra lo struscio estivo,
inutile come chiodi di ruggine.

AMBRA

Incastonata
nell’ambra di un’emozione
vivo il momento immobile.

Semplicemente sono.

BREVE NOTA BIOGRAFICA

È stato solo in quell’anno trascorso in Germania che ha scoperto veramente se stessa e ha continuato a seguire il sentiero, nonostante le numerose battute di arresto. Scrivere le “poesie” che scrive ora è una tappa e si augura che molte altre ne seguiranno: un percorso costellato di letture, riflessioni e pensieri. Spera che nei propri scritti qualcuno veda qualcosa di sé, magari anche di spiacevole e che dica: “ecco, è proprio così”.

L’intervista rilasciata da Barbara Rabita a Izabella Teresa Kostka nel mese di giugno 2019.

L’articolo pubblicato anche su “Verso – spazio letterario indipendente”:

https://versospazioletterarioindipendente.wordpress.com/2019/06/13/poliedri-intervista-alla-poetessa-barbara-rabita-a-cura-di-izabella-teresa-kostka/?preview=true

Tutti i diritti riservati.

L’articolo presente anche sul blog giornalistico “Alessandria Today”:

Barbara Rabita al Festival Internazionale di Poesia a Milano, maggio 2019. Foto: Umberto Barbera

ANGOLO DI POESIA IRONICA: CONDOMINIO / BLOK MIESZKALNY (Realismo Terminale) di IZABELLA TERESA KOSTKA

Foto: Pixabay

(by I.T.Kostka)
Testo appartenente alla corrente del Realismo Terminale con la traduzione in lingua polacca / Tekst należący do nurtu zwanego Realizm Terminalny, z tłumaczeniem na język polski.

CONDOMINIO

Le carcasse delle navi sul fondale marino
son prese in affitto da migliaia di pesci,
esse litigano tra di loro come inquilini
che non trovano un accordo
per il silenzio notturno.

In quel grande condominio
le meduse fanno da buttafuori
usando i tentacoli come un teaser,
a volte ci arrivano anche i subacquei
visti dagli abitanti come alieni.

Si accendono di notte le anguille elettriche
– fari che segnalano la via del ritorno.

BLOK MIESZKALNY

Zwłoki statków na morskim dnie
wynajęte są przez tysiące ryb,
kłócą się między sobą jak lokatorzy,
którzy nie potrafią zawrzeć zgody o nocnej ciszy.

W tym wielkim bloku
meduzy są ochroniarzami
i używają parzydełek jak paralizatora,
czasami pojawiają się płetwonurkowie
widziani przez mieszkańców jak kosmici.

Zapalają się nocą elektryczne węgorze
– reflektory wskazujące powrotną drogę.

Izabella Teresa Kostka
06.06.2019

Tutti i diritti riservati / Prawa autorskie zastrzeżone

ANGOLO DI POESIA: ALLA MUSA (ispirata al Realismo Terminale) di IZABELLA TERESA KOSTKA

ALLA MUSA (poesia ispirata al Realismo Terminale)

E nell’arte mi ritrovo
mentre deprimenti diventano i giorni
sottomessi allo spread e ai telegiornali.

Un’ancora di salvezza diventa la Musa
lumeggiante tra gli affreschi del pellegrinaggio
incorniciato, alla nascita, dalle lancette
che scorrono, frettolose, su un piccolo quadrante.

E della parola che mi nutro
quando lo spirito soccombe di stenti
circondato dall’usuale, moderna sconcezza.

Mi aggancio agli ossimori e alle virgole
fuggendo di notte dall’indifferenza
divampante come un morbo su ogni strada
di questo folle e instabile Mondo.

E la musica lenisce il pianto,
le ferite portate come uno scudo
incarnato negli anni nelle spoglie ossa.

Oh, Arte,
mi sei diventata sorella
strangolata da fili di tecnologia
estesi nell’aria a macchia d’olio.

Imploro per te la Risurrezione.

Izabella Teresa Kostka
2018 per 16° Verseggiando sotto gli astri…

Edita

Diritti riservati

SEZIONE POLACCA: Ritratti / Portrety – URSZULA JOANNA WINTROWICZ czyli z ziemi polskiej do włoskiej

(by I.T.Kostka)

Z ZIEMI POLSKIEJ DO WŁOSKIEJ: baśniowość i polskość w twórczości URSZULI JOANNY WINTROWICZ

Me powikłane włosko – polskie ścieżki literackie skrzyżowały się pewnego popołudnia z jedną z Rodaczek, którą jak i mnie los zawiódł na włoską ziemię. Urszula Joanna Wintrowicz żyje i tworzy od dwudziestu lat w Neapolu, ale jej serce, a przede wszystkim dusza, zakotwiczone są głęboko w nadbałtyckim kraju. Twórczość Urszuli to połączenie wielkiej miłości do Polski wraz z wyrafinowaną wyobraźnią i wrażliwością artystyczną. Na dużą uwagę zasługuje charakterystyczny język i stylistyka wierszy: starodawna średniowieczna polszczyzna, klasyczna forma utworów (sonety, ballady, strofa saficka, jedenastozgłoskowce, zamiłowanie do rymów, wyraźne wpływy wielkich autorów przeszłości jak Shakespeare, Dante, Mickiewicz, Saffo / Safona i inni) połączone z oryginalnymi, czasami surrealnymi metaforami i figurami retorycznymi. Mimo wyraźnego upodobania do klasycyzmu i wielokrotnego używania rymów, wiersze Wintrowicz nie należą do tak często spotykanych “banalnych produktów komercyjnych”, lecz odznaczają się dużym bogactwem lingwistycznym, głębią przekazu i znaczną dojrzałością emocjonalną. To świat ludowych baśni, mitologicznych bogów, onirycznych wizji o gotyckim, często mrocznym charakterze (wiersz “Pan cmentarnych nut”) i osobistych, intymnych kobiecych refleksji (“Pocałuj klamkę z drugiej strony”). Teksty Urszuli Joanny Wintrowicz są wielopłaszczyznowe i zasługują na wielokrotną lekturę, gdyż za każdym razem odkryć można nowe znaczenie każdej strofy i zinterpretować całość w odmienny, rewolucyjny sposób. Z pewnością twórczość ta nie należy do prostej i łatwej w odbiorze literatury, wymaga od czytelnika dużej wrażliwości i koncentracji oraz znajomości różnych kultur. Talent Urszuli Joanny Wintrowicz jest na pewno niezaprzeczalny, eklektyczny i potrafi zaskoczyć, potrzebuje z pewnością życzliwości serc i umiejętności słuchania nawet ciszy, w której to rozwija skrzydła niepohamowana inspiracja twórcza autorki. Życzę wszystkim miłej lektury!

Izabella Teresa Kostka Mediolan, czerwiec 2019. Continua a leggere “SEZIONE POLACCA: Ritratti / Portrety – URSZULA JOANNA WINTROWICZ czyli z ziemi polskiej do włoskiej”

ANGOLO DI POESIA italo – polacca: ESTEMPORANEA di Izabella Teresa Kostka

ESTEMPORANEA / IMPROWIZACJA (allegata la registrazione nell’interpretazione dell’attore Enzo Brasolin)

Una realtà amorfa
guida i nostri passi,
soccombono le vite
all’ignoto,
all’intrinseca paura.

Siamo “tabula rasa”
che imbrattiamo di ricordi,
di bui pentimenti
e fluorescenti successi,

neghiamo le identità nascoste
come un deteriorato cappotto.

Le poltrone dei Grandi
non ci spettano
perché le scambiano tra loro,

ci rimane soltanto il suolo
di questa terra avversa.


Nieokreślona rzeczywistość
prowadzi nasze kroki,
poddają się życia niewiedzy,
zwyczajnej trwodze.

Jesteśmy “czystą tablicą”,
którą plamimy wspomnieniami,
ciemną skruchą
i odblaskowymi sukcesami,

wyrzekamy się ukrytych tożsamości
jak zużytego płaszcza.

Nie należą nam się
posady Wielkich tego świata,
bo wymieniają się nimi między sobą,

dla nas pozostał tylko grunt
tej nieprzyjaznej ziemi.

Su YouTube:

ESTEMPORANEA di Izabella Teresa Kostka, vice recitante: Enzo Brasolin

Izabella Teresa Kostka, 2019
Prawa autorskie zastrzeżone / diritti intellettuali riservati

Enzo Brasolin e Izabella Teresa Kostka presso Teatro Polivalente di Sandigliano, foto: Umberto Barbera

ANGOLO DI POESIA (sezione italo – polacca): I NOSTRI TEMPI / NASZE CZASY di IZABELLA TERESA KOSTKA

Poesia tratta dal mio libro bilingue “Si dissolvono le orme su qualsiasi terra / Rozmywają się ślady na każdej ziemi” CTL Editore 2017.

Wiersz z mojej książki dwujęzycznej “Si dissolvono le orme su qualsiasi terra / Rozmywają się ślady na każdej ziemi” CTL Editore Livorno 2017, Włochy

I NOSTRI TEMPI (w załączniku tekst przetłumaczony na język polski)

I nostri tempi
sono cani randagi
a caccia tra i muri d’un manicomio
imbevuto di odio e di quotidiana pazzia.

Non esiste alcuna cura
a quel morbo che affligge l’intero pianeta,
al veleno impadronitosi delle nostre menti
che oltre il profitto non rispettano più niente.

Il sacrificio dei pedoni sulla scacchiera dei Grandi
ove il Re è giullare d’un Demone d’oro,
ove i mortali non possiedono più i nomi,
son ridotti soltanto al valore dei numeri.

Viviamo all’epoca d’un malato caos,
dello sterminio ingiusto d’un gregge di pecore,
siamo come Icaro sempre illusi
sperando di sorvolare le anonime lapidi.

E ogni notte,
sigillati a chiave,
ci vergogniamo delle semplici, umane paure.

NASZE CZASY

Nasze czasy
są bezpańskimi psami
polującymi wśród murów szpitala wariatów
przesyconego nienawiścią i codziennym szaleństwem.

Nie ma żadnej terapii
na chorobę ogarniającą całą planetę,
na truciznę rządzącą naszymi umysłami,
które prócz zysków nie szanują niczego.

To ofiara z gońców na szachownicy Wielkich,
na której Król jest błaznem złotego Demona,
a śmiertelnicy nie mają już imion
i są sprowadzeni do wartości numerów.

Żyjemy w czasach chorego chaosu,
niesprawiedliwej rzezi stada owieczek,
jesteśmy jak Ikar zawsze pełni złudzeń
licząc, że poszybujemy nad bezimiennymi grobami.

I każdej nocy,
zapieczętowani kluczem,
wstydzimy się zwyczajnego, ludzkiego strachu.

Izabella Teresa Kostka 2017

Prawa autorskie zastrzeżone

Diritti riservati all’autrice

Foto: Umberto Barbera

RITRATTI: LE COLONNE DEL REALISMO TERMINALE – GIUSEPPE LANGELLA

(by I.T.Kostka)

Parlando del Realismo Terminale (la corrente e filosofia artistica in cui ogni essere umano viene sottoposto alla supremazia degli oggetti e “l’oggetto diventa soggetto”), ideato dall’illustre poeta melegnanese Guido Oldani, bisogna assolutamente mettere in evidenza un altro importante testimone: il suo cofondatore Giuseppe Langella.
Professore universitario alla Cattolica di Milano, saggista, critico letterario, poeta e, soprattutto, la seconda insostituibile colonna del Realismo Terminale, sempre straordinarmente efficace al fianco di Guido Oldani. Sarebbe superfluo, da parte mia, aggiungere un commento riguardante la ricca e superlativa attività professionale di Giuseppe Langella. La sua nota biografica e le opere poetiche scelte parlano chiaro riguardo al suo enorme impegno e alla devozione nel diffondere la filosofia del RT. Il suo intelletto, dotato di profonda e dettagliata conoscenza degli illustri Maestri del passato, ha saputo unire in modo eccellente le conquiste classiche alle rivoluzionarie idee del Realismo Terminale, indicando insieme al M° Oldani un nuovo valido itinerario poetico ed artistico per il Nuovo Millennio. Numerosi saggi, pubblicazioni letterarie, antologie, prefazioni, rassegne specialistiche e diversi articoli sulle prestigiose riviste del settore fanno di Giuseppe Langella il personaggio di spicco nel variegato panorama letterario europeo.

Izabella Teresa Kostka, Milano 2019

NOTA BIOGRAFICA

GIUSEPPE LANGELLA
Nato a Loreto (Ancona), l’11 settembre 1952.

• Profilo accademico

È professore ordinario di “Letteratura italiana moderna e contemporanea” presso la Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università Cattolica del S. Cuore di Milano, dove dirige anche il Centro di ricerca “Letteratura e cultura dell’Italia unita”, con l’annesso “Archivio della letteratura cattolica e degli scrittori in ricerca”. È membro del Consiglio Direttivo della “Società italiana per lo studio della modernità letteraria” (MOD). Condirige la «Rivista di Studi Manzoniani».

• Produzione scientifica

Studioso di Manzoni e di Svevo, ha perlustrato altresì ampie zone della poesia, della prosa e della cultura militante dall’età del Risorgimento agli anni Duemila. Principali pubblicazioni scientifiche: Il secolo delle riviste. Dal “Baretti” a “Primato” (Vita e Pensiero, Milano 1982); Da Firenze all’Europa. Studi sul Novecento letterario (ibid., 1989); Italo Svevo (Morano, Napoli 1992); Il tempo cristallizzato. Introduzione al testamento letterario di Svevo (Edizioni Scientifiche Italiane, Napoli 1995); Poesia come ontologia. Dai vociani agli ermetici (Studium, Roma 1997); Le ‘favole’ della “Ronda” (Bulzoni, Roma 1998); L’utopia nella storia. Uomini e riviste del Novecento (Studium, Roma 2003); Cronache letterarie italiane. Dal “Convito” all’“Esame” (Carocci, Roma 2004); Amor di patria. Manzoni e altra letteratura del Risorgimento (Interlinea, Novara 2005); Manzoni poeta teologo (1809-1819) (ETS, Pisa 2009). Continua a leggere “RITRATTI: LE COLONNE DEL REALISMO TERMINALE – GIUSEPPE LANGELLA”