IL CODICE SALAI: LEONARDO L’INVISIBILE

di Piera Pistilli

Il Codice Salai, Leonardo invisibile un libro che vi lascerà a bocca aperta.

Nel cinquecentesimo anniversario della morte del grande Leonardo da Vinci, lo studioso Guido Carlucci, storico dell’arte e fondatore della scuola sensoriale materica, che dal 2004 si occupa dell’arte pittorica del maestro, uscirà con il suo libro rivoluzionario, Il codice Salai, in cui viene rilevato, attraverso l’utilizzo della tecnica di rotazione (che il Carlucci utilizza dal 2004) delle opere del da Vinci, il suo aspetto nascosto.

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Il Leonardo conosciuto e studiato da tutti coloro che operano nel settore delle arti e non solo, viene ampliato attraverso la lettura delle sue opere dove è possibile scoprire un uomo in lotta con la società del suo tempo e una sua collaborazione sempre più proficua con il Giacomo Carlotti detto il Salai, che sarebbe stato fautore di due delle più grandi opere pittoriche di Leonardo .

Il Carlucci offre diverse prove, tutte certificate e registrate con diritto di insegnamento, che la relazione, con molta probabilità non solo lavorativa, ma anche affettiva, fra Leonardo e il Carlotti, abbia avuto come risultato la trasmissione di un codice nascosto, in cui Leonardo ha indicato non solo la sua appartenenza alla massoneria, ma addirittura, proprio attraverso lo studio di ogni particolare, si può ipotizzare la paternità della “Gioconda” e del “Salvator Mundi”, al Giacomo Carlotti.

Lo. Stesso da Vinci invitava gli osservatori a guardare gli occhi e lì che il Carlucci riscontra le Iniziali SL, a partire dal disegno dell’occhio di Leonardo, fino ad arrivare alle opere più famose.

Il libro è un interessante viaggio che vuol sottolineare e dare voce non solo al Salai come pittore ma allo stesso Leonardo, negato per secoli dalla critica d’élite che gli ha conferito paternità non sue e visioni del tutto lontane dalla sua reale vita. Un libro di rottura e di rivelazione, nel quale la figura dell’uomo Leonardo e il fascino ad essa collegato si svelano lentamente agli occhi del lettore, anche quello meno vicino agli ambienti accademici e rende giustizia di una verità scomoda tramandata da secoli.

le tele del Leonardo sono sue, Carlucci dopo anni di seri studi accademici, riesce ad asserire verità da sempre negate. Il sorriso della Gioconda adesso appare aancora più enigmatico.

il libro edito dalla pigreco editori, sarà disponibile a dicembre negli store adetti alla vendita. Molto presto Leonardo avrà voce nuova.

foto: https://it.wikipedia.org

 

“L’Arte raccontata nei libri” e gli Enigmi dell’Ultima Cena di Leonardo Da Vinci

A cura di Manuela Moschin

Ciao a tutti! Questo articolo fa parte di una tappa del #BlogTour dedicato al libro “La Cena Segreta” di Javier Sierra.
Il Blog e il Gruppo Facebook Thriller Storici e Dintorni gestito da Roberto Orsi, che ringrazio per l’invito, ha organizzato questa splendida iniziativa coinvolgendo quattro Blog dal 1 al 4 luglio ’19.

Il 2 luglio è stato il turno del mio Blog  L’Arte Raccontata nei Libri

e il tema a me attribuito si intitola “Gli Enigmi del Cenacolo Vinciano”.

Andiamo a scoprirli…:

Leonardo da Vinci “Il Cenacolo Vinciano” (Ultima Cena) 1495-1498, tempera e olio su due strati di preparazione gessosa stesi su intonaco –  cm. 460×880 Refettorio – Convento di Santa Maria delle Grazie, Milano

Leonardo da Vinci “Il Cenacolo Vinciano” (Ultima Cena) 1495-1498 tempera e olio su intonaco cm. 460×880 Refettorio – Convento di Santa Maria delle Grazie, Milano (Fig.1)
Leonardo da Vinci “Il Cenacolo Vinciano” (Ultima Cena) 1495-1498 tempera e olio su intonaco cm. 460×880 Refettorio – Convento di Santa Maria delle Grazie, Milano (Fig.2)
Leonardo da Vinci “Il Cenacolo Vinciano” (Ultima Cena) 1495-1498 tempera e olio su intonaco cm. 460×880 Refettorio – Convento di Santa Maria delle Grazie, Milano (Fig.3)
Leonardo da Vinci studio per il Cenacolo 1494-1495, cm 26×39,2 gesso rosso su carta Gallerie dell’Accademia di Venezia (Fig.4)

“Marco alzò lo sguardo verso il muro dove il toscano stava dando alcuni ritocchi con un pennello di setole finissime. La parete nord del refettorio accoglieva la più straordinaria Ultima Cena che avesse mai visto. Là davanti c’era Gesù, presente in carne e ossa, nel centro esatto della composizione. Aveva lo sguardo languido e le braccia distese, come se studiasse di sottecchi le reazioni dei suoi discepoli alla rivelazione che aveva appena fatto loro” (Javier Sierra “La cena segreta”).

Immaginiamo per un momento di tornare indietro nel tempo per ammirare “l’Ultima Cena” (1495-1498) (Fig.1-2-3) alla presenza di Leonardo da Vinci  (Anchiano, 1452-Amboise 1519) nel refettorio del Convento di Santa Maria delle Grazie a Milano.

Quale sarebbe la nostra reazione…?

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Leonardo Da Vinci e L’Annunciazione

Figura 2, Leonardo da Vinci 1452-1519 Annunciazione1 tempera su tavola, 98x217 cm Firenze, Galleria degli Uffizi

Figura 3, vista prospettica da destra.jpg

A cura di Manuela Moschin
Quest’anno Leonardo Da Vinci a seguito del cinquecentenario dalla sua morte, avvenuta il 2 maggio 1519, è diventato l’artista più citato in assoluto. Le sue abilità ci conquistano ogni giorno e non ci stanchiamo mai di parlarne. Quest’opera è stata eseguita in età giovanile. Si tratta della celeberrima “Annunciazione”. Inizialmente fino al 1867, ovverosia quando il dipinto si trovava nella sagrestia della chiesa di San Bartolomeo, veniva attribuito a Domenico Ghirlandaio, successivamente dal momento in cui venne trasferito nella Galleria degli Uffizi fu riconosciuta come un’opera di Leonardo. Essa si contraddistingue per alcune particolarità:
se si osserva il dipinto dal punto di vista frontale si può notare che lo sguardo si rivolge verso la montagna che paradossalmente diventa la protagonista del quadro, offuscando l’immagine di Maria. Ebbene c’è una spiegazione in tutto ciò.
I pittori di quel periodo si rifacevano a dei simboli ripresi da testi fondanti.
In particolare, questa immagine si basa sugli scritti di Bernardo di Chiaravalle, abate e teologo francese dell’ordine cistercense che scrisse quattro omelie sul vangelo di Luca (l’unico evangelista a descrivere l’annunciazione). In una di esse fa riferimento al Monte dei monti “Mons Montium” asserendo che il Cristo è il Monte perché è il Santo dei santi. Il mare su cui si trova la montagna rappresenta il mondo degli umani, dei pagani, quindi il Cristo che domina sul Mondo. Il simbolo del “Monte sul mare” rappresenta il Cristo. Altri simboli nel quadro sono rappresentati dagli abeti, olmi e cipressi che fanno riferimento ai legni del santuario del Signore presenti nel ventre di Maria. Inoltre, se si osserva il quadro posizionandosi al centro si percepiscono certe discrepanze, delle difficoltà prospettiche. Si nota, ad esempio, che il braccio di Maria e le bugne sono stati rappresentati troppo lunghi. Queste discrasie non sono altro che degli espedienti compositivi per consentire l’acquisizione di giochi anamorfici. Se si esamina il dipinto disponendosi nella parte destra si potrà constatare che tutto si ricompone, il braccio di Maria si accorcia e l’edificio si allunga. Ne conviene che queste difficoltà non sono di Leonardo, ma della critica dell’interpretazione perché non ha tenuto conto della posizione che sarebbe stato situato il quadro.

IL CASTELLO DI LEONARDO: UN EVENTO PER TUTTA LA FAMIGLIA

IL CASTELLO DI LEONARDO: UN EVENTO PER TUTTA LA FAMIGLIA

Domenica 5 – 12 -19 Maggio 2019 e per le scuole mercoledì 8 Maggio

Napoleone è fuggito ma Alessandria non rimarrà senza il suo mito della storia. Leonardo Da Vinci sarà il nuovo protagonista della nostra provincia con un evento che lascerà tutti senza fiato.

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Il Castello di Piovera con le sue 40 stanze perfettamente conservate sarà teatro (ed è proprio il caso di dirlo) di uno spettacolo, unico nel suo genere, dedicato al grande genio italiano. Un vero e proprio parco a tema con riproduzioni reali delle invenzioni , documenti originali, un  musical dedicato e tanti giochi e attività interattive, per un divertimento a 360° per tutta la famiglia. Uno degli eventi più grandi a livello nazionale per celebrare i 500 anni dalla morte di Leonardo.

Il Musical “Il volo di Leonardo” (40’), che sarà riprodotto in un’area del Castello durante le visite,  è un viaggio senza tempo per scoprire le virtù e il genio assoluto di Leonardo Da Vinci. Dalla pittura, all’architettura, dalla musica alla scultura, fino al desiderio più grande: il volo! Il linguaggio accattivante, i costumi d’epoca bellissimi, proiezioni mozzafiato e le musiche affascinanti rendono lo spettacolo adatto per grandi e piccini, soprattutto per gli studenti. 


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La storia si svolge ai tempi d’oggi. Amelia è una ragazza che si è appena laureata. Rompendo la quarta parete racconta al pubblico com’è avvenuta la scelta dell’argomento della tesi di laurea, ovvero il Volo di Leonardo Da Vinci. Una volta in biblioteca, Amelia si addormenta sui libri e dal quel momento inizia il suo viaggio onirico tra storia, arte, scienza e un pizzico di goliardia nella Firenze Rinascimentale del XV secolo. Incontrerà Leonardo Da Vinci in persona, il maestro Verrocchio, Machiavelli, La Monnalisa…e tanti altri! Un Viaggio fantastico e pieno di emozioni, che incanterà grandi e piccini con i linguaggi del teatro, della musica, della danza e delle immagini. Ironia e arte saranno le protagoniste della vicenda, insieme, ovviamente, al grande Leonardo da Vinci.

PUNTO VENDITA E BIGLIETTERIA:

GruppoAnteprima
P.zza Garibaldi 40 – Alessandria
T. 0131 250600
orari biglietteria: lun-ven dalle 9.00 alle 16.00 (orario continuato)

Per prenotazioni online :

https://www.planyo.com/booking.php?mode=reserve&calendar=8895&resource_id=142052&ppp_refcode=anteprima

BIGLIETTI A PARTIRE DA 14,50€

(Gratis bimbi fino a 3 anni )

http://www.castellodileonardo.it

Leonardo da Vinci Dan Brown … ciò che emerge dai vangeli Apocrifi.

by Raoul Bianchini. Roma

“Premetto che questa Analisi che propongo è frutto di Studi che vanno al di là ciò che io Credo su questa Vicenda. La pubblicazione su Facebook da parte mia avviene in qualità di Studioso-distaccato totalmente da qualsiasi appartenenza sogettiva -Ciò che è riportato è frutto di analisi sui Vngeli Gnostici.. e Apocrifi .gli unici sui quali si basa questa spiegazione. Vangeli non riconosciuti dalla Chiesa”.

Raoul Bianchini

L’autore infatti con grande abilità fa uso di eventi e nomi celebri, di scoperte straodinarie come quella di Nag Hammadi del 1945 riguardanti i Vangeli gnostici o quella del 1947 a Qumran vicino al mar Morto di importanti scritti ebraici degli Esseni, per dare al suo racconto una parvenza di realtà fattuale; è difficile per un non addetto ai lavori distinguere dove finisca la realtà, la verità storica, e dove inizi la finzione; ecco perché è necessaria una puntualizzazione, una ricostruzione del passato attraverso un’indagine storico-critica delle fonti per stabilire ciò che è vero e ciò che è falso nel romanzo, visto l’enorme impatto del libro anche su questioni di vitale importanza, come sono quelle religiose.

Maria Maddalena ha un ruolo centrale in tutto il romanzo; è lei il Santo Graal che Lagdon trova alla fine del libro. Tra le molte pagine scritte su di lei nel Codice da Vinci scegliamo questa che contiene le tesi più sconcertanti:

“La minaccia posta da Maria Maddalena agli uomini della Chiesa delle origini aveva il potere di distruggerli. Non solo era la donna a cui Cristo aveva affidato il compito di fondare la Chiesa, ma era anche la prova fisica che la divinità proclamata a Nicea aveva lasciato una discendenza mortale. La Chiesa, per difendersi dal potere di Maria Maddalena, l’ha etichettata come prostituta e ha cancellato le prove del suo matrimonio con Gesù Cristo, allontanando così ogni possibile affermazione che Cristo avesse dei discendenti ancora in vita e che fosse un profeta mortale… Secondo il Priorato – proseguì Teabing – Maria Maddalena era incinta all’epoca della crocifissione. Continua a leggere “Leonardo da Vinci Dan Brown … ciò che emerge dai vangeli Apocrifi.”