Luca Oggero scrittore, si presenta ai lettori di Alessandria today

Luca Oggero scrittore, si presenta ai lettori di Alessandria today

di Pier Carlo Lava

Alessandria today è lieta di presentare ai lettori la biografia dello scrittore Luca Oggero, del quale in seguito pubblicheremo anche un intervista in esclusiva per il blog a cura del poeta Marcello Comitini.

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Biografia

Piemontese, classe 1975 , Luca Oggero è stato un musicista, un educatore professionale, uno scapestrato e un alcolista per quasi vent’anni. Nel 2013 è riuscito finalmente a smettere di bere e ha sostituito il vino con la narrativa, scrivendo e pubblicando prima il romanzo autobiografico “Morte e resurrezione di un povero cristo” con allegato il disco solista “Porci senz’ali ed altri animali” (Araba Fenice Edizioni, 2013) e poi la raccolta di racconti erotico-grotteschi “Le tragiComiche porNovelle” (Matisklo Editore, 2016).

Suoi racconti e poesie sono inoltre stati pubblicati sul book-magazine cartaceo “Antisociale” vol. 2,  3, 4 , 5 e 6 (Amande Edizioni), nel libro di racconti di AA.VV. “Criceti – come correre una vita senza andare da nessuna parte” (Gli Elefanti Edizioni), sulla rivista “Pastiche” e nella raccolta di poesie “Rose & proiettili” (Matisklo Editore). Continua a leggere “Luca Oggero scrittore, si presenta ai lettori di Alessandria today”

Noi vi avremo, di Luca Oggero

Noi vi avremo, di Luca Oggero

Sinossi

Un ispettore della Digos corrotto e pluriomicida in fuga dalla legge, il suo vice cocainomane e senza scrupoli, sei ragazzi e una ragazza anarchici, punk, idealisti, dediti ad alcol e droghe  e un po’ teppisti che cercano di vivere fuori dal sistema dei consumi, un piccolo boss italo-francese gestore di un night-club e i suoi sgherri.

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Questi i personaggi che animano questo libro e che si ritrovano a combattersi gli uni contro gli altri senza esclusione di colpi tra i boschi delle pre-Alpi cuneesi durante la primavera del ’98, sullo sfondo la nascita del movimento No Tav e la rabbia degli squatters e degli autonomi dei centri sociali conseguente ai suicidi in carcere degli anarchici Edoardo “Baleno” Massari e Maria Soledad “Sole” Rosas, imprigionati in seguito a un’assurda condanna senza prove per “associazione terroristica” conseguente ai primissimi sabotaggi alla costruzione della linea dell’alta velocità Torino-Lione.

Sarà un affronto verso i ragazzi da parte del poliziotto in fuga a far accendere la scintilla di un crescendo di violenza e di vendette incrociate.

E sarà la scoperta di due dei personaggi di un lato delle proprie personalità, fino a quel momento oscuro anche a loro stessi, a portare la storia verso un finale totalmente inatteso e sconvolgente.

LOVE STORY, Luca Oggero

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LOVE STORY

Lorenzo era un dark o, come dicono gli inglesi, un “goth”. Lo era sempre stato, fin da ragazzino. Quando aveva iniziato ad ascoltare Joy Division, Cure e Bauhaus, negli anni ottanta, quella dei dark era una moda ed erano in molti a imitare Robert Smith cotonandosi i capelli in punte spettinate e mettendosi lo smalto nero alle unghie.

Ma l’animo cupo di Lorenzo e la sua fascinazione per il lugubre erano qualcosa di molto radicato e pertanto destinato a resistere al passare delle mode e delle tendenze. Egli rimase un dark per tutto il resto della sua vita e si appassionò alla poesia di Baudelaire, all’esistenzialismo sartriano e ai filosofi tedeschi.

Dipinse le pareti di casa sua di nero come di nero andava sempre vestito. Si prese come animali domestici un pipistrello e una grossa tarantola pelosa che chiamò Siouxsie. Quando era di buon umore scriveva lunghe composizioni poetiche sulla Morte e viveva sostanzialmente nell’assenza di alcuna speranza e nella più oscura decadenza.
La prima volta che si incontrarono Lorenzo era al capezzale del padre. Questi era da tempo vittima di un male incurabile che era progredito man mano fino a ridurlo in fin di vita.

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DUILIOILIUD, di Luca Oggero

DUILIOILIUD, di Luca Oggero

DUILIOILIUD

“Quand’ero giovane avevo molti anni in meno”, pensava Duilioiliud, che si era posto come obiettivo di pensare sempre e solo verità tangibili a costo di essere banale.

Contemporaneamente, con un flessibile, si tagliava i lacci delle scarpe mentre mangiava uno scarafaggio vivo, in segno di protesta verso la propria razionalità. Se il pensiero era logico e lineare, l’azione si ribellava ad esso facendogli fare le cose più bizzarre.

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Sono le conseguenze di avere un nome palindromo che non sia “Anna” o “Otto”. E lui non poteva chiamarsi né Anna né Otto, non essendo né una femmina né un numero. Era però costretto dal destino a portare un nome che si leggesse allo stesso modo da sinistra a destra o viceversa.

Quando nacque suo padre andò all’anagrafe a registrarlo come “Duilio”, ma al posto dell’impiegato dell’anagrafe trovò il destino di suo figlio, che gli disse:

“Duilio non è palindromo, al massimo posso registrarlo come Duilioiliud, che ne pensa?”. Continua a leggere “DUILIOILIUD, di Luca Oggero”

Un po’ di Storia della matematica e della geometria, di Luca Oggero

Un po’ di Storia della matematica e della geometria, di Luca Oggero

Un po’ di Storia della matematica e della geometria rivisitata alla luce della lettura del volume “La vera Storia dell’uomo però falsa” del professor Ugo Labestia, tomo che ho ritrovato in un vecchio solaio dentro un baule pieno fino all’orlo di ratti. Ho frugato tra i ratti e sotto c’erano altri ratti. Sono andato più giù con le mani e l’unica cosa che non era un ratto era questo libro.

Sono stato morso varie volte dai ratti – che tra l’altro non ho capito cosa minchia ci facessero tutti ammassati in un baule dove a parte un libro non c’erano che altri ratti, forse un rave-party o una riunione di condominio – e ora ho contratto la peste ma ne è valsa la pena, perché questo rarissimo e prezioso libro ci racconta la Storia in modo talmente falsato da risultare più credibile di quella ufficiale. 
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SWEET POLAROID, di Luca Oggero

SWEET POLAROID, di Luca Oggero

SWEET POLAROID

È un arpeggio di raggi di sole quello che filtra tra le foglie del viale alberato, riverberando di flash di luce discontinua il parabrezza dell’auto mentre torno dal lavoro.

Il cielo ha smesso di piovere il suo temporale capriccioso da poco e l’auto che ho davanti spruzza, su quello stesso vetro lambito dal sole, minuscole gocce di acqua sporca rapite e buttate in aria all’indietro dai copertoni posteriori.

E dentro, tra l’elettricità delle sinapsi, pensieri che si muovono entrando uno nell’altro, senza ordine apparente. E ci sei tu, miele dolce vischioso, a legare come colla tutti questi pensieri sparsi e a dare un fondo di buono al tutto che mi attraversa il cranio.

Fotografo questa istantanea di benessere e te la regalo.

È colpa tua se oggi mi sembra bella pure la vetrina del kebabbaro di fronte a cui passo, se dietro gli occhiali ho stelle che splendono di luce interiore, se la felicità ha il volto di un operaio sottopagato e innamorato con velleità d’artista e di ribelle.

IL POTERE, di Luca Oggero

IL POTERE, di Luca Oggero

IL POTERE

Il Potere è un vecchio triste e insoddisfatto
che si alimenta di terrore e pregiudizio
mette radici nel cervello dei suoi servi
grazie a paura e a false promesse.

Il Potere teme la solidarietà
vede un pericolo nei confini abbattuti
ed è felice quando i poveri si odiano
perché è con l’odio che si mantiene vivo.

Il Potere ama le gabbie e le guerre
ciò che lo allarma di più è la verità
sopra la quale getta sabbia a volontà
per preservarsi dal risveglio della gente.

Bisognerebbe disintegrare il Potere
in miliardi di pezzettini quanti siamo
cosicché ognuno possa tenere in mano
la sua legittima parte di potere.

IL PADRE NATURALE (2016) di Luca Oggero

IL PADRE NATURALE (2016) di Luca Oggero

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IL PADRE NATURALE (2016)

Anche il sesso fatto senza sentimenti può generare figli. E io ne sono la prova vivente.
Mia madre mi ha raccontato tutto più di una volta, di come per lei e per il mio sconosciuto padre quella fosse una semplice, stupida avventura, di come non provassero uno per l’altra nient’altro che una certa attrazione fisica, probabilmente amplificata dall’alcol. Erano semplicemente amici, o meglio amici di amici, che una sera, dopo aver bevuto troppo, si ritrovarono quasi per caso a consumare un fugace amplesso nel cesso di un locale in cui stavano festeggiando la laurea di non so più chi.
Detto così sembra che mia madre sia una troia che la dà al primo che arriva. In realtà da quanto mi dice lei e da quanto la conosco non è mai stata affatto solita fare cose del genere e, anzi, è una che difficilmente si lascia andare da subito anche con chi le piace veramente.
Ma quella sera l’atmosfera era particolarmente gioiosa: la primavera era appena iniziata, i balli portavano al contatto fisico tra le persone, l’alcol e la temperatura alta all’interno del locale fecero il resto e fu così che venni concepito al cesso. Dove normalmente la gente libera il corpo delle sostanze in eccesso, mia madre riempì invece il suo ventre della mia presenza. Il tizio che in sostanza sarebbe mio padre era nient’altro che un conoscente per mia madre e non ebbero altre occasioni di rivedersi se non dopo che mia madre, fatto l’opportuno test, scoprì di aspettare un figlio e decise quindi di parlargliene per vedere quantomeno cosa ne pensasse a riguardo.
Quando si videro mia madre non aveva alcuna aspettativa nei confronti di questo tizio: primo perché era più che sicura che l’uomo della sua vita non poteva certo essere quello studente belloccio ma dall’aria alquanto scialba e mediocre con cui aveva copulato più che altro grazie a un paio di bicchieri di troppo in corpo. Secondo perché in ogni caso sapeva che da parte sua lui provava per lei all’incirca le stesse cose. Se dopo quella sera nessuno dei due aveva più cercato l’altro per più di due mesi qualcosa avrà pur voluto dire…
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DAL BENZINAIO, di Luca Oggero

DAL BENZINAIO

“Buongiorno”
“’Giorno…”
“Mi mette 10 euro, per favore?”
“10 ha detto? Sicuro che non ne vuole di più?”
“No, no, 10 vanno benissimo…”
“Va beh, se lo dice lei…”
“…”
“…”
“…ma… porc… cazz… ma che cavolo sta facendo?!? Metta dentro quell’aff… quel wurst… Insomma, mi tolga quella roba da davanti agli occhi!! E’ impazzito?!?”
“Ah, ok… Come vuole lei… Voilà, ecco fatto… Sono 10 euro…”
“Mi metta la benzina, poi le do i 10…”

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D’INCANTI E DISINCANTI, di Luca Oggero

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D’INCANTI E DISINCANTI

Distratto m’astrassi dagli astri cascanti:
mi colsero i canti dei disincantati
che a strati stridenti d’un coro di pianti
spargevan per l’aria stornelli sfiatati.
Avulso a siffatto suonar sofferente
ripresi a fissar delle stelle la scia:
l’incanto tornò a posseder la mia mente,
le voci scemaron, rimase la mia.

NEL POSTO SBAGLIATO AL MOMENTO SBAGLIATO, di Luca Oggero

NEL POSTO SBAGLIATO AL MOMENTO SBAGLIATO

Lo sapevo che non ci dovevo entrare qui. Era come se me lo sentissi che l’avrei trovato qui…
Eccolo lì, appoggiato al bancone. Deve essere già mezzo sbronzo.
Non mi ha ancora visto. Parla con il suo collega. Guardie giurate, quelli che senti più spesso nei notiziari che hanno ucciso la famiglia e poi si son fatti fuori. A chi piacciono le armi è perché prima o poi le vuole usare.
Mi avvicino al bancone e il barista mi vede:
“Prego, che ti faccio?”
“Dammi qualcosa di fresco. Una panaché va benissimo!”
Lui sente la mia voce, si gira e mi vede.
“Ma guarda un po’ chi si vede… Il gran trombatore!”
A questo punto voglio sistemare le cose una volta per tutte. Sono mesi che lui le telefona e la riempie di insulti e minacce. Minacce a lei e a me.
“Senti, ora basta! Lo sai che se non fossi stato io sarebbe stato un altro! Con te non ce la faceva più. Guarda che me lo ha raccontato cosa le facevi. Puoi ringraziare che non ti abbiamo denunciato ma ora la devi smettere di tormentarci.”

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AMBULATORIO, di Luca Oggero

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AMBULATORIO

“E’ permesso?”
“Venga, venga… Prego, si accomodi. Mi dica tutto…”
“Vede, dottore, io è un po’ di tempo che mi sento insolitamente bene…”
“Capisco… E questo da quanto le succede?”
“Ma, saranno un paio di settimane. Anche prima stavo abbastanza bene ma avevo comunque frequenti attacchi di emicrania. Da quindici giorni a questa parte, invece, puff! spariti… e non ho più nient’altro, né nausea, né dolori articolari. Niente di niente…”
“Mmmm… Questa cosa è piuttosto insolita… Ma nemmeno un po’ di raffreddore, un po’ di tosse, un po’ di dissenteria?”
“Niente, dottore. La faccio dura dura regolare ogni mattina e respiro bene manco fossi in alta montagna… Ma mi dica, è grave?”
“No, grave non direi. Certo è poco comune… Il cuore come va?”
“Perfetto, sembra un orologio svizzero…”
“Senta, lei fuma?”
“No, dottore. Ho smesso da quattro anni”
“Beh, sicuramente la causa del suo respiro così regolare potrebbe essere questa. Le consiglio di riprendere a fumare al più presto. E, mi dica, fa del movimento?”
“Sì, vado in piscina e in bicicletta”
“Ah, beh, allora per forza! E’ chiaro che se lei tiene certi comportamenti poi il benessere arriva! Ora non mi dirà che mangia anche verdure!”
“Sì, in effetti ne mangio parecchie”
“Ma le frigge almeno?”
“No, mi piacciono crude o bollite”
“E allora poi non venga a lamentarsi con me! Senta, ma a colazione cosa mangia?”
“Di solito un frutto o una fetta di pane e marmellata. E uno yogurt”
“Niente caffè?”
“No, niente…”
“Male, male! Senta, adesso le farò un nuovo piano di regime alimentare e se lei lo segue, riprende a fumare e interrompe l’attività fisica vedrà che nel giro di qualche settimana starà di nuovo male come tutti gli altri. Ok?”
“Va bene, dottore…”
“Dunque, vediamo un po’… Innanzitutto la colazione, che è il pasto più importante. Io direi che al mattino lei potrebbe iniziare la sua giornata con un bel tazzone di caffè, un paio di wurstel e un bicchiere di grappa. Che ne dice?”
“Va bene, dottore”
“Ma mi raccomando, prima di colazione si ricordi di fumare almeno un paio di sigarette a stomaco vuoto”
“Cercherò di ricordarmene, dottore!”
“Molto bene. Poi il pranzo. Vediamo un po’… Direi che tre o quattro cotolette alla milanese con le patate fritte potrebbero andar bene, per ritrovare in fretta il suo malessere perduto… Ma che il tutto sia ben pieno di maionese, d’accordo?”
“D’accordo, dottore”
“Molto bene. Poi a metà pomeriggio un bello spuntino. Direi un bel salame e tre etti di gorgonzola con un litro di vino. Ma mi raccomando, che il vino sia scadente! E tra il pranzo e la merenda un altro tazzone di caffè e almeno cinque o sei sigarette. Tutto chiaro?”
“Chiaro, dottore. Caffè, sigarette e poi il salame…”
“Perfetto. Quindi passiamo alla cena. Le piace il pesce?”
“Certo, dottore. Molto!”
“Oh, bene! Allora lei si mangi, ogni sera mi raccomando, mezzo chilo di calamari fritti. Nessuna verdura di contorno, se lo ricordi, che questo è molto importante. E che la pastella dei calamari sia ben pregna dell’olio di frittura. E due litri di birra. O di cocacola, a sua scelta. L’importante è che sia bella gasata. E dopo cena tre bei bicchieri di vodka.Ok, ecco fatto. Tenga qua il foglio, segua i miei consigli e vedrà che questo fastidioso benessere scomparirà in men che non si dica!”
“La ringrazio, dottore! La ringrazio veramente tanto… Sa, ero così preoccupato…”
“Stia tranquillo, non è niente di grave. Sa, può succedere a volte di avere un benessere temporaneo, ma basta prenderlo per tempo…”
“Grazie ancora, dottore!”
“Vada, vada e si ricordi solamente di fumare in camera da letto e di non cambiare l’aria. E la lasci perdere, quella bicicletta… E’ così bello andare in macchina!”
“Arrivederci, dottore!”
“Arrivederci. Avanti il prossimo…”

da “Dialoghi post-moderni”