Ulisse, Itaca, Penelope nella lettura di Luigi Maria Corsanico

Ecco una poesia con forte spessore, un senso dell’umano davvero commovente. Siamo tutti e sempre rimasti nella nostra isola, incapaci di separarci da noi e dalle nostre piccole esperienze. Eppure ci ritroviamo così lontani da quell’isola che non abbiamo mai lasciato, da scoprire che intorno a noi c’è il deserto. Qualcuno poi si è chiesto se davvero gli dei possano invidiare gli uomini perché muoiono. Il tempo è certamente un’invenzione dell’uomo nella speranza di tenerlo sotto controllo, nella speranza di confondere la morte che è una emissaria degli dei. Se gli dei invidiassero davvero l’uomo, significherebbe che essi sono buoni e hanno pietà degli uomini. Ma davvero sono buoni?
Nessuno mai risponderà a questa domanda, anche se Emilio Piccoli con la voce del Grande Lettore Luigi Maria Corsanico cerca un risposta in questi versi conclusivi della sua poesia

che il tempo è un’invenzione degli dei
che hanno invidia per gli uomini che muoiono.

https://youtu.be/FHx87dIsD3s

Rainer Maria Rilke – Lettere a un giovane poeta

 

LETTURA DI LUIGI MARIA CORSANICO

Carissimo Luigi, ho ammirato molto la tua lettura, attenta e partecipe come sempre, di queste lettere con cui Rilke risponde al bisogno espressogli da un suo giovane ammiratore.
Ascoltare dalla tua voce che scandisce con estrema chiarezza il pensiero di Rilke a proposito del “far poesia” e del “farsi poeta” è stato come sentirmi penetrare dalla lama fredda con cui gli editori rispondono agli sconosciuti (i poveri della letteratura , come li chiamo io e fra i quali mi annovero).

Il ventottenne Rilke risponde infatti all’altrettanto giovane suo interlocutore con un manierismo che è talmente esemplare, che oggi è un modo ovvio di togliersi di torno i “questuanti”.

Eppure il giovanissimo Rilke, malinconico e ambizioso, aveva sino ad allora composto pura poesia d’occasione. E queste liriche erano comparse in giornali e riviste a partire dal settembre 1891.

Andreina Lavagetto, curatrice e commentatrice del volume “Poesie 1907-1926” (Einaudi editore), sottolinea a pag. 571, che il giovane Rilke (giovane – lo sottolineo ancora – come quel suo corrispondete che gli chiede un giudizio) , nella ricerca di una sua poetica, non era guidato da un imperativo interiore, sia pure oscuro, ma dalla volontà di affermarsi nel mondo letterario, che lo spinge a imitare i modelli dettati dalla cultura dell’epoca.
Come suonano male tutte quelle raccomandazioni, campane incrinate da un falso tentativo di esprimere comprensione!
Con quanta amarezza si ascolta un poeta che mente!

CONSENTIMENTO, di Marcello Comitini

CONSENTIMENTO, di Marcello Comitini

Ancora una splendida e impeccabile lettura del mio carissimo amico Luigi Maria Corsanico che mi fa questo dono inatteso e, come tutti gli altri, immeritato.

Ad alta voce / En voz alta

https://www.youtube.com/watch?v=snKF8qXJo8c

MARCELLO COMITINI – CONSENTIMENTO ©2018 Lettura di Luigi Maria Corsanico

György Ligeti: Solo Sonata – I. Dialogo. Ildiko Szabo, cello. Immagine di L.M.Corsanico

MARCELLO COMITINI CONSENTIMENTO ©

Poggio il mio viso sulle mani
radici contorte e inariditi rami
di un passato
che mi fiorisce alle spalle.
Falangi delle dita
ossa tendini palme dorsi pelle.
Cosa resta delle mie mani un tempo
dispensatrici di carezze ?
Il numero degli anni
increspa lentamente il cuore che resiste
aperto come un tronco
da profondi squarci. Le immagini
mi affollano il cervello di risate
degli amori dei silenzi
che attraversavano il mio corpo.
Le mani attendono
nel consentimento dello specchio
nello stupore dello sguardo
ch’io ritrovi il senso
indecifrabile del tempo
quella scia all’orizzonte
dove si frangono le onde
tumultuose dell’anima.
Le speranze fuggono improvvise
dal dorso della mano
come colombe impaurite.
Gli occhi ancora tacciono guardandole.

https://marcellocomitini.wordpress.com

 

Marcello Comitini: Perché possa anch’io volare (testo e video)

Marcello Comitini: Perché possa anch’io volare (testo e video)

https://luigimariacorsanico.comS

https://www.youtube.com/watch?v=2-L0rZWo7mU

da: MARCELLO COMITINI
    QUARTO GIORNO
Poesie
Edizioni Caffè Tergeste
Copyrigh
t 2018

   Lettura di Luigi Maria Corsanico

   Sergei Rachmaninov – Cello Sonata in G minor
   Natalia Gutman , cello
   Elisso Virsaladze, piano

  Fotografie: L.M.Corsanico, Sur de Chile

Marcello Comitini – Perché possa anch’io volare ©

La luce si dilata dietro le montagne
traspare tenue come vetro azzurro
perché possa anch’io volare
oltre l’oscurità delle colline.
La notte si condensa fra le ombre delle querce
Si scioglie lentamente nella brina
scivola nelle acque ancora buie del fiume,
fugge trascinata lontano dalle onde.

Perché possa anch’io volare…

Io che resisto al vento pesante come sasso
chiuso in me stesso e nei miei desideri.
Leggero come foglia vincolata al ramo
tento di fuggire fremendo nella luce.
Io che sono ombra della notte,
carne della quercia, sangue di quel fiume
che si trascina tra le onde verso il mare. Continua a leggere “Marcello Comitini: Perché possa anch’io volare (testo e video)”

Un pensiero su “Neruda”, di Luigi Maria Corsanico

Un pensiero su “Neruda”, di Luigi Maria Corsanico

Luigi Maria Corsanico

Schermata 2018-10-14 a 12.40.28

Residencia en la Tierra 1
SONATA Y DESTRUCCIONES
DESPUÉS de mucho, después de vagas leguas,
confuso de dominios, incierto de territorios,
acompañado de pobres esperanzas
y compañías infieles y desconfiados sueños,
amo lo tenaz que aún sobrevive en mis ojos,
oigo en mi corazón mis pasos de jinete,
muerdo el fuego dormido y la sal arruinada,
y de noche, de atmósfera oscura y luto prófugo,
aquel que vela a la orilla de los campamentos,
el viajero armado de estériles resistencias,
detenido entre sombras que crecen y alas que tiemblan,
me siento ser, y mi brazo de piedra me defiende.
Hay entre ciencias de llanto un altar confuso,
y en mi sesión de atardeceres sin perfume,
en mis abandonados dormitorios donde habita la luna,
y arañas de mi propiedad, y destrucciones que me son queridas,
adoro mi propio ser perdido, mi substancia imperfecta,
mi golpe de plata y mi pérdida eterna.
Ardió la uva húmeda, y su agua funeral
aún vacila, aún reside,
y el patrimonio estéril, y el domicilio traidor.
Quién hizo ceremonia de cenizas?
Quién amó lo perdido, quién protegió lo último?
El hueso del padre, la madera del buque muerto,
y su propio final, su misma huida,
su fuerza triste, su dios miserable?
Acecho, pues, lo inanimado y lo doliente,
y el testimonio extraño que sostengo,
con eficiencia cruel y escrito en cenizas,
es la forma de olvido que prefiero,
el nombre que doy a la tierra, el valor de mis sueños,
la cantidad interminable que divido
con mis ojos de invierno, durante cada día de este mundo.

 

Luigi Maria Corsanico legge Pier Paolo Pasolini. 2

da qui

Pier Paolo Pasolini – La solitudine
da “Trasumanar e organizzar” (1971)
Lettura di Luigi Maria Corsanico

Ennio Morricone
Colonna sonora di “Teorema”

In copertina : Anatole Saderman, ritratto di P.P.Pasolini

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Bisogna essere molto forti
per amare la solitudine; bisogna avere buone gambe
e una resistenza fuori dal comune; non si deve rischiare
raffreddore, influenza e mal di gola; non si devono temere
rapinatori o assassini; se tocca camminare
per tutto il pomeriggio o magari per tutta la sera
bisogna saperlo fare senza accorgersene; da sedersi non c’è;
specie d’inverno; col vento che tira sull’erba bagnata,
e coi pietroni tra l’immondizia umidi e fangosi;
non c’è proprio nessun conforto, su ciò non c’è dubbio,
oltre a quello di avere davanti tutto un giorno e una notte
senza doveri o limiti di qualsiasi genere. Continua a leggere “Luigi Maria Corsanico legge Pier Paolo Pasolini. 2”