Bruno Pennasso, attore. Emozioni dietro le quinte. Intervista a cura di Marcello Comitini

Bruno Pennasso, attore. Emozioni dietro le quinte. Intervista a cura di Marcello Comitini

Alessandria today, dopo aver pubblicato la biografia dell’attore Bruno Pennasso che trovate a questo link:
https://alessandria.today/2018/08/25/bruno-pennasso-attore-si-presenta-ai-lettori-di-alessandria-today/

da Nel nome del padre 1 rit
Bruno Pennasso in “Nel nome del padre” di Luigi Lunari

è lieta di pubblicare l’intervista  gentilmente rilasciataci dall’amico Bruno.
Ma prima vorrei sottolineare quanto siano interessanti le sue risposte:
hanno il potere condurci oltre insospettate quinte.
Non quelle fisiche che vediamo nei palcoscenici del teatro, ma quelle che
celano l’uomo agli spettatori. 

Ciao Bruno! Innanzitutto, grazie di essere qui con noi!  Potresti presentarti brevemente? Raccontaci chi sei, cosa fai nella tua vita, quali sono le tue passioni.

Buongiorno! Grazie a te per avermi proposto questa intervista. Sono un po’ emozionato perché è una delle rarissime interviste che mi viene richiesta!
Chi sono… a volte mi sembra di essere don Chisciotte che combatte contro i mulini a vento!!! Nel senso che ho sempre creduto nell’Arte, quella vera, quella che costa fatica, quella che ha bisogno di studio e dedizione per essere espressa ma anche passione, amore e voglia di darsi al 100 %! E invece vedo intorno a me tanti cloni, tanti burattini che scimmiottano!

In che misura il tuo rapporto con la tua città ha influito o meno sulla tua formazione?

Quando ho iniziato a pensare di voler fare l’attore di professione (che brutta parola!) mi sono guardato intorno e ho scovato una piccola scuola di recitazione (era il 1969… una vita fa!), volevo iniziare dall’abc quindi dizione e primi rudimenti. Dopo i primi due anni fortunatamente uno dei docenti prese sotto la sua ala alcuni tra noi allievi –e la cosa mi inorgoglì non poco- per continuare il lavoro più seriamente. Da lì iniziai a pensare che era la mia strada e infatti frequentai la Scuola dello Stabile, poi sostenni i primi provini e, in seguito con l’incontro con Beppe Navello arrivò la prima Compagnia (Cooperativa Teatro Proposta). Quindi devo molto alla mia città che mi ha offerto quasi su un piatto d’argento quanto cercavo.

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Elisabetta Bagli, il futuro ha una speranza. Intervista a cura di Marcello Comitini

Elisabetta Bagli, il futuro ha una speranza. Intervista a cura di Marcello Comitini

Dopo la biografia della scrittrice e poetessa Elisabetta Bagli che trovate pubblicata a questo link
https://alessandria.today/2018/10/13/elisabetta-bagli-scrittrice-e-poetessa-si-presenta-ai-lettori-di-alessandria-today/
Alessandria today ha il piacere di pubblicarne l’intervista.

Benvenuta, Elisabetta!
Sono felice d’avere l’occasione di intervistarti e in particolare di presentarti ai lettori di Alessandria today. Loro e io avremo così la possibilità di conoscerti meglio e di conoscere meglio le tue attività, non soltanto quella letteraria.
Ho notato che indichi il 2010 come data del tuo esordio letterario. Hai iniziato a scrivere da giovane o da adulta? E com’è nata l’esigenza di scrivere?

Grazie a voi di Alessandria today per l’opportunità che mi avete dato con questa intervista per poter parlare un po’ del mio mondo e della mia attività di scrittrice.
L’esigenza di scrivere l’ho avuta da sempre. Sin da quando ero ragazza scrivevo pensieri, storie, la mia vita sul diario della scuola o su fogli sparsi e continuo a farlo. Ho sempre scritto solo per me e per una stretta cerchia di amici coi quali mi sono confrontata e consigliata su tanti aspetti. Otto anni fa, spinta da un mio amico che leggeva i miei scritti, decisi di partecipare a un concorso indetto da ilmiolibro.it. Arrivai in finale e presi coscienza che, forse, mi dovevo lanciare in questo mondo, tirar fuori me stessa, far sapere agli altri quel che ho da dire, cosa penso, cosa voglio, e passare anche dall’altra parte: da accanita lettrice quale ero, e quale sono tuttora, a scrittrice.

Esiste un nesso sentimentale e culturale tra te e le due città, quella italiana, dove sei nata e dove hai vissuto sino al 2002, e quella spagnola, dove vivi adesso? Un nesso che si è forse concretizzato nella fusione culturale di due mentalità diverse, e che è latente nel tuo poetare?

Un nesso soggettivo esiste senz’altro, sebbene Roma e Madrid siano città profondamente diverse, per storia, cultura, arte… e le persone che le vivono, anche se non si direbbe di primo acchitto, abbiano una mentalità molto divergente l’una dall’altra.
Roma, per me, è la mia casa, la città che mi ha visto nascere e fiorire, la città nella quale ho tutti i miei affetti e che conserva i miei primi passi in questo mondo poetico. Madrid è la mia città d’adozione, la mia seconda casa, la città nella quale sono maturata sia come donna che come scrittrice, la città che ha da subito accolto le mie espressioni poetiche e che ogni giorno mi regala emozioni e vita. Mi trovo a mio agio in entrambe le città, sia dal punto di vista personale che artistico, perché mi offrono panorami diversi nei quali si possono compenetrare gli elementi che costituiscono la mia poetica e la mia poesia. Infatti, ci sono poesie dedicate a Roma e ai miei ricordi nella città eterna, così come ce ne sono altre che costituiscono lo specchio della mia realtà madrilena e del mio vissuto in terra iberica. Entrambe le realtà sono in me e io in loro, indissolubilmente fuse, perché costituiscono la mia identità in continuo sviluppo.

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5 momenti di poesia di Marcello Comitini

5 momenti di poesia di Marcello Comitini

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di Pier Carlo Lava

La cultura è cibo per l’anima e la mente e la cifra della cultura, misura la saggezza e la pace dei popoli, le persone ignoranti e prepotenti si scontrano anche per cose banali, mentre quelle che amano la cultura si incontrano per sfide letterarie… Se due persone ignoranti e prepotenti vengono chiuse in un labirinto si picchieranno selvaggiamente sino a che uno dei due prenderà il sopravvento e poi chi vince non riuscirà mai ad uscirne. Mentre se due persone colte vengono chiuse in un labirinto, prima si scambieranno le loro esperienze culturali arricchendosi reciprocamente e vincendo tutti e due, poi insieme cercheranno il modo migliore per uscirne e ci riusciranno.

Alessandria today è lieta di presentare ai lettori e agi appassionati di poesia, ma anche a tutti quelli che amano la cultura, 5 poesie scelte per voi nel vasto repertorio del poeta Marcello Comitini.

https://alessandria.today/2019/04/20/il-dono-poesia-di-marcello-comitini/

https://alessandria.today/2019/05/19/donne-sole-di-marcello-comitini-2/

https://alessandria.today/2019/07/07/il-gelsomino/

https://alessandria.today/2019/02/18/amleto-di-marcello-comitini/?fbclid=IwAR3ybhgsppKuAyIOr-6iTi1hTqqq-7TdeMhI-gdX8AdqmSwS6uUd-85XaSA

https://alessandria.today/2019/07/22/la-donna-di-giacomo/comment-page-1/

Valentina Carinato, scrittrice e poetessa. Intervista a cura di Marcello Comitini

Dopo la biografia della scrittrice e poetessa Valentina Carinato che trovate pubblicata a questo link: https://alessandria.today/2018/12/29/valentina-carinato-scrittrice-e-poetessa-si-presenta-ai-lettori-di-alessandria-today/
Alessandria today ha il piacere di pubblicarne l’intervista.

Valentina Carinato

Valentina benvenuta su Alessandria today. È veramente un piacere ospitarti. Ci vuoi raccontare chi sei, cosa fai nella vita oltre a scrivere e qualcosa della città dove vivi?

Buonasera e grazie per l’accoglienza.  Mi chiamo Valentina, abito a Loria in provincia di Treviso faccio la commessa in un supermercato.  Nel tempo libero oltre alla scrittura vado alle mostre, al cinema e studio musica.

Scrivere racconti e scrivere poesie sono esperienze nate contemporaneamente? E cosa ti ha spinto a iniziarle?

La poesia è nata all’età di 11anni per il bisogno di provare a tirare fuori quello che ho dentro. Il racconto è nato negli ultimi anni per sviscerare, per spiegare ogni particolare. Personalmente penso che i racconti sono poesie dilatate.

Esiste una relazione tra l’esigenza che ti spinge a scrivere racconti e quella che ti spinge a scrivere poesie?

La base è sempre una: le emozioni.

Quali sono le letture che preferisci? E quali quelle che hanno contribuito alla tua formazione di scrittrice?

Amo la narrativa specialmente se è ambientata in un altra epoca e in un altro stato perché mi incuriosisce conoscere altri punti di vista. Leggo classici, contemporanei, storie d’amore, di paura, libri di psicologia.
Gli autori fondamentali per la mia formazione sono Alexandre Dumas padre, Gabriele D’Annunzio, Curzio Malaparte, Jojo Moyes, Carlos Ruiz Zafon e Alessandro Baricco. Continua a leggere “Valentina Carinato, scrittrice e poetessa. Intervista a cura di Marcello Comitini”

La donna di Giacomo, di Marcello Comitini

Fanny Targioni Tozzetti


Un amico comune mi ha detto che sorridi pensando al primo verso della mia poesia in cui chiamo ”donzelletta” quella campagnola “che vien dalla montagna” . No, non mi offendo né voglio accusarti. Ti capisco. So bene che non è una critica alle mie poesie né al mio modo di pensare il mondo e la natura umana.

Immaginare di dire a una ragazza che è simile a una donzelletta oggi fa ridere, ne convengo. Sarebbe come paragonarla a una farfalletta un po’ sciocca, un po’ dimessa e dai colori un po’ sul grigio.

Ma per renderla ai tuoi occhi più credibile, prova per un attimo a caricare quell’espressione della carnalità con cui un giovane guarda una ragazza.

Oggi le vesti mostrano tutte le forme del corpo femminile e il ragazzo, guardando può carezzare ciò che gli riesce facile immaginare. Ma quando io ero giovane, incontrare una donna in strada era come vedere la luna scendere in terra e venirgli incontro. Al più incontravi delle popolane o campagnole o contadine o delle prostitute.

E non a tutti gli uomini era concesso guardarle come esseri umani se non addirittura come persone. Le donne erano quelle che indossavano gonne lunghe sino ai piedi. Ed erano madri o figlie o sorelle. Ed erano caste. Così sembrava di loro. Perché poi c’erano le amanti, dei più colti, dei più fantasiosi, dei più raffinati ma anche dei più rozzi, dei ricchi e dei potenti, nascoste o di dominio pubblico. E c’erano gli stupri di madri, sorelle, figlie che nessuno doveva sapere. Continua a leggere “La donna di Giacomo, di Marcello Comitini”

Il gelsomino, di Marcello Comitini

Dipinto di Edward Hopper (da me manipolato)

I fine settimana estivi sono giorni
colmi di silenzio. Sono partiti
e i loro passi riempiono ancora la strada
di quell’andare avanti e indietro
per stipare la roba, e le brevi risate,
qualche sillaba gridata, gli schianti soffocati
delle portiere, le scie colorate
che si allontanano
come un film muto di altri tempi.
Ad ogni angolo il vuoto che il sole scandaglia
e nel contrasto duro tra luce e ombra
tutto muta in bianco e nero.
Rade figure camminano solitarie.
Un vecchio in canottiera
siede all’ombra di un albero, un gatto
disteso al centro della strada lecca
con dolcezza le zampe davanti. Nessun bambino
gioca, nessun latrato di cane
in lontananza. La polvere e le foglie
riarse giacciono tra muro e asfalto.
Il gelsomino acuisce il suo profumo, infuria
nei ricordi di chi è solo.

Isacco in questo secolo, di Marcello Comitini

Caravaggio- Il sacrificio di Isacco (particolare)

Ogni momento vive inerme come un Isacco
carico di legna per dare un nome al sacrificio.
Tu porti il fuoco in grembo e il coltello nella mano.
Gli angeli che gli stanno intorno
nei loro camici bianchi lo tengono
stretto tra le braccia. Nessuno
ferma la tua mano, nessuno
tiene prigioniero un ariete nel cespuglio.
Gli angeli brandiscono il coltello sul suo corpo piagato
lo alzano, lo abbassano, gli infliggono ferite
innumerevoli che gli permettano di vivere
una vita che pascola nella tua illusione.

Sei cieca? No, che nel tuo sangue la sua voce invoca.
Il padre celeste non mi vuole tra le sue braccia?

È così brutto morire?
Madre, non vedi che brucio? Dove vado ormai ?
Il mio volto sorride a un riva
cui non so dare un nome. Lascia
il mio cuore che vada sereno verso la sua ora.
Sonde pescano nel mio corpo
simili ai chiodi del Cristo
che ami, il dio
che redime il mondo con la sua
immortale mortalità.
Rinuncia al tuo sogno. Nessuna donna
troverà sulla mia tomba
scoperchiata un angelo col dito verso il cielo.
Ci diremo addio? No, quel fuoco
rimarrà nel tuo grembo
a dare un nome ai nostri giorni.

Separazione, di Marcello Comitini

Foto di Richard Tuschman in onore di Hopper

Con la sigaretta tra le labbra guardo da dietro i vetri della finestra.
Il fumo irrita i miei occhi con una coltre che annebbia
la vista e il profumo del mare all’orizzonte. Sul davanzale una testa
simile a un Davide col sangue gocciolante dall’arcata
sopraccigliare destra, la scarpa lucida e nera
della mia donna accanto alla sua gonna verde smeraldo.
Li guardo con l’ansia che accada qualcosa.
Ma è la malinconia di quel che è già accaduto tra me e lei.
Le valige sono già pronte vicino la porta. Una è del colore
del sangue dell’arcata sopraccigliare, l’altra è muta
come un addio definitivo .
Lei si aggira nella stanza spoglia zoppicando sul piede scalzo.
Si tocca con le dita le labbra rosse e cerca un modo
per raccontarmi della sua vita passata. Ecco mi dice.
Mi giro a guardarla. Ferma davanti all’immagine sulla parete
di fronte alla finestra mi volta le spalle . La mia vita
sta tutta nel ritratto di questa donna che il pittore ha dipinto
subito dopo aver fatto l’amore. Un senso di sazietà fuggevole
che sale dal ventre sino alle labbra gonfie di baci e di morsi.
Mi chiedo se sia stata amata dal pittore o esce dalle braccia di un altro.
E Il pittore ha guardato. Comunque è felice come una donna
che si sente amata. Questa è stata la mia vita. In questa stanza
è felice solo il ritratto di questa donna.

O forse neppure lei.

Donne sole, di marcello comitini

Donne sole, di marcello comitini

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Tutti questi uomini che cadono lungo le sponde del fiume
come gocce di neve gonfie di dolore da un cielo
polveroso di anni.
Stretti al muro con gli occhi sbarrati
dietro una benda cadono ciechi come eroi fucilati
in tempo di guerra. Sono
piccoli uomini che hanno vissuto la loro storia
leggendo il giornale, urlando allo stadio, osservando
Amleto e i suoi dubbi
curvi sui loro giardini invasi dai merli.
Rimangono donne che camminano lungo le sponde
solitarie del fiume. Portavano un tempo
il profumo dei sogni. Ora una sottile linea di fumo
sale dalle acque e brucia nei cuori un minuscolo
granello d’incenso. Lungo le sponde la luce
ha il chiarore dei tramonti invernali.

Izabella TeresaKostka. Intervista a cura di Marcello Comitini

Izabella TeresaKostka. Intervista a cura di Marcello Comitini

Dopo la biografia della scrittrice, poetessa e giornalista Izabella Teresa Kostka che trovate pubblicata a questo linhttps://alessandria.today/2018/09/08/izabella-teresa-kostka-giornalista-freelance-per-wordpress-e-poetessa-si-presenta-ai-lettori-di-alessandria-today/ 

l’intervista https://alessandria.today/2019/01/01/intervista-a-izabella-teresa-kostka-poetessa-scrittrice-musicista-e-organizzatrice-di-eventi-culturali/
e questa presentazione
https://alessandria.today/2018/09/23/izabella-teresa-kostka-nata-a-poznan-polonia/
Alessandria today ha il piacere di pubblicarne un’ulteriore intervista.

Izabella Teresa Kostka

Benvenuta, Izabella!

Sono felice d’avere l’occasione di intervistarti e in particolare di presentarti ancora ai lettori di Alessandria today. sperando che nel corso dell’intervista ci sveli ulteriori aspetti della tua personalità che sono sin qui sfuggiti ma che costituiscono l’humus in cui si sviluppano i germi dei nostri pensieri.

Ho notato che la tua prima pubblicazione, dal titolo “Granelli di sabbia” è del 2014 . Hai iniziato a scrivere da tempo o da recente? E com’è nata l’esigenza di scrivere poesie?

Innanzitutto ringrazio per l’invito, ne sono molto felice.
Ho iniziato a scrivere fin da piccola esprimendomi nella mia lingua madre, quella polacca. Poi, col passare degli anni, mi sono dedicata soprattutto alla musica, agli studi universitari e al lavoro come docente di pianoforte. Dopo il mio trasferimento in Italia sono tornata alla scrittura, stavolta nella mia lingua adottiva, quella italiana ma, come spesso accade, custodivo ogni verso in un cassetto segreto lontano dagli sguardi. Circa 6 anni fa ho avuto un incidente in palestra che mi ha impedito di lavorare ancora come pianista: un infortunio alla mano sinistra e 7 punti di invalidità permanente. È stato uno schock perché ogni sicurezza è crollata frantumandosi come il mio sfortunato dito. Per combattere contro la depressione ho deciso di dedicarmi completamente alla scrittura, ho partecipato al primo concorso poetico e i miei pensieri lirici sono usciti allo scoperto.

Continua a leggere “Izabella TeresaKostka. Intervista a cura di Marcello Comitini”

Angela Maria Intruglio. Volare con i sogni. Intervista di Marcello Comitini

Angela Maria Intruglio. Volare con i sogni. Intervista di Marcello Comitini

Dopo la biografia della scrittrice e poetessa Angela Maria Intruglio che trovate pubblicata a questo link
http:// https://alessandria.today/2019/01/04/la-poetessa-e-scrittrice-angela-maria-intruglio-si-presenta-ai-lettori-di-alessandria-today//
Alessandria today ha il piacere di pubblicarne l’intervista.

Anna Maria Intruglio

Benvenuta, Angela Maria!
Sono felice d’avere l’occasione di intervistarti e in particolare di presentarti ai lettori di Alessandria today. Loro e io avremo così la possibilità di conoscerti meglio e di conoscere meglio la tua attività letteraria.

Sono molto felice per questa intervista, che mi dà l’opportunità di presentarmi ad un pubblico, attento alle tematiche letterarie di Poeti e Scrittori contemporanei.
Ringrazio la gentile redazione e saluto tutti i lettori di Alessandria today.

Mi sembra ovvio iniziare chiedendoti in che misura pensi che lo spirito siculo interagisca con il tuo modo di pensare e di vivere.

La Sicilia è una terra molto bella, culla di civiltà di antichi popoli: Greci, Romani, Arabi, Normanni.
Illustri Poeti e Scrittori, di un periodo letterario più recente, David Herbert Lawrence, J.M. Goethe, per citarne alcuni, hanno trovato in Sicilia, terreno fertile per la loro ispirazione letteraria.
I siciliani, siamo un popolo abituato alla superba bellezza di un mare che ci circonda, un Vulcano che ci domina e una rigogliosa natura che profuma di Eden.
Mi sento privilegiata di appartenere a questa terra e trarre dalla sua bellezza ispirazione.

Dalla tua biografia ho notato che il tuo primo libro è una raccolta di poesie dal titolo “Poesie. Sassi di mare siciliano”, pubblicata nel 2012. Com’è nata l’esigenza di pubblicare?

”Sassi di Mare Siciliano” è una raccolta di poesie senza una connotazione precisa, che tuttavia, gronda amore da ogni verso.
L’esigenza di pubblicare la raccolta, alla quale ne sono seguite altre tre, più sette sillogi, è nata dalla continua richiesta dei miei lettori, che ritrovandosi nei miei versi, mi hanno incoraggiata a pubblicare e a condividere attraverso un testo e non solo sulla mia pagina facebook.

Continua a leggere “Angela Maria Intruglio. Volare con i sogni. Intervista di Marcello Comitini”

Franco Bonvini, sintesi di emozioni. Intervista a cura di Marcello Comitini

Franco Bonvini, sintesi di emozioni. Intervista a cura di Marcello Comitini

Dopo la biografia del  poeta Franco Bonvini, che trovate pubblicata a questo link
https://alessandria.today/2018/11/26/il-poeta-franco-bonvini-si-presenta-ai-lettori-di-alessandria-today/
Alessandria today ha il piacere di pubblicarne l’intervista.

Franco Bonvini
Franco Bonvini

Benvenuto, Franco!
Sono felice d’avere l’occasione di intervistarti e in particolare di presentarti ai lettori di Alessandria today. Devo subito sottolineare con piacere che, leggendo la tua biografia, si ha la gradevole sensazione di conoscerti bene perché hai la capacità di presentarti a cuore aperto. Questa intervista dunque non può avere altro scopo che consentire ai lettori di Alessandria today di approfondire la conoscenza delle tue attività letterarie e musicali.
Ho notato che la tua prima pubblicazione è avvenuta all’inizio di quest’anno 2018 . Hai iniziato a scrivere da giovane o da adulto? E com’è nata l’esigenza di scrivere poesie?

Questa è una gran domanda, e difficile. Ho iniziato da adulto, per non usare “anziano”, Già nonno ma non ancora in pensione come sono ora.
Non so se sia un’ esigenza, è nata leggendo poesie di grandi poeti ma anche di amici che mi hanno fatto conoscere questo mondo. Vedendo come riuscivano a descrivere emozioni che poi erano anche le mie.

Nella tua biografia affermi che non hai alcuna pretesa d’essere chiamato poeta. Tuttavia hai composto ben 529 poesie, come risulta dal sito La Recherche, che evidenzia anche 23 aforismi, 19 brani di narrativa, 27 riflessioni sui temi più diversi della vita. Non ti sembra di mostrarti eccessivamente modesto?

E’ vero, ho scritto parecchio ma all’inizio erano solo lì, alla Recherche, come fosse un mondo a parte, diverso dal mio, nel quale non sapevo se sarebbero state apprezzate.
Poi un giorno il mio batterista m’ ha “beccato” e gli sono pure piaciute, così ho cominciato a uscire un po’ su altri social, ancora non pubblico nella mia pagina fb però, solo su qualche gruppo di poesia o WordPress che ho aperto da quest’ anno.

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Il piacere di respirare, di Marcello Comitini

Il piacere di respirare, di Marcello Comitini

Rosso Pompeiano

Una poesia sulla libertà di un uomo solo che
dedica questi versi all’infinita e squisita 
gentilezza di Pier Carlo Lava

Seduto al balcone lui
volta le spalle al sole.
Io ne vedo solo la testa
oltre il parapetto in cemento
come fosse decapitato
contro il rosso pompeiano del muro.
I suoi capelli
evocano vecchie nuvole
illuminate in un immobile cielo invernale.
I suoi occhi guardano in basso
forse le sue ginocchia.
Forse pensa a quand’era bambino
alle ginocchia di sua madre.
O quando teneva tra le braccia
quella donna
che gli ha piantato un coltello nel cuore
o quell’altra
che gli ha rinfacciato
di non essere nessuno
d’essere meno di una foglia
caduta sui piedi di un viandante.
Gli rimane il piacere di respirare d’esistere,
di brancolare affannato nella nebbia
dei suoi ricordi
come in un lungo viale
che porta verso l’eternità. È tutta la sua tristezza,
la sua fatidica libertà.

David Cintolesi, serendipità e fantasia. Intervista a cura di Marcello Comitini

David Cintolesi, serendipità e fantasia. Intervista a cura di Marcello Comitini

Dopo la biografia dello scrittore David Cintolesi, che trovate pubblicata a questo link
https://alessandria.today/2018/12/22/david-cintolesi-scrittore-fiorentino-si-presenta-ai-lettori-di-alessandria-today/

Alessandria today ha il piacere di pubblicarne l’intervista.

Benvenuto, David!

Sono felice d’avere l’occasione di intervistarti e in particolare di presentarti ai lettori di Alessandria today. Loro e io avremo così la possibilità di conoscerti meglio e di conoscere meglio la tua attività letteraria.


David Cintolesi

Ho notato che pubblichi racconti su diverse piattaforme online. Il tuo primo libro però è del novembre del 2018. Hai iniziato a scrivere da giovanissimo? Ecom’è nata l’esigenza di narrare?

In realtà non nasco scrittore. O meglio… scrittore di narrativa. Mi sono reso conto di nutrire una passione smodata per la scrittura dai classici temi a scuola. Fosse stato per me non avrei fatto altro.
Era l’unica via per far uscire i mostri che avevo dentro ma, la mia prima passione è stata la musica che, ha influenzato profondamente il mio modo di pensare, di approcciarmi alla vita e di vedere le cose. Sin da piccolo ne ho ascoltata tantissima, di tutti i generi, il mio idolo era Elvis. Mi mettevo le cuffie e imitavo le sue movenze. Volevo essere come lui.
Poi a quattordici anni ho scoperto il rap, in particolare Eminem con uno sguardo però proiettato anche verso il panorama italiano, gli Articolo 31 in primis che, parlavano la mia lingua, mi dicevano le stesse cose che pensavo anch’io. Era un po’ come parlare con un amico.
Per un po’ di anni ho provato a fare questo: ho scritto tante canzoni, ho inciso delle demo, ho collaborato con qualche artista e avuto dei gruppi anche non di matrice rap.
Credevo che la mia strada sarebbe stata quella. Non vedevo altre vie.

Poi la vita ti insegna che non è detto che un amore debba durare per sempre, certe volte è solo un passaggio, un momento di transizione, una fase utile a farti capire cosa vuoi veramente. E a un certo punto ho capito che non era ciò che volevo. Così ho scoperto un altro tipo di amore: la scrittura di storie.
Avevo sempre letto tanto fino a quel momento, i libri mi davano la possibilità di estraniarmi, dimenticarmi di me stesso e di tutto ciò che mi circondava. Mi faceva fare esperienze straordinarie che non avrei in nessun altro modo potuto fare. Mi faceva vivere la vita degli altri.
Ecco, l’esigenza di scrivere è nata proprio da questi due fattori: da una parte crearmi un mondo tutto mio e dall’altro vivere la vita degli altri, con la differenza che sei tu a decidere come va a finire.

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Fabio Squeo, conoscenza e libertà. Intervista a cura di Marcello Comitini

Fabio Squeo, conoscenza e libertà. Intervista a cura di Marcello Comitini

Dopo la biografia del  poeta Fabio Squeo che trovate pubblicata a questo link
https://alessandria.today/2018/11/26/il-poeta-fabio-squeo-si-presenta-ai-lettori-di-alessandria-today/
Alessandria today ha il piacere di pubblicarne l’intervista.

Benvenuto, Fabio!
Sono felice d’avere l’occasione di intervistarti e in particolare di presentarti ai lettori di Alessandria today. Loro e io avremo così la possibilità di conoscerti meglio e di conoscere meglio il pensiero di un autore giovanissimo, che dimostra di essere già pienamente inserito nel tessuto culturale italiano.
Ho notato che a ventisei anni hai pubblicato la prima raccolta di poesie. Hai iniziato a scrivere da giovanissimo? E com’è nata l’esigenza di scrivere in versi?

Si, ho pubblicato la mia prima raccolta a ventisei anni;anche se, va precisato, che ho cominciato a scrivere i primi versi all’età di tredici anni. E’ stata la rivelazione improvvisa di un mondo fatto di sensazioni meravigliose, sogni e dolori resi più sopportabili da un dialogo interiore con me stesso. I primi versi scritti erano piuttosto timidi, discreti fino a quando entrai nella convinzione dell’importanza di scrivere poesie. Eppure non mi sono mai definito “poeta”, poiché – secondo il mio modesto punto di vista – ho sempre pensato che la poesia, intesa nel significato più alto e genuino del termine come “creazione, invenzione e composizione”(dal greco poiêsis che attiene a poièô) avesse sicuramente a che fare con Dio e le sue proprietà. C’è tuttavia un dato da non tralasciare: All’età di sedici anni nella mia classe di liceo leggevo le poesie ai compagni, e le declamavo nelle ore di ricreazione: ricordo che il professore di latino fece di tutto per dedicarmi un angolo poetico all’interno del giornalino della scuola. Fui felicissimo.

Continua a leggere “Fabio Squeo, conoscenza e libertà. Intervista a cura di Marcello Comitini”