Bruno Pennasso, attore. Emozioni dietro le quinte. Intervista a cura di Marcello Comitini

Bruno Pennasso, attore. Emozioni dietro le quinte. Intervista a cura di Marcello Comitini

Alessandria today, dopo aver pubblicato la biografia dell’attore Bruno Pennasso che trovate a questo link:
https://alessandria.today/2018/08/25/bruno-pennasso-attore-si-presenta-ai-lettori-di-alessandria-today/

da Nel nome del padre 1 rit
Bruno Pennasso in “Nel nome del padre” di Luigi Lunari

è lieta di pubblicare l’intervista  gentilmente rilasciataci dall’amico Bruno.
Ma prima vorrei sottolineare quanto siano interessanti le sue risposte:
hanno il potere condurci oltre insospettate quinte.
Non quelle fisiche che vediamo nei palcoscenici del teatro, ma quelle che
celano l’uomo agli spettatori. 

Ciao Bruno! Innanzitutto, grazie di essere qui con noi!  Potresti presentarti brevemente? Raccontaci chi sei, cosa fai nella tua vita, quali sono le tue passioni.

Buongiorno! Grazie a te per avermi proposto questa intervista. Sono un po’ emozionato perché è una delle rarissime interviste che mi viene richiesta!
Chi sono… a volte mi sembra di essere don Chisciotte che combatte contro i mulini a vento!!! Nel senso che ho sempre creduto nell’Arte, quella vera, quella che costa fatica, quella che ha bisogno di studio e dedizione per essere espressa ma anche passione, amore e voglia di darsi al 100 %! E invece vedo intorno a me tanti cloni, tanti burattini che scimmiottano!

In che misura il tuo rapporto con la tua città ha influito o meno sulla tua formazione?

Quando ho iniziato a pensare di voler fare l’attore di professione (che brutta parola!) mi sono guardato intorno e ho scovato una piccola scuola di recitazione (era il 1969… una vita fa!), volevo iniziare dall’abc quindi dizione e primi rudimenti. Dopo i primi due anni fortunatamente uno dei docenti prese sotto la sua ala alcuni tra noi allievi –e la cosa mi inorgoglì non poco- per continuare il lavoro più seriamente. Da lì iniziai a pensare che era la mia strada e infatti frequentai la Scuola dello Stabile, poi sostenni i primi provini e, in seguito con l’incontro con Beppe Navello arrivò la prima Compagnia (Cooperativa Teatro Proposta). Quindi devo molto alla mia città che mi ha offerto quasi su un piatto d’argento quanto cercavo.

Continua a leggere “Bruno Pennasso, attore. Emozioni dietro le quinte. Intervista a cura di Marcello Comitini”

Intervista a Elisabetta Mattioli, scrittrice. Eros e fantasia, a cura di Marcello Comitini

Intervista a Elisabetta Mattioli, scrittrice. Eros e fantasia, a cura di Marcello Comitini

Alessandria today, dopo aver pubblicato la biografia della scrittrice Elisabetta Mattioli che trovate a questo link

https://alessandria.today/2018/09/29/la-scrittrice-elisabetta-matttioli-si-presenta-ai-lettori-di-alessandria-today/ 

Elisabetta
Elisabetta Mattioli

ha il piacere di offrire ai suoi lettori la possibilità di approfondirne la conoscenza pubblicandone l’intervista.

Benvenuta,Elisabetta!
Sono felice d’avere l’occasione di intervistarti e in particolare di presentarti ai lettori di Alessandria today. Loro e io avremo così la possibilità di conoscerti meglio e di conoscere meglio la tua variegata attività letteraria.
Ci vuoi raccontare chi sei, dove sei nata, cosa fai nella vita oltre a scrivere?

Buongiorno a tutti, il nome della mia città natale, non è importante, non sono legata alle mie origini, ho viaggiato in lungo e in largo, per tutta la vita, ormai ho raggiunto la conclusione che il termine “casa” è relativo, sono una cittadina del mondo. Posso farti una piccola confessione : Dove vedo il mare sono felice e mi sento a casa.
Cosa faccio nella mia vita? Della serie… Vissi, d’arte, d’amore, di passione e viaggi!
E mare : amico, compagno ed amante.

Qual è il tuo rapporto con la città dove vivi?

Nessuno in particolare, è una città importante dal punto di vista storico, culturale e la sua università è la più antica del mondo. (così mi hanno raccontato).

Ho notato che la tua prima pubblicazione è avvenuta nel 2013 . Hai iniziato a scrivere da giovanissima? E com’è nata l’esigenza di scrivere e in particolare di scrivere poesie? C’è forse stato un episodio che ti ha spinto a scrivere?

Ho iniziato a scrivere quando ero piccola, avevo sette anni, partecipai ad un concorso promosso dalla scuola elementare che frequentavo, era un racconto abbinato ad un disegno e vinsi il primo premio. Andai a ritirare la medaglia in un Hotel della mia città (un albergo ancora esistente). A quel tempo ero assieme a mia nonna materna, è uno dei pochi ricordi luminosi che ho di lei.
Per me scrivere, è passione, delizia e tormento, l’arte vive in me e io vivo in lei, fino a quando sentirò le parole e l’emozione, incidermi ogni meandro della pelle, so che non smetterò. Sono nata così, non ho memoria di un motivo particolare, però la sorella di mia nonna, una volta mi confessò che conservava ancora la mia prima poesia, si intitolava “Una rosa”, all’epoca avevo sette anni, mentre l’anno successivo scrissi un racconto, parlava di una bambina che perdeva suo padre, (moriva a causa di una malattia). L’insegnante mi “spedì” dallo psicologo, ed io ero abbastanza indispettita, non capendone la ragione. Quando mi chiese per quale motivo, avevo trattato un tema così spinoso, risposi semplicemente, che la morte faceva parte della vita e dovevamo accettarla.

Quali sono le letture che preferisci? E quali quelle che hanno contribuito alla tua formazione di scrittrice?

I grandi autori russi, amo la loro ardente, sofferente e drammatica letteratura, l’amore per la loro terra si percepisce, pagina dopo pagina.
Un libro che fu per me “formativo” è : Gli ultimi giorni di Pompei, scritto da un archeologo : Edward Bulwer Lytton. È una struggente storia d’amore e morte, ambientata a Pompei, poco prima della terribile tragedia.

Mi piacerebbe che mi parlassi dei libri che hai pubblicato. Quali tematiche preferisci affrontare fra le tante offerte dalla vita reale e dalla fantasia (natura, amicizia, sentimento d’amore, erotismo, attenzione verso gli altri, temi politici, temi satirici, ecc.) ?

i-racconti-di-lizzy

La serie de “I Racconti di Lizzy”

Amo trattare i temi che possano trasmettere le emozioni, ed evito accuratamente la politica.

Il primo libro è quello che rende reale, meglio dire materiale, allo scrittore il mondo della letteratura. Ci puoi raccontare quali difficoltà hai incontrato per pubblicarlo e quale è stato il tuo primo pensiero dopo averlo pubblicato?

Il mio primo libro è stata una Silloge poetica (Nosy), ed è stato tramite un concorso. All’epoca pensai che era un caso isolato, invece ne sono arrivati altri.
L’erotico è stato un punto d’arrivo importante, una scoperta e non scoperta, perché in fondo era dentro di me, aspettava solo di venire alla luce. In Italia è abbastanza difficile, il tema “erotismo” non è stato sdoganato. Ringrazio le case editrici che hanno pubblicato i miei libri, hanno “spaccato” il muro dell’ipocrisia tipicamente italica, parlare di sesso in questa Nazione è eroico, provai un profondo eccitamento.

Sei soddisfatta di come le case editrici pubblicizzano le tue opere o questo compito è affidato principalmente a te?

Si, tutto ok, non ho nulla da recriminare, collaboriamo a vicenda.

Ritieni che la tua presenza sui social, tipo facebook o google o instagram, sia utile alla tua attività di scrittrice?

Diciamo che ogni mezzo è utile per promulgare le proprie Opere!

Leggendo la tua biografia noto che hai pubblicato su molteplici e svariati temi letterari, ottenendo numerosi riconoscimenti di diversa natura (premiazioni nei concorsi letterari e di fotografia, pubblicazioni dei tuoi lavori in diverse antologie). Penso che riceverli sia stato certamente motivo di meritate soddisfazioni e di grandi emozioni. In che misura questi riconoscimenti hanno avuto (o continuano ad avere) la loro influenza sul tuo scrivere?

In realtà sono una persona competitiva (per natura), sia con me stessa, e sia con gli altri! i concorsi rappresentano una sfida e volersi mettere alla prova. Si, sono soddisfazioni, anche se adesso, partecipo molto meno, rispetto al passato.

Fra i temi da te trattati, hai pubblicato racconti per l’infanzia e racconti erotici. Qual è il filo che lega i due generi che ritengo tu senta scorrere entrambi nel tuo sangue?

eros

Racconti erotici

Nessun filo apparente, aver scritto per bambini ha rappresentato una “sfida letteraria”, per me è come sfiorare l’infanzia, che in fondo mi è sempre mancata e non ho mai avuto.
Però l’eros è la mia stessa essenza.

Continua a leggere “Intervista a Elisabetta Mattioli, scrittrice. Eros e fantasia, a cura di Marcello Comitini”

Ali bianche – Les ailes blanches – The white wings

Ali bianche – Les ailes blanches – The white wings

Marcello Comitini https://marcellocomitini.wordpress.com 

ali-bianche.jpg

Ali bianche

Il tuo silenzio è un giunco sottomesso
al vento della mia voce.
Nel baluginio di acque tra una parola e l’altra
lo conosce bene la memoria del mio sangue.
Ma ho timore dei tuoi occhi lucidi come una notte
dal profumo di nuvole al tramonto.
Ti amerò per tutto il tempo che mi lasci
libero d’amarti. Prima che il tuo sorriso mi sottragga
alla furia della vita sulle piume
delle tue ali bianche come le labbra
che inaridiscono in tuo nome.

Les ailes blanches

Votre silence est un jonc soumis
au vent de ma voix.
Dans le scintillement de l’eau entre un mot et un autre
il le sait bien la mémoire de mon sang.
Mais je crains vos yeux luisant comme une nuit
parfumée de nuages au coucher du soleil.
Je vous aimerai aussi longtemps que vous me laissez
libre de vous aimer. Avant que votre sourire me soustraire
à la fureur de la vie avec les plumes
de tes ailes blanches comme les lèvres
qui sèchent en votre nom.

The white wings

Your silence is a reed that bends
under the wind of my voice.
In the flickering waters between one word and another
he knows it well the memory of my blood.
But I fear your eyes that shining like a scented night
of clouds at sunset.
I will love you as long as you leave me
free to love you. Before that your smile escapes me
to the fury of life with the feathers
of your wings white as the lips
that dry up in your name.

La mela, Marcello Comitini

La mela, Marcello Comitini

https://marcellocomitini.wordpress.com/

la mela cezanne-da-un-suo-quadro

Dedicato a Paul Cezane

A luci spente ieri sera sul mio terrazzo ho allungato
una mano alla mia sinistra
verso un tavolo basso con una bottiglia di birra
scura come la notte e un vassoio rosso di mele.
Le stelle osservavano
con occhi lucidi e attenti
ogni mio più piccolo movimento. Ho pensato
che quello è il loro mestiere. Ho tirato
un sorso dalla bottiglia e ho afferrato
una mela. E allora ho pensato
agli amici che da tanto non si fanno vedere.
Mi sono venuti in mente tutti, tutti
rintanati nelle loro poltrone o nei letti
scaldati da donne che neppure conoscono.
Ho sorriso tra me di questi pensieri malvagi.
E guardando nel cielo ho addentato la mela
succosa e rossa
con sfumature di giallo
profumata come un tramonto quando il sole
discioglie i suoi raggi
nel tepore ultimo dell’orizzonte .
Con in bocca il sapore sono andato a dormire
dimenticando
di augurare con un cenno di mano
il mio ci vediamo alle stelle e agli amici.

Ritorno: un romanzo senza trama – Le retour: un roman sans trame – The Return: a novel without a plot

Ritorno: un romanzo senza trama – Le retour: un roman sans trame – The Return: a novel without a plot

Marcello Comitini https://marcellocomitini.wordpress.com/

ritorno catania-etna_eruzione_1669_plataniapic.jpg

Giacinto Platania, Etna – Eruzione del 1669, affresco del 1675

Ritorno: un romanzo senza trama

Questo romanzo che sto leggendo è un mistero. Lo penso
sfogliando le pagine mentre passeggio
lungo la riva scoscesa e aspra
del lago del Salto senza alzare gli occhi. Non ha personaggi
e neppure una trama.
Alle mie spalle
un bosco denso di querce di faggi e castagni. Ai miei piedi
il lago ricorda che un uomo ha fermato il corso dell’acqua
con una barra di fuoco e cemento.
Nel silenzio degli alberi l’acqua ha creato
uno scenario ancora più bello. Un vento
leggero accompagna la mia lettura
come fossi sotto la lampada che oscilla sulla porta di casa.
Un romanzo
di albe e tramonti
di panorami da respirare fin dove si spinge lo sguardo
oltre le cime azzurre delle montagne lungo le rive
di mari lucidi e turchesi.
Inizia così il mio ritorno in Sicilia
al giardino di casa dove mio padre con in testa il berretto
che portavano i contadini sulla soglia dei loro tuguri
sedeva all’ombra secolare di un tiglio argentato
circondato da vecchi Cavalieri Erranti.
Seduto
sulla tredicesima sedia della tavola rotonda
narrava storie d’amore tra rumorose risate
e bagliori di spade e alabarde. Nei suoi occhi
erano ombre
con la parvenza di uomini vivi con i volti segnati
dagli elmi e le tuniche bianche
macchiate all’altezza del petto con croci di sangue.
Anche mio padre era un’ombra che si aggirava
per casa e in giardino
strappava qualche erba selvatica, seguiva le gesta dei grandi
persecutori, poneva domande
a cui nessuno sapeva rispondere.
Mio padre chiedeva alle ombre quanti anni mancassero
perché cessasse la guerra prima che il genere umano
finisse per essere estinto. Ma forse
non erano neppure domande. Continua a leggere “Ritorno: un romanzo senza trama – Le retour: un roman sans trame – The Return: a novel without a plot”

“Le ferite del linguaggio e dell’anima” recensione di Francesco Casuscelli

“Le ferite del linguaggio e dell’anima” recensione di Francesco Casuscelli

di marcello comitini https://marcellocomitini.wordpress.com

Francesco Casucelli

Il Poeta Francesco Casuscelli

Il Poeta Francesco Casuscelli mi ha dato il piacere di fermare sulla carta i pensieri suscitati dalla lettura della raccolta delle mie poesie «Quarto Giorno». Lo ringrazio infinitamente della sua sensibilità di poeta. 

Ho letto con molto piacere la raccolta di poesie Quarto giorno del poeta Marcello Comitini edizioni Caffè Tergete.
L’incipit della prima poesia è l’espressione migliore per entrare fin da subito nella poetica strettamente intima e umana dell’autore. Un verso che abbraccia con gentile resa visiva tutti gli input emotivi del poeta; qui si attua una fusione umanamente suasiva fra interiorità e corpo verbale.

Marcello Comitini

“Una carezza appena della mano sui miei occhi
dalle sue labbra alle mie labbra un soffio lieve
e la vita prende corpo dalle vuote cavità del cuore.”

Nella breve presentazione leggiamo “le poesie che offro sono come un frutto” ed è piacevole cogliere questo frutto assaporandone il suo gusto prendendo in prestito lo sguardo del Nostro. E la vita c’è tutta in questi versi, con le sue tappe lievitate su un credo eticamente solido, socialmente presente, e poeticamente accattivante: saudade, memoriale, affetti, inquietudine, immaginazione e sogno si miscelano fra loro con risultati che, nei momenti di maggiore realismo, ci dicono del profondo coinvolgimento emotivo dell’autore.

Questa poesia nasce da un insopprimibile bisogno di comunicare i propri stati d’animo, le disillusioni i tumulti dell’anima, la guerra di ieri e di oggi, le migrazioni, la crisi, la mancanza di lavoro e le tante colpe dell’umanità. La poesia diviene quindi, il mezzo per agire e migliorare l’uomo con versi che veicolano i sentimenti e le sensazioni che fanno parte della sensibilità che caratterizza un poeta immerso nel suo tempo. L’autore ci dichiara che “il disinganno prima dell’illusione” è il motto del suo esistere, ed è anche “lo sguardo che domina e unifica le poesie e le prose di questa raccolta.”
C’è la memoria del vissuto che parla e dialoga con la parola attraverso la poesia come nei versi di pagina 20:
Continua a leggere ““Le ferite del linguaggio e dell’anima” recensione di Francesco Casuscelli”

Acqua di colonia – Eau de Cologne (FR – ENG)

Acqua di colonia – Eau de Cologne (FR – ENG)

Marcello Comitini https://marcellocomitini.wordpress.com

acqua-colonia-ex-gic3b2

Acqua di colonia

Nella penombra della stanza un profumo stranamente dolce
lieve come un sospiro un lamento di piacere soffocato,
un ansimare di due bocche che si cercano
e un pensiero d’amore sale alle mie labbra.
Non credere mi fa lei sorridendomi
carezzandomi il viso chinandosi a spianare
le pieghe delle lenzuola
è l’odore di un passeggero
un clandestino che sta per scendere mentre la nave
trova rifugio tra le braccia dell’orizzonte.

Eau de Cologne (FR)

Dans la pénombre de la pièce un parfum étrangement doux
léger comme un soupir un gémissement de plaisir étouffé,
un halètement de deux bouches qui se cherchent
et une pensée d’amour monte à mes lèvres.
Ne crois pas, elle me dit en souriant
caressant mon visage, se penchant pour lisser
les plis des draps
c’est l’odeur d’un passager
un sans-papiers sur le point de descendre alors que le navire
trouve refuge dans les bras de l’horizon.

Eau de Cologne (ENG)

In the dim light of the room a strangely sweet perfume
light as a sigh a groan of muffled pleasure,
a panting of two mouths looking for each other
and a thought of love rises to my lips.
Do not believe, she says to me smiling
stroking my face, leaning over to smooth
the folds of the sheets
it’s the smell of a passenger
a stowaway about to get down while the ship
find refuge in the arms of the horizon.

 

 

Seminare a mano – Semer à la main – To sow by hand

Seminare a mano – Semer à la main – To sow by hand

Marcello Comitini https://marcellocomitini.wordpress.com

guttuso-renato-contadini.jpg

Renato Guttuso, Contadini, 1951 (museo  di Genova) 

A volte mi sembra di essere uno di quei tanti campagnoli che vivono nella semplicità dei loro tuguri. Uno che non ha saputo trasformare la sua fatica in processo industriale ed è rimasto a seminare a mano gettando con gesti di una volta i semi nei solchi tracciati con tanto sudore.

I suoi vicini attraversano le loro proprietà con indosso gli abiti più sgargianti e adatti a celebrare le loro capacità, le loro bravure, seduti su enormi trattori o su potenti trebbiatrici per raccogliere i prodotti dei loro meccanici lavori. O passeggiano orgogliosi al riparo delle loro serre riscaldate, dove quel ch’è germogliato è irrorato automaticamente, protetto da ogni imprevisto della natura. O suggono il latte dalle mucche con bocche automatiche cinte di labbra di gomma.

E tutti intorno ad ammirarli applaudendo al loro apparire e a quel saper fare che ha trasformato un uomo in miracolo. Io rimango in disparte a guardare appoggiato alla mia vanga, molando il filo tagliente della falce, le punte aguzze del mio piccolo aratro, togliendo il fango dagli angoli più nascosti del vomere. Continua a leggere “Seminare a mano – Semer à la main – To sow by hand”

“Broccato prezioso” recensione di Giuliana Sanvitale

“Broccato prezioso” recensione di Giuliana Sanvitale

di marcello comitini https://marcellocomitini.wordpress.com

Giulia Sanvitale.jpg

Giuliana Sanvitale

Una lettura in anteprima della Poetessa Giuliana Sanvitale
della silloge ancora inedita «Ritorno: un romanzo senza trama».

Immergersi nella lettura dei versi di Marcello Comitini è come scivolare lentamente tra i fondali di un mare che ti abbraccia e ti seduce con la varietà cromatica dei suoi doni. Nostalgia per un Paese abbandonato sua sponte e da cui al contempo si sente abbandonato, o meglio non riconosciuto. Una Catania e una sicilianità che danzano tra i versi, si fanno prepotenti in alcune liriche, declinano malinconicamente in altre.
Nostalgia per l’amore di donne la cui presenza-assenza ancora affascina, pur nella consapevolezza che non le amerebbe più come in passato ché il Tempo ha deposto la sua patina su tutto e infine si rincorre solo il ricordo spesso idealizzato dei nostri giorni giovani.
Tra madrepore, coralli, relitti di antichi velieri appaiono scrigni ricolmi di versi di autentica poesia, offerta attraverso metafore originali di alta ispirazione poetica. Versi che trasudano spesso una sensualità quasi tangibile, mai tuttavia banale o volgare.
Poesia, quella di Marcello Comitini, non sempre di facile lettura ( nel senso che non ama uno sguardo superficiale e/o distratto), profondissima nei sentimenti, densa di emozioni. Poesia che si avvale di perfezione stilistica, che assembla le parole in un’opera che avvince anche quando il sentimento sanguina e si crogiola nel suo dolore, conscio dei limiti umani tra cui si imbozzola ripetutamente, persuaso che la perfezione è a volta lontana e l’ascesa crea troppa sofferenza.
Poesia che stilla verità da ogni sillaba, una verità cui il Poeta ha confezionato un abito di broccato finissimo e prezioso.
12/04/2019

Giuliana Sanvitale

La sedia vuota (ITA – FR – ENG)

La sedia vuota (ITA – FR – ENG)

Marcello Comitini https://marcellocomitini.wordpress.com

la-sedia-vuota.jpg

Omaggio a Edward Hopper

Lo so. L’ho vista altre volte seduta a quel tavolo lontano
nell’ora deserta di questo bar.
Beve il suo caffè con le braccia poggiate sulla distesa
rotonda del ripiano di marmo. Il viso rivolto
alla sedia vuota dall’altra parte del tavolo.
Il cameriere dietro il bancone lungo e dritto come una lama
si guarda le mani doloranti rose dall’acqua.
Non le parla, non la vede neppure.
Lei non attende più nessuno, lo so.
Una voce sussurra dal fondo del cuore
ragazza e all’improvviso un lampo degli anni verdi e turchesi.
Chiusa nei suoi pensieri sente
le radici del suo silenzio crescere nel ricordo
di coloro che l’amavano alla follia.
Fra pochi istanti si alzerà scomparendo
oltre i vetri del bar.

Lo sa. L’attende il lungofiume buio.


La chaise vide

Je sais. Je l’ai vue
d’autres fois assise à cette table lointaine
à l’heure déserte de ce bar.
Elle boit son café, les bras posés sur l’étendue
ronde de la surface en marbre. Le visage tourné
à la chaise vide de l’autre côté de la table.
Le barman derrière le zinc long et droit comme une lame
regarde ses mains douloureuses rongées par l’eau.
Il ne lui parle pas, il ne la voit même pas.
Elle n’attend plus personne, je sais.
Une voix murmure du fond du cœur
fille et soudain un éclair des années vert et turquoise.
Fermée dans ses pensées, elle sent
grandir les racines de son silence en la mémoire
de ceux qui l’aimaient jusqu’à la folie.
Dans quelques instants, elle va s’élever et disparaître
au-delà de la vitrine du bar.

Elle sait. Le sombre quai l’attend. Continua a leggere “La sedia vuota (ITA – FR – ENG)”

Dagli un nome (ITA – FR – ENG)

Dagli un nome (ITA – FR – ENG)

Marcello Comitini https://marcellocomitini.wordpress.com

dagli-un-nome-laura-zago-eppure-sono-pic3b9-del-nulla

Laura Zago in “Eppure sono più del nulla”

Dagli un nome

Tra il tuo volto chiuso nel dolore
– gli occhi ad accettare un’impossibile vita –
e la maschera che ti cammina accanto
illuminata da un segreto amore
c’è l’ombra
della tua bocca colma di parole
di singhiozzi repressi e una mano al petto
a trattenere il velo che protegge
la nudità della tua anima.
Se una voce odi mentre il vento cade
nel ricordo di un’alba che ti scaldava il ventre
di giovani colori e di profumi
il fuoco della sera ti trascina lontana
dalle finestre spente della casa.
Lungo le strade tra campi abbandonati
che si perpetuano nel buio all’infinito
torna a guardare indietro e dai un nome
al sentimento che ti brucia dentro.
Chiamalo angoscia, sconfitta abbandono
perdita, rinuncia, dagli un nome e un viso
che si trasformi in carne e sangue, che perisca
e porti via con sé la maschera e l’ombra.

da Terra Colorata, 2014 Continua a leggere “Dagli un nome (ITA – FR – ENG)”

Seminare a mano – Semer à la main – To sow by hand di marcello comitini

Seminare a mano – Semer à la main – To sow by hand di marcello comitini

https://marcellocomitini.wordpress.com/

Renato Guttuso, Contadini, 1951 (museo  di Genova)

 unnamed-1

A volte mi sembra di essere uno di quei tanti campagnoli che vivono nella semplicità dei loro tuguri. Uno che non ha saputo trasformare la sua fatica in processo industriale ed è rimasto a seminare a mano gettando con gesti di una volta i semi nei solchi tracciati con tanto sudore.

I suoi vicini attraversano le loro proprietà con indosso gli abiti più sgargianti e adatti a celebrare le loro capacità, le loro bravure, seduti su enormi trattori o su potenti trebbiatrici per raccogliere i prodotti dei loro meccanici lavori.

O passeggiano orgogliosi al riparo delle loro serre riscaldate, dove quel ch’è germogliato è irrorato automaticamente, protetto da ogni imprevisto della natura. O suggono il latte dalle mucche con bocche automatiche cinte di labbra di gomma.

E tutti intorno ad ammirarli applaudendo al loro apparire e a quel saper fare che ha trasformato un uomo in miracolo. Io rimango in disparte a guardare appoggiato alla mia vanga, molando il filo tagliente della falce, le punte aguzze del mio piccolo aratro, togliendo il fango dagli angoli più nascosti del vomere. Continua a leggere “Seminare a mano – Semer à la main – To sow by hand di marcello comitini”

Momenti di poesia. Amore, di Marcello Comitini

Momenti di poesia. Amore, di Marcello Comitini

17621843_1447126278671867_2375648348555486888_o.jpg

Amore

Ancora, se le vene che attraversano i muri
non scaldassero la casa e tu non fossi più
sorriso che m’illumina ma scaglie
leggère di una cenere che mi vola intorno
dovrei dire ho freddo, lasciare
queste stanze vuote, scendere per strada
incontrare gente, accostarmi ai loro corpi
come al cinema quando ci si siede al buio
e sullo schermo appaiono le scene
finali della storia.

Riderei confuso insieme a loro.
O piangerei da solo
nascosto nel sonoro buio della sala?

Acqua di Colonia (ITA – FR – ENG)

Acqua di Colonia

Nella penombra della stanza un profumo stranamente dolce
lieve come un sospiro un lamento di piacere soffocato,
un ansimare di due bocche che si cercano
e un pensiero d’amore sale alle mie labbra.
Non credere mi fa lei sorridendomi
carezzandomi il viso chinandosi a ripianare
le pieghe delle lenzuola
è l’odore di un passeggero
un clandestino che sta per scendere mentre la nave
trova rifugio tra le braccia dell’orizzonte.

Eau de Cologne

Dans la pénombre de la pièce un parfum étrangement doux
léger comme un soupir un gémissement de plaisir étouffé,
un halètement de deux bouches qui se cherchent
et une pensée d’amour monte à mes lèvres.
Ne crois pas, elle me dit en souriant
caressant mon visage, se penchant pour lisser
les plis des draps
c’est l’odeur d’un passager
un sans-papiers sur le point de descendre alors que le navire
trouve refuge dans les bras de l’horizon.

Eau de Cologne

In the dim light of the room a strangely sweet perfume
light as a sigh a groan of muffled pleasure,
a panting of two mouths looking for each other
and a thought of love rises to my lips.
Do not believe, she says to me smiling
stroking my face, leaning over to smooth
the folds of the sheets
it’s the smell of a passenger
a stowaway about to get down while the ship
find refuge in the arms of the horizon.

Giardino dei sogni, di Marcello Comitini

Era il 1976. Pubblicavo la raccolta “Un ubriaco è morto”
e già la speranza nutriva immagini bugiarde.

Questa pace che urla
in fondo al cuore svilito
è presagio d’abbandono.
Un abbandono che mi lega
ad immagini care nel giorno
e nel silenzio dei sogni e nel dolce
ritorno dell’alba
muta ogni cosa in tristezza che nasce.
Questa vita stanca, trascinata
per giorni, in notti costruita
su sorrisi fugaci di speranze
ed immagini false
mi ha legato a un ricordo.
Ora che tutto è svanito, svuotati
i miei gesti, dissolto il suo viso
e la sua cara voce dei giorni lontani
ho atteso la pace.

Come somiglia
ad una morte questa pace
ottenuta con dolore,
una lunga morte silenziosa
che dilania nel sangue ogni speranza
senza dar vita a un gesto a un pensiero
nel mio cuore svilito,
al suo sorriso sereno, alla sua voce
soave come vento lieve
ora che tutto giace in abbandono
nel giardino dei sogni.

da “Un Ubriaco è morto”, Misuraca Editore, Palermo. 1976