Giù le banche in Borsa. Salvini contro la Bce: “È un attacco all’Italia”. La Stampa

Draghi: “L’incertezza mina l’Ue. Siamo pronti alla recessione” Il mea culpa di Juncker sull’austerità. Di Maio: “Lacrime di coccodrillo”

Matteo Salvini, il vice presidente del Consiglio e segretario della Lega

MARCO BRESOLIN INVIATO A BRUXELLES
Nonostante le rassicurazioni arrivate da diversi istituti di credito, non si placa il pressing dei mercati sulle banche italiane dopo la stretta della Bce sui crediti deteriorati.

E poco importa se le raccomandazioni di Francoforte a Mps non si applicheranno in maniera generalizzata: la richiesta all’istituto senese di coprire integralmente gli Npl entro il 2026 ha generato un forte clima di sfiducia tra gli operatori finanziari, che temono misure simili anche per gli altri istituti.

Ma oltre alle ricadute in Borsa, si è subito acceso lo scontro politico, con il vicepremier Matteo Salvini che ha puntato il dito contro «il nuovo attacco della vigilanza Bce al sistema bancario italiano».

Da Strasburgo, dove è intervenuto in Plenaria per presentare la relazione annuale dell’Eurotower, Mario Draghi non ha replicato.

La giornata di ieri ha registrato una chiusura in lieve perdita per Milano (-0,03%), con gli istituti di credito in profondo rosso. Monte dei Paschi è risultata ancora di gran lunga la peggiore (-7,65%), ma hanno sofferto pure Ubi (-4,97%), Bper (-4,74%), Banco Bpm (-4,13%) e Unicredit (-3,16%).

Più contenute le perdite per Intesa, con un calo dell’1,25%. Secondo gli analisti di Mediobanca, la stretta della Bce potrebbe costare 15 miliardi di euro al sistema bancario italiano. Ma diversi analisti ritengono invece estremamente pessimistico questo scenario, visto che le richieste alle altre banche saranno molto più graduali. Anche perché è certo che la Bce prenderà decisioni «caso per caso».

Nei mesi scorsi la pubblicazione dell’Addendum sui crediti deteriorati aveva infatti provocato l’irritazione dei legislatori Ue, in particolare del Parlamento. Ma tutto era stato chiarito. Nonostante questo, Salvini ha colto l’occasione per passare all’attacco.

Anche a costo di trasformarsi in difensore dell’istituzione guidata da Jean-Claude Juncker: «La Bce scavalca, aggravandole, le recenti decisioni della Commissione», dice il ministro dell’Interno. E accusa Francoforte di «fare un uso politico dei poteri che le sono attribuiti»… continua su: Giù le banche in Borsa. Salvini contro la Bce: “È un attacco all’Italia” – La Stampa

Maxi stangata Ue contro Google: multa da 4 miliardi

Maxi stangata Ue contro Google: multa da 4 miliardi

3b489b22-8b12-11e8-98cd-a89010e579db_ER7Z1JUZ7996-k4wE-U11101845240929MzH-1024x576@LaStampa.it

L’accusa: sistema operativo usato per aumentare il traffico. Il colosso fa ricorso e minaccia di far pagare Android

Google ha 88 mila dipendenti in tutto il mondo e un fatturato di 110 miliardi di dollari (dati 2017)

MARCO BRESOLIN  INVIATO A BRUXELLES

http://www.lastampa.it/

«Google ha usato Android come strumento per consolidare la posizione dominante del proprio motore di ricerca». È con questa frase che Margrethe Vestager ha giustificato la stangata dell’Antitrust Ue al colosso di Mountain View. La multa da 4,34 miliardi di euro è la più alta mai inflitta dalla Commissione a un’azienda privata. La stessa che, soltanto un anno fa, era stata condannata a pagare 2,4 miliardi al termine di un’altra inchiesta.  

Google ha subito annunciato ricorso contro la decisione di ieri, ma Bruxelles non si è limitata all’ammenda (che andrà versata in un conto sicuro in attesa del verdetto finale e poi, eventualmente, ridistribuita tra gli Stati Ue): l’Ue ha dato 90 giorni di tempo all’azienda per interrompere le pratiche contestate. In caso contrario, scatterà un’ulteriore sanzione pari al 5% del fatturato globale per ogni giorno di inadempienza.  Continua a leggere “Maxi stangata Ue contro Google: multa da 4 miliardi”

“L’America fermi i dazi o sarà guerra commerciale”, di Marco Bresolin. La Stampa

“L’America fermi i dazi o sarà guerra commerciale”

Fronte unico di Macron, May e Merkel: possibile stangata da 2,8 miliardi Con gli Usa spiragli per un accordo sul nucleare che includa i missili di Teheran

Le 3M. L’Europa dei Tre rappresentata dal presidente francese, Emmanuel Macron, dal premier del Regno Unito, Theresa May (nella foto al centro) e dalla cancelliera tedesca Angela Merkel

Marco Bresolin inviato a bruxelles

La sabbia nella clessidra sta finendo. E il primo maggio potrebbe segnare l’inizio di una guerra commerciale tra Europa e Stati Uniti i cui esiti rischiano di essere devastanti. Le trattative delle scorse settimane non hanno portato a nessun risultato. Emmanuel Macron e Angela a Merkel sono tornati da Washington con un pugno di mosche. Restano ancora 24 ore per trattare, dopodiché scadrà il periodo di esenzione concesso dagli Usa all’Ue per i dazi su acciaio (25%) e alluminio (10%). L’Europa è ora pronta a far scattare le contromisure che tiene nel cassetto: c’è già una lista di prodotti americani su cui applicare i dazi del 25%. Una rappresaglia che vale 2,8 miliardi di euro.

Continua a leggere ““L’America fermi i dazi o sarà guerra commerciale”, di Marco Bresolin. La Stampa”

da La Stampa. Allarme Ue sul debito: “Italia, troppi squilibri. C’è il rischio contagio”, di Marco Bresolin

b95e4d363fc0af497ad1e835110c942b-ktMH-U110127339401630NH-1024x576@LaStampa.it

Dombrovskis: a maggio il giudizio sulla correzione dei conti. Nel mirino solo il nostro Paese assieme a Croazia e Cipro.

Commissari
Da sinistra il commissario per il Mercato Valdis Dombrovskis, la collega al Lavoro Marianne Thyssen e quello per gli Affari economici Pierre Moscovici

Marco Bresolin inviato Bruxelles. http://www.lastampa.it/

La bassa produttività e l’alta disoccupazione. La mole di crediti deteriorati e il rallentamento delle riforme. La crescita al rallentatore. Ma soprattutto l’elevato livello del debito pubblico. Per l’Ue, l’Italia è uno dei tre Paesi con «squilibri macroeconomici eccessivi». Gli altri sono Cipro e Croazia.   

Il quadro – ben poco edificante – emerge dal rapporto invernale della Commissione. Un documento di oltre 70 pagine nel quale Bruxelles segnala anche un rischio-contagio: se non “curati” a dovere, i problemi dell’Italia potrebbero espandersi all’intera Eurozona. Ecco perché l’attenzione oltreconfine sulle prossime mosse è massima.   Continua a leggere “da La Stampa. Allarme Ue sul debito: “Italia, troppi squilibri. C’è il rischio contagio”, di Marco Bresolin”