Matteo Renzi. PD: Governo è troppo impegnato a litigare per produrre atti su cui discutere e votare

Matteo Renzi. PD: Governo è troppo impegnato a litigare per produrre atti su cui discutere e votare

Matteo Renzi. Enews 561 Lunedì 14 gennaio 2019

Buongiorno a tutti. Vi scrivo dal Portogallo dove sono per conferenze e incontri. Tornerò comunque in Senato già nelle prossime ore, ma anche questa settimana il Senato rinvia i propri lavori: il Governo è troppo impegnato a litigare per produrre atti su cui discutere e votare, infatti. E i decreti sul reddito di cittadinanza sono stati rinviati. Io, nel frattempo, stamattina mi sono svegliato davanti all’Oceano, giusto in tempo per pensare a una bellissima canzone di Francesco Guccini.

matteo renzi

Vorrei ringraziarvi per gli auguri di buon compleanno (si invecchia, siamo già a 44) e per le tantissime email su Firenze Secondo Me che hanno accompagnato l’ultima enews. Non riesco davvero a spiegare fino in fondo quanto questo progetto sia stato importante per me e quanto sia convinto della necessità di una gigantesca, capillare, profonda battaglia educativa. Ma dalle email che leggo vedo che molti di voi l’hanno colta meglio di me.

La battaglia educativa e culturale prosegue anche con i Comitati Civici che moltiplicano le loro attività in tutto il Paese (qui Roma la settimana scorsa). Per fondare un comitato, questo è il link. È bello vedere i comitati che si inventano iniziative, valorizzano nuove persone, che fanno rete. Cresce in tutta Italia l’esigenza di un’alternativa politica e culturale. E anche i comitati vanno in questa direzione. Suggerisco a tutti di leggere uno straordinario pezzo di Mauro Berruto, che trovate qui, e che sintetizza meglio di molti altri la situazione che stiamo vivendo.

Quanto alle notizie della settimana, ho fatto una lunga diretta facebook, con l’ormai tradizionale #TopTen venerdì 11 gennaio dal mio ufficio in Senato. Se vi interessa, la trovate qui. Si spazia su tutto: dal ricordo di De Andrè alla polemica di Salvini contro Claudio Baglioni, dall’interrogazione parlamentare per richiamare l’attenzione sui Curdi dopo l’annuncio del ritiro degli americani dalla Siria fino alla decisione di mettere soldi pubblici a garanzia di una banca, la Carige, facendo copia e incolla del Decreto Gentiloni sul Monte dei Paschi di Siena.

Mi limito allora in questa enews ai tradizionali tre punti. Continua a leggere “Matteo Renzi. PD: Governo è troppo impegnato a litigare per produrre atti su cui discutere e votare”

Matteo Renzi. Enews 560

Matteo Renzi. Enews 560

Lunedì 7 gennaio 2019

Ben ritrovati all’appuntamento del lunedì con le E-News. Cercheremo di riprendere il ritmo settimanale dopo il periodo natalizio.

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  1. Sono in viaggio per qualche giorno negli Stati Uniti. Sono su un treno tra NYC e Washington, prima di recarmi domani in California, alla Stanford University. Tra gli altri ho incontrato il segretario generale delle Nazioni Unite, Antonio Guterres. È vero: le organizzazioni internazionali hanno tanti limiti. Ma se vogliamo affrontare le grandi questioni del nostro tempo, dal climate change alle migrazioni, dai diritti delle donne alle diseguaglianze nelle città, le Nazioni Unite sono fondamentali. Non si risolvono le grandi questioni mondiali chiudendosi dentro il proprio cortile. Chi scommette sul sovranismo gioca sulle paure delle persone ma non risolve le vere sfide che il nostro pianeta ha davanti.

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Matteo Renzi Enews 559

Matteo Renzi Enews 559

4 gennaio 2019

Buongiorno a tutti. Vi scrivo dagli Stati Uniti dove passerò i prossimi giorni in attesa di riprendere l’attività in Senato.
E non potendo fare la nostra Top Ten da Palazzo Giustiniani ne faccio una via email utilizzando la prima enews dell’anno.

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  1. Il 2019 si apre all’insegna della cultura. Mentre il direttore degli Uffizi ha ufficialmente chiesto alla Germania la restituzione di alcune opere trafugate dai nazisti, il Sovrintendente di Pompei Osanna ha presentato il restauro della Schola Armaturarum, meglio nota come casa dei Gladiatori. Fino a qualche anno fa Pompei faceva notizia per i crolli, ora supera tutti i record di visitatori. Che orgoglio, evviva! E grazie a chi ci ha creduto.
  2. Umberto Contarello è un uomo di cultura, sceneggiatore del film “La Grande Bellezza” di Paolo Sorrentino, premiato con l’Oscar nel 2014. Mi ha scritto questa lettera sul Foglio di un paio di giorni fa. Gli ho risposto con una lunga lettera– anche questa pubblicata sul Foglio – che è diventata poi un post Facebook. Questo nostro scambio ha suscitato un grande dibattito tra molti amici. Leggo volentieri le vostre considerazioni: matteo@matteorenzi.it Oggetto? Tutti a Itaca, leggendo si capisce perché.
  3. Sempre sulla cultura: domani, sabato 5 gennaio, ore 21.25 sul Canale Nove ultima puntata di FirenzeSecondoMe. Siamo già alla fine della nostra camminata fiorentina, grazie a chi ci ha seguito e ci seguirà. Toccheremo Santa Croce, San Miniato, le piazze di Firenze da Santa Maria Novella al Carmine, il Museo Galileo e il Bargello parlando di tutto, dal calcio storico all’alluvione. Ho fatto una chiacchierata su Firenze Secondo Me anche sul settimanale OGGI. Attendo domani sera di conoscere le vostre ultime valutazioni, poi tireremo le somme di questa esperienza straordinaria.

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Matteo Renzi. Enews 556. Lunedì 17 dicembre 2018

Matteo Renzi. Enews 556. Lunedì 17 dicembre 2018

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1. La Legge di Bilancio che non c’è
Mancano 14 giorni al Capodanno e nessuno conosce quale sia davvero la legge di bilancio.
È una cosa MAI vista.
Hanno presentato una legge festeggiando da Palazzo Chigi e dichiarando abolita la povertà.
Hanno giurato guerra eterna all’Europa dicendo che loro se ne fregavano.
Hanno rifiutato la nostra proposta lanciata con Padoan alla Leopolda.
Hanno fatto retromarcia utilizzando la solita arrogante cialtroneria.
E ancora oggi non si degnano di dirci quali sono le misure su cui dobbiamo votare.
Per dirvi: da giorni la Commissione Bilancio del Senato sta attendendo che Salvini compri il sushi, che Conte torni da Bruxelles (facendovi una figuraccia barbina, peraltro, vedi qui), che Di Maio capisca le carte. E nel frattempo il Senato è fermo.

Matteo Renzi

Faccio un appello ai parlamentari della maggioranza.
A quei parlamentari che ci guardano imbarazzati perché si rendono conto di quello che sta accadendo ma cercano di minimizzare.
Vi hanno fatto scendere in piazza per applaudire il leader dal balcone di Palazzo Chigi.
Poi vi hanno fatto votare alla Camera una manovra dicendo che non era quella.
Smettete di farvi trattare da spettatori e passacarte.
Voi non siete le majorette di Salvini e Di Maio.
Avete una dignità. Mostratela, se vi riesce.

(Ovviamente vi terrò informati sui miei emendamenti, come prevede il gioco parlamentare. Ma i grandi sostenitori della centralità del Parlamento probabilmente faranno un maxi emendamento alla fine senza farlo vedere nemmeno alla maggioranza). Continua a leggere “Matteo Renzi. Enews 556. Lunedì 17 dicembre 2018”

Matteo Renzi. Enews 554

Matteo Renzi. Enews 554

Lunedì 10 dicembre 2018 Scusate se parlo di me.

Matteo Renzi


Tutte le volte che sono costretto a raccontarvi qualcosa di personale sono molto combattuto.
Da un lato mi piace aprirmi con il “popolo delle enews”: con voi mi sento a casa, grazie.
Dall’altro trovo assurdo che chi mi contesta da anni per “l’eccesso di personalizzazione”, ogni tanto se ne esca dicendo: Dica Renzi quello che vuol fare, è colpa di Renzi, Renzi faccia chiarezza.
Mi accusano di personalizzare e poi si preoccupano in modo ossessivo di me?!?
Non vi sembra una contraddizione?
Che poi spesso sono gli stessi commentatori o politici che qualche mese fa sognavano un accordo Pd-Cinque Stelle, che presentavano Di Maio come il nuovo Berlinguer e che quando ho alzato la mia voce, quasi solitario nel gruppo dirigente, andando in TV e dicendo “No all’accordo coi grillini, fatelo #senzadime” hanno detto: Renzi stia zitto, Renzi invade il campo altrui, Renzi dovrebbe tacere. Vedendo come governano i grillini mi sarei aspettato un grazie, non l’ennesima polemica.
Se taccio, devo parlare. Se parlo, devo stare zitto.
Nel dubbio sorrido a tutti e dico la mia, libero e a viso aperto, come sempre.
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Matteo Renzi, Enews 553

Matteo Renzi, Enews 553
Lunedì 3 dicembre 2018

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1. Economia
La situazione economica italiana è molto preoccupante. Qui trovate una card con le differenze, realizzata dopo che sono usciti i dati negativi del PIL.

Il Governo ha stemperato la tensione con l’Europa: scelta saggia. Scommetto che adesso arriveranno alle proposte che 40 giorni fa abbiamo offerto a Conte e Tria dal palco della Leopolda insieme a Padoan: con queste misure lo spread cala, le tasse scendono. Ci hanno messo 40 giorni, ma ci sono quasi arrivati.

Temo tuttavia che i prossimi mesi vedranno la crescita solo delle fake news per giustificare ciò che non stanno facendo. Perché anche se fanno la pace in Europa, rimane la realtà.

  • Avevano promesso di eliminare la Fornero, e non lo fanno.
  • Avevano promesso 780€ a testa come reddito di cittadinanza, e non lo fanno.
  • Avevano promesso la Flat Tax per 60 milioni di italiani, e non la fanno.

Dovranno inventarsi fake news, bugie e propaganda. Attività nelle quali sono maestri.

Se sapessero governare come sanno mentire in campagna elettorale avremmo l’economia più forte del mondo.

2. Fake News e Rai
A proposito di fake news: il presidente della Rai, Foa. Ricordate? Gli eurodeputati del PD sono stati accusati dal presidente della Rai di aver preso soldi da Soros e lo hanno finalmente denunciato, bravi! Mercoledì mattina sarò a Bruxelles per dare un abbraccio a tutti gli eurodeputati che hanno scelto di fare questo gesto coraggioso. Come avrete visto dai TG, con i nuovi vertici tutto è cambiato. Le cose belle – come l’Amica Geniale – sono state pensate nel passato, mentre il taglio di alcuni TG è imbarazzante: roba da mettersi le mani nei capelli. E denunciare il presidente della Rai è un atto di coraggio perché significa rischiare la censura (basti vedere come la notizia è ignorata dal servizio pubblico). Quindi a Bruxelles andrò per dare la solidarietà a chi combatte contro le Fake News. Sarà una buona occasione anche per incontrare alcune significative personalità del mondo europeo e riaffermare la nostra visione: vogliamo che ci sia un’Europa diversa, capace di cambiare.

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Matteo Renzi. Enews 552

Matteo Renzi. Enews 552

Lunedì 26 novembre 2018 Buongiorno a tutti.

matt Renz

  • Il Governo sembra intenzionato a fare marcia indietro sulla manovra.
    Meno male, speriamo che facciano sul serio. Dopo che per settimane hanno detto “Non molliamo” oggi inizia a farsi strada l’ipotesi di ridurre il deficit e modificare alcune voci della manovra. Lo dicevamo più di un mese fa in Leopolda con Pier Carlo Padoan (qui una sintesi di due minuti, qui il video completo). Il loro assurdo braccio di ferro è costato al sistema Italia circa 300 miliardi di euro. E naturalmente nessuno parla più di Flat Tax e delle altre amenità su cui hanno vinto la campagna elettorale. Per essere sintetici: hanno vinto truffando gli elettori, stanno governando impoverendo i risparmiatori.
  • A proposito di truffe: i grillini hanno detto di essere quelli dell’onestà.
    E hanno fatto tutta la campagna elettorale spargendo odio in quantità industriale e fango sugli avversari e sulla mia famiglia. Adesso non solo viene condannato due volte Marco Travaglio (senza che la notizia susciti particolare indignazione: i condannati si attaccano solo se sono del PD, evidentemente) ma emerge una brutta storia sul padre di Luigi Di Maio. Una storia fatta di lavoro nero, incidenti sul lavoro, abusi edilizi e condoni (tanto per cambiare). Volevo evitare di parlarne ma il pensiero dei quintali di fango contro mio padre mi ha portato a scrivere una lunga riflessione su Facebook. Spiego perché se Di Maio è un uomo oggi deve chiedere scusa.
    Secondo voi lo farà? Leggete il mio post e scrivetemi se avete tempo:matteo@matteorenzi.it

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Matteo Renzi, Enews 550. Lunedì 12 novembre 2018

Matteo Renzi, Enews 550. Lunedì 12 novembre 2018

Buona settimana a tutti.
Tre notizie e tre piccole domande cui inspiegabilmente non risponde nessuno.

Matteo renzi


Le 3 notizie.
1. Rocco Casalino insulta le persone con sindrome di Down. Il portavoce del Presidente del Consiglio nella sua carriera ha offeso mezzo mondo: i poveri, gli stranieri, gli anziani, i giornalisti, gli avversari politici. Basta una ricerca su Google per capire che cosa pensa davvero, nel profondo del suo cuore, il signor Rocco Casalino. Quando è uscito il video sulle persone con sindrome di Down, molti di noi hanno chiesto a Conte di far dimettere Casalino.

Ma per come funzionano le cose nei Cinque Stelle è impossibile che il premier Conte licenzi il suo portavoce Casalino: è più facile che Casalino licenzi Conte. Io ho scrittoquesto, su Instagram. Casalino ha detto che mostrando la foto di mia nipote io mi devo vergognare e che mi dovrei dimettere (io!). Al che ho risposto a Casalino che non mi vergogno delle foto di mia nipote Maria, mi vergogno di Rocco Casalino portavoce del Premier.

Casalino ha poi deciso di andare su Rai1, in prima serata, da Fazio, in collegamento per scusarsi con le persone con sindrome di Down. Per evitare che le scuse siano l’ennesima sceneggiata occorre un atto molto semplice: le scuse siano accompagnate dalle dimissioni. Altrimenti è l’ennesima finzione, l’ennesima simulazione.
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Renzi risponde a Casalino

Renzi risponde a Casalino

https://www.adnkronos.com

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Rocco Casalino attacca, Matteo Renzi risponde. “Sulla vicenda delle persone con sindrome di Down anziché fermarsi e chiedere scusa ai diretti interessati, alle famiglie, agli italiani”, il portavoce del premier “rilancia – scrive l’ex segretario del Pd su Fb -. Dice che io – continua Renzi riferendosi alle dichiarazioni di Casalino al ‘Corriere della Sera’ – gli faccio orrore perché ho mostrato la foto della mia nipotina, Maria. Non si devono mostrare le foto delle persone con sindrome di Down, secondo lui, perché mostrare le foto di uno zio con una nipotina significa strumentalizzare”.

“Non so – continua – se Casalino si rende conto di quello che dice. Io – sottolinea – non mi vergogno di avere una nipotina con sindrome di down. Io sono fiero e orgoglioso di Maria, della sua vita, del suo sorriso. E quando vado a correre con lei per raccogliere fondi per l’Associazione Trisomia 21 sono orgoglioso che ci facciano foto insieme. Anzi, nei prossimi giorni la metterò nel mio profilo”.

Serve Casa Italia, non i condoni

Serve Casa Italia, non i condoni

Matteo Renzi Enews 549 Lunedì 5 novembre 2018
Serve Casa Italia, non i condoni.

Serve Casa Italia

L’Italia è duramente provata dal maltempo. Tutti insieme vogliamo offrire il massimo sostegno all’azione della Protezione Civile. E la vicinanza alle famiglie delle vittime.
Rimane tuttavia un punto: l’Italia non ha bisogno di condoni ma di un progetto contro il dissesto idrogeologico. Per la prima volta nella storia, con il nostro Governo avevamo lanciato un piano ultradecennale, sotto la guida di Renzo Piano: il progetto Casa Italia.

Un progetto che in teoria tutti si erano impegnati a non rimettere in discussione. Eppure il primo atto del nuovo Governo è stato la cancellazione di Casa Italia e dell’unità di missione sul rischio idrogeologico. Noi abbiamo messo i soldi e attivato le strutture, il nuovo Governo ha rifiutato i finanziamenti europei e sbaraccato Casa Italia.


Qui il video del mio intervento in Senato, qualche settimana fa, su questo tema. Ne ho parlato anche stamani in un video dal treno.
Nei prossimi giorni arriverà in Aula il decreto su Genova. Ci hanno messo dentro un condono edilizio, un condono a Ischia. Proporremo di votare un emendamento che cancella il condono e ripristina Casa Italia. Sfidiamo il Governo: se davvero vi sta a cuore la tutela del territorio cancellate il condono edilizio e ripristinate Casa Italia. Vediamo se siete seri o no. Continua a leggere “Serve Casa Italia, non i condoni”

Matteo Renzi. Enews 548: Ritorno al futuro

Matteo Renzi. Enews 548 Lunedì 29 ottobre 2018

1 – Il mondo chiede Italia
Sono reduce da un viaggio nella più grande metropoli del mondo. Che non è New York, che non è Tokyo, che non è Città del Messico, che non è Shangai: si chiama Chongqing ed accoglie oltre 30 milioni di residenti in Cina.
Quando ti allontani dal tuo Paese, anche solo per qualche giorno, e lo vedi da lontano, vivi la stessa esperienza che ti capita al museo quando ti allontani un po’ dal quadro per coglierne meglio il significato.

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E ti ricordi che tutto il mondo chiede più Italia. L’Italia dei prodotti di qualità, certo. Ma anche l’Italia dei valori. E l’Italia delle intelligenze. A Chongqing ho visitato l’Istituto Galileo Galilei voluto dal Presidente Ciampi grazie alla straordinaria qualità della Scuola Sant’Anna di Pisa: il mondo ha bisogno di investire sulla ricerca, l’innovazione, l’educazione, la cultura. E questi valori nel mondo si chiamano Italia.
Anche se siamo tutti troppo presi dalle nostre piccole polemiche quotidiane per rendercene conto, non perderò mai la fiducia nelle immense possibilità dell’Italia, nonostante tutto e nonostante tutti.

2 – Di Maio attacca Draghi

Purtroppo tocca occuparsi delle vicende del Governo. Perché davanti a quello che accade ogni giorno, non reagire colpo su colpo sarebbe complice. Ovviamente visto tutto quello che ogni giorno ci regala il nostro Esecutivo, abbiamo l’imbarazzo della scelta.

Tornato in albergo – ad esempio – ho aperto i siti italiani e ho visto la notizia: Di Maio attacca Draghi. Cioè, ripeto: Di Maio attacca Draghi. Che detta così farebbe quasi ridere, se solo non fosse drammaticamente vera. Proviamo a usare un minimo di logica.

  1. Il Governo Italiano ha fatto un pasticcio che ha chiamato “Manovra del Popolo”. Da quel momento i mercati non credono più al Governo italiano e rischiamo di pagare tanti soldi in più di interessi e non solo di interessi. Tutta colpa del Governo e delle dirette Facebook dei giovani strateghi.
  2. Mario Draghi interviene per calmare le acque, auspica un accordo e fa un appello a evitare di usare parole fuori posto. Perché – spiega Draghi – sono le parole ad aver fatto danni fino ad oggi, non le leggi (anche perché la legge di bilancio ancora non c’è, non l’hanno neppure presentata, al momento)
  3. E che ti combina l’ineffabile Gigino? Anziché cambiare la Manovra del Popolo, l’atto più masochista mai fatto da un Paese occidentale negli ultimi quindici anni, Di Maio attacca. Attacca i mercati? Attacca i compagni di strada? Attacca i burocrati? Macché, attacca Draghi, uno dei pochi che ha autorevolezza e credibilità per dare una mano. L’unico che stava cercando di aiutarlo. Persino Il Fatto Quotidiano (sic!) è costretto a riconoscere che stavolta Di Maio non ha capito nulla. Stavolta.

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Matteo Renzi. Enews 547

Matteo Renzi. Enews 547 Lunedì 22 ottobre 2018

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Raccontare la Leopolda è difficile, spiegarla semplicemente impossibile.
Rinuncio dunque a trasmettervi le emozioni che abbiamo vissuto.
Posso solo chiedervi – se vi va – di dare un occhio ai video che abbiamo caricato sul mio canale You Tube: ci sono tutti gli interventi.
E sui social (Facebook, Instagram e Twitter ho cercato di restituire qualche istantanea, qualche immagine, qualche spezzone di questa lunga cavalcata di tre giorni in mezzo alla nostra gente.

Quelli che ci consideravano morti e sepolti vedono oggi, in Leopolda, un popolo vivo, consapevole delle difficoltà ma carico di entusiasmo. Chi era a Firenze ha sentito sulla propria pelle una energia nuova e vitale. E la cosa divertente è che c’è stato un bellissimo scambio generazionale. Sul palco si sono alternati i giovanissimi, diversi anche minorenni (!), e ragazzi sessantenni che hanno letteralmente infiammato la platea. Continua a leggere “Matteo Renzi. Enews 547”

Matteo Renzi. Enews 545

Matteo Renzi. Enews 545

Pronti per la Leopolda? Dai che ormai ci siamo.
Il titolo? Ritorno al Futuro. Perché ne abbiamo bisogno noi ma ne ha bisogno soprattutto l’Italia.
Si parte venerdì sera, intorno all’ora di cena, come sempre.
Vista la gravità della situazione ci sarà una breve introduzione mia e di PierCarlo Padoan. Presenteremo una proposta di legge di bilancio che avrebbe come effetto di dimezzare lo spread e abbassare le tasse. Probabilmente i signori del Governo non ci ascolteranno, ma noi mostreremo pubblicamente agli italiani come si potrebbe evitare di penalizzare i lavoratori e favorire gli speculatori come loro stanno facendo. Ne ho parlato ieri in una intervista al Corriere della Sera.

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Poi spazio agli interventi del popolo della Leopolda
Quest’anno abbiamo scelto di ridurre al minimo i discorsi dei presunti Big.
Si torna alle origini. Cinque minuti e torna il Gong per chi la fa troppa lunga.
Venerdì daremo spazio soprattutto agli Under 30 con Elena Bonetti che condurrà la prima parte dei lavori. Al termine della serata lasceremo aperti dei tavoli di lavoro coordinati da giovanissimi per lanciare proposte e idee. Ma sto ricevendo tante email di gente che mi scrive: ma posso venire anche se ho i capelli bianchi? Certo che puoi venire, anzi: devi venire!

Sabato mattina si parte con una serie di interventi molto tosti e poi spazio soprattutto agli amministratori: in Italia c’è ancora chi governa bene. E saliranno sul palco molti amici storici della Leopolda, sindaci e assessori. Quindi – verso le 11 – inizieranno i lavori dei tavoli tematici, una caratteristica della Leopolda che viene ripresa sempre di più in tante altre iniziative. Continua a leggere “Matteo Renzi. Enews 545”

Matteo Renzi, se i mercati vanno male sono i consumatori e i lavoratori che soffrono!

Matteo Renzi, se i mercati vanno male sono i consumatori e i lavoratori che soffrono!

Così Matteo Renzi nella sua ultima Enews: “Parliamoci chiaro: non è vero, come dicono i demagoghi, che una cosa è fare l’interesse dei mercati, una cosa è fare l’interesse dei cittadini. Quando i mercati vanno male, i miliardari diventano ancora più miliardari. Sono le famiglie che hanno un mutuo che pagano il conto. Sono i consumatori e i lavoratori che soffrono, non i miliardari.” 

Renzi Enews 543 del 1 ottobre 2018

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Il Governo ha approvato il Def, documento che indica le linee di finanza pubblica per il prossimo anno. Lo ha fatto con Di Maio e i suoi che si sono spenzolati dal balcone di Palazzo Chigi urlando: “Vittoria”. Sotto il palco, come ragazze pon-pon, i soli parlamentari grillini, che applaudivano felici con le loro bandiere. La foto ha fatto il giro del mondo, l’Italia è sembrata un Paese in mano a degli irresponsabili. Il Financial Times, il primo giornale letto dagli investitori in tutto il mondo, l’ha messa così.
Il giorno dopo, infatti, è crollata la borsa, è schizzato lo spread. E ancora mancano i giudizi delle agenzie di rating da cui dipende la tenuta del nostro sistema finanziario.
Parliamoci chiaro: non è vero, come dicono i demagoghi, che una cosa è fare l’interesse dei mercati, una cosa è fare l’interesse dei cittadini. Quando i mercati vanno male, i miliardari diventano ancora più miliardari. Sono le famiglie che hanno un mutuo che pagano il conto. Sono i consumatori e i lavoratori che soffrono, non i miliardari.

Noi abbiamo fatto delle misure, dal JobsAct al Piano Industria 4.0. Dagli 80 euro alla diminuzione delle tasse. Le conseguenze le vediamo oggi nei dati Istat: per la prima volta dopo anni la disoccupazione scende sotto il 10%.

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