Corriere.it: Intervista a Renzi: «Folle votare subito, prima governo istituzionale e taglio dei parlamentari»

Intervista a Renzi: «Folle votare subito, prima governo istituzionale e taglio dei parlamentari»

L’ex premier: la priorità è evitare l’aumento dell’Iva. Il Pd? C’è chi vuole le urne per cambiare i renziani…

di Maria Teresa Meli

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Senatore Renzi, ha capito perché Salvini ha rotto?
«Per me Salvini ha paura e non sta bene. Lo si capisce guardandolo in spiaggia, e ascoltandone le farneticanti parole: “Italiani, datemi pieni poteri”. Sembra Badoglio».

Vuole fissare le elezioni al posto del capo dello Stato?
«Vuole convocare il Parlamento al posto dei presidenti. Vuole decidere tutto ma non fa nulla. E mentre è in spiaggia a ballare, a Roma si spara nei parchi pubblici. Ma chi si occupa di sicurezza se non chi lavora al Viminale? Salvini non ha mai avuto il senso delle istituzioni ma ora ha perso anche il senso della misura. Fortunatamente tra poco non sarà più ministro dell’Interno e finirà la disastrosa esperienza del governo Conte».

Addirittura disastrosa?
«Un fallimento. Dicevano: governeremo 30 anni, hanno fallito in pochi mesi. Hanno azzerato il Pil, alzato le tasse e fatto schizzare lo spread. Ma il disastro economico non è la cosa peggiore. Ancora peggio è lasciare un Paese incattivito dall’odio. Mi domando come si possa tacere quando in uno stabilimento balneare del Nord viene impedito l’ingresso a un ragazzo italiano di colore. O quando si sdogana la rabbia verso il volontariato. Salvini ha diffuso il rancore, il sospetto verso l’associazionismo, l’odio contro il diverso».
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Mezzo Pd convinto dal governo coi grillini. Renzi pronto a fare la sua proposta

Mezzo Pd convinto dal governo coi grillini. Renzi pronto a fare la sua proposta

Il segretario Zingaretti sempre più solo sulla linea del no a qualunque esecutivo

Per la prima volta da quando è alla guida del suo partito, Zingaretti è alle prese con una grana seria

FABIO MARTINI 11 Agosto 2019   https://www.lastampa.it

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ROMA. Nella complicatissima gestione della quasi-crisi, finora tutta giocata dai due (ex) alleati di governo, nelle ultime ore sta entrando in campo un terzo incomodo, che punta a sparigliare le carte: quasi mezzo Pd. La grossa novità è questa: quasi la metà del gruppo dirigente del partito e quasi la metà dei parlamentari democratici stanno convergendo sull’ipotesi di un “governo del Presidente”. Indirettamente sconfessando la linea di Nicola Zingaretti: non ci sono alternative alle elezioni, il Pd è indisponibile per qualsiasi governo.

Per la prima volta da quando è alla guida del suo partito, Zingaretti è alle prese con una grana seria, non di quelle amplificate dai media: sulla linea che dice «andiamo a vedere», «valutiamo un governo di garanzia», si sta determinando uno schieramento interno trasversale. A favore di un possibile governo con i 5 Stelle, oltre a Matteo Renzi (che in queste ore formalizza via intervista, la sua proposta di un governo per «mettere in sicurezza il Paese») e oltre a decine di parlamentari, da due giorni è in campo anche uno dei “grandi elettori” del segretario, l’ex ministro Dario Franceschini. In altre parole, sulla possibile, clamorosa, spettacolare svolta filo-Cinque stelle si preparano a confrontarsi due Pd. Continua a leggere “Mezzo Pd convinto dal governo coi grillini. Renzi pronto a fare la sua proposta”

Non metteremo le mani nelle tasche degli italiani !, di Pier Carlo Lava

Non metteremo le mani nelle tasche degli italiani !

Ma in quelle dei pensionati, tanto sono già abituati, visto quello che succede da anni alle pensioni potremmo dire: “Governo che vai stesso provvedimento che trovi”.

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di Pier Carlo Lava

Alessandria today: Aveva iniziato Matteo Renzi con un provvedimento di legge che successivamente era stato dichiarato incostituzionale dalla Corte Costituzionale, ma che nonostante tutto questa sentenza aveva sortito un esito relativo dato la parziale restituzione del maltolto… .

Caduto Renzi i pensionati italiani pensavano che finalmente sarebbe finita, tanto più che il Governo Giallo Verde aveva espressamente dichiarato Non metteremo le mani nelle tasche degli italiani”, ma purtroppo questa è stata una promessa non mantenuta. Infatti recentemente è stato varato un provvedimento di legge che toglie dalle tasche dei pensionati ben 3,5 miliardi di euro, dei quali solo 250 milioni a chi percepisce redditi da pensione definiti d’oro da oltre i 100.000 euro, una platea di circa 24.000 persone, con tassazioni che vanno dal 10 al 40% e sin qui anche se parliamo di diritti acquisiti forse… ci potrebbe anche stare.

Pensioni “d’oro”

Dal 1° gennaio 2019, e per la durata di 5 anni, le pensioni, i cui importi complessivamente considerati eccedano la soglia di 100 mila euro lordi annui, vengono ridotte con applicazione di aliquote di riduzione crescenti per specifiche fasce di importo.

Le aliquote di riduzione sono le seguenti:

– 15% da euro 100 mila a euro 130 mila; – 25% da euro 130 mila a euro 200 mila; – 30% da euro 200 mila a euro 350 mila; – 35% da euro 350 mila a euro 500 mila; – 40% oltre 500 mila. Continua a leggere “Non metteremo le mani nelle tasche degli italiani !, di Pier Carlo Lava”

Matteo Renzi. Enews 572 Mercoledì 20 marzo 2019

Matteo Renzi. Enews 572 Mercoledì 20 marzo 2019

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Sono giorni convulsi, difficili, pieni di polemica. Dovremmo trovare la grazia di dire parole di speranza anche nei momenti più drammatici. Come ha fatto lapremier neozelandese Jacinda Ardern in un bellissimo discorso, il primo dopo la terribile strage che ha visto un estremista uccidere 50 fedeli musulmani che si erano riuniti per la funzione del venerdì.
Se avete tempo, vi prego di leggere questo documento, è molto toccante.

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In Italia il palloncino si sta sgonfiando. Mi riferisco al populismo e al governo giallo verde. Chi ha letto “Un’Altra strada” sa come la penso in merito. Il tempo è galantuomo e la realtà sta mostrando tutti i limiti di questi signori. Hanno fatto ironia su quella che hanno chiamato la strategia del pop corn: ma la verità è che l’unico modo per sgonfiarli era metterli alla prova senza regalare loro ulteriori alibi.

Avevano promesso crescita e ci stanno condannando alla recessione. Mentono su tutto (qui Marattin contro Salvini), sono incapaci di una politica estera (il pasticcio istituzionale sulla firma del memorandum con la Cina è solo ennesima perla dopo Maduro, Gilet Gialli, figuracce europee), hanno bloccato i cantieri, a cominciare dal piano Italia Sicura e Casa Italia.
Sono giustizialisti e manettari contro gli avversari ma diventano garantisti con gli alleati o i compagni di strada: i casi di oggi costituiscono ennesima conferma di un atteggiamento ipocrita.
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Matteo Renzi. Enews 569 Sabato 2 marzo 2019

Matteo Renzi. Enews 569 Sabato 2 marzo 2019

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Enews straordinaria giusto per un breve saluto su primarie, Governo e libro.

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1. Primarie. Oggi si vota per le primarie del PD. Auguri ai tre candidati: Martina, Zingaretti, Giachetti. Mi fa piacere che tutti e tre abbiano escluso accordi coi Cinque Stelle e ritorni al passato. Chiunque vinca non dovrà temere da parte mia alcuna guerriglia come quella che io ho subito. Alcuni media dicono che si deve andare a votare “contro Renzi”. Io penso che sia il riflesso condizionato di chi a sinistra combatte da sempre il Matteo sbagliato. Le primarie del PD sono per l’Italia; al massimo sono contro Salvini e Di Maio. Ok, anche se votasse meno gente dell’altra volta non significa nulla: il PD è l’unica forza politica che si affida alla democrazia, altro che piattaforma Rousseau. Grazie ai volontari dei gazebo!!

2. Sono ottimista sul futuro dell’economia mondiale perché penso che Usa e Cina faranno l’accordo sul commercio. Sono preoccupato invece sul futuro dell’economia italiana perché il PIL scende (e il debito sale, occhio alle agenzie di rating please), il lavoro arranca, l’industria dell’auto rischia, la fiducia stenta. E il Governo? Il Governo dorme. In questo scenario il premier Conte annuncia un piano anti dissesto idrogeologico che era un piano realizzato da noi cinque anni fa (Italia sicura) e su cui nessuno ricorda che proprio Conte, come primo atto, aveva chiuso la nostra unità di missione e liquidato il progetto Casa Italia. Hanno fatto perdere otto mesi e tanto PIL all’Italia con la loro incompetenza. E adesso vediamo che cosa si inventano per giustificare la marcia indietro sulla Tav. Continua a leggere “Matteo Renzi. Enews 569 Sabato 2 marzo 2019”

Matteo Renzi – Enews 568 – Martedì 26 febbraio 2019

Matteo Renzi – Enews 568 – Martedì 26 febbraio 2019

1. Il libro “Un’altra Strada”
Nonostante tutto quello che è successo il libro Un’altra Strada è in testa alle classifiche. La cosa mi sorprende e mi emoziona. Sicuramente c’è un tributo d’affetto di cui ringrazio dal profondo del cuore, affetto che vedo in ogni tappa di presentazione. Ma in realtà scorrendo le email di chi mi scrive dopo aver letto il libro, noto che c’è soprattutto una grande voglia di ragionare e riflettere sui contenuti, sulle idee. Che significa davvero Verità contro Fake News, oppure Lavoro contro assistenzialismo, o Futuro contro paura? E le proposte che lanciamo hanno un senso o no? Mi piace che si crei un dibattito su questi temi, vi aspetto qui: matteo@matteorenzi.it.

Matteo Renzi

Per prenotare il libro, qui Amazon.

Le prossime 10 presentazioni:

  • Palermo, 27 febbraio, ore 15.30, La Feltrinelli (Via Cavour 133)
  • Catania, 27 febbraio, ore 18.30, Istituto San Giuseppe (Via S.Giovanni Battista de La Salle 7)
  • Napoli, 28 febbraio, ore 18, Circolo Artistico Politecnico (Piazza Trieste e Trento 48)
  • Martina Franca (TA), 1° marzo, ore 15, Sede Anteas (Piazza Plebiscito 16)
  • Taranto, 1° marzo, ore 18, Università degli Studi, Dip.to Jonico (Via Duomo 259)
  • Lecce, 1° marzo, ore 20.30, Officine Cantelmo (Viale M. de Pietro 12)
  • Scandiano (RE), 2 marzo, ore 11, Cinema Teatro Boiardo (viale XXV Aprile 3)
  • Ferrara, 2 marzo, ore 15.30, Palazzo della Racchetta (via Vaspergolo 4/6)
  • Faenza (RA), 2 marzo, ore 18.15, Sala Zanelli, Fiera di Faenza (via Risorgimento 3)
  • Forlì, 2 marzo, ore 20.30, Teatro “Il Piccolo” (via Antonio de Nobili)

2. Il clima d’odio
Nella scorsa enews abbiamo evidenziato l’assurdità del linguaggio di un senatore grillino che voleva impiccarmi. Tanti di voi mi hanno risposto e vi ringrazio per questo. Ma il problema del linguaggio d’odio non riguarda solo me, anzi. In queste ore mi ha colpito l’aggressione verbale alla cantante Emma, “colpevole” solo di aver detto una cosa semplice: Aprite i porti. I troll leghisti si sono scatenati: la risposta di Emma è in questo video, per me bellissimo. Loro possono odiare, ma noi non saremo mai come loro. Continua a leggere “Matteo Renzi – Enews 568 – Martedì 26 febbraio 2019”

Matteo Renzi – Enews 567 Venerdì 22 febbraio 2019

Matteo Renzi – Enews 567 Venerdì 22 febbraio 2019

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Matteo Renzi

Buongiorno a tutti.
Come sapete oggi ripartono le presentazioni di “Un’altra strada”.
Il libro sta andando bene, nonostante tutti i problemi di questi giorni.
Soprattutto mi colpisce il fatto che ci siano meno recensioni negative del solito.
Chi lo ha letto, infatti, scrive per fare proposte, dare idee, anche critiche.
Ma tutti o quasi riconoscono che è un contributo alla riflessione: bene, era il mio obiettivo.
Qui lo trovate su Amazon.it oppure ovviamente nelle librerie.
Commenti per chi ha finito di leggerlo: matteo@matteorenzi.it.
Le presentazioni ripartono da Torino, come era doveroso, visto che proprio nella città sabauda mi sono fermato lunedì scorso dopo ciò che è accaduto ai miei. Abbiamo preso una sala molto più grande, al LINGOTTO. Ci vediamo lì alle 18, anche in diretta Streaming: abbiamo molto calore da darci, qualche emozione da condividere, un’altra strada da percorrere.

Altri appuntamenti Continua a leggere “Matteo Renzi – Enews 567 Venerdì 22 febbraio 2019”

Matteo Renzi: Se qualcuno pensa di fermarmi, non mi conosce

Matteo Renzi: Se qualcuno pensa di fermarmi, non mi conosce

Matteo Renzi. Enews 566 Martedì 19 febbraio 2019

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Avevo immaginato di scrivervi tutta un’altra E-News.
Pensavo di raccontarvi l’entusiasmo di questo fine settimana. Ho girato molto in Emilia Romagna, Veneto, Lombardia, Piemonte per presentare il libro “Un’altra strada”. E ho trovato un’accoglienza superiore alle più rosee aspettative. Ovunque centinaia di persone, voglia di non mollare, desiderio di discutere. Le foto di questi giorni parlano chiaro: un calore persino inatteso, a cominciare dalla Sala Rossa di Firenze dove eravamo in 1.500. Ma anche da Roma, Sasso Marconi, San Lazzaro di Savena, Este, Mestre, Erbusco, Treviglio, Cernusco sul Naviglio, Milano. E poi la trasmissione da Fazio, i risultati su Amazon, le ospitate alla radio.
Poi ieri sera mentre firmavo copie a Nichelino, in un centro anziani della periferia di Torino (perché questo tour serve anche per ritornare in mezzo alla gente di tutti i giorni), la notizia più assurda che potessi ricevere, una notizia che gela il sangue: i miei genitori ai domiciliari.
Ho reagito con questo post.

Mentre ringrazio le migliaia di persone che mi stanno scrivendo per dare solidarietà (grazie!) ribadisco tre concetti molto semplici.

  • Tutti i cittadini sono uguali davanti alla Legge. I miei genitori, come tutti, hanno diritto a un processo giusto e spero rapido. Non grido ai complotti: chiedo che i processi si facciano nelle aule dei tribunali e non sul web o nelle redazioni dei giornali. Noi aspettiamo le sentenze, ma le sentenze si pronunciano in tribunale e non nelle piazze populiste.
  • Chi ha letto le carte e ha un minimo di conoscenza giuridica sa che privare persone della libertà personale per una cosa come questa è abnorme (emblematico il post di Enrico Mentana, che certo non può essere tacciato di renzismo).
  • Chi conosce la realtà sa che quelle carte, peraltro, non corrispondono al vero. Ma per questo ci sarà il processo. Tra cinque anni, tra dieci anni, quando tornerà la calma e si potrà analizzare con serenità ciò che è accaduto in questo periodo alla mia famiglia, saranno in tanti a stupirsi. Chi ha letto il libro “Un’Altra Strada” sa a cosa mi riferisco.

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Matteo Renzi. Enews 565 Martedì 12 febbraio 2019

Matteo Renzi. Enews 565 Martedì 12 febbraio 2019

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Il libro “Un’altra strada” è un inno all’ottimismo.
E voi direte: Matteo, ma ti senti bene?
Qui l’economia fa come il gambero, l’Italia torna in recessione e tu sei ottimista? E per cosa?

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Sono ottimista perché credo nell’Italia. Ci credo oggi più di ieri. Non lo facevo per finta quando guidavo il Governo. E dunque ci credo ancora oggi. Nonostante i colpi terribili che il populismo economico e di politica estera sta dando alla nostra credibilità.
Sono ottimista perché la politica vincerà sul populismo. La cultura vincerà sull’ignoranza. La verità vincerà sulle Fake News. L’Europa vincerà sul nazionalismo. Il lavoro vincerà sull’assistenzialismo. E alla fine il futuro avrà la meglio sulla paura.
Non sono temi messi lì a caso, né slogan vuoti: sono i capitoli del libro. Provo a discutere nel merito, punto per punto, del futuro che ci aspetta. Facendo chiarezza su alcune vicende del passato, certo: dal depistaggio contro di me allo Ius Soli. Ma anche e soprattutto offrendo idee per il futuro. È un’altra strada quella che ci serve.
Il libro sarà in libreria da giovedì 14 febbraio. Lo trovate già adesso su Amazon (qui).

Inizia così.

A quarantaquattro anni sono già un ex. Ex di molte cose. Ho un curriculum fitto di incarichi inattesi, inimmaginabili anche nei sogni più belli di un giovane liceale fiorentino. Nessuno mi porterà via tutto quello che in questi dieci anni abbiamo fatto, dalle sfide vinte nella mia città all’esperienza dell’esecutivo, premier più giovane e governo tra i più longevi dell’esperienza repubblicana.
Ma a quarantaquattro anni ho anche molti futuri diversi da­vanti a me. E mi appaiono tutti affascinanti. Non riesco quasi a giustificare il mio entusiasmo per il domani, la curiosità per le tante occasioni che questo mondo, pazzo e bellissimo, può riservarci.
La narrazione di osservatori e analisti, che poco o nulla sanno di me, delle mie emozioni, dei miei sentimenti, vorrebbe confinarmi nell’angolo del rancore. Talvolta mi sento quasi in imbarazzo per essere totalmente diverso da come mi dipingo­no e mi verrebbe da chiedere: rancore per cosa?
Per aver vissuto una delle esperienze politiche più innovati­ve della storia italiana?
Per aver messo la faccia sulla riforma del terzo settore o del lavoro?
Per aver scritto nuove pagine lungo il cammino di questo paese verso i diritti, non solo diritti civili?
Per aver preso l’Italia in crisi economica, averla avviata di nuovo alla crescita e poi assistere all’opera di chi, non appena arrivato al governo, ha subito ingranato la retromarcia ripor­tandoci in recessione?
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Matteo Renzi – Enews 564 

Matteo Renzi – Enews 564 

Venerdì 8 febbraio 2019 Se vuoi leggere le altre Enews, clicca qui Ben ritrovati. Torneremo lunedì con la classica enews settimanale ma oggi sono costretto a una enews straordinaria.

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1. La situazione economica peggiora.
Oggi l’ISTAT ha fornito i dati della produzione industriale: -5.5% in un anno. Non va male, va peggio. Il PIL sarà decisamente inferiore alle aspettative. Qualche giorno fa Salvini brindava perché i titoli di Stato di gennaio sono stati tutti acquistati. Vero. Ma come ha fatto giustamente notare Carnevale-Maffè due giorni fa su Twitter solo per l’asta dei titoli a 30 anni, tutti noi pagheremo 1 miliardo e trecento milioni in più di interessi a causa dello spread.
Lo stesso giorno dell’asta Di Maio ha detto di aver restituito due milioni di euro alla protezione civile. Questo è il populismo: vantarsi di restituire due milioni e spenderne 650 volte di più sugli interessi perché chi compra i titoli ha poca fiducia di di chi governa. Tenete conto che questi 1.300 milioni di maggiori interessi si riferiscono solo ad una vendita di titoli pari a 8 miliardi, da qui a fine anno l’Italia dovrà venderne circa altri 400 miliardi.
I Cinque Stelle non ci fanno risparmiare: ci fanno danno.
Provocazione: ma si tenessero i rimborsi e smettessero di fare danni al Paese??
L’Italia risparmierebbe.

2. La politica estera
Per mascherare il fallimento, il Governo parla d’altro. E attacca la Francia e Macron. Solo che stavolta i francesi hanno reagito. E per la prima volta dalla Seconda Guerra Mondiale l’ambasciatore è stato richiamato. Io penso che un Governo che sostiene la dittatura di Maduro, che si schiera con i Gilet Gialli contro le istituzioni democratiche francesi, che è isolato in Europa dovrebbe farsi un esame di coscienza. Ne ho parlato in diretta ieri a Europe1. I populisti hanno bisogno di un nemico e hanno scelto Macron. Ma così non si fa politica estera: così si fa solo ridere tutto il mondo.  Continua a leggere “Matteo Renzi – Enews 564 “

Matteo Renzi. Enews 563 lunedì 4 febbraio 2019

Matteo Renzi. Enews 563 lunedì 4 febbraio 2019

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1. Venezuela. Quello che sta accadendo alla politica estera italiana è semplicemente infame. L’assurdo posizionamento grillino ci sta portando a dividerci dagli altri paesi europei. E stiamo, nei fatti, appoggiando la dittatura di Maduro. Mi vergogno per questo Governo, che non sembra in grado di capire quanto sia drammatica la scelta che sta facendo. Qui una manifestazione di italo venezuelani di ieri a Caracas. Qui il mio post.

So che della politica estera non interessa granché ma il fatto che l’Italia si sia divisa dagli altri paesi europei e – nei fatti – finisca per sostenere il dittatore (che non a caso ringrazia Roma) è un fatto enorme.

2. Recessione. Siamo ufficialmente in recessione e Di Maio dà la colpa a noi. Ho risposto con questo articolo sul Corriere della Sera e con questo video di #60secondi. Intanto accade un fatto significativo: alcuni operai di cantieri bloccati, dalle strade alle trivelle, inizia a contestare Di Maio e Di Battista con il coro “Andate a lavorare”.

La gente chiede lavoro, non reddito di cittadinanza. Con le strategie di questo Governo gli unici a trovare lavoro saranno i navigator. A proposito dei quali segnalo le interessanti “Dieci domande” del sito Linkiesta.  Continua a leggere “Matteo Renzi. Enews 563 lunedì 4 febbraio 2019”

Matteo Renzi. PD: Governo è troppo impegnato a litigare per produrre atti su cui discutere e votare

Matteo Renzi. PD: Governo è troppo impegnato a litigare per produrre atti su cui discutere e votare

Matteo Renzi. Enews 561 Lunedì 14 gennaio 2019

Buongiorno a tutti. Vi scrivo dal Portogallo dove sono per conferenze e incontri. Tornerò comunque in Senato già nelle prossime ore, ma anche questa settimana il Senato rinvia i propri lavori: il Governo è troppo impegnato a litigare per produrre atti su cui discutere e votare, infatti. E i decreti sul reddito di cittadinanza sono stati rinviati. Io, nel frattempo, stamattina mi sono svegliato davanti all’Oceano, giusto in tempo per pensare a una bellissima canzone di Francesco Guccini.

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Vorrei ringraziarvi per gli auguri di buon compleanno (si invecchia, siamo già a 44) e per le tantissime email su Firenze Secondo Me che hanno accompagnato l’ultima enews. Non riesco davvero a spiegare fino in fondo quanto questo progetto sia stato importante per me e quanto sia convinto della necessità di una gigantesca, capillare, profonda battaglia educativa. Ma dalle email che leggo vedo che molti di voi l’hanno colta meglio di me.

La battaglia educativa e culturale prosegue anche con i Comitati Civici che moltiplicano le loro attività in tutto il Paese (qui Roma la settimana scorsa). Per fondare un comitato, questo è il link. È bello vedere i comitati che si inventano iniziative, valorizzano nuove persone, che fanno rete. Cresce in tutta Italia l’esigenza di un’alternativa politica e culturale. E anche i comitati vanno in questa direzione. Suggerisco a tutti di leggere uno straordinario pezzo di Mauro Berruto, che trovate qui, e che sintetizza meglio di molti altri la situazione che stiamo vivendo.

Quanto alle notizie della settimana, ho fatto una lunga diretta facebook, con l’ormai tradizionale #TopTen venerdì 11 gennaio dal mio ufficio in Senato. Se vi interessa, la trovate qui. Si spazia su tutto: dal ricordo di De Andrè alla polemica di Salvini contro Claudio Baglioni, dall’interrogazione parlamentare per richiamare l’attenzione sui Curdi dopo l’annuncio del ritiro degli americani dalla Siria fino alla decisione di mettere soldi pubblici a garanzia di una banca, la Carige, facendo copia e incolla del Decreto Gentiloni sul Monte dei Paschi di Siena.

Mi limito allora in questa enews ai tradizionali tre punti. Continua a leggere “Matteo Renzi. PD: Governo è troppo impegnato a litigare per produrre atti su cui discutere e votare”

Matteo Renzi. Enews 560

Matteo Renzi. Enews 560

Lunedì 7 gennaio 2019

Ben ritrovati all’appuntamento del lunedì con le E-News. Cercheremo di riprendere il ritmo settimanale dopo il periodo natalizio.

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  1. Sono in viaggio per qualche giorno negli Stati Uniti. Sono su un treno tra NYC e Washington, prima di recarmi domani in California, alla Stanford University. Tra gli altri ho incontrato il segretario generale delle Nazioni Unite, Antonio Guterres. È vero: le organizzazioni internazionali hanno tanti limiti. Ma se vogliamo affrontare le grandi questioni del nostro tempo, dal climate change alle migrazioni, dai diritti delle donne alle diseguaglianze nelle città, le Nazioni Unite sono fondamentali. Non si risolvono le grandi questioni mondiali chiudendosi dentro il proprio cortile. Chi scommette sul sovranismo gioca sulle paure delle persone ma non risolve le vere sfide che il nostro pianeta ha davanti.

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Matteo Renzi Enews 559

Matteo Renzi Enews 559

4 gennaio 2019

Buongiorno a tutti. Vi scrivo dagli Stati Uniti dove passerò i prossimi giorni in attesa di riprendere l’attività in Senato.
E non potendo fare la nostra Top Ten da Palazzo Giustiniani ne faccio una via email utilizzando la prima enews dell’anno.

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  1. Il 2019 si apre all’insegna della cultura. Mentre il direttore degli Uffizi ha ufficialmente chiesto alla Germania la restituzione di alcune opere trafugate dai nazisti, il Sovrintendente di Pompei Osanna ha presentato il restauro della Schola Armaturarum, meglio nota come casa dei Gladiatori. Fino a qualche anno fa Pompei faceva notizia per i crolli, ora supera tutti i record di visitatori. Che orgoglio, evviva! E grazie a chi ci ha creduto.
  2. Umberto Contarello è un uomo di cultura, sceneggiatore del film “La Grande Bellezza” di Paolo Sorrentino, premiato con l’Oscar nel 2014. Mi ha scritto questa lettera sul Foglio di un paio di giorni fa. Gli ho risposto con una lunga lettera– anche questa pubblicata sul Foglio – che è diventata poi un post Facebook. Questo nostro scambio ha suscitato un grande dibattito tra molti amici. Leggo volentieri le vostre considerazioni: matteo@matteorenzi.it Oggetto? Tutti a Itaca, leggendo si capisce perché.
  3. Sempre sulla cultura: domani, sabato 5 gennaio, ore 21.25 sul Canale Nove ultima puntata di FirenzeSecondoMe. Siamo già alla fine della nostra camminata fiorentina, grazie a chi ci ha seguito e ci seguirà. Toccheremo Santa Croce, San Miniato, le piazze di Firenze da Santa Maria Novella al Carmine, il Museo Galileo e il Bargello parlando di tutto, dal calcio storico all’alluvione. Ho fatto una chiacchierata su Firenze Secondo Me anche sul settimanale OGGI. Attendo domani sera di conoscere le vostre ultime valutazioni, poi tireremo le somme di questa esperienza straordinaria.

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Matteo Renzi. Enews 556. Lunedì 17 dicembre 2018

Matteo Renzi. Enews 556. Lunedì 17 dicembre 2018

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1. La Legge di Bilancio che non c’è
Mancano 14 giorni al Capodanno e nessuno conosce quale sia davvero la legge di bilancio.
È una cosa MAI vista.
Hanno presentato una legge festeggiando da Palazzo Chigi e dichiarando abolita la povertà.
Hanno giurato guerra eterna all’Europa dicendo che loro se ne fregavano.
Hanno rifiutato la nostra proposta lanciata con Padoan alla Leopolda.
Hanno fatto retromarcia utilizzando la solita arrogante cialtroneria.
E ancora oggi non si degnano di dirci quali sono le misure su cui dobbiamo votare.
Per dirvi: da giorni la Commissione Bilancio del Senato sta attendendo che Salvini compri il sushi, che Conte torni da Bruxelles (facendovi una figuraccia barbina, peraltro, vedi qui), che Di Maio capisca le carte. E nel frattempo il Senato è fermo.

Matteo Renzi

Faccio un appello ai parlamentari della maggioranza.
A quei parlamentari che ci guardano imbarazzati perché si rendono conto di quello che sta accadendo ma cercano di minimizzare.
Vi hanno fatto scendere in piazza per applaudire il leader dal balcone di Palazzo Chigi.
Poi vi hanno fatto votare alla Camera una manovra dicendo che non era quella.
Smettete di farvi trattare da spettatori e passacarte.
Voi non siete le majorette di Salvini e Di Maio.
Avete una dignità. Mostratela, se vi riesce.

(Ovviamente vi terrò informati sui miei emendamenti, come prevede il gioco parlamentare. Ma i grandi sostenitori della centralità del Parlamento probabilmente faranno un maxi emendamento alla fine senza farlo vedere nemmeno alla maggioranza). Continua a leggere “Matteo Renzi. Enews 556. Lunedì 17 dicembre 2018”

Matteo Renzi. Enews 554

Matteo Renzi. Enews 554

Lunedì 10 dicembre 2018 Scusate se parlo di me.

Matteo Renzi


Tutte le volte che sono costretto a raccontarvi qualcosa di personale sono molto combattuto.
Da un lato mi piace aprirmi con il “popolo delle enews”: con voi mi sento a casa, grazie.
Dall’altro trovo assurdo che chi mi contesta da anni per “l’eccesso di personalizzazione”, ogni tanto se ne esca dicendo: Dica Renzi quello che vuol fare, è colpa di Renzi, Renzi faccia chiarezza.
Mi accusano di personalizzare e poi si preoccupano in modo ossessivo di me?!?
Non vi sembra una contraddizione?
Che poi spesso sono gli stessi commentatori o politici che qualche mese fa sognavano un accordo Pd-Cinque Stelle, che presentavano Di Maio come il nuovo Berlinguer e che quando ho alzato la mia voce, quasi solitario nel gruppo dirigente, andando in TV e dicendo “No all’accordo coi grillini, fatelo #senzadime” hanno detto: Renzi stia zitto, Renzi invade il campo altrui, Renzi dovrebbe tacere. Vedendo come governano i grillini mi sarei aspettato un grazie, non l’ennesima polemica.
Se taccio, devo parlare. Se parlo, devo stare zitto.
Nel dubbio sorrido a tutti e dico la mia, libero e a viso aperto, come sempre.
Continua a leggere “Matteo Renzi. Enews 554”

Matteo Renzi, Enews 553

Matteo Renzi, Enews 553
Lunedì 3 dicembre 2018

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1. Economia
La situazione economica italiana è molto preoccupante. Qui trovate una card con le differenze, realizzata dopo che sono usciti i dati negativi del PIL.

Il Governo ha stemperato la tensione con l’Europa: scelta saggia. Scommetto che adesso arriveranno alle proposte che 40 giorni fa abbiamo offerto a Conte e Tria dal palco della Leopolda insieme a Padoan: con queste misure lo spread cala, le tasse scendono. Ci hanno messo 40 giorni, ma ci sono quasi arrivati.

Temo tuttavia che i prossimi mesi vedranno la crescita solo delle fake news per giustificare ciò che non stanno facendo. Perché anche se fanno la pace in Europa, rimane la realtà.

  • Avevano promesso di eliminare la Fornero, e non lo fanno.
  • Avevano promesso 780€ a testa come reddito di cittadinanza, e non lo fanno.
  • Avevano promesso la Flat Tax per 60 milioni di italiani, e non la fanno.

Dovranno inventarsi fake news, bugie e propaganda. Attività nelle quali sono maestri.

Se sapessero governare come sanno mentire in campagna elettorale avremmo l’economia più forte del mondo.

2. Fake News e Rai
A proposito di fake news: il presidente della Rai, Foa. Ricordate? Gli eurodeputati del PD sono stati accusati dal presidente della Rai di aver preso soldi da Soros e lo hanno finalmente denunciato, bravi! Mercoledì mattina sarò a Bruxelles per dare un abbraccio a tutti gli eurodeputati che hanno scelto di fare questo gesto coraggioso. Come avrete visto dai TG, con i nuovi vertici tutto è cambiato. Le cose belle – come l’Amica Geniale – sono state pensate nel passato, mentre il taglio di alcuni TG è imbarazzante: roba da mettersi le mani nei capelli. E denunciare il presidente della Rai è un atto di coraggio perché significa rischiare la censura (basti vedere come la notizia è ignorata dal servizio pubblico). Quindi a Bruxelles andrò per dare la solidarietà a chi combatte contro le Fake News. Sarà una buona occasione anche per incontrare alcune significative personalità del mondo europeo e riaffermare la nostra visione: vogliamo che ci sia un’Europa diversa, capace di cambiare.

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Matteo Renzi. Enews 552

Matteo Renzi. Enews 552

Lunedì 26 novembre 2018 Buongiorno a tutti.

matt Renz

  • Il Governo sembra intenzionato a fare marcia indietro sulla manovra.
    Meno male, speriamo che facciano sul serio. Dopo che per settimane hanno detto “Non molliamo” oggi inizia a farsi strada l’ipotesi di ridurre il deficit e modificare alcune voci della manovra. Lo dicevamo più di un mese fa in Leopolda con Pier Carlo Padoan (qui una sintesi di due minuti, qui il video completo). Il loro assurdo braccio di ferro è costato al sistema Italia circa 300 miliardi di euro. E naturalmente nessuno parla più di Flat Tax e delle altre amenità su cui hanno vinto la campagna elettorale. Per essere sintetici: hanno vinto truffando gli elettori, stanno governando impoverendo i risparmiatori.
  • A proposito di truffe: i grillini hanno detto di essere quelli dell’onestà.
    E hanno fatto tutta la campagna elettorale spargendo odio in quantità industriale e fango sugli avversari e sulla mia famiglia. Adesso non solo viene condannato due volte Marco Travaglio (senza che la notizia susciti particolare indignazione: i condannati si attaccano solo se sono del PD, evidentemente) ma emerge una brutta storia sul padre di Luigi Di Maio. Una storia fatta di lavoro nero, incidenti sul lavoro, abusi edilizi e condoni (tanto per cambiare). Volevo evitare di parlarne ma il pensiero dei quintali di fango contro mio padre mi ha portato a scrivere una lunga riflessione su Facebook. Spiego perché se Di Maio è un uomo oggi deve chiedere scusa.
    Secondo voi lo farà? Leggete il mio post e scrivetemi se avete tempo:matteo@matteorenzi.it

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Matteo Renzi, Enews 550. Lunedì 12 novembre 2018

Matteo Renzi, Enews 550. Lunedì 12 novembre 2018

Buona settimana a tutti.
Tre notizie e tre piccole domande cui inspiegabilmente non risponde nessuno.

Matteo renzi


Le 3 notizie.
1. Rocco Casalino insulta le persone con sindrome di Down. Il portavoce del Presidente del Consiglio nella sua carriera ha offeso mezzo mondo: i poveri, gli stranieri, gli anziani, i giornalisti, gli avversari politici. Basta una ricerca su Google per capire che cosa pensa davvero, nel profondo del suo cuore, il signor Rocco Casalino. Quando è uscito il video sulle persone con sindrome di Down, molti di noi hanno chiesto a Conte di far dimettere Casalino.

Ma per come funzionano le cose nei Cinque Stelle è impossibile che il premier Conte licenzi il suo portavoce Casalino: è più facile che Casalino licenzi Conte. Io ho scrittoquesto, su Instagram. Casalino ha detto che mostrando la foto di mia nipote io mi devo vergognare e che mi dovrei dimettere (io!). Al che ho risposto a Casalino che non mi vergogno delle foto di mia nipote Maria, mi vergogno di Rocco Casalino portavoce del Premier.

Casalino ha poi deciso di andare su Rai1, in prima serata, da Fazio, in collegamento per scusarsi con le persone con sindrome di Down. Per evitare che le scuse siano l’ennesima sceneggiata occorre un atto molto semplice: le scuse siano accompagnate dalle dimissioni. Altrimenti è l’ennesima finzione, l’ennesima simulazione.
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Renzi risponde a Casalino

Renzi risponde a Casalino

https://www.adnkronos.com

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Rocco Casalino attacca, Matteo Renzi risponde. “Sulla vicenda delle persone con sindrome di Down anziché fermarsi e chiedere scusa ai diretti interessati, alle famiglie, agli italiani”, il portavoce del premier “rilancia – scrive l’ex segretario del Pd su Fb -. Dice che io – continua Renzi riferendosi alle dichiarazioni di Casalino al ‘Corriere della Sera’ – gli faccio orrore perché ho mostrato la foto della mia nipotina, Maria. Non si devono mostrare le foto delle persone con sindrome di Down, secondo lui, perché mostrare le foto di uno zio con una nipotina significa strumentalizzare”.

“Non so – continua – se Casalino si rende conto di quello che dice. Io – sottolinea – non mi vergogno di avere una nipotina con sindrome di down. Io sono fiero e orgoglioso di Maria, della sua vita, del suo sorriso. E quando vado a correre con lei per raccogliere fondi per l’Associazione Trisomia 21 sono orgoglioso che ci facciano foto insieme. Anzi, nei prossimi giorni la metterò nel mio profilo”.

Serve Casa Italia, non i condoni

Serve Casa Italia, non i condoni

Matteo Renzi Enews 549 Lunedì 5 novembre 2018
Serve Casa Italia, non i condoni.

Serve Casa Italia

L’Italia è duramente provata dal maltempo. Tutti insieme vogliamo offrire il massimo sostegno all’azione della Protezione Civile. E la vicinanza alle famiglie delle vittime.
Rimane tuttavia un punto: l’Italia non ha bisogno di condoni ma di un progetto contro il dissesto idrogeologico. Per la prima volta nella storia, con il nostro Governo avevamo lanciato un piano ultradecennale, sotto la guida di Renzo Piano: il progetto Casa Italia.

Un progetto che in teoria tutti si erano impegnati a non rimettere in discussione. Eppure il primo atto del nuovo Governo è stato la cancellazione di Casa Italia e dell’unità di missione sul rischio idrogeologico. Noi abbiamo messo i soldi e attivato le strutture, il nuovo Governo ha rifiutato i finanziamenti europei e sbaraccato Casa Italia.


Qui il video del mio intervento in Senato, qualche settimana fa, su questo tema. Ne ho parlato anche stamani in un video dal treno.
Nei prossimi giorni arriverà in Aula il decreto su Genova. Ci hanno messo dentro un condono edilizio, un condono a Ischia. Proporremo di votare un emendamento che cancella il condono e ripristina Casa Italia. Sfidiamo il Governo: se davvero vi sta a cuore la tutela del territorio cancellate il condono edilizio e ripristinate Casa Italia. Vediamo se siete seri o no. Continua a leggere “Serve Casa Italia, non i condoni”

Matteo Renzi. Enews 548: Ritorno al futuro

Matteo Renzi. Enews 548 Lunedì 29 ottobre 2018

1 – Il mondo chiede Italia
Sono reduce da un viaggio nella più grande metropoli del mondo. Che non è New York, che non è Tokyo, che non è Città del Messico, che non è Shangai: si chiama Chongqing ed accoglie oltre 30 milioni di residenti in Cina.
Quando ti allontani dal tuo Paese, anche solo per qualche giorno, e lo vedi da lontano, vivi la stessa esperienza che ti capita al museo quando ti allontani un po’ dal quadro per coglierne meglio il significato.

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E ti ricordi che tutto il mondo chiede più Italia. L’Italia dei prodotti di qualità, certo. Ma anche l’Italia dei valori. E l’Italia delle intelligenze. A Chongqing ho visitato l’Istituto Galileo Galilei voluto dal Presidente Ciampi grazie alla straordinaria qualità della Scuola Sant’Anna di Pisa: il mondo ha bisogno di investire sulla ricerca, l’innovazione, l’educazione, la cultura. E questi valori nel mondo si chiamano Italia.
Anche se siamo tutti troppo presi dalle nostre piccole polemiche quotidiane per rendercene conto, non perderò mai la fiducia nelle immense possibilità dell’Italia, nonostante tutto e nonostante tutti.

2 – Di Maio attacca Draghi

Purtroppo tocca occuparsi delle vicende del Governo. Perché davanti a quello che accade ogni giorno, non reagire colpo su colpo sarebbe complice. Ovviamente visto tutto quello che ogni giorno ci regala il nostro Esecutivo, abbiamo l’imbarazzo della scelta.

Tornato in albergo – ad esempio – ho aperto i siti italiani e ho visto la notizia: Di Maio attacca Draghi. Cioè, ripeto: Di Maio attacca Draghi. Che detta così farebbe quasi ridere, se solo non fosse drammaticamente vera. Proviamo a usare un minimo di logica.

  1. Il Governo Italiano ha fatto un pasticcio che ha chiamato “Manovra del Popolo”. Da quel momento i mercati non credono più al Governo italiano e rischiamo di pagare tanti soldi in più di interessi e non solo di interessi. Tutta colpa del Governo e delle dirette Facebook dei giovani strateghi.
  2. Mario Draghi interviene per calmare le acque, auspica un accordo e fa un appello a evitare di usare parole fuori posto. Perché – spiega Draghi – sono le parole ad aver fatto danni fino ad oggi, non le leggi (anche perché la legge di bilancio ancora non c’è, non l’hanno neppure presentata, al momento)
  3. E che ti combina l’ineffabile Gigino? Anziché cambiare la Manovra del Popolo, l’atto più masochista mai fatto da un Paese occidentale negli ultimi quindici anni, Di Maio attacca. Attacca i mercati? Attacca i compagni di strada? Attacca i burocrati? Macché, attacca Draghi, uno dei pochi che ha autorevolezza e credibilità per dare una mano. L’unico che stava cercando di aiutarlo. Persino Il Fatto Quotidiano (sic!) è costretto a riconoscere che stavolta Di Maio non ha capito nulla. Stavolta.

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Matteo Renzi. Enews 547

Matteo Renzi. Enews 547 Lunedì 22 ottobre 2018

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Raccontare la Leopolda è difficile, spiegarla semplicemente impossibile.
Rinuncio dunque a trasmettervi le emozioni che abbiamo vissuto.
Posso solo chiedervi – se vi va – di dare un occhio ai video che abbiamo caricato sul mio canale You Tube: ci sono tutti gli interventi.
E sui social (Facebook, Instagram e Twitter ho cercato di restituire qualche istantanea, qualche immagine, qualche spezzone di questa lunga cavalcata di tre giorni in mezzo alla nostra gente.

Quelli che ci consideravano morti e sepolti vedono oggi, in Leopolda, un popolo vivo, consapevole delle difficoltà ma carico di entusiasmo. Chi era a Firenze ha sentito sulla propria pelle una energia nuova e vitale. E la cosa divertente è che c’è stato un bellissimo scambio generazionale. Sul palco si sono alternati i giovanissimi, diversi anche minorenni (!), e ragazzi sessantenni che hanno letteralmente infiammato la platea. Continua a leggere “Matteo Renzi. Enews 547”

Matteo Renzi. Enews 545

Matteo Renzi. Enews 545

Pronti per la Leopolda? Dai che ormai ci siamo.
Il titolo? Ritorno al Futuro. Perché ne abbiamo bisogno noi ma ne ha bisogno soprattutto l’Italia.
Si parte venerdì sera, intorno all’ora di cena, come sempre.
Vista la gravità della situazione ci sarà una breve introduzione mia e di PierCarlo Padoan. Presenteremo una proposta di legge di bilancio che avrebbe come effetto di dimezzare lo spread e abbassare le tasse. Probabilmente i signori del Governo non ci ascolteranno, ma noi mostreremo pubblicamente agli italiani come si potrebbe evitare di penalizzare i lavoratori e favorire gli speculatori come loro stanno facendo. Ne ho parlato ieri in una intervista al Corriere della Sera.

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Poi spazio agli interventi del popolo della Leopolda
Quest’anno abbiamo scelto di ridurre al minimo i discorsi dei presunti Big.
Si torna alle origini. Cinque minuti e torna il Gong per chi la fa troppa lunga.
Venerdì daremo spazio soprattutto agli Under 30 con Elena Bonetti che condurrà la prima parte dei lavori. Al termine della serata lasceremo aperti dei tavoli di lavoro coordinati da giovanissimi per lanciare proposte e idee. Ma sto ricevendo tante email di gente che mi scrive: ma posso venire anche se ho i capelli bianchi? Certo che puoi venire, anzi: devi venire!

Sabato mattina si parte con una serie di interventi molto tosti e poi spazio soprattutto agli amministratori: in Italia c’è ancora chi governa bene. E saliranno sul palco molti amici storici della Leopolda, sindaci e assessori. Quindi – verso le 11 – inizieranno i lavori dei tavoli tematici, una caratteristica della Leopolda che viene ripresa sempre di più in tante altre iniziative. Continua a leggere “Matteo Renzi. Enews 545”

Matteo Renzi, se i mercati vanno male sono i consumatori e i lavoratori che soffrono!

Matteo Renzi, se i mercati vanno male sono i consumatori e i lavoratori che soffrono!

Così Matteo Renzi nella sua ultima Enews: “Parliamoci chiaro: non è vero, come dicono i demagoghi, che una cosa è fare l’interesse dei mercati, una cosa è fare l’interesse dei cittadini. Quando i mercati vanno male, i miliardari diventano ancora più miliardari. Sono le famiglie che hanno un mutuo che pagano il conto. Sono i consumatori e i lavoratori che soffrono, non i miliardari.” 

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Il Governo ha approvato il Def, documento che indica le linee di finanza pubblica per il prossimo anno. Lo ha fatto con Di Maio e i suoi che si sono spenzolati dal balcone di Palazzo Chigi urlando: “Vittoria”. Sotto il palco, come ragazze pon-pon, i soli parlamentari grillini, che applaudivano felici con le loro bandiere. La foto ha fatto il giro del mondo, l’Italia è sembrata un Paese in mano a degli irresponsabili. Il Financial Times, il primo giornale letto dagli investitori in tutto il mondo, l’ha messa così.
Il giorno dopo, infatti, è crollata la borsa, è schizzato lo spread. E ancora mancano i giudizi delle agenzie di rating da cui dipende la tenuta del nostro sistema finanziario.
Parliamoci chiaro: non è vero, come dicono i demagoghi, che una cosa è fare l’interesse dei mercati, una cosa è fare l’interesse dei cittadini. Quando i mercati vanno male, i miliardari diventano ancora più miliardari. Sono le famiglie che hanno un mutuo che pagano il conto. Sono i consumatori e i lavoratori che soffrono, non i miliardari.

Noi abbiamo fatto delle misure, dal JobsAct al Piano Industria 4.0. Dagli 80 euro alla diminuzione delle tasse. Le conseguenze le vediamo oggi nei dati Istat: per la prima volta dopo anni la disoccupazione scende sotto il 10%.

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Matteo Renzi: questo governo scherza col fuoco

«Questo governo scherza col fuoco».

Così l’ex premier Matteo Renzi in una intervista a Il Messaggero. «La coesione sociale è a rischio, Salvini abbassi i toni». Critiche anche a Di Maio: «Massacra le imprese, a me sembra strano che nessuno sia ancora sceso in piazza». Sui vaccini: «Il passo indietro sui vaccini è vergognoso ma dentro ai 5 stelle emerge finalmente il dissenso»

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Il governo è al lavoro sulla manovra. Flat tax e reddito di cittadinanza si faranno rispettando le compatibilità di bilancio, assicura Tria. «La crescita viene prima dei parametri», ha però messo in chiaro Salvini. Evidentemente l’atteggiamento nei confronti dei vincoli europei è cambiato. Non è che prova un po’ di invidia per questo nuovo modo di fare verso Bruxelles, presidente Renzi? «Per il momento è solo una telenovela.

Ci sono o no i soldi per eliminare la Fornero, fare la Fiat tax e per il reddito di cittadinanza? Sì o no? Se sì, facciano ciò che hanno promesso. Se no, credo che gli elettori di 5 Stelle e Lega siano stati truffati da un governo che sta in piedi per le poltrone ma che paga i conti con gli assegni a vuoto.

Quanto all’atteggiamento con l’Europa, al momento sono chiacchiere. Noi abbiamo ottenuto flessibilità perché credibili grazie alle riforme, dal Jobs Act all’Anticorruzione. Loro con quale faccia si presentano? Con il decreto Di Maio che fa aumentare i disoccupati? Circa i proclami del Ministro dell’Interno, mi sembrano esibizioni muscolari per prendere un like su Facebook, ma non cambiano linea a Bruxelles. Quella di Salvini non è politica, ma body building verbale: alla fine, però, il fisico è quello che è. E in Europa se ne sono già accorti». Continua a leggere “Matteo Renzi: questo governo scherza col fuoco”

Matteo Renzi. Enews 540

Pubblichiamo l’ultima Enews di Matteo Renzi, appena pervenuta…

Matteo Renzi. Enews 540

Matteo Renzi

Cosa è successo in questa settimana?
Sembra che il Governo sia tornato sulla terra e si sia accorto che i vincoli di bilancio non possono essere violati. Immediatamente lo spread è sceso (bene!) e le aspettative dei partiti della maggioranza si sono abbassate. Hanno fatto promesse false agli italiani, hanno vinto mentendo. Ma adesso si arrendono alla realtà, come ampiamente previsto.

Volevano chiudere l’ILVA e invece (meno male!) la terranno aperta secondo i nostri piani. Non a caso a Taranto stanno insultando Di Maio chiamandolo Gigino la Frottola e inseguendo per la strada i deputati Cinque Stelle che avevano promesso la chiusura dello stabilimento.
Vorrei dire che mi dispiace quando vediamo scene di questo genere, mi dispiace molto. Purtroppo è la naturale conseguenza di anni in cui noi siamo stati accusati falsamente di fare del male ai bambini tarantini: la storia ci insegna che i giacobini costruiscono patiboli sui quali prima o poi vengono giustiziati loro stessi. Così accadrà anche per le altre promesse folli dei Cinque Stelle, come sta già accadendo a Taranto. E alla fine la ruota gira e il tempo è galantuomo: chi dice la verità prima o poi viene scoperto, diceva Oscar Wilde.

Nel frattempo, in questa settimana, il Governo ci ha regalato varie perle. Continua a leggere “Matteo Renzi. Enews 540”

Matteo Renzi, PD. Enews 539

Matteo Renzi, PD. Enews 539

Martedì 4 settembre 2018

Ben ritrovati, amici! Spero che abbiate passato un ottimo Agosto.
Io sono stato al lavoro per tutto il mese sul progetto culturale “Firenze”. L’obiettivo è offrire un’occasione per riflettere sulla bellezza che salva il mondo. E per non arrendersi davanti alla volgarità di questa stagione della politica. Quiun primo trailer: Mi dite che ne pensate?

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Quanto alla vicenda politica.

1. Sono stato ospite di Barbara Palombelli ieri nella prima puntata di Stasera Italia su Rete4. Qui il video della trasmissione: per chi ha tempo, attendo commenti.

2. Per il funerale di McCain, suo avversario alle Presidenziali 2008, Obama ha tenuto un discorso molto bello che vi invito a leggere. Questa è la politica del rispetto contro l’odio e il qualunquismo. Una politica ben diversa da quella di Trump. E di altri leader anche europei.

3. Infiammano le polemiche a Genova. Ribadisco quanto ho scritto nell’ultima E-News: nel rinnovare il cordoglio per le vittime, bisogna pensare a ricostruire subito. Restituire alloggi agli sfollati. Rifare immediatamente questo benedetto Ponte. E realizzare subito la Gronda e il Terzo Valico, accelerando i lavori sul Bisagno e per il Porto. Speriamo che Di Maio e Toninelli abbiano finito di sciacallare sulla tragedia e si mettano al lavoro presto.


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Matteo Renzi. PD: Enews 538

Riceviamo e come nostra prassi pubblichiamo e ovviamente come al solito ognuno è libero di trarre le proprie conclusioni in merito …

Matteo Renzi. PD: Enews 538

Matteo

Quello che è accaduto a Genova è atroce. Assurdo morire così nel 2018. La priorità oggi è aiutare le famiglie delle vittime, gli sfollati. Il dibattito pubblico, tuttavia, non ha parlato di questo. Il governo Salvini-DiMaio infatti ha deciso di attaccare l’opposizione. E di spargere veleni e falsità. Ho scelto di replicare perché non volevo che quelle accuse infami non ricevessero una condanna ferma. Qui il primo post. Qui il secondo post. Qui l’intervista a Repubblica. Pensavo che questa vicenda trovasse un Paese unito ad affrontarla. L’attegiamento dei ministri è stato invece vergognoso.
Ricapitolando:

  1. Chi ha sbagliato deve pagare. E chi ha sbagliato lo decide la Magistratura, non il Ministro Toninelli. In questa vicenda il Ministro deve fornire spiegazioni, non dare giudizi. Peraltro anziché dare risposte in Parlamento o ai singoli deputati che ieri sono andati al Mit, Toninelli ha pensato bene di tornare al mare. Avessimo fatto noi una cosa del genere sarebbe scoppiata la rivoluzione pentastellata. Ma adesso sono loro il potere, adesso tutti zitti.
  2. Di Maio è un bugiardo. Mi spiace dirlo, perché è un ministro, ma siamo davanti a uno squallido bugiardo. Ha detto che noi abbiamo fatto leggi per Autostrade e che il loro Governo è il primo che non ha preso soldi. Il decreto pro-Autostrade lo ha votato Salvini, non il PD (2008). I contributi elettorali li ha presi la Lega, non il PD (150.000€). Il Premier Conte è l’avvocato dei concessionari (Aiscat), altro che avvocato del popolo. Il NO alla Gronda, opera fondamentale per Genova, proviene dai Cinque Stelle di Genova (“favoletta”), da Beppe Grillo (“li fermeremo con l’esercito”), da Toninelli (agosto 2018!).
  3. Ora è fondamentale ricucire Genova. E per evitare che la città subisca oltre al danno anche la beffa è fondamentale che si accelerino le opere per le quali abbiamo liberato i soldi: Bisagno, Porto, Terzo Valico e Gronda. Genova DEVE ripartire. E per farlo il governo deve dire sì alle opere pubbliche. A cominciare ovviamente dal rifacimento del Ponte.

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Decreto Dignità, la posizione di, Di Maio M5S e dei politici di opposizione, pro e contro

Decreto Dignità, la posizione di, Di Maio M5S e dei politici di opposizione, pro e contro

di Pier Carlo Lava

A seguire le posizioni sul Decreto Dignità, di Luigi Di Maio M5S, Matteo Renzi PD, Silvio Berlusconi Forza Italia, Roberto Speranza LeU, Carlo Calenda PD e Teresa Bellanova PD.

Un tema che riveste una fondamentale importanza per quanto concerne: lavoro, occupazione, imprese e futuro del paese, sul quale preferiamo non esprimere la nostra opinione, per lasciare ai lettori farsene una propria, che saremmo lieti di leggere nell’apposito spazio riservato ai commenti sotto il post.

 

Luigi Di Maio M5S

Il pd ha presentato un emendamento per sopprimere l’articolo del decreto dignità che aumenta i risarcimenti per i lavoratori che vengono licenziati ingiustamente.

Nel dettaglio il decreto dignità porta le mensilità minime di risarcimento da 4 a 6 e quelle massime da 24 a 36. Come si può essere contrari a una norma che dà un giusto indennizzo ai lavoratori che subiscono degli abusi? Il loro emendamento non servirà a nulla perché finalmente ormai sono minoranza, ma il segretario del pd potrebbe spiegare a tutti perché un partito di “sinistra” si schiera contro il riconoscimento di maggiori diritti a chi lavora?

Per me è incomprensibile. Da parte nostra continueremo a difendere ed estendere i diritti sociali dei lavoratori e delle lavoratrici, esattamente quello che il pd non ha fatto in tutti questi anni.
Andremo avanti col massimo delle energie perché so che siete con noi, con un governo che finalmente pensa ai cittadini e non alle lobby. Insieme stiamo cambiando l’Italia!

Roberto Speranza Liberi e Uguali

“Sono un uomo di sinistra, eletto nelle liste di Liberi e Uguali. Qualche giorno fa ho depositato formale denuncia contro il ministro Matteo Salvini per istigazione all’odio razziale ai sensi della ex legge Mancino. So di aver assunto una posizione controvento, ma dinanzi a questioni di carattere costituzionale è giusto essere intransigenti”, dice Speranza, che poi sottolinea: “Con la stessa chiarezza voglio dire che non avrò in Parlamento un atteggiamento pregiudiziale nei confronti del Decreto Dignità. Le aspettative, dopo le prime dichiarazioni attorno ai diritti dei riders, erano molto più alte di un testo che pare piuttosto rinunciatario sulle questioni del lavoro e mal orientato su quelle fiscali. Eppure ci sono almeno tre punti su cui ho una opinione favorevole e attorno a cui spero il lavoro parlamentare possa portare un ulterioreavanzamento”. Continua a leggere “Decreto Dignità, la posizione di, Di Maio M5S e dei politici di opposizione, pro e contro”

Siamo la pista più bella del mondo, di Dario Fornaro

Siamo la pista più bella del mondo, di Dario Fornaro

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http://www.cittafutura.al.it/ Alessandria

La pista alessandrina evocata nel titolo (che evoca a sua volta la bella canzone di Celentano & Mori) nasce in alta politica, prosegue nella “riffa” dei  bonus , deraglia, pro quota, nel teatrino dell’assurdo e, con questi ascendenti, si presenta ai nastri di partenza.

 Nel 2015 il PD a trazione renziana se la dà ancora, nella conta dei voti, da “gioiosa macchina da guerra”, ma elezioni ed elettorato cominciano a inviare  segnali di instabilità/imprevedibilità sia sul versante destrorso che su quello pentastellato. La vulgata socio-politica degli ambienti governativi indica, a tal proposito, come fenomeno da tener d’occhio, da tamponare, il crescente “disagio” onnicomprensivo proveniente dalle periferie urbane.

Prontamente la cd. Legge di stabilità 2016  (L. 208 del 28.112.2015) recepisce il messaggio e istituisce, per l’anno 2016, un “programma straordinario d’intervento per la riqualificazione urbana e la sicurezza delle periferie delle città metropolitane e dei capoluoghi di provincia”. Dotazione iniziale: 500 milioni di euro. Continua a leggere “Siamo la pista più bella del mondo, di Dario Fornaro”

Matteo, il nuovo Piero Angela di Mediaset

Matteo, il nuovo Piero Angela di Mediaset

Trattativa sul nuovo programma di Renzi con le reti del Biscione. Già visionati due mesi di girato

https://www.huffingtonpost.it

NICOLA MARFISI / AGF
Milano 25/02/2018 Teatro Franco Parenti, Incontro pubblico con il Segretario Nazionale del Partito Democratico. Nella foto Matteo Renzi

Cortesemente declinato da Discovery e da Sky, il programma tv di Matteo Renzi (già in stato avanzato di lavoro) è ora oggetto di una trattativa seria con Mediaset, secondo fonti dell’azienda. Stesse fonti che descrivono Silvio Berlusconi molto divertito all’idea che Matteo Renzi possa diventare “il nuovo Angela”, nel senso di “Piero” o “Alberto” delle reti Mediaset. Quasi compiaciuto perché, in fondo, si tratta della conferma di un’intuizione neanche tanto recente. In parecchi, e non solo dentro Mediaset, ricordano quando il Cavaliere, in piena campagna referendaria condotta senza particolare furor ideologico, parlò dell’allora segretario del Pd come di uno che aveva “sbagliato mestiere”: “Avrebbe dovuto fare il presentatore tv, lo avrei assunto”.

Adesso il format c’è. Un format alto, in cui Renzi non “presenta”, ma diciamo così, “divulga”, alla Piero Angela appunto, sia pur con uno stile meno paludato, come è nel carattere dell’uomo: un programma di taglio storico e culturale sulle bellezze di Firenze, o meglio un viaggio nelle bellezze di Firenze dall’antichità ad oggi. La trattativa, dicevamo, non è su una idea da realizzare, ma su prodotto già semi-finito, con un paio di mesi di “girato” e già “lavorato” sottoposti all’attenzione di diverse tv. Mediaset sta valutando il prodotto e la sua eventuale collocazione su Rete 4 oppure – questa l’altra ipotesi – su Focus .

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Matteo Renzi – Enews 527

Matteo Renzi – Enews 527

Matteo

E alla fine, dopo 80 giorni, ci siamo. Nel tempo necessario a fare un celebre giro del mondo letterario, l’alleanza tra Lega e Beppe Grillo ha più modestamente scritto un contratto e partorito il governo delle larghe intese populiste.
Giuseppe Conte è il Presidente del Consiglio incaricato: gli ho fatto un grande in bocca al lupo attraverso questo post su Facebook. Opposizione dura e rigorosa, ma civile. E rispettosa delle istituzioni, sempre. Adesso loro diventano il potere, loro diventano l’establishment, loro diventano la casta. Non hanno più alibi, non hanno più scuse, non hanno più nessuno cui dare la colpa. È finito il tempo delle urla: tocca governare. Ne saranno capaci? Auguri e in bocca al lupo a tutti noi.
Sarebbe estremamente facile per noi giocare sulle incoerenze che caratterizzano la nuova maggioranza. Ci hanno spesso rinfacciato le mie contraddizioni, a cominciare dal non aver abbandonato la politica dopo il referendum. Tutte cose alle quali ho risposto nel merito ma che i nostri avversari liquidavano con “Noi siamo coerenti, voi no”.
Da oggi non se lo possono più permettere. Perché devono governare l’Italia, non strillare su Facebook. E se cercate l’incoerenza, da oggi, la troverete davvero.
Cito solo, come esempio, i tre principali portavoce del pensiero grillino:
Continua a leggere “Matteo Renzi – Enews 527”

La Dc del terzo millennio

La Dc del terzo millennio

http://www.eguaglianzaeliberta.it/

Quello di Renzi è un partito nuovo, che ha abbandonato le eredità culturali di quelli che gli hanno dato origine e che occupa tutto il centro dello schieramento politico, lasciando poco spazio sia a destra che a sinistra. Non sarà facile scalzarlo: forse prima o poi dallinterno, ma con molta fortuna

Adriano Bonafede

In mezzo alle polemiche sullarticolo 18 e sullo scontro fra Matteo Renzi da una parte e la minoranza di sinistra del Pd e la Cgil dallaltro, si sta perdendo di vista ciò che di incredibile sta avvenendo proprio sotto i nostri occhi: la nascita di un  nuovo partito. Il Pd di Renzi è unwork in progress di cui però già si possono intravedere le caratteristiche di fondo. Vediamole. Continua a leggere “La Dc del terzo millennio”

Matteo Renzi: Abbiamo fatto bene a non diventare soci di minoranza della Casaleggio e Associati srl

Matteo Renzi: Abbiamo fatto bene a non diventare soci di minoranza della Casaleggio e Associati srl

Matteo Renzi

Per due mesi hanno fatto i bravi, “gli istituzionali”. Oggi capiscono finalmente di non avere i numeri per Palazzo Chigi e quindi sbroccano. Beppe Grillo addirittura torna a proporre referendum sull’Euro e accusa gli altri partiti di Colpo di Stato per la legge elettorale, dimenticando che grazie al Rosatellum i Cinque Stelle hanno preso il 36% dei seggi, nonostante si siano fermati al 32% dei voti.
Contrordine dal Blog: il PD torna a essere un partito di delinquenti, non più il compagno di strada verso il Governo.

Sui social tornano gli insulti, le campagne di odio condotte dai finti profili, il giustizialismo.
 Quando vedo certe capriole, sono orgoglioso di aver contribuito – insieme a tanti altri militanti – a evitare l’accordo tra il PD e i Cinque Stelle.

Lo ripeto: sono orgoglioso. 
Perché non è stata una ripicca, ma solo una constatazione: rispetto ai dirigenti Cinque Stelle noi abbiamo una diversa concezione dell’Europa, del lavoro, del futuro, dei diritti, della lotta politica contro gli avversari. 
Massimo rispetto per gli elettori che hanno scelto i Cinque Stelle. Se hanno i numeri per governare, governino.
Ma massimo rispetto anche per chi non vuole finire la propria esperienza come partner di minoranza della Casaleggio e Associati srl. Buona giornata, amici.

Giriamo pagina

Giriamo pagina

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Il “renzismo” mi è piaciuto almeno al 90% nel suo tentativo di riforma dello Stato, dall’Italicum al referendum del dicembre 2016: specie per la proposta di un sistema elettorale a doppio turno e con premio di maggioranza, in cui a dare la fiducia ai governi fosse solo la Camera dei deputati.

Purtroppo nel dicembre 2016 è stato bocciato dal 60% degli italiani. Ma io seguito a pensare che avesse ragione il 40%, e che anzi le ragioni del 40%, con qualche adattamento imposto dalla Corte Costituzionale, andassero difese con accanimento, anche a costo di “accorciare” un poco la legislatura.

Il “renzismo” di governo – pur facendo sempre la tara ad alcuni “bonus” transitori ed inutili, o alla ben discutibile abolizione dell’originario articolo 18 dello Statuto dei lavoratori, da me sempre criticata – mi è piaciuto. Sono convinto che i governi Renzi e Gentiloni, che hanno caratterizzato gli ultimi quattro e quasi cinque anni, siano stati tra i migliori della seconda Repubblica.

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Renzi torna in campo. “Un governo a tempo per riscrivere le regole”, di Francesca Schianchi. La Stampa

Renzi torna in campo. “Un governo a tempo per riscrivere le regole”

L’ex leader Pd gela i grillini: “Incontro ok, ma accordo impossibile”. Di Maio: “Ego smisurato, noi ci abbiamo provato. La pagheranno”
LAPRESSE

Ieri Renzi ha rotto il silenzio che si era auto-imposto

Francesca Schianchi roma

No a «fare i badanti a un governo M5S», ma disponibilità a «scrivere le regole insieme» se i vincitori delle elezioni proporranno «una legge elettorale e riforme costituzionali». A quasi due mesi dalla débâcle elettorale, nonostante la promessa di uscire di scena per indossare i panni del «senatore semplice di Scandicci», Matteo Renzi torna in tv, ospite di Fabio Fazio a «Che tempo che fa» per ribadire la linea di chiusura a un governo col Movimento. Di cui il leader stellato Di Maio prende atto con amarezza: «Noi ce l’abbiamo messa tutta per fare un governo, il Pd ha detto no ai temi per i cittadini e la pagheranno. Altro che discussione interna al Pd. Decide ancora tutto Renzi col suo ego smisurato».

Nel giorno in cui Di Maio scrive una lettera-appello ai dem sul Corriere della Sera, a tre giorni dalla direzione Pd che dovrà decidere quale atteggiamento tenere nei confronti delle sue avance, il segretario dimissionario sceglie la trasmissione di prima serata per dare indicazioni precise su quello che definisce il suo «punto di vista», ma che, fa capire, è sufficiente per affossare qualunque accordo, visto che «i senatori Pd sono 52 e dovrebbero votare a favore in 48. Io non ne conosco uno disposto a farlo»…. continua su:  http://www.lastampa.it/2018/04/30/italia/renzi-torna-in-campo-un-governo-a-tempo-per-riscrivere-le-regole-ow0QKvzC8ijkmsoG9Q2ziM/pagina.html

Renzi: “Fiducia a Di Maio da nessun senatore Pd”. Dal Jobs act a reddito di cittadinanza: chiusura totale sui temi

Renzi: “Fiducia a Di Maio da nessun senatore Pd”. Dal Jobs act a reddito di cittadinanza: chiusura totale sui temi

Renzi: “Fiducia a Di Maio da nessun senatore Pd”. Dal Jobs act a reddito di cittadinanza: chiusura totale sui temi

Una chiusura totale ai 5 stelle, senza nessuna speranza d’appello. E un’apertura a un governo di tutti per riscrivere le regole: ovvero collaborare tutti insieme per occuparsi di legge elettorale e addirittura riforme costituzionali.

Matteo Renzi, intervistato a “Che tempo che fa” su Rai1, ha rispolverato la sua vecchia fissa: non solo ha chiuso a ogni ipotesi di dialogo con Luigi Di Maio (“Su 52 senatori dem non ne conosco uno disposto a votargli la fiducia”), ma è ritornato a parlare del 4 dicembre 2016, data della sconfitta del referendum costituzionale: “Da quel giorno il Paese è bloccato”, ha detto ignorando la stoccata più o meno evidente al premier Paolo Gentiloni che ha guidato il governo dopo di lui.

Se tutti aspettavano le parole dell’ex segretario per dare un colpo allo stallo delle trattative Pd-M5s, è arrivata una violenta battuta d’arresto a ogni evoluzione che non sia stare all’opposizione.

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Trattativa col M5S, Pd lacerato Adesso Martina rischia il posto, di Carlo Bertini – La Stampa

Trattativa col M5S, Pd lacerato Adesso Martina rischia il posto

Se perde la linea dei governisti, i renziani chiederanno la testa del reggente E invocano il ritorno di Matteo: “Ritiri le dimissioni e gestisca lui la crisi”
AFP
Carlo Bertini Roma http://www.lastampa.it

La situazione è grave e stavolta anche seria nel Pd, che si può ritrovare di qui a una settimana senza più neanche un «reggente» a tenere la barra di una barca in preda ai flutti. Quando (e se) mercoledì in Direzione si consumerà infatti la prima vera resa dei conti su due linee contrapposte, quella dei «governisti» e quella del «no ai grillini», l’esito infausto potrebbe essere quello di un partito acefalo.

Visto che i renziani fanno sapere che le dimissioni di Martina potrebbero essere la logica conseguenza di una sconfitta dei «governisti». Di cui il reggente è ormai il portabandiera conclamato. Specie a sentire le ultime parole da Vespa: dopo lo scontro al vetriolo con Orfini e Marcucci che l’altro giorno hanno stoppato la sua voglia di aprire ai grillini, oggi al secondo incontro con Fico, Martina vorrebbe andare a dire di «accettare la sfida di M5S» e che «il Pd deve giocare in attacco, anche con Renzi». Perché senza di lui non si può far niente. «Un’intesa con M5S? Ci proverò fino in fondo». Apriti cielo.

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Renzi invoca “un giorno di riflessione”. Poi in piazza a Firenze ferma i passanti: “Vuoi governo Pd-M5s?

Renzi invoca “un giorno di riflessione”. Poi in piazza a Firenze ferma i passanti: “Vuoi governo Pd-M5s?”

Renzi invoca “un giorno di riflessione”. Poi in piazza a Firenze ferma i passanti: “Vuoi governo Pd-M5s?”

L’ex segretario prima ha twittato per ricordare il 25 aprile e fermare le discussioni politiche, poi si è messo a fare un sondaggio in piazza sull’opportunità o meno di accettare un’intesa con i 5 stelle per formare un esecutivo

Aveva iniziato la giornata con un Tweet che invocava “una giornata di riflessione senza polemiche” per festeggiare il 25 aprile. E’ finita che, durante le celebrazioni davanti a Palazzo Vecchio, si è messo a provocare i passanti chiedendo: “Vi piacerebbe un governo del Pd con i 5 stelle?”. L’ex segretario e leader Pd Matteo Renzi, come racconta l’agenzia Ansa, passeggiando con la bicicletta a mano tra Palazzo Vecchio e piazza della Signoria a Firenze ha deciso di rivolgere direttamente ai concittadini l’opinione sul futuro del Partito democratico. E, raccontano, c’è chi ha risposto in favore dell’autonomia del Pd. E chi invece gli ha semplicemente sorriso incredulo. Lui ha deciso di non dare nessuna opinione in proposito.

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Renzi dopo il renzismo, di Mauro Calise

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Mauro Calise   Alessandria  http://www.cittafutura.al.it/

La risposta di Renzi alla sconfitta – piaccia o meno – ha avuto il merito della chiarezza. Come già nelle due passate occasioni in cui era stato battuto sul campo – nella prima sfida con Bersani e al referendum costituzionale – il leader Pd ha accettato di fare un passo indietro. Ma solo per cercare di farne – prima o poi – un altro avanti. Le dimissioni che tutti si aspettavano sono arrivate.

Ma a tempo indeterminato. Diventeranno effettive solo dopo le trattative per l’elezione dei presidenti di Camera e Senato, e aspetteranno anche la formazione – se e quando ci sarà – del governo. In questa lunga – delicatissima – fase, sarà Renzi a tenere in mano il boccino. A dettare la linea del Pd, in pubblico e nelle consultazioni.

Una linea di netta intransigenza. Niente inciuci con gli estremisti, vale a dire né con la Lega né coi Cinquestelle. Il Pd resterà all’opposizione. Se l’uno o l’altro dei due partiti – che Renzi ha sprezzantemente etichettato, anche ieri, come anti-sistema – vorrà formare una maggioranza, non potrà contare sulla stampella dei democratici. Continua a leggere “Renzi dopo il renzismo, di Mauro Calise”

Il Pd al bivio: o accordo col M5S o morte (definitiva)

Democratic Party leader Matteo Renzi reacts as he arrives to cast his vote at a polling station in Florence
Giacomo Russo Spena Giornalista
ALESSANDRO BIANCHI / REUTERS

http://www.huffingtonpost.it/

Democratic Party (PD) leader Matteo Renzi reacts as he arrives to cast his vote at a polling station in Florence, Italy March 4, 2018.

REUTERS/Alessandro Bianchi

Il Pd non è nato per stare all’opposizione. Chi minimamente conosce quel partito sa che non troverebbe (più) una sua dimensione fuori dal governo. Dal discorso del Lingotto di Walter Veltroni sulla vocazione maggioritaria, è sufficiente una rapida rassegna stampa di questi ultimi anni per individuare il pensiero dei dirigenti: una carrellata di posizioni, unanimi nel partito, sull’importanza del governo. “Siamo una forza responsabile” è la frase più gettonata. Il Pd ha sempre agito in nome della governabilità del Paese. Pur di ottenerla, si è alleata col diavolo, alias Angelino Alfano, o bevuto cicuta sostenendo governi impopolari come l’esecutivo Monti. Come dimenticarsi quel 2011, quando con un Berlusconi agonizzante e un centrosinistra in pompa magna, il Pd – precettato dall’ex presidente della Repubblica Giorgio Napolitano – ha preferito dare la fiducia ai tecnici, piuttosto che recarsi alle elezioni (che avrebbe vinto a mani basse). “La priorità è abbassare lo spread” è stato, allora, il mantra ripetuto. E poi la scelta delle larghe intese con Enrico Letta e Matteo Renzi, con il sodalizio persino con Denis Verdini. In questi anni la classe dirigente del Pd ha sempre individuato nella “sinistra riformista e di governo” l’unico obiettivo da conseguire. All’opposizione sarebbe un altro Pd. Un’altra cosa, un altro progetto politico. Continua a leggere “Il Pd al bivio: o accordo col M5S o morte (definitiva)”

Il segretario teme la nascita del “partito” di Mattarella per fare l’accordo con il M5S, di Federico Geremicca. La Stampa

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Gentiloni e Franceschini primi sospettati

LAPRESSE

La fronda. Gentiloni e Franceschini sono stati i primi a valutare legittime le preoccupazio-ni e le intenzioni del Capo dello Stato. A loro si sono aggiunti Delrio e altri esponenti dell’ala cattolica

FEDERICO GEREMICCA ROMA

Il 4 del mese, ora è evidente, non è un giorno fortunato per Matteo Renzi, visto che le sconfitte più dure (il referendum costituzionale del dicembre 2016 e la disfatta dell’altro ieri) le ha incassate in due domeniche con la data – appunto – del 4 del mese. Ma il 5, evidentemente, fa parte di un’altra storia: e se non è certo il giorno di una rinascita o di un rilancio, è senz’altro la data-simbolo scelta per l’avvio di una nuova e durissima battaglia.  

Matteo Renzi, infatti, non si dimette. Forse lo farà più in là, ma a crederci – nello stesso Pd – sono davvero in pochi. E non si dimette perché nella notte del fatidico 4 marzo, mentre la slavina dell’insuccesso si abbatteva su Largo del Nazareno, gli si è manifestato un fantasma, un nuovo nemico da combattere o – forse più realisticamente – un semplice sospetto che però può servire a dare un senso e a giustificare il suo voler restare in campo. ..

continua su: http://www.lastampa.it/2018/03/06/italia/speciali/elezioni/2018/politiche/il-segretario-teme-la-nascita-del-partito-di-mattarella-per-fare-laccordo-con-il-ms-m5VOABF71rCxWPik94ukBI/pagina.html

Renzi si dimette da segretario del Pd: “Nessun inciucio, faremo opposizione”

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Il segretario del Pd Matteo Renzi, 43 anni

Dopo il flop elettorale il segretario fa un passo indietro e chiede non un reggente “scelto dal caminetto” ma un candidato uscito dalle primarie AP

Matteo Renzi lascia la guida del Pd. Si presenta nel tardo pomeriggio al Nazareno, dopo numerosi rinvii per commentare il risultato delle Politiche. Rivendica con orgoglio le cose fatte in questi anni («Restituiamo le chiavi di casa, con una casa in ordine tenuta bene. Sono cresciuti Pil, export, consumi e posti di lavoro»). «Non faremo accordi. Il nostro posto in questa legislatura è all’opposizione. Lì ci hanno chiesto di stare i cittadini italiani e lì staremo», chiarisce. «Mi sento garante di un percorso politico e culturale. Abbiamo detto no a un governo con gli estremisti. Non abbiamo cambiato idea in 48 ore. Ci sono almeno tre elementi che ci separano da Salvini e Di Maio: l’anti europeismo, l’antipolitica e l’odio verbale che ha caratterizzato la loro campagna. Se siamo mafiosi, corrotti, impresentabili, con le mani sporche di sangue, sapete che c’è? Fate il Governo senza di noi»… continua su: http://www.lastampa.it/2018/03/05/italia/speciali/elezioni/2018/politiche/renzi-si-dimetter-nel-pomeriggio-martina-verso-la-guida-del-pd-MSmLLvs2r2hx3fuNxMSiHM/pagina.html

Il Millepiedi, il Rospo e Renzi

Al Circolo della Concordia abbiamo commentato le dichiarazioni che l’ex Presidente del Consiglio Renzi ha rilasciato durante l’intervista su LA 7 dicendo che “comunque vada non mi dimetto”.

Giuseppe Castronovo

IL MILLEPIEDI  IL  ROSPO  E  RENZI

Franco: amici… avete sentita l’ultima di Renzi?

Marco: ma è l’ultima o la penultima? Parla così tanto che l’ultima dopo qualche ora diventa penultima!

Franco: no, caro Marco. Mi riferisco, e così ci capiamo, proprio all’ultima di stamattina: intervistato dalla giornalista Tortora sulla rete televisiva  LA 7  durante il programma OMNIBUS.

Marco: e cosa ha detto?

Franco: alla giornalista, che gli chiedeva cosa avrebbe fatto in caso di sconfitta, Renzi  ha risposto con poche parole ma perentorie, decise e inequivocabili. Ha detto “Comunque vada io sarò segretario fino al 2021, lo hanno deciso le primarie” Continua a leggere “Il Millepiedi, il Rospo e Renzi”

Mandanti morali, di Mattia Feltri

di MATTIA FELTRI  http://www.lastampa.it/

Sostenere che Matteo Salvini è un cattivo maestro (maestro?) o il mandante morale della sparatoria di Macerata equivale a sostenere, come ha sostenuto Matteo Salvini, che la sinistra ha le mani sporche di sangue per l’omicidio di Pamela.

E però sono tesi che riscuotono ampio successo, anche fra le migliori leadership nazionali: se Pamela è morta è colpa del lassismo della sinistra, se un criminale ha risposto all’assassinio sparando su immigrati di colore è colpa del lessico della destra (fra l’altro ci si sente sfiorati dal ridicolo a ricordare che il nigeriano accusato dell’omicidio della ragazza è innocente almeno fino a prova contraria, e nemmeno è chiaro se davvero si tratti di omicidio, ma pazienza, ci prenderemo il ridicolo).    Continua a leggere “Mandanti morali, di Mattia Feltri”

Roberto Burioni, Medico: Grazie, ma la mia battaglia la conduco fuori dal Parlamento

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Roberto Burioni, Medico

Qualche giorno fa ho ricevuto da Matteo Renzi la proposta di candidarmi come indipendente nelle liste del PD alle prossime elezioni politiche. Me l’ha fatta con le parole giuste: “vorrei rovinarle la vita proponendole di dare una mano al suo Paese in Parlamento”.

Parole giuste perché io sento il dovere di fare qualcosa per migliorare la Nazione dove vivo e dove crescerà mia figlia; insomma di mettere a disposizione degli altri quello che so e quello che so fare. Ricevere questa proposta è stato per me un grande onore: come sapete ho profondissima stima di Matteo Renzi, che con coraggio e decisione ha preso senza tentennamenti la parte della scienza in questa Italia talvolta oscillante tra viltà, opportunismo e superstizione.

Molti mi hanno detto “stai lontano dalla politica, è uno schifo”. Ma io non la penso così: la politica è per me la forma più alta di impegno civile e l’ho sempre considerata come il traguardo più prestigioso per un Cittadino. Continua a leggere “Roberto Burioni, Medico: Grazie, ma la mia battaglia la conduco fuori dal Parlamento”

Idee a confronto

testata510

Enews 510, mercoledì 17 gennaio 2018

Buongiorno a tutti. Mancano 46 giorni alle elezioni generali del 4 marzo.
Le elezioni non sono un concorso di bellezza, ma la scelta tra modelli diversi di Paese. Presentare un programma significa immaginare l’Italia dei prossimi anni, provare a scrivere il futuro dei diritti e dei doveri dei nostri figli, costruire un’idea di lavoro al tempo dell’intelligenza artificiale e della robotica.

Siamo partiti da Torino con i nostri amministratori e da Milano assieme a Giorgio Gori, Carlo Calenda e Beppe Sala.

Per inserire in una cornice seria e coerente le varie proposte, i singoli punti, occorre partire da quale visione noi abbiamo dell’Europa. Per questo sabato 20 gennaio, a Milano, terremo il primo vero incontro di campagna elettorale. E racconteremo cosa pensiamo dell’Europa, del ruolo da protagonista che l’Italia deve avere a Bruxelles, della necessità di avere più democrazia e più buona politica nelle istituzioni comunitarie.
Le proposte che in queste ore il PD sta elaborando partono da qui. Da come l’Italia deve stare in Europa. Poi, a seguire, il programma, i cento punti concreti con i risultati raggiunti e quelli ancora da raggiungere.
Continua a leggere “Idee a confronto”

L'arte dei piccoli passi

ci sono tante strade da percorrere insieme

La Chimica Delle Parole

L'unica cosa certa è il cambiamento

CapoVerso: New Leader

Per una buona leadership

Il sasso nello stagno di AnGre

insistenze poetico-artistiche per (ri)connettere Cultura & Persona a cura di Angela Greco & Co.

Gifted and Talent: tra realtà e quotidianità

Informarsi e formarsi sulla Plusdotazione nei bambini, per essere più consapevoli e responsabili

"...e poi Letteratura e Politica"

La specie si odia. E mi permetto di aggiungere: "A volte di coppie non si può parlare, ma d'amore sì; altre volte di coppie sì, ma non d'amore, e è il caso un po' più ordinario". R. Musil, 'L'uomo senza qualità', Ed. Einaudi, 1996, p. 1386. Ah, a proposito di 'relazioni': SE APRI IL TUO CUORE SI TRATTA DI AMICIZIA. SE APRI LE GAMBE SI TRATTA DI SESSO. SE APRI ENTRAMBI E' AMORE

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