Open Arms – Conte pressa e Salvini cede e autorizza lo sbarco dei minori

Open Arms – Conte pressa e Salvini cede e autorizza lo sbarco dei minori

Seconda lettera di Giuseppe Conte a Matteo Salvini, l’ennesimo capitolo della battaglia tra il presidente del Consigloi e ministro dell’Interno. La richiesta è sempre quella: far sbarcare i minori. E, s’intende, quelli imbarcati sulla Open Arms: 32, di cui 27 non accompagnati, su 134 persone in totale.

Il premier conferma la disponibilità di diversi Paesi Ue per l’ospitalità. Procura acquisisce documenti dalla Guardia Costiera. Disposta una ispezione medica a bordo. Salvini: ‘Vergogna ong, io non mollo’

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Foto: https://gazzettadelsud.it

La lettera di Giuseppe Conte ·

Gentile Ministro dell’Interno, caro Matteo,

ti scrivo questa lettera aperta perché il caso della nave Open Arms domina ormai le prime pagine dei giornali e perché sono costretto a constatare che anche la corrispondenza d’ufficio tra la Presidenza del Consiglio e il Viminale viene poi riportata sui giornali e allora tanto vale renderla pubblica all’origine, per migliore trasparenza anche nei confronti dei cittadini.

Ti ho scritto ier l’altro una comunicazione formale, con la quale, dopo avere richiamato vari riferimenti normativi e la giurisprudenza in materia, ti ho invitato, letteralmente, “nel rispetto della normativa in vigore, ad adottare con urgenza i necessari provvedimenti per assicurare assistenza e tutela ai minori presenti nell’imbarcazione”.
Con mia enorme sorpresa, ieri hai riassunto questa mia posizione attribuendomi, genericamente, la volontà di far sbarcare i migranti a bordo.
Comprendo la tua fedele e ossessiva concentrazione nell’affrontare il tema dell’immigrazione riducendolo alla formula “porti chiusi”. Sei un leader politico e sei legittimamente proteso a incrementare costantemente i tuoi consensi. Ma parlare come Ministro dell’Interno e alterare una chiara posizione del tuo Presidente del Consiglio, scritta nero su bianco, è questione diversa.
È un chiaro esempio di sleale collaborazione, l’ennesima a dire il vero, che non posso accettare.
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Migranti, Tar Lazio: Open Arms può entrare in acque italiane. Conte: far sbarcare i minori

Migranti, Tar Lazio: Open Arms può entrare in acque italiane. Conte: far sbarcare i minori

http://amp.ilsole24ore.com/pagina/ACoUSje

Il Tar del Lazio ha disposto la sospensione del divieto d’ingresso nelle acque territoriali italiane della nave Open Arms, da quasi due settimane in attesa di un approdo. È quanto sostiene la stessa Ong sottolineando che sulla base della decisione dei giudici «ci dirigiamo verso il porto sicuro più vicino in modo che i diritti delle 147 persone, da 13 giorni sul ponte della nostra nave, vengano garantiti». Oltre alla Open Arms c’è un’altra imbarcazione ancora in attesa di porto, la Ocean Viking, per un totale di circa 400 migranti bloccati in mare da giorni.

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GUARDA IL VIDEO: Richard Gere a bordo della Open Arms porta acqua e cibo

Il premier Giuseppe Conte in una lettera inviata stamattina a Matteo Salvini – e per conoscenza ai ministri Danilo Toninelli ed Elisabetta Trenta – ha chiesto di «mettere in sicurezza i minori» presenti sulla nave Open Arms. «Non capisco perchè debbano sbarcare in Italia» ha detto Salvini, che commentando la decisione del Tar Lazio dichiara: «Viviamo in un Paese strano, dove un avvocato del Tar del Lazio vuole dare il permesso a sbarcare in Italia a una nave straniera carica di immigrati straniera. Io nelle prossime ore firmerò il mio ‘no’ perché complice dei trafficanti di esseri umani non lo sarò mai». E avverte: « Staremo attenti nei prossimi giorni perché non si crei a Roma un’alleanza innaturale, una coppia contro natura tra Pd e 5 Stelle, tra Renzi e Grillo per riaprire i porti italiani».

Il Tar: eccesso di potere e violazione delle norme internazionali
La sospensione è stata disposta con il decreto cautelare n. 5478 di oggi, con il quale i magistrati amministrativi hanno accolto il ricorso presentato dalla Ong spagnola. La sospensione è stata decisa perché «non appare del tutto sfornito di fondamento giuridico» il «vizio di eccesso di potere per travisamento dei fatti e di violazione delle norme di diritto internazionale». Inoltre la situazione critica a bordo, per l’ingente numero di persone presenti sulla nave, giustifica la sospensione del divieto emesso il 1 agosto dal ministero dell’Interno di concerto con i ministeri della Difesa e dei Trasporti. Dopo la sospensiva il Tar Lazio si riunirà il 9 settembre per entrare nel merito e decidere.
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I migranti per l’Italia oggi sono un problema, ma non usiamoli come “armi di distrazione di massa”

I migranti per l’Italia oggi sono un problema, ma non usiamoli come “armi di distrazione di massa”

di Pier Carlo Lava

Il calcio è sempre stato utilizzato come “arma di distrazione di massa”, una specie di oppio per i popoli, ad esempio in Brasile per fare dimenticare all’opinione pubblica la miseria delle favelas. La società italiana negli ultimi anni è decisamente cambiata e purtroppo non certo in meglio, dato che oggi più che mai pare sia diventato determinante individuare nemici da odiare e combattere, negli ultimi tempi sono i migranti e le persone di colore, etnie diverse dalla nostra per usi, costumi e religione.

Sea Watch

foto: Peschereccio Sea Watch da: https://www.valigiablu.it

Alessandria today: A  onor del vero occorre dire che sulla questione migranti l’Europa ci ha sempre lasciati soli e solo negli ultimi anni la politica di Minniti Ministro dell’ex Governo Renzi ha portato i sui frutti riducendo drasticamente gli arrivi, negli ultimi tempi Matteo Salvini della Lega ha continuato l’opera attuando il pugno di ferro con le Ong. 

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foto: veliero Mediterranea https://notizie.tiscali.it

Una decisione che vista la latitanza dell’Europa che non ha la capacità da un lato di imporre l’accettazione di una quota dei migranti anche a certi paesi dell’est, ad esempio tagliandogli i trasferimenti in denaro (diversamente dall’Italia gli stessi ricevono dalla UE più di quanto danno) e dall’altro di attuare una politica comune per gestire il problema.

In questo contesto la decisione di Salvini coerentemente con la sua campagna elettorale è un modo per tentare di arginare ulteriormente la situazione, la stessa da qualche frutto anche se considerando l’aspetto umano come dice Papa Francesco “sono persone e non problemi sociali”  non si possono superare certi limiti. 

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foto: Gommoni in mare https://www.mediterraneanhope.com

Una politica insufficiente, visto che si chiudono i porti alle navi dell’Ong ma si lasciano aperte le finestre…, così barchini e gommoni di tutti i tipo arrivano tranquillamente ogni giorno e sbarcano con decine di migranti, anche questi arricchiscono la mafia libica degli scafisti  di più che sfruttando le Ong.

Sinora il problema è tutto sommato contenuto ma cosa succederà se la situazione politica in Libia si destabilizzerà ulteriormente?. Secondo quanto riportano i media avanza una nuova proposta targata Salvini (Meloni) navi della marina per fermare i migranti, ma le forze armate sono perplesse: queste operazioni in alto mare sono troppo rischiose… Continua a leggere “I migranti per l’Italia oggi sono un problema, ma non usiamoli come “armi di distrazione di massa””

Migranti, la sfida delle ong a Salvini: sono 3 le navi in mare

Migranti, la sfida delle ong a Salvini: sono 3 le navi in mare

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Il veliero Alex & co di Mediterranea, con oltre 50 bordo.  La Alan Kurdi di Sea Eye con 65 a bordo, protagonista oggi di un intervento in acque libiche. La spagnola Open Arms. Sulla Alex il Viminale conferma l’accordo tra Italia e Malta: La Valletta accoglierà i migranti, l’Italia ne riceverà 55 da Malta. In corso l’evacuazione di “18 vulnerabili”: bambini, donne e famiglie. Quanto alla Alan Kurdi, pronto il divieto di ingresso in acque italiane.

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Dopo la visita a bordo dei medici, è in corso l’evacuazione a bordo della motovedetta CP300 della Guardia Costiera delle prime 18 persone salvate dalla Alex. Lo fa sapere Mediterranea saving humans. Sono i soggetti più vulnerabili (bambini e donne) e le loro intere famiglie.

“Una buona notizia. Finalmente”, commenta la ong. I migranti, più di 50, saranno poi trasferiti a Malta, secondo l’accordo raggiunto con l’Italia, che prevede che Roma accolga contestualmente 55 migranti dalla Valletta.

Il trasbordo dei migranti a bordo della nave della Mediterranea arriva dopo ore di tensione e botta e risposta tra la ong e il ministro dell’Interno, Matteo Salvini. In un clima di sfida alla politica dei porti chiusi.

La sfida delle ong a Salvini I sequestri disposti dalla magistratura – italiana e maltese – avevano per un breve periodo reso il Mediterraneo centrale “ong-free”. Ma ora, la ‘flotta’ umanitaria in mare è forte di ben tre unità: il veliero Alex & co di Mediterranea saving humans, la Open Arms della organizzazione spagnola Proactiva Open Arms, la Alan Kurdi della tedesca Sea Eye. Continua a leggere “Migranti, la sfida delle ong a Salvini: sono 3 le navi in mare”

ANPI: Caso Migranti della Sea Watch, siamo sgomenti e disgustati

ANPI: Caso Migranti della Sea Watch, siamo sgomenti e disgustati

Assistiamo sgomenti e disgustati al braccio di ferro sulla vita dei migranti della Sea Watch, mentre il ministro dell’Interno schernisce in modo intollerabile la capitana della nave e un ex ministro della Repubblica, Giorgia Meloni, avanza l’incredibile proposta di “affondamento”.

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È una mostruosa regressione di civiltà, oltre che di umanità, da parte di personaggi che dovrebbero dare un esempio di responsabilità e di senso delle istituzioni.

La legge “sicurezza” dimostra sempre di più il suo vero volto xenofobico, oltreché la sua impotenza: il porto di Lampedusa rimane chiuso solo per le Ong, ma gli sbarchi continuano.

È una guerra privata del ministro, dopo che le pretestuose accuse contro le Ong stesse si sono sgonfiate come bolle di sapone. Quella di Salvini non è una politica sull’emigrazione, né c’è alcun governo del fenomeno, che invece andrebbe disciplinato e regolato, tenendo sempre come bussola la Costituzione.

Si tratta esclusivamente di una propagandistica passerella di intimidazioni, irrisioni e minacce. Cosa dice il Presidente del Consiglio che, proprio in base alla Costituzione, “dirige la politica generale del Governo e ne è responsabile”? Davanti alle grida inconsulte per la difesa dei confini nazionali colpisce poi il silenzio dell’Unione Europea, ancora una volta incapace di assumersi il compito di gestire le emergenze umanitarie.

Presidenza e Segreteria Nazionale ANPI

ANPI Casale Monferrato

Questione migranti?, facciamo chiarezza, di Pier Carlo Lava

Questione migranti?, facciamo chiarezza, di Pier Carlo Lava

“Il problema migranti oggi non è più rappresentato da quei pochi che arrivano con i barconi ma da quelli irregolari presenti sul territorio nazionale che delinquono”

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di Pier Carlo Lava

Alessandria Today: Si continua a parlare della questione migranti con riferimento a quelli in arrivo dall’africa come se fosse una questione di emergenza nazionale in tema sicurezza ma diversamente dal passato oggi non è più un fatto rilevante.

Infatti secondo i dati i migranti che sbarcano sulle nostre coste si sono ridotti notevolmente di numero sino a diventare un entità decisamente esigua, ovviamente questo non significa che si debba abbassare la guardia ma il fenomeno migratorio non rappresenta più un problema sul quale continuare a fare propaganda elettorale.

Sul tema in questione quello che invece rappresenta effettivamente un problema di sicurezza nazionale è quello relativo agli irregolari presenti i Italia che non avendo un lavoro, o scegliendo di non averlo, delinquono, spacciano droga, gestiscono la prostituzione, il caporalato e commettono azioni criminose come quella recentemente riportata dalla cronaca di questi giorni, sulla quale La Stampa titola così: “Il rogo del migrante con 7 identità, brucia una casa e uccide due persone”. Continua a leggere “Questione migranti?, facciamo chiarezza, di Pier Carlo Lava”

“Per un’Europa unita e senza barriere”: serata all’Acsal dedicata ad Antonio Megalizzi

Mercoledì 9 gennaio l’Associazione Cultura e Sviluppo ospiterà la conferenza dal titolo “Per un’Europa unita e senza barriere”, promossa dal Comitato Welcoming Europe di Alessandria, formato da venticinque associazioni e nato dalla manifestazione “Per un’Europa senza muri” del settembre scorso. Il Comitato continua la sua attività con l’adesione alla Campagna Welcoming Europe.

Per un’Europa che accoglie e con l’organizzazione di incontri pubblici di carattere politico.La Campagna Welcoming Europe ha l’obiettivo di raccogliere un milione di firme  livello europeo per chiedere alla Commissione Europea di agire per decriminalizzare la solidarietà, proteggere le vittime di abusi e creare passaggi sicuri. La raccolta continuerà anche durante la serata di mercoledì e sarà l’occasione per riflettere sulle politiche migratorie disumane in atto a livello locale, nazionale ed europeo e sulla mobilitazione in atto nella società ma non riconosciuta dalla politica. Continua a leggere ““Per un’Europa unita e senza barriere”: serata all’Acsal dedicata ad Antonio Megalizzi”

Regioni, raffica di ricorsi contro il decreto sicurezza. Salvini: «Pd cerca visibilità»

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Una alla volta le regioni a guida centrosinistra passano dalle parole ai fatti sul decreto sicurezza. Umbria, Toscana ed Emilia Romagna hanno deliberato il ricorso alla Consulta: la norma sarà impugnata per sospetta «incostituzionalità».

Anche la Sardegna è pronta a compiere lo stesso passo: nelle prossime ore porterà in giunta la proposta. Partita da un gruppo di sindaci, in testa Leoluca Orlando di Palermo – «sindaci del Pd che cercano visibilità», taglia corto Salvini – la battaglia si è spostata alle Regioni che a differenza dei Comuni possono ricorrere direttamente alla Corte costituzionale, senza passare prima da un giudice.

Sorgente: Regioni, raffica di ricorsi contro il decreto sicurezza. Salvini: «Pd cerca visibilità»

Roberto Fico: Migranti, Europa, una soluzione condivisa per le emergenze

Roberto Fico: Migranti, Europa, una soluzione condivisa per le emergenze

Tutta l’Europa deve fare in modo che quanto successo in questi giorni con la Sea Watch e negli scorsi mesi con altre imbarcazioni nel mar Mediterraneo non si ripeta più.

Siamo – come europei – cittadini che fanno della solidarietà un principio cardine della convivenza e dell’essere comunità. Un tracciato che i governi devono seguire senza paura mettendo al centro l’umanità e quella che è la più alta missione che ha la politica: aiutare i più deboli.

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Sono convinto che l’iniziativa presa ieri da Luigi Di Maio sia un segnale importante e ne sono contento. Allo stesso modo credo fortemente che l’Italia non debba essere lasciata sola, così come nessun altro Paese debba essere lasciato solo a gestire questioni complesse.

Per questo rivolgo un appello a tutti i miei colleghi presidenti dei Parlamenti europei per sensibilizzare le assemblee e i governi e raggiungere una soluzione condivisa della gestione delle emergenze: quando un Paese accoglie, dagli altri deve partire un sostegno concreto, ovvero un soccorso nell’esame delle domande di asilo e nell’accoglienza.

Non possiamo permettere che vengano lasciati in condizioni inaccettabili degli esseri umani che fuggono da dolore, morte e sofferenza. La nostra civiltà si misura da questo.

Se siamo solidali tutti assieme diventiamo più forti, e le responsabilità quando sono condivise non costituiscono più un peso per una comunità. Questo vale per qualsiasi tema da affrontare, incredibile quanto spesso ce ne dimentichiamo.

Lite sui migranti, mossa Di Maio: «Porte aperte a donne e bambini» Gelo Salvini: «Basta ricatti»

https://www.ilmessaggero.it

Mini-svolta del governo italiano nella serata di ieri sul tema migranti. Dopo giorni in cui a più riprese il ministro dell’Interno Matteo Salvini, aveva ribadito che l’Italia non era disponibile ad accogliere i migranti da alcuni giorni bloccati su due imbarcazioni al largo di Malta e della Sicilia, ieri l’altro vicepremier, Luigi Di Maio, dopo aver parlato con il presidente del Consiglio Giuseppe Conte, ha aperto ad una soluzione.

«Malta faccia sbarcare subito donne e bambini da quelle imbarcazioni e li mandi in Italia. Li accoglieremo», ha detto Di Maio. La mossa del leader M5s è ragionata: parla di sbarco a Malta proprio per non smentire la chiusura dei porti italiani tanto cara a Salvini.
Il quale dapprima ha replicato dopo dopo 10 minuti ribadendo di non voler «cambiare idea» ma poi si è premura di far sapere che i rapporti fra gli esponeti dei 5Stelle e della Lega restano ottimi… continua su: Lite sui migranti, mossa Di Maio: «Porte aperte a donne e bambini» Gelo Salvini: «Basta ricatti»

Migranti, Papa: “Porte Chiesa aperte”. Salvini: no a sbarco Sea Watch. Sky TG24

A pochi giorni dal Natale il Pontefice si rivolge a “tutti coloro che sono lontani dalla loro famiglia e dalla loro terra”. Il ministro dell’Interno rifiuta l’approdo della ong battente bandiera olandese dopo aver chiuso ieri i porti italiani a Open Arms

Papa Francesco torna sulla questione migranti a pochi giorni dal Natale. Per tanti è il momento di tornare in famiglia, afferma il pontefice durante l’Angelus, “ma tante persone non hanno questa possibilità”. Francesco si rivolge “a tutti coloro che sono lontani dalla loro famiglia e dalla loro terra”:

“Il nostro Padre celeste non vi dimentica e non vi abbandona. Se siete cristiani, vi auguro di trovare nella Chiesa una vera famiglia, dove sperimentare il calore dell’amore fraterno. E a tutti coloro che sono lontani dalle loro famiglie, cristiani e non cristiani, dico: le porte della comunità cristiana sono aperte”….continua su: Migranti, Papa: “Porte Chiesa aperte”. Salvini: no a sbarco Sea Watch | Sky TG24

Usa: bimbi migranti con numeri a braccio

Usa: bimbi migranti con numeri a braccio

Msnbc: ‘Al confine, ad opera di agenti messicani’

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(ANSA) – ROMA, 17 DIC – Bimbi migranti in attesa al confine tra Messico e Stati Uniti con i numeri marchiati sul braccio. Le immagini, che rievocano le odiose pratiche naziste nell’epoca buia dei campi di sterminio, sono state girate dalla MSNBC e sono diventate virali in rete, rilanciate in queste ore da diversi media internazionali, a partire dall’israeliano Haaretz.
I numeri, secondo quanto riportano i media, sono scritti con dei pennarelli da agenti della polizia di frontiera messicana, non dagli americani.

da: http://www.ansa.it/

Alessandria e i percorsi di integrazione dei richiedenti protezione internazionale

Alessandria e i percorsi di integrazione dei richiedenti protezione internazionale

Approvato il progetto “Il verde del centro città” che prevede il coinvolgimento dei migranti nella pulizia e manutenzione ordinaria delle aiuole e degli spazi verdi

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La Giunta Comunale di Alessandria, nella seduta odierna, ha approvato una Deliberazione con la quale si intende favorire la realizzazione di percorsi di accoglienza dei migranti che giungono sul nostro territorio, a seguito di invio stabilito — a livello centrale e regionale — quali richiedenti protezione internazionale.

A proporre il testo della Deliberazione, sollecitati dal Sindaco Gianfranco Cuttica di Revigliasco, sono stati l’Assessore comunale per i Servizi alla Persona e Politiche sociali, abitative e per la famiglia Piervittorio Ciccaglioni e l’Assessore comunale ai Lavori Pubblici, Patrimonio, Aree verdi, Cimiteri, Welfare animale Giovanni Barosini. Continua a leggere “Alessandria e i percorsi di integrazione dei richiedenti protezione internazionale”

Italia xenofoba per i teenagers, di Cristina Saracano

È uno dei temi politici di maggiore interesse, scontro e dibattito: gli stranieri in Italia.

Secondo un’intervista effettuata da skuola.net, i ragazzi dai tredici ai diciannove anni, ritengono il nostro paese xenofobo e razzista.

La percentuale di insoddisfazione sale con l’età, e gli stessi figli di migranti non sono contenti della situazione in Italia, circa il 67% degli stranieri definisce l’Italia un paese xenofobo e razzista.

Comunque, al quesito “Tu presenteresti ai tuoi un fidanzato straniero?”, circa la metà dei giovani lo farebbe senza problemi, questo a significare che i ragazzi vorrebbero integrarsi e accettare nuove culture, così come anche i giovani stranieri non avrebbero problemi a far conoscere un fidanzato italiano.

Per quanto riguarda l’opinione politica, oltre il 30% dei teenagers sostiene che i governi fanno troppo poco per aiutare gli extracomunitari a integrarsi in Italia.

Dati che, ancora una volta, fanno riflettere.

Fonte: ansa.it

Migranti, 27 ottobre mobilitazione nazionale, di Lia Tommi

Appello di Cgil e decine di associazioni “per fermare la barbarie”, previste iniziative in tutta Italia. “I princìpi di convivenza democratica sono di nuovo bersagli di chi vuole dividere e cacciare”, si legge: “Ora è il tempo di un primo, grande momento di mobilitazione nazionale.”

“In Italia e in Europa risuonano forti campanelli di allarme. I princìpi di civiltà e di convivenza democratica sono tornati a essere bersagli di chi vuole dividere, reprimere, escludere, cacciare”. Inizia così l’appello lanciato dalla Cgil e da decine di associazioni (cui si può aderire, scrivendo a conimigranticontrolebarbarie@gmail.com) per dare vita il 27 ottobre prossimo a una mobilitazione in tutta Italia “con i migranti, per fermare la barbarie”. I firmatari rilevano che “razzismo e xenofobia vengono ogni giorno instillati tra gli italiani del Nord e del Sud, e si diffondono nelle città e nelle periferie sociali. Ma se prima si trattava soltanto di segnali universalmente considerati negativi, adesso i sintomi sono rappresentativi di un’involuzione profonda. E fanno paura”.

Per Cgil e associazioni, a fronte di un cambiamento così preoccupante, è necessario “intensificare ed estendere la risposta di popolo contro le violenze, i soprusi, le prepotenze che scendono dall’alto come una nera cappa che copre il nostro Paese. Una risposta in nome dei diritti, del rispetto, del senso di umanità che non possiamo e non dobbiamo smarrire”. I firmatari sottolineano che “i primi segnali di un’alternativa sono arrivati con la reazione all’attacco a Riace e al suo sindaco Mimmo Lucano e con la straordinaria sottoscrizione per permettere l’accesso alla mensa e ai servizi di trasporto, ai bambini figli di cittadini stranieri, negati da un’ordinanza dalla sindaca di Lodi. Così come con la grande risposta delle magliette rosse, con la manifestazione a Catania per pretendere lo sbarco e il soccorso dalla nave Diciotti, con la straordinaria partecipazione alla marcia della pace Perugia-Assisi e il grande consenso che sta raccogliendo il progetto Mediterranea”.

Da più parti, si legge nell’appello, viene la richiesta “di una battaglia di civiltà, in difesa della democrazia costituzionale. E contro le diseguaglianze, contro le povertà, sociali e culturali che i ministri dell’odio manipolano, strumentalizzando il disagio e la sofferenza che coinvolgono milioni di italiani, per rivolgere la rabbia nei confronti delle persone più deboli dei nostri tempi: i migranti. A questa gente, a milioni di donne, uomini, bambini viene negato qualsiasi diritto. È un’umanità che fugge da fame, povertà, guerre, terrore. Di questo immenso popolo, una piccola parte vorrebbe venire in Italia, anche solo per attraversarla. Lo vorrebbe fare rivolgendosi agli Stati, legalmente e senza rischiare la vita. Ma leggi e politiche sempre più proibizioniste e liberticide producono morte e sofferenza e alimentano la criminalità e le mafie”.

In Italia, insomma, soffia “un vento furioso di propaganda e, peggio, di violenza. Il limite della intolleranza si traduce in forme di aggressione e regressione sempre più gravi. I migranti diventano ostaggi, nemici, gente pericolosa. Insultati, picchiati, feriti da armi da fuoco, concentrati in centri invivibili. Adulti, minori, donne sole, bambini trovano in Italia un’ostilità crescente. E come se non bastassero il blocco delle navi e il boicottaggio delle ong, il governo approva un decreto che, se accolto dal Parlamento, metterebbe ancora più a rischio la loro vita”. Un decreto, precisano Cgil e associazioni, che punta a “demolire il diritto d’asilo, a consegnare ai privati l’accoglienza puntando sui grandi centri che alimentano corruzione e razzismo, scaricando sui territori costi, disagio e tensione sociale”.

I firmatari dell’appello constatano, d’altro lato, che “nonostante le difficoltà politiche, nonostante i dubbi, nonostante le divisioni, tanti italiani sono disposti a fare argine al drammatico dilagare di comportamenti ‘cattivi’, che non avevamo ancora mai visto prima verso i più indifesi. Ma c’è di peggio, perché chi perseguita i deboli non se ne vergogna. Ostentando e stimolando odio. A questa vasta area democratica, religiosa e laica, spetta il compito di tenere alta la bandiera della civiltà, della pace, della convivenza tra diversi, della democrazia. La chiesa di Papa Francesco interpreta con lucidità i tempi presenti. Il mondo cattolico, con le sue strutture e i suoi giornali, insieme alle tante associazioni sono già impegnati in aiuto dei migranti e in prima fila contro razzismo e xenofobia. Altrettanto il mondo laico: donne, uomini, giovani e meno giovani, compagne e compagni, preoccupati e convinti della necessità di dare un’ampia e forte risposta alla crescente barbarie”. In conclusione, Cgil e associazioni ritengono che sia arrivato “il tempo di compiere un primo, grande, passo. Tutti insieme”, ossia quello di “manifestare il 27 ottobre 2018, non in una ma dieci, cento città.”