GORA, romanzo autobiografico, di Miriam Maria Santucci

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#GORA – #stralci_qua_e_là

[…] Gora vide la sua compagna di banco che parlava animatamente con un’alunna, figlia di un noto avvocato. Avvicinandosi, colse il finale della loro conversazione: «…ma non sembra nemmeno campagnola!», disse con veemenza la sua compagna di banco. «Non sembra, ma lo è!», rispose l’altra seccamente. Gora allora le si piazzò davanti e la fissò dritta negli occhi: «invece tu sembri intelligente, ma non lo sei!». Poi le voltò le spalle e andò a sedersi al proprio posto. […]

COME UN FIORE, di Miriam Maria Santucci

 

2.COME UN FIORECOME UN FIORE
di Miriam Maria Santucci

Volto solare,
bianchi i tuoi capelli,
profondi gli occhi,
come profondo è il mare.
Ormai sei sola
in mezzo al prato verde
e oscilli sotto il cielo,
come un fiore.
Senti il richiamo
di chi se n’è già andato
lasciandoti quaggiù,
col tuo dolore.
Ma ora anche tu
hai già lasciato il prato…
Profumi su nel cielo,
come un fiore…

Poesia tratta dalla raccolta “Il Sentiero del Destino”.
© Copyright 2016 – Miriam Maria Santucci

NOTTE DI STELLE, di Miriam Maria Santucci 

 

4- NOTTE DI STELLENOTTE DI STELLE
di Miriam Maria Santucci

Spunta all’orizzonte la luna
e il firmamento s’accende.
Ammaliato il mio sguardo rimira
miriadi di stelle.
Ma non sono lucenti quei punti
che si agitano in mezzo alle onde:
sono tante manine di bimbi
che il mare nasconde.
Non vorrei più staccare lo sguardo
dalle stelle che brillano in cielo,
ma non ho davvero coraggio
a stendere un velo.
Sulla Terra che l’uomo ha annientato
resta ormai solo angoscia e dolore:
ogni speranza è perduta
senza l’amore.

(2016)

Poesia tratta dalla raccolta “La Luce dei Pensieri”.
© Copyright 2016- Miriam Maria Santucci

MILITE INGLESE, di Miriam Maria Santucci

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MILITE INGLESE
di Miriam Maria Santucci

Capelli color grano, occhi di mare,
petto scheggiato e sangue sul tuo viso.
Braccato come bestia dal nemico
giungesti nella notte al casolare.
Fissasti l’uomo apparso nel cortile:
come un padre lavò le tue ferite,
ti posò una coperta sulle spalle
e ti nascose in fretta nel fienile.
Passarono i mesi e una mattina
udisti il pianto forte di un neonato.
Ti rallegrasti per la nuova vita
e saltasti dal fienile sul selciato.
Dicesti addio col cuore a chi ti accolse,
temendo che arrivassero le squadre…
Quel neonato ero io, milite inglese;
colui che ti nascose era mio padre!

(2015)

Poesia tratta dalla raccolta “Il Sentiero del Destino”.
© Copyright 2016 – Miriam Maria Santucci

GORA, romanzo autobiografico, di Miriam Maria Santucci

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#GORA #stralci_qua_e_là

[…] Attraversò quindi ben di corsa e si fermò solo quando arrivò dall’altra parte della strada.
Gora aveva sentito uno stridio di freni: incuriosita, si voltò a guardare e vide scendere da una macchina un uomo ben vestito, capelli brizzolati e le mani sopra la testa. Aveva lasciato la portiera della macchina spalancata e si mise a cercare qualcosa sulla strada: guardava a destra, a sinistra, sotto le ruote.
Gora s’incuriosì ancor di più e rimase ad osservare per vedere che cosa potesse esserci sull’asfalto. […]

L’ULTIMO DONO, di Miriam Maria Santucci

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L’ULTIMO DONO
di Miriam Maria Santucci

Dolce bambina in mezzo al grano d’oro,
il vento soffia lieve sul tuo viso.
Guardi pensosa quel frutto del lavoro
e sulle labbra hai un timido sorriso.
Tuo nonno coltivava quel frumento,
con le sue mani e con la sua costanza.
Scrutava ogni sera il firmamento
e in Dio riponeva ogni speranza.
Ti sovvengono i racconti dell’anziano
su allegri folletti attaccabrighe…
Abbracci con lo sguardo l’ultimo dono:
una dorata distesa di spighe.

Poesia tratta dalla raccolta “Oltre l’Orizzonte”
© Copyright 2018 – Miriam Maria Santucci

QUANDO NASCE IL GIORNO, di Miriam Maria Santucci

a02 Quando nasce il giorno (foto Patrizia Minervini)b 16-9
 
 
QUANDO NASCE IL GIORNO
di Miriam Maria Santucci
 
 
 
Quando nasce il giorno
e il manto bianco copre le rovine,
tutto pare intatto come prima
e l’accaduto un incubo irreale.
Nel silenzio ovattato del mattino
sembra di udire voci di bambini
e adulti che vanno a lavorare.
La neve copre ogni cosa e spazio
e non ci sono più le case intorno.
Le macerie pesano nel cuore
ma la speranza vuole ritornare…
 
 
 
 
Poesia tratta dalla raccolta “Oltre l’Orizzonte”
© Copyright 2018 – Miriam Maria Santucci
foto di Patrizia Minervini

Società Dante Alighieri – Torino. Loretta Del Ponte presenta il romanzo del fine-settimana: GORA Appunti di un’infanzia nel dopoguerra

Società Dante Alighieri – Torino. Loretta Del Ponte presenta il romanzo del fine-settimana: GORA Appunti di un’infanzia nel dopoguerra

di Miriam Maria Santucci
Edizioni Sogni in Scena www.sogninscena.it
Uno spaccato dell’Italia contadina del primo dopoguerra (’45-’56) vista attraverso i limpidi, intelligenti, curiosi occhi di una bimba. Le tante e ingenue scoperte: i campi, i monti, gli animali, la radio. “La famiglia di Gora fu la prima nel paese a fare il memorabile acquisto di un apparecchio radio”. Nel 1951 la prima edizione del Festival di Sanremo. “Le canzoni servivano, tra l’altro, a diffondere la lingua italiana” E il Festival a far conoscere al mondo la canzone italiana.

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La scuola. “La maestra veniva dalla città e sebbene capisse perfettamente il dialetto, parlava solo italiano, per insegnarlo agli alunni, che invece parlavano sempre e soltanto in dialetto, tra loro e in famiglia”.
La dura e semplice vita in un paese di montagna, la Vespa Piaggio, il furgone e lo stupore del trasloco nel casolare vicino alla città: affascinante con le sue case, le luci, le strade, le automobili ma soprattutto il treno! ” Ed ecco che Gora avrebbe potuto vedere, dall’alto del casolare, il treno passare tutti i giorni e ascoltare il suo fischio, che pareva ogni volta voler ricordare a tutti che la miseria se ne stava andando e il progresso, che si era tanto cercato in tutto il dopoguerra, stava velocemente arrivando”.
Gli uliveti e le vigne, la raccolta delle olive e la vendemmia, l’olio e il vino e la piccola, illegale produzione di acquavite casalinga. Vita semplice. Piccoli, grandi momenti di felicità come vincere il Ballo di Carnevale e di dolore come la morte del suo amato cagnolino Frizze. Continua a leggere “Società Dante Alighieri – Torino. Loretta Del Ponte presenta il romanzo del fine-settimana: GORA Appunti di un’infanzia nel dopoguerra”

LA MEMORIA DEL CUORE, di Miriam Maria Santucci

LA MEMORIA DEL CUORE
(Dedicata a una malata di Alzheimer)
di Miriam Maria Santucci

Cammini sul viale lentamente,
lo sguardo vuoto, pieno di stupore.
Ricordi il suo nome ed il suo volto
e la voce che parlava dolcemente,
ma non ricordi altro e non trovi
colui che accanto ti restava sempre.
Non sai chi sei… Non sai più ricordare…
Stringi forte il guinzaglio del tuo cane
ed esso con amore t’accompagna,
si ferma e s’accuccia sulla terra
dove ora riposa il suo padrone…
Riaffiora un ricordo flebilmente
e scivola pian piano dentro il cuore…
Sfiori con le tue mani quella croce
poi t’inginocchi e t’appresti a pregare,
ma rimani in silenzio a mani giunte
perché hai scordato tutte le parole.
T’aggrappi a quel guinzaglio nuovamente…
Appoggi la tua testa sul tuo cane
con un misto di dolcezza e di dolore.
Unico filo che ancora ti consente
di risvegliare la memoria del cuore…

Poesia tratta dalla raccolta “Le Impronte della Vita”.
© Copyright 2015 – Miriam Maria Santucci

ANIMA VIOLATA, di Miriam Maria Santucci

ANIMA VIOLATA
di Miriam Maria Santucci

Sorriso colmo d’amore.
Occhi lucenti e puri.
I sogni ti volteggiano
nell’anima e nel cuore.
All’improvviso un grido
si perde tra le ombre,
nel vortice pauroso
di un cielo trasparente.
Poi il silenzio e il nulla.
Svaniscono i tuoi sogni.
Si spegne il tuo sorriso.
L’anima si schianta!

Poesia tratta dalla raccolta “Il Sentiero del Destino”.
© Copyright 2016 – Miriam Maria Santucci

IL SILENZIO M’AVVOLGE, di Miriam Maria Santucci

 

IL SILENZIO M’AVVOLGE
di Miriam Maria Santucci
(scritta a 12 anni)

Stavamo giocando come sempre
e all’improvviso sei volata via. 
Ora intorno a me
c’è solo un gran silenzio,
traboccante di malinconia. 
Ho davanti un’unica visione: 
una croce e una tomba.
Fredda. 
Come il mio cuore.

(1957)

Poesia tratta dalla raccolta “La Luce dei Pensieri”.
© Copyright 2016- Miriam Maria Santucci

GORA, romanzo autobiografico, di Miriam Maria Santucci

GORA – Stralci qua e là…
[…] Terminata la trebbiatura, si lasciavano pascolare i tacchini per beccare i chicchi rimasti nei campi. Gora li adorava. Un giorno ne vide uno mentre uccideva una vipera che strisciava tra le stoppie di un campo di grano. La mamma le disse che i tacchini erano ottimi protettori contro le vipere e che non doveva temerli, perché non facevano nulla alle persone. Gora infatti non li temeva per niente, anzi! Sapendo che erano bravissimi a scovare e a uccidere i rettili, li riteneva addirittura dei veri e propri “eroi dei campi”! […]

PACE CAMPESTRE, di Miriam Maria Santucci

 

 

19. pace campestre (2)PACE CAMPESTRE
di Miriam Maria Santucci

Mi son seduta su un antico ramo
nel silenzio del mattino, all’albeggiare,
col mio gattino ed un libro in mano.
Insieme rimaniamo ad ammirare
il volteggiar dei passeri tra i rami
ed il ruscello accanto al casolare.
E’ bella la città coi suoi viali,
coi suoi negozi e insegne luminose,
ma non la cambierei con questa pace!

(1962)

Poesia tratta dalla raccolta “Il Sentiero del Destino”.
© Copyright 2016 – Miriam Maria Santucci

Ho letto GORA, romanzo autobiografico di Miriam Maria Santucci

Ho letto GORA, romanzo autobiografico di Miriam Maria Santucci

di Pier Carlo Lava

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«L’Autrice, che conosco e apprezzo da tempo, con “Gora” ha dimostrato di essere non solo una splendida poetessa, autrice di diversi libri di poesie, ma anche una grande scrittrice. Uno spaccato di vita del secondo dopoguerra, nel quale si racconta la storia di “Gora” sugli Appennini, con un finale a sorpresa…

Leggere “Gora” è piacevole, scorrevole e per quelli della mia generazione fa rivivere i tempi difficili ma pieni di entusiasmo e speranze nel futuro, del primo decennio dopo la fine della seconda guerra mondiale.

La lettura di “Gora” è consigliata anche alle generazioni successive sino a quella attuale, perché dà modo di comprendere, quasi come lo si stesse vivendo, un periodo importante della storia del nostro Paese. “Occorre ricordare chi eravamo per capire dove dobbiamo andare”. La lettura di “Gora” è un’oasi di serenità e relax in un’epoca di grande stress come la nostra.»

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Ho letto Gora … Pier Carlo Lava

Come si viveva nel periodo successivo all’ultima guerra? quelli della mia generazione l’hanno vissuto in prima persona mentre alle generazioni successive è toccato ai nonni e ai genitori ricordare chi eravamo e come si viveva in un epoca di povertà ma con il grande sogno che un giorno il futuro sarebbe stato migliore per tutti. L’Autrice Miriam Maria Santucci, che conosco e apprezzo da tempo, con “Gora” ha dimostrato di essere non solo una splendida poetessa autrice di diversi libri di poesie ma anche una grande scrittrice.

Uno spaccato di vita del secondo dopoguerra, nel quale si racconta la storia di “Gora” e della sua famiglia sugli Appennini, con un finale a sorpresa…

Leggere “Gora” è piacevole, scorrevole e per quelli della mia generazione fa rivivere i tempi difficili ma pieni di entusiasmo e speranze nel futuro del primo decennio dopo la fine della seconda guerra mondiale.

La lettura di “Gora” è consigliata anche alle generazioni successive sino a quella attuale perchè da modo di comprendere a fondo, quasi come lo si stesse vivendo, un periodo importante della storia del nostro paese. “Occorre ricordare chi eravamo per capire dove dobbiamo andare”.

“Gora” non è solo un libro interessante e istruttivo che ci ricorda il nostro passato ma anche un oasi di serenità e relax in un’epoca di grande stress come la nostra.

Continua a leggere “Ho letto GORA, romanzo autobiografico di Miriam Maria Santucci”