GORA, romanzo autobiografico di Miriam Maria Santucci

 

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#GORA – #stralci_qua_e_là

[…] Gora vide la sua compagna di banco che parlava animatamente con un’alunna, figlia di un noto avvocato. Avvicinandosi, colse il finale della loro conversazione: «…ma non sembra nemmeno campagnola!», disse con veemenza la sua compagna di banco. «Non sembra, ma lo è!», rispose l’altra seccamente. Gora allora le si piazzò davanti e la fissò dritta negli occhi: «invece tu sembri intelligente, ma non lo sei!». Poi le voltò le spalle e andò a sedersi al proprio posto. […]

 

AMARSI PER AMARE, autocitazione, di Miriam Maria Santucci

 

C. 9 - Amarsi per amareAMARSI PER AMARE

«A volte si ha l’impressione di essere vuoti, di non amare più niente e nessuno. E’ in questi momenti che dobbiamo ricordarci di amare di più noi stessi. Nessuno può dare ad altri ciò che non sa dare a se stesso!»

Autocitazione tratta dalla raccolta “La Luce dei Pensieri”.
© Copyright 2016 – Miriam Maria Santucci
foto © Dalia Di Prima-Tre

GORA, romanzo autobiografico, di Miriam Maria Santucci

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#GORA– #stralci_qua_e_là..

[…] « La mattina seguente Gora si alzò prestissimo. Si vestì in fretta e scese sul piazzale. Sulla neve ghiacciata erano ancora visibili delle chiazze di sangue. Raggiunse lentamente la quercia, tremando di freddo e di dolore.
La terra rimossa indicava dove era stato sepolto il cagnolino. Sopra la terra suo padre aveva messo una pietra. Gora si abbassò e l’accarezzò. Il cuore le pesava più di quel masso che stava proteggendo quella piccola sepoltura. […]
Estrasse dalla tasca il coltellino svizzero di suo padre e sulla corteccia della quercia incise un nome: “FRIZZE”.» […]

 

GORA, romanzo autobiografico,di Miriam Maria Santucci

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GORA, romanzo autobiografico
di Miriam Maria Santucci

«1944 – 1956: uno spicchio di Storia realmente vissuta. Storia spesso relegata in secondo piano o quasi dimenticata. La voce narrante presenta la dura infanzia di Gora, con gli occhi e la mente della piccola, che nasce e vive in quel difficile periodo di transizione. Il Paese era stato raso al suolo e il disagio regnava in ogni categoria sociale e in ogni settore produttivo, soprattutto nel mondo rurale, estremamente povero. Ma la forza di volontà spingeva tutti verso la ricostruzione, che avrebbe risollevato il Paese e aperto le strade al progresso. La speranza di un mondo migliore illuminava ogni animo, soprattutto quello della piccola Gora.»

TRAGEDIE ANNUNCIATE, autocitazione, di Miriam Maria Santucci

C. 4 - Tragedie annunciateTRAGEDIE ANNUNCIATE

«Quando succedono tragedie immani, non è possibile affermare che sia stata una fatalità, perché le disgrazie sono sempre frutto della mancanza di senno, della cieca avidità, dell’esasperata corsa al potere, della disumana e criminale indifferenza di tutti coloro che dovrebbero fare e non fanno e che pur di lucrare stravolgono la Natura, che alla fine si ribella, sterminando popoli inermi e innocenti generazioni.»

(2016)

Autocitazione tratta dalla raccolta “La Luce dei Pensieri”.
© Copyright 2016 – Miriam Maria Santucci
(foto diga del Vajont)

GORA, romanzo autobiografico, di Miriam Maria Santucci

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#GORA – #stralci_qua_e_là

[…] “Gora venne iscritta alla Scuola Elementare della vicina città. L’edificio scolastico era al centro cittadino, nel corso principale, brulicante di persone indaffarate che si recavano al lavoro negli uffici, nelle poste, nelle banche o nelle scuole.
Le classi erano molto numerose: si arrivava anche a quaranta scolari, solo maschi o solo femmine. Gli insegnanti, per tenere la disciplina e con il pieno consenso delle famiglie, utilizzavano le note e le punizioni e se il bambino a casa reclamava, riceveva doppia dose dai genitori.” […]

GORA, romanzo autobiografico, di Miriam Maria Santucci

#GORA– #stralci_qua_e_là

[…] “In una di quelle due stanze c’erano tutti gli attrezzi da calzolaio ed era usata dal babbo e dai fratelli maggiori. Essi non sapevano fare le scarpe nuove, ma erano bravissimi a ricucire quelle vecchie, a risuolarle, a mettere le lunette di metallo e i chiodi sotto le suole, per farle durare più a lungo, e a tagliare la punta delle scarpine dei più piccoli, quando i loro piedini non ci stavano più dentro. Sapevano fare, inoltre, anche zoccoli di legno e ne facevano per tutta la famiglia ed anche per qualche vicino di casa.” […]

GORA, romanzo autobiografico, di Miriam Maria Santucci

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#GORA#stralci_qua_e_là

[…] “Una sera la fecero andare a dormire a casa di una vicina, che aveva due figlie poco più grandi di lei e con le quali Gora giocava spesso. Dovette però dormire nel loro stesso letto a due piazze, perché non ne avevano nessun altro a disposizione.
Gora notò subito che il loro materasso era come quelli usati a casa sua: un grosso sacco a due piazze, ripieno di foglie di granturco, con due aperture a forma di tasca da entrambi i lati, in cui venivano infilate le braccia per sistemare le foglie quando al mattino rifacevano il letto.” […]

GORA, romanzo autobiografico, di Miriam Maria Santucci

#GORA – #stralci_qua_e_là

[…] “La maestra veniva dalla città e sebbene capisse perfettamente il dialetto, parlava solo in italiano, per insegnarlo agli alunni, che invece parlavano sempre e soltanto in dialetto, tra loro e in famiglia. A scuola erano obbligati a parlare in italiano, ma si esprimevano con molta difficoltà. A Gora piaceva immensamente ascoltarla: anche lei avrebbe imparato a parlare bene l’italiano, perché il dialetto non le piaceva per niente!” […]

GORA, romanzo autobiografico, di Miriam Maria Santucci

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#GORA – #stralci_qua_e_là

[…] Gora vide la sua compagna di banco che parlava animatamente con un’alunna, figlia di un noto avvocato. Avvicinandosi, colse il finale della loro conversazione: «…ma non sembra nemmeno campagnola!», disse con veemenza la sua compagna di banco. «Non sembra, ma lo è!», rispose l’altra seccamente. Gora allora le si piazzò davanti e la fissò dritta negli occhi: «invece tu sembri intelligente, ma non lo sei!». Poi le voltò le spalle e andò a sedersi al proprio posto. […]

GORA, romanzo autobiografico, di Miriam Maria Santucci

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#GORA #stralci_qua_e_là

[…] Attraversò quindi ben di corsa e si fermò solo quando arrivò dall’altra parte della strada.
Gora aveva sentito uno stridio di freni: incuriosita, si voltò a guardare e vide scendere da una macchina un uomo ben vestito, capelli brizzolati e le mani sopra la testa. Aveva lasciato la portiera della macchina spalancata e si mise a cercare qualcosa sulla strada: guardava a destra, a sinistra, sotto le ruote.
Gora s’incuriosì ancor di più e rimase ad osservare per vedere che cosa potesse esserci sull’asfalto. […]

L’ULTIMO DONO, di Miriam Maria Santucci

a05 L'ultimo dono

L’ULTIMO DONO
di Miriam Maria Santucci

Dolce bambina in mezzo al grano d’oro,
il vento soffia lieve sul tuo viso.
Guardi pensosa quel frutto del lavoro
e sulle labbra hai un timido sorriso.
Tuo nonno coltivava quel frumento,
con le sue mani e con la sua costanza.
Scrutava ogni sera il firmamento
e in Dio riponeva ogni speranza.
Ti sovvengono i racconti dell’anziano
su allegri folletti attaccabrighe…
Abbracci con lo sguardo l’ultimo dono:
una dorata distesa di spighe.

Poesia tratta dalla raccolta “Oltre l’Orizzonte”
© Copyright 2018 – Miriam Maria Santucci

IL SILENZIO M’AVVOLGE, di Miriam Maria Santucci

 

IL SILENZIO M’AVVOLGE
di Miriam Maria Santucci
(scritta a 12 anni)

Stavamo giocando come sempre
e all’improvviso sei volata via. 
Ora intorno a me
c’è solo un gran silenzio,
traboccante di malinconia. 
Ho davanti un’unica visione: 
una croce e una tomba.
Fredda. 
Come il mio cuore.

(1957)

Poesia tratta dalla raccolta “La Luce dei Pensieri”.
© Copyright 2016- Miriam Maria Santucci

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