TRAGEDIE ANNUNCIATE, autocitazione, di Miriam Maria Santucci

C. 4 - Tragedie annunciateTRAGEDIE ANNUNCIATE

«Quando succedono tragedie immani, non è possibile affermare che sia stata una fatalità, perché le disgrazie sono sempre frutto della mancanza di senno, della cieca avidità, dell’esasperata corsa al potere, della disumana e criminale indifferenza di tutti coloro che dovrebbero fare e non fanno e che pur di lucrare stravolgono la Natura, che alla fine si ribella, sterminando popoli inermi e innocenti generazioni.»

(2016)

Autocitazione tratta dalla raccolta “La Luce dei Pensieri”.
© Copyright 2016 – Miriam Maria Santucci
(foto diga del Vajont)

GORA, romanzo autobiografico, di Miriam Maria Santucci

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#GORA – #stralci_qua_e_là

[…] “Gora venne iscritta alla Scuola Elementare della vicina città. L’edificio scolastico era al centro cittadino, nel corso principale, brulicante di persone indaffarate che si recavano al lavoro negli uffici, nelle poste, nelle banche o nelle scuole.
Le classi erano molto numerose: si arrivava anche a quaranta scolari, solo maschi o solo femmine. Gli insegnanti, per tenere la disciplina e con il pieno consenso delle famiglie, utilizzavano le note e le punizioni e se il bambino a casa reclamava, riceveva doppia dose dai genitori.” […]

GORA, romanzo autobiografico, di Miriam Maria Santucci

#GORA– #stralci_qua_e_là

[…] “In una di quelle due stanze c’erano tutti gli attrezzi da calzolaio ed era usata dal babbo e dai fratelli maggiori. Essi non sapevano fare le scarpe nuove, ma erano bravissimi a ricucire quelle vecchie, a risuolarle, a mettere le lunette di metallo e i chiodi sotto le suole, per farle durare più a lungo, e a tagliare la punta delle scarpine dei più piccoli, quando i loro piedini non ci stavano più dentro. Sapevano fare, inoltre, anche zoccoli di legno e ne facevano per tutta la famiglia ed anche per qualche vicino di casa.” […]

GORA, romanzo autobiografico, di Miriam Maria Santucci

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#GORA#stralci_qua_e_là

[…] “Una sera la fecero andare a dormire a casa di una vicina, che aveva due figlie poco più grandi di lei e con le quali Gora giocava spesso. Dovette però dormire nel loro stesso letto a due piazze, perché non ne avevano nessun altro a disposizione.
Gora notò subito che il loro materasso era come quelli usati a casa sua: un grosso sacco a due piazze, ripieno di foglie di granturco, con due aperture a forma di tasca da entrambi i lati, in cui venivano infilate le braccia per sistemare le foglie quando al mattino rifacevano il letto.” […]

GORA, romanzo autobiografico, di Miriam Maria Santucci

#GORA – #stralci_qua_e_là

[…] “La maestra veniva dalla città e sebbene capisse perfettamente il dialetto, parlava solo in italiano, per insegnarlo agli alunni, che invece parlavano sempre e soltanto in dialetto, tra loro e in famiglia. A scuola erano obbligati a parlare in italiano, ma si esprimevano con molta difficoltà. A Gora piaceva immensamente ascoltarla: anche lei avrebbe imparato a parlare bene l’italiano, perché il dialetto non le piaceva per niente!” […]

GORA, romanzo autobiografico, di Miriam Maria Santucci

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#GORA – #stralci_qua_e_là

[…] Gora vide la sua compagna di banco che parlava animatamente con un’alunna, figlia di un noto avvocato. Avvicinandosi, colse il finale della loro conversazione: «…ma non sembra nemmeno campagnola!», disse con veemenza la sua compagna di banco. «Non sembra, ma lo è!», rispose l’altra seccamente. Gora allora le si piazzò davanti e la fissò dritta negli occhi: «invece tu sembri intelligente, ma non lo sei!». Poi le voltò le spalle e andò a sedersi al proprio posto. […]

GORA, romanzo autobiografico, di Miriam Maria Santucci

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#GORA #stralci_qua_e_là

[…] Attraversò quindi ben di corsa e si fermò solo quando arrivò dall’altra parte della strada.
Gora aveva sentito uno stridio di freni: incuriosita, si voltò a guardare e vide scendere da una macchina un uomo ben vestito, capelli brizzolati e le mani sopra la testa. Aveva lasciato la portiera della macchina spalancata e si mise a cercare qualcosa sulla strada: guardava a destra, a sinistra, sotto le ruote.
Gora s’incuriosì ancor di più e rimase ad osservare per vedere che cosa potesse esserci sull’asfalto. […]

L’ULTIMO DONO, di Miriam Maria Santucci

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L’ULTIMO DONO
di Miriam Maria Santucci

Dolce bambina in mezzo al grano d’oro,
il vento soffia lieve sul tuo viso.
Guardi pensosa quel frutto del lavoro
e sulle labbra hai un timido sorriso.
Tuo nonno coltivava quel frumento,
con le sue mani e con la sua costanza.
Scrutava ogni sera il firmamento
e in Dio riponeva ogni speranza.
Ti sovvengono i racconti dell’anziano
su allegri folletti attaccabrighe…
Abbracci con lo sguardo l’ultimo dono:
una dorata distesa di spighe.

Poesia tratta dalla raccolta “Oltre l’Orizzonte”
© Copyright 2018 – Miriam Maria Santucci

IL SILENZIO M’AVVOLGE, di Miriam Maria Santucci

 

IL SILENZIO M’AVVOLGE
di Miriam Maria Santucci
(scritta a 12 anni)

Stavamo giocando come sempre
e all’improvviso sei volata via. 
Ora intorno a me
c’è solo un gran silenzio,
traboccante di malinconia. 
Ho davanti un’unica visione: 
una croce e una tomba.
Fredda. 
Come il mio cuore.

(1957)

Poesia tratta dalla raccolta “La Luce dei Pensieri”.
© Copyright 2016- Miriam Maria Santucci

GORA, romanzo autobiografico, di Miriam Maria Santucci

GORA – Stralci qua e là…
[…] Terminata la trebbiatura, si lasciavano pascolare i tacchini per beccare i chicchi rimasti nei campi. Gora li adorava. Un giorno ne vide uno mentre uccideva una vipera che strisciava tra le stoppie di un campo di grano. La mamma le disse che i tacchini erano ottimi protettori contro le vipere e che non doveva temerli, perché non facevano nulla alle persone. Gora infatti non li temeva per niente, anzi! Sapendo che erano bravissimi a scovare e a uccidere i rettili, li riteneva addirittura dei veri e propri “eroi dei campi”! […]

GORA, romanzo autobiografico, di Miriam Maria Santucci

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GORA – stralci qua e là…
[…] “Il maggiore di essi, di otto anni, pensò di accoglierli in un modo alquanto originale e inaspettato: prese una frusta e legò la punta attorno alla testa di una serpe, che suo padre aveva schiacciato il giorno precedente, poi corse allegramente incontro a Gora, per farle uno “scherzetto”, e gliel’agitò davanti ai piedini, cosicché quella serpe parve, alla bambina, lunghissima, vivissima e pronta a morderla…” […]

FILASTROCCA DELLA BEFANA, (per i più piccini), di Miriam Maria Santucci

 

filastrocca della befana

FILASTROCCA DELLA BEFANA
(per i più piccini)

«Io quest’anno non sono passata!!!
La mia scopa è stata tassata!!!
Se pago le tasse regali non compro!!!
Bimbi aspettate, che forse ritorno!!!»
(Miriam Maria Santucci)

Tratta dalla raccolta “Oltre l’Orizzonte”
© Copyright 2018 – Miriam Maria Santucci

GORA, romanzo autobiografico, di Miriam Maria Santucci

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di Miriam Maria Santucci

«1944 – 1956: uno spicchio di Storia realmente vissuta. Storia spesso relegata in secondo piano o quasi dimenticata. La voce narrante presenta la dura infanzia di Gora, con gli occhi e la mente della piccola, che nasce e vive in quel difficile periodo di transizione.

Il Paese era stato raso al suolo e il disagio regnava in ogni categoria sociale e in ogni settore produttivo, soprattutto nel mondo rurale, estremamente povero.

Ma la forza di volontà spingeva tutti verso la ricostruzione, che avrebbe risollevato il Paese e aperto le strade al progresso. La speranza di un mondo migliore illuminava ogni animo, soprattutto quello della piccola Gora.»

POESIA ONESTA – Premio di POESIA e NARRATIVA in italiano e dialetto

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POESIA ONESTA – Premio di POESIA e NARRATIVA in italiano e dialetto – BANDO
Da Fabio M. Serpilli –  Pres.  Assoc. VERSANTE
Carissimo scrittore,
PREMIO LETTERARIO INTERNAZIONALE “POESIA ONESTA” 2018 – XIII Edizione
Per regolamento e premi
https://www.associazioneversante.it
Si invita alla Partecipazione. Giuria di alto profilo culturale
(Cohen, Porro, Polimeni, Langella, Balducci … Univ. di Milano, Pavia,
Bruxelles, Metz-Nancy, L’Aquila, Urbino, Macerata…)
Premio editoriale: pubblicazione dei testi vincitori e segnalati.
Premi in denaro.
“Ai poeti resta da fare la poesia onesta” (U. Saba)

 

“Troppo bella per me”, di Gianluigi Repetto

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Alla biblioteca comunale di Serravalle Scrivia, venerdì 23 febbraio 2018 alle ore 21.00, “Serata d’Autore”, con la presentazione del libro di Gianluigi Repetto, “Troppo bella per me”. Introdurrà il Direttore editoriale Mauro Ferrari.

www.puntoacapo-editrice.com

Tantissime novità e grandi progetti per il Decennale 

www.almanaccopunto.com

l’Almanacco online – aggiornato 

IX puntoacapo Day a Roma

Sabato 7- Domenica 8 aprile 

NOVITÀ DI NARRATIVA

Marina Corona, La complice (in uscita a breve, già ordinabile)

 

Poesie di Massimiliana

Benvenuti nel mondo della poesia di Massy!

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