Martin Eden: «tutta la memoria in un volto che ci somiglia» (C. Levi) di Nuccio Lodato

Martin Eden: «tutta la memoria in un volto che ci somiglia» (C. Levi)

Nuccio Lodato

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Alessandria: Questo nuovo, straordinario film di Pietro Marcello (riuscito, insieme, a spopolare nei consensi critici di Venezia e a superare già il milione e mezzo di incassi in circuito) si situa, nella sua assoluta e imprevedibile libertà, al di fuori da ogni schema. E può suscitare due diverse e opposte reazioni: una da quanti all’oscuro dei precedenti lavori suoi in regìa e di Maurizio Braucci in sceneggiatura; l‘altra di chi invece li avesse già messi a fuoco.

Il primo gruppo è reso certo maggioritario dalle angustie sempre più pesanti della logica distributiva e dell’agonìa delle sale. In esso, almeno ove presenti potenziali valenze di ascolto adeguato, la sorpresa sarà stata assoluta e (ci si augurerebbe: non v’è certezza!) festosamente disorientante.

Per l’altro, naturalmente minoritario, la visione avrà rappresentato una rassicurante e definitiva conferma di quanto promesso da La bocca del lupo o anche, per i più addentro,Il passaggio della linea o Bella e perduta, per limitarsi ai titoli di maggior durata.  Continua a leggere “Martin Eden: «tutta la memoria in un volto che ci somiglia» (C. Levi) di Nuccio Lodato”

Per Guido Fink, di Nuccio Lodato

Per Guido Fink, di Nuccio Lodato

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La scomparsa, intervenuta mercoledì 7 agosto (a 84 anni e a tre esatti da quella del suo inseparabile amico e compagno di strada e di lavoro Lorenzo Pellizzari) di Guido Fink -anglista, critico cinematografico, letterario e teatrale di livello e qualità assolute- ha impoverito la cultura italiana, facendole perdere uno dei suoi rappresentanti più alti ed illustri.

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Ma ha anche -purtroppo e fortunatamente, nello stesso tempo- liberato Guido dal vincolo spietato di una prigione inevadibile: quello in cui lo deteneva da troppi anni la malattia che lo aveva colpito irreversibilmente proprio nell’esplicazione delle sue più alte e nobili facoltà, quelle intellettuali.

Per Alessandria Guido è stato una presenza importante: per l’amicizia stretta e la collaborazione sistematica con Adelio Ferrero, fin dagli anni Cinquanta quando -oltretutto coetanei- erano entrambi giovani laureandi e collaboratori alle prime armi di “Cinema nuovo” ancora quindicinale in edicola.

Come suo fiancheggiatore stretto all’ateneo bolognese e nell’impresa di “Cinema e Cinema” fino alla tragica scomparsa di Adelio; come perno insostituibile della giuria del Premio intitolato alla sua memoria fin dalla prima edizione (1978: e vinsero ex-aequo proprio due suoi allievi!); come premiato -con grande commozione generale, già inesorabilmente colpito dalla malattia- col “guantone d’oro” alla carriera critica, nella quarta edizione di “Ring!”, insieme a un altro grande maestro dello scrivere di cinema e dell’insegnarlo,

Mino Argentieri (2005: forse la sua ultima apparizione in pubblico: quando, negli anni immediatamente successivi, partecipando con Roberto Santagostino a due convegni nazionali FIC a Fiesole, si passava davanti alla sua casa in via della Piazzuola, mancò il coraggio di suonare il campanello). Continua a leggere “Per Guido Fink, di Nuccio Lodato”

Missili in giardino ma… in mès dal mond

Missili in giardino ma… in mès dal mond

Nuccio Lodato – Maurizio Mula  https://appuntialessandrini.wordpress.com

Da vogheresi doc che si conoscono dall’infanzia -nel senso letterale: otto anni di scuola nello stesso banco e un felice ritrovarsi, contro ogni calcolo probabilistico, da pensionati- amiamo molto Rivanazzano.

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Da piccoli, “à la Riva” le nostre mamme ci portavano alle terme per le inalazioni con la “corriera” della non ancora Arfea (la gloriosa ditta Noli, fiore all’occhiello iriense anch’essa…); qualche anno dopo ci andavamo per conto nostro in bici, azzardando spesso il mitico percorso Voghera-“Riva”-Salice con ritorno via Casalnoceto-Viguzzolo-Tortona-Pontecurone, non senza qualche affondo più audace nel profondo della Valle Staffora fino a Varzi e più su.

Oggi è diventato luogo gradito e frequentato di incontri familiari: la squisita tavola ospitale di Piera Selvatico, l’eccellente lavoro della Biblioteca, del Teatro e dell’attivissimo Circolo Fotografico, la splendida galleria d’arte contemporanea di Franco Riccardi, le squisitezze della gelateria-pasticceria Albertini e il richiamo della piscina ce lo rendono altrettanto familiare quanto sessanta e più anni fa.

Per tutte queste ragioni personali condivise, siamo rimasti particolarmente colpiti, e almeno in prima battuta esilarati, dalle recenti notizie di ritrovamenti: anche se, pensandoci bene…. Ma cominciamo dal fatto. Continua a leggere “Missili in giardino ma… in mès dal mond”

Bernardo Bertolucci: mezzo secolo e venti film di una magnificenza continua, di Nuccio Lodato

Bernardo Bertolucci: mezzo secolo e venti film di una magnificenza continua, di Nuccio Lodato

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I piccoli aeroplani di carta che tu

 fai volano nel crepuscolo, si perdono

come farfalle notturne nell’aria

che s’oscura, non torneranno più.

Così i nostri giorni, ma un abisso

meno dolce li accoglie

di questa valle silente di foglie

morte e d’acqua autunnali 

dove posano le loro stanche ali

i tuoi fragili alianti.

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Attilio Bertolucci, Per B… (da Lettera da casa, 1951)

Dev’essere proprio vero che nonostante tutto –modello Netflix e desertificazione delle sale in testa- il cinema sia immortale.

Il giorno stesso dello sfilare mesto di esponenti di un passato tanto grandioso quanto invecchiato melanconicamente nella non affollatissima camera ardente per Bernardo Bertolucci alla Protomoteca, ecco l’affacciarsi clamoroso e per più versi stupefacente, nella prima serata di RaiUno, dei due ultramagistrali primi episodi de L’amica geniale che Saverio Costanzo ha tratto da par suo dal primo dei quattro volumi della Ferrante (e a marzo riprenderà a girare…).

“Con nitore formale, come solo Rossellini sapeva fare, caricando di pensieri imperscrutabili, metafisici, le figure neorealiste che entravano nel suo obiettivo” come ha scritto, centrando il bersaglio al solito in due righe, Aldo Grasso sul “Corriere”.

Ma su quest’Amica bisognerà, con calma, tornare e ri-tornare; resta la sommessa speranza che, almeno i due episodi in questione e anticipati in sala, Le bambole e I soldi, Bernardo abbia potuto, nella sua insaziabile fame generosa di cinema innovativo, vederli. Continua a leggere “Bernardo Bertolucci: mezzo secolo e venti film di una magnificenza continua, di Nuccio Lodato”

A Quiet Passion di Terence Davies: un capolavoro per un portento

A Quiet Passion di Terence Davies: un capolavoro per un portento

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Nuccio Lodato  http://www.cittafutura.al.it/

Nel panorama irrazionalmente gremito dell’”offerta cinematografica” plurimediale multitasking ormai riuscita a sopraffarci, l’attenzione al tradizionale declinare tardoprimaverile e anonimo della vecchia cara stagione nelle rare sale superstiti consente, come quasi ogni anno, isolati quanto splendidi incontri.

Il ritorno, per fortuna… “dal 14 giugno, al cinema” (!) della firma di Terence Davies è stato già di per sé un evento: a priori, senza neppure andarne a scoprire le carte. Ancora di più, se disvelato a tempo debito: coraggio e testardaggine di una recente distributrice hanno fatto finalmente giungere questo film, a due anni dall’uscita originaria preceduta da positivi passaggi a Toronto, Londra e Berlino. E grazie ancora una volta a Paolo Pasquale, che ad Alessandria è riuscito a farlo vedere… Continua a leggere “A Quiet Passion di Terence Davies: un capolavoro per un portento”

La mostra dell’anno: Gaudenzio Ferrari tra Varallo, Vercelli e Novara

La mostra dell’anno: Gaudenzio Ferrari tra Varallo, Vercelli e Novara

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Nuccio Lodato http://www.cittafutura.al.it

Punto di forza assoluto di questa straordinaria esposizione l’aver saputo e potuto affiancare, nelle tre sedi deputate, altrettante irresistibili ostensioni temporanee al sontuoso patrimonio permanente dei luoghi: «a Varallo una Pinacoteca dentro un palazzo antico, a Vercelli dentro una struttura temporanea atterrata dentro una chiesa sconsacrata, a Novara un salone a capriate all’ultimo piano di un Broletto medioevale» (Giovanni Agosti, curatore, in catalogo).

Vercelli: alla struttura dell’Arca (l’antico tempio di S. Marco, di cui appena  dopo inizieranno i restauri) riproposti i polittici di Gattinara e di Romagnano: ma anche le opere che non sia stato possibile ottenere sono a loro volta puntigliosamente elencate. Tornata la clamorosa ”Adorazione” di Sarasota (Florida) che aveva già figurato nella fondante proto-mostra del 1956 di cui si dirà; si aggiunti il “Compianto” da Budapest, la “Natività” dall’Assunta di Morbegno, il “Battesimo” casalese, e varie provenienze da collezioni private, oltre a disegni a carboncino e a matita, e a lavori di artisti correlabili. Nella chiesa umiliato/agostiniana di San Cristoforo (1515), la “Madonna degli Aranci” e le clamorose “Storie”, affrescate ciclicamente, della Maddalena e della Vergine con la Crocifissione (1529-34),  in grado di  competere con le spazialmente consimili prestazioni che il Tintoretto avrebbe fornito una ventina d’anni dopo nella “sua” Madonna dell’Orto veneziana. Continua a leggere “La mostra dell’anno: Gaudenzio Ferrari tra Varallo, Vercelli e Novara”

L’alfa e l’omega dell’infinito Orson Welles. Too Much Johnson (1938, α) e The Other, di Nuccio Lodato

L’alfa e l’omega dell’infinito Orson Welles. Too Much Johnson (1938, α) e The Other, di Nuccio Lodato

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L’orizzonte della cultura cinematografica, tra il 2008 e il 2013, venne mosso con forza dalla diffusione di una notizia tanto sbalorditiva quanto situabile ai limiti dell’incredibile. L’opera prima di Orson Welles, Too Much Johnson, realizzata nel 1938 ma considerata perduta dallo stesso autore, che la riteneva andata in fumo con l’incendio 1970 della sua villa madrilena, era stata ritrovata fortuitamente in un magazzino di Pordenone: e nella stessa città sarebbe stata poi presentata, in prima mondiale, il 9 ottobre 2013 dalle locale e gloriose Giornate del Cinema Muto.

A questo straordinario film non più fantasma, ha dedicato ora un magnifico libro monografico Massimiliano Studer (Alle origini di Quarto potere. Too Much Johnson, il film perduto di Orson Welles, Mimesis, Milano-Udine 2018, euro 20). Continua a leggere “L’alfa e l’omega dell’infinito Orson Welles. Too Much Johnson (1938, α) e The Other, di Nuccio Lodato”

Che spettatore? Marziano o … anziano? (Il cinema del passato e gli occhi di adesso) di Nuccio Lodato

Che spettatore? Marziano o … anziano? (Il cinema del passato e gli occhi di adesso) di Nuccio Lodato

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Non so niente della letteratura di oggi. Da tempo gli scrittori miei contemporanei sono i greci.

Jorge Luis Borges

Mezzo secolo fa il grande critico Robin Wood, purtroppo non più tra noi da quasi un decennio, pubblicando da Seecker & Warburg il suo bel libro su Howard Hawks (che mi sarebbe stato prezioso, dieci anni dopo, nel fare per l’allora La Nuova Italia dei Codignola e di Giovanni Carocci, appena scomparso, la prima edizione del mio librettino), lanciò un giochetto coinvolgente: se doveste spiegare cos’è il cinema a un marziano, che film scegliereste di fargli vedere? Da parte mia -aprì il gioco lui stesso, gli mostrerei Un dollarod’onore, appunto di Hawks. Coerentemente, avrebbe fatto seguire nel 2003 la piccola bella monografia sul capolavoro nella collezione monografica del British Film Institute, che il «Cinema Journal» dell’Università del Texas ha poi opportunamente ripubblicato per ricordarlo quando salutò.

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Quando regista rima con stakanovista… Quali i cineasti più “laboriosi”?, di Nuccio Lodato

Quando regista rima con stakanovista… Quali i cineasti più “laboriosi”?

Nuccio Lodato

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Alessandria: Tanti anni fa un notissimo critico italiano accusò uno dei nostri maggiori registi, oggi passato longevamente quanto drammaticamente a miglior vita in piena gloria, di avere una concezione “impiegatizia” del suo lavoro. Ricordo di persona che negli anni Sessanta, a Genova, al bar che separava/congiungeva in via Niccolò Bacigalupo i teatri Duse e Genovese, un enorme attore tuttora vivente – all’epoca bandiera dello Stabile genovese di Chiesa e Squarzina – sorbendo il caffè al banco prima di riprendere le prove, fosse solito lamentare di come il suo lavoro somigliasse troppo al “timbrare il cartellino”. E il grande Howard Hawks, conversando con l’amico-intervistatore McBride negli ultimi anni della sua vita, a proposito di un collega del passato osservava: “Woody Van Dyke si limitava a posizionare la macchina da presa e a riprendere: assolutamente senza composizione, nessun movimento, niente di niente. Sistemava la macchina da presa e riprendeva. Gli preparavano il lavoro: lui finiva per l’una e andava a casa. Fede dei buoni film”.

Mi è capitato, un paio di mesi fa, di partecipare a un piccolo ma assai riuscito convegno, organizzato dal Circolo del Cinema di Tortona, sull’opera di Woody Allen, proprio nei giorni in cui stava riprendendo piede la singolare caccia alle streghe, retrospettiva e alla rovescia, che di quando in quando torna a coinvolgerlo. E in cui si metteva in dubbio  la volontà stessa, da parte di Amazon, di dare effettivamente il via alla realizzazione del suo nuovo, annunciato A Rainy Day in New York (non so, al momento, come si stiano mettendo le cose).

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Sandro Bolchi ritrovato: quasi una storia di famiglia…

Sandro Bolchi ritrovato: quasi una storia di famiglia…

Nuccio Lodato  https://appuntialessandrini.wordpress.com/

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Il prossimo numero (170, marzo-aprile: in edicola dopo Pasqua) del bimestrale di cultura e turismo, edito a Voghera,  «Oltre» (www.oltre.eu) si aprirà con un “Primo piano” dal titolo Sandro Bolchi. Un vogherese per caso da Sempione a Teulada.

Il dossier conterrà, con un’ampia biografia cronologica del grande regista televisivo, una privata memoria della figlia Susanna, un intervento di Giuseppe Polimeni (docente di Linguistica e Storia della lingua italiana all’Università Statale di Milano) sulla triangolazione Bacchelli-Manzoni-Bolchi, un elenco alfabetico organico dei quattrocento attori utilizzati nelle sue realizzazioni, e una serie di schede sui principali autori letterari cui ha rivolto attenzione nel quarantennio di attività Rai e privata compreso fra il 1955 e il 1995 (in ordine cronologico: Shakespeare, Bacchelli, Hugo, Manzoni, Dostoevskij, Tolstoj). Con un’ulteriore appendice sugli altri registi-chiave della stagione d’oro per gli sceneggiati Rai.

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Quando regista rima con stakanovista… Quali i cineasti più “laboriosi”?

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Tanti anni fa un notissimo critico italiano accusò uno dei nostri maggiori registi, oggi passato longevamente quanto drammaticamente a miglior vita in piena gloria, di avere una concezione “impiegatizia” del suo lavoro. Ricordo di persona che negli anni Sessanta, a Genova, al bar che separava/congiungeva in via Niccolò Bacigalupo i teatri Duse e Genovese, un enorme attore tuttora vivente -all’epoca bandiera dello Stabile genovese di Chiesa e Squarzina- sorbendo il caffè al banco prima di riprendere le prove, fosse solito lamentare di come il suo lavoro somigliasse troppo al “timbrare il cartellino”.

 E il grande Howard Hawks, conversando con l’amico-intervistatore McBride negli ultimi anni della sua vita, a proposito di un collega del passato osservava: “Woody Van Dyke si limitava a posizionare la macchina da presa e a riprendere: assolutamente senza composizione, nessun movimento, niente di niente. Sistemava la macchina da presa e riprendeva. Gli preparavano il lavoro: lui finiva per l’una e andava a casa. Fede dei buoni film”.

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Sandro Bolchi ritrovato: quasi una storia di famiglia, di Nuccio Lodato 

Sandro Bolchi ritrovato: quasi una storia di famiglia, di Nuccio Lodato 

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Il prossimo numero (170, marzo-aprile: in edicola dopo Pasqua) del bimestrale di cultura e turismo, edito a Voghera,  «Oltre» (www.oltre.eu) si aprirà con un “Primo piano” dal titolo Sandro Bolchi. Un vogherese per caso da Sempione a Teulada.

Il dossier conterrà, con un’ampia biografia cronologica del grande regista televisivo, una privata memoria della figlia Susanna, un intervento di Giuseppe Polimeni (docente di Linguistica e Storia della lingua italiana all’Università Statale di Milano) sulla triangolazione Bacchelli-Manzoni-Bolchi, un elenco alfabetico organico dei quattrocento attori utilizzati nelle sue realizzazioni, e una serie di schede sui principali autori letterari cui ha rivolto attenzione nel quarantennio di attività Rai e privata compreso fra il 1955 e il 1995 (in ordine cronologico: Shakespeare, Bacchelli, Hugo, Manzoni, Dostoevskij, Tolstoj). Con un’ulteriore appendice sugli altri registi-chiave della stagione d’oro per gli sceneggiati Rai.

Io sono sempre lo stesso, in fondo. Non vorrei mai il computer.

Sandro Bolchi

Perché tornare ad occuparsi, oggi, di Bolchi? Non sono stati in molti, finora, a farlo. L’amico Oreste De Fornari per primo nel ’90, col suo peraltro godibilissimo Teleromanza (Mondadori), quando il regista televisivo “serio” per antonomasia era ancora in attività: anzi, il suo probabile capolavoro, La coscienza di Zeno, era andato in onda da soli due anni. Confinandolo però nella pur amabile e apprezzabile figura del docente/divulgatore dei classici a un ideale liceo per adulti alfabetizzandi nella mission della Rai di mezzo secolo fa (punto di vista che Oreste avrebbe peraltro ribadito nella nuova edizione aggiornata, con gli amici alessandrini di Falsopiano nel 2010). Continua a leggere “Sandro Bolchi ritrovato: quasi una storia di famiglia, di Nuccio Lodato “

I mici tipografi di Castelnuovo…(per la nostra «Festa Nazionale del Gatto») di Nuccio Lodato

I Mici LOTTO-Annunciazione-11

di Nuccio Lodato

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All’indimenticabile memoria di ZEUS,
Gatto Nero incomparabile e insuperato

[e al Micio Ignoto che solo, con la Madonna, vide
irrompere l’Angelo: Lorenzo Lotto, Annunciazione]

Non ho mai amato le “Giornate” di qualsiasi tipo, inventate nel periodo più recente. Né quelle assurde e pretenziose, ancor che riguardanti cause decisive della politica e della salute (il Rifugiato, le malattie rare, la stessa Pace…) perché non è attraverso simili richiami multimediali inflazionanti che si possono affrontare seriamente i problemi di fondo.Neppure quelle, serie o giocose che siano, attinenti all’impiego del tempo libero (in questa società obbligata ad averne sempre meno, e incline a monetizzarlo sempre più!), che tendono a richiamare l’attenzione di massa su attività culturali o sportive, che abbisognerebbero innanzitutto, invece, di un’appropriata e tempestiva formazione di base.

Per non parlare poi delle decisamente deprimenti, ma debordanti nella loro sfacciataggine, consacrate a Parenti & Amici (la Mamma, il Papà, i Nonni, la Prozìa: mettiamoci pure dentro gli Innamorati dell’altroieri…), scopertamente finalizzate soltanto a impinguare un po’ i conti, di questi tempi non sempre in salute, di pasticceri e ristoratori, profumieri e agenti di viaggio (peraltro in via di estinzione, questi ultimi, grazie al fai da te di Sua Maestà il Web…). Continua a leggere “I mici tipografi di Castelnuovo…(per la nostra «Festa Nazionale del Gatto») di Nuccio Lodato”

La vendetta postuma della contessa Cini. Lyda Borelli in mostra alla “sua” Fondazione veneziana, e non solo

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di Nuccio Lodato. Alessandria

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Ha chiuso i battenti a Venezia il 15 novembre (dopo esservi stata inaugurata il 1° settembre, in coincidenza con la rassegna del Lido) la mostra Lyda Borelli primadonna del Novecento, alla Galleria di Palazzo Cini sul Canal Grande. Nel pomeriggio del 4 settembre era stato proiettato alla Fenice, introdotto da Matteo Pavesi e accompagnato da un trio femminile che ha eseguito il commento musicale originale, eccezionalmente composto da Mascagni, Rapsodia satanica di Nino Oxilia, nel centenario della realizzazione. In concomitanza, Alinari ha pubblicato il bel volume anche fotografico Il teatro di Lyda Borelli, curato da Maria Ida Biggi (direttrice dell’Istituto per il Teatro e il Melodramma della Fondazione Cini di Venezia) e Marianna Zannoni.

E a Milano la Cineteca Italiana, cui si deve la conservazione del nitrato originale che a reso possibile il recupero proprio di Rapsodiasatanica, ha dedicato all’attrice una retrospettiva, comprendente anche Ma l’amor mio nonmuore! di Caserini (1913: la Cineteca di Bologna aveva a sua volta editato, nel centenario dell’uscita, un esemplare dvd del film d’esordio della grande attrice teatrale) e La donnanuda di Gallone (1914). Continua a leggere “La vendetta postuma della contessa Cini. Lyda Borelli in mostra alla “sua” Fondazione veneziana, e non solo”

Renzi, la Costituzione, la sinistra e le elezioni, di Nuccio Lodato

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di Nuccio Lodato

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Cari compagni e amici, ho da tempo rinunciato a proporre miei eventuali piccoli contributi “politici”  personali a Città Futura perché, sia pure da lontano, mi pare di avvertirvi una tensione interna eccessiva e nervosismi controproducenti: gli stessi che stanno caratterizzando l’odierno quadro politico giornaliero, con qualche particolare accentuazione nel Partito Democratico.

Quando Grasso propone di prendere a base programmatico-operativa l’art. 3 della Costituzione, si tocca con mano, in concreto, un’ovvietà risaputa: lo stato assolutamente insoddisfacente della sua progressiva attuazione, a quasi settan’anni dall’entrata in vigore. Almeno su questo i dissensi non dovrebbero registrarsi. Continua a leggere “Renzi, la Costituzione, la sinistra e le elezioni, di Nuccio Lodato”

Ricerche, Ricercatori, Ricercati, di Nuccio Lodato

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di Nuccio Lodato Alessandria da: http://www.cittafutura.al.it/

Le ricerche si estendono sempre, lo si sa, ”in tutte le direzioni”. Tanto quelle politiche che le scientifiche che le penali. I due ex-poli sono travagliati nella ricerca di implausibili alleanze interne ed esterne, che l’indeterminabilità delle legge elettorale prossima non ventura rende irricercabili, almeno per ora. I ricercatori si lasciano alle spalle il buio silenzio inaccogliente dei loro atenei per ricercare affannati qualche biglietto low cost o last minute [non di Ryanair, per favore: lì conviene anzi abbandonare le ricerche, a meno che non siricerchino piloti in fuga, e pertanto ricercati) per andare a ricercarsi un posto da ricercatorein qualche ateneo d’oltre confine (al termine della ricerca scopriranno magari pure che tutto il mondo è paese: ma una cosa alla volta per carità).  Continua a leggere “Ricerche, Ricercatori, Ricercati, di Nuccio Lodato”