Peppino Impastato, a 71 anni dalla nascita, di Lia Tommi 

Peppino Impastato, a 71 anni dalla nascita, di Lia Tommi 

di Lia Tommi,  Alessandria 

Peppino Impastato.jpg


“Io voglio fottermene! Io voglio gridare che la mafia è  una montagna di  merda!”

Il 5 gennaio 1948 nacque a Cinisi Peppino Impastato, giornalista, attivista e poeta. Nel 1976 fondò  Radio Aut, radio libera e autofinanziata, con cui denunciò gli affari mafiosi di Cinisi e Terrasini.

Due anni  dopo si candido’ nella lista di Democrazia Proletaria alle elezioni comunali,  ma durante la campagna elettorale venne assassinato. Il suo corpo venne fatto esplodere con il tritolo sui binari della ferrovia.

Pochi giorni dopo,  Cinisi lo elesse simbolicamente.

Sulla sua storia è  stato realizzato nel 2001  il film “I cento passi”, di Marco Tullio Giordana, che prende il titolo dalla distanza tra casa Impastato e quella del boss  Gaetano Badalamenti.

Stesso nome è stato scelto per l’azienda vinicola, costituita vicino a Palermo da due cooperative del progetto Libera Terra, che gestiscono beni confiscati ai boss di Cosa  Nostra. 

Dove il Vespro ebbe inizio: la chiesa del Santo Spirito a Palermo, di Donatella Pezzino

La guerra dei Vespri Siciliani iniziò a Palermo con la rivolta del lunedi di Pasqua del 1282 ( 30 marzo), scoppiata in seguito alla perquisizione arbitraria di una gentildonna da parte di un soldato francese. L’episodio si svolse davanti alla chiesa normanna del Santo Spirito, che da allora è conosciuta anche con il nome di “Chiesa del Vespro”.

L’edificio fu realizzato nel 1178 per iniziativa di Margherita di Navarra, consorte del re normanno Guglielmo il Malo,  e affidato all’Ordine cistercense; nel XVIII secolo vi sorse attorno il cimitero di Sant’Orsola ma ciò non ha reso meno suggestiva la sua bellezza.

L’impianto è basilicale, a tre navate con sei colonne e otto archi; il cappellone maggiore porta la firma del celebre scultore palermitano Antonello Gagini  (1478 – 1536). Il pregiato soffitto ligneo e lo stupendo Crocifisso in legno risalente al XV secolo rendono questa chiesa ancora più preziosa. Continua a leggere “Dove il Vespro ebbe inizio: la chiesa del Santo Spirito a Palermo, di Donatella Pezzino”

Dimore Liberty di Sicilia: il Villino Florio all’Olivuzza, di Donatella Pezzino

Quando si parla di stile Liberty, non si può non pensare al Villino Florio. Ancora oggi, questo piccolo gioiello dell’Art Nouveau fa bella mostra di sé al n. 38 di Viale Regina Margherita a Palermo, nel quartiere dell’”Olivuzza” vicino alla Zisa,  dove crea una parentesi incantevole e fuori dal tempo a stretto contatto con la modernità. Circondato da un suggestivo giardino, l’edificio è un vero e proprio respiro di arte e di bellezza, capace di rendere più tollerabile l’aspetto – ben poco artistico – dei palazzoni che lo circondano.

Costruito tra il 1899 e il 1902, fu commissionato dai coniugi Florio all’insigne architetto Ernesto Basile, uno dei massimi esponenti del modernismo italiano e del Liberty, nonchè autore di edifici ed interni celebri (l’ala nuova di Montecitorio e il palazzo Bruno di Belmonte di Ispica, solo per fare qualche esempio). Desiderosi di regalare una dependance al giovane figlio Vincenzo, i facoltosi imprenditori palermitani, com’era loro costume, non badarono a spese, lasciando piena libertà al genio creativo di Basile.

Ispirandosi all’indole del futuro proprietario, uomo raffinato, cosmopolita e amante dei viaggi, l’architetto fuse con sapiente armonia una pluralità di stili, dal romanico al barocco, dal gotico al rinascimentale, reinterpretando motivi nordici e mediterranei alla luce del nuovo gusto Liberty.

All’esterno, i capitelli, i bassorilievi, le torrette, le scalinate, le vetrate, il loggiato e i dettagli artistici in ferro battuto danno vita ad un insieme dalle forme sinuose che accarezzano lo sguardo: qui, l’armonia è creata dalla diversità, l’eleganza dalla capacità di essere eclettici e originali senza mai spezzare l’equilibrio delle parti.

All’interno, il legno trasmette ovunque calore e intimità, creando un’atmosfera raccolta, avvolgente e al tempo stesso estremamente ricercata. Alcuni elementi decorativi, come il soffitto ligneo scolpito della scalinata, le pareti rivestite di stoffe a motivi floreali, gli intarsi sulle porte e sul camino, realizzano un perfetto connubio fra opulenza e squisito gusto artistico.

A dispetto degli anni che passano, l’interior design del Villino colpisce per la sua sorprendente attualità: le stanze e gli ambienti di passaggio, dai rivestimenti agli elementi decorativi, potrebbero tranquillamente uscire dall’ultimo numero di una moderna rivista di arredamento.

Altrettanto all’avanguardia era l’arredamento originario. Lo aveva progettato lo stesso Basile, conosciuto in tutta Europa non solo come architetto, ma anche per i suoi originali mobili di design. Purtroppo, oggi non possiamo più ammirare quelli dell’ Olivuzza: nel 1962, sono andati irrimediabilmente perduti in un incendio che ha devastato parte della struttura, insieme ai dipinti e gli affreschi di Ettore Maria Bergler e Giuseppe Enea e ad altre pregevoli opere d’arte.

Nel periodo di maggior splendore, ovvero durante la Belle Epoque, il Villino vide tra le sue stanze ricevimenti sfarzosi ed ebbe molti ospiti illustri, sia italiani che stranieri.

Nel 1911, la giovanissima moglie di Vincenzo Florio morì di colera dopo soli pochi anni di matrimonio, e senza dargli alcun erede. Da allora, iniziò per il Villino la parabola discendente: l’immobile e il relativo parco furono quasi abbandonati finchè, nel 1922, i fratelli Florio li vendettero per far fronte a gravi problemi economici.

La proprietà passò al principe di Fitalia e poi alla Curia Arcivescovile; negli anni Trenta e Quaranta, gran parte del parco venne lottizzato e adibito a nuove costruzioni.

Nel 1984, l’edificio è stato acquisito dalla Regione Siciliana, che lo ha sottoposto ad una serie di restauri e ne ha fatto una delle sue sedi di rappresentanza. Oggi il Villino Florio è aperto al pubblico: è possibile visitarlo dal martedi al sabato e ogni prima domenica del mese dalle 9 alle 13.

Donatella Pezzino

dal Blog: Donatella Pezzino – La donna siciliana nella storia e nella poesia

Palermo. “I balati ra Vucciria ‘un s’asciucanu mai”, Rosetta Amoroso

“I balati ra Vucciria ‘un s’asciucanu mai”, Rosetta Amoroso

Palermo dentro e fuori Vucciria Palermo

iballa

Un tempo si diceva “I balati ra Vucciria ‘un s’asciucanu mai”, le strade della Vucciria non si asciugano mai, tanta era l’acqua che si utilizzava per tenere fresco il pesce.

In realtà dell’antico e grande mercato, restano oggi solo un paio di fruttivendoli, alcune pescherie e la Taverna Azzurra, frequentata da bevitori locali ma anche punto di riferimento di tanti giovani che dopo il tramonto si riversano qui per bere per pochi euro il rinomato “sangue siciliano” o il classico “zibibbo”.

La Vucciria è anche storia
Passeggiare per le vie della zona è una cosa che vi consigliamo di fare per apprezzarne la bellezza decadente e scoprire un pezzetto di storia della città. Infatti, lungo la strada che da Piazza Caracciolo porta a Piazza Garraffello si può ammirare la statua del Genio di Palermo, una figura mitologica considerata simbolo della città e la Chiesa di Santa Eulalia che ospita l’Istituto Cervantes.

Piazza Garraffello tra Street Art e dj set
A Piazza Garraffello, le facciate dei palazzi bombardati durante l’ultima grande guerra, tuttora abbandonati e disabitati, sono diventate quinta scenografica della piazza grazie alle installazioni e i graffiti dell’artista austriaco Uwe.
Il fine settimana la Piazza Garraffello si trasforma in discoteca a cielo aperto con giovani dj emergenti.

Palermo, sfratto bancarelle librai: provvedimento sospeso

Palermo, sfratto bancarelle librai: provvedimento sospeso

cq5dam.web.738.462

Foto di Archivio (ANSA)

Sulla questione è intervenuto Sergio Marino, assessore alle Attività produttive del comune del capoluogo siciliano: “Nessuno sfratto, il provvedimento è stato sospeso. I  librai in via Libertà non rappresentano un problema”


Palermo, bancarelle troppo vicine a pista ciclabile: librai sfrattati

Aveva suscitato polemiche, a Palermo, la richiesta di trasferimento delle bancarelle dei librai(LEGGI QUI). Ma sulla questione è intervenuto anche Sergio Marino, assessore alle Attività produttive del comune del capoluogo siciliano: “Nessuno sfratto, il provvedimento è stato sospeso. Risolveremo la questione dei librai in via Libertà perché non rappresentano un problema. Sono molto amareggiato perché nessuno mi ha detto nulla sul provvedimento. Sono pronto a incontrare gli uffici della Mobilità così come la Soprintendenza, che si è sempre dimostrata collaborativa: risolveremo tutto nel migliore dei modi”. 

https://tg24.sky.it

Orlando sospende misure decreto Salvini. Ultima Ora. ANSA.it

PALERMO – Il sindaco di Palermo Leoluca Orlando, con una nota inviata al capo area dell’ufficio anagrafe, ha dato disposizione di non applicare a Palermo le misure volute del cosiddetto “decreto sicurezza”, messo a punto dal vice premier e ministro dell’In… (ANSA)

Sorgente: Orlando sospende misure decreto Salvini – Ultima Ora – ANSA.it

Monreale, muore per esalazioni della stufa l’attore Giovanni Martorana. Sky TG24

Una foto di Giovanni Martorana (Getty Images) L’attore è deceduto per le esalazioni della stufa, rimasta accesa durante la notte. L’uomo è stato trovato senza vita dietro alla porta di casa, forse, in un estremo tentativo di salvarsi Giovanni Martorana, attore palermitano di 53 anni, è stato trovato morto nella sua casa di contrada Pezzingoli a Monreale, in provincia di Palermo.

Il decesso è avvenuto venerdì 21 dicembre, a causa delle esalazioni di una stufa a legna rimasta accesa mentre l’uomo dormiva. Secondo quanto riferiscono alcuni amici, Martorana avrebbe provato a raggiungere la porta di casa, dietro la quale è stato trovato senza vita… continua su: Monreale, muore per esalazioni della stufa l’attore Giovanni Martorana | Sky TG24

Speleologa cade in una grotta di 100 metri: nel Palermitano si cerca di recuperarl.Repubblica.it

La donna è scivolata in una cavità a Isnello, sulle Madonie. Ha una gamba fratturata. In azione Soccorso alpino e medici. Le operazioni dureranno

Sorgente: Speleologa cade in una grotta di 100 metri: nel Palermitano si cerca di recuperarla – Repubblica.it

Ucciso nel sonno a Palermo, moglie e due figli confessano. «Ci maltrattava da anni»

https://www.ilmessaggero.it

Dramma durante la notte a Palermo in un’abitazione di in via Falsomiele. Una donna, Salvatrice Spataro, si è accusata dell’omicidio del marito, Pietro Ferrera (entrambi 45enni) accoltellando mentre dormiva la notte scorsa a Palermo.

È stata lei a chiamare il 118 chiedendo l’intervento di un’ambulanza spiegando di avere accoltellato il consorte nel sonno. Il delitto, ha spiegato la donna, sarebbe stato commesso per mettere fine a continui litigi della coppia. «Venite subito… ho colpito con diverse coltellate mio marito mentre dormiva, accanto a me c’è mio figlio, è tutto insanguinato…». 

Il personale medico arrivato sul posto non ha potuto fare altro, però, che constatare l’avvenuto decesso dell’uomo.

Sorgente: Ucciso nel sonno a Palermo, moglie e due figli confessano. «Ci maltrattava da anni»

Roberto Maestri: La Douja d’oro a Palermo

Roberto Maestri: La Douja d’oro a Palermo

Davvero notevole l’interesse riscosso dal Convegno Aleramici in Sicilia. Personaggi Astigiani e “Lombardi” protagonisti di una emigrazione medievale tenutosi presso la sede della Camera di Commercio di Asti e organizzato dal Circolo Culturale “I Marchesi del Monferrato”: studiosi provenienti dal Piemonte, Liguria e Lombardia hanno presentato contributi, spesso inediti, sulla presenza dei nostri conterranei nell’isola.

Palermo Douja-1.jpg

Particolarmente significativa la consegna della Douja d’Or da parte del presidente della Camera di Commercio, Erminio Renato Goria, al presidente de “I Marchesi del Monferrato” Roberto Maestri che avrà l’incarico di esporla a Palermo in occasione del Convegno Dalle terre degli Aleramici alla Sicilia. La migrazione “Lombarda” nella Sicilia arabo-normanna in programma il 5 ottobre.

L’evento palermitano rappresenta la più importante iniziativa culturale mai tenutasi su queste tematiche: vedrà la presenza di assessori e consiglieri regionali piemontesi e siciliani, del sindaco di Palermo, dei direttori dei siti UNESCO di Langhe-Roero e Monferrato e della Sicilia. A presentare i contenuti scientifici relatori appartenenti a “I Marchesi del Monferrato”, alle Università di Bologna, Catania, Messina, Palermo e Richmond (USA). Continua a leggere “Roberto Maestri: La Douja d’oro a Palermo”

Roberto Maestri: La Douja d’oro a Palermo

Roberto Maestri: La Douja d’oro a Palermo

Davvero notevole l’interesse riscosso dal Convegno Aleramici in Sicilia. Personaggi Astigiani e “Lombardi” protagonisti di una emigrazione medievale tenutosi presso la sede della Camera di Commercio di Asti e organizzato dal Circolo Culturale “I Marchesi del Monferrato”: studiosi provenienti dal Piemonte, Liguria e Lombardia hanno presentato contributi, spesso inediti, sulla presenza dei nostri conterranei nell’isola.

MM_Header_04

Particolarmente significativa la consegna della Douja d’Or da parte del presidente della Camera di Commercio, Erminio Renato Goria, al presidente de “I Marchesi del Monferrato” Roberto Maestri che avrà l’incarico di esporla a Palermo in occasione del Convegno Dalle terre degli Aleramici alla Sicilia. La migrazione “Lombarda” nella Sicilia arabo-normanna in programma il 5 ottobre.

L’evento palermitano rappresenta la più importante iniziativa culturale mai tenutasi su queste tematiche: vedrà la presenza di assessori e consiglieri regionali piemontesi e siciliani, del sindaco di Palermo, dei direttori dei siti UNESCO di Langhe-Roero e Monferrato e della Sicilia.

A presentare i contenuti scientifici relatori appartenenti a “I Marchesi del Monferrato”, alle Università di Bologna, Catania, Messina, Palermo e Richmond (USA). In occasione del Convegno sarà proiettato il documentario Aleramici in Sicilia. Viaggio nel cuore della Sicilia Aleramica Normanna (a cura di Fabrizio Di Salvo e Roberto Maestri) sarà inoltre organizzata una Rievocazione Storica (a cura di Cristina Antoni e di Samantha Panza) ed una Esposizione dei Prodotti tipici piemontesi e siciliani (a cura di Eleonora Norbiato). Continua a leggere “Roberto Maestri: La Douja d’oro a Palermo”

25 anni fa l’assassinio di padre Pino Puglisi, di Lia Tommi

Il 15 settembre 1993, 25 anni fa, padre Pino Puglisi veniva brutalmente assassinato nel quartiere di Brancaccio, a Palermo, nel giorno del suo 56esimo compleanno. Proclamato beato vent’anni dopo, il 25 maggio 2013, è il primo martire della Chiesa per mano mafiosa, ucciso con un colpo alla nuca in odium fidei. Due mesi prima della tragica sera nella quale fu eliminato davanti al portone di casa sua, in piazzale Anita Garibaldi, aveva subito un’intimidazione di chiaro stampo mafiosa: di notte ignoti avevano parzialmente bruciato la porta della

Nel quartiere, feudo della famiglia Graviano, da alcuni anni era parroco della Chiesa di San Gaetano. E in quel quartiere, il sacerdote che amava ripetere che «se ognuno fa qualcosa si può fare molto», nel gennaio 1993 aveva inaugurato il Centro Padre Nostro: un luogo di incontro diventato presto punto di riferimento per giovani e famiglie.
Fu assassinato per il suo impegno in nome della giustizia e contro soprusi e illegalità. Per la sua costante predicazione antimafiosa; per il suo limpido apostolato contro i trafficanti e per il recupero dei giovani e delle fasce sociali marginali.
I pentiti hanno rivelato che a ordinare il delitto furono i boss del quartiere, Giuseppe e Filippo Graviano. Ma a sparare fu un commando guidato dal killer Salvatore Grigoli che, dopo essersi pentito, accusò come suoi complici Gaspare Spatuzza, Cosimo Lo Nigro, Luigi Giacalone. E il reggente della cosca, Nino Mangano. Grigoli ha anche raccontato che, quando don Pino Puglisi capì che stava per essere ammazzato, sussurrò «me l’aspettavo», sorridendo al suo assassino.
Dal 2013 padre Puglisi è riconosciuto dalla Chiesa beato e martire a causa della sua limpida testimonianza evangelica. E antimafiosa.

Aveva grandi orecchie, grandi mani, grandi piedi. E sapeva essere allegro e scherzare anche su se stesso. Padre Pino Puglisi spiegava ai suoi giovani che le orecchie grandi gli servivano ad ascoltare meglio, le mani grandi per accarezzare con più tenerezza, i piedi grandi per camminare velocemente e soddisfare subito le richieste di aiuto.

Era un prete senza conto in banca, con le tasche vuote e la casa (popolare) piena di libri di filosofia e psicologia. Donava tutto il suo tempo agli altri e aveva lo scaldabagno rotto e i rubinetti che schizzavano acqua dappertutto. Gli proposero gli incarichi più gravosi, scartati da tutti, e lui li accettò. Infatti arrivò a Brancaccio nel 1990 dopo che sei confratelli avevano detto di no.
Al contrario, quando gli offrirono chiese ricche, posti di prestigio, lui li rifiutò: «Non sono all’altezza, rimango qui tra i poveri», rispondeva. Andava alle riunioni ecclesiali e si sedeva in ultima fila. Era un intellettuale raffinato, ma non lo faceva capire a nessuno. Invece di esibirsi in dotte citazioni ai convegni, lui parlava in dialetto con gli operai.

Ricordando Carlo Alberto, di Cristina Saracano

Oggi, 3 settembre, ricorre un triste anniversario: l’attentato di Cosa Nostra in cui morirono a Palermo il generale Carlo Alberto Dalla Chiesa, sua moglie e l’agente della scorta Domenico Russo,

Nato a Saluzzo, in provincia di Cuneo nel 1920, due lauree in Giurisprudenza e Scienze Politiche, membro della Resistenza durante la seconda guerra mondiale, entra nell’Arma dei carabinieri e presta servizio in varie città del nord Italia.

Successivamente, lotta contro il banditismo in Campania e dal 1973 al 1979 a Torino si impegna con successo per sconfiggere le Brigate Rosse.

Grazie a questo risultato positivo, viene mandato in Sicilia per cercare di fermare le organizzazioni mafiose.

Nel 1982 viene nominato prefetto di Palermo per poter far luce sulla criminalità organizzata, ma, purtroppo, il suo incarico dura pochi mesi.

Ma la memoria resta, come il ricordo vivo di un uomo forte, uno dei tanti che ce la mettono tutta per avere un’Italia migliore.

Guardando la città, di Valerio Villari

Guardando la città, di Valerio Villari

Palermo, 13 agosto 2018 Il mio diario

Guardando

Continuo a guardare la città, una distesa di cemento sotto il monte Pellegrino, e cerco di immaginare come sarebbe questa immagine, se non avessi coscienza della tua esistenza, insistenza in essa.
Certo che anche un piccolo particolare può fare la differenza, ma tu sei la bellezza fattasi donna ed è donna anche la città ed allora siete belle entrambe. Ora, che tu esista, insista nella mia mente e che sia reale questa sensazione che ho di te, non cambia lo stato delle cose; per quanto mi riguarda sei l’unica immagine che riesco a contemplare e non è importante che sia giorno o notte, che io sia sveglio, oppure che stia dormendo, che abbia gli occhi aperti quindi, oppure chiusi, è determinante che tu sei i miei occhi e sei il mio respiro e sei il mio esserci in questa città che adesso, ogni giorno di più, diventa importante, ma sempre meno determinante dal momento che tutto dipende dalla tua esistenza nella mia vita.
Continua a leggere “Guardando la città, di Valerio Villari”

“Vattene nel tuo paese, sporco negro”, gli hanno urlato. Lesioni personali e odio razziale.

“Vattene nel tuo paese, sporco negro”, gli hanno urlato. Lesioni personali e odio razziale.

carabinieri-indagini-624x300

https://livesicilia.it

PALERMO – I carabinieri della compagnia di Partinico hanno rintracciato e portato in caserma uno degli aggressori del senegalese di 19 anni picchiato e insultato, tre giorni fa, mentre serviva ai tavoli in un bar a Partinico (Pa).

Si tratta di un operaio di 34 anni: è stato denunciato per lesioni personali aggravate dall’odio razziale. Diversi testimoni hanno confermato che si trovava nel bar dove lo straniero è stato aggredito e picchiato.

Il migrante che si trova in una comunità nel comune in provincia di Palermo, è stato aggredito tre giorni fa da un gruppo di giovani. “Vattene nel tuo paese, sporco negro”, gli hanno urlato come ha riferito la vittima ai militari.

Dopo le indagini i carabinieri sono risaliti a uno dei giovani che ha preso parte al pestaggio lo hanno fermato e lo stanno interrogando.